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12 aprile 2016 2 12 /04 /aprile /2016 11:50
Ultramaratone Maratone e Dintorni spegne oggi la sua 5^ candelina

Ultramaratone Maratone Dintorni spegne oggi la sua quinta candelina.
Un grazie di cuore a tutti i lettori, ai follower e a tutti coloro che interagiscono con il magazine, suggerendo articoli e scrivendo dei propri contributi.

In questa data "fatidica" - tanto per quantificare -  abbiamo raggiunto quota 610.430 visitatori e 923.026 pagine visitate.
In totale, dalla data di creazione del magazine, sono stati pubblicati 5859 articoli.

Ora il prossimo traguardo è arrivare a 1 milione di pagine aperte!
Mi rendo conto che si tratta di numeri piccoli rispetto ad altri magazine online, ma io oltre ad essere il Direttore Responsabile, sono di "Ultramaratone ..." il redattore unico e mi occupo, inoltre, della pubblicazione di contributi di pugno da parte di collaboratori esterni.
Non posso materialmente fare di più: mi rendo conto che se riuscissi a pubblicare una media di 10 articoli al giorno, l'audience sicuramente crescerebbe, ma già così l'impegno che mi è richiesto è massivo e, francamente, di più non posso fare.
Confido molto nelle collaborazioni esterne e soprattutto nel lavoro di scouting che i miei fiancheggiatori esteni riescono a fare alla ricerca di spunti originali che consentano di costruire degli articoli interessanti.

Auguri di buon compleanno dunque e lunga vita a Ultramaraton Maratone e Dintorni!

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3 maggio 2015 7 03 /05 /maggio /2015 20:37
Ultramaratone Maratone e Dintorni al giro di boa dei 500.000 visitatori unici

Il 1° maggio 2015 è una data importante per Ultramaratone maratone Dintorni e merita di essere essere celebrata, poiché siamo giunti al giro di boa dei 500.000 visitatori unici a partire dall'anno di creazione del magazine, con oltre 780.000 pagine aperte (e quasi 5300 articoli pubblicati).
Un ringraziamento sentito a tutti coloro che hanno collaborato assiduamente e soprattutto ai lettori che continuano a darci fiducia e a seguirci.

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12 aprile 2015 7 12 /04 /aprile /2015 15:09
Ultramaratone Maratone e dintorni spegne oggi la sua 4^ candelina

Ultramaratone maratone e Dintorni spegne oggi la sua 4^ candelina.

Da due anni circa il magazine è diventato una testata giornalistica online, regolarmente registrata presso il Tribunale di Palermo.

Sin dal suo esordio ha avuto un inatteso successo di audience.

Procediamo speditamente verso la meta importante dei 500.000 visitatori unici e quella delle 800.000 pagine aperte. E a questi dati sulla audience, si può aggiungere quello di 5225 articoli pubblicati sino alla data odierna.

Per l'esattezza sono dall'inizio 489.446 i visitatori unici, 765.624 le pagine aperte, con un rapporto pagine aperte/visitatori unici di 1.46.

Ringraziamo fervidamente tutti i visitatori che hanno contribuito alla crescita di questa pagine e tutti coloro che hanno contribuito efficacemente con i loro scritti e con le loro immagini

 

Maurizio Crispi

Direttore Responsabile

 

 

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20 febbraio 2014 4 20 /02 /febbraio /2014 08:07

Giornalismo versus autoreferenzialità dei siti web

 

(Maurizio Crispi) L'uso del web ha creato delle enormi opportunità nella diffusione delle informazioni, nel senso che - in tempi quasi reali - offre praticamente a tutti la possibilità di lanciare opinioni, notizie che lo riguardano, date di eventi più o meno irrinunciabili.
E questa possibilità è cresciuta in modo esponenziale con l'attivazione dei social network.

