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23 gennaio 2016 6 23 /01 /gennaio /2016 08:21
Camminare. I diari di Salvatore Sulsenti proseguono nell'anno nuovo, con progetti e speranze

Siamo entrati nel 2016 e continuano con costanza i diari di cammino di Salvatore Sulsenti. Pure, con qualche discontinuità, prima dovuta ad un'interruzione nei collegamenti internet che ha patito il nostro Salvatore, poi a causa delle festività trascorse, e infine a causa della concentrarsi del Nostro nell'incipiente Hybla Barocco Marathon, a cui ha partecipato, indossando per la prima volta un pettorale e camminando (con partenza anticipata).
Le emozioni (grandi!) conseguenti alla partecipazione a questo evento sono state grandi e hanno meritato uno spazio a parte, con una pagina di diario scritta a parte e con un risalto particolare
.

Il 2016 porta a Salvatore Sulsenti, la conferma del suo progetto di prendere parte da camminatore alla 100 km del Passatore, ma anche un progetto speciale per il giorno del suo compleanno, il cinquantesimo, che cadrà il 20 febbraio.

Camminare. I diari di Salvatore Sulsenti proseguono nell'anno nuovo, con progetti e speranze

2016

12 gennaio, martedì. Mi collego al web dopo aver fatto colazione e dopo il rituale caffè mattutino con mio padre. Guardo con attenzione moltissime foto pubblicate da Maurizio. Rispondo ai commenti di chi lascia la sua firma ad un’immagine, ad una emozione, ad un colore. Che bello, che belle le foto. Il rosso mi dona. Mi commuovo, ripasso in un attimo tutti gli ultimi giorni e ne traggo nuova linfa e nuova consapevolezza. Mi sento bene nonostante tutto, nonostante certi diavoletti alcuni dei quali riesco a schiacciarli ed altri mi accompagnano giornalmente. Cammino su un marciapiede facendo riflessioni sul moto perpetuo. Chiamo l’officina ortopedica e li aggiorno sullo stato dei miei plantari dopo la maratona, ci rimandiamo ai primi giorni di febbraio per un controllo diretto. Penso. La mia strada. Gli errori. Le cose giuste. La strada. L’arrivo. La crescita. L’elogio. L’imperfezione. Le mie ferite. I miei sogni. I limiti. Le preghiere. L’accordo con Dio. Il fango. Il Sole. L’Aria. Cammino per 9,5 km, la Maratona è archiviata nel corpo. Vorrei fare un’altra esperienza simile ma in una città diversa, mettermi alla prova fuori casa.

13 gennaio, mercoledì. Questa giornata è dedicata al recupero semi-passivo, in poche parole oggi riposo. Alle 17,30 ho un colloquio di lavoro per collaborare con una ONLUS che si occupa del ricovero per cani abbandonati. Questa opportunità, segnalatami da Massimo, arriva al momento giusto. A 50 anni mi ritrovo a fare un colloquio quando qualcuno è già in pensione. Scambiamo alcuni messaggi con Inge pensando alla prossima uscita. Rimandiamo a domani sera, domani avrò una giornata di prova al lavoro.

14 gennaio, giovedì. Sveglio dalle 4,30 faccio un caffè. Mi collego e guardo quasi 800 foto scattate da Maurizio a Ragusa domenica 10. Inoltro alcune foto a degli amici, vorrei lasciare un commento per tutti quegli scatti che mi hanno colpito e forse lo farò. Alle 8.00 comincio a lavorare in un canile come factotum, struttura mediocre e decisamente sporca.
Alle 15,30 finisco la nobile professione di spalatore di merda canina. Alle 18,30 comincio a camminare con il mio gruppo e fino alle 20,20 non penso più a nulla. mi allontano per un po’. Percorro km 10,6 e mi concedo anche un allungo con Salvina C.

15 gennaio, venerdì. Sono le 3,15 e lavo dei calzini. Oggi è il secondo giorno di lavoro al canile dove sostengo una durissima prova di resilienza. Questa sera sono a cena fuori con “Siemu a peri”. Il 10 c.m. è stato il primo compleanno e stasera festeggiamo. Sono seduto fra due coppie, una appena nata ed in vena di coccole ed effusioni e l’altra coppia consolidata da 35 anni di matrimonio. Mi isolo mentalmente, sono aiutato dalla stanchezza, e penso a Dante Alighieri e al suo Paradiso quando, nel XVII canto

Tu proverai sì come sa di sale lo pane altrui, e come è duro calle lo scendere e 'l salir per l'altrui scale”.

Sento Inge e, fra una cosa e l’altra, mi dice che alcuni anni fa ha partecipato alla maratona più matta del mondo. Girare ad anello intorno ad un tavolo di ping pong fino a raggiungere, ed è ovvio, i canonici 42,195 km. Il 20 febbraio compio 50 anni e mi è venuta l’idea di organizzare un'uscita di 50 km insieme ad Inge e a chi vorrà condividere questa giornata.

16 gennaio, sabato. 10° e fa freddissimo. Torno al canile. La proprietaria si è rivelata essere molto meno nobile dell’ultimo dei suoi cani. Le condizioni strutturali ed igieniche accompagnate da un’offerta economica ridicola hanno dato il colpo di grazia e pertanto non continuo a lavorare ma vado via. Ciliegina sulla torta, si rifiuta di pagarmi le giornate già fatte.

17 gennaio, domenica. Controllo il meteo, mi copro bene e scendo per strada. Cammino dalle 9,15 alle 11,15. Incontro tanti compagni di camminata con i quali ci tratteniamo alcuni minuti. Prendo un caffè al bar. Mi piacerebbe riuscire a trasformare il piacere di camminare in un lavoro.

18 gennaio, lunedì. Temperatura ancora in ribasso. Sono in campagna con mio padre. Zappetto per creare un percorso lungo il perimetro del terreno, a mio uso personale. Sento Maurizio, sento Inge, sento Massimo, sento Aldo. Pranzo con 4 pomodori, due uova sode, un pezzetto di salame, un caffè al miele. Comincio l’attacco frontale ai chili presi durante le feste. Cammino dalle 14 alle 16 con un freddo pungente. Vado forte, sto bene.

Camminare. I diari di Salvatore Sulsenti proseguono nell'anno nuovo, con progetti e speranze
Camminare. I diari di Salvatore Sulsenti proseguono nell'anno nuovo, con progetti e speranze
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2015

12 gennaio, lunedì. Si apre una settimana impegnativa. Sono le 5:02 e parto. Alle 7:02, secondo più, secondo meno torno dalla mia passeggiata. Temperatura elevata, alba color pastello, mare piatto. Ho camminato al di sopra della mia media oraria. Torno a casa dove c’è una bilancia che mi reclama. Doccia ed eccomi alle verifica quotidiana. Nessuna sorpresa:kg.104,5. Lo stesso peso registrato ieri, bene così.

13 gennaio, martedì. Sono le 5:08 e comincio ad avviarmi pensando che entro le 9:00 dovrò fare dei prelievi del sangue ed esame urine. Controlli di routine ogni sei mesi circa. 7:08 finisco di camminare, mi sento stanco. Due figuri, uno vestito di bianco ed uno total black, cambiano improvvisamente direzione e puntano dritti su di me. Mi preoccupo un attimo e mi preparo al peggio, è tutto al buio e non c’è anima viva in giro. Ma quale peggio? Volevano solo salutarmi ed io a pensare chissà cosa. Rivedo la ragazza dal sorriso gratis che porta a spasso i suoi cani (almeno credo siano i suoi). Ci salutiamo da lontano ed ognuno di noi prosegue. Torno ad incrociare i ”figuri” e torniamo a salutarci.

14 gennaio, mercoledì. Decido di non uscire, ho un abbassamento di voce che insieme alla lieve tosse mi inducono a riposare. Faccio colazione con pane casareccio e latte e caffè. Decido di andare dal medico per gli esami di ieri. Tutto decisamente OK. Ho quasi azzerato il colesterolo. Sto bene. Mi sento un po’ giù lo stesso.

15 gennaio, giovedì. Riposo anche oggi. Ho la tosse, un leggero mal di testa e mi sento ancora stanco. Quindi oggi riposo e digiuno completo, solo acqua. Mio padre, tanto per rendermi il digiuno più facile, mi porta del pane di casa ed un dolce salato appena sfornato. Ammetto che per un attimo ho ceduto all’idea di addentare quel pane caldo ma ho resistito. Mi metto in pigiama alle 18:30 e mi occupo del bucato arretrato. Friggo due melanzane appena raccolte, salto in padella dei peperoni ed una zucchina e mi dedico anche ad un minestrone. Non mangio nulla, ma almeno cucino.

16 gennaio, venerdì. 1:55 del mattino, la tosse ed il raffreddore mi svegliano. Continuo a tossire e non trovo altro rimedio che una tazza di latte caldo con caffè, zucchero e pane. Non so se andrò a camminare e forse oggi è il terzo giorno consecutivo in cui resto “a piedi”. Nella mattinata decido cosa fare. Non vado a camminare, resto in zona. Esco per acquistare dei tasselli, con relativa punta a corredo, per permettere a Domitilla di fissare un quadro materico che ho realizzato per lei. A giorni spedirò il tutto a Milano. Torno a casa e, passando sotto un balcone ricco di vasi spelacchiati, mi becco una secchiata d’acqua. Un’anziana signora ammette candidamente, scusandosi, di non aver affatto guardato. Vado, un po’ divertito ed un po’ bagnato sperando che l’acqua fosse almeno pulita.

17 gennaio, sabato. Notte insonne per via di una persistente tosse che mi auguro non aumenti. Decido di uscire lo stesso e di andare a camminare dopo 3 giorni di “riposo”. Ho le lenti nuove agli occhiali, un regalo anticipato che mi sono fatto per il mio prossimo compleanno. Continuo a tossire in attesa che salga il caffè. 5 minuti ancora ed esco fuori casa. Sono pronto ad andare e spero di essere ancora in forma e che il lungo riposo non mi abbia rammollito. 5:06 parto, 7:06 finisco di camminare. Due cani di grossa taglia, già incontrati in altre occasioni, frugano fra i sacchi neri della spazzatura. Uno dei due, di taglia leggermente più piccola dell’altro, mi abbaia contro. Sono abbastanza lontano e cambio tragitto. Rivedo la ragazza sorridente con i due cani che quasi la trascinano via. Ci salutiamo da lontano ma è buio e non vedo se mi sorride. Mi piace pensare che sia così. Sono tornato, camminato bene e leggero come una farfalla. Pesandomi mi accorgo di aver pagato il mio riposo, ben kg.0,7 in più.

