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5 marzo 2016 6 05 /03 /marzo /2016 11:04
Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti. Il randagio della strada al giro di boa dei suoi primi 50 anni, e si addensano eventi di buon auspicio
Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti. Il randagio della strada al giro di boa dei suoi primi 50 anni, e si addensano eventi di buon auspicio
Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti. Il randagio della strada al giro di boa dei suoi primi 50 anni, e si addensano eventi di buon auspicio
Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti. Il randagio della strada al giro di boa dei suoi primi 50 anni, e si addensano eventi di buon auspicio

Salvatore Sulsenti ha camminato sino alla soglia dei suoi primi 50 anni e l'ha superata, confortato dal fatto che attorno a questa sofglia si sono addensati eventi positivi che fanno ben sperare, assieme a progetti e a cambiamenti.
Quella che segue é la cronaca degli ultimi giorni.

Venerdì 19 febbraio 2016. Leggo un articolo di Maurizio Crispi. Parla di un cane che non dovrebbe urinare su una fioriera di un metro di altezza. Accadimento dubbio, ma evidentemente certo ed ineluttabile secondo il proprietario della fioriera. Alle 9.00 parto da Piazza Scalo Trapanese diretto a Punta Secca e sono con Margherita e Gabry. Arriviamo a destinazione, ed é immancabile una foto davanti la Casa del Commissario Montalbano. Buona parte del ritorno è una piacevole seduta di beach walking, seguita da una leggera brezza marina.
Tornati alla base, dopo 11,4 km e 2,10 ore, ci salutiamo con Margherita e la sua amica dandoci appuntamento per domani pomeriggio, per partecipare ad un walk trail di 13 km. Ho una cartina della Sicilia in scala 1:300000 su cui comprendere cosa mi aspetta se dovessi partire per un giro dell’isola. Mi chiama la mia amica Anna (che vive in provincia di Como) e dopo 5 minuti di piacevole chiacchierata ci salutiamo. Sono in pigiama e, a letto, guardo un film di Totò. Suonano alla porta, sono le 13,30 e penso al postino. Vado ad aprire. Resto per qualche interminabile secondo ammutolito, non è il postino né un agente delle tasse. Incredulo mi trovo davanti Anna ed il marito Carlo. Sono venuti a trovarmi per festeggiare i miei 50 anni, che sorpresa. Li faccio entrare in casa, ancora frastornato. Mi rivesto frettolosamente, Anna e Carlo non hanno pranzato e li accompagno a mangiare qualcosa. Programmiamo rapidamente ogni giorno fino al momento della loro ripartenza che sarà lunedì sera. Andiamo a Noto, scopriamo che la confusione per le vie è in occasione della Festa di San Corrado il Patrono della cittadina. Ci tuffiamo nell'atmosfera e godiamo di queste ore di festa mentre io mi soffermo a guardare Anna e Carlo non ancora convinto che siano accanto a me. Rientriamo e cena con pizza e birra.

Sabato 20 febbraio 2016.  3,30 del mattino sveglio. Sarà effetto dei miei 50 anni? Apro il sacchetto di carta con il regalo di Margherita per me. Uno zaino tecnico, il primo. Ho appuntamento a colazione con Anna e Carlo. Arrivano alla spicciolata i miei compagni di camminata, presento i miei amici di Como. Carlo si ferma in piazza mentre Anna mi accompagna in questa passeggiata. C’è uno strano mormorio nel gruppo e credo di capire perché. L’arcano mi è definitivamente svelato al rientro dalla camminata. Arrivando a destinazione mi accolgono in tanti. Hanno organizzato una festa in spiaggia, con tanti dolcetti, cannoli e bignè. Spumante, bibite ed acqua (trascurata). Foto ed auguri con tutti. Sono contento visto le prospettive dei giorni scorsi per oggi. Il mio compleanno. Abbiamo percorso 14,3 km dalle 8,30 alle 11,05. Questo pomeriggio si replica con un walk trail di 13 km e stasera a cena fuori.

Domenica 21 febbraio 2016. La libertà a dispetto dell’opportunità. Con queste mie parole ho dato inizio al mio 50° anno. Facciamo, con Anna e Carlo, colazione diretti subito dopo a Siracusa. Pausa caffè in un autogrill, telefonata di Maurizio [Crispi] che mi invita ad iscrivermi al Parkrun, arrivo in città. Visita a chiese, musei, Ortigia. Pranzo arabo, caffè italiano, piazza Duomo ad Ortigia, gelato e rientro all’auto. Inauguriamo una seduta di urban walking per le vie di Siracusa dire. Mi chiama Gemma, mia ex ragazza del secolo scorso con cui sono in contatto, ci vediamo per pochissimi minuti. Presento i miei amici, poche parole e ci salutiamo. Siamo diretti alla spiaggia di Fontane Bianche, delusi dallo stato della spiaggia e dal fresco pungente rientriamo. Ci separiamo per rivederci dopo un paio di ore. Faccio la doccia, mi registro online per partecipare al Parkrun. Stasera ceniamo in pizzeria, ci raggiunge mio padre. Decidiamo cosa vedere domani a Catania, Anna e Carlo hanno un aereo in serata.

Lunedì 22 febbraio 2016. Sveglia spontanea alle 5.00 e caffè. Curioso su Google Maps con in testa sempre il mio giro di Sicilia. Cerco foto e dettagli su ogni singola tappa. Colazione con Anna e Carlo e si parte alla volta di Catania. Lasciamo l’auto in un parcheggio, visitiamo la città rigorosamente a piedi. Il Duomo di Sant’Agata, il vicino mercato del pesce, il mio liceo degli ultimi due anni delle scuole superiori non è lontano. Prenoto per il pranzo. C’è ancora del tempo e girovaghiamo fra via Etnea, fotografando chiese, scorci di città, la villa Bellini, i miei ricordi d’infanzia. Pranzo a base di pesce da Don Turiddu. Carlo è soddisfatto, Anna pure ed io anche. Ma Carlo di più. Camminiamo ancora diretti ad un chiosco dove prendiamo il caffè. Pian piano e stanchi torniamo all’auto. Arriviamo in aeroporto, consegniamo l’auto a noleggio, altro caffè. Qualche minuto di relax, ultime impressioni ed ci salutiamo sperando di non far passare un anno e mezzo prima di rivedersi. Gli occhi sono lucidi, Anna e Carlo si allontanano verso l’imbarco. Io ho già fatto il biglietto dell’autobus. Alle 20,30 sono a casa.

Martedì 23 febbraio 2016.  Mi sveglio credendo di aver sognato in questi ultimi giorni. Faccio le pulizie di primavera a febbraio. Dalle 18,30 alle 20,30 cammino con il mio gruppo per 2 ore. Gli ultimi 4 chilometri sotto la pioggia. Pressione ed umore giù.

Mercoledì 24 febbraio 2016. Mi dedico alle mille faccende lasciate in arretrato. Mi manca Anna e la chiamo. Stasera ho una riunione per ulteriori particolari sulla camminata del 10 aprile. Scrivo della mia WUM 1000KM, Enrico V. e l’azienda per cui lavora sono i miei primi sponsor.

Giovedì 25 febbraio 2016. 18,30/20,15 per 12 km. Giorno di mercato, compro alcune cose da spedire ai miei amici su al Nord.

Venerdì 26 febbraio 2016. Dalle 9.00 alle 11.00 sono con Margherita e la sua amica Gabry per un’altra puntata alla Casa del Commissario.

