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28 novembre 2014 5 28 /11 /novembre /2014 05:25
Giusto Umek, un campione purtroppo dimenticato e grande pioniere dell'ultramaratonaNel 1928 e nel 1929 il triestino Giusto Umek, uno dei nostri migliori marciatori, partecipò alla traversata degli Stati Uniti, una prova professionistica, denominata comunemente come Bunion Derby ( ovvero "gara dei calli") o con il nome ufficiale di Trans-American Footrace, con premi in denaro. In conseguenza di questo fatto l’atleta venne radiato dai ranghi dilettantistici dalla Fidal, con bocciatura della sua richiesta di essere reintegrato, emessa dalla Fidal con comunicato n.4 della  seduta del 6 dicembre 1934.
La prima edizione di questa ultramaratona ideata e diretta dall'impresario sportivo Charles C. Pyle, con criteri di spettacolarizione e di intrattenimento, partì dall’Ascot Speedway (una pista ovale di fianco a Soto Street) di Los Angeles il 4 marzo 1928 e terminò al celebre Madison Square Garden di New York il 27 maggio, per un totale di 3422 miglia (km 5507,093) da percorrere a passo libero (corsa o marcia) a tappe quotidiane, come nel Giro d’Italia di ciclismo, e da disputarsi sotto qualsiasi condizione ambientale.
L’edizione del 1929 partì con progetti più ambiziosi e qualche cambiamento, primo fra tutti la direzione di gara, questa volta da New York a Los Angeles. Distanza totale 3683 miglia (km 5927,125) da percorrere in 78 giorni, quindi con tappe un po’ più lunghe. I partenti furono solo 90, dei quali solo 19 arrivati al traguardo; avvio al Columbus Circle di New York (nds: piazzale con la statua di Cristoforo Colombo al centro), conclusione al Wrigley Field di Los Angeles.
La 2^ edizione fu per gli atleti più onerosa, innanzitutto perchè furono aumentate le quote d'iscrizione sino a $300 (un piccolo patrimonio all'epoca) e, in secondo luogo, per il fatto che, a differenza di quanto era accaduto l'anno precedente, C. C. Pyle non garantì più l'assistenza in corso di gara, né tanto meno l'alloggio e i pasti tra una tappa e l'altra. Ogni atleta (o squadra) doveva provvedere per sé. Alcuni, per sopperire alle necessità e per contenere le spese che altrimenti sarebbero stati enormi, acquistarono un van che attrezzarono appositamente sia per portare tutti i necessari generi di conforto, sia per cucinare sia per dormire (e naturalmente ebbero bisogno di reclutare un assistente che si occupasse di tutte le necessarie incombenze). i britannici Arthur Newman e Peter Gavuzzi che, in quest'impresa, si erano associati seguirono questa strategia, sobbarcandosi ai relativi costi in vista di un guadagno che, poi alla fine, non arrivò mai.
Giusto Umek, invece era assistito da un automezzo ceh faceva pubblicità alla Fernet Branca, come mostra un raro documento fotografico d'epoca. 
Giusto Umek è morto il 22 Ottobre 1967 ed è sepolto nel Cimitero Maggiore di Padova.
Purtroppo, pochi lo ricordano, anche nel campo delle ultramaratone.
Venne tagliato fuori dagli annali ufficiali dalla mannaia del radicalismo decoubertiniano che stabilì una netta divisione tra lo sport dilettantistico "puro" e "nobile", tagliando fuori dalle competizioni sulle ultradistanze tanti che nella corsa trovavano (o speravano di trovare) una fonte di guadagno.
Alcuni di questi atleti come Arthur Newman, Peter Gavuzzi e il nostro Giusto Umek andrebbero rivalutati.
Nel suo articolo Marco Martini pone l'interessante questione se Giusto Umek debba essere considerato un "professionista", sia per i premi in denaro ricevuti sia per il fatto di correre come atleta sponsorizzato dal Corriere d'America (nel 1928) e dalla "Fernet Branca" all'edizione successiva (e in quanto tale la decisione presa dalla Federazione di atletica di allora dovrebbe essere giustificata alla luce dei rigorosi parametri di quel tempo) on non piuttosto un "patriota" che portò i colori dell'Italia in una gara estrema, classificandosi 5° alla sua prima edizione e terzo alla sua seconda.
Marco Martini propende per questa seconda "verisone" che renderebbe giustizia a Giusto Umek: 
"Egli venne definito da Luigi Ferrario «alfiere dei nostri colori in terra americana, ambasciatore di italianità in mezzo agli emigrati» (La Gazzetta dello Sport 1° giugno 1928). E quando, nella competizione del 1929, non fu più in grado di puntare alla vittoria, prese a fare il tifo per Gavuzzi: «Umek sta facendo voto per un successo italiano, riconoscendo in questa (eventuale) vittoria un grande mezzo di propaganda per il buon nome dell’Italia in America» (La Gazzetta dello Sport 8 giugno 1929)" (ib. Marco Martini).
Certo è che, oggi, i parametri del CIO e conseguentemente dei diversi organismi nazionali di atletica che regolano i comportamenti degli atleti in merito ai compensi in denaro, con le "sponsorizzazioni" si sono sfilacciati e non c'è di fatto, atleta di punta che non sia in qualche misura un "professionista" (anche se non lo si dece, e si preferisce ricorrere all'eufemismo "sponsorizzato").