18 gennaio, domenica. 5.15 è tardi e vado subito. 7:17 ed ho appena finito. Vento per tutto il percorso, non riesco a capirne la direzione. Come se il vento si prendesse gioco di me e mi girasse intorno a piacimento. Appena iniziato a muovermi mi accolgono le voci del porto. Il vento fa vibrare le sagole (credo che si chiamino così) che legano gli alberi agli scafi di tutte le imbarcazioni ormeggiate, mentre il mare fa capire agli scogli chi comanda, elargendo sonore e fragorose sberle. Non mi lascio sedurre da Madre Natura e proseguo. Un SUV è parcheggiato in piena spiaggia fronte mare forse ad aspettare l’alba. Incuriosito, non me ne curo tanto e continuo a camminare. Non sono affatto stanco. Il Caffè delle Rose riapre il 22 febbraio, chiuso per ferie. Il 20 febbraio compio 49 anni. Buona musica alla radio. Alba grigia, minaccia pioggia. Alcune gocce d’acqua mi accompagnano alla fine delle mie 2 ore. Il SUV è ripartito, gira quasi in tondo sulla spiaggia. Lo perdo alle mie spalle. Finito di camminare, sono in auto: piove e scrivo. Scrivo e penso. Penso ed ascolto musica, torno a casa. Kg.105,7 in attesa di domani.

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13 gennaio 2016 3 13 /01 /gennaio /2016 08:05
(Foto di Maurizio Crispi)
(Foto di Maurizio Crispi)
(Foto di Maurizio Crispi)
(Foto di Maurizio Crispi)
(Foto di Maurizio Crispi)
(Foto di Maurizio Crispi)
(Foto di Maurizio Crispi)
(Foto di Maurizio Crispi)
(Foto di Maurizio Crispi)
(Foto di Maurizio Crispi)

(Foto di Maurizio Crispi)

Il 10 gennaio 2016, si è svolta la 13^ edizione della Hybla Barocco Marathon e Salvatore Sulsenti nel suo percorso di camminatore con il progetto ambizioso di arrivare a percorrere dentro il tempo massimo la 100 km del Passatore nell'ultimo week-end di Maggio (44^ edizione).

Come suo battesimo del fuoco, indossando cioè un pettorale in una lunga distanza, Salvatore ha voluto partecipare - regolarmente iscritto - alla Maratona di Ragusa, ottenendo dagli organizzatori la possibilità di partire anticipatamente, cioè alle 5.45, anzichè alle 8.00 come tutti gli altri maratoneti non camminatori.
Salvatore ha percorso i suoi 42,195 km, arrivando al traguardo, poco dopo mezzogiorno, quindi in qualcosa di più di 6 ore il che significa un andatura camminata di circa 6' al km. Non male!
Giunto in vista del gonfiabile dell'arrivo, Salvatore - comprensibilmente - non ha potuto trattenere le sue emozioni, un misto di gioia e di commozione e il sentire il sapore della sfida compiuta, che solo chi ha corso una volta una sua prima maratona può comprendere.
Ma ecco il suo racconto che include anche come piccola appendice le impressioni del post-gara e che è, a tutti gli effetti, un ulteriore capitolo di quello che lo stesso Salvatore ha preso a chiamare "Diario di una sfida. da kg 120,2 a kg 85,  camminando 2 ore al giorno"

(allo start)

(allo start)

10 gennaio 2016, domenica. Ho percorso camminando i 42,195 km della Hybla Barocco Marathon, camminando in 6h15'.
Sembra che non ci sia da aggiungere altro se non fosse per tutto quello che c’è nel mezzo fra la partenza e l’arrivo, fra il prima ed il dopo. I dolori allo stomaco che mi avevano infastidito nei giorni scorsi sono svaniti del tutto lasciando spazio alla mia serenità, vera conquista di questa giornata.
Lina ed il marito mi vengono a prendere a casa alle 5.00 come pattuito e, con buon anticipo, siamo a Ragusa.
Io e Lina siamo gli unici ad aver deciso di percorrere la maratona camminando e da soli partiamo con uno start autogestito alle 5,45.
La temperatura è pungente ma questo non ci impedisce di mantenere da subito un ritmo deciso. Ci muoviamo al buio chiacchierando e pensando a cosa ci aspetterà.
Camminiamo attenti a seguire le giuste indicazioni. A farci compagnia cani incazzati a guardia delle loro case e qualche automobilista distratto.
Mentre le prime luci dell’alba si affacciano sul nostro cammino scambio due parole con delle vacche incuriosite dal passaggio di questi maratoneti in rosso.
Lungo la campagna iblea godiamo di colori che sembrano tratti di una bacchetta magica. I cani delle masserie ci fanno compagnia e ci mantengono vigili ed attenti. Su un muro a secco cinque di questi cani, due chiari e tre scuri e di diverse taglie, sembrano aspettare solo me e Lina.
Un attimo di smarrimento, ci armiamo di due sassi ed avanziamo. Faccio un urlo, deve essere stato terrificante perché i cani sono spariti veloci come saette: gettiamo via le armi e continuiamo a camminare, mentre lasciamo le trazzere per immetterci su una provinciale.
I chilometri scorrono ed i nostri sorrisi li sigillano.
Una bottiglietta d’acqua, dell’arancia e un biscotto ad ogni ristoro ci portano ad un altro chilometro. La temperatura addolcisce l’anima ed il corpo, vado avanti. Ho con me del fruttosio, dello zucchero d’uva ed una tavoletta di cioccolato fondente, centellino tutto fino agli ultimi chilometri.
Cominciano a superarci i maratoneti, alcuni sono accompagnati da un amico in bici, mentre altri fanno tutto da soli, altri ancora non sanno quello che fanno ed altri non si curano affatto di noi.
Il passo è sempre sostenuto, fra alti e bassi di ritmo camminiamo con una velocità vicina ai 7km/h. Ad ogni cartello che segnala il chilometro Lina ha il tempo e siamo soddisfatti.
La stanchezza non tarda ad arrivare ma ormai non si molla. Scorrono in tanti al nostro fianco. Chi saluta, chi fa una battuta, chi ci chiede dell’acqua, chi ci regala un sorriso e chi non ci regala nulla. Chi è in forma e chi una forma se la farà, chi è concentrato. I chilometri sono sempre meno. Mi affianca una ragazza dai lunghi capelli castani, le chiedo il nome: Nadine. 40, mancano due chilometri e 195 metri all’arrivo. Ormai ci siamo veramente, mi viene da piangere. I passi si fanno pesanti, le gambe sembrano muoversi in totale autonomia, l’ultima salita è tutta la Maratona.
Mattone dopo mattone aumento la velocità. Riconosco di spalle SuperElena che mi supera concentrata, sento le campane della chiesa e per un attimo immagino stiano suonando per me. Lina è al mio fianco, quando mi vede in affanno non lesina incoraggiamenti e rallenta il suo passo per permettermi di raggiungerla.
Ormai è veramente fatta. Fra centinaia di persone, a pochi metri dalla linea di arrivo ufficiale, riconosco immediatamente Maurizio. Mi fotografa e sorridendomi mi accoglie con una forte stretta di mano, due occhi stanchi ma vivaci e poche parole: Ce l’hai fatta!
Si Maurizio ce l’ho fatta, la mia prima maratona!
Vengo accolto al traguardo dagli applausi dei miei compagni, ci abbracciamo con Lina e frastornati dallo confusione e dallo speaker realizziamo che, adesso, la maratona è veramente finita.
Incrocio Inge, ci salutiamo, abbracciandoci, entusiasti per la giornata.
Cerco Maurizio, ho voglia di parlare con lui e lo trovo. Spinge un passeggino al quale è legata Frida, il cane di famiglia. È assetata e la faccio bere da un bicchiere di plastica trovato per terra. Conosco Maureen, la moglie di Maurizio, donna gentile, e anche lei ha corso la maratona. Prende in braccio il figlio e così dismette i panni di atleta per vestire quelli di mamma.
Cosa potrei chiedere di più a questa giornata?
Una medaglia? Ho avuto anche questa.

11 gennaio 2016, lunedì. Domenica mi sembra già molto lontana. Ma so che non è affatto così. Ogni fotogramma di ieri è ancora vivido dentro me, sento ancora i brividi per il freddo alla partenza e tutte le voci di chi ho incontrato. Dei Poliziotti e dei Carabinieri che hanno fermato il traffico, di chi fa battute stupide per strada, sento ancora la voce di quel marito che spinge la moglie a non mollare, ho ancora l’immagine di chi si tiene per mano correndo, anche se per pochi metri. Sento ancora l’erba che mi bagna le scarpe, i profumi della campagna e la voce di Lina impaurita da un cane randagio. Oggi non cammino.

Ma, secondo una consuetudine ormai inveterata, Salvatore ci ha anche inviato le sue note di diario relative agli stessi giorni di un anno fa. Vediamole.

 

10 gennaio 2015, sabato. Alle 4:50 prendo il caffè con mio padre che abita al piano di sopra. Scende dalle scale, che separano casa mia dalla sua, con una banana.
Prima del caffè sgranocchia della muesli alla nocciola. Va su, mio padre, e mi dice che se può torna a dormire. Non comincio neanche a camminare e questo sabato ha già la sua storia da raccontare. 5:18 comincio tardi, ma sono giustificato. Finisco alle 7:18 camminando bene e cambiando block notes.

11 gennaio 2015, domenica. Ieri a letto molto presto ed alle 23:57 mi sembrava già l’alba. Resto sveglio quasi tutta la notte ma alle 4:58 sono già per strada, dopo aver preso un caffè a casa.
Alle 6:50 finisco la mia domenica da walker alla grande e, anche se doloranti, le mie gambe vorrebbero andare ancora avanti. Dimagrire è cosa improba ma è anche cosa mia. Scambio due chiacchiere con la mia bilancia: kg.104,5. Solo kg.19,5 dal mio obiettivo di kg.85, mio peso forma e traguardo da raggiungere.
Ho già perso kg.15,7 dal 25 luglio 2014.

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Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (Salvatore Sulsenti e redazione) - in Maratone Italiane 2016 Podismo siciliano su strada Racconti di gara e tributi personali
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28 dicembre 2015 1 28 /12 /dicembre /2015 06:47
Camminare. Salvatore Sulsenti, dopo una sosta causa infortunio, ha ripreso rinvigorito il suo cammino

Salvatore Sulsenti, dopo un rallentamento forzato causato da un infortunio, ha ripreso con vigore ed energia le sue esperienze di cammino, alimentando dentro di sè progetti e imprese.
E ci offre ancora una volta il suo diario parallelo di Cammino mostrandoci ciò che era e faceva nel 2014 e quello che fa adesso nel sauo percorso di trasformazione e crescita.

Ricordiamo che Salvatore Sulsenti ha cominciato a camminare più di due anni fa (e non si è più fermato), per riattivare il suo corpo e farlo uscire dall'inerzia di un eccesso di peso che lo faceva star male.