Sabato 27 febbraio 2016. Voglia di camminare al minimo storico. Diserto l’uscita con il gruppo, resto in casa e non so bene il perché. Stasera consegno i premi per i primi arrivati (uomo e donna) dell’Ecotrail della Val d’Ippari di domani. Non ho l’auto di proprietà, non ne ho la possibilità. Sono stanco di chiedere sempre un passaggio per spostarmi. Camminerò di più, dove vorrò e quando potrò. Incontro Aldo [Siragusa] e gli consegno i premi realizzati. Mi presenta agli intervenuti, parlo dei miei lavori. Saluto e ci rimandiamo a domani per presenziare alla premiazione.

Domenica 28 febbraio 2016. Arrivo alla Villa Comunale e capisco dove andare seguendo la scia delle voci che arrivano dal traguardo. Il forte vento fa cadere un albero su due auto danneggiandole. 
Mio padre mi accompagna incuriosito dal clima di festa che pervade uomini e donne abbigliati in Rainbow Style. Ho il mio primo smarthphone, regalo per i miei primi 50 anni (avrò il secondo telefono fra 50 anni?), scatto tantissime foto (circa 170) pervaso dal delirio del fotoreporter che, sopito, albergava in me. In realtà sono solo contento ed eccitato di questa giornata, come un bambino alle giostre.
Molti hanno delle escoriazioni, alcuni sembrano galleggiare distratti, alcuni sono spaventati tutti sono felici e soddisfatti. Già. Soddisfatti a dispetto del tempo impiegato, delle inevitabili delusioni e della prossima gara che si affaccia non lontana. Vengono onorati tutti i partecipanti, ma vengono premiati solo in pochi, così dev’essere. Ho realizzato due opere montate su tegole (ciaramini a Ragusa, canali a Catania, coppi a Firenze) che consegno personalmente ai due primi arrivati, uno per categoria, uomo e donna. Due ragazzi splendidi e semplici che mi ringraziano sorridendo con lo sguardo ormai rilassato. Lui è ha una barba lunga ed incolta, solo apparentemente, lei è una ragazza minuta ma solida come la roccia vulcanica. Io ringrazio loro. Anche Margherita viene premiata, la mia compagna di camminate da randagio dell’asfalto, con una bottiglia di birra artigianale da 1,5 litri. Credo di essermi pentito di non aver partecipato a questo Ecotrail della Val d’Ippari, non so il perché o forse lo so fin troppo bene. Cosa mi porto dentro alla fine di questa giornata? La mia commozione.

Lunedì 29 febbraio 2016. Testo il GPS della mia astronave (il mio smarthphone) e di Endomondo, desisto dopo alcuni km per le ripetute interruzioni. Procedo secondo esperienza. Dalle 8,45 alle 12,45, ho camminato senza alcuna interruzione fatta eccezione per una pausa, un pipì-stop, e due foto con un amico incontrato per strada che ha condiviso con me 2 ore di questa giornata. Il vento è sostenuto ed il mare risponde colpo su colpo alle sferzate di Eolo.
Ad oggi ho camminato per 5305,7 km in 884,57 ore e per 383 giorni. E domani?

Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti. Il randagio della strada al giro di boa dei suoi primi 50 anni, e si addensano eventi di buon auspicio
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Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (Salvatore Sulsenti) - in Camminare Racconti di gara e tributi personali Trail. Circuito Ecotrail Sicilia 2016
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30 gennaio 2016 6 30 /01 /gennaio /2016 10:52
Messina Marathon 2016 (8^ ed.) - 7° Trofeo Unicredit. La cronaca di Michele Rizzitelli: un modo per coniugare assieme la pratica sportiva e la passione per i luoghi
Messina Marathon 2016 (8^ ed.) - 7° Trofeo Unicredit. La cronaca di Michele Rizzitelli: un modo per coniugare assieme la pratica sportiva e la passione per i luoghi

Abbiamo il piacere di pubblicare qui di seguito, la cronaca del pugliese Michele Rizzitelli sulla sua partecipazione alla 8^ edizione della Maratona di Messina - 7° Trofeo Unicredit, svoltasi a messina il 24 gennaio scorso (2016).
Come è nei sui scritti, la sua cronaca da partecipante è caratterizzata da una fitta ed evocativa commistione tra evento sportivo e attenzione alle caratteristiche del luogo.
In questo senso, Michele Rizzitelli non è soltanto uno sportivo che, assieme alla moglie Angela Gargano, ha messo nel proprio carniere centinaia e centinaia di maratone (e ultra) e che, in relazione a ciò occupa una posizione di spicco nella compagine trasversale "Club Super-Marathon Italia", ma è anche - con la moglie - un grande viaggiatore, sicché le maratone e le ultra cui la coppia partecipa sono sempre un nuovo, affascinante capitolo , di un lungo viaggio fatto di 
sport e di passione per la storia, la cultura, le bellezze artistiche e paesaggistiche, intrapreso anni addietro e ancora in corso (e, ovviamente, sempre di corsa, ma con le necessarie pause per guardarsi attorno e per poter apprezzare ciò che si vede)

Messina Marathon 2016 (8^ ed.) - 7° Trofeo Unicredit. La cronaca di Michele Rizzitelli: un modo per coniugare assieme la pratica sportiva e la passione per i luoghi
Messina Marathon 2016 (8^ ed.) - 7° Trofeo Unicredit. La cronaca di Michele Rizzitelli: un modo per coniugare assieme la pratica sportiva e la passione per i luoghi
Messina Marathon 2016 (8^ ed.) - 7° Trofeo Unicredit. La cronaca di Michele Rizzitelli: un modo per coniugare assieme la pratica sportiva e la passione per i luoghi

(Michele Rizzitelli) Un sole tutto siciliano ha brillato sull’ottava edizione della Maratona di Messina, lo scorso anno annullata per le proibitive condizioni atmosferiche. Ha reso più verde i monti Peloritani che la cingono, più azzurro il mare dello Stretto, più aurea la statua della Madonna della Lettera che accoglie benedicente chi giunge in città dal porto. Secondo alcune promesse, avrebbe dovuto brillare anche sul Ponte dello Stretto, gioiello del made in Italy; ma chi vuole arrivare nell’isola dovrà rivolgersi a “Caronte” chissà per quanti altri secoli.

Gran parte del percorso si svolge lungo una sola arteria, l’antica Consolare Pompea, aperta da Gneo Pompeo nel 72 a. C., bella, rettilinea, piatta e con vista sul mare che divide l’ultimo lembo della Penisola dalla Sicilia. L’unica difficoltà altimetrica è un cavalcaferrovia, che quelli della mezza maratona affrontano due volte e quelli della maratona quattro volte. Il tratto, poi, che si corre lungo i binari del tram non è per niente angusto ed insicuro, come potrebbe sembrare dalla lettura della descrizione ufficiale. Il vero problema è il tempo limite di cinque ore, che dovrebbe essere allungato per aspirare ad una partecipazione di massa.

