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31 gennaio 2015 6 31 /01 /gennaio /2015 20:48
Il riscontro sul Garmin dell'allenamento compiuto da Elena Cifali e della cui esperienza racconta qui di seguito

Il riscontro sul Garmin dell'allenamento compiuto da Elena Cifali e della cui esperienza racconta qui di seguito

(Elena Cifali) Solo 54 km!!!
L'allenamento di questa mattina è stato pesante. Difficile direi.
Seguito ad una notte tormentata da infiniti risvegli per il pensiero della corsa che avrei dovuto affrontare.
Sentivo battere la pioggia alla finestra. Enzo ed io avevamo deciso di iniziare alle 6.00, ma siamo stati costretti a posticipare di oltre due ore per godere di condizioni meteo un pò più favorevoli.
Alle 8.30 non pioveva e così ... viaaaa, in pista per 6 ore!
Ma il cielo plumbeo non lasciava tanto spazio all'immaginazione. Nel giro di poco, non appena i nostri amici ci hanno lasciati soli, a farci compagnia sono arrivati pioggia, vento, nebbia e tanto freddo.
L'inverno qui a Nicolosi è rigido e preparare gli allenamenti per una 100 km, ormai alle porte, non è cosa semplice.
Guanti, bandana, cappello, K-way: eppure, la sensazione di non essere sufficientemente coperti l'avevamo sempre.
Il vento incessante ci batteva da ogni lato a mano a mano che giravamo sull'ormai noto ovale della pista di atletica. Davanti, dietro, di fianco, ovunque noi andassimo c'era anche lui.
La pioggia di tanto in tanto frenava la sua caduta, ma l'umidità no!
Quell'umidita che, fitta fitta, entra dentro le ossa e le fa bruciare.

La stanchezza arriva poco prima del termine della terza ora. È in anticipo e si presenta senza risparmiare nulla. Mi fanno male le gambe, le sento stranamente stanche e il muscolo piriforme fa i consueti capricci.
Ho il desiderio di mollare, di tornare a casa, sono troppo stanca.
Ma la testa dice no.
Faccio appello a tutte le mie capacità. Parlo con le gambe "Rassegnatevi, io non mollo". Mangio, bevo di continuo.
E intanto manca solo l'ultima ora.
"Coraggio Elena, ce la fai anche stavolta! "
Un passo dopo l'altro come mi ha insegnato l'amica Inge.
Ma i passi diventano sempre più pesanti e corti.
I minuti un lasso di tempo interminabile.
Un giro di campo una distanza incalcolabile.
Un chilometro un'eternità!
Stringo i denti.
Mi dissocio dal corpo, la mente prende il timone: "andare avanti" è la parola d'ordine.
Stoppo il cronometro, non conteggio 3 giri di campo corsi perché so perfettamente che il GPS non è preciso in pista.
Il risultato finale è di 54 km effettivi, avrei voluto correrne almeno 56, ma considerate le condizioni meteo mi accontento.
Adesso sono quasi pronta ....
La conquista del Gargano mi aspetta!

Elena Cifali si riferisce alla "Gargano 100" in programma tra l'11 e il 12 aprile 2015 (alla sua prima edizione, di cui di seguito si include il link che porta ad un articolo su questo magazine in cui se ne è data un'anticipazione.
E le condizioni meteo avverse, il freddo, le difficoltà demotivanti fanno sicuramente parte dell'allenamento mentale per affrontare le ultramaratone e per incrementare il proprio margine di resilienza nei confronti delle difficoltà che si dovranno fronteggiare sul percorso di gara.
Quindi, allenamenti di questo tipo sono sicuramente tempranti e propedeutici, senza ombra di ironia.

Provare per credere.
Quanto più si soffre prima, tanto più semplice sembrerà affrontare un cimento di ultramaratona.

 

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19 gennaio 2015 1 19 /01 /gennaio /2015 06:50
Si è svolto il 18 gennaio 2015 a Ravanusa (AG), il Campionato regionale siciliano di Corsa campestre. (Elena Cifali) Si conclude con questa bella ed esplicativa immagine la mia gara campestre a Ravanusa. Il terreno infangato, il rischio di scivolare, la sfida nel mantenere l'equilibrio sulle curve, mi è davvero sembrato di correre la mitica Fisherman's run. Dalla terra veniamo e alla terra torneremo, nel frattempo, tra un passaggio e l'altro mi permetto il lusso di divertirmi correndo nel fango!

Si è svolto il 18 gennaio 2015 a Ravanusa (AG), il Campionato regionale siciliano di Corsa campestre. (Elena Cifali) Si conclude con questa bella ed esplicativa immagine la mia gara campestre a Ravanusa. Il terreno infangato, il rischio di scivolare, la sfida nel mantenere l'equilibrio sulle curve, mi è davvero sembrato di correre la mitica Fisherman's run. Dalla terra veniamo e alla terra torneremo, nel frattempo, tra un passaggio e l'altro mi permetto il lusso di divertirmi correndo nel fango!

Campionato regionale siciliano di Corsa Campestre 2015. A Ravanusa (AG), ho corso nel fango (Elena Cifali)

Il commento di Adriana Ponari, inviata di UMD e fotografa.

(Adriana Ponari) Il 18 gennaio 2015 si è svolta la prima prova del campionato regionale siciliano di Corsa campestre, a Ravanusa (AG).
La gara è stata articolata in tre batterie: quella riservata alle donne e agli over60 che dovevano percorrere 5 volte il percorso di circa un km; quella per gli uomini compresi fra gli M45-55 che avrebbero corso per sei volte lo stesso circuito; quella per gli uomini con età non superiore ai quarant'anni, anch'essi con sei giri.
Molto partecipata la manifestazione che, quest'anno, sembra avere battuto il record con quasi 600 di iscritti.
Le condizioni atmosferiche avverse hanno reso il tracciato degno appunto di una corsa campestre; pioggia battente con visibilità a volte disturbata, fulmini e grandine che alla fine della gara hanno ancor di più resa avverso lo svolgimento della manifestazione.
Il percorso col dei saliscendi continui e scivolosissimo per l'abbondante fango si è dimostrato impegnativo ma coinvolgente.

Per vedere il servizio fotografico realizzato da Adriana Ponari, va alla pagina facebook Ultramaratone, Maratone e Dintorni: Campionati Regionali Siciliani di Corsa Campestre 2015 - Ravanusa (527 photos)

Campionato regionale siciliano di Corsa Campestre 2015. A Ravanusa (AG), ho corso nel fango (Elena Cifali)

Pioggia e fango protagonisti 
del campionato regionale siciliano di corsa campestre S/M

