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24 marzo 2015 2 24 /03 /marzo /2015 20:17
(Foto di Arturo Barbieri - Podisti.Net)

(Foto di Arturo Barbieri - Podisti.Net)

Ilaria Fossati, amatissima ultramaratoneta, di grande grinta e coraggio, che ha più volte indossato la maglia azzurra, lo scorso febbraio 2015 ha subito un intervento chirurgico che è andato bene.

Ilaria ha recuperato con velocità senza lasciarsi abbattere, affrontando la malattia e tutti i fantasmi ad essa correlati con la stessa determinazione con cui ha affrontato le sue ultramaratone.

il 22 marzo 2015, (a distanza di poco più di un mese dall'intervento chirurgico), è rientrata nel mondo amatissimo per lei delle ultra, con la sua partecipazione, in occasione della Cento Chilometri di Seregno - Trofeo Italsilva".
Ed è stato giusto che fosse così, visto che per lei l'avventura delle Ultra è cominciata proprio a Seregno: dunque, anche una partecipazione fortemente simbolica e il segnale dell'avvento della Primavera, dopo l'Inverno della malattia.

Brava, Ilaria! E' così che si fa!

Poche parole, a fatica
A (sole) 4 settimane dall'intervento, il rientro alle gare, alla vita di sempre, ma che ho visto così diversa... rientrare in occasione della 100 km di Seregno era fortemente simbolico.
Qui è iniziato tutto, e dovevo esserci.
Per me, per Noemy, per tutti quelli che mi sono stati vicini...
Per tutti quelli che erano meravigliati che fossi lì.
La mia gara del cuore...
Per la prima volta ho corso a Seregno senza pressioni, senza l'ansia del risultato, godendomi ogni dannato passo dei miei primi 60 km.
Perché niente è scontato.
Vedevo tutti superarmi e sfrecciarmi davanti e non me ne fregava nulla: sono ancora qui nel mio mondo, tra le persone a cui voglio bene...
Siete tutti snocciolati lungo il percorso, ma con me.
E l'ho sentito dagli abbracci in partenza...
Nessuna fatica, nessuna crisi, nessuna esitazione: le gambe ricordano, il cuore ci mette il resto.
Grazie a Maximiliano e Luciano che mi hanno scortato.
L'affetto era tangibile, tanto che era primavera anche lungo la terribile SS36, la pioggerella e la sensazione di umido.
La primavera era dentro di me.
Il senso di gratitudine mi ha sopraffatto, tutti mi avete riconosciuto e salutato e sostenuto.
Grazie a voi, ai Runners Desio, ad Ilaria che mi ha regalato la sua medaglia, ad Arturo che ha mollato la macchina fotografica per abbracciarmi.
A Marco che - "mettetevelointesta" - la sua bandana è ormai uno status symbol...
Grazie a Dio (con molta semplicità...) per avermi regalato un altro traguardo da onorare, con grandissima commozione.
E non sono io che ho le lacrime in tasca, sono i fotografi che mi beccano sempre nei momenti migliori!

Ilaria Fossati (profilo facebook)

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23 marzo 2015 1 23 /03 /marzo /2015 19:48
Missione compiuta! Il 42enne ultrarunner romano Giorgio Calcaterra, tri-campione del mondo nella 100 km, aveva programmato di correre per due volte consecutive la distanza classica della maratona, il 22 marzo 2015, in occasione della 21^ Maratona di Roma e ce l'ha fatta! Dopo aver tagliato il traguardo la prima volta al 9° posto in 2h34:26 ed essersi sottoposto al controllo antidoping (di default attuato sui primi dieci classificati) ed avere onorato tutte le ottemperanze, è ripartito a tutta velocità, raggiungendo l'ultimo atleta della maratona (Eligio Lomuscio, 70enne di Barletta) intorno al 40°km e incitandolo a concludere la sua fatica, camminando con lui: “Ho faticato non poco per raggiungere l'ultimo, ma ho voluto così festeggiare e onorare anche chi corre senza l'obiettivo della vittoria!"