Per ben distribuire le energie, i partecipanti alla Maratona di Messina non hanno a disposizione soltanto i riferimenti chilometrici. Due strutture architettoniche visibili da lontano sono poste ad un capo e all’altro del tracciato e corrispondono ai giri di boa del controllo chip: la statua della Madonna della Lettera e la chiesa di Santa Maria della Grotta.
Messina, una volta chiamata Zancle e poi Messana, è una città fortunata non solo per la fulgida posizione geografica, ma anche per essere stata benedetta dalla Madonna quand’era ancora in vita. All’estremità del suo porto falciforme, un’alta stele regge la statua della Madonna della Lettera e la scritta con la quale benediceva i Messinesi con una lettera inviata nel 42 d. C.: “Vos et ipsam civitatem benedicimus”.
Al polo opposto del percorso è situata la chiesa di Santa Maria della Grotta con la sua cupola “similmichelangiolesca”, la più sospirata dai maratoneti perché, quando vi si passa per la seconda volta, soltanto sei chilometri li dividono dalla conclusione della fatica, posta al davanti dello scenografico palazzo del Comune, luogo dell’arrivo.

Ovviamente, pur con l’occhio attento a questi due punti di riferimento, lo sguardo può rilassarsi e distendersi sul Santuario di Montalto e sul tempio votivo di Cristo Re posti sulle prime alture della città, commuoversi al cospetto della fontana del Nettuno e stupirsi per lo svettante Campanile del Duomo che racconta per quadranti dinamici i fatti salienti della storia cittadina. Ma è il mare a non abbandonare mai i maratoneti, la cui brezza deterge il loro sudore in una giornata in cui il sole splende come a primavera.

Due giri speculari devono ripetere quelli della 42 km, uno solo quelli della 21 km. Un percorso rettilineo nella maglia ordinata e regolare della città che si prolunga nel luminoso lungomare fino a Paradiso, Contemplazione e Pace, per diventare arcuato nella parte in cui segue la falce naturale del porto.

Crocifissione, di Antonello da MessinaE’ dedicata ad Antonello da Messina, e mai maratona ebbe nome più appropriato, essendo stato questo percorso disegnato per la prima volta dal grande pittore rinascimentale. La sua “Crocifissione di Sibiu” ha come sfondo proprio il tracciato che ho corso domenica 24 gennaio, in cui, grazie ai colori luminosi e purissimi, assume netto risalto la falce del porto e la ridente riviera.

Se a ristorare l’anima ha provveduto il paesaggio, ai bisogni corporali ci hanno pensato i ristori provvisti di acqua liscia, sali, arance, banane e biscotti; un po’ di acqua gassata, thè, coca cola e qualcos’altro avrebbe potuto soddisfare i podisti più esigenti. In compenso, il ristoro finale ha gratificato tutti.

Percorso ben segnalato e chiuso al traffico. Arco gonfiabile e tappeto chip rimossi dopo l’arrivo dell’ultimo concorrente (5:19), accompagnato al traguardo dal frastuono delle sirene spiegate di una decina di vigili centauri.

168 i classificati della maratona, di cui 14 donne.

1) Recupero Antonino 2:41:30, 2) Buccafusca Massimo 2:41:42, 3) Foti Sebastiano 2:45:25.

1) La Pera Lara 3:23:44, 2) Sonsogno Cinzia 3:24:10, 3) Pistone Maria 3:31:52.

371 i classificati della mezza maratona, di cui 64 donne.

1) Dooley Mark Brendan 1:10:54, 2) Lisitano Massimo 1:11:06, 3) Habchi Mustapha 1:13:10.

1) Bonanno Graziella 1:29:11, 2) Puglisi Rosaria 1:29:28, 3) Salemi Maria Virginia 1:32:45.

Hanno completato la giornata di sport la Shakespeare Run di 9,550 km e la Fitwalking di 9,550 km.

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23 gennaio 2016 6 23 /01 /gennaio /2016 08:21
Camminare. I diari di Salvatore Sulsenti proseguono nell'anno nuovo, con progetti e speranze

Siamo entrati nel 2016 e continuano con costanza i diari di cammino di Salvatore Sulsenti. Pure, con qualche discontinuità, prima dovuta ad un'interruzione nei collegamenti internet che ha patito il nostro Salvatore, poi a causa delle festività trascorse, e infine a causa della concentrarsi del Nostro nell'incipiente Hybla Barocco Marathon, a cui ha partecipato, indossando per la prima volta un pettorale e camminando (con partenza anticipata).
Le emozioni (grandi!) conseguenti alla partecipazione a questo evento sono state grandi e hanno meritato uno spazio a parte, con una pagina di diario scritta a parte e con un risalto particolare
.

Il 2016 porta a Salvatore Sulsenti, la conferma del suo progetto di prendere parte da camminatore alla 100 km del Passatore, ma anche un progetto speciale per il giorno del suo compleanno, il cinquantesimo, che cadrà il 20 febbraio.

Camminare. I diari di Salvatore Sulsenti proseguono nell'anno nuovo, con progetti e speranze

2016

12 gennaio, martedì. Mi collego al web dopo aver fatto colazione e dopo il rituale caffè mattutino con mio padre. Guardo con attenzione moltissime foto pubblicate da Maurizio. Rispondo ai commenti di chi lascia la sua firma ad un’immagine, ad una emozione, ad un colore. Che bello, che belle le foto. Il rosso mi dona. Mi commuovo, ripasso in un attimo tutti gli ultimi giorni e ne traggo nuova linfa e nuova consapevolezza. Mi sento bene nonostante tutto, nonostante certi diavoletti alcuni dei quali riesco a schiacciarli ed altri mi accompagnano giornalmente. Cammino su un marciapiede facendo riflessioni sul moto perpetuo. Chiamo l’officina ortopedica e li aggiorno sullo stato dei miei plantari dopo la maratona, ci rimandiamo ai primi giorni di febbraio per un controllo diretto. Penso. La mia strada. Gli errori. Le cose giuste. La strada. L’arrivo. La crescita. L’elogio. L’imperfezione. Le mie ferite. I miei sogni. I limiti. Le preghiere. L’accordo con Dio. Il fango. Il Sole. L’Aria. Cammino per 9,5 km, la Maratona è archiviata nel corpo. Vorrei fare un’altra esperienza simile ma in una città diversa, mettermi alla prova fuori casa.

13 gennaio, mercoledì. Questa giornata è dedicata al recupero semi-passivo, in poche parole oggi riposo. Alle 17,30 ho un colloquio di lavoro per collaborare con una ONLUS che si occupa del ricovero per cani abbandonati. Questa opportunità, segnalatami da Massimo, arriva al momento giusto. A 50 anni mi ritrovo a fare un colloquio quando qualcuno è già in pensione. Scambiamo alcuni messaggi con Inge pensando alla prossima uscita. Rimandiamo a domani sera, domani avrò una giornata di prova al lavoro.

14 gennaio, giovedì. Sveglio dalle 4,30 faccio un caffè. Mi collego e guardo quasi 800 foto scattate da Maurizio a Ragusa domenica 10. Inoltro alcune foto a degli amici, vorrei lasciare un commento per tutti quegli scatti che mi hanno colpito e forse lo farò. Alle 8.00 comincio a lavorare in un canile come factotum, struttura mediocre e decisamente sporca.
Alle 15,30 finisco la nobile professione di spalatore di merda canina. Alle 18,30 comincio a camminare con il mio gruppo e fino alle 20,20 non penso più a nulla. mi allontano per un po’. Percorro km 10,6 e mi concedo anche un allungo con Salvina C.

