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17 luglio 2015 5 17 /07 /luglio /2015 06:59
L'Ultimo Volo. La tragica storia di Bill Lancaster: amore e resilienzaL'Ultimo Volo. La tragica storia di Bill Lancaster: amore e resilienza
L'Ultimo Volo. La tragica storia di Bill Lancaster: amore e resilienza
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Sylvain Estibal, L'ultimo volo, Ponte alle Grazie

L'ultimo volo (titolo originale: Le dernier vol de Lancaster, trad. di Orietta Mori), scritto dal francese Sylviain Estibal e pubblicato in Italia da Ponte alle Grazie (2004), racconta la storia di Bill Lancaster (nato il 14 febbraio 1898, a Birmingham, e deceduto nel Deserto del Sahara il 20 aprile del 1933), ex-Ufficiale della RAF, e pioniere dell'aviazione civile, uno di quelli che furono poi definiti "i temerari sulle macchine volanti".

Questo volume l'ho acquistato tempo addietro in un remainder e, finalmente, una volta che nel rimescolamento degli strati archeologici della mia libreria di casa, è venuto alla luce, non ho resistito alla tentazione di leggerlo.
Ed é stata una lettura davvero emozionante. La riproposta del diario di Bill Lancaster, quando agonizzante attende nel pieno del deserto del Sahara dei soccorsi che mai arriveranno.
Bill Lancaster fu un pioniere dell'aviazione e durante la guerra fu arruolato nella RAF. compì delle imprese ragguardevoli tra le quali la traversata in coppia (con la fidanzata Chubbie Miller) da Londra all'Australia, sull'aereo Red Rose.
Successivamente dopo una vicenda di cronaca nera nella quale fu implicato nell'omicidio di un giornalista che, pesantamente durante una sua assenza, aveva corteggiato la sua Chubby.
Al termine del procedimento penale nel quale inizialmente da persona informata sui fatti era divenuto il principale indiziato, venne tuttavia dichiarato innocente in mancanza di prove certe, ma ciò nonostante la stima di cui godeva sino a prima del fatto per via delle sue imprese aviatorie venne ad essere pesantemente intaccata.

In 1932, Lancaster had been in Mexico looking for work. At the same time, Haden Clarke, a male American writer, had been living in Lancaster and Miller's Florida home in order to assist Miller's writing of her autobiography. Clarke and Miller had developed a relationship in Lancaster's absence, and Clarke convinced Miller to leave Lancaster and marry him instead. Upon receipt of this news, Lancaster returned promptly to Florida.
On 20 April, Clarke was killed by a gunshot wound to the head. Despite the facts that the gun was Lancaster's, and that he admitted forging suicide notes found at the scene (one addressed to Lancaster and another to Miller), forensic evidence provided by the prosecution was confusing to the jury.
Albert H. Hamilton, a criminologist with a somewhat sketchy past,[9] provided easy to understand testimony in Lancaster's favor. Additionally, even though Lancaster and Miller had dissolved their romance and partnership, Miller spoke in Lancaster's defense and the trial judge gave a summing up in his favor.
Lancaster was acquitted of murder in just short of 5 hours deliberation. It is regarded that although the evidence was in doubt, a main factor in Lancaster's acquittal was his calm, straightforward, gentlemanly demeanor in the courtroom; and the portrayal of the victim as depressive, drug-addicted and suicidal. Public opinion may also have played its part in influencing the jury; indeed, at one point the behavior of those in gallery became so unruly (cheering for Lancaster), that Judge Atkinson interrupted with a firm, "This is not a vaudeville show!" (da Wikipedia)

 

Decise, nel 1933, di acquistare un aereo - con il supporto dei suoi familiari - e di partire alla ricerca di un nuovo record: la trasvolata da Londra a Città del Capo nel tempo più breve.

Ma, poco dopo la sosta ad Orano (Algeria)  e a Reggane, dove si presentò con un marcato ritardo rispetto alla tabella di marcia, avendo ripreso il volo - forse affrettatamente e senza aver fatto tutti i dovuti controlli e soprattutto senza aver riposato adeguatamente. qualcosa andò storto e di lui si persero le tracce.
Vennero intraprese delle azioni di soccorso e di recupero, ma non con la dovuta tempestività forse. In parte perchè le sue tracce si erano perse durante l'attraversamento di una delle zone più inospitale del Sahara (il deserto del Tanezroufts), ma anche perchè il suo nome a causa del precedente giudiziario non era ben visto. E, er lo stesso motivo, la fidanzata, non riuscì ad ottenere che nessun sponsor, nel campo delle aziende produttrici di aeroplani le affidasse un aereo per volare alla sua ricerca: una ricerca che, comunque, senza alcuna indicazione anche solo approssimativa sarebbe stata come ricercare un ago in un pagliaio.
Solo 30 anni dopo, un drappello di militari meharisti francesi, in ricognizione, in quella zona desertica, rilevo in distanza un punto nero che, ad un sopralluogo ravvicinato, fu identificato proprio come la carcassa di un aereo di vecchia costruzione.
Accanto all'ombra di un ala ridotta ad una mera intelaiatura, giaceva il corpo mummificato di Bill Lancaster.
Appeso all'ala, fu rinvenuto un involto che rivelò essere il diario, puntualmente tenuto da Lancaster e contenente il racconto, giorno per giorno, della sua lenta agonia, durata ben otto giorni, dai momenti iniziali in cui grande era ancora la speranza di essere tratto in salvo, alle ultime ore, quando - ormai finita la modesta scorta d'acqua - dominavano lo sconforto e la disperazione e i segni della disidratazione si facevano sempre più evidenti ed incalzanti.
Dal diario e da altre scarne annotazioni sparse che egli fece su altro materiale cartaceo che fu trovato nelle sue tasche si potè individuare esattamente il giorno del decesso.
E venero così scartate una volta per tutte altre ipotesi in merito alla sua scomparsa (come quella secondo cui, costretto ad un atterraggio di fortuna fosse stato assalito e ucciso dai Tuareg).