Missione compiuta! Il 42enne ultrarunner romano Giorgio Calcaterra, tri-campione del mondo nella 100 km, aveva programmato di correre per due volte consecutive la distanza classica della maratona, il 22 marzo 2015, in occasione della 21^ Maratona di Roma e ce l'ha fatta! Dopo aver tagliato il traguardo la prima volta al 9° posto in 2h34:26 ed essersi sottoposto al controllo antidoping (di default attuato sui primi dieci classificati) ed avere onorato tutte le ottemperanze, è ripartito a tutta velocità, raggiungendo l'ultimo atleta della maratona (Eligio Lomuscio, 70enne di Barletta) intorno al 40°km e incitandolo a concludere la sua fatica, camminando con lui: “Ho faticato non poco per raggiungere l'ultimo, ma ho voluto così festeggiare e onorare anche chi corre senza l'obiettivo della vittoria!"

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18 marzo 2015 3 18 /03 /marzo /2015 06:28
Reg Harris. L'ascesa e la caduta del più grande ciclista britannico

La storia di Reg Harris (1920-1992), il più grande ciclista britannico su pista di tutti i tempi, è stata raccontato in un libro da Robert Dineen, Reg Harris. The Rise and the Fall of Britain's greatest Cyclist (Random Press, 2012) , un libro che - anche con il supporto di una ricca documentazione fotografica racconta di questo eroe popolare di umili origini l'ascesa alla gloria dei massimi risultati sportivi e la caduta a causa delle sue incontrollate passioni per le auto, per la bella vita e per ogni sorta di "vizi". Ma, mlgrado la sua "caduta", nell'immaginario degli appassionati del ciclismo britannico, è rimasto sempre un eroe che ha compiuto indimenticantibili imprese.

Reg Harris, whose statue overlooks the Manchester Velodrome, is the legend who all track cyclists want to emulate. He was a poor, working-class boy born in the Depression who escaped the Lancashire mills to utterly dominate his sport. He triumphed as world champion an incredible five times between 1947 and 1954 and performed medal-winning heroics at the London Olympics.

At his peak he was the most adored sportsman in the country, a British cycling superstar, attracting huge crowds, sponsorship, and the company of the rich and famous. But, fiercely driven and ruthlessly single-minded, Harris had a dark side. His was a sensational life fuelled by an insatiable need for money, celebrity, fast cars and beautiful women that constantly threatened to destroy him.

Following an exhaustive investigation, Robert Dineen has uncovered an epic sporting rise and fall – a story more astounding than anyone had known.

(Dal risguardo di copertina) The sensational story of the rise and fall of Reg Harris, Britain's first cycling hero. Thanks to exhaustive new research and investigation Robert Dineen has unearthed a truly cinematic story. This epic account of Reg Harris's meteoric success takes you from his humble beginnings to his spectacular highs and his dramatic lows.
Born into a poor, working-class family during the Great Depression, Reg Harris left school early to help support his widowed mother working in a bicycle shop. But after winning a local cycling competition, Harris realised his natural abilities and began to train seriously. Working in a paper mill to fund his ambitions, Harris soon started winning enough races to leave the mill and went on to break the rules of amateurism and become the favourite for three titles in the 1948 Olympics. But Harris's dreams of gold were shattered when he was involved in a high-speed car accident that nearly left him paralysed. However, Harris's determination and drive meant he defied the odds and he went on not only to compete in the Olympics but to win two silver medals.
From there, Harris's career went stellar and he became one of the most famous sporting figures in the land, eclipsing even footballers. Winning five World Championships between 1949 and 1954, fame, money and adulation followed, and with it an insatiable appetite for beautiful women, fine wine and fast cars that all threatened to destroy him. After blowing all his money, two failed marriages and a disastrous business venture, Harris made a shock come-back winning the British Championship at age 54. But was there a dark side to this celebrated victory? Through interviews with those who knew Harris best, Robert Dineen reveals both the professional triumphs and personal tribulations of this sporting legend.

Reginald Hargreaves Harris (1 March 1920 – 22 June 1992) was a British from Lancashire track racing cyclist in the 1940s and 1950s. He joined the 10th Hussars in World War II and was a tank driver in the North Africa campaign before being wounded and invalided out of the services. Despite his discharge he went on to win the World Amateur Sprint in Paris in 1947 and won Olympic Sprint silver and Olympic Tandem Sprint silver in 1948.
He won the world amateur sprint title in 1947, two Olympic silver medals in 1948, and the professional title in 1949, 1950, 1951 and 1954. His ferocious will to win made him a household name in the 1950s, but he also surprised many with a comeback more than 20 years later, winning a British title in 1974 at the age of 54.