15 gennaio, venerdì. Sono le 3,15 e lavo dei calzini. Oggi è il secondo giorno di lavoro al canile dove sostengo una durissima prova di resilienza. Questa sera sono a cena fuori con “Siemu a peri”. Il 10 c.m. è stato il primo compleanno e stasera festeggiamo. Sono seduto fra due coppie, una appena nata ed in vena di coccole ed effusioni e l’altra coppia consolidata da 35 anni di matrimonio. Mi isolo mentalmente, sono aiutato dalla stanchezza, e penso a Dante Alighieri e al suo Paradiso quando, nel XVII canto

Tu proverai sì come sa di sale lo pane altrui, e come è duro calle lo scendere e 'l salir per l'altrui scale”.

Sento Inge e, fra una cosa e l’altra, mi dice che alcuni anni fa ha partecipato alla maratona più matta del mondo. Girare ad anello intorno ad un tavolo di ping pong fino a raggiungere, ed è ovvio, i canonici 42,195 km. Il 20 febbraio compio 50 anni e mi è venuta l’idea di organizzare un'uscita di 50 km insieme ad Inge e a chi vorrà condividere questa giornata.

16 gennaio, sabato. 10° e fa freddissimo. Torno al canile. La proprietaria si è rivelata essere molto meno nobile dell’ultimo dei suoi cani. Le condizioni strutturali ed igieniche accompagnate da un’offerta economica ridicola hanno dato il colpo di grazia e pertanto non continuo a lavorare ma vado via. Ciliegina sulla torta, si rifiuta di pagarmi le giornate già fatte.

17 gennaio, domenica. Controllo il meteo, mi copro bene e scendo per strada. Cammino dalle 9,15 alle 11,15. Incontro tanti compagni di camminata con i quali ci tratteniamo alcuni minuti. Prendo un caffè al bar. Mi piacerebbe riuscire a trasformare il piacere di camminare in un lavoro.

18 gennaio, lunedì. Temperatura ancora in ribasso. Sono in campagna con mio padre. Zappetto per creare un percorso lungo il perimetro del terreno, a mio uso personale. Sento Maurizio, sento Inge, sento Massimo, sento Aldo. Pranzo con 4 pomodori, due uova sode, un pezzetto di salame, un caffè al miele. Comincio l’attacco frontale ai chili presi durante le feste. Cammino dalle 14 alle 16 con un freddo pungente. Vado forte, sto bene.

Camminare. I diari di Salvatore Sulsenti proseguono nell'anno nuovo, con progetti e speranze
Camminare. I diari di Salvatore Sulsenti proseguono nell'anno nuovo, con progetti e speranze
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2015

12 gennaio, lunedì. Si apre una settimana impegnativa. Sono le 5:02 e parto. Alle 7:02, secondo più, secondo meno torno dalla mia passeggiata. Temperatura elevata, alba color pastello, mare piatto. Ho camminato al di sopra della mia media oraria. Torno a casa dove c’è una bilancia che mi reclama. Doccia ed eccomi alle verifica quotidiana. Nessuna sorpresa:kg.104,5. Lo stesso peso registrato ieri, bene così.

13 gennaio, martedì. Sono le 5:08 e comincio ad avviarmi pensando che entro le 9:00 dovrò fare dei prelievi del sangue ed esame urine. Controlli di routine ogni sei mesi circa. 7:08 finisco di camminare, mi sento stanco. Due figuri, uno vestito di bianco ed uno total black, cambiano improvvisamente direzione e puntano dritti su di me. Mi preoccupo un attimo e mi preparo al peggio, è tutto al buio e non c’è anima viva in giro. Ma quale peggio? Volevano solo salutarmi ed io a pensare chissà cosa. Rivedo la ragazza dal sorriso gratis che porta a spasso i suoi cani (almeno credo siano i suoi). Ci salutiamo da lontano ed ognuno di noi prosegue. Torno ad incrociare i ”figuri” e torniamo a salutarci.

14 gennaio, mercoledì. Decido di non uscire, ho un abbassamento di voce che insieme alla lieve tosse mi inducono a riposare. Faccio colazione con pane casareccio e latte e caffè. Decido di andare dal medico per gli esami di ieri. Tutto decisamente OK. Ho quasi azzerato il colesterolo. Sto bene. Mi sento un po’ giù lo stesso.

15 gennaio, giovedì. Riposo anche oggi. Ho la tosse, un leggero mal di testa e mi sento ancora stanco. Quindi oggi riposo e digiuno completo, solo acqua. Mio padre, tanto per rendermi il digiuno più facile, mi porta del pane di casa ed un dolce salato appena sfornato. Ammetto che per un attimo ho ceduto all’idea di addentare quel pane caldo ma ho resistito. Mi metto in pigiama alle 18:30 e mi occupo del bucato arretrato. Friggo due melanzane appena raccolte, salto in padella dei peperoni ed una zucchina e mi dedico anche ad un minestrone. Non mangio nulla, ma almeno cucino.

16 gennaio, venerdì. 1:55 del mattino, la tosse ed il raffreddore mi svegliano. Continuo a tossire e non trovo altro rimedio che una tazza di latte caldo con caffè, zucchero e pane. Non so se andrò a camminare e forse oggi è il terzo giorno consecutivo in cui resto “a piedi”. Nella mattinata decido cosa fare. Non vado a camminare, resto in zona. Esco per acquistare dei tasselli, con relativa punta a corredo, per permettere a Domitilla di fissare un quadro materico che ho realizzato per lei. A giorni spedirò il tutto a Milano. Torno a casa e, passando sotto un balcone ricco di vasi spelacchiati, mi becco una secchiata d’acqua. Un’anziana signora ammette candidamente, scusandosi, di non aver affatto guardato. Vado, un po’ divertito ed un po’ bagnato sperando che l’acqua fosse almeno pulita.

17 gennaio, sabato. Notte insonne per via di una persistente tosse che mi auguro non aumenti. Decido di uscire lo stesso e di andare a camminare dopo 3 giorni di “riposo”. Ho le lenti nuove agli occhiali, un regalo anticipato che mi sono fatto per il mio prossimo compleanno. Continuo a tossire in attesa che salga il caffè. 5 minuti ancora ed esco fuori casa. Sono pronto ad andare e spero di essere ancora in forma e che il lungo riposo non mi abbia rammollito. 5:06 parto, 7:06 finisco di camminare. Due cani di grossa taglia, già incontrati in altre occasioni, frugano fra i sacchi neri della spazzatura. Uno dei due, di taglia leggermente più piccola dell’altro, mi abbaia contro. Sono abbastanza lontano e cambio tragitto. Rivedo la ragazza sorridente con i due cani che quasi la trascinano via. Ci salutiamo da lontano ma è buio e non vedo se mi sorride. Mi piace pensare che sia così. Sono tornato, camminato bene e leggero come una farfalla. Pesandomi mi accorgo di aver pagato il mio riposo, ben kg.0,7 in più.

18 gennaio, domenica. 5.15 è tardi e vado subito. 7:17 ed ho appena finito. Vento per tutto il percorso, non riesco a capirne la direzione. Come se il vento si prendesse gioco di me e mi girasse intorno a piacimento. Appena iniziato a muovermi mi accolgono le voci del porto. Il vento fa vibrare le sagole (credo che si chiamino così) che legano gli alberi agli scafi di tutte le imbarcazioni ormeggiate, mentre il mare fa capire agli scogli chi comanda, elargendo sonore e fragorose sberle. Non mi lascio sedurre da Madre Natura e proseguo. Un SUV è parcheggiato in piena spiaggia fronte mare forse ad aspettare l’alba. Incuriosito, non me ne curo tanto e continuo a camminare. Non sono affatto stanco. Il Caffè delle Rose riapre il 22 febbraio, chiuso per ferie. Il 20 febbraio compio 49 anni. Buona musica alla radio. Alba grigia, minaccia pioggia. Alcune gocce d’acqua mi accompagnano alla fine delle mie 2 ore. Il SUV è ripartito, gira quasi in tondo sulla spiaggia. Lo perdo alle mie spalle. Finito di camminare, sono in auto: piove e scrivo. Scrivo e penso. Penso ed ascolto musica, torno a casa. Kg.105,7 in attesa di domani.