(Comunicato stampa finale) Pioggia e fango, tanto fango nella prima gara ufficiale della stagione 2015 del Grand Prix regionale Fidal. Di scena, ieri a Ravanusa i campionati regionali di corsa campestre S/M (organizzati dall’ASD Pro Sport Ravanusa) che hanno fatto registrare il record di partecipanti. A rendere tutto più difficile è stato il meteo, dapprima il vento che poi ha lasciato spazio ad un’incessante pioggia che minuto dopo minuto ha reso il terreno di gara appesantito dal fango che ha lasciato il segno su indumenti e corpi dei coraggiosi podisti. Pioggia che, al termine delle batterie, si è trasformata in nubifragio, accompagnato da una fitta grandinata che ha causato il fuggi fuggi generale e l’inevitabile rinvio delle premiazioni.  La gara: percorso nervoso, tutto sali-scendi, nessun rettilineo se si eccettua quello che portava al traguardo. Percorso, come già detto, reso quasi impraticabile dalla poltiglia fangosa che in molti tratti quasi inghiottiva le scarpe dei podisti. Nella prima batteria (5 giri sotto una pioggia battente e dedicata alle donne e agli uomini dalla SM60) bel duello tra Tatiana Betta e Katia Scionti, con la portacolori della Podistica Messina che ha avuto la meglio andando a vincere con un buon margine di vantaggio sull’avversaria. Terza Simona Vassallo del Marathon Altofonte. Tra gli uomini dominio annunciato di Raffaele Santoddì (Atletica Caltagirone). La seconda batteria (uomini dalla SM45 alla SM55 impegnati in 6 giri) è stata, a nostro parere la più spettacolare, e questo grazie soprattutto  alla momentanea assenza di pioggia. Stavolta il duello è stato tra Franco Carpinteri e Abdelkrim Boumalik, con il portacolori della Trinacria Sport che ha fatto prevalere il suo ottimo momento di forma andando a vincere con una manciata di secondi sul marocchino dell’Universitas Palermo. Terzo Leone Lazzara dell’ASD Archimede. La terza batteria (uomini dalla SM alla SM40) ha riportato sul terreno di gara pioggia e maltempo, pronti a dare il meglio di loro. Gli atleti, impegnati su un terreno ridotto ormai ad un “lastricato di fango” sono stati eroici con Vito Massimo Catania (Amatori Regalbuto) che quasi planando è andato a vincere dopo avere sfiancato la resistenza di atleti come Ucciardo (Marathon Avola), Puccio e Scalisi della Podistica Messina, fianco a fianco al campione di Regalbuto per buona parte della gara. Il finale è già stato raccontato con tuoni, fulmini e grandine a chiudere malinconicamente il campionato regionale di cross, che attendeva le ricche premiazioni per un epilogo in festa. Maltempo che ha portato anche alcune critiche riguardo il posizionamento di docce e servizi igienici dislocati a circa 300 metri dal terreno di gara, presso lo stadio comunale. Difficili da raggiungere e poco fruibili per i podisti. La risposta dell’organizzazione parla di migliore soluzione possibile e di problemi causati dall’incessante pioggia. Prossimo appuntamento del GP di corsa l’otto febbraio ad Acireale con il 1° Trofeo di Carnevale Città di carnevale, nel corso del quale dovrebbe essere “recuperata” anche la mancata premiazione di ieri.  

La gara di Ravanusa, come detto, è stata valida come campionato regionale di corsa campestre. Per quanto riguarda le società (alleghiamo le classifiche a fine articolo) la vittoria è andata trai maschi, all’Universitas Palermo, seguita dall’Atletica Sicilia e dalla Trinacria Palermo. Tra le donne primo allor regionale per l’ASD Sport Nuovi Eventi Sicilia. Piazza d’onore per la Podistica Messina, terza l’Atletica Sicilia. Prima della partenza della prima batteria è stato effettuato un minuto di raccoglimento per ricordare Roberto Cerasola, atleta della Trinacria Palermo, venuto a mancare proprio nella mattina di ieri.

I campioni regionali di corsa campestre:

SM35 Vito Massimo Catania (Amatori Regalbuto)

SM40 Vincenzo Puccio (Podistica Messina)

SM45 Franco Carpinteri (TRinnacria Sport)

SM50 Leone Lazzara (ASD Archimede)

SM55 Ettore Rivoli (Atletica Bellia)

SM60 Raffaele Santoddì (Atletica Caltagirone)

SM65 Giuseppe Ruggeri (Forte Gonzaga Messina)

SM70 Paolo Francesco Meli (Fiamma Rossa Palermo)

SM75 Giuseppe Pipia (Passione Corsa Ribera)

SM80 Sebastiano Caldarella (Marathon Athletic Avola)

SM35 Patrizia Strazzeri (Fortitudo Catania)

SM40 Katia Scionti (Stile Libero Messina)

SM45 Tatiana Betta (Podistica Messina)

SM50 Anna Romano (Ortigia Marcia)

SM55 Rosa Maurici (Athlon Ribera)

SM60 Maria Clara Minagra (Fiamma Rossa Palermo)

SM65Rosaria Lanza (Atletica Lentini)

 

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15 gennaio 2015 4 15 /01 /gennaio /2015 21:44
Maratona Città di Ragusa 2015 (12^ ed.). Il sapore del vento. Gerlando Lo Cicero racconta la sua esperienza

Gerlando Lo Cicero ha partecipato alla 12^ edizione della Maratona Città di ragusa e qui di seguito racconta la sua esperienza di gara, precisando che si tratta di un "racconto lungo" la cui lettura é raccomandata solo a chi è allenato ai lunghissimi!.

Precisa anche che il suo racconto é dedicato a Mario Cavataio.

Nebbia, freddo!
Sono contento per questa ovattata atmosfera che ci accoglie e circonda la zona di partenza della 12^ Hybla Marathon [dall'anno scorso "Maratona Città di Ragusa"], come se in quella nebbia potessi nascondere i miei preoccupati pensieri per una nuova maratona che so di non aver preparato e di non essere fisicamente nel meglio della mia forma, ancora una volta!
Sorrido agli amici, leggo nei loro volti tutta la frizzante gioia per una nuova esperienza di 42,195 chilometri, insieme alla loro determinata concentrazione.
Sorrido anche per esorcizzare la mia inquietudine!
La voce dello speaker scandisce i pochi secondi alla partenza, poi lo sparo concretizza l’inizio di questo nuovo viaggio!
Immediatamente il manto stradale scende e tra noi ci gridiamo di fare attenzione perché la strada è resa scivolosa dalla brina di questo mattino e il rischio di cadere è notevole! Ma dopo poche decine di metri, la strada riacquista la sua dimensione orizzontale, una dimensione questa che ben presto capirò sarà solo un lontano ricordo lungo tutta la maratona;
Il mio ritmo è da subito quello che mi ero prefissato di tenere per tutta la gara, 4’30” al km! So di non essere allenato per una 42 km, ma sono pronto a scommettere che comunque tale ritmo potrò reggerlo per tutta la gara!

Che sciocca illusione la mia! Sapevo delle salite che il percorso di Ragusa ci avrebbe riservato! Sapevo delle discese che ci avrebbero restituito il respiro! Ma non immaginavo affatto cosi tante salite e discese, di cosi variegata misura e pendenza: alcune lievi e lunghe, altre ripide e corte, altre ancora mediamente lunghe e mediamente ripide, sia all’insù che all’ingiù!
Arrivo al decimo km, e sono già stanco, maledettamente stanco!
A una prima discesa che mi ha fatto ben sperare, che ho superato lasciandomi andare aiutato dalla forza di gravità, è subito seguita una lunga salita che  mi 
immediatamente ha schiaffeggiato mettendomi faccia a faccia con la mia realtà, quella della sofferenza fisica!

E c’è il vento, con tutto il suo sapore amaro perché mi soffiava contro rendendo la mia corsa ancora più difficile di quel che era gia da se!
Ma è anche un vento che porta un po di poesia dentro la mia anima! “Meno male”, mi sorprendo a dire a me stesso, “meno male che c’è almeno questo vento che soffia tra questa erba e mi porta il suo odore”.
E, improvvisamente, mi rendo conto che sto correndo in mezzo a sconfinati pascoli di un verde intenso tutti orlati dai fantastici e pittoreschi muretti a secco, tipici delle campagne su tutto l’altopiano ragusano!
Allora capisco che, se sto correndo dentro la mia immensa fatica e sofferenza, sto anche correndo dentro un sogno, fatto di un paesaggio agreste che non ha eguali in nessun’altra parte del mondo!
Mi basta quel poco di musica di quel vento tra quelle pietre e tra quei pascoli a restituirmi un po di voglia di correre!