Reg Harris. L'ascesa e la caduta del più grande ciclista britannicoReg Harris. L'ascesa e la caduta del più grande ciclista britannico
Reg Harris. L'ascesa e la caduta del più grande ciclista britannico
Reg Harris. L'ascesa e la caduta del più grande ciclista britannicoReg Harris. L'ascesa e la caduta del più grande ciclista britannicoReg Harris. L'ascesa e la caduta del più grande ciclista britannico
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13 marzo 2015 5 13 /03 /marzo /2015 22:13

Straordinaria impresa portata a termine dal cefaludese Dario La Martina che è riuscito a chiudere in ottima posizione l’estenuante quarta edizione dell’Ultra Trail Sierras del Bandolero (UTSB), che si è tenuto in Spagna nelle montagne delle provincie di Cadice (Cádiz) e Málaga, sulla distanza di ben 150 km, tra il 7 e l'8 marzo 201!

L’atleta cefaludese, fonte di ispirazione per tutti i praticanti di trail running di Cefalù e apprezzato da tutti gli appassionati della Sicilia per le sue doti atletiche e umane, nonostante un periodo di fermo dovuto ai malanni di stagione, quindi senza aver potuto seguire la tabella di allenamenti prevista, è stato comunque capace di arrivare 44° assoluto su 400 finisher e 5° di categoria, correndo, come ama dire lui stesso, “con la testa”.
Partito venerdì 6 marzo 2015 nel pomeriggio intorno alle 18:20 ha tagliato il traguardo alle 20:48 di sabato 7 marzo con il crono di 26h30’44”, avendo corso praticamente sena interruzione e limitando i periodi di riposo al minimo possibile.

Intervistato a caldo si è detto felice di aver terminato la gara anche se avrebbe potuto fare di meglio: «Ho fatto ricorso a tutta la mia forza di volontà per vincere la stanchezza e i dolori ai piedi che ad un certo punto si erano fatti quasi insopportabili a causa del fondo roccioso. Sono rimasto affascinato dai luoghi e dai sentieri scavati nella roccia anticamente dai banditi, e poi è una sensazione unica correre di notte…».

 

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13 marzo 2015 5 13 /03 /marzo /2015 16:48
Ruggero Pertile, campione di Assindustria Padova Sport, a confronto con i runner

Il 13 marzo 2015, va in scena uno degli appuntamenti predisposti da Assindustria Padova sport, nel percorso di avvicinamento alla Maratona di ant'Antonio, rivolto agli atleti amatoriali: si tratta dell'incontro/confronto con Ruggero Pertile, campione di Assindustria Padfova Sport, presso il Centro Congressi di via Forcellini a Padova. 

Si parlerà dell’alimentazione del podista con il campione di Assindustria Sport e con il dottor Fagnani, nutrizionista delle Fiamme Gialle

L’appuntamento è di quelli imperdibili, per tutti gli appassionati di podismo. Il campione azzurro di Assindustria Sport Ruggero Pertile, uno dei più grandi maratoneti italiani, metterà a disposizione la sua esperienza per arricchire una serata completamente dedicata all’alimentazione del podista. L’appuntamento è fissato per venerdì 13 marzo, alle ore 20.30, nella sala del Centro Congressi di Padova, in via Forcellini, 170.

L'incontro è rivolto a tutti gli atleti amatoriali che desiderano approfondire questi argomenti e che vogliono ottenere migliori risultati durante le loro performance. La parte relativa alla nutrizione sportiva sarà trattata dal dottor Francesco Fagnani, nutrizionista ufficiale delle Fiamme Gialle.

Un’opportunità davvero preziosa, a poco più di un mese dalla Maratona S.Antonio, in cartellone domenica 19 aprile: dal campione padovano verranno sicuramente preziosi consigli per presentarsi pronti all’appuntamento.