Si potrebbe pensare che il giornalismo cartaceo - e il suo corrispettivo online - sia tramontato: ma in realtà non è così ed è bene che tutti coloro che producono da se stessi informazioni (siano essi singoli individui o gruppi o società sportive o qualsiasi altra organizzazione) lo tengano presente.
Infatti, una cosa è diffondere notizie sulla propria homepage o su una pagina dedicata in uno dei tanti social network, una cosa è diffondere una notizia in forma giornalistica (e, del resto, nell'immaginario, la pubblicazione di un proprio articolo o di una notizia su di un quotidiano o su di un periodico cartaceo rappresenta tuttora il massimo cui si possa ambire, benchè - rispetto al web - il cartaceo sia lento ed effimero, quanto a possibilità ripetuta e prolungata nel tempo, di fruizione di specifici contenuti).
Il pensiero comune, in questi casi, è fondamentalmente utilirastico, del tipo: "Tengo per me questa notizia, e la divulgo soltanto sul mio sito web. Chi vuole vederla se la viene a cercare", applicando questa riflessione non solo a potenziali utenti, ma anche a chi svolge un'attività giornalistica.
Se, per eventuali utenti, il ragionamento non farebbe una grinza (anche se si fonda su di una valutazione ipertrofica della propria homepage e dell'interessa che suscita nel mondo web), per quanto riguarda i referenti del giornalismo cartaceo e online è assolutamente fallace.
Chi svolge attività di giornalismo specializzato (come è quello sportivo, ad esempio) - a meno che non abbia motivi specifici per fare sul web una determinata ricerca su di un argomento particolare - di rado ha tempo di "navigare in rete" cercando informazioni pertinenti con gli interessi tematici della propria testata per convertili in notizia (cioè in articoli che siano effettivi veicoli di "informazioni", a partire dalle semplice - ed aurea - regola giornalistica del "Dove, quando, chi, perchè, come"). 
 Quindi, molte informazioni potenzialmente importanti rimangono sepolte nelle rispettive pagine web e non saltano in cima alle ricerche che si effettuano su Google o affini.
Spesso, infatti, sono delle notizie incomplete (mancando delle essenziali coordinate temporali) e di altri elementi tipizzanti, ma soprattutto sono delle notizie "auto-referenziali",  vale a  dire notizie che possono essere trovate (o possono interessare a) soltanto da coloro che sono interessati ad esse.
Quindi viene meno uno dei pressuposti fondamentali dell'attività giornalistica, cioè quella 
mission fondamentale e caratterizzante del giornalismo che è quella di diffondere informazioni con un carattere di universalità, diffondendo in modo tale che possano essere accessibili a tutti (il cosiddetto "universo mondo") e che, nello stesso tempo, possano raggiungere anche individui che, in origine, non sono particolarmente interessati a quel particolare argomento, ma che ciò nondimeno potrebbero esserlo se fossero raggiunti da quella specifica informazione.
Quindi, un sano principio per tutti coloro che cercano visibilità e che vogliono diffondere informazioni dovrebbe essere quello di utilizzare sìì la propria pagina come veicolo di informazioni per i propri seguaci e, nello stesso tempo, diffondere le notizie che necessitano maggiore risonanza agli organi di stampa, specializzati o meno, cartacei o online, in modo tale che le notizie - laddove auspicato - possano avere la massima diffusione possibile.
E, naturalmente, ci si aspetterebbe questo dagli organizzatori di gare (visto che le testate giornalistiche rappresentano a conti fatti un potente strumento di diffusione capillare delle informazioni di esse ed anche indiretto veicolo di pubblicità) e dai siti "istituzionali" dai quali ci si attenderebbe un'interfaccia più efficace nel rapporto con i media.  
Altra difficoltà di coloro che gestiscono i siti web per dare risonanza alle proprie attività è il fatto che spesso non sono in condizione di aggiornare regolarmente e con pertineza la propia pagina nella rete.
Per cui, sintantoché sono interessati a promuovere qualcosa, pubblicano degli aggiornamenti. Quando l'evento (se si trattava di un evento) è concluso, allora il loro interesse ad aggiornare la loro stessa pagina svanisce.
E di conseguenza la notizia che inizalmente avevano diffuso rimane monca, non può essere chiusa: mentre una regola fondamentale dei media che - se è possibile - il cerchio della comunicazione deve essere in qualche modo chiuso, non lasciando mai delle "introduzioni" senza un loro capitolo di chiusura e di bilanci finali.
Analogamente, accade nel caso di coloro che diffondono dei "comunicati stampa", che in realtà sono appena poco più che "comunicazioni" e che, successivamente, quando non hanno più interesse a che un'opera di divulgazione sia portata avanti, non chiudono mai la notizia con un un comunicato di "fine evento".
Si nota anche una persistente ritrosia ad inviare comunicati stampa a fonti giornalistiche accreditate, anche quando li si chiede apppositamente: in questi casi, la risposta alle richieste portate avanti con tutti i crismi è - il più delle volte - soltanto un persistente silenzio (ed irritante per chi ha inoltrato la richiesta di essere aggiornato) oppure un sì che rimane poi lettera morta. Ci si chiede perchè, visto che i comunicatori professionali, di fatto rendono un servizio.
 