Ho patito le prime salite, le ho sofferte oltre ogni mia più ottimistica speranza! Si, lo confesso, A Ragusa ci sono arrivato che non ero pronto a sbuffare, a soffrire, a dare del tu alla fatica!
Ma riesco anche a distrarre la mia mente da quello sfacelo di pensieri, ammirando tutto quel magnifico paesaggio ragusano attorno a me, per ogni dove!
Ma le crisi comunque arrivano! E la prima è arrivata assai presto; quando ho raggiunto il cartello che annunciava il decimo chilometro, ho avuto il primo pensiero di fermarmi e rinunciare!
Invece, non so come, quasi con stupore ho visto man mano giungere gli altri cartelli sulla mia destra, chilometro dopo chilometro, e io continuavo a correre e a non fermarmi! Al ritmo della corsa ormai non prestavo più alcuna attenzione, avevo capito che su un percorso del genere dovevano liberamente decidere le mie gambe senza troppo ascoltare la mente!
Già, la mia mente che stava facendo di tutto per fermarmi! Stavo correndo con “la mente che frena” e non con “la mente che corre” come piace a me!
Un pensiero, invece, mi veniva spesso in mente: quello rivolto agli amici con cui ero giunto a Ragusa! Chissà Salvo dove è giunto, mi ero ripromesso di correre la maratona insieme a lui a 4’30” ma dopo i primi km e le prime salite ho capito che non potevo stargli vicino e ho dovuto rallentare! Francesco e Mario chissà se stanno riuscendo a tenere la tabella di marcia per stare sotto le tre ore, lo spero fortemente per loro, soprattutto per Mario visto che è l’obiettivo suo quella maratona sotto le tre ore mentre per Francesco è un semplice allenamento!
Continuano a susseguirsi le salite, intervallare dalle discese! Continuano le fucilate alle mie gambe! Ogni cambio di pendenza lo soffro pazzescamente!
Arriva la seconda crisi, intorno al 20° chilometro! Di nuovo voglio fermarmi e farla finita, voglio tornarmene a casa e dimenticare tutto! Ma perché sono li? Che sto facendo? Perché mi sto costringendo ancora a correre? Voglio fermarmi, basta! Sto soffrendo troppo, e non mi piace neanche un po'!
Poi, come per magia, ripenso ancora una volta a quel vento e a quei muretti a secco! La fatica e la sofferenza la sento sempre, ma pensando al paesaggio tornano a essere meno pesanti!
Allora intuisco che le mie crisi sono si fisiche, ma sono soprattutto mentali!
Devo avere la testa decisa a non fermarmi, se davvero voglio arrivarci al traguardo!
E’ una maratona durissima questa, la più dura che abbia fino ad oggi corso! Lo so, ormai è chiaro! Ma la testa deve adesso comandare e spingermi! Le gambe sono martoriate, ad ogni nuova salita che incontro e supero le mie gambe diventano come ferro rovente e mi fanno un male cane! Ma non mi fermo, ormai so che devo andare avanti senza mai arrestare la mia corsa!
D’un tratto, neppure me ne rendevo quasi conto, mi ritrovo in mezzo a tantissimi altri runner che corrono attorno a me! Mi sento pure chiamare per nome, mi giro, riconosco due amici di Caltanissetta, mi incitano! Sto sognando! Sono miraggi?
Se ero quasi completamente solo a correre tra le campagne e i muretti a secco, tutte queste persone che corrono ora attorno a me da dove arrivano! Poi mi sovviene la ragione: sono i partecipanti alla mezza distanza!
Sono al 25° km (se non ricordo male) e la mia corsa si incrocia con quella della mezza maratona!
Quasi come un impeto, tanta gente attorno a me mi restituisce tanta di quella energia che la mia corsa si anima talmente tanto che il mio ritmo aumenta, come se avessi appena iniziato la mia maratona, come se ancora dovessi giungere al primo dei 42 chilometri!
Supero tantissimi runner della mezza, in tanti di loro appena intuiscono che io sto correndo la maratona mi acclamano e con le loro parole di incitamento mi regalano talmente tanta forza che alcune salite le supero quasi senza accorgermene!
E’ incredibile quanto un evento che non ti aspetti, come questo di ritrovarmi all’improvviso circondato da tantissimi runner dopo 25 km che corro in quasi perfetta solitudine tra le campagne, possa mentalmente portarti fuori dalla tua fatica e farti ritrovare un’energia dentro te che credevi persa!
Scorrono cosi altri chilometri, stavolta più leggeri mentalmente per la compagnia dei runners a me vicino!
Ma non basta! No, non basta neppure questo!
Arriva la mia terza crisi, stavolta quella realmente pesante e tremenda! Ormai non conto più i chilometri, non guardo più il mio orologio/gps e non cerco piu i cartelli dei km sulla strada! Le mie gambe rallentano talmente tanto che pian piano, uno alla volta, un po tutti i runner della mezza che avevo superato mi affiancano e li vedo allontanarsi davanti a me!
Già, stavolta la mia crisi non è tanto mentale, ma è una vera crisi metabolica e fisica! Sto correndo pianissimo, anche nelle discese ormai non riesco più a darmi un po di velocità! Le mie gambe non ci sono più! Sto “morendo” lentamente, sempre piu!
Eppure non mi fermo neppure stavolta! Supero la prima delle due gallerie e complice quel buio dentro quel tunnel di cemento scopro la mia anima che piange!
Voglio finire quella maratona ormai, sono stanchissimo, però mi conosco talmente bene che so che l’unico modo per mettere fine a quella mia sofferenza è di arrivare al traguardo! Non posso fermarmi neppure stavolta! Dico a me stesso di rallentare ancora, ma non fermarmi!
Da lontano vedo un altro banchetto, quale sarà? Allora torno a scrutare il mio gps e vedo che sono quasi al 35° chilometro!

Ho ancora un’eternità da correre, in queste mie condizioni fare ancora 7 km significa una vita infinita! Decido di fermarmi qualche secondo a quel banchetto, perche stavolta la fatica è immensa dentro me e ho l’urgente necessità di bere con piu calma e non acchiappando al volo il bicchiere e bere senza fermarmi come faccio sempre nelle maratone e come ho fatto anche oggi ai precedenti banchetti di ristoro!
Mi fermo! I ragazzi mi porgono il bicchiere! Bevo avidamente! Ne chiedo un altro! Me lo porgono! Dico a un volontario che sto morendo, mi dice se voglio fermarmi e mi indica un posto dove sedermi! No, gli rispondo che mangio solo qualche pezzetto di frutta e riprendo la mia corsa! Mi suggerisce di bere anche un po di coca cola che contiene zuccheri e mi risolleva un po! Ne afferro tre bicchieri di coca cola e, caspita, mi sento rianimare davvero!
Ringrazio e riparto, mi accorgo di stare un po' meglio ma ho anche perso tantissimi secondi fermo a quel ristoro!
La strada scende adesso, poi sale di nuovo! Manca pochissimo ormai! Lo so, manca poco!
Entro in città! Vedo le macchine ferme agli incroci con i vigili attenti a noi podisti! Vedo la gente affacciata dai balconi! Vedo gli anziani seduti nelle piazze che man mano attraverso correndo! Vedo i bambini giocare! Sto correndo, ma penso alla città che vive!

Bene! Vuol dire che non penso alla mia fatica e, dunque,ormai è certo che raggiungerò il traguardo!
Poi, cominciano i vicoli stretti della città storica e barocca! Vicoli che scendono, che salgono, che ruotano per ogni direzione, che girano! Sono io ubriaco o è la città ubriaca? Corro, sto correndo ancora e ogni nuova salita che trovo è una morte micidiale per le mie gambe mentre ogni discesa che supero è un rinascere!
Ma quando finisce? Possibile ancora? Basta, Gerri, ti prego, fermati!
Poi una scritta con vernice bianca per terra sul lastricato in un angolo mi fa nascere uno sgomento! Quella scritta riporta esattamente cosi: “Climb 600 mt” !!!
Climb in inglese vuol dire “arrampicarsi”!