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Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (Salvatore Sulsenti) - in Camminare Racconti di gara e tributi personali
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13 gennaio 2016 3 13 /01 /gennaio /2016 08:05
(Foto di Maurizio Crispi)
(Foto di Maurizio Crispi)
(Foto di Maurizio Crispi)
(Foto di Maurizio Crispi)
(Foto di Maurizio Crispi)
(Foto di Maurizio Crispi)
(Foto di Maurizio Crispi)
(Foto di Maurizio Crispi)
(Foto di Maurizio Crispi)
(Foto di Maurizio Crispi)

(Foto di Maurizio Crispi)

Il 10 gennaio 2016, si è svolta la 13^ edizione della Hybla Barocco Marathon e Salvatore Sulsenti nel suo percorso di camminatore con il progetto ambizioso di arrivare a percorrere dentro il tempo massimo la 100 km del Passatore nell'ultimo week-end di Maggio (44^ edizione).

Come suo battesimo del fuoco, indossando cioè un pettorale in una lunga distanza, Salvatore ha voluto partecipare - regolarmente iscritto - alla Maratona di Ragusa, ottenendo dagli organizzatori la possibilità di partire anticipatamente, cioè alle 5.45, anzichè alle 8.00 come tutti gli altri maratoneti non camminatori.
Salvatore ha percorso i suoi 42,195 km, arrivando al traguardo, poco dopo mezzogiorno, quindi in qualcosa di più di 6 ore il che significa un andatura camminata di circa 6' al km. Non male!
Giunto in vista del gonfiabile dell'arrivo, Salvatore - comprensibilmente - non ha potuto trattenere le sue emozioni, un misto di gioia e di commozione e il sentire il sapore della sfida compiuta, che solo chi ha corso una volta una sua prima maratona può comprendere.
Ma ecco il suo racconto che include anche come piccola appendice le impressioni del post-gara e che è, a tutti gli effetti, un ulteriore capitolo di quello che lo stesso Salvatore ha preso a chiamare "Diario di una sfida. da kg 120,2 a kg 85,  camminando 2 ore al giorno"

(allo start)

(allo start)

10 gennaio 2016, domenica. Ho percorso camminando i 42,195 km della Hybla Barocco Marathon, camminando in 6h15'.
Sembra che non ci sia da aggiungere altro se non fosse per tutto quello che c’è nel mezzo fra la partenza e l’arrivo, fra il prima ed il dopo. I dolori allo stomaco che mi avevano infastidito nei giorni scorsi sono svaniti del tutto lasciando spazio alla mia serenità, vera conquista di questa giornata.
Lina ed il marito mi vengono a prendere a casa alle 5.00 come pattuito e, con buon anticipo, siamo a Ragusa.
Io e Lina siamo gli unici ad aver deciso di percorrere la maratona camminando e da soli partiamo con uno start autogestito alle 5,45.
La temperatura è pungente ma questo non ci impedisce di mantenere da subito un ritmo deciso. Ci muoviamo al buio chiacchierando e pensando a cosa ci aspetterà.
Camminiamo attenti a seguire le giuste indicazioni. A farci compagnia cani incazzati a guardia delle loro case e qualche automobilista distratto.
Mentre le prime luci dell’alba si affacciano sul nostro cammino scambio due parole con delle vacche incuriosite dal passaggio di questi maratoneti in rosso.
Lungo la campagna iblea godiamo di colori che sembrano tratti di una bacchetta magica. I cani delle masserie ci fanno compagnia e ci mantengono vigili ed attenti. Su un muro a secco cinque di questi cani, due chiari e tre scuri e di diverse taglie, sembrano aspettare solo me e Lina.
Un attimo di smarrimento, ci armiamo di due sassi ed avanziamo. Faccio un urlo, deve essere stato terrificante perché i cani sono spariti veloci come saette: gettiamo via le armi e continuiamo a camminare, mentre lasciamo le trazzere per immetterci su una provinciale.
I chilometri scorrono ed i nostri sorrisi li sigillano.
Una bottiglietta d’acqua, dell’arancia e un biscotto ad ogni ristoro ci portano ad un altro chilometro. La temperatura addolcisce l’anima ed il corpo, vado avanti. Ho con me del fruttosio, dello zucchero d’uva ed una tavoletta di cioccolato fondente, centellino tutto fino agli ultimi chilometri.
Cominciano a superarci i maratoneti, alcuni sono accompagnati da un amico in bici, mentre altri fanno tutto da soli, altri ancora non sanno quello che fanno ed altri non si curano affatto di noi.
Il passo è sempre sostenuto, fra alti e bassi di ritmo camminiamo con una velocità vicina ai 7km/h. Ad ogni cartello che segnala il chilometro Lina ha il tempo e siamo soddisfatti.
La stanchezza non tarda ad arrivare ma ormai non si molla. Scorrono in tanti al nostro fianco. Chi saluta, chi fa una battuta, chi ci chiede dell’acqua, chi ci regala un sorriso e chi non ci regala nulla. Chi è in forma e chi una forma se la farà, chi è concentrato. I chilometri sono sempre meno. Mi affianca una ragazza dai lunghi capelli castani, le chiedo il nome: Nadine. 40, mancano due chilometri e 195 metri all’arrivo. Ormai ci siamo veramente, mi viene da piangere. I passi si fanno pesanti, le gambe sembrano muoversi in totale autonomia, l’ultima salita è tutta la Maratona.
Mattone dopo mattone aumento la velocità. Riconosco di spalle SuperElena che mi supera concentrata, sento le campane della chiesa e per un attimo immagino stiano suonando per me. Lina è al mio fianco, quando mi vede in affanno non lesina incoraggiamenti e rallenta il suo passo per permettermi di raggiungerla.
Ormai è veramente fatta. Fra centinaia di persone, a pochi metri dalla linea di arrivo ufficiale, riconosco immediatamente Maurizio. Mi fotografa e sorridendomi mi accoglie con una forte stretta di mano, due occhi stanchi ma vivaci e poche parole: Ce l’hai fatta!
Si Maurizio ce l’ho fatta, la mia prima maratona!
Vengo accolto al traguardo dagli applausi dei miei compagni, ci abbracciamo con Lina e frastornati dallo confusione e dallo speaker realizziamo che, adesso, la maratona è veramente finita.
Incrocio Inge, ci salutiamo, abbracciandoci, entusiasti per la giornata.
Cerco Maurizio, ho voglia di parlare con lui e lo trovo. Spinge un passeggino al quale è legata Frida, il cane di famiglia. È assetata e la faccio bere da un bicchiere di plastica trovato per terra. Conosco Maureen, la moglie di Maurizio, donna gentile, e anche lei ha corso la maratona. Prende in braccio il figlio e così dismette i panni di atleta per vestire quelli di mamma.
Cosa potrei chiedere di più a questa giornata?
Una medaglia? Ho avuto anche questa.