Consapevoli di questi limiti e per uscire da questa impasse, gli organizzatori più lungimiranti di eventi sportivi medio-grossi ingaggiano un "comunicatore" professionale o "addetto stampa", in modo tale che tutte le loro notizie vengano inoltrate con criteri di rigore e di professionalità.
Oppure, in altri casi, - ed anche questa è una formula di successo, come dimostrano alcuni eventi sportivi - viene individuato all'interno dell'associazione promotrice uno dei membri che, avendone le competenze, assume il ruolo di addetto stampa.
Vorrei citare al riguardo l'ottimo esempio dato dalla Tre Rifugi della Val Pellice (con il suo addetto stampa Carlo Degiovanni) e dalla 100 km del Passatore (in cui l'addetto stampa Elio Pezzi, giornalista e scrittore, fa parte del Consiglio direttivo dell'omonima associazione).

 

 


In merito al tema della comunicazione e della diffusione delle notizie vedi anche il seguente articolo su questo magazine (pubblicato mercoledì 1° maggio 2013).


Un follower di questo giornale online e della equivalente pagina Facebook, mi scrive chiedendomi come mai siano così carenti le notizie circolanti nel web sulle ultramaratone (soprattutto relativamente agli eventi inseriti in calendario nazionale IUTA) e sugli eventi internazionali in cui gli Azzurri si sono già impegnati (come a Belvés, FRA) oppure sui prossimi, di cui quello imminente è il […]
 

 

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1 gennaio 2014 3 01 /01 /gennaio /2014 23:45
Congediamoci dal 2013 podistico appena trascorso alla nostra maniera (Elena Cifali)(Elena Cifali) E’ finita ragazzi, anche il 2013 è giunto al suo compimento e ci ha dato il suo saluto.
Per me é stato un anno importante e ricco di soddisfazioni, in cui ho raggiunto mete che fino allo scorso anno mi sembravano lontane ed inimmaginabili: eppure, passetto dopo passetto, ogni gara è stata conclusa.
La passione che ognuno di noi mette nel gesto atletico, nella competizione – che spesso è rivolta a noi stessi, nel tentativo di migliorare il nostro precedente primato - è infinita e merita rispetto indipendentemente dalla lunghezza della gara.
In questi giorni alcuni dei miei più cari amici hanno ripercorso il loro anno podistico andando a scovare nella memoria la loro gara più significativa, la gara che maggiormente li ha stancati, che più di altre li ha emozionati o semplicemente che li ha resi fieri di essere podisti.
Io credo che il comune denominatore per ognuno di noi si chiami “f-a-t-i-c-a” [ma anche gioia].
Quando pronuncio queste sei lettere nella mia mente si fa largo l’immagine di podisti sudati in canotta e pantaloncini, di volti stravolti e braccia in alto pronti a salutare il tanto atteso arrivo sotto il gonfiabile, ma anche felici per aver raggiunto il loro obiettivo e aver aggiunto al proprio personale diario una nuova indimenticabile esperienza.
Ed allora rivediamole insieme queste immagini e questi volti fieri e soddisfatti di se stessi, immagini che raccontano e salutano il 2013 e che aprono le porte e le speranze ad un 2014 altrettanto bello e meritevole di essere vissuto sempre con le scarpette allacciate ai piedi.
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4 dicembre 2013 3 04 /12 /dicembre /2013 20:59
La famiglia (Maurizio Crispi) Come è noto questo Magazine online ha come suo corrispettivo una pagina Facebook aperta a tutti.
Adesso è ufficiale. La famiglia "Ultramaratone, maratone e dintorni" cresce!
Ad oggi, sono 2506 quelli che hanno cliccato "mi piace (like)" e che quindi seguono dichiaratamente questa pagina.
A questi aderenti espliciti si devono aggiungere tutti quelli che, iscritti su Facebook, guardano la pagina e i suoi contenuti, senza voler interagire con essa e, in più, ci sono tutti gli altri che ne seguono i contenuti (link e foto, soprattutto) senza avere un profilo FB. 
La pagina, infatti, è stata costruita con l'intento di poter essere come una pagina web, facilmente raggiungibile da chiunque.
Il nuovo obiettivo: arrivare a 3000 like.
Per il Magazine la situazione - dalla sua creazione - è questa:

Data di creazione 12/04/2011
Pagine viste : 551 899 (totale)
Visitatori unici 340 742
Giornata record 22/04/2012 (2 847 Pagine viste)
Mese record : 09/2011 (32 745 Pagine viste)

E' chiaro che si tratta di ordini di grandezza diversa,poiché sulla pagina FB - per sua stessa natura - le interazioni si moltiplicano a dismisura, mentre invece i due parametri fondamentali del Magazine, rimangono soltanto i "visitatori unici" e le "pagine aperte".
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10 ottobre 2013 4 10 /10 /ottobre /2013 18:09

Auguri ai Siciliani impegnati in sfide podistiche (Elena Cifali) E' una settimana importante e particolare questa di metà ottobre. Alcuni tra i miei più cari amici podisti affronteranno magnifiche sfide.

La mia sorellona Inge Poidomani ed il mio fratellone Massimo Scribano partiranno alla volta di "Per le Vie di San Francesco" per affrontare 130 km trail. Hanno un coraggio particolare ed una grinta che ancora a me mancano! Bravissimi entrambi!
Io, però, avrei voluto essere con il più nutrito gruppo costituito da Salvo PiccioneMichele D'ErricoVincenzo PecuniaVincenzo AltamuraPalombella Fusca Davide ed il mitico Corrado Mugneco per correre insieme a loro la 100 km delle Alpi.
Avrei voluto trovarmi al nastro di partenza e cantare insieme a loro "Ciuri Ciuri", ma purtroppo non sempre i sogni si avverano, a volte bisogna avere il coraggio e la maturità di rimandarli, sperando che quel cassetto si riapra, prima o poi.
Per il momento mi accontento di augurare ad ognuno di loro fare una splendida gara e di essere fieri di se stessi. 

Forza ragazzi, sarò con voi per ogni metro di quegli infiniti 100 km.
In bocca al lupo fratelli miei di corsa!

 

 

 

 

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1 ottobre 2013 2 01 /10 /ottobre /2013 23:33

Nella grave congiuntura che stiamo vivendo, fino a quando si potrà dire Da oggi, 1° ottobre 2013, è aumentata l'IVA di un punto e l'Italia sta vivendo una grave congluntura politica che rappresenterà forse il punto d'arrivo di un percorso destruente iniziato ormai molti anni fa. 

Per domani, si attende la fiducia ad un eventuale governo monocolore, anche se per il momento il Presidente del Consiglio Letta ha respinto le dimissioni dei ministri PdL.
Non si sa in quale direzione potremo andare ed intanto il temuto spread ha ripreso a crescere, perchè l'Italia in questo momento non è più affidale sotto il profilo economico.

La corsa e lo sport in genere sono un ottimo euforizzante: a volte penso che il nostro correre quotidiano e la partecipazione alle gare ci portano in un altro mondo e che finiscono per distaccarci dalle fatiche quotidiane del vivere e dal contesto.

Mentre oggi, in ogni parte d'Italia, si sono fatte di gare di corsa di ogni tipo, in contemporanea - a partire da sabato - si sta consumando una crisi di governo epocale che non si sa dove potrà portarci.
C'è da essere preoccupati seriamente, in realtà...
Ma la corsa e lo sport ci consentono di vivere nell'illusione che possiamo continuare a vivere indisturbati nel paese dei balocchi.
Dove andremo a finire?
Non penso che si potrà sempre continuare a dire (o a pensare): "Corri che ti passa!".