Guardo davanti a me! La stradina è stretta e si inerpica in su in modo micidiale, con una pendenza terrificante! Allora capisco: mancano adesso solo gli ultimi miserabili 600 metri al traguardo, ma sono talmente ripidi che hanno pensato bene di avvertire i maratoneti scrivendo “climb”!
Stringo i denti, so che ormai è fatta! Dico a me stesso “Gerri, qua si muore per davvero adesso, ma non fermarti, muori ma senza fermarti perchè ormai ci sei”!
Svolto un ultimo angolo di pietra barocca, vedo davanti a me un gonfiabile rosso!
E’ qui, appena vedo quel traguardo davanti a me che esclamo ad alta voce “Oh Buon Dio, ti ringrazio!”
È ancora salita, l’ultima, ma saranno solo 100 metri scarsi!
Arrivo! Elio Sortino mi infila la medaglia ricordo direttamente in testa e io schiaccio il tasto d’arresto del mio cronometro: 3h18’49”!
Ho un solo pensiero, però, immediato, fulmineo: Mario che ha fatto? Se è riuscito a star sotto le tre ore su un percorso cosi terribile e micidiale per il fisico, gli faccio una statua in oro!
Mi sento chiamare, è una voce smaniosa di felicità, è quella di Mario: “Compà, indovina che tempo ho fatto?
Gli brillano gli occhi di felicità, quasi gli piangono!
Allora dai suoi occhi intuisco che c’è riuscito e azzardo dicendogli addirittura: 2h57!!!
Lui mi risponde: 2h56’!!! dietro di lui vedo il sorriso altrettanto felice di Francesco!
Li abbraccio tutti e due! Siamo i tre esseri piu felici della terra in quel momento!
Poi aspettiamo l’altro Salvo! Ha avuto un problema fisico e ha alternato la corsa al cammino dopo il 25° km! Però giunge anche lui e si unisce alla nostra festa!
Siamo tutti e quattro insieme! Siamo tutti e quattro assolutamente felici!
Ogni stanchezza è già dimenticata! In albergo, è tutto un festeggiare!



Le foto sono di Adriana Ponari

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Published by Ultramaratone, Maratone e Dintorni (Gerlando Lo Cicero) - in Racconti di gara e tributi personali Maratona di Ragusa Gerlando Lo Cicero
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17 dicembre 2014 3 17 /12 /dicembre /2014 19:24

Vodaphone Istanbul Marathon 2014 (36^ ed.). La mia maratona di Istambul (Eleonora Suizzo)

E' proprio vero che correre una maratona non è soltanto una pratica sportiva (a volte anche agonistica), ma anche viaggio esteriore, qualche volta viaggio nel mondo e soprattutto viaggio all'interno di se stessi, sempre portesi alla ricerca di qualcosa o nel tentativo di percorrere un labirinto emozionale e di sciogliere dei nodi aggrovigliati. 
Il racconto che segue, scritto da  Eleonora Suizzo, a distanza di qualche settimana dal compimento della maratona di Istanbul, che ha avuto luogo lo scorso 16 novembre, è un magnifico esempio di questa commistione di piani.
Eleonora è andata ad Istanbul per compiere un suo viaggio, nel quale - assieme a molte altre cose - c'è stata anche una maratona. 
Proprio per questo motivo - a sottolineare l'importanza del viaggio - delle foto che mi ha inviato per corredare il suo racconto non ve n'è una sola che riguardi la maratona. 

(Eleonora Suizzo) E, poi, da una voce lontana riaffiora il desiderio di ridipingere la tela opaca del mio cuore. Ascolto nuovamente il rumore di questo pianoforte che prima mi rasserenava ma che ora mi rende immensamente triste.

Tu che, a mala pena, mi conosci, tu che scruti le  anime nel profondo e che un tempo mi hai detto:"Scrivi Eleonora, scrivi, in questo momento è la tua terapia".

Tu che credi in me e che ti compiaci delle mie parole e dei miei sentimenti, per te, mi rimetto in gioco e anziché immergere la testa negli abissi, dagli abissi riaffioro e rimetto insieme i cocci.

Vodaphone Istanbul Marathon 2014 (36^ ed.). La mia maratona di Istambul (Eleonora Suizzo) Una differenza c'è però ed è sostanziale: sono sola con un mondo e dinanzi a un mondo nuovo, in cui le contraddizioni sono innumerevoli e tangibili, in cui il vecchio e il nuovo, il sacro e il profano, il lusso e il sudicio, il ricco e lo spiantato, il bello e il brutto, il luminoso e il buio convivono armoniosamente.

Giornate scandite dalla preghiera universale, venditori, incantatori, turisti, Asia, Europa, cultura, Oriente ed Occidente, ponti maestosi, luci ed ombre. Trattiamo ogni scambio mio e tuo. La vita è un continuo trattare e scambiare, ma in questa terra, il tutto e il nulla non hanno limiti.

Sul lungomare corro ogni mattina e provo a respirare, a non perdere il ritmo del mio cuore che, come adesso, salta qualche giro.

Poi torno in camera, spalanco le tende e dai vetri mi soffermo a guardare la moschea, il cielo grigio e i gabbiani. Un nuovo giorno mi aspetta per scoprire il mondo, lontana dal mio mondo, quel mondo dove ho lasciato la parte più importante di me stessa, e in questo nuovo giorno verrò purificata dalla donna che non è mia madre ma che mi lava con cura come se stesse lavando la sua bambina.

Katarsi del genere umano.

La maratona è un contorno questa volta, necessaria ma pur sempre un contorno, non ne ho un ricordo meraviglioso, perché sono partita troppo veloce, perché ho dovuto combattere, come sempre, contro me stessa, il mio corpo e la mia mente.

Ma è la mente la mia forza più grande, e dopo la pioggia, la salita, la monotonia dell'asfalto, l'incombere del vento, mi ritrovo al 35° km, sanguinante, ma pronta a ripartire e così faccio.

Gli ultimi 2 chilometri sono meravigliosi. Incontro Giulio e con lui decido che taglierò il traguardo perché è molto stanco e si è arreso. Ultimo strappo in salita dentro il parco e oltrepassato l'arco, curvando a sinistra, il delirio della folla ci riempie e ci accompagna per gli ultimi metri fino al traguardo.

3'51, il crono odierno. Adesso non ho più fame, non sono più stanca, ho soltanto freddo. Passerà presto... Tanti amici nuovi, tanti volti nuovi, sguardi attoniti, sfide non affrontate, perché tu non mi puoi sfidare: io sono oltre ogni sfida, la dimensione della mia corsa è oltre ogni previsione e asseconda solo la mia volontà. Sto già pensando alla prossima gara: un nuovo sogno da realizzare che custodisco adesso in un cassetto ma che potrebbe riportarmi in un Continente a me caro.

C'è ancora tempo.

 

Vodaphone Istanbul Marathon 2014 (36^ ed.). La mia maratona di Istambul (Eleonora Suizzo)

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16 dicembre 2014 2 16 /12 /dicembre /2014 18:55

Trail dei Nebrodi 2014 (1^ ed.). La poesia dei Nebrodi e dell'acqua in tutte le sue forme fisiche... anche questo é Trail (Grazia Pitruzzella)

Ecco un racconto scaturente da un'esperienza intensaamente emozionale fatta da Grazia Pitruzzella (su Facebook con il nick "La Montagna") vissuta in occasione del Trail dei Nebrodi, lo scorso 8 dicembre 2014. Questo racconto ci far ivivere sensazioni e visioni di Natura intatta che non ha lesinato difficoltà e timori. Il Trail è anche questo: neve, fango, disagio fisico, freddo, fatica e sudoe. Ma anche: voglia di prove, di esperienze, di fiducia in se stessi, di desiderio immenso di sentire di far parte di un mondo (la Natura) pieno di incanti!

Ecco cosa ci scrive Grazia,
(Grazia Pitruzzella) La parola Nebrodi possiede un suono morbido e vellutato come le curve dei suoi rilievi, ed avere l'opportunità di correre in quel paesaggio ricco d'acque e di vegetazione, mi sembrava un regalo prezioso. Durante le settimane che hanno preceduto le gare, ho visitato spesso l'Etna per camminare e dare il benvenuto all'autunno, inebriandomi con i nuovi colori aranciati e dorati, ma talvolta spaventata da inaspettati fulmini e fiocchi di neve o trovandomi avvolta nella nebbia che ovatta ogni suono e confonde il cammino.
Sapevo che anche sui Nebrodi era possibile incontrare le stesse condizioni e mi sono divertita leggendo le lamentele degli atleti che trovavano esagerato l'equipaggiamento obbligatorio richiesto dall'organizzazione.
Non amo il freddo, raramente corro sotto la pioggia e quando organizzo le mie escursioni, vaglio con attenzione le condizioni meteo per evitare qualunque inconveniente. Per questa ragione,sotto il tendone e al riparo dalla pioggia battente, ho molto esitato e mi sono cambiata dieci minuti prima della partenza, con la speranza che quelle nuvole sparse si sarebbero dissolte, restituendo luce e calore per tutti gli atleti,quasi irriconoscibili sotto infiniti strati multicolore.