L’ingresso è gratuito ma è gradita la prenotazione scrivendo a: chiara.finishline@gmail.com.

Nella foto la locandina dell’evento

 

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9 marzo 2015 1 09 /03 /marzo /2015 22:45

Il dottor Charles Eugster, 95 anni, dentista inglese in pensione, ha battuto sabato il primato mondiale sui 200 metri indoor nella categoria master (M95) ai British Masters Championship.
Charles Eugster ricorda uno dei vecchietti protagonisti del film «Cocoon», ma con una buona dose di esibizionismo e di "sano" (e, peraltro, giustificato) narcisismo: dalle foto che circolano nel web si potrebbe proprio dire che Eugner sia un "vecchietto di ferro"!

Dopo l’impresa è tornato in hotel per un (meritato) riposino. Lo stakanovista della pista ha infatti totalizzando 55,48 secondi, migliorando di 2,4 secondi il precedente record mondiale stabilito nel marzo 2013 dall’americano Orville Rogers.

Eugster è nato a Londra e attualmente vive a Zurigo, dove ha sempre svolto la professione di odontoiatra.

Negli ultimi anni ha partecipato con grande successo anche a diverse gare di canottaggio (vincendo un totale di ben 40 medaglie).

 

 

British Masters Championship. Il 95enne Charles Eugster si aggiudica il record del mondo di categoria sui 200 metri piani indoorBritish Masters Championship. Il 95enne Charles Eugster si aggiudica il record del mondo di categoria sui 200 metri piani indoor
British Masters Championship. Il 95enne Charles Eugster si aggiudica il record del mondo di categoria sui 200 metri piani indoorBritish Masters Championship. Il 95enne Charles Eugster si aggiudica il record del mondo di categoria sui 200 metri piani indoor
British Masters Championship. Il 95enne Charles Eugster si aggiudica il record del mondo di categoria sui 200 metri piani indoorBritish Masters Championship. Il 95enne Charles Eugster si aggiudica il record del mondo di categoria sui 200 metri piani indoor

Record-breaking 95-year-old runs 55.48 at Lee Valley where he also beat the UK over-90 60m record by three seconds

Charles Eugster broke the world over-95 indoor 200m record at the British Masters Indoor Championships this weekend, clocking 55.48 to take more than two seconds off the mark set by American Orville Rogers in 2013.

The 95-year-old also ran 15.32 to beat the UK over-90 60m record by three seconds at Lee Valley.

Eugster later took to Facebook to share the news of his world record and thank those who have helped him to achieve it.

“I have just broken the M95 World Record at 200m indoors!” he wrote. “55.38 seconds – I’m over the moon… Thank you to everyone who has helped me achieve this.”

 

 

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4 marzo 2015 3 04 /03 /marzo /2015 20:25
Ruggero Pertile, vincitore della 1^ edizione della Unesco Cities Marathon (2013)

Ruggero Pertile, vincitore della 1^ edizione della Unesco Cities Marathon (2013)

Ruggero Pertile, il campione azzurro di Assindustria Padova Sport annunciato tra gli atleti da battere nella Acea Maratona di Roma 2015 che si disputerà domenica 22 marzo 2015.

L’ha già vinta nel 2004 e se la vedrà con diversi atleti africani, ma vuole essere di nuovo il "re di Roma".

Sarà Ruggero Pertile la stella italiana della XXI Acea Maratona di Roma, la 42,195 chilometri della capitale che si svolgerà domenica 22 marzo 2015 con partenza (alle 8.50) e arrivo da via dei Fori Imperiali.
La gara, confermata nel circuito dei migliori eventi su strada al mondo IAAF Road Race Gold Label, ha già raccolto 15.000 iscrizion, provenienti i da 110 nazioni.

Pertile (Assindustria Spot Padova), in agosto settimo ai Campionati Europei di Zurigo, ha un primato personale di 2h09’53” e, a Roma, ha già vinto nel 2004.
Al via, ma solo per un test propedeutico, ci saranno anche i due azzurri delle Fiamme Gialle Andrea Lalli e Ahmed El Mazoury, che hanno in programma di correre per 25-30 chilometri, mentre Roma segnerà il debutto in maratona di Jamel Chatbi (Riccardi Milano).