Da notare, tra l'altro, che specie al termine della 2^ edizione della Trans-American Foot Race. i premi in denaro promessi, non vennero mai pagati (alcuni accettarano a titolo di acconto - dopo una lunga attesa - $500 a titolo di acconto - poiché C. C. Pyle, nel frattempo aveva dato bancarotta: una ulteriore beffa.

Di Giusto Umek si parla ampiamente in un libro purtroppo non tradotto in Italiano "Running for their lives. The Extraordinary Story of Britain's Greatest Ever Distance Runners" (di Mark Whitaker, 2012) centrato sulle storie di vita e di sport di Arthur Newton e di Peter Gavuzzi che, nelle sue parti centrali contiene il racconto minuzioso delle due successive edizioni della Trans-American Foot-race, costruito dall'autore avvalendosi delle memorie personali di Newton, nonché degli appunti e delle lettere di Peter Gavuzzi. E, ovviamente, si parla molto di Giusto Umek che, soprattutto nella corsa del 1929 fu un agguerrito avversario di Gavuzzi. 
Purtroppo l'autore del libro ha storpiato il nome di Giusto Umek, facendolo diventare "Guisto Umek"... E qualcuno dovrebbe darsi la pena di scrivere all'autore, in modo tale che possa correre l'errore in successive edizioni.