Certo non immaginavo che sarebbe stata proprio l'acqua l'elemento dominante di questa fantastica esperienza, mostrandosi sotto svariate spoglie: pioggia, grandine, ghiaccio, neve, laghi, torrenti da guadare, piccole particelle nell'aria a creare banchi di nebbia o ancora unite all'argilla per formare creme di fango...
Il gelo ha minacciato più volte la mobilità delle mie mani; mentre correvo sentivo che il mio corpo era bagnato dalla testa ai piedi; a più riprese, sconfortata dal freddo intenso, sono stata tentata di abbandonare, cercando con tutta me stessa di provare la gioia che arricchisce le mie corse.
Vinta dalla stanchezza, sono scivolata sul fango e ho preso qualche storta, ma ho continuato a correre, spinta dal desiderio di arrivare al traguardo e consapevole, ancora una volta, di essere parte di un mondo straordinario.
Porterò sempre con me le dense faggete spoglie, il verde brillante dei folti tassi, il variopinto tappeto di foglie ai piedi delle querce, l'intreccio perfetto delle radici sotto i miei piedi, gli specchi d'acqua avvolti nella nebbia ed il richiamo delle folaghe, il sole che inondava le vallate scaldando il cuore, i piccoli frammenti di ghiaccio che sferzavano il mio viso, il passo condiviso con qualche compagno di avventura, il sorgere improvviso di torrenti e cascate, la bellezza di poter correre con la natura...
Anche stavolta al mio arrivo mi sono emozionata, sorpresa di aver portato a termine un'esperienza che in fondo temevo e sicura di aver percorso nuovi passi verso la vera essenza di me stessa.

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11 dicembre 2014 4 11 /12 /dicembre /2014 07:24

Trail dei Nebrodi 2014 (1^ ed.). Sicilia, terra di contrasti: una gara «unforgettable», in cui alla fine ha vinto il Trail! (Lara la Pera)

Lara La Pera è stata vincitrice del Trail dei Nebrodi alla sua prima edizione, svoltosi lunedì 8 dicembre 2014 e ne è rimasta entusiasta, tanto da voler scrivere di getto le sue impressioni. Ma sentiamo le sue parole che ci introducono al racconto vero e proprio: "Ecco il racconto di una giornata... unica! E non è stata unica solo per me, ma per tutti i "guerrieri" che hanno deciso di affrontare una gara alla quale nessuno di noi era preparato. Tante gare si dimenticano, altre nella nostra mente si confondono, ma questa credo che per tutti noi resterà... unforgettable!"

 

(Lara La Pera) Quando si dice che la Sicilia è una terra ricca di contrasti… è proprio la sacrosanta verità!

Domenica scorsa 1° dicembre 2014 la colonnina di mercurio a Palermo alle ore 18 segnava 27 °C.

Lo scirocco ormai ci deliziava col suo tepore fuori stagione da una settimana... tutto faceva pensare che anche il Trail dei Nebrodi di giorno 8 dicembre sarebbe stato all’insegna del caldo, del sole… e 43 km con lo scirocco sono pesanti anche per gli amanti del caldo e della tintarella fuori stagione. Tutto potevamo immaginare, tranne che ci saremmo ritrovati a lottare non solo con il dislivello ma con una bufera di neve che nulla aveva da invidiare a quelle di alta montagna e che ci ha fatto compagnia per tutta la durata della gara.
Il meteo, che ormai tutti consultiamo in  modo ossessivo prima di una gara sui nostri telefoni cellulari, riportava sereno o poco nuvoloso con temperature medie di 5°C.
Tutti avevamo il materiale obbligatorio nel nostro zaino, guscio, pantaloni anti pioggia, guanti, fasciacollo, cappello…  e persino la coperta termica! Materiale che fino al giorno prima, in cui ovviamente splendeva il sole, da tutti noi è stato definito “peso inutile”…materiale che, alla maggior parte di noi, ha permesso di portare a termine la gara contro vento, neve, e una temperatura che per noi “gente di mare” è assolutamente insolita.

Trail dei Nebrodi 2014 (1^ ed.). Sicilia, terra di contrasti: una gara «unforgettable», in cui alla fine ha vinto il Trail! (Lara la Pera)I duecento atleti iscritti all’evento (circa novanta per la 43 km e gli altri iscritti alla 22 km) si sono ritrovati circa alle 7.30 nella zona della partenza sotto un diluvio che non prometteva nulla di buono per la nostra gara. Sono certa che il nostro Aldo Siracusa ha valutato in religioso silenzio l’idea di annullare l’evento poiché si immaginava che la pioggia in quota era neve! I nostri volti erano un po’ sconfortati, i più ottimisti erano sicuri che una volta partiti le nuvole si sarebbero aperte lasciando il posto al nostro sole caldo…. ma il rumore della pioggia sul tendone era sempre più assordante.
Alle 8.00 Aldo ci riunisce, ci raccomanda di vestirci con gusci, pantaloni antipioggia, cappelli, di portare negli zaini dei cambi… perchè alle 8,40 la prima edizione del Trail dei Nebrodi sarebbe partita in ogni caso e non ci sarebbe stato alcun taglio sul percorso. A quel punto mi sono detta “Lara, hai due alternative… o ti lasci andare e ti godi uno spettacolo insolito… o non partecipi nemmeno!". 
Ovviamente ho optato per la prima soluzione…e via…

Dopo un paio di km in discesa è iniziata una salita di 10 km….già a quota 1500 m la pioggia battente era diventata neve… altrettanto battente. Ma, a dispetto della temperatura rigidissima, le mie paure si erano sciolte come neve al sole.
Devo dire che la mia carica di entusiasmo si chiama anche Pippo Ruggeri… ormai in gara siamo collaudati. Quei boschi fitti, la neve che sferzava i nostri visi, le risate di chi a 40, 50, 60 anni si diverte come un bambino. Ci rendevamo conto che avrebbero anche potuto fermare la gara con quella bufera…. ma tutti speravamo di poter portare a termine quell’insolito viaggio.
Abbiamo attraversato torrenti che a causa della pioggia della notte erano in piena, l’acqua  gelida  feriva i nostri piedi ma nessuno si lamentava. That’s trail!!
Quando la salita cedeva il posto alla discesa veniva la tentazione di sedersi e scivolare sulla neve morbidissima… Io mi sorprendevo della mia totale assenza di paura nelle discese dove quella poltiglia giallina di fango e neve era più scivolosa del sapone.  Ma è proprio vero che la mente comanda e se ci si scollega dalla razionalità alle volte vincere le paure è più semplice. E poi non potevo lasciare andare super Pippo… Inizia la seconda salita e, in quota, la temperatura crolla di nuovo bruscamente… i fiocchi di neve si sono trasformati in aghi che pungevano la nostra faccia ed era difficile tenere gli occhi aperti.
Gli alberi del bosco sembravano dei giganti immobili e rassegnati a tanta forza. Noi invece piccoli piccoli e curvi su noi stessi volevamo e dovevamo andare avanti.

Qualcuno in mezzo alla nebbia grida “Non fa maleee!”… sembrava un grido di battaglia e in effetti lo era. Perché era una lotta, durissima. Siamo allenati alle più ripide salite, alle discese tecniche….ma a combattere contro quella forza inarrestabile della natura non era preparato nessuno di noi. Dei Siciliani che corrono durante una tormenta di neve in mezzo a un bosco  sono come dei pinguini che prendono il sole sulla spiaggia!