In lizza per la vittoria ci saranno però diversi atleti africani. I più accreditati sono i keniani John Kipkorir Komen (PB 2 ore 7’17”) e Peter Chesang Kurui (2 ore 8’56”), gli etiopi Teshome Gelana Etana (2 ore 7’37”) e Habtamu Assefa Wakeyo (2 ore 8’28”) e il marocchino Mustapha El Aziz (2 ore 7’55”), con l’ucraino Oleksandr Sitkovskyy da tenere d’occhio quale possibile outsider. In campo femminile fari puntati sull’azzurra Deborah Toniolo (Forestale), per la prima volta a Roma. La 37enne atleta di Schio sarà in gara con l’obiettivo di salire sul podio.

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4 marzo 2015 3 04 /03 /marzo /2015 20:11
Campionati Italiani Master Indoor 2015 (Ancona). Natalia Marcenco è sempre la numero uno

Ennesima vittoria per Natalia Marcenco, portacolori di Assindustria Padova Sport ai Campionati Italiani Master Indoor di Ancona: Natalia é sempre la numero uno e i 3000 metri di marcia sono ancora una volta cosa sua

Il suo sorriso è ancora più bello della medaglia d’oro infilata al collo. Natalia Marcenco non si smentisce e torna dai campionati italiani indoor Master di Ancona con l’ennesima vittoria. Stavolta la portacolori di Assindustria Sport Padova l’ha conquistata nei 3000 metri di marcia, SF60, bloccando il tic tac in 17’23”60, lei che detiene anche la miglior prestazione italiana della categoria, siglata l’anno scorso a Budapest (16’49”76).

Nata in Russia, Natalia è arrivata nel Belpaese ormai vent’anni fa e dal 2000 indossa la maglia azzurra nelle competizioni internazionali. Oltre che atleta è anche allenatrice e fisioterapista della riabilitazione ed è... una habituée dei podi della specialità.

Da una veterana a due baby talenti gialloblù: Emma Zavattiero ed Elena Bonfiglioli sono state convocate nella rappresentativa di Padova in gara al Trofeo delle Province Venete indoor, categoria Ragazze, in programma a Verona domenica 8 marzo.

 

 

Nella foto Natalia Marcenco con la medaglia d’oro conquistata ad Ancona

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2 marzo 2015 1 02 /03 /marzo /2015 20:25
6 ore di Torino 2015 (2^ ed.). Lo sfogo di Giancarla Agostini

Giancarla Agostini ha partecipato il 1° marzo 2015 alla 6 ore di Torino (alla sua seconda edzione), abbinata a Recordando, la gara torinese sulla distanza di 10 km sul "circuito dei record" all'interno del Parco Ruffini di Torino, inaugurato da Enzo Caporaso con la sua prestazione da Guinness.
Giancarla Agostini è un'ultrarunner di valore che ha al suo attivo numerose buone prestazioni nella fascia medio-alta, con qualche primo posto conquistato in eventi passati di ultramaratona, ma è anche una persona che vuole trarre piacere dalla corsa.
Qui di seguito il suo sfogo (captato attraverso il social network) in cui espone il suo disappunto e il suo rammarico per un atteggiamento troppo rigoroso, a suo avviso, e inutilmente burbero da parte e i Giudici di Gara preposti alla manifestazione.

 

 

