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20 ottobre 2016 4 20 /10 /ottobre /2016 08:42
(Enzo Cordovana, in una foto di Maurizio Crispi)

(Enzo Cordovana, in una foto di Maurizio Crispi)

Se ne è andato dopo lunga malattia il mio caro amico Enzo Cordovana, anche lui medico psichiatra, ma soprattutto amico di corsa e di avventure podistiche. E' con costernazione e dolore che ho appreso della sua dipartita dalla famiglia, in modo assolutamente inatteso.
Da lasciarmi quasiincredulo, tant'è che nel corso della notte ho fatto un sogno (che ho ricordato al suo riveglio) in cui dovevo andare al suo funerale, ma dopo varie vicissitudine di ricerca del luogo, qualcuno mi diceva che no, non era di Enzo il funerale a cui cercavo di arrivare in tempo, ma di un altro collega psichiatra, mai visto né conosciuto peraltro. E questa conclusione mi ha lasciato al risveglio rasserenato, ringraziando per aver fatto un brutto sogno che aveva però un lieto fine, cioè l'annullamento della morte di un caro amico e sodale.
Ma poi la realtà mi ha colpito di nuovo duro e una valanga di ricordi mi ha sommerso, come succede quando se ne va all'improvviso una persona cara.
Fu la 100 km del Passatore a farci incontrare.
Quando io avevo al mio attivo una o forse due partecipazioni a questa gara che molti considerano la "regina" delle 100 km su strada, lui mi contattò (malgrado la professione comune che ci univa non avevamo mai avuto occasione di incontrarci prima) per chiedermi consigli in merito al suo nascente progetto di partecipare ad una 100 km.
Enzo era fatto così. Quando si appassionava di una cosa, prima ancora della cosa in sé, per lui c'era l'idea e da quell'idea sorgeva la passione per un progetto, nel quale poi si tuffava dentro per una full immersion.
Negli anni in cui ci siamo frequentati è stato così quando all'improvviso, senza avere mai avuto esperienze da centauro,  si appassionò dell'idea di andare in moto o, successivamente, quando ha iniziato a coltivare il progetto di andare in canoa.
Enzo, per questo motivo, anche se sempre connesso con la realtà e con le sue esigenze (e soprattutto con il mondo dei suoi affetti familiari), era dentro di sé un sognatore e un sognatore ha sempre di bisogno di nuovi sogni da alimentare.