Having got lost several times, having not slept for 30 hours and being ten hours behind his intended time, Lancaster departed from Reggane on the evening of 12 April to make a 750 mi (1,210 km) night crossing of the Sahara. The Avian's engine failed after less than an hour's flying, and he crash-landed in the desert far north of his expected flight path. Relatively uninjured and occasionally firing flares he awaited rescue. Searches by aircraft however were too far to the south, and a car searching from Reggane was also unsuccessful, and he died eight days later, on 20 April 1933. His final message, written on a fuel card on the morning of the 20th, was "So the beginning of the eighth day has dawned. It is still cool. I have no water. I am waiting patiently. Come soon please. Fever wracked me last night. Hope you get my full log. Bill" (da Wikipedia)

Il libro, costruito come un memoir-collàge che si basa su proprio su quei diari che, dopo gli esami medico legali, vennero restituiti ai familiari e, successivamente, pubblicati integralmente. E ad ogni nota diaristica fanno da contrappunto articoli di giornale, lettere scritte da Chubbie Miller illustranti i suoi disperati tentativi di ottenere un aereo per partire alla ricerca del suo amato, lettere scritte da un ufficiale fracese meharista di stanza in un avamposto francese, non distante dal lougo dell'incidente e indirizzate alla sua sposa lontana in terra di Francia.
E' una lettura struggente che parla di una caparbia lotta per la sopravvivenza sino all'accettazione del fatto - ineludibile - di dover soccombere, quando ogni ragionevole speranza di essere salvato si era ormai dileguata, lasciando tuttavia una traccia indelebile della propria lotta.
Attraverso le pagine del volume, seguiamo la sua agonia giorno per giorno, con le sue stesse parole: in contemporanea, l'autore - con licenza letteraria, ma con aderenza ai fatti storici  -ricostruisce lo scenario nel mondo circostante, raccontando delle ricerche che non furono mai condotte con vera determinazione, delle incertezze e delle colpevoli esitazioni (in arte motivate dalla necessità di non sprecare altre vite in un'inutile ricerca)la storia d'amore tra Chubbie Miller e il pilota britannica sino allo sfortunato evento giudiziario che gettò un'ombra su di lui e creò uno stigma dal quale dipese in gran parte la tiepidezza dei soccorsi.
Una storia tragica, che è anche una palpitante storia d'amore.
Come si diceva, le deroghe alla storia reale sono poche e servono soltanto ad accrescere il pathos della vicenda, soprattutto quando Sylvain Estibal immagina che Chubbie sia riuscita ad ottenere un aereo scalcagnato e che giunga direttamente sul posto per tentare di portare le richerche da sola: ed è anche frutto di fantasia l'estremo tentativo di Chubbie di andare ala ricerca del suo Bill a dorso di cammello, perlustrando il deserto con l'aiuto del meharista Chauvet invaghitosi di lei.
La verità assoluta è nei diari di Bill Lancaster che furono pubblicati integralmente poco dopo il loro rinvenimento da Paris Match e che, successivamente, furono integralmente utilizzati nella biografia su di lui, scritta da Ralph Barker.
Del pari reali sono certi articoli di giornali dell'epoca, il cui testo viene riportato, mentre tutto il resto come lettere ed epistolari di vario genere sono frutto interamente della fantasia dell'autore, per quanto assolutamente verosimili e coerenti con la vicenda.
Dal punto di vista formale, la narrazione procede con la scansione temporale dei diari e, ogni giorno trascorso nel deserto, costituisce un capitolo: ogni capitolo presente in epigrafe delle strofe struggenti tratte da canti tuareg che fanno da "soglia" e da"commiato" ad ogni singolo capitolo.

(Dal risguardo di copertina) Nel febbraio 1962, in pieno Sahara algerino, una squadra dell'esercito francese scopre la carcassa di un aereo da turismo precipitato nel 1933 e mai ritrovato. Il pilota Bill Lancaster era partito da Lympne, in Inghilterra, diretto a Città del Capo, per tentare di battere il record di volo, stabilito su quel percorso. Appena diffusa la notizia dell'incidente, inizia una corsa contro il tempo che ha per protagonista la fidanzata di Lancaster, anche essa aviatrice, immediatamente partita per le ricerche e lo stesso pilota, attraverso le pagine del suo diario. Un libro d'avventura e d'amore, ma soprattutto un'ode al deserto, amato e odiato, che affascina e disorienta cambiando per sempre le vite di coloro che lo affrontano.

 

L'Ultimo Volo. La tragica storia di Bill Lancaster: amore e resilienza
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Sylvain Estibal

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Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (Maurizio Crispi) - in Letture e film Personaggi
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  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
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Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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