(Giancarla Agostini) Ieri la 6 ore di Torino, mah...
Sulla prestazione non mi aspettavo granché, vista la vita e lo stato di forma attuale: poco meno di 52 km e mi berlicco i baffi.
Tra l'altro, sono partita troppo forte; sono scoppiata com'era prevedibile; ho camminato per più di un'ora e sono risuscitata nell'ultima ora riprendendo a correre grazie ad una Beck's doppio malto.
Però, direi che questa per me è l'ultima gara FIDAL in assoluto; non voglio più neanche sentir parlare di nulla che abbia a che fare con la FIDAL, siano circuiti, maratone, 100 km, compagnia cantante.
Mi spiace avere appena rinnovato il tesseramento (e mi spiace per la squadra podistica di cui faccio parte, che non ne può nulla), ma d'ora in poi non avranno più né i miei soldi né la mia presenza (cosa di cui credo possa non consolarsi senza problemi). Se io la domenica, unico giorno libero, con la voglia di partecipare ad una bella giornata di sport e divertirmi, devo trovarmi davanti ad un borioso pallone gonfiato con la divisa del giudice, che pretende di dirmi cosa posso e non posso fare, nel caso specifico mi sbatte in faccia un c**** di cartellino giallo perché sto ascoltando la chitarra di Mark Knopfler in cuffia, e per tutto questo ho anche PAGATO... Beh, allora fanc*** la FIDAL, i suoi regolamenti idioti, i suoi giudici con delle pance e dei doppi menti tali che credo una scarpa da corsa non l'abbiano mai vista neanche in vetrina.
D'ora in poi correrò per le colline ascoltando tutta la musica che mi pare e piace, o tutt'al più correrò le non competitive della FIASP dove non rischio di trovare esaltati che si credono arbitri alle Olimpiadi.

Giancarla Agostini

(Il commento di Ultramaratone maratone Dintorni) Per alcuni versi, Giancarla Agostini ha ragione: molti dei praticanti della corsa amatoriale, benché dotati e appassionati, vogliono anche divertirsi, non sono soltanto alla ricerca del risultato a tutti i costi. E, quindi, preferirebbero una maggiore rilassatezza (badiamo bene: non lassismo) tale da ricreare quell'atmosfera delle ultramaratone degli anni Novanta, quando il movimento della corsa sulle ultradistanze si stava sviluppando e conquistando una base di popolarità mai vista prima e in cui, nel corso di una gara, accanto ai top runner, si poteva vedere di tutto, anche le piccole esibizioni (divertenti) di chi praticava il verbo dell'anti-corsa. E' anche vero che tutto ciò ha alimentato per alcuni anni l'idea che le ultramaratone fossero una specie di circo frequentato da eccentrici e pazzerelloni e, pertanto, da non prendere sul serio, rispetto alla "purezza" e all'idealità dei praticanti della Maratona (disciplina ritenuta "nobile" ed eccelsa).

Da allora, molte cose sono cambiate: le ultramaratone non sono più cosa da "quei temerari sulle macchine volanti" e ci si muove in direttive sovrapponibili perfettamente ad altre specialità dell'Atletica leggera. E tutto ciò richiede rigore applicativo, disciplina, regolamenti: non bisogna mai dimenticare che una disciplina sportiva è definita dai suoi regolamenti e che chi la pratica deve poterli (e volerli accettare) ed uniformarcisi.

E' in corso un movimento che sta riportando le ultramaratone nell'ambito delle discipline sportive di alto livello, dopo che a lungo erano stato screditate per motivi che sarebbe troppo lungo dire qui in poche parole, ma che sono comunque legati all'entrata in gioco della distanza della Maratone (prima - sino all'idea di De Coubertin) del tutto ignorata in quanto tale e allo svilupparsi di norme e di regolamenti specifici per la maratona e per le altre discipline olimpiche dell'Atletica, e - nello stesso tempo - all'improvvisa - abissale - separazione che venne a crearsi tra atleti "amatori" e atleti "professionisti" - laddove prima dell'avvento del CIO e delle regole olimpiche tale distinzione non sussisteva.

Quindi, direi che lo sfogo di Giancarla Agostini, per quanto motivato sulla base di un assunto soggettivo, è antistorico e - direi - nostalgico - di un modo di prendere parte alle ultramaratone che non è più quello attuale, con l'elevarsi del livello e degli standard organizzativi e delle capacità tecniche degli atleti.
Il particolare rigore riscontrato nei Giudici da Giancarlo Agostini potrebbe essere stato semplicemente il "normale" rigore di un Giudice di Gara in un competizione agonistica che vuole essere di alto livello tecnico: e, come annunciato nei comunicati stampa, la 6 ore di Torino era stata annunciata come un "test-event" del prossimo Campionato del Mondo 24 ore su strada che andrà in scena a Torino sullo stesso circuito di gara.