Qui, Salvatore Sulsenti è alle prese con le festività natalizie che detesta (pensiero ed emozione condivisibile), dal momento che il Natale diventa una formidale occasione di spreco di denaro, un gigantesco potlach rituale, che quest'anno, ha visto andare in fumo - in Italia - oltre 5 miliardi di euro, mentre nello stesso tempo un'anziana signora è stata denunciata dal proprietario di un centro commerciale (LIDL) per aver tentato di rubare cioccolatini per un controvalore di €27.00: ma i Carabinieri da lui chiamati hanno pagato di tasca loro la refurtiva e il Direttore del Centro non ha sporto querela.

Quasi al termine della sua settimana "2015" riportata in questo post, era l'11 dicembre, Salvatore Sulsenti ha percorso in compagnia di Inge Hack, più di 60 km, in maniera lieve, senza sentire la fatica, ridendo e scherzando.

Il piccolo infortunio sembra essere acqua passata, adesso.

E gli effetti della lunga camminata si fanno sentire a scoppia dritardato, in termini di buon umoree gioia di vivere (volendo prosaicamente stare dentro la biochimica del cervello, si tratta della stimolazione positiva del reward system, scarica di dopamina inclusa, e dell'effetto positivo dell'attivazione del sistema delle endorfine, stimolato dall'esposizione alla fatica prolungata). In questi casi, al termine di una fatica intesa e protratta che siamo riusciti a fronteggiare, tutto ciò che capita dopo (e, soprattutto, che ci concediamo, dal banale caffè, ad una birretta, ad una pizza), è "ben meritato".

2014

07 dicembre, domenica . Appena arrivo al Porto Turistico comincia a piovere, sono le 5:10. Dopo 5 minuti di attesa in auto, nell’incertezza, decido e torno a casa. Il tempo, o forse meno, di una canzone e sono già davanti la porta di casa mia. È la seconda volta dall’inizio del mese che per la pioggia sono costretto a riposare e rientrare alla base. 5:30, mio padre è sveglio. Lo chiamo per il rituale del caffè mattutino, anche se stamani siamo in anticipo. Alle 5:45 torno a letto e continuo la mia lettura serale: vita ed opere di Dante Alighieri. Ho rispolverato un libro del liceo di Giuseppe Petronio: L’attività letteraria in Italia. Spero domani di tornare a camminare.

08 dicembre, lunedì. Non piove e posso uscire. Ieri sono rimasto in casa e mi sono dedicato alla cucina. Il fatto è che ho anche mangiato tutto ciò che ho cucinato. A pranzo un abbondante piatto unico composta di pasta integrale, pomodori freschi, capperi, peperoncino ed una fetta di carne di maiale. Anche due panini al formaggio. La sera un panino al formaggio, pasta rimasta del pranzo, tre spinacine. La mia paura, ampiamente confermata, era che la bilancia se ne accorgesse e mi punisse. E così è. Mi peso kg.109,2 ben 800 grammi in più rispetto ad ieri. Sarà tutta ritenzione idrica? Sarà che ho esagerato perché mi sono innervosito davanti al bancone di una gastronomia/panetteria dove ho acquistato i panini? Entrambi le ipotesi. Le feste non le sopporto più, vivo da solo e pensare che tutti si preparano a fare e ricevere regali, a pensare con chi saranno a pranzo il giorno di Natale o la notte del 31 mi rattrista e mi innervosisce. Ma la mia strada verso quota kg.85 è ormai tracciata nonostante qualche intoppo. Ho camminato sempre per due ore, temperatura in calo verticale che mi ha gelato le mani. Fa freddo. Ieri, voglia di camminare veramente poca e la pioggia devo ammettere e arrivata al momento giusto. Ma stamani ho camminato bene e mediamente oltre i km/h 6,2 mia media personale. Non mollo e vado avanti fino al mio obbiettivo: kg.85.

09 dicembre, martedì. 5:10 vado, fa freddo. 7:10 sono di ritorno. Il Natale non mi piace. La piazza principale è piena di addobbi natalizi, scatoloni, fiocchi giganti e luci spalmate sulle facciate dei negozi. Ho camminato bene. Mi peso e sono a kg. 108,0.

10 dicembre, mercoledì. Inizio ad incamminarmi alle 5:08 per terminare 2 ore dopo alle 7:08. Cammino tranquillamente, senza che accada nulla di eclatante. Almeno fino alle 6:30. Incrocio una ragazza, età apparente 18/20 anni, ed una scia d’intenso profumo mi colpisce in pieno mescolandosi ed imponendosi agli aromi provenienti dal laboratorio del Caffè delle Rose. Sorrido a me stesso e continuo, lasciandomi volentieri distrarre. Alla mia sinistra un pacco regalo e lasciato incustodito a ridosso di un portone di legno, vicinissimo al vecchio ufficio postale. Mi chiedo se il regalo fosse caduto ad un Babbo Natale distratto. A casa mi peso lottando non poco con la mia bilancia, esito:kg.108,5. Pensiero del giorno: A volte, nella vita, dobbiamo tanto soprattutto a chi abbiamo dato tanto poco.

11 dicembre, giovedì. Inizio a camminare alle 5:09 ma mi sento già stanco. Procedo lentamente per poi rimettermi ad un’andatura normale, intorno ai km/h 6, fino alle 6:30 per poi aumentare di passo fino alle 7:09. Niente stelle stamani, i cornetti appena sfornati sembrano seguirmi e per un bel pezzo di strada. Incontro per due volte una ragazza mora di un’età vicina ai 30 che porta a spasso due cani dalla razza dubbia o a me sconosciuta. Mi saluta, entrambi le volte, accompagnando il suo buongiorno con un sorriso che mi solleva. Mi peso appena rientro e sono a kg.107,7 ancora lontano da quota kg.85, ma mi avvicino, magari lentamente ma mi avvicino.

12 dicembre, venerdì. 5:09 – 7:11 Assisto ad un’alba luminosissima, come se qualcuno avesse acceso una lampadina rosso/arancio dietro le nuvole. Passo davanti il Caffè delle Rose ma stamani non avverto nessun profumo di cornetti appena sfornati. Come mai? Mi kg.107,7 lo stesso peso di ieri, ma segna ormai una tendenza inevitabile: vincerò la scommessa con Anna (una polo ed un paio di jeans griffati).

13 dicembre, sabato. Oggi è Santa Lucia, sono le 5:09; la temperatura si è abbassata, almeno fino alle 6:00 quando la sensazione è che un lieve tepore mi affianchi durante tutta la camminata. Sono le 7:09 e le mie 2 ore sono completate. Un cane di taglia medio piccola, quasi un Cirneco dell’Etna, anche nel colore, sembra aver perso la strada di casa. Mi segue per qualche minuto fino a quando, d’improvviso, scatta come una saetta verso uno yacht ormeggiato non lontano. Una cagnetta con collare da star, luccicante e rosa vivace, ritrova il suo padrone. Mi peso sono arrivato a kg. 107,4. Pensiero del giorno: ci sono uomini che sono dei cretini, ma come cretini sono dei geni.

 

Camminare. Salvatore Sulsenti, dopo una sosta causa infortunio, ha ripreso rinvigorito il suo cammino
Camminare. Salvatore Sulsenti, dopo una sosta causa infortunio, ha ripreso rinvigorito il suo cammino
Camminare. Salvatore Sulsenti, dopo una sosta causa infortunio, ha ripreso rinvigorito il suo cammino
Camminare. Salvatore Sulsenti, dopo una sosta causa infortunio, ha ripreso rinvigorito il suo cammino

2015

07 dicembre, lunedì. 12 km con passo 10. Due ore. 6 km/h. 18,45/20,45 con foto di gruppo. Comincio a muovermi. Assisto divertito alla partenza del sotto-gruppo degli “sciancati”, infortunati a vario titolo. Procedo con un passo soft, strappo 3 limoni ad un albero. Allungo il passo per raggiungere la testa del gruppo.

08 dicembre, martedì. Passo registrato 8,04. Cammino dalle 9 alle 11,30 con 15 minuti di pausa caffè con una cara amica. Incontro mia cugina e per un po’ camminiamo insieme. Perdo il bus che avrebbe dovuto portarmi a casa. Torno a piedi, ma la telefonata che ricevo risolve tutto. Mio padre impietosito da questo figlio 50enne viene a recuperarmi. A casa bevo un litro d’integratore fatto da me. Pranzo con spaghetti al pomodoro fresco, basilico e peperoncino. Sono stanco ma felice. Ci scambiamo degli sms con Inge per programmare un’uscita pre natalizia.

09 dicembre, mercoledì. Giornata trascorsa fra il laboratorio e faccende di famiglia. Sento Inge in serata, venerdì usciamo insieme per una lunga camminata. Verifico zaino e materiale da portare con me.

10 dicembre, giovedì. Mi sveglio alle 3,15 e mi faccio un caffè (così concilio il sonno). Ritorno a letto alle 4,25. Di nuovo in piedi alle 6,30 mi aspetta il dentista in ospedale. Reparto estrazione mole malconce. Tutto ok, nessun dolore. Rientro a casa. Preparo le ultime cose per domani. 4 bottigliette d’acqua così suddivise: una solo con acqua, una con acqua e sale e limone, due con acqua miele, limone e sale. Numero le bottigliette per distinguerle e per ricordarmi in quale fase della camminata dovrò bere il contenuto.

11 dicembre, venerdì. Mi sveglio alle 2,30. La sveglia è fissata alle 5,05 ma riesco ad anticiparla di qualche minuto. Prendo il primo caffè della giornata. Faccio colazione con una banana ed un succo di frutta. Prendo il secondo caffè in compagnia di mio padre. La prima cosa che faccio, prima di alzarmi, è indossare le calze ortopediche. Dovrei averne giovamento durante tutta la giornata, ho sonno. Secondo le mie previsioni e quelle di Frau Inge dovremo essere di ritorno entro le 19 (18,30 in realtà). Che giornata mi sarà dato vivere? Allo start point tutto prende corpo alle 7.00 del mattino e, al nostro ritorno, alle 18,30 circa, tutto comincia a raccontare una nuova storia. La storia di 60 km camminati chiacchierando e sorridendo. I miei ultimi km sono stati difficili. Ieri mi hanno tirato via una mola, sono pieno di antibiotici e mi sento distrutto. Ho una vescica al piede sinistro, stesso punto d'un mese fa, ma stavolta è tutto diverso. Ogni volta è tutto diverso. Gli stessi eventi nelle stesse strade con le stesse persone generano storie differenti [Verissimo! - ndr] . Ho bevuto due litri d’acqua, mangiato due mandarini, mezza tavoletta di cioccolato fondente, una zolletta di zucchero d’uva, due caffè al bar, un biscotto fatto in casa da Inge.
Invio questo sms a Maurizio: “Dopo più di 60 km camminati ed 11 ore… mi merito una pizza?” e la risposta non tarda: “Well Deserved”. Si Maurizio hai ragione. Cammino intorno alla pizzeria per circa 20 minuti in attesa che le mie gambe si sleghino e comincino a danzare. Torno a casa con la mia pizza, l’ho meritata.