Dopo circa 34 km (non avevo gps) superiamo il quarto ristoro e ci troviamo ai piedi d'un abbondante torrente che sfociava nel lago ……il ponticello era totalmente sommerso e ci rassegniamo all’ennesimo gelido pediluvio.
Per circa un chilometro costeggiamo il lago arrancando in una montagna di fango (e non solo….ma questo fa parte della corsa in natura!) che ci arrivava oltre le caviglie.  Gli ultimi 10 km anche se in gran parte erano in discesa sono stati i più faticosi perché non finivano mai… Ormai le enormi pozzanghere di fango non mi facevano più paura, mi ci tuffavo dentro senza cercare i massi su cui saltare x non bagnarmi troppo. In quella scivolosissima discesa sognavo una salita che, ovviamente, è arrivata praticamente alla fine. L’ultimo km era in salita, che meraviglia! Ho dato fondo alle ultime energie rimaste e ho cercato di corricchiare inseguendo fino al traguardo quel ragazzino di Pippo…..Perchè tra me e lui….il più giovane è lui!

E’ stata una gara entusiasmante, divertente, difficile ma incredibilmente vissuta. E’ durata poco più di sei ore [per l'esattezza la prova di Lara La Pera è durata 6h02'04] ma mi sono sembrati sei giorni perché mi sono goduta ogni secondo. Prima della partenza ero preoccupata, ma poi quel freddo, la neve, il vento, essere con amici che lottavano come me, mi hanno fatta sentire felice di esserci.

Chi ha deciso di arrendersi al freddo ritirandosi è stato saggio e atleticamente maturo. Non si sfida mai la natura se il nostro corpo non ce lo permette. Chi è arrivato al traguardo, dal primo all’ultimo, è stato incredibilmente bravo.

Credo che ieri, aldilà delle classifiche, abbia vinto il trail. Quello vero, fatto di bella natura, difficoltà del percorso e metereologiche, ma soprattutto fatto di entusiasmo e coscienza sportiva.

Alla prossima avventura e speriamo di nuovo con qualche fiocco di neve!

 

 

 

Ecco di seguito (vai al link) la classifica individuale del Trail dei Nebrodi

 

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18 novembre 2014 2 18 /11 /novembre /2014 05:46

Ecotrail Serra la Nave (1^ ed.). La mia gara: un trail che ha unito la natura al divertimento (Elena Cifali)(Elena Cifali) In questa vita terrena siamo costretti ad acquistare ogni cosa. La casa, l'automobile, il cibo, i vestiti, a volte anche il lavoro. 
Ma grazie a Dio i sentimenti e i valori, quelli no, quelli sono gratis. 
Sentimenti come l'amicizia, la stima, il rispetto, valori ed emozioni che si ripropongono di volta in volta quando guardi negli occhi le persone che senti vicine e amiche. 
Di amici ne ho tanti e ogni domenica si trasforma nell'occasione giusta per rafforzare i legami.
Oggi (il 16 novembre 2014) è stata la volta dell'Ecotrail di Serra la Nave
Un trail spettacolare che ha unito la natura al divertimento. Il cuore che batteva forte e non solo davanti alla vista mozzafiato della mia amata Etna. Le salite spacca-gambe, le discese a perdifiato. Il profumo di funghi e di sottobosco, il sole, il cielo limpido, i colori simili a pennellate divine. Tutto perfettamente al suo posto. 
Un miracolo! 
Le emozioni sono sempre diverse, escono violente, gestite dalla consapevolezza che tale miracolo ho la fortuna d'averlo sotto il naso e a portata di mano tutte le volte che lo desidero. 
Una gara organizzata alla perfezione: ristori e pranzo post-gara eccellenti, ricco pacco-gara, cortesia, gentilezza, professionalità e rispetto per gli atleti. Questo è quello che fa la differenza tra una gara organizzata col solo scopo di fare lucro e una gara messa in piedi per pura passione. 
Un grandissimo Rosario Verona che si è speso insieme a tutto il team dell'Ecotrail Sicilia per cercare di dare il meglio ad ogni persona che ha partecipato. 
La mia gara?
Bellissima.
Strepitosa. 
Incredibilmente bella. 
Condotta magistralmente insieme all'ottimo Salvatore Marotta, compagno perfetto. Un compagno divertente e rispettoso, una persona con la quale è stato un piacere trascorrere tanti chilometri insieme. 
L'arrivo sempre col sorriso sulle labbra, sempre felici e contenti, come il lieto fine delle migliori fiabe. Sì, lo so, una gara ogni domenica e a parlare con me sembra sempre che l'abbia vinta io.
E che ci volete fare, sono fatta così, ne ho consapevolezza.
Da bravi, lasciatemi vivere la mia personale favola!

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22 ottobre 2014 3 22 /10 /ottobre /2014 10:00

Ultratrail del Lago d'Orta 2014 (5^ ed.). Il racconto di Grazia Pitruzzella, componente del numeroso Team Sicilia

Grazia Pitruzzella (conosciuta su Facebook come "La Montagna") ha voluto mandarci uno scritto sulla gara alla quale ha partecipato vestendo i panni del Team Sicilia composto da 25 runner provenienti da diverse parti dell'Isola; Il Team ha coperto tutte le gare previste con distanze previste nel palinsesto della manifestazione: e cioè i 15 - 30 - 55 (risultate poi all'incirca 58) e 87 km (anche questi circa 92).  
Teatro dell'Ultratrail del Lago d'Orta é il piccolo lago piemontese che il Mottarone divide dal lago Maggiore: su questo scenario si svolge un trail spettacolare con paesaggi lacustri e montani splendidi con le cime alpine ben visibili e luogo di tradizioni e leggende: Il lago è caratterizzato dal fatto che, quasi esattamente al suo centro vi sia una piccola isola: l'Isola di San Giulio occupata da un imponente monastero che vuole la tradizione venne fondato da San Giulio e dal fatto di possedere una suggestiva "Montagna Sacra" (Il Monte sacro d'Orta), dove esiste un percorso devozionale, articolato in molte stazioni, dedicato alla Vita di San Francesco d'Assisi.
Ma vediamo il racconto di Grazia Pitruzzella


(Grazia Pitruzzella) Ho smesso di correre da una quarantina di ore ma ho ancora negli occhi il sole abbagliante che schiarisce i boschi,i rilievi e gli specchi d'acqua; mi accompagna il suono delle risa condivise con Franco Mura, sento i miei passi attenti tra le rocce scivolose, quelli attutiti dal variopinto tappeto di foglie,quelli liquidi tra i rivoli che irrigano il bosco,quelli pesanti sulla pietra dei borghi e sull'asfalto.

Posso scorgere la mia piccola silhouette che incede con pazienza lungo il pendio erboso e sento la mia voce ripetere a Franco che manca ancora poco e che presto potremo tornare a divertirci correndo veloci in discesa; rido alle sue battute e condivido la sua pena quando i dolori diventano intensi; vedo il mio sorriso in posa per i suoi scatti ed anche la lealtà dei suoi occhi chiari; mi viene ancora un groppo alla gola pensando al momento in cui ci siamo separati.

Ultratrail del Lago d'Orta 2014 (5^ ed.). Il racconto di Grazia Pitruzzella, componente del numeroso Team SiciliaE, d'un tratto, mi ritrovo da sola a vivere un altro sogno dove quel che conta più di ogni altra cosa è esserci ed assaporare ogni passo ed ogni sguardo.
Con ancora una quarantina di km da percorrere,chiamo a raccolta tutti i miei lupi, sempre pronti a seguirmi e a proteggermi; e respiro a fondo. Respiro il sole,il lago, le montagne, la neve che imbianca le cime, l'acqua che rende il terreno fangoso, ma anche più fresca l'aria.