Le brevi riflessioni sopra esposte nella pagine FB "Ultramaratone, maratone e dintorni" sono state molto attenzionate e hanno ricevuto dei commenti. Eccone due, tra quelli più significativi:
(Mario Celeschi) "Solo gli scemi pensano a correre e basta. Il problema non è solo il governo che cade, ma soprattutto l'italiano che se ne disinteressa. Quante bacheche ci sono su Fb di gente che parla solamente di running? I monomaniaci non sono solo monotoni e noiosi, ma anche simbolo del disimpegno elevato a sistema di vita"
(Cleoparda Pretini Pumazzoni) "La corsa sarà euforizzante, non amnesizzante... Un problema esiste prima e dopo una corsa...la differenza, per me, è che dopo lo inquadro meglio...non che me lo sono dimenticato o che lo sottovaluto. Tutt'altro".
Trovo che questa seconda formulazione possa essere un ottimo spunto di riflessione: perchè pone la corsa (e, suppongo, lo sport in genere) come strumento per pensare meglio a ciò che ci circonda, mentre lo pratichiamo, per trovare soluzioni o per prendere posizioni...
Verissimo! Purchè la corsa non rimanga soltanto come espressione dei cosiddetti "circenses" che gli imperatori romani dispensavano al popolo, assieme al "panem" per tenerlo buono e asservito.
Ma senza il pane, non ci sono circenses che tengano, alla lunga...
Quello che ho scritto vuole essere soltanto una riflessione proprio per tutti quelli che, come ha commentato qualcuno, sono monomaniaci della corsa (o dello sport in genere) e che sono invece noncuranti di quello che c'è prima o dopo, purché ci sia la corsa, le gare, la corsa, etc etc...
Non vorrei certamente che "l'Uomo che corre" (quello che pensa - o dice - "A me non interessa niente di ciò che accade, basta che corro") dovesse diventare icona dell'Uomo "che non pensa" o peggio dell'"uomo qualunque" di un non lontano passato (riassunto in modo sintetico dalla frase di Gianfranco Giannini, fondatore dell'omonimo movimento e del giornale che lo supportava che così recitava: "Questo è il giornale dell'uomo qualunque, stufo di tutti, il cui solo, ardente desiderio, è che nessuno gli rompa le scatole"). 
Allora, io penso che qualche vlta, bisognerebbe cambiare esortazione e passare, in maniera salutare dall'abusato "Corri che ti passa!" alla saggezza di una frase come "Fermati e pensa!". 
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19 giugno 2013 3 19 /06 /giugno /2013 09:21

Carmelo Santoro e il suo contributo alla logistica della Supermaratona dell'EtnaUn grazie sentito a Carmelo Santoro, pilastro dell'organizzazione dell'Etnatrail (che, promosso dal "Gruppo sportivo Ecotrail di Linguaglossa", si svolgerà il 4 agosto 2013). In modo particolare, Carmelo Santoro mi ha accompagnato con il quad dal punto di partenza a Marina di Cottone sino a Linguaglosssa, in tempo utile per saltare sulla mia auto e da lì salire sino a Piano Provenzana.
Ma, a parte questo, Carmelo Santoro per tutta la durata della gara ha svolto un lavoro encomiabile, prodigandosi poi per accompagnare gli atleti che man mano ridiscendevano con i mezzi messi a disposizione dalla vetta sino a Piano Provenzana, al Rifugio di Piano Conca, dove era allestito uno splendido pasta-party in uno scenario altrettanto incantevole.
La logistica della Supermaratona dell'Etna è complessa e, sia per l'assistenza agli atleti in corso di gara, sia per loro movimentazione, richiede molti mezzi motorizzati e tanto personale volontario che si renda disponibile.
Carmelo Santoro, come rappresentante del suo gruppo podistico e organizzatore dell'EtnaTraill si è messo generosamente a disposizione, rinunciando a partecipare alla gara con gli altri rappresentanti della sua compagine (che è risultato il secondo gruppo podistico più numeroso dopo il Panormus Bike Team and Trail).
Sarebbe stato bello se, al termine della gara, in occasione della cerimonia delle premiazioni, alla presenza di dignitari ed autorità, gli organizzatori nell'esprimere i loro ringraziamenti ai volontari che avevano contribuito al successo dell'organizzazione, avessero speso per Carmelo Santoro qualche parola in più: Carmelo si sarebbe meritato anche solo poche parole come rappresentante di punta di un gruppo podistico locale che è riuscito a creare, praticamente dal nulla, una gara trail sempre più apprezzata ed in netta crescita che, quasi sicuramente, nell'edizione 2014 verrà proposta nella distanza lunga di 60 km.

Carmelo Santoro: "Ho cercato di essere utile all'organizzazione... Io amo la mia terra e sono sicuro che una mano locale possa essere utile, sia per i modi ospitali che abbiamo, sia per la conoscenza dei luoghi, ma anche per cercare di far capire a chi viene da fuori che qui c'è della bella gente che lavora per il bene della comunità, anche se questo purtroppo non viene capito da chi ha altre usanze e altre tradizioni...".