E, quindi, un giorno mi telefonò per chiedermi consigli su di una cosa di cui non sapeva ancora nulla, ma di cui aveva sentito parlare quel tanto che gli era servito per appassionarsene.
E da qui nacque il nostro rapporto di amicizia, di condivisione e di avventura.
Iniziammo anche a fare allenamenti di lunga durata in cui mescolavamo la camminata con la corsa, stabilendo delle mete da raggiungere, come la volta che percorremmo l'intera distanza da casa sua sul litorale di Ficarazzi a Cefalù, per fare poi ritorno in treno.
E poi, nel corso degli anni ci furono tutti i viaggi per partecipare alla 100 km del Passatore, di cui lui, finisher sin dalla sua prima partecipazione, era diventato un cultore appassionato.
Da cosa nacque cosa e, quindi, ci furono le partecipazioni ad altre tipologie di ultramaratone, le 6 ore, le 24 ore su strada e in pista, forse anche qualche 12 ore. Partecipammo assieme anche a qualche maratona (delle quali ricordo sicuramente una Maratona a Roma - cui lui mi trascinò quasi in modo terapeutico mentre ero al culmine di un momento esistenziale difficile - e sicuramente una a Palermo). E le nostre furono spesso transferte incredibile fatte di solito sul filo del rasoio del tempo che - sempre tiranno - richiedeva un ritorno immediato appena finita la gara. Solevo dirgli che finita l'ultramaratona cui eravamo andati a partecipare scattava immediatamente lo start per una seconda gara che era appunto il viaggio di ritorno, fatto di coincidenze di treni e di aeroplani che non ci avrebbero atteso se fossimo arrivati oltre il tempo massimo.
Durante i nostri lunghi allenamenti, ma anche durante le gare, parlavamo e parlavamo, i racconti di esperienze vissute dall'una e dall'altra parte si facevano fitti. Si parlava di tutto, di cose serie e di cose buffe, di esperienze lavorative, ma soprattutto si faceva galoppare la fantasia in sfrenate incursioni nel surreale.
E tutto quello che abbiamo fatto assieme ebbe sempre il sapore della scoperta e dell'avventura.
Conversare con Enzo era divertente e lieve, perchè lui aveva un forte senso dell'ironia e, quindi, sovente, le nostre chiaccherate subivano degli imprevisti deragliamenti verso direzioni esilaranti, governati dalla libera associazione di idee e dal gusto per il calembour. Tant'é che nel corso del tempo decidemmo di dar vita ad un blog comune che accogliesse alcune di queste "chicche": e il blog fu intitolato Multiversi. Conversazioni polifoniche.
Nell'ambito podistico con Enzo fummo cultori della lentezza e della corsa rilassata, in un certo senso filosofica e la nostra tipologia di conversazione - prima, in corso e durante - sostanziava proprio questo concetto. Per esempio, fu Enzo a fare sua l'idea del "passo balsamico" di cui sempre bisognava andare alla ricerca per affrontare le lunghe distanze. Ciò che contava era "finire" e arrivare alla fine. E su questo punto Enzo che da allievo era divenuto maestro mi diede delle lezioni, quando la mia fermezza nel puntare al traguardo finale senza incertezze ed esistazioni vacillava.
In più, Enzo sosteneva in modo acerrimo la filosofia che, nella corsa sulla lunghissima distanza (che, in definitiva, è metafora della vita stessa) non si può mai essere pronti e che, dunque, proprio per questo motivo, in un rovesciamento paradossale, si è sempre pronti (di cui scrissi qualcosa in un mio post).
Poi, dopo anni di grande intensità - erano divenuti degli appuntamenti obbligati certe trasferte podistiche che scandivano ogni anno - con il sorgere di una nuova passione che per lui fu la pratica della canoa da diporto le cui fasi iniziali io - da ex canoista - mi ritrovai a seguire, accompagnandolo perfino dalla parti di Catania a ritirare la sua nuova canoa fiammante e odorosa di vetroresina, i nostri contatti si diradarono e poi decaddero del tutto.
Non so ancora spiegarmi il perché di ciò, e rimarrò sempre con questo interrogativo, specie ora che lui non cìè più: forse semplicemente si era concluso un ciclo della nostra vita o forse ... non saprei.
Semplicemente, abbiamo smesso di comunicare e di contattarci, come due fratelli che - dopo aver condiviso una parte importante della vita - improvvisamente smettono di parlarsi e non sanno nemmeno loro perchè, per poi - a distanza di anni - sedersi assieme su una panchina in una notte luminosa  e tersa e riprendere a parlarsi, guardando le stelle e la luna.
Enzo, amico mio, mi dispiace davvero tanto che tu adesso non ci sia più e che quel momento di comunione non possa più tornare.
Dove sei tu adesso potrai correre buone corse a fare delle splendide canoate.
Caro amico,  ti 
ricorderò sempre per la tua generosità e per la tua capacità di essere solidale e rimarrò con il rimpianto di non avere potuto condividere nulla con te in questi ultimi anni.

Io che, lupo solitario della corsa, trovai in te un amico grande, un amico dal cuore grande, capace di ascoltare e di essere confidente e depositario dei miei racconti.
Ciao Enzo! Alla moglie Erminia, ai figli Isadora e Lorenzo porgo le mie più sentite condoglianze.

 

Aggiungo qui questo piccolo video, che mi è stato inoltrato da Massimo Scordato, per ricordare che ol compianto Enzo aveva anche - tra le sue multiformi passioni - quella della vela

Il documento allegato é un file audio nel quale é registrata una conversazione_intervista tra me ed Enzo - molto divertente - alla 1^ edizione della 24 ore del Sole (a Trapani, se non vado errato ai primi di dicembre del 2005), conversazione avvenuta esattamente al passaggio tra la 19^ e la 20^ ora di gara, quindi all'alba del nuovo giorno. Molto divertente. Enzo vi appare - come sempre - molto ironico, capace di cogliere i lati divertenti delle cose. Questo era uno dei motivi per cui quando andavamo a fare le gare assieme in transferta ci divertivamo tanto - io mi divertivo sicuramente, perchè nei momenti migliori si verificava un turbine di lanci e rilanci per mezzo dei quali ricamavamo su di tema che si presentava a volta casualmente alla nostra attenzione. E Enzo, in questo, era una sponda preziosa. Naturalmente, facevamo anche delle conversazioni serie, di tanto in tanto, ma la cosa bella era potere ritrovare questa sensazione di leggerezza (che traspare appunto dalla nostra conversazione-intervista).