Ma in fondo. guardando alle conclusioni che trae Giancarla Agostini da questa sua esperienza, è vero: rimane la libertà di scelta di optare per eventi che non siano sotto l'egida FIDAL e che afferiscano ad organizzazione che danno vita ad eventi non competitivi, in qualche misura per tutti e dove, nel rispetto di alcune regole di base, ci possa essere una libertà molto maggiore. Come anche si può decidere d icorrere liberi rispetto a qualsiasi cornice o organizzazione, anche se un podista che corre e che si allena quotidianamente desidera sempre il momento dello scontro/confronto con altri che aggiunge un po' di sale e pepe in più alla sua passione quotidiana.

Ma esiste pur sempre la terza via che è quella di imparare a divertirisi negli eventi di ultramaratone "rigorosi" sotto il profilo dell'applicazione di norme e di regolamenti e, nello stesso, continuare a divertirisi e a provare gioia e felicità.
 

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23 febbraio 2015 1 23 /02 /febbraio /2015 09:56

Il britannico Moh Farah ha infranto a Birmingham il record del mondo due miglia indoor, in occasione del Birmingham Indoor Grand Prix che si è tenuto nel fine settimana (21 febbraio 2015), con il crono di 8'03"40.

It has become a familiar sight this, Mo Farah with the union jack sitting joyously on his shoulders while photographers form a chaotic half-moon around him. Only this time there was a twist. He wasn’t standing on a podium, but perched by a stadium clock showing a new world record, the first of his career.

Almost, but not quite. There was no hiding Farah’s desire when he entered the final 400m needing to run it in 58 seconds to break Kenenisa Bekele’s two-mile indoor world record of 8min 4.35sec, set on this track in 2008. Or the release as he hurled himself raggedly over the line in 8:03.40, nearly a second quicker than Bekele’s old world best.

The International Association of Athletics Federations dopes not class this as a championship world record because the two-mile race is a rarely run race. But tell that to Farah, who was justifiably elated that the sacrifice of seven weeks in Ethiopia, away from his wife and family, had been so satisfyingly rewarded.

“People have been saying, when are you going to break a world record? So it was nice to do it in the UK,” said Farah. “It was very special.”

He admits he may acquire a taste for more of this – but at the moment his desire to add to his two Olympic titles and three world championship titles burns stronger than his loose-fitting ambition to break Bekele’s 5,000m and 10,000m world records.

“It’s two different things, going for a world record or going for a championship,” Farah said. “And I want to be able to know I collected as many medals as I can for my country, so in years to come I can look back and show my kids.”

Farah’s victory – one of seven for Britain in the Birmingham indoor grand prix, the most ever in this event – stole the show from Katarina Johnson-Thompson, who broke her second British indoor record in a week in winning the long jump with a leap of 6.93m.

“I knew I was in good shape but I didn’t expect a personal best,” said Johnson-Thompson, who cleared 1.97m in the high jump last week and now travels to the European indoor championships as a strong favourite in the pentathlon.

In the men’s long jump, a bulked-up Greg Rutherford set four indoor personal bests – including a final-round leap of 8.17m – to beat the new Chinese star Gao Xinglong. However, Rutherford insists he is not tempted to compete in Prague because he wants to focus on the world championships in Beijing.

“If it was any other year then I’d consider it but I’m so determined to win the world championships this year and I believe I can do that,” he said.

The only thing that distracted the Olympic champion was the sound of his 18-week-old son, Milo, crying as he was preparing for his second-round jump – which he subsequently fouled. “All of a sudden I was like: ‘I know that cry,’” joked Rutherford. “It’s probably why I fouled! Cheeky bugger.”

Jenny Meadows, the only athlete to run under two minutes for the 800m this year, was another British winner as she powered cleared at the bell to win in 2:01.26.

In the women’s 400m, meanwhile, the Welsh athlete Seren Bundy-Davies smashed her personal best by nearly half a second to win in 51.72, while Nigel Levine led from first to last in winning the men’s 400m.

But there was no British victory in the men’s 60m: Kim Collins, who is running faster than he ever has done indoors aged 38, maintained his unbeaten record in 2015 by beating Britain’s Chijindu Ujah in a time of 6.50.

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  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
Pagine viste : 607 982 (totale)
Visitatori unici 380 449
Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
Record visitatori unici in un giorno 14/04/2014 (2695 vis. unici)
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Articoli pubblicati 4259


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