Gli organizzatori della Supermaratona dell'Etna, appartenenti come è noto alla compagine "Unione Sportiva Mario Tosi" di Tarvisio sono super-efficienti e, nel corso degli anni, sono riusciti a far crescere la loro gara in modo davvero encomiabile. L'unica cosa che, bonariamente, si può rimproverar loro è il fatto di mantenere il piano organizzativo della gara un po' avuso dalla realtà locale.
E' come se impiantassero il loro tendone, con tanto di circo e burattini, in un contesto che non è il loro, se facessero il loro spettacolo e poi se ne andassero senza lasciare traccia, come i circhi itneranti di un tempo.
Sarebbe molto più bello - e significativo - se invece cercassero di mettere radici nella realtà di Linguaglossa, creando legami, stabili cooperazioni, joint venture.
Per esempio, considerando che il Sindaco di Tarvisio è stato negli ultimi anni presente alla manifestazione, in occasione della quale ha sportivamente percorso alcuni chilometri, partendo da Piano Provenzana per arrivare al traguardo dei 3000 metri di quota, perchè non immaginare qualche forma di gemellaggio tra il Comune di Linguaglossa e quello di Tarvisio?
Perchè non coinvolgere più direttamente ed in forma diretta degli organizzatori locali con la creazione di un "Comitato organizzatore" che sia anche rappresentativo delle realtà locali?

Se non si dovesse procedere in questa direzione - e i modi possibili sarebbero tanti - si corre il rischio di far rimanere questa manifestazione - senza nulla voler togliere al suo fascino e al perfetto funzionamento della sua macchina organizzativa - come perfetto esempio di una forma non pienamente condivisibile di "colonialismo" sportivo. 

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25 maggio 2013 6 25 /05 /maggio /2013 05:12
Campionato del Mondo IAU 24 ore su strada 2013. Al termine della gara un ateta delle delegazione italiana ha presentato delle complicazioni mediche(Maurizio CrispiVoglio esprimere qui il dispiacere per un caro amico che, dopo aver partecipato alla 24 ore di Steenbergen in Olanda (lo scorso 11-12 maggio 2013), valevole come Campionato del Mondo ed Europeo IAU 24h 2013, ha subito un incidente di percorso.
Subito dopo la gara, infatti, conclusa la cerimonia delle premiazioni (la squadra maschile della delegazione italiana è salita sul podio, avendo conquistato il Bronzo europeo a squadre), ha avuto un malore di dubbia interpretazione (che, lì per lì, è stato interpretato come una banale condizione ipotensiva).
Ma, per un concorso di sfortunate circostanze, l'atleta non è stato subito portato in ospedale (l'assistenza medica alla gara, nel frattempo, era stata smobilitata) e ha affrontato - assieme agli altri della delegazione italiana - un viaggio in auto sino all'aereoporto di Bruxelles e, poi, il viaggio in aereo sino a Milano.
L'atleta è giunto a Milano in pessime condizioni.
Lì, finalmente, è stato sottoposto agli accertamenti sanitari del caso ed è stato ricoverato, presentando un'insufficienza renale acuta, per l'assistenza specialistica e per avviare un programma di dialisi renale.
A distanza di quasi due settimane dal fatto, l'atleta è tuttora sottoposto a dialisi renale, in attesa che la funzionalità renale riprenda. 
Ma, poichè alcuni parametri fisiologici ed ematochimici non rientrano nella norma, le previsioni prognostiche quoad valetudinem, allo stato attuale, non sono buone.
Il fatto è che l'atleta in questione (di cui continuo a non fare il nome per il rispetto della riservatezza) aveva subito nel corso del 2012, un analogo episodio ma per motivi diversi,  al termine di una 24 ore su strada, svoltasi nella sua seconda parte in condizioni meteo piuttosto difficili.
In quella circostanza, al termine della corsa, l'atleta era andato in ipotermia marcata e, a causa della correlata proteinolisi muscolare e della conseguente mioglobinuria, era andato incontro alla complicazione di un'insuffcienza renale acuta, dalla quale si era fortunatamente ripreso dopo una settimana di dialisi.
L'apparato renale dell'atleta, tuttavia, proprio a causa di quell'episodio morboso, era probabilmente divenuto come si dice nel linguaggio medico un "locus minoris resistentiae" che, nuovamente sollecitato da un forte impegno stressante, ha  ceduto per la seconda volta al termine della gara di Steenbergen.
Tutta la nostra solidarietà va all'atleta italiano che ha difeso valorosamente i colori dell'Italia nel corso  della gara (contribuendo alla conquista del Bronzo Europeo) e a lui (e ai familiari tutti) inviamo gli auguri di un'auspicabile ed immediata guarigione. 
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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
  • Contatti

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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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