Non solo per i motivi che menziona Marco Martini e cioè che giusto Umek sia stato un autentico ambasciatore dell'Italia all'estero con le sue imprese sportive, ma anche perchè in due anni di seguito ha portato a termine una titanica impresa, classificandosi 5°la prima volta e 3°, alla seconda partecipazione, andrebbe ricordato.
Credo che anche al giorno d'oggi in cui l'ultramaratona in Italia sta vedendo una sua nua rigoglioa fioritura sono pochi gli ultrarunner italiani che abbiano compiuto un'impresa di corsa che si avvicino di un poco solltanto ai due successivi Bunyon Derby. Forse che l'abbiano superato c'è soltanto il nostro "mitico" Lucio Bazzana con la sua sfida dei 100 giorni di corsa con l'obiettivo di percorrere una distanza tra 9000 e 10.000 km. 
Nota biografica su Giusto Umek. Nato a Trieste l’11 ottobre 1895, deceduto a Padova il 22 ottobre 1967, nello sport fu allievo del marciatore Romeo  Marcovig, che dal 1922 al 1933 fu presidente del Comitato Regionale della Federazione italiana di atletica leggera. 
Diplomato in un istituto tecnico, orfano di padre da giovane e unico maschio di cinque figli, trasferitosi per lavoro a Milano (prima della seconda guerra mondiale), e poi a Lumezzane, trascorse la vecchiaia prima a Trieste e poi a Padova, dove vivevano dei parenti della moglie; ha avuto due figli, Luciano nel 1933 e Albina nel 1935.
Curriculum sportivo-agonistico (é interessante notare che l'elencazione delle sue imprese sportive si arresta poco prima dell'avventura americana, poichè da quel momento in poi, per gli organismi federali italiani, in quanto atleta che percepiva compensi in denaro con il suo  gesto sportivo, non aveva più dirito ad avere un posto al sole e ad una registrazione "ufficiale" delle sue performance).
Tournée inglese 1922.
  • Londra-Brighton, 23 settembre, 51 miglia: 1. Horton (GB) 8h27:12.2/5, 2. Umek 8h35:49.2/5, 3. Donato Pavesi (Umek era nettamente in testa ma, colto da crampi a 3 km dalla fine, fu costretto a fermarsi ripetutamente per poi riprendere) 
  • Londra, pista Stamford Bridge, 30 settembre, campionati inglesi 7 miglia su pista: ritirato
  • Manchester-Blackpool, 7 ottobre, gara su strada: 1. Pavesi 8h12:44, 2. Poynton (GB) 8h18:31, 3. Umek 8h20:39
  • Birmingham 14 ottobre, 20 miglia su strada: 1. Pavesi 2h48:58, 2. Goodwin (GB) 2h49:59, 16. Umek 3h05:40
Campionati italiani di marcia di resistenza su strada
  • Milano 5-10-1919, km 42: 1. Umek (US Internazionale Trieste) 4h33:00.2/5, 2. Pavesi 4h37:55
  • Roma 20-9-1920, km 44: 1. Umek (CS Olimpia Trieste) 3h52:43.2/5, 2. Pavesi 3h58:04
  • Bologna 20-9-1921, km 42.750: Umek (US Triestina) ritirato
  • Firenze 14-9-1924, km 42.750: Umek (CS Ponziana Trieste) ritirato
  • Como 2-10-1927, km 42.750: 1. Umek (Associazione 30 ottobre Trieste) 3h34:25.4/5, 2. Pavesi 3h28:25.4/5
100 km organizzata da La Gazzetta dello Sport
  • 24-4-1921: 1. Donato Pavesi 10h04:20.4/5, 2. Umek (libero, Trieste) 10h55:30
  • 19-11-1922: 1. Pavesi 9h51:37, 2. Umek (libero, Trieste) 10h14:36
  • 11-11-1923: 1. Umek (libero, Trieste) 10h40:24.1/5, 2. Pavesi 10h55:52.1/5
  • 23-11-1924: 1. Karl Hähnel (Germania) 9h57:16.4/5, Umek (CS Ponziana Trieste) ritirato
  • 15-11-1925: 1. Carlo Giani 11h06:00, Umek (CS Ponziana Trieste) ritirato
  • 26-11-1926: 1. Carlo Giani 10h45:00, 2. Umek (CS Ponziana Trieste) 10h51:00
  • 6-11-1927: 1. Umek (CS Ponziana Trieste) 10h29:53, 2. Pavesi 10h36:43
Giro di Roma (su strada, 20 km)
  • 28-3-1920: 1. Umek (CS Olimpia Trieste) 1h34:55.2/5, 2. Pavesi 1h38:12.1/5
  • 30-4-1922: 11. Umek (US Triestina) non cronometrato
Coppa Malvezzi (Milano), 20 km su strada organizzata dall’Agamennone Milano
21-3-1920: 1. Umek (CS Olimpia Trieste) 1h27:13, 2. Paolo Pozzi 1h29:45, Pavesi ritirato
Roma-Ostia, su strada km 26.6, organizzata dal giornale L’Epoca
12-7-1925: 1. Benedetto Maccari 2h25:00, 2. Pavesi 2h26:00, 11. Umek (CS Ponziana Trieste) non cronometrato
Vicenza-Padova, km 35 su strada, organizzata dalla AS Padovana Leonio Contro
30-10-1927: 1. Pavesi 3h05:52.1/5, 2. Umek 3h11:26, 3. Giulio De Petra 3h14:12, 4. Mario Brignoli 3h15:10 

Classifiche finali delle due traversate degli Stati Uniti nel 1928 e nel 1929 (dall'articolo di Marco Martini)
Atleta/nazionalità/premio (1928) Atleta/nazionalità/premio (1929)
1. Andrew Payne (USA) 25000$ 1. John Salo (FIN/USA) 25000$
2. John Salo (FIN/USA) 10000$   2. Peter Gavuzzi (GB/ITA) 10000$
3. Philip Granville (CAN) 5000$ 3. Giusto Umek (ITA) 6500$
4. Mike Joyce (USA) 2500$ 4. Sam Richman (USA) 3500$
4. Giusto Umek (ITA) 1000$  5. Paul Simpson (USA) 2500$
6. William Kerr (USA) 1000$  6. Philip Granville (CAN) 2250$
7. Louis Perrella (USA/ITA) 1000$ 7. M.B. Mc Namara (AUSL) 2000$
8. Eddie Gardner (USA) 1000$ 8. Herbert Hedeman (USA) 1750$

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Published by Maurizio Crispi - Ultramaratone, maratone e dintorni - in Personaggi
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  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
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Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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