11 gennaio 2016, lunedì. Domenica mi sembra già molto lontana. Ma so che non è affatto così. Ogni fotogramma di ieri è ancora vivido dentro me, sento ancora i brividi per il freddo alla partenza e tutte le voci di chi ho incontrato. Dei Poliziotti e dei Carabinieri che hanno fermato il traffico, di chi fa battute stupide per strada, sento ancora la voce di quel marito che spinge la moglie a non mollare, ho ancora l’immagine di chi si tiene per mano correndo, anche se per pochi metri. Sento ancora l’erba che mi bagna le scarpe, i profumi della campagna e la voce di Lina impaurita da un cane randagio. Oggi non cammino.

Ma, secondo una consuetudine ormai inveterata, Salvatore ci ha anche inviato le sue note di diario relative agli stessi giorni di un anno fa. Vediamole.

 

10 gennaio 2015, sabato. Alle 4:50 prendo il caffè con mio padre che abita al piano di sopra. Scende dalle scale, che separano casa mia dalla sua, con una banana.
Prima del caffè sgranocchia della muesli alla nocciola. Va su, mio padre, e mi dice che se può torna a dormire. Non comincio neanche a camminare e questo sabato ha già la sua storia da raccontare. 5:18 comincio tardi, ma sono giustificato. Finisco alle 7:18 camminando bene e cambiando block notes.

11 gennaio 2015, domenica. Ieri a letto molto presto ed alle 23:57 mi sembrava già l’alba. Resto sveglio quasi tutta la notte ma alle 4:58 sono già per strada, dopo aver preso un caffè a casa.
Alle 6:50 finisco la mia domenica da walker alla grande e, anche se doloranti, le mie gambe vorrebbero andare ancora avanti. Dimagrire è cosa improba ma è anche cosa mia. Scambio due chiacchiere con la mia bilancia: kg.104,5. Solo kg.19,5 dal mio obiettivo di kg.85, mio peso forma e traguardo da raggiungere.
Ho già perso kg.15,7 dal 25 luglio 2014.

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28 dicembre 2015 1 28 /12 /dicembre /2015 06:47
Camminare. Salvatore Sulsenti, dopo una sosta causa infortunio, ha ripreso rinvigorito il suo cammino

Salvatore Sulsenti, dopo un rallentamento forzato causato da un infortunio, ha ripreso con vigore ed energia le sue esperienze di cammino, alimentando dentro di sè progetti e imprese.
E ci offre ancora una volta il suo diario parallelo di Cammino mostrandoci ciò che era e faceva nel 2014 e quello che fa adesso nel sauo percorso di trasformazione e crescita.

Ricordiamo che Salvatore Sulsenti ha cominciato a camminare più di due anni fa (e non si è più fermato), per riattivare il suo corpo e farlo uscire dall'inerzia di un eccesso di peso che lo faceva star male.

Qui, Salvatore Sulsenti è alle prese con le festività natalizie che detesta (pensiero ed emozione condivisibile), dal momento che il Natale diventa una formidale occasione di spreco di denaro, un gigantesco potlach rituale, che quest'anno, ha visto andare in fumo - in Italia - oltre 5 miliardi di euro, mentre nello stesso tempo un'anziana signora è stata denunciata dal proprietario di un centro commerciale (LIDL) per aver tentato di rubare cioccolatini per un controvalore di €27.00: ma i Carabinieri da lui chiamati hanno pagato di tasca loro la refurtiva e il Direttore del Centro non ha sporto querela.

Quasi al termine della sua settimana "2015" riportata in questo post, era l'11 dicembre, Salvatore Sulsenti ha percorso in compagnia di Inge Hack, più di 60 km, in maniera lieve, senza sentire la fatica, ridendo e scherzando.

Il piccolo infortunio sembra essere acqua passata, adesso.

E gli effetti della lunga camminata si fanno sentire a scoppia dritardato, in termini di buon umoree gioia di vivere (volendo prosaicamente stare dentro la biochimica del cervello, si tratta della stimolazione positiva del reward system, scarica di dopamina inclusa, e dell'effetto positivo dell'attivazione del sistema delle endorfine, stimolato dall'esposizione alla fatica prolungata). In questi casi, al termine di una fatica intesa e protratta che siamo riusciti a fronteggiare, tutto ciò che capita dopo (e, soprattutto, che ci concediamo, dal banale caffè, ad una birretta, ad una pizza), è "ben meritato".

2014

07 dicembre, domenica . Appena arrivo al Porto Turistico comincia a piovere, sono le 5:10. Dopo 5 minuti di attesa in auto, nell’incertezza, decido e torno a casa. Il tempo, o forse meno, di una canzone e sono già davanti la porta di casa mia. È la seconda volta dall’inizio del mese che per la pioggia sono costretto a riposare e rientrare alla base. 5:30, mio padre è sveglio. Lo chiamo per il rituale del caffè mattutino, anche se stamani siamo in anticipo. Alle 5:45 torno a letto e continuo la mia lettura serale: vita ed opere di Dante Alighieri. Ho rispolverato un libro del liceo di Giuseppe Petronio: L’attività letteraria in Italia. Spero domani di tornare a camminare.

08 dicembre, lunedì. Non piove e posso uscire. Ieri sono rimasto in casa e mi sono dedicato alla cucina. Il fatto è che ho anche mangiato tutto ciò che ho cucinato. A pranzo un abbondante piatto unico composta di pasta integrale, pomodori freschi, capperi, peperoncino ed una fetta di carne di maiale. Anche due panini al formaggio. La sera un panino al formaggio, pasta rimasta del pranzo, tre spinacine. La mia paura, ampiamente confermata, era che la bilancia se ne accorgesse e mi punisse. E così è. Mi peso kg.109,2 ben 800 grammi in più rispetto ad ieri. Sarà tutta ritenzione idrica? Sarà che ho esagerato perché mi sono innervosito davanti al bancone di una gastronomia/panetteria dove ho acquistato i panini? Entrambi le ipotesi. Le feste non le sopporto più, vivo da solo e pensare che tutti si preparano a fare e ricevere regali, a pensare con chi saranno a pranzo il giorno di Natale o la notte del 31 mi rattrista e mi innervosisce. Ma la mia strada verso quota kg.85 è ormai tracciata nonostante qualche intoppo. Ho camminato sempre per due ore, temperatura in calo verticale che mi ha gelato le mani. Fa freddo. Ieri, voglia di camminare veramente poca e la pioggia devo ammettere e arrivata al momento giusto. Ma stamani ho camminato bene e mediamente oltre i km/h 6,2 mia media personale. Non mollo e vado avanti fino al mio obbiettivo: kg.85.

09 dicembre, martedì. 5:10 vado, fa freddo. 7:10 sono di ritorno. Il Natale non mi piace. La piazza principale è piena di addobbi natalizi, scatoloni, fiocchi giganti e luci spalmate sulle facciate dei negozi. Ho camminato bene. Mi peso e sono a kg. 108,0.

