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16 dicembre 2015 3 16 /12 /dicembre /2015 12:46
(foto di Maurizio Crispi)
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(foto di Maurizio Crispi)

A dicembre 2015 (con data di inaugurazione del servizio il 13 dicembre 2015) si è registrata a Palermo una tappa storica nel percorso della "mobilità sostenibile", con l'attivazione di un servizio pubblico di biciclette, gestito dall'AMAT (il servizio dei trasporti pubblici cittadino).
E' sicuramente un'iniziativa lodevole, che tuttavia desta qualche perplessità.
Innanzitutto, non si comprende perché la maggior parte delle bici immesse nel servizio siano a pedalata assistita, con veicoli a due ruote che - di per sé più dispendiosi - richiedono maggiore manutenzione con costi sicuramente superiori per singolo veicolo.
Sarebbe stata sicuramente più sostenibile e di più universale fruizione la predisposizione di stalli unicamente per bici "normali", anche se di robusta costituzione per potere meglio ammortizzare i continui e frequenti cambi di mano da un utente all'altro, non tutti egualmente esperti nell'uso della bici.
Se - ad esempio - si prende come riferimento il servizio di bici "pubbliche" londinesi attivato con la sponsorizzazione della "Barclays Bank", là non vi è alcun mezzo a pedalata assistita (Londra, come del resto, l'area del centro città di Palermo e delle sue periferie, non presenta rilievi orografici che possano creare difficoltà ai pedalatori più inesperti).
Le bici "normali" sono disponibili a costi più bassi, richiedono minori interventi di manutenzione e durano più a lungo (oltre ad essere immediatamente utilizzabili da altri utenti, dopo essere state depositate in uno stallo dopo un periodo X di utilizzo) e, con la stessa spessa, si possono provvedere più mezzi da utilizzare per il servizio cittadini.
Le bici a pedalata assistita dovrebbero essere soltanto un optional e non certamente avere un ruolo prioritario.
Dispiace vedere che, a Palermo, nel momento stesso in cui si decide di avviare qualcosa di innovativo, non si parta da una rassegna di ciò che avviene nelle principali città europee all'avanguardia nel campo della mobilità sostenibile e che si prendano sempre decisioni scarsamente ponderate.
In secondo luogo, l'altro aspetto di criticità è il costo decisamente elevato del servizio: oltre a dovere acquisire una card mensile (che consente anche di usufruire del servizio car sharing, pure gestito dall'AMAT, occorre pagare le singole fruizioni ad un costo di €0,50 all'ora che - sommate nell'arco del mese - fanno lievitare i costi in modo non sostenibile, scoraggiando di fatto quelli che potrebbero essere egli utilizzatori abituali e giornalieri (a Londra per utilizzi "agili", inferiori ai 30 minuti, ad esempio, non si paga nulla).
In terzo luogo, proprio perchè si è scelta l'opzione delle bici a pedalata assistita, i mezzi disponibili sono pochi rispetto al numero delle postazioni attivate.
Alcuni diranno che queste critiche sono eccessive e che bisogna accontentarsi a fronte del nulla che c'era prima (e si comprende, ovviamente, l'esultanza di "Coordinamento Palermo Ciclabile" che, nel corso degli ultimi anni, ha portato avanti molte coraggiose e caparbie battaglie per promuovere l'uso della bicicletta come uno degli strumenti principali d'una mobilità sostenibile), ma altri pensano che, nell'avviare un simile servizio, si sarebbe dovuto pensare all'economicità e alla sua sostenibilità nel lungo periodo.
E' la solita vecchia storia di una Città (Palermo) che non sa promuovere soluzioni valide ed è affetta da immobilismo, salvo a "risvegliarsi" all'improvviso, con il varo di iniziative che sono avulse da pratiche realistiche, sostenibili ed economiche.
A Palermo, ad inquinare qualsiasi iniziativa di pubblica utilità si voglia intraprendere, fa immediatamente capolino il vizio di pensare alla grande, senza che però ci sia la forza (o forse anche la volontà) di pianificare nel lungo periodo.
Intanto come notano alcuni, se sono arrivate le bici "sostenibili" e pubbliche, immediatamente arrivano i "Panormosauri" ad occupare abusivamente le aree di parcheggio con le proprie moto e scooteroni vari  o a occluderle con la sosta selvaggia delle auto.
E, poi, ci sarà da fare i conti con i vandalizzatori (e mi chiedo se a questi ci abbia pensato nessuno?).
Vorrei ricordare che alcuni anni fa venne posizionato in piazza Politeama un grande albero di Natale con illuminazione "sostenibile".
Le luci si accendevano soltanto se qualcuno cominciava a pedalare sulle delle bici, boloccate a terra, le cui dinamo producevano la necessaria quantità di corrente elettrica. Bene, dopo poco, alcune delle bici preposte al funzionamento dellììimpianto di illuminazione vennere trafugate nottetempo.
Questa è Palermo.
Staremo a vedere, al di là delle trionfalistiche grida di giubilo.