12 dicembre, sabato. Oggi riposo. Raggiungo i miei compagni di merende per un saluto generale e la rituale foto. Io non cammino con loro. Inizio la lettura de “L’Arte di Correre” di Murakami Haruki.

13 dicembre, domenica. Disinfetto la vescica con la tintura di iodio. Controllo le mie estremità e fortunatamente è ancora tutto a posto. Ho dei pantaloncini modificati da un’amica sarta. Ho fatto mettere delle chiusure alle tasche laterali e cucire un taschino interno per mettere le chiavi o altro. Stamani li collaudo, hanno un bel colore azzurro intenso. Mi piace l’azzurro, mi lascio andare a questa debolezza cromatica. Taglio la mutandina interna, preferisco indossare la mia di biancheria. Certi giorni nascono raccontare una favola. Sole splendido, le mie gambe sembrano aver recuperato (dopo solo due giorni?) quasi totalmente i 60 km di venerdì. Incontro una cara amica che mi addolcisce l’anima con uno splendido sorriso. Comincio a camminare pensando a divertirmi e basta. Incontro Massino, conosciuto a giugno camminando. Lui è in bici, si ferma, ci salutiamo, la sua la sua bici, camminiamo insieme. Dopo un po’ decidiamo di fermarci al bar per un caffè. Il Sole mi bacia ed io regalo a questa giornata il mio sorriso, la mia gioia e la mia anima. Mi sento bene. Venerdì sembra lontano ma sono trascorse solo poche ore ed io sembro tornato a vivere. Ciò che di buono è successo venerdì esplode oggi, domenica. Grazie.

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16 dicembre 2015 3 16 /12 /dicembre /2015 11:58

(Running... Il Blog di Alberto Bressan Pasteo, 13 dicembre 2016) Mattinata decisamente fredda oggi nell'Alta Marca Trevigiana.
Le colline timidamente velate da una gelida foschia ed i campi nettamente imbiancati non lasciavano dubbi: temperatura sotto lo zero e la voglia di uscire a correre che latitava.
Solo dopo un'ora di auto-training autogeno (uscire o non uscire...questo é il dilemma) ho deciso di vestirmi da runner e affrontare i 21 km che mi attendevano.
Mi ci sono voluti almeno 10 minuti di riscaldamento prima di partire mentre il paese era ancora addormentato oppure attaccato al caminetto. Il percorso nei paesi limitrofi mi regala sempre grandi ricordi.
Adoro correre tra le vecchie vie di Solighetto, zone nelle quali giravo in lungo e in largo quando ero bambino e che ancora oggi riescono ad affascinarmi.
I chilometri lungo la strada che costeggia il Monte Cisa ed il Monte Villa, due colline che ho imparato ad esplorare fin da piccolissimo grazie a mio papà che era un grande camminatore e amante dei funghi.
Tra questi ricordi i chilometri si sono sommati in fretta e quasi senza accorgermene ero al 15°.
Il passo medio stabile sui 4'30''/km e le sensazioni decisamente positive. Nella parte finale, dopo un veloce passaggio nel centro di Pieve di Soligo, eccomi sulla ciclabile che porta a Barbisano con il sole ormai alto ma la brina ancora bianchissima mi faceva capire che la temperatura non era aumentata più di tanto.
Tutto era gelato, anche il rumore dei miei passi mentre chiudevo i 21 km in 1:34:00.
Domenica prossima ci sarà Guarda HM a Montebelluna che sarà un vero e proprio test verso Cittadella (Pd) ma delle impressioni che ho avuto nelle ultime settimane non credo che punterò al PB, anche se per me vige sempre la regola del "Mai dire Mai!"

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4 dicembre 2015 5 04 /12 /dicembre /2015 07:07
Camminare. I diari paralleli di Salvatore Sulsenti. Andare avanti, andare oltre
Camminare. I diari paralleli di Salvatore Sulsenti. Andare avanti, andare oltre
Camminare. I diari paralleli di Salvatore Sulsenti. Andare avanti, andare oltre

Continuano i diari di cammino di Salvatore Sulsenti, sempre in parallelo con i suoi esordi nel camminare un anno addietro (2014) e molti chili fa.
In questi giorni, Salvatore è stato rallentato nei suoi progressi da un piccolo infortunio muscolo tendineo o forse un semplice strappetto) alla gamba. E quindi le sue camminate sono brevi e prudenti. Nell'attesa di rimettersi ha sperimentato una breve seduta di "barefooting" (gimnopodismo) che gli ha consentito di scoprire delle inedite esperienze tattitli e propriocettive.
E il suo motto, come del resto un anno fa, rimane "Andare lontano, andare oltre".
Salvatore è uno che sogna di andare lontano: e i sogni rappresentano il nucleo vitale dentro ciascuno di noi.

2014

Domenica, 16 novembre. Ogni nuovo giorno mi appresto a scoprire una nuova storia ed ogni volta che comincio mi chiedo sempre cosa succederà. Sono le 5:09 e decido di andare: è una bellissima tiepida mattinata che è un invito a non fermarmi. Alle 5 e 30 noto tre ragazze che, dandomi le spalle, guardano il mare e magari aspettano l’alba, da lì a poco più di mezz’ora. No, decisamente no. Stavano fotografandosi, l’un l’altra. Ritorno dopo circa venti minuti ed erano andate via, perdendosi l’alba a cui, forse, non erano affatto interessate. Percorro 300 metri e noto un pettirosso per terra, mi avvicino, magari dorme. Lo tocco con attenzione e si sveglia ma non va via. Mi salta sulla mano, mi sollevo e lo accarezzo più volte e poi vola via, non lontano. Resta lì a 30 metri circa. Mi allontano non credendo a ciò che mi è appena accaduto. Dopo circa 50 metri mi volto sperando chissà cosa mentre il pettirosso diventa solo un puntino scuro disegnato per terra. Ripercorro lo stesso tragitto e ritrovo il pettirosso. Un furgoncino degli operatori ecologici lo ha schiacciato. Continuo a camminare con l’amaro in bocca. Alla mia sinistra due fidanzati si fotografano a vicenda: e siamo attorno alle 6 e 15. Buona parte del tratto interno del porto è occupato dai partecipanti ad una gara di pesca sportiva. Proseguendo due yorkshire, piccoli e spelacchiati come dei topolini, mi vengono incontro. Uno dei due aspiranti cani mi si piazza di fronte: mi fermo per accarezzarlo e lui mi lecca la gamba. Si avvicina il proprietario, un signore - credo tedesco - che mi saluta divertito. E pensare che c’è chi si perde tutto questo, c’è chi sta ancora dormendo. Oggi ho anche capito perché ho cominciato a camminare: perché voglio fermarmi. Torno a casa, mi peso kg.107,9 ben 12 chili e 300 grammi di calo ponderale.

Lunedì, 17 novembre. Dalle 5:10 alle 7:10 due ore di camminata sul mio tragitto solito. Alle 5:15 incrocio una pattuglia della Guardia di Finanza. Più tardi, ancora buio, scorgo un airone - almeno credo - che stava appollaiato su una zampetta, vola via appena mi avvicino. Tuti i bar chiusi, per ferie e per riposo settimanale. La piazza è presidiata da un anziano che, coperto come se fosse al Polo, legge dépliant pubblicitari di supermercati. Mi fermo un minuto per accarezzare un cucciolo di Labrador che accompagna il suo padrone. Il piccolo ne approfitta per giochicchiare e leccare la mia mano. Per la prima volta negli ultimi tre mesi vedo le luci accese all’interno di un motoscafo, ormeggiato alla fine del mio percorso all’interno del porto. A casa mi peso: kg.107,6 e non è stato facile. La mia bilancia, anche stamani, fa i capricci. Prima 107,9 e poi 107,2. Transitando da 107,6. Alla fine dopo quattro pesate consecutive tutte uguali decido che il mio peso di oggi è kg.107,6.

Martedì, 18 novembre. 5:10 – 7:10 due ore, le mie due ore sono passate, come un soffio, anche oggi. Come ogni giorno, una nuova storia da raccontare. Che la colazione sia - o dovrebbe essere - il pasto principale della giornata è cosa ormai consolidata. Ma cominciare, all’alba, con pane e mortadella mi sembra quanto meno insolito. Quasi tutte le mattine incrocio due operai edili che, seduti a ridosso della spiaggia, fanno colazione con panini che irradiano odori degni di un ben fornito pizzicagnolo. Pane e mortadella l’uno e pane salame l’altro. Chissà cosa berranno. Trovo per terra un cappuccio bianco di lana con il logo di “Hello Kitty”. Dalle dimensioni doveva essere il copri capo di una bambina di 2 o 3 anni, copri capo che metto in bella mostra sulla pianta davanti un ristorante nella speranza che venga notato dai legittimi proprietari. Quest’alba si tinge d'un viola vivido, brillante che si espande velocemente. Mi peso e stavolta la mia bilancia sembra esitare ma si decide e mi da il responso: kg. 108,1.

Mercoledì, 19 novembre. ascolto Barry White mentre, in auto, da casa arrivo al porto. Ho un CD di Barry White che mi accompagna da tantissimi anni e soprattutto mi rammenta che questo cantante è venuto a mancare alla stessa età, 58 anni, di mia madre nello stesso mese ed hanno (mi pare di ricordare). Appena arrivo al piazzale dove sono solito lasciare l’auto trovo i Carabinieri ad aspettarmi, in realtà stavano solo controllando un vecchio camion rosso. Comincio a camminare alle 5:04 pensando alla partenza di venerdì 21. Ascolto Radio DJ con l’auricolare e mi diverto con le telefonate degli ascoltatori. Alcune di queste chiacchierate radiofoniche sono decisamente esilaranti e mi fanno compagnia mentre vado avanti, anzi mentre vado incontro ad una nuova alba. Appena iniziato a camminare mi sono subito chiesto cosa avrà da dirmi questa giornata. Quattro operai, abbigliamento sporco di cemento e calce, l’uno accanto all’altro, a fare cosa? A godersi il Sole che stava per dare vita a questo mercoledì. Due cani, uno nero ed uno marrone, giocano rincorrendosi sull’erba di un’aiuola del porto, come fossero dei bambini. Una compilation di Radio Kiss Kiss mi porta alle 7:04 con la confortante conferma di aver vissuto un’altra nuova storia. Comincio a pensare che camminare sia solo una scusa. Concludo le mie 2 ore camminando bene ed anche se le mie gambe sembrano aprirsi, sento più forte lo stimolo ad andare avanti, ad andare oltre. Raccolgo due barattoli di sabbia proprio davanti alla Casa del Commissario Montalbano come souvenir per Anna (a ricordo del suo primo viaggio in Sicilia) e di Domitilla a ricordo di V.
Arrivo a casa e mi peso senza patemi ed incertezze degli ultimissimi giorni:kg.108,1 ed anche oggi è fatta.