Porto con me le foglie brune al suolo, quelle cangianti ancora per poco appese agli alberi, le pigne e gli aghi di pino.
Corro a lungo in solitaria, ringrazio che la luce penetri ancora nel fitto bosco e che lo renda piacevole e non ostile, e che il sole sia ancora caldo da permettermi di continuare ad indossare la maglia a maniche corte.
Quando incontro qualcuno,lo saluto e vorrei scambiare quattro chiacchiere, ma tutti mi sembrano troppo affaticati per darmi retta; va un po' meglio con gli escursionisti e la gente di paese che applaude, acclama e lancia complimenti.
Ai ristori mi fermo il meno possibile sconfortata e poco attratta dalla presenza di cibo poco adatto a chi gareggia per così tante ore, ma corro via sorridente lasciando i saluti dalla Sicilia.

 Continuo la mia corsa verso Omegna e le salite mi sembrano sempre troppe ed i tratti di asfalto e pietra in discesa molto faticosi per i quadricipiti doloranti. Tra un salto e l'altro mi raggiunge Giorgio Rosso che avevo incontrato nella prima parte della gara. La sua compagnia mi dà sollievo e rende più fluidi i miei passi mentre parliamo di corse, di montagna lavoro e yoga. Finalmente arriviamo al lungolago,sentiamo la voce dello speaker amplificata dal microfono, vediamo il tendone bianco dell'organizzazione... e l'Ultratrail del lago d'Orta acquista una nuova dimensione, colorata da immagini e arricchita da meravigliosi incontri e profonde emozioni

Un grazie speciale a tutti i fratelli e sorelle che danno energia alla mia luce, ai miei compagni di viaggio: Diego Bongiovanni, Nino Simonte, Rosalba e Carmelo Fazio e ad Enzo La Scala, che abbraccia con affetto tutto il Team Sicilia.

 

Vai alla mini-galleria fotografica sulla pagina Facebook "Ultramaratone, Maratone e Dintorni" con foto di Enzo La Scola, Franco Mura e della stessa Grazia: Ultratrail Lago d'Orta 2014 (clicca qui) (9 photos)

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Published by Grazia Pitruzzella (a cura di Adriana Ponari) - in Racconti di gara e tributi personali
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19 settembre 2014 5 19 /09 /settembre /2014 19:28

Tor des Géants® 2014. Tor di più. Il racconto di Luisa Balsamo finisherQuello che segue è il racconto di Luisa Balsamo sul Tor des Gèants® 2014: coinvolgente ed emozionante, da leggere con il fiato sospeso! 
Per la cronaca, Luisa Balsamo, è stata finisher, in 99^ posizione assoluta, tagliando il traguardo di Courmayeur, venerdì 12 settembre alle 7.30.
Grazie per iltuo appassionato racconto, Luisa!

(Luisa BalsamoEra un giorno di settembre del 2010 e stavo guardando il TG quando hanno mandato un servizio su una gara molto particolare: il Tor Des Geants. Ho pensato subito a qualcosa di folle, 330 km ... 24.000m D+ ... No! Erano tutti pazzi! Io non avrei mai potuto farla e non avrei mai nemmeno potuto concepire una distanza del genere ...

Settembre 2014... Posso dirlo! Sono diventata pazza anch'io! Ancor di più se penso che da febbraio a settembre di gare da 300 km ne ho fatte ben due! Che abbia contratto un virus?

In realtà la prima delle 300 km - quella corsa in Oman - era per capire se avrei retto mai mentalmente ad una distanza del genere.
Chi mi conosce lo sa, la mia resistenza fisica è ben messa, quindi non mi preoccupa , ma quella mentale in una gara del genere è fondamentale e non è detto che chiunque ce la possa avere.

Sicuramente una cosa è certa , in questi ultimi cinque anni nella mia vita tanto è cambiato: io sono cambiata e, di conseguenza, è cambiato il mio approccio con le difficoltà.
Forse anche questo mi ha aiutata non poco.

Una gara così ti lascia dei solchi dentro che non si potranno cancellare mai. Ci si sente particolarmente fragili e nello stesso momento dei super eroi. Ma siamo gente normale, un po' Geant, ma sempre normale. Ci commuoviamo alla visione di un laghetto azzurro cielo nel quale le montagne si specchiano talmente bene da farle sembrare dentro quel lago. Ci esaltiamo al cospetto di stambecchi o marmotte come se fossimo dei bambini. Guardiamo un piatto di polenta come se fosse un oggetto preziosissimo.
Insomma la nostra vita in quei giorni assume quegli aspetti di cui abbiamo dimenticato l'esistenza e che una volta tornati alla nostra "civiltà" sarà difficile abbandonare .

Una gara come il TOR si prepara con il cuore, almeno per me è stato così.
Non avendo grandi dislivelli e ampia scelta ho messo anima e cuore in tutto quello che ho fatto.
Ho avuto ragione perché, anche se non sono una top runner, la mia condotta di gara è stata pressoché perfetta. Con il senno di poi  - si sa - possiamo vincere tutti, tutti possiamo tornare indietro e migliorare gli errori, ma bisogna accettare il risultato finale, perché c'è sempre un motivo se si è arrivati a quello.

Gara stupenda, paesaggi meravigliosi, persone eccezionali, umanità immensa, passione da vendere, agonismo alle stelle.
Il TOR è tutto questo e lo vivi ora dopo ora, non stancandoti mai di meravigliarti di tutto quello che succede.

Amo la montagna, anche se chi mi presenta sostiene che sia la "Regina dei Deserti".
Si, è vero, mi sento molto a mio agio tra le dune, ma la montagna mi ha vista crescere e ho sempre avuto una passione particolare per lei.

Non mi soffermo a raccontare gli aspetti della gara, la fatica, la stanchezza, la pioggia, il fango, il sole e la luna, voglio soltanto cercare di trasmettere quel pizzico di fascino che il TOR mi ha lasciato.
Correre, camminare, salire e scendere su e giù per vallate e le montagne, il tutto accompagnato dal rumore del silenzio, dal suono della natura e ogni tanto da qualche parola scambiata con il mio compagno di viaggio: un amico del deserto! Fabio super Furio. Lui, il calcolatore per eccellenza, l'uomo delle proiezioni e delle previsioni!
Abbiamo scherzato molto su questo e sa che se dovessimo ritentare le sue tabelle le dovrà lasciare a casa!

Il compagno del TOR, a dispetto di chi pensa che questa sia una gara da fare da soli, sì, forse è così. Ma se c'è affiatamento e rispetto il traguardo si raggiunge insieme. Si entra in simbiosi, si respira la stessa aria e addirittura si hanno le stesse allucinazioni!

Fabio, cosa vedi li in fondo?

Aspetta che guardo. Sì, vedo una ragazza appoggiata al muro con un bastone in mano.

Allora è proprio quella che vedo io! Sì, Luisa!

E così via per tutto il resto della gara . Forse la mia immaginazione si è lasciata andare un po' di più tra conigli giganti, orsetti polari, personaggi famosi... 
Ma spesso, insieme, immaginavamo le stesse cose e ne sono testimoni Sabina Bacinelli, Ermanno Nuccio e Ottavio Massarenti che per tratti ci hanno scortato lungo il percorso deliziandosi delle nostre follie mentali!

Tor des Géants® 2014. Tor di più. Il racconto di Luisa Balsamo finisherIl TOR è anche questo. Magia, immaginazione e spettacolo.

Poi c'è l'aspetto estetico. I colori magnifici e perfetti delle albe e dei tramonti, dei riflessi delle montagne baciate dal sole e del verde brillante dei prati. C'è arte anche sotto la pioggia scrosciante che batte forte sulle nostre teste e che non lascia scampo. C'è arte anche in un meraviglioso piatto di polenta conica a 2700m offerto dagli splendidi volontari del TOR. Si, perché l'anima del TOR sono loro. Sono tutte queste magnifiche persone che ci fanno sentire a casa e che si fanno in quattro per non farci mancare nulla. Io, questi ragazzi li vorrei ringraziare dal primo all'ultimo e ci terrei molto che lo venissero a sapere. Sono stati unici, devo anche a loro un pezzetto del mio traguardo.