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Published by Ultramaratone, maratone e dintorni - in Obituaries - eventi luttuosi e commemorazioni
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commenti

Giuseppe Barbera 10/03/2016 08:20

Questa mattina, come ogni domenica ci ritroviamo in Favorita per una sgambata. Durante la corsa ho incontrato Maurizio Bajona che mi ha informato della triste notizia riguardo Enzo Cordovana, appresa dal tuo profilo Facebook. Sono mesi che ero a conoscenza della sua precaria salute. Durante questi mesi mi ero sentito con alcuni suoi colleghi di lavoro, per avere sue notizie.
Questa mattina sono rimasto sconvolto dalla triste notizia.

Ultramaratone, maratone e dintorni 10/03/2016 08:16

Per me é stato un caro amico, all'inizio per quanto riguarda l'esperienza della 100 km io sono stato in un certo modo il suo "maestro"... E come se chi corre il Passatore e che sempre, essendo totalmente all'asciutto di un'epserienza che, per alcuni versi, rapprersenta un "mistero" sentisse l'esigenza di avere un mentore, di qualcuno che gli faccia da guida e da consigliere, con l'autorevolezza di chi ha già vissuto quell'esperienza. E quel mentore rimarrà sempre un punto di riferimento. Ma con Enzo, poi, i ruoli si sono invertiti ed io, in un certo senso, sono diventato il suo allievo, nel senso che da lui apprendevo delle cose che, a suo tempo gli avevo insegnato, e che lui faceva ritornare a me, suscitando in me meraviglia, perchè io, nel frattempo, mi ero dimenticato di avergliele dette.

Luigi Colajanni 10/03/2016 08:10

Ricordo che una volta alla partenza mi disse che si sarebbe fermato a Borgo San Lorenzo a comprare degli occhiali da sole. ...perché voleva correre di notte con gli occhiali? ...ma perché per lui era un fatto onirico...

Ultramaratone, maratone e dintorni 10/03/2016 08:12

Sì, Enzo voleva sempre indossare gli occhiali da sole di notte, ma di quelli scurissimi. Diceva che, isolandosi totalmente, si concentrava ancora di più, per lui affrontare la 100 km era ancor più che un'esperienza corporea e muscolare un'avventura interiore. E, quindi, proprio di notte quando più era in agguato la crisi, doveva chiudersi in se stesso e fare riferimento alle sua energia interna senza disperderla in un sforzo percettivo visuale della realtà circostante. E, in questo modo, correre sognando.

Edoardo Vaghetto 09/30/2016 22:28

Apprendo con costernazione, incredulità e dolore la scomparsa di Enzo. Sono addolorato. La mia mente è confusa dai tanti ricordi e bei momenti che assieme a lui e a Maurizio Crispi abbiamo vissuto per andare a partecipare al Passatore, corsa alla quale Lui mi ha istradato. Quando mi stavo preparando per la mia decima partecipazione a questa magica corsa, incrociandolo vicino casa sua, lo invitavo a riprendere a correre perché io identificavo la mia presenza al Passatore con la sua presenza e Lui sempre con il sorriso mi prometteva che ci avrebbe fatto un pensiero. Io ci speravo perché con Lui avevo iniziato e con Lui volevo chiudere il mio ciclo di partecipazioni al Passatore.Ora che mi avvicino alla mia dodicesima partecipazione, anche se le mie condizioni attuali non sono fra le migliori, ci andrò e sono sicuro che Lui mi incoraggerà a portarla a termine, perché è a Lui che la dedicherò. Ciao caro amico Enzo

Isadora Cordovana 10/03/2016 08:09

Mio padre parlava spesso di lei come di un uomo forte dall'anima eterna e dallo spirito fuori dal comune...voi corridori sapete spingervi oltre ogni limite! Lui non ne ha mai avuti e adesso libero, ancora piu libero, continua a correre,sognare, inseguire ...

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  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
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  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
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Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
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Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
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