Giovedì, 20 novembre. Inizio alle 5:06 per concludere, dopo due ore, alle 7:06. Comincio a camminare e subito mi appare la Luna come se fosse una virgola luminescente su una tavolozza nera. Stamani, ho l’impressione che sia tutto più scuro ed il nero sembra particolarmente intenso. Fortunatamente dopo un’ora il nero si trasforma in blu, che degrada man mano, cammino verso Est. Un cucciolo di razza non ben definita appena mi vede, esita solo un attimo, attraversa la strada e mi si lancia addosso strappandomi l’auricolare. Lo accarezzo per un minuto ed il cucciolone gradisce tantissimo, ma la strada è impietosa ed esige il mio tributo, continuo a camminare. Dopo circa 10 minuti incontro una anziana coppia, mal messi in salute, che portano a spasso un pastore tedesco bellissimo. È la Giornata mondiale del camminatore generoso ed elargisco coccole e carezze ad un cane che, dolcissimo nello sguardo, vorrebbe certamente correre senza guinzaglio per tutta la spiaggia. Finisco di camminare ed incontro altri cani, ma stavolta niente carezze per nessuno ho la bilancia che attende. Appena in casa caffè con mio padre, anzi due caffè, doccia di rito dopo aver messo dei panni in ammollo. Mi peso e sono a kg.108,6 forse pagando il prezzo di un mega panino gustato davanti la TV ieri sera.

21/26 novembre. Partenza per Rovellasca (CO) e ritorno. Ritrovo degli amici Anna e Carlo che mi ospitano, i membri del CAI di Rovellasca e soprattutto rivedo Domitilla, dopo venti anni. Sono stati giorni di tranquillità, pieni di sorrisi circondato da persone affabili.

Salvatore Sulsenti

2015

16 novembre, lunedì. Oggi altra giornata di riposo meditativo e soprattutto cautelativo. Giro a zonzo per le vie del paese per ricordarmi il sapore della strada. Ho ancora un leggero indolenzimento alla gamba. Sempre la destra. Nel tardo pomeriggio faccio un ECG (un elettrocardiogramma) di controllo. Sul referto è stato scritto: bradicardia sinusale (56 BPM), ECG ai limiti della norma. Il cardiologo mi tranquillizza e mi dice che va tutto bene. Se lo dice lui…

17 novembre, martedì. Stilo un elenco preparatorio del materiale necessario per la mia prossima uscita. Per quanto sia possibile, non bisogna lasciare nulla al caso. Accompagno mio padre in ospedale per gli esami preparatori ad un intervento di cataratta. Passeggio per i corridoi dell’ospedale per alcuni chilometri, avanti ed indietro, assistendo ai micro-romanzi di vita che ignari pazienti, che incrocio per i reparti, mi raccontano non volendo. Mi soffermo davanti ostetricia e ginecologia. Circa venti persone in attesa di far visita ai loro cari. Resto a guardare divertito e lasciando andare la mia mente ad immaginarmi prossimo neo-papà in attesa di entrare. Ricevo la telefonata di Maurizio che ascolto sempre con piacere ed attenzione, avido come sono di buoni consigli. Rientro a casa, uscitone alle 7:30, alle 13:32.
Mi rilasso in serata guardando “La Gang del Bosco” divertente film d’animazione.

18 novembre, mercoledì. Ulteriore giorno di riposo, nulla da dichiarare.

19 novembre, giovedì. Faccio visita al mercato del paese. Acquisto semi di sesamo e di lino (mischiati e macinati vanno ad arricchire yogurt, minestre ed insalate). In serata ricevo la telefonata di Inge. Piacevole conversazione intrisa di consigli e dritte su come camminare, sulle dimensioni del mio zainetto, sulla mia gamba e soprattutto sui nostri progetti a breve e a lungo termine. Ho provato un integratore fatto in casa, niente male sia il sapore che il risultato. Ecco gli ingredienti: 3 cucchiaini da te colmi di miele biologico, 2 cucchiaini da caffè rasi di sale dell’Himalaya (regalo di Inge), 1 limone medio grande spremuto, mezzo litro d’acqua. Miscelare il tutto e bere quando serve. Il sapore è delicatamente sapido con dolci note di sottofondo.

20 novembre, venerdì. A piedi mi dirigo in campagna. Raggiungo mio padre, indaffarato con le sue piantine. Mi dedico ad una seduta di barefooting per circa un’ora o poco più. Il terreno è arato da più di una settimana e nonostante le piogge è tuto asciutto. Cerco di scansare le ortiche. Cammino con attenzione. Comincio a muovermi su un cumulo di ghiaia, sento le mie estremità sollecitate da mille sassolini, continuo per alcuni minuti facendo avanti ed indietro. Cammino sulla nuda terra, il cui fondo é reso pesante dal Sole e dalla temperatura quasi primaverile del periodo. L’erba sotto i carrubi è fresca e ne approfitto per dare sollievo e pulire i miei piedi imbiancati dalla ghiaia. Mi riprometto di creare un percorso lungo il confine della proprietà di mio padre, poco più di 400 metri ma sufficienti per continuare l’esperienza del Barefooting. Mi rimetto le scarpe… che sollievo. Lacero la pelle di vecchie vesciche, mi creo delle piccolissime lesioni ma sono soddisfatto. Da rifare, decisamente. Non potrò che giovarmene. Le mie calze ortopediche sono pronte, in due versioni (una pesante ed una più leggera). Gambaletto che arriva appena sotto il ginocchio. Decido di andare a Marina di Ragusa a camminare. Giornata leggermente ventilata, temperatura piacevolissima. Si respira un clima quasi estivo. Continuo a muovermi sul mio percorso ma dopo un’ora la mia gamba si fa risentire. Niente da fare, ancora riposo. Meglio non forzare ed ascoltare il mio corpo. Scendo in spiaggia per fare qualche metro sulla sabbia, per il fondo più morbido e perché mi va. Decido, faccio il bagno. Resto in mutande: oddio, che spettacolo la mia abbronzatura! Nuoto e mi rilasso. Sono soddisfatto. Il tratto dalla spiaggia all’auto, circa 600 metri di asfalto, lo percorro a piedi nudi (barefooting on the road). Mi sento bene. Quando mi lascio andare, mi sento bene. Alcuni compagni di camminate mi fanno visita al laboratorio e qui non si cammina.

21 novembre, sabato. Sveglio dalle 3:09 mi metto al PC dopo aver fatto il caffè. Scrivo, leggo e decido di uscire a camminare con il gruppo di “Siemu a Peri” con molta moderazione ed attenzione per la mia gamba.
Nulla da fare dopo 5 minuti sono costretto a fermarmi, la mia gamba urla. A casa.

Camminare. I diari paralleli di Salvatore Sulsenti. Andare avanti, andare oltre

E' successo tutto oggi. Camminata sulla ghiaia, sulla nuda terra, in acqua, ho fatto l'ultimo bagno della stagione e mi sono divertito un mondo.

Salvatore Sulsenti (20.11.2015)

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1 dicembre 2015 2 01 /12 /dicembre /2015 07:13
Cento km dei Due Mari 2015 (1^ ed.). Buona la prima per quanto appesantita dal maltempo e con qualche pecca organizzativa. Vincono Federico Borlenghi e Cinzia Sonsogno

Un totale di 70 atleti circa (di cui sette le donne) hanno partecipato alla 1^ edizione della 100 km dei due Mari, (organizzata dalla ASD AVIS Podistica Curinga) con partenza da Curinga (Catanzaro) alle 8.00 del mattino del 28 novembre 2015 e ritorno a Curinga dopo il giro di boa al 50° km a Squillace sul versante ionico della Calabria.

Tempo massimo regolamentare per completare la distanza complessiva è di 18 ore.

Una delegazione di atleti della Sicilia, tra i partecipanti, ha corso, dedicando la propria fatica a Giordana, la giovane donna di Nicolosi (CT) - ballerina e madre - recentissima vittima del femminicidio.

La vittoria della gara maschile è andata a Federico Borlenghi (Marathon Cremona) con il crono di 8h25'09, mentre tra le donne è stata la siciliana di Capo d'Orlando (Messina) Cinzia Sonsogno (ASD Podistica Capo d'Orlando) a tagliare per prima il traguardo in 11h45'47.

In totale sono stati 44 i finisher di questa prima edizione (di cui 6 le donne classificate dentro il tempo massimo). La selezione è stato forte, anche ca causa delle avverse condizioni meteo.
Molti atleti hanno riscontrato delle carenze nella logistica della gara, con posti di risotro (che avrebbero dovuto essere spaziati ogni 5 km) mal gestiti e scarsamente presidiati.

Occore dire qui che si è trattato di una prima edizione e nei confronti degli organizzatori, prima di emettere pesanti e rancorosi giudizi, bisogna avere clemenza e comprensione 
Lo sforzo logistico nell'organizzare una 100 km in linea, come è stata questa, è notevolissimo. 
E una valida organizzazione della logistica di gara non si può realizzare efficacemente se non si ottiene un buon supporto da parte delle organizzazioni locali, come accade nella blasonata 100 km del Passatore, in cui vengono mobilitati oltre 500 volontari. Oppure, si può sopperire con posti di ristoro volanti, in mancanza di quelli fissi regolarmente situati ogni 5 km.
Una prima edizione serve sempre per calibrare le azioni da mettere a punto successivamente e per vagliare i punti di criticità: non c'è mai stata gara sulle ultradistanze che sia nata in modo perfetto e chi ne affronta una alla sua prima edizione deve essere ben consapevole del suo ruolo in qualche misura "pionieristico" (e di conseguenza dovrebbe arrivare a partecipare prudenzialmente attrezzato).
I pionieri hanno appunto questa funzione: e ciò che manca alla macchina organizzativa deve essere in qualche misura attenuato dall'entusiasmo, dalla passione e dalla consapevolezza di essere i primi a percorrere una nuova strada e ad aprire una tradizione.

Per completezza, si precisa che, il 7 novembre scorso, i Giudici misuratori della Fidal hanno misurato e omologato il percorso di gara.La 100 km dei due Mari, oltre ad essere stata valevole come prova del Grand Prix IUTA 2015, ha ottenuto il riconoscimento del Bronze IAU Label, con la conseguente validazione dei risultati ottenuti dagli atleti nelle statistiche internazionali.