10 dicembre, mercoledì. Inizio ad incamminarmi alle 5:08 per terminare 2 ore dopo alle 7:08. Cammino tranquillamente, senza che accada nulla di eclatante. Almeno fino alle 6:30. Incrocio una ragazza, età apparente 18/20 anni, ed una scia d’intenso profumo mi colpisce in pieno mescolandosi ed imponendosi agli aromi provenienti dal laboratorio del Caffè delle Rose. Sorrido a me stesso e continuo, lasciandomi volentieri distrarre. Alla mia sinistra un pacco regalo e lasciato incustodito a ridosso di un portone di legno, vicinissimo al vecchio ufficio postale. Mi chiedo se il regalo fosse caduto ad un Babbo Natale distratto. A casa mi peso lottando non poco con la mia bilancia, esito:kg.108,5. Pensiero del giorno: A volte, nella vita, dobbiamo tanto soprattutto a chi abbiamo dato tanto poco.

11 dicembre, giovedì. Inizio a camminare alle 5:09 ma mi sento già stanco. Procedo lentamente per poi rimettermi ad un’andatura normale, intorno ai km/h 6, fino alle 6:30 per poi aumentare di passo fino alle 7:09. Niente stelle stamani, i cornetti appena sfornati sembrano seguirmi e per un bel pezzo di strada. Incontro per due volte una ragazza mora di un’età vicina ai 30 che porta a spasso due cani dalla razza dubbia o a me sconosciuta. Mi saluta, entrambi le volte, accompagnando il suo buongiorno con un sorriso che mi solleva. Mi peso appena rientro e sono a kg.107,7 ancora lontano da quota kg.85, ma mi avvicino, magari lentamente ma mi avvicino.

12 dicembre, venerdì. 5:09 – 7:11 Assisto ad un’alba luminosissima, come se qualcuno avesse acceso una lampadina rosso/arancio dietro le nuvole. Passo davanti il Caffè delle Rose ma stamani non avverto nessun profumo di cornetti appena sfornati. Come mai? Mi kg.107,7 lo stesso peso di ieri, ma segna ormai una tendenza inevitabile: vincerò la scommessa con Anna (una polo ed un paio di jeans griffati).

13 dicembre, sabato. Oggi è Santa Lucia, sono le 5:09; la temperatura si è abbassata, almeno fino alle 6:00 quando la sensazione è che un lieve tepore mi affianchi durante tutta la camminata. Sono le 7:09 e le mie 2 ore sono completate. Un cane di taglia medio piccola, quasi un Cirneco dell’Etna, anche nel colore, sembra aver perso la strada di casa. Mi segue per qualche minuto fino a quando, d’improvviso, scatta come una saetta verso uno yacht ormeggiato non lontano. Una cagnetta con collare da star, luccicante e rosa vivace, ritrova il suo padrone. Mi peso sono arrivato a kg. 107,4. Pensiero del giorno: ci sono uomini che sono dei cretini, ma come cretini sono dei geni.

 

Camminare. Salvatore Sulsenti, dopo una sosta causa infortunio, ha ripreso rinvigorito il suo cammino
Camminare. Salvatore Sulsenti, dopo una sosta causa infortunio, ha ripreso rinvigorito il suo cammino
Camminare. Salvatore Sulsenti, dopo una sosta causa infortunio, ha ripreso rinvigorito il suo cammino
Camminare. Salvatore Sulsenti, dopo una sosta causa infortunio, ha ripreso rinvigorito il suo cammino

2015

07 dicembre, lunedì. 12 km con passo 10. Due ore. 6 km/h. 18,45/20,45 con foto di gruppo. Comincio a muovermi. Assisto divertito alla partenza del sotto-gruppo degli “sciancati”, infortunati a vario titolo. Procedo con un passo soft, strappo 3 limoni ad un albero. Allungo il passo per raggiungere la testa del gruppo.

08 dicembre, martedì. Passo registrato 8,04. Cammino dalle 9 alle 11,30 con 15 minuti di pausa caffè con una cara amica. Incontro mia cugina e per un po’ camminiamo insieme. Perdo il bus che avrebbe dovuto portarmi a casa. Torno a piedi, ma la telefonata che ricevo risolve tutto. Mio padre impietosito da questo figlio 50enne viene a recuperarmi. A casa bevo un litro d’integratore fatto da me. Pranzo con spaghetti al pomodoro fresco, basilico e peperoncino. Sono stanco ma felice. Ci scambiamo degli sms con Inge per programmare un’uscita pre natalizia.

09 dicembre, mercoledì. Giornata trascorsa fra il laboratorio e faccende di famiglia. Sento Inge in serata, venerdì usciamo insieme per una lunga camminata. Verifico zaino e materiale da portare con me.

10 dicembre, giovedì. Mi sveglio alle 3,15 e mi faccio un caffè (così concilio il sonno). Ritorno a letto alle 4,25. Di nuovo in piedi alle 6,30 mi aspetta il dentista in ospedale. Reparto estrazione mole malconce. Tutto ok, nessun dolore. Rientro a casa. Preparo le ultime cose per domani. 4 bottigliette d’acqua così suddivise: una solo con acqua, una con acqua e sale e limone, due con acqua miele, limone e sale. Numero le bottigliette per distinguerle e per ricordarmi in quale fase della camminata dovrò bere il contenuto.

11 dicembre, venerdì. Mi sveglio alle 2,30. La sveglia è fissata alle 5,05 ma riesco ad anticiparla di qualche minuto. Prendo il primo caffè della giornata. Faccio colazione con una banana ed un succo di frutta. Prendo il secondo caffè in compagnia di mio padre. La prima cosa che faccio, prima di alzarmi, è indossare le calze ortopediche. Dovrei averne giovamento durante tutta la giornata, ho sonno. Secondo le mie previsioni e quelle di Frau Inge dovremo essere di ritorno entro le 19 (18,30 in realtà). Che giornata mi sarà dato vivere? Allo start point tutto prende corpo alle 7.00 del mattino e, al nostro ritorno, alle 18,30 circa, tutto comincia a raccontare una nuova storia. La storia di 60 km camminati chiacchierando e sorridendo. I miei ultimi km sono stati difficili. Ieri mi hanno tirato via una mola, sono pieno di antibiotici e mi sento distrutto. Ho una vescica al piede sinistro, stesso punto d'un mese fa, ma stavolta è tutto diverso. Ogni volta è tutto diverso. Gli stessi eventi nelle stesse strade con le stesse persone generano storie differenti [Verissimo! - ndr] . Ho bevuto due litri d’acqua, mangiato due mandarini, mezza tavoletta di cioccolato fondente, una zolletta di zucchero d’uva, due caffè al bar, un biscotto fatto in casa da Inge.
Invio questo sms a Maurizio: “Dopo più di 60 km camminati ed 11 ore… mi merito una pizza?” e la risposta non tarda: “Well Deserved”. Si Maurizio hai ragione. Cammino intorno alla pizzeria per circa 20 minuti in attesa che le mie gambe si sleghino e comincino a danzare. Torno a casa con la mia pizza, l’ho meritata.

12 dicembre, sabato. Oggi riposo. Raggiungo i miei compagni di merende per un saluto generale e la rituale foto. Io non cammino con loro. Inizio la lettura de “L’Arte di Correre” di Murakami Haruki.