Ai posteri l'ardua sentenza.

 

È attivo a Palermo (con inaugurazione il 13 dicembre 2015) da oggi BiciPa, il servizio di bike sharing comunale.

Le biciclette saranno 420, di cui 20 a pedalata assistita. Il servizio, in questa prima fase, potrà contare su 37 ciclo posteggi, dislocati sul territorio comunale, sia all’interno della ZTL individuata dal PUT approvato dal Consiglio Comunale, sia nelle aree più periferiche, con particolare attenzione anche all’area balneare di Mondello. Allo stato attuale le prime nove stazioni sono state già installate. I cittadini (previa sottoscrizione di un apposito abbonamento) potranno utilizzare le biciclette prevalentemente come un mezzo di trasporto pubblico, con il vincolo di consegnarle alla fine dell’utilizzo presso uno dei vari ciclo-posteggi e al costo di 50 centesimi per mezz’ora.

Ill sistema integrato BIKE/CAR SHARING consentirà ai clienti l’uso di una tessera unica per l’accesso ad entrambi i servizi, la gestione unificata della contabilità e delle modalità di pagamento, e la possibilità di fruire di parcheggi di scambio, ottimizzando i propri spostamenti fruendo di mezzi eco-sostenibili.

I posteggi Bicipa

  • Piazzale John Lennon (lato via Giotto);
  • Piazza A. De Gasperi (slargo su via Trinacria);
  • Piazza Principe di Camporeale (di fronte civico 1/B);
  • Piazza F. Crispi (centro piazza, altezza via S. Corleo);
  • Mondello – Viale Regina Elena (prossimità via Glauco);
  • Piazza Unità d’Italia (su via Francesco Scaduto);
  • Piazzale Ungheria (altezza piazzetta Flaccovio);
  • Mondello – Piazza Caboto;
  • Mondello – Piazza Mondello;
  • Viale Francia (angolo viale Strasburgo);
  • Via Aquileia (angolo viale Lazio);
  • Piazza Don Bosco (altezza via del Bersagliere);
  • Via Autonomia Siciliana (altezza via Mariano D’Amelio);
  • Via Terrasanta (dopo incrocio via D. Almeyda);
  • Piazza Verdi (su via Gioacchino Rossini);
  • Largo Cavalieri del Santo Sepolcro (piazza Bellini);
  • Via Archirafi (angolo via A. Di Rudinì);
  • Via Marchese di Villabianca (angolo via Cordova);
  • Piazza Alberigo Gentili (altezza via Libertà);
  • Via Volturno (altezza civico 98) – Tribunale;
  • Piazza Giulio Cesare (angolo vie Oreto e Maurolico);
  • Sferracavallo – Via Torretta (di fronte civico 94);
  • Viale Praga (altezza viale Strasburgo);
  • Piazza Castelnuovo (tra le vie Dante e Folengo);
  • Piazza Ignazio Florio (su via Principe di Belmonte);
  • Piazzetta Due Palme (su via Roma);
  • Foro Umberto I (altezza civico 15) uff. Centro Storico;
  • Piazza della Vittoria (accesso su piazza del Parlamento);
  • Piazza XIII Vittime (di fronte civico 18) – angolo via Cavour;
  • Piazza Marina (in prossimità ingresso villa);
  • Piazza Cassa di Risparmio;
  • Università – Ingegneria Chimica;
  • Università – Architettura;
  • Foro Umberto I (Parco della Salute).

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Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (Maurizio Crispi) - in Bici sostenibile e cicloturismo
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  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
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  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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