Classifiche

Pos. Pett. Cognome Nome Societa' Naz. Cat. Tempo

1 5 BORLENGHI FEDERICO (MARATHON CREMONA) ITA SM35 08:25:09

2 31 IADEMARCO ANGELO PODISTICA AVIS CAMPOBASSO ITA SM 09:17:26

3 2 ACTINS JANIS LSC LTU SM40 09:22:10

4 19 DESTEFANI STEFANO HOBBY MARATHON CATANZARO ITA SM45 09:45:52

5 44 PARISE MARCO GRUPPO MARCIATORI GORIZIA ITA SM40 09:53:33

6 39 MONACO SANTO ASS. POL. DIL. PLACEOLUM ITA SM45 09:57:41

7 62 SIMONE ROCCO POD. S. GIOV. A PIRO G. POLICASTRO ITA SM45 10:44:58

8 4 BOIANO ROBERTO ASD RUNNING TELESE TERME ITA SM45 10:59:34

9 68 ZINGARO LORENZO AS AMATORI PUTIGNANO ITA SM40 11:15:34

10 49 PIETRARCA PASQUALINO ATLETICA MOLISE AMATORI ITA SM45 11:28:59

Donne

# 63 SONSOGNO CINZIA ASD PODISTICA CAPO D'ORLANDO ITA SF40 11:45:47

# 15 CIFALI ELENA ASD ATLETICA SICILIA ITA SF40 12:07:20

# 45 PARRILLA IOLE ASD RUNNERS BARBERINO ITA SF40 12:37:38

 

Le classifiche complete sono consultabili su Timing Data Service

Ed ecco, ancora a caldo, solo a distanza di poche ore dalla fine della sua corsa, le impressioni di Elena Cifali, sull'esperienza appena portata a termine.

Cento km dei Due Mari 2015 (1^ ed.). Buona la prima per quanto appesantita dal maltempo e con qualche pecca organizzativa. Vincono Federico Borlenghi e Cinzia Sonsogno
Cento km dei Due Mari 2015 (1^ ed.). Buona la prima per quanto appesantita dal maltempo e con qualche pecca organizzativa. Vincono Federico Borlenghi e Cinzia Sonsogno
Cento km dei Due Mari 2015 (1^ ed.). Buona la prima per quanto appesantita dal maltempo e con qualche pecca organizzativa. Vincono Federico Borlenghi e Cinzia Sonsogno
Cento km dei Due Mari 2015 (1^ ed.). Buona la prima per quanto appesantita dal maltempo e con qualche pecca organizzativa. Vincono Federico Borlenghi e Cinzia Sonsogno

(Elena Cifali) È stato un successo! Gara finita, conclusa, volata via in un lampo, anzi in 12 ore e 7 minuti.
100km sono tanti, sono un viaggio incredibile che porta ad esplorare ogni più piccola particella dell' essere, eppure se le gambe girano e la testa fa il suo dovere, volano via in un momento.
Un tempo inclemente ci ha accompagnati fin dai primi momenti: pioggia battente, freddo, vento contrario, tutto faceva presagire una gara difficile. 3000 mt di dislivello positivo, per non contare quello negativo che ci spaccava letteralmente le ginocchia. Sono arrivata al traguardo intermedio dei 50 km senza quasi rendermene conto, correndo ininterrottamente con passo allegro e spedito.
50 km in 5 ore esatte. Iniziano qui le soddisfazioni.
Poi il vento, forte, contrario che gelava e tagliava. La salita ripida, che non lasciava scampo.
Ho cercato di mettermi dietro l'amico Nino perché le raffiche mi sbilanciano facendomi perdere l'equilibrio, ma nulla, non si capiva da dove arriva, sembravamo dentro un vortice!
Al 60° km le emozioni prendono il sopravvento e piango! Il pianto arriva sempre nelle Ultra, mi ricorda quando poco vale l'essere umano al confronto con il mondo intero.
Accarezzo la spilletta con nome di Giordana mentre asciugo le lacrime.
Mi riprendo e continuo a correre dove posso e camminare dove non posso.
Sto ancora bene e cerco restare vigile nonostante la stanchezza. Il buio avanza, ci ingoia, non vedo nulla, non gli alberi, non la strada né le sue buche. La strada diviene una minaccia, riesco a correre solo tenendo la lampada in mano piuttosto che sulla fronte.
Vicino a me Adriano, un nuovo amico di Torino.
Ogni gara porta con sé un volto, questa gara ha il suo!
Gli ultimi 20 km sono un calvario: pochi ristori, poca luce, tante insidie, eppure io, Adriano e Nino avanziamo senza indugio.
Ho fame! Tanta fame, praticamente svaligio il ristoro dell'85 km: crostata, mandorle, parmigiano e un bicchiere di brodo caldo che mi rimette al mondo.
Tornano le forze e la voglia di finire! Si corre! Adesso è quasi fatta: 15 km di risate, silenzi, concentrazione. Nino ci precede di qualche secondo, io e Adriano restiamo l'uno di fianco all'altro. Gli prendo la mano e tagliamo il traguardo come vecchi amici, un abbraccio forte al di là del gonfiabile suggella il nostro tempo:12h7', quasi 2 ore meno che alla 100 km del Passatore di maggio scorso.
Sono felice, anzi, siamo felici!

Elena Cifali

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Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (fonti web, Maurizio Crispi con contributo di Eelena Cifali) - in Ultramaratone italiane 2015 Racconti di gara e tributi personali
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1 dicembre 2015 2 01 /12 /dicembre /2015 06:51
Firenze Marathon 2015 (32^ ed.). Marinella Barbagallo ha corso per inseguire i suoi sogni

Il 29 novembre 2015 si è svolta la 32^ edizione della Firenze Marathon, da sempre una delle più amate dagli Italiani, con oltre 10.000 alla partenza e con circa 8200 finisher di 60 nazionalità diverse (il contingente più numeroso - 1824 atleti - costituito com'è ovvio dalla gente di Toscana che sempre generosamente risponde all'appello).
Molti i Siciliani presenti e, tra questi, la ragusana Marinella Barbagallo che ha corso qui "per inseguire i suoi sogni".
Molti podisti scelgono un proprio motto personale che fanno imprimere su T-shirt e canotta. E quello di Marinella Barbagallo è appunto questo: "Io corro per inseguire i miei sogni".
E quando si seguono i sogni, anche se accidentalmente si cade, ci si rialza e si prosegue.

Firenze Marathon 2015 (32^ ed.). Marinella Barbagallo ha corso per inseguire i suoi sogni
Firenze Marathon 2015 (32^ ed.). Marinella Barbagallo ha corso per inseguire i suoi sogni
Firenze Marathon 2015 (32^ ed.). Marinella Barbagallo ha corso per inseguire i suoi sogni
Firenze Marathon 2015 (32^ ed.). Marinella Barbagallo ha corso per inseguire i suoi sogni

(Marinella Barbagallo) Corro per inseguire i miei sogni... E ieri, 29 novembre 2015, uno dei miei sogni l'ho raggiunto!
La mia preparazione in vista dell'impegno con la Maratona di Firenze è stata tormentata da una periostite che voleva impedirmi di partecipare, ma ho vinto io e alle 9.15 di domenica mattina ero allo start pronta a partire e a correre bene...
Lo sparo e si parte!
Sono nell'ultima griglia, ma so che nonostante il rallentamento iniziale raggiungerò' il mio obiettivo, perché lo voglio con tutta e stessa!
Ce la farò ne sono certa...
Supero centinaia di persone (siamo più di 10000) e raggiungo il primo ristoro, poi il secondo ed il terzo.
Senza nemmeno rendermene conto ho percorso 15 km.
Incontro Salvo [Piccione, da Marsala, ndr], e che ridere! Ci scattiamo un selfie, mentre corriamo: ma poi io vado avanti.
Mancano ancora tanti km all'arrivo perché 42 sono veramente tanti, ma la strada dietro di me si allunga e quella da affrontare è sempre meno.
Sto bene non sento fatica o stanchezza solo gioia e felicità per essere li.
La folla numerosa ai lati della strada mi incita dicendomi "Vai-Vai" e io vado come un treno.
Mi godo ogni attimo, ogni chilometro e tutto attorno a me è solo festa.
Arrivo in piazza della Signoria, siamo al 35° km: ormai è fatta il traguardo è vicino e io sto ancora bene, nessun muro dei 30 o dei 35 ha ostacolato la mia corsa.
Centinaia di persone mi invitano ad andare avanti ed io ringrazio, salutando e sorridendo a tutti; tutt'intorno regna un'atmosfera magica e surreale, ma inciampo e cado a terra.
Resto giù incredula e dolorante, ma la gente mi incita ad alzarmi e a continuare e così faccio!
Mi rimetto in piedi e riprendo a correre più forte di prima verso il traguardo.
Gli ultimi 100 metri sono duri, ma con le lacrime agli occhi taglio il traguardo.
Eccolo il mio sogno realizzato: la medaglia è mia!

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23 novembre 2015 1 23 /11 /novembre /2015 05:10

(Pasteo Runners - Alberto Bressan) Domenica 22 novembre 2015, ad Ormelle (TV) si é corso la marcia podistica "Madonna della Salute tra Piave e Lia", sulla distanza di 12 chilometri.
Le prime sensazioni hanno fatto presagire una organizzazione un po' grossolana. Già al momento delle iscrizioni molti non avevano nemmeno capito dove fosse il banco delle iscrizioni presso il bar della Pro Loco mentre la zona dello start sembrava essere uno dei segreti di Fatima.
A parte gli scherzi diciamo che il gruppo organizzatore avrà modo di migliorare di sicuro ed io, come credo tutti i podisti presenti oggi, glielo auguro di cuore.

Con Riccardo Uramonti anche in questa occasione per rincorrere ancora i famosi 4'/km sulla distanza di 12 km e dopo 15' di riscaldamento eccoci nella zona della partenza. Il via con i podisti più veloci che già nei primi 500 metri iniziavano a fare la differenza.

Io e Riccardo ci siamo subito stabilizzati sui 4'/km ma dopo il primo velleitario chilometro ci siamo accorti che non sarebbe stato facile tenere quel passo fino alla fine. Qualche tratto tra i campi ci ha fatto perdere il ritmo, ma é solo una scusa per non dire che l'andatura tendeva ad essere altalenante.
Uramonti invece sembrava stare meglio di me ma, nonostante ciò, non ha voluto avanzare, mentre ai ristori non si trovava un bicchiere pieno ma i volontari attendevano di persona in persona chiedendo anche :"Acqua o aranciata?".