13 dicembre, domenica. Disinfetto la vescica con la tintura di iodio. Controllo le mie estremità e fortunatamente è ancora tutto a posto. Ho dei pantaloncini modificati da un’amica sarta. Ho fatto mettere delle chiusure alle tasche laterali e cucire un taschino interno per mettere le chiavi o altro. Stamani li collaudo, hanno un bel colore azzurro intenso. Mi piace l’azzurro, mi lascio andare a questa debolezza cromatica. Taglio la mutandina interna, preferisco indossare la mia di biancheria. Certi giorni nascono raccontare una favola. Sole splendido, le mie gambe sembrano aver recuperato (dopo solo due giorni?) quasi totalmente i 60 km di venerdì. Incontro una cara amica che mi addolcisce l’anima con uno splendido sorriso. Comincio a camminare pensando a divertirmi e basta. Incontro Massino, conosciuto a giugno camminando. Lui è in bici, si ferma, ci salutiamo, la sua la sua bici, camminiamo insieme. Dopo un po’ decidiamo di fermarci al bar per un caffè. Il Sole mi bacia ed io regalo a questa giornata il mio sorriso, la mia gioia e la mia anima. Mi sento bene. Venerdì sembra lontano ma sono trascorse solo poche ore ed io sembro tornato a vivere. Ciò che di buono è successo venerdì esplode oggi, domenica. Grazie.

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16 dicembre 2015 3 16 /12 /dicembre /2015 11:58

(Running... Il Blog di Alberto Bressan Pasteo, 13 dicembre 2016) Mattinata decisamente fredda oggi nell'Alta Marca Trevigiana.
Le colline timidamente velate da una gelida foschia ed i campi nettamente imbiancati non lasciavano dubbi: temperatura sotto lo zero e la voglia di uscire a correre che latitava.
Solo dopo un'ora di auto-training autogeno (uscire o non uscire...questo é il dilemma) ho deciso di vestirmi da runner e affrontare i 21 km che mi attendevano.
Mi ci sono voluti almeno 10 minuti di riscaldamento prima di partire mentre il paese era ancora addormentato oppure attaccato al caminetto. Il percorso nei paesi limitrofi mi regala sempre grandi ricordi.
Adoro correre tra le vecchie vie di Solighetto, zone nelle quali giravo in lungo e in largo quando ero bambino e che ancora oggi riescono ad affascinarmi.
I chilometri lungo la strada che costeggia il Monte Cisa ed il Monte Villa, due colline che ho imparato ad esplorare fin da piccolissimo grazie a mio papà che era un grande camminatore e amante dei funghi.
Tra questi ricordi i chilometri si sono sommati in fretta e quasi senza accorgermene ero al 15°.
Il passo medio stabile sui 4'30''/km e le sensazioni decisamente positive. Nella parte finale, dopo un veloce passaggio nel centro di Pieve di Soligo, eccomi sulla ciclabile che porta a Barbisano con il sole ormai alto ma la brina ancora bianchissima mi faceva capire che la temperatura non era aumentata più di tanto.
Tutto era gelato, anche il rumore dei miei passi mentre chiudevo i 21 km in 1:34:00.
Domenica prossima ci sarà Guarda HM a Montebelluna che sarà un vero e proprio test verso Cittadella (Pd) ma delle impressioni che ho avuto nelle ultime settimane non credo che punterò al PB, anche se per me vige sempre la regola del "Mai dire Mai!"

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4 dicembre 2015 5 04 /12 /dicembre /2015 07:07
Camminare. I diari paralleli di Salvatore Sulsenti. Andare avanti, andare oltre
Camminare. I diari paralleli di Salvatore Sulsenti. Andare avanti, andare oltre
Camminare. I diari paralleli di Salvatore Sulsenti. Andare avanti, andare oltre

Continuano i diari di cammino di Salvatore Sulsenti, sempre in parallelo con i suoi esordi nel camminare un anno addietro (2014) e molti chili fa.
In questi giorni, Salvatore è stato rallentato nei suoi progressi da un piccolo infortunio muscolo tendineo o forse un semplice strappetto) alla gamba. E quindi le sue camminate sono brevi e prudenti. Nell'attesa di rimettersi ha sperimentato una breve seduta di "barefooting" (gimnopodismo) che gli ha consentito di scoprire delle inedite esperienze tattitli e propriocettive.
E il suo motto, come del resto un anno fa, rimane "Andare lontano, andare oltre".
Salvatore è uno che sogna di andare lontano: e i sogni rappresentano il nucleo vitale dentro ciascuno di noi.

2014

Domenica, 16 novembre. Ogni nuovo giorno mi appresto a scoprire una nuova storia ed ogni volta che comincio mi chiedo sempre cosa succederà. Sono le 5:09 e decido di andare: è una bellissima tiepida mattinata che è un invito a non fermarmi. Alle 5 e 30 noto tre ragazze che, dandomi le spalle, guardano il mare e magari aspettano l’alba, da lì a poco più di mezz’ora. No, decisamente no. Stavano fotografandosi, l’un l’altra. Ritorno dopo circa venti minuti ed erano andate via, perdendosi l’alba a cui, forse, non erano affatto interessate. Percorro 300 metri e noto un pettirosso per terra, mi avvicino, magari dorme. Lo tocco con attenzione e si sveglia ma non va via. Mi salta sulla mano, mi sollevo e lo accarezzo più volte e poi vola via, non lontano. Resta lì a 30 metri circa. Mi allontano non credendo a ciò che mi è appena accaduto. Dopo circa 50 metri mi volto sperando chissà cosa mentre il pettirosso diventa solo un puntino scuro disegnato per terra. Ripercorro lo stesso tragitto e ritrovo il pettirosso. Un furgoncino degli operatori ecologici lo ha schiacciato. Continuo a camminare con l’amaro in bocca. Alla mia sinistra due fidanzati si fotografano a vicenda: e siamo attorno alle 6 e 15. Buona parte del tratto interno del porto è occupato dai partecipanti ad una gara di pesca sportiva. Proseguendo due yorkshire, piccoli e spelacchiati come dei topolini, mi vengono incontro. Uno dei due aspiranti cani mi si piazza di fronte: mi fermo per accarezzarlo e lui mi lecca la gamba. Si avvicina il proprietario, un signore - credo tedesco - che mi saluta divertito. E pensare che c’è chi si perde tutto questo, c’è chi sta ancora dormendo. Oggi ho anche capito perché ho cominciato a camminare: perché voglio fermarmi. Torno a casa, mi peso kg.107,9 ben 12 chili e 300 grammi di calo ponderale.

Lunedì, 17 novembre. Dalle 5:10 alle 7:10 due ore di camminata sul mio tragitto solito. Alle 5:15 incrocio una pattuglia della Guardia di Finanza. Più tardi, ancora buio, scorgo un airone - almeno credo - che stava appollaiato su una zampetta, vola via appena mi avvicino. Tuti i bar chiusi, per ferie e per riposo settimanale. La piazza è presidiata da un anziano che, coperto come se fosse al Polo, legge dépliant pubblicitari di supermercati. Mi fermo un minuto per accarezzare un cucciolo di Labrador che accompagna il suo padrone. Il piccolo ne approfitta per giochicchiare e leccare la mia mano. Per la prima volta negli ultimi tre mesi vedo le luci accese all’interno di un motoscafo, ormeggiato alla fine del mio percorso all’interno del porto. A casa mi peso: kg.107,6 e non è stato facile. La mia bilancia, anche stamani, fa i capricci. Prima 107,9 e poi 107,2. Transitando da 107,6. Alla fine dopo quattro pesate consecutive tutte uguali decido che il mio peso di oggi è kg.107,6.

Martedì, 18 novembre. 5:10 – 7:10 due ore, le mie due ore sono passate, come un soffio, anche oggi. Come ogni giorno, una nuova storia da raccontare. Che la colazione sia - o dovrebbe essere - il pasto principale della giornata è cosa ormai