Il TOR regala emozioni mozzafiato e momenti unici. Amicizia , solidarietà , attenzioni , ma anche divertimento e commozione .

Avevo immaginato il mio traguardo ogni giorno dei 365 che mi dividevano dal momento in cui ho preso la decisione di partecipare. L'ho immaginato in tutti i modi possibili. Saltando, esultando, gridando, sbandierando, piangendo: ma, alla fine, mi sono trovata impreparata. Ero quasi paralizzata dall'emozione, dalla fatica o forse dalla mia "maledetta" timidezza, tanto da non riuscire nemmeno a dire una sola parola. E se non ci fosse stato Fabio, forse non avrei tagliato il traguardo nemmeno alzando le braccia al cielo. L'avrei tagliato come se stessi entrando a casa, come una gesto più che naturale.
Senza proclami o gesti da palcoscenico. Nature, come nella mia natura...

Anche questo fa parte del TOR. Mille sfaccettature diverse , mille reazioni a volte opposte , euforia alle stelle o calma apparente . Non cambia niente però , perché vi assicuro che dentro di me la gioia e la soddisfazione superano qualsiasi gesto eclatante . Imparerò ad esternare un po' di più magari la prossima volta!

Grazie TOR, grazie per avermi dato l'opportunità di crescere ancora , grazie per essermi stato accanto e non avermi tradito, grazie per esserci!

Ma i miei ringraziamenti vanno rivolti a tante persone che con la loro discreta presenza mi hanno dato una marcia in più . Persone che non conoscevo prima del TOR e persone che invece mi sono sempre state accanto . Le elenco tutte questa volta , cercando di non dimenticare nessuno . Ognuna di loro ha un significato particolare , ma nessuna è meno importante dell'altra . Non saranno elencate in ordine di importanza ma soltanto nell'ordine che la mia testa confusionaria decide . Grazie a tutti voi , ma se mi permettete, almeno per una volta, grazie anche a ME

Ermanno, Silvia, Giovanni, tutti gli Anapoco (e scusate se ho tolto Giovanni, ma l'ho preso in prestito solo per oggi ): Marcello, Nino, Mario e Mimmo, CesarOne, Ferdinando, Caterina, Sabina, Adriana, Valentina, Cristina e TUTTI, ma proprio TUTTi, quelli che sono stati con me anche solo per un km, mi hanno spinta e incitata.

Grazie al mio amico - e coach Andrea Gornati (running4you) , che con me ha vinto un bel paio di scommesse, buttandosi a capofitto in un mondo a lui sconosciuto. La nostra amicizia e la sua professionalità ci hanno portato in cima a quanto sperato.

I miei "cuccioli" Marta & Lorenzo che - per quanto litigati con la corsa e con tutto quello che fa movimento - soffrono e gioiscono tanto quanto me.

Fabio, ti lascio per ultimo perché sei stato il mio compagno di viaggio. Non era facile arrivare sino in fondo insieme, ma ci siamo riusciti, forse per sopravvivenza o perché non è poi così difficile.
Ci hanno paragonati a Sandra Mondaini e Raimondo Vianello per quanto ci siamo pizzicati , ma sicuramente ci siamo divertiti e, magari, possiamo anche rivedere alcune cosette...

Chissà.

 

Vedi anche in questo magazine: Qualcuno con cui correre, in Sicilia (capitolo 4°). Su Luisa Balsamo e le sue generose avventure di corsa 

 

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26 agosto 2014 2 26 /08 /agosto /2014 18:20

Islandsbanki Reykjavik Marathon 2014 (31^ ed.). Ali fatte di emozioni (Emanuela Pagan)

 

E' con grande piacere che pubblichiamo su questo magazine un racconto di Emanuela Pagan relativamente alla sua partecipazione alla Mezza Maratona di Reykjavik che si è svolta sabato 23 agosto 2014, in occasione della Islandsbanki Reykjavik Marathon 2014, che prevedeva nel suo palinsesto ben sei differenti distanze agonistiche, tra le quali appunto la Mezza (con la partecipazione - in totale - di circa 15.000 runner). Emanuela vi ha partecipato di passaggio nel suo viaggio di ritorno dalla Groenlandia a casa, non nella sua migliore forma a causa delle numerose corse e camminate in natura durante il suo straordinario viaggio.

(Emanuela Pagan) E’ difficile riportare sulla carta le emozioni vissute nel vento.

Mi sono trovata alla partenza della Mezza maratona di Reykjavik zoppicante a causa di una periostite causata dai molti trail fatti durante la mia vacanza.

La gara di Reykjavik l’avevo inserita nel mio calendario solo perché coincideva con la data di scalo tra Groenlandia e Italia, ma non nascondo che nutrivo qualche velleità agonistica.

Dallo sparo il mio respiro ha preso il ritmo degli applausi del pubblico numeroso e festante ai lati della strada.

L’atmosfera era allegra anche se il cielo rimaneva plumbeo. Il vento ha iniziato a soffiare contro nella parte più difficile della gara, il cui percorso era un continuo saliscendi.

Per correre è necessaria sempre una forte motivazione.

Io l’ho trovata nelle immagini del mio viaggio a Tasiilaq.

Una strana serie di coincidenze mi ha portato in Groenlandia nella seconda metà di agosto.

Ho scelto di fare un’esperienza che mi mettesse a contatto con la popolazione locale. Volevo vedere con i miei occhi quanto avevo letto in un libro.

Non è stato un viaggio facile, condotto in solitaria, ma mi ha regalato un’esperienza di vita unica e profonda.

Gli inuit sono una popolazione estremamente pacifica e accogliente. Sono persone dolci nonostante debbano confrontarsi tutti i giorni con una natura dura seppur meravigliosa.

In questi anni stanno vivendo un delicato momento di transizione tra antiche tradizioni inserite nel loro consueto modo di vivere e la moderna cultura europea con cui sono sempre più in contatto.

Nel mio cuore sono rimaste le immagini di bambini che corrono sulla terra. I loro sorrisi riempiti di gioia.

I miei occhi hanno visto ancora una volta l’aurora boreale. Dalla prima volta che l’ho incontrata si è tatuata sulla mia pelle.

Sono rimasta immersa nel silenzio, in cima ad una montagna a contemplare gli iceberg e i laghi, specchi di cielo caduti sulla terra.

Ho incontrato persone di varie nazionalità che hanno ricambiato il mio sorriso.

Sull’elicottero che mi portava verso casa, gli occhiali scuri hanno saputo contenere le lacrime di commozione.

Le emozioni che ho vissuto sono state il carburante per la mia corsa in Islanda.

Ho abbracciato il traguardo della mezza maratona, ritrovando sempre lo stesso, instancabile, cielo ad aspettarmi.

 

 


Islandsbanki Reykjavik Marathon 2014 (31^ ed.). Ali fatte di emozioni (Emanuela Pagan)The 31st Reykjavik Marathon was held today and there have never been as many registered participants. The total amount of registered participants was 15.654 and following is the number of participants per distance.

  • Marathon - 1.144
  • Half marathon - 2.498
  • 10 km race - 7.005
  • Relay race - 114
  • 3 km Fun Run - 1.914
  • Lazy Town Run - 2.979

Click here for the results of the 2014 Islandsbanki Reykjavik Marathon and here for pictures of happy runners.

The weather was ideal for running and runners were over the moon.

The Reykjavik Marathon thanks the runners, the viewers on the sideline, our sponsors and all our staff members dearly for a fantastic day

Sito web della Maratona di Reykjavik

 

Islandsbanki Reykjavik Marathon 2014 (31^ ed.). Ali fatte di emozioni (Emanuela Pagan)

 

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  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
Pagine viste : 607 982 (totale)
Visitatori unici 380 449
Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
Record visitatori unici in un giorno 14/04/2014 (2695 vis. unici)
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Articoli pubblicati 4259


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            Elena Cifali   Eleonora Suizzo
   
   
   
   
   
   

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