 

Per leggere il post sino alla fine segui il link

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18 novembre 2015 3 18 /11 /novembre /2015 06:33
Salvatore Sulsenti e il suo laboratorio materico.
Salvatore Sulsenti e il suo laboratorio materico.
Salvatore Sulsenti e il suo laboratorio materico.
Salvatore Sulsenti e il suo laboratorio materico.
Salvatore Sulsenti e il suo laboratorio materico.

Salvatore Sulsenti e il suo laboratorio materico.

Ecco di seguito una nuova puntata del diario parallelo (2014/2015) del cammino che Salvatore Sulsenti sta compiendo, da solo prevalentemente, ma anche con altri che si affiancano a lui per momenti di condivisione o che sono con lui, quando è intento nel suo cammino, anche se fisicamente non sono rpesenti.
Come tutti i cammini il suo è un cammino fatto essenzialmente di solitudine, anche se non mancano sprazzi di intensità sociale, oggi molto più che un anno fa.
Salvatore Sulsenti ha molte cose da dire e da raccontare: il cammino apre la mente e il cuore, dando libero corso alle memorie sepolte e consentendo ad esse di mescolarsi con il quotidiano con inusitata vividità.
Si può realizzare un cammino, andando in luoghi lontani ed esotici, camminando ad esempio, come qualcuno ha fatto da Parigi a Pechino, ma si può anche fare un cammino di eguale lunghezza ed importanza solo camminando attorno alla propria stanza: ed è questo l'insegnamento di Sri Chimnoy, guru e fondatore dello Sri Chimnoy Marathon Team, fatto di persone che organizzano e partecipano ad eventi podistici, all'insegna dello sport, ma nello stesso tempo fatti per meditare e riflettere: ciò che conta non è il cambiamento dello scenario esterno con il continuo irrompere di nuove stimolazioni dall'esterno, ma la continua mutevolezza del paesaggio interiore, attraverso l'applicazione di tecniche di meditazione, in cui la ripetizione di un mantra è sostituita efficacemente dalla ripetizione del gesto fisico del camminare o del correre.

NOVEMBRE 2014

09 novembre. Riposo. A cena a casa di amici, ieri sera. Ho fatto tardi ed ho colto l’occasione per fermarmi e riposare. Pizza in 5 modi diversi, vino, bevande e frittelle coperte di zucchero, caffè e cioccolatini assortiti (ne ho mangiato uno solo).

10 novembre. Ieri ho tanto dormito, ho riposato ed inizio a camminare con le migliori intenzioni. Ma ieri, oltre a riposare, ho anche mangiato un po’ più del consueto ed ho paura che la mia bilancia, oggi, abbia a che dire. C’è un inatteso e rinnovato cielo stellato a farmi compagnia. 5:06 do inizio alla settimana. Cammino bene e rilassato, il giorno di riposo sta dando i suoi frutti. Assisto ad un’alba luminosa ed imponente, in contrasto con il cattivo tempo di questi ultimi giorni. Scambio due parole con una coppia di habitué che fanno da scorta ad un Beagle vetusto e malconcio. Alle 7:06 finisco e torno a casa per una doccia ristoratrice. L’elevata temperatura di stamani ha accentuato la dispersione di liquidi che rintegro subito. Mi peso e sono, per il terzo giorno consecutivo, a kg.109,2, mentre pensavo di trovarmi già a fronteggiare i “bagordi” degli ultimi due giorni. Pensavo veramente peggio, be', vado avanti e cercherò di mangiare meglio e soprattutto di meno.

11 novembre. Oggi è l’estate di San Martino, giorno di frittelle e vino nuovo. Stamani comincio a camminare in un clima decisamente autunnale, altro che estate. Alle 5:06 vado. Vento moderato, ma persistente, m'infastidisce ma continuo a camminare. Procedo da solo senza nessuno dei soliti habitué a farmi compagnia, in compenso ritrovo, con un inaspettato sollievo per me, il gatto grigio e malconcio che non vedevo da due giorni. Mi arriva un sms e poi un altro di Domitilla, si è svegliata presto e sta preparando il caffè nella sua casa di Milano ed io cammino in riva la mare a 1200 km di distanza. Alle 6:30 Domi mi fa uno squillo ed io la richiamo, avviene così da poco più di due mesi. Il mio operatore telefonico ha una opzione che ti permette di chiamare per 6000 minuti un qualsiasi numero. Quindi, Domi, squilla e d io la richiamo al moderato costo di due euro al mese. Sperando che non mi sveni, per il momento, continuo così. Domi mi fa compagnia fino alle 7:00 quando la sveglia dei suoi figli infrange la quiete lombarda. Cammino e parlo non avvertendo nessuna fatica. Sono le 7:06 ed ho finito. Torno a casa. Doccia calda, pesata quotidiana a kg. 108,8. Mi trovo a kg.23,8 dall’obbiettivo prefissato: kg.85. Ma oggi è anche il 99° giorno di cammino e domani sarà il 100esimo.

12 novembre. 100° giorno effettivo di cammino dall’inizio. Dal conteggio sono esclusi, ovviamente, i giorni di riposo. Kg.12,1 persi, kg.23,1 per arrivare a quota kg.85, ore "camminate" 211,48 a stamani. Mi sveglio alle 4:00 prima della musichetta della sveglia telefonica. Alle 4:41 fa caldo, parto. Temperatura inaspettata se penso alla giornataccia di ieri. Ho anche portato uno scaldacollo ed un cappuccio di lana, immediatamente messi da parte. Vado subito forte e finisco, alle 6:41, anche più forte. Ho fatto gli ultimi 200 metri di corsa con un allungo che ha stupito persino me, una progressione da sottolineare. Stamani ho camminato senza incontrare proprio nessuno se non negli ultimi minuti. Prima di uscire di casa ho bevuto del succo d’arancia ed un caffè. Il 100° giorno mi peso e la bilancia, per sigillare questo step, mi porta a kg.108,1 e dico a me stesso: bene così.

13 novembre. Ha piovuto per tutta la notte ed avevo il timore che stamani non sarei potuto uscire. La temperatura è più bassa di ieri mattina. 5:12 vado, la strada mi aspetta. Appena inizio a camminare la pioggia ritorna e per trenta minuti non mi lascia. Torno a casa o resto e continuo? Resto. Sono tutto bagnato, ma egalmenteu continuo sperando che non rinforzi. Così è, per fortuna. Smette ed io mi risollevo. In spiaggia tonnellate di alghe coprono la sabbia, le mareggiate di ieri hanno portato di tutto. 7:14 sono di ritorno, vado a casa. La mia bilancia deve aver subito un trauma. Mi peso per tre volte consecutive e mi dà tre pesi diversi: kg.108,1/2/3. Alla fine decido per kg.108,3.

14 novembre. 4:52 – 6:52 anche stamani ho completato le mie 2 ore, il cammino verso quota kg.85 continua. Ho trovato un cielo limpidissimo, poco stellato e quasi immobile. Anche il mare sembrava non muoversi affatto. La fragranza dei cornetti appena sfornati invade parte del mio percorso invitandomi ad indugiare davanti l’ingresso di un bar. Più avanti incrocio una coppia che si dedica a trovare l’inquadratura migliore per un autoscatto, alle 6 del mattino e con i colori di questo nuovo giorno che prendono tono. Un autoscatto al posto dell’alba? Non hanno capito nulla. Torno a casa e dopo la doccia di rito ho subito da discutere con la mia bilancia, credo che abbia bevuto. Il peso oscilla fra 108,2 e 108,3 e la bilancia non vuole decidersi, è la seconda volta che mi capita. Ovviamente registro il peso maggiore, quindi kg.108,3 e così l’animata chiacchierata fra me e la bilancia è conclusa.

15 novembre. Tutte le stelle che non avevo visto ieri sono venuto a trovarmi stamani. Ho dormito bene ed adesso voglio camminare meglio. 5:06 vado. 7:10 sono già di ritorno. Camminare, e non correre, vuol dire andare più lentamente e magari accorgermi di tanta vita che mi scorre intorno. Ogni giorno ha una storia da raccontare, una storia nuova ed oggi la storia la racconta un padre che, alle 6 di mattina, cammina portando il figlioletto, credo di un anno, biondissimo, sulle spalle dentro uno zainetto. Ci salutiamo incrociandoci, il bambino si volta di scatto incuriosito da questa voce estranea, mi sorride. E c’è chi dorme, perdendosi tutto questo. E domani un’altra storia da vivere. Il mio peso di oggi è kg.108,2 ben 12 chili netti persi dal 25 luglio.

(Il gruppo di camminatori con cui sovente Salvatore Sulsenti esce a camminare. Qui, in un momento conviviale)

(Il gruppo di camminatori con cui sovente Salvatore Sulsenti esce a camminare. Qui, in un momento conviviale)

NOVEMBRE 2015

09 novembre, lunedì. Sveglia alle 4:30 così da tornare alle vecchie abitudini. Alle 5 si comincia per terminare alle 6:45. Un cane, infastidito dal mio passaggio, abbaia così tanto da farmi comprendere che è meglio cambiare strada, faccio solo una piccola deviazione. Assisto ad un’alba splendida e calda, resto colpito da un giovane padre che, salutandomi timidamente, continua a spingere un passeggino con dentro la sua bambina biondissima. Ho appuntamento con l’officina ortopedica, ordino delle scarpe nuove e faccio un esame posturale a distanza di sei mesi dal precedente. Va tutto bene. Altro controllo entro 7/10 giorni al collaudo dei plantari e delle scarpe.

10 novembre, martedì. Mattinata di pulizie in casa. Cerco di costruire un alloggiamento per 4 borracce da collocare all’interno del mio zainetto, evitando che si muovano troppo e per meglio bilanciare il peso durante le mie uscite. Mi piace l’idea di “fare” qualcosa che mi calzi come un guanto. Aggiungo un piccolissimo moschettone per mettere al sicuro le chiavi di casa e/o dell’auto. Cammino dalle 18,30 alle 20,15 percorrendo km 13. In piazza staziona Tiana, signora tedesca garbata, dal sorriso luminosissimo, in compagnia delle sue bottiglie di vino o di birra e di una sigaretta fra le dita. Tiana dorme su una panchina e si copre con un sacco a pelo verde militare. Tiana elargisce un sorriso gioioso e pieno a chiunque si accorga di lei. Cerchiamo il Mondo chissà dove e non ci accorgiamo che una sconosciuta che vive per strada ti apre una finestra…

11 novembre, mercoledì. Un acuto della mia gamba destra mi tiene a casa un altro giorno in assenza della mia strada. Ne approfitto per un giorno di digiuno che arena miseramente all’arrivo in serata di focacce appena sfornate e frittelle ancora calde. Prende corpo la costruzione di una custodia interna per le mie borracce (anzi, bottigliette da mezzo litro più volte riutilizzate). Ho anche previsto la sistemazione per due bottigliette in vetro per il caffè da portare con me. Prendo le misure del mio polpaccio, cm 43, e della mia caviglia, cm 26, per le calze ortopediche.

12 novembre, giovedì. Sogno di un vasto campo di grano maturo, biondo oro e pronto alla mietitura. Mi sveglio di buon umore. La mia gamba destra sembra non lamentarsi tanto, per cautela oggi ed il resto della settimana non vado per strada. Inizio la giornata con la piena consapevolezza e determinazione che ho tanto lavoro da fare su di me. La mia visione è fine maggio 2016. Non so se potrò partecipare, ma da qualche parte qualcuno ha scritto che il viaggio è il motivo di una nuova meta e non il contrario. Scrivo ascoltando Night Fever, Too Much Heaven ed anche Stayin’ Alive. Parlando con Inge, ci siamo scambiate impressioni ed abbiamo discusso di programmi da svolgere insieme, ma intanto lei continua a prepararsi per Curinga. Non cammino, ma resto in piazza ad aspettare il rientro dei miei compagni: stasera frittella party.

13 novembre, venerdì. Ho trascorso una notte insonne per via di un forte rigurgito di acidità (colpa delle quattro frittelle e dei due bicchieri di Cola?), e per oggi non si cammina. La mia gamba va meglio. Penso alla mia prossima uscita cercando di comprendere come affrontare tutte le ore ed i chilometri, scomponendo la distanza in passi e momenti da ripassare nelle mente. Cerco di acquisire familiarità con ciò che dovrò portare con me, a cosa bere, a come ridurre il peso dello zaino. Ho anche capito a come riempire le borracce (o le bottigliette d’acqua) a secondo dell’uscita programmata e dei punti d’acqua presenti, o meno, sulla strada.

14 novembre, sabato. Giornata trascorsa fra accadimenti familiari ed una cena a base di ravioli di ricotta al sugo mentre la mia gamba sembra serena.

15 novembre, domenica. Vorrei tradurre i miei pensieri in parole ma non riesco. In testa tutto mi è più chiaro, immediato e scorrevole. Passo la mano su uno specchio coperto dal vapore, do uno sguardo dall’altra parte e vedo qualcuno che mi somiglia ma lascio che lo specchio torni a coprirsi. Da alcuni giorni mi torna in mente l’idea di porre un sigillo alla mia resistenza. Inge è in attesa della 100 km dei Due Mari che si tiene, alla sua 1^ edizione, a Curinga (CZ) il 28 novembre, e quindi dovrà allenarsi. Io mi metterò alla prova da solo appena mi rimetto completamente da questo strappo muscolare alla gamba destra. Ho già deciso quasi tutto. Il percorso e la sua lunghezza, ad esempio, è una linea retta di circa 5 km da ripetere. Un tragitto semplice ed in piano che si snoda, lambendo la spiaggia, attraverso parte del centro abitato. Facili i punti d’acqua e ristoro presso i bar, almeno fin quando restano aperti. Conosco già gli orari degli autobus da prendere da casa fino al punto di partenza, con relativo rientro. L’unico ostacolo a questo progetto di autodeterminazione ed auto-gestione è la testa. Confido di fare due chiacchiere risolutive con Salvatore.
So anche a che ora cominciare a camminare: le 15,00. Il giorno credo sarà un venerdì. Auguri, Salvatore!

Cammino per potermi fermare,
cammino per la ricchezza che mi da il sorriso della gente,
cammino per stare bene,
cammino per dirmi che ancora ci sono...

Salvatore Sulsenti

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14 novembre 2015 6 14 /11 /novembre /2015 00:20
Maratona di Livorno 2015 (35^ ed.). Il racconto di Emanuela Pagan, tra caleidoscopio di immagini e flusso di memoria

L'8 novembre 2015 si è svolta la 35^ edizione della Maratona di Livorno e vi ha partecipato anche Emanuela Pagan. Di seguito le sue riflessioni, non un semplice resoconto di gara, ma una sequenza di immagini tra caleidoscopio onirico e flusso di memoria nel quale scorrono anche pensieri e tracce relativi all'esperienza del Cammino di Santiago che Emanuela ha affrontato durante i mesi estivi.

(Emanuela Pagan) L'arrivo è nella pista. Un arco suggella una fatica figlia di un sogno lungo 42.195km e molto di più.
Gli atleti entrano dalla parte sbagliata, le procedure di partenza sono leggermente più lunghe del previsto, ma quasi nessuno si scompone.
Livorno.
Sembra una giornata di fine agosto. È l'estate di san Martino. Le strade sono vuote. Una linea verde, un po' sbavata, le percorre.
Parcheggiare nel centro è un'impresa, guidare tra motorini e biciclette in contromano richiede concentrazione e molta attenzione. Mentre si corre a piedi sembra tutto più semplice.

Immagini.
Una luna brillante, fredda vista da una finestra. Una notte lontana, sulle guance briciole di stelle.
Il mare.
Non si sente in mezzo a questi chilometri. La sua voce è lontana, si intravede. È dello stesso colore del cielo.
La terrazza Mascagni è un gioco di geometrie. Sembra appartenere a quei film di un nobile recente passato.

Un faro nella notte.
La sua luce taglia una trapunta di stelle. Due amanti si tengono per mano. Sentimenti di carta velina. Saranno spenti dalla fievole luce dell'alba.

Il Quartiere Venezia non ricorda la famosa città, ma è caratteristico. Qui si è fermata la storia. Fatiche e dolori di uomini che credevano nell'Italia.
Diciotto chilometri e si torna verso la partenza.
Atleti disseminati sull'asfalto, piccole macchie vive osservate da un aereo.
Il mondo cambia aspetto dal punto di vista scelto .

Partire per viaggiare e il viaggio incomincia al ritorno.
Non si deve guardare l'arrivo, potrebbe invitare a smettere di correre. La strada è ancora tanta. Mai quanta quella fatta per giungere a questo chilometro.
Sarebbe più comodo smettere di sognare.
Cicatrici sui piedi, tra le dita. Gli sguardi di chi non le possiede comunicano la parola fine.

Dove si trova la forza per finire una corsa?
Dentro se stessi.

Una valigia si riempie. L'amica afferma: "Se non la prepari tu, te la faccio io".
Un cammino lungo, intenso.

I chilometri sono in salita. Un lungo rettilineo sotto il sole.
Qualcuno respira accanto.

Esistono momenti nella vita in cui si devono tirare le somme.
È il momento di capire ciò in cui si crede.
Il paesaggio cambia a seconda della velocità con cui lo si percorre.
Fotografie scattate per richiamare un ricordo. Resta inchiodato in ognuna un sorriso.

Giro di boa.
Nella vita tutto ha un peso. Si impara a portare solo ciò che vale. Tutto il resto rimane indietro. Si corre più forte in questo tratto.
La mia ombra è di nuovo sola.
L'arrivo è lì, a pochi metri, ma non è ancora il mio turno.
C'è un tempo per ogni cosa, bisogna aver pazienza e crederci.
I sogni più grandi necessitano di più cure.
Mille consigli, qualcuno si avventa addirittura in conti matematici.
Butto le carte. Sono passati anni, ma questo amore non l'ho mai tradito. Ingoio l'amaro delle delusioni.
I principi esistono solo nelle pagine dei libri, nella realtà sono solo apparizioni fugaci, insulti per poeti.
Di nuovo una salita, al trentaquattresimo sembra una montagna.
Mesi fa, il cielo da terra sembrava estraneo con la flebo nel braccio.
"Quando la forza viene meno, buttaci il cuore", era scritto su un sasso lungo il cammino.
Corro.
La volontà abbatte gli ostacoli.
"Tornare a correre sicuramente sarà possibile, la maratona forse è troppo".

Silenzio.
Gridano i tifosi a bordo strada.
Tutto diviene veloce, i chilometri mi vengono incontro.
C'è confusione e lo stadio è vicino.
È il mio turno, ora.
Non esistono esitazioni e paure, le ho mangiate a colazione.
I sogni sono ali.

PS - Ringrazio gli organizzatori e gli addetti dopo l'arrivo, quelli lungo il percorso e la signora del deposito borse per la gentilezza e la professionalità.
Grazie agli amici e compagni di squadra che erano presenti e a quelli lontani che mi pensavano
.

Ho corso una maratona dopo 7 anni e 6 mesi. Solo un maratoneta può intuire cosa sia stato per me questo tempo e cosa abbia significato tagliare il traguardo domenica.
Pensavo di pubblicarlo su podisti.net, ma ci sono riferimenti a Santiago che forse solo i tuoi lettori possono capire.

Emanuela Pagan

Caminante, son tus huellas
el camino y nada más;
Caminante, no hay camino,
se hace camino al andar.
Al andar se hace el camino,
y al volver la vista atrás
se ve la senda que nunca
se ha de volver a pisar.
Caminante no hay camino
sino estelas en la mar.


Viaggiatore, sono le tue orme
il cammino e niente più;
Viaggiatore, non c’è cammino,
si fa il cammino camminando.
Camminando si fa il cammino,
e volgendo lo sguardo indietro
si vede il sentiero che mai
dovrai tornare a calpestare.
Viaggiatore non c’è cammino
solo scie nel mare.

Caminante, no hay Camino (Antonio Machado)

Domenica 8 novembre 2015, con temperature primaverili, si è conclusa la 35^ edizione della Maratona Città di Livorno, finalmente restituita alla città: molto gradito per i partecipanti è stato il passaggio per le arterie del centro, attraverso le vie dello shopping esclusivamente dedicate alla corsa per questa mattina, sfilando nei luoghi simbolo della città ed accompagnati dalla musica delle varie bande distribuite sul percorso.
La bella giornata ha richiamato una numerosa partecipazione anche alla stracittadina di circa 7 km, frequentata soprattutto da corridori non abituali e da cittadini volenterosi di trascorrere una mattina all’aria aperta per fare attività fisica.
Intorno a 1700 le presenze distribuite sulle varie distanze: maratona, mezzamaratona, maratona a staffetta e stracittadina.
I vincitori sui 21.097 km sono stati Stefano Politi (Atletica Pietrasanta Versilia) in 1h13’15″ ed Elena Konstantos (Polisportiva Corso Italia Pisa) in 1h25’09″; nella maratona primo Federico Cagliani (Avis Treviglio) dopo 2h31’33″ e prima Elehanna Silvani (G.P. Solvay) in 3h04’04″.
I risultati completi della manifestazione sono disponibili sul sito Timing Data Service; a breve saranno pubblicati sul sito ufficiale della maratona anche i risultati del Campionato regionale UISP di maratona e del Campionato italiani UNVS di Mezza Maratona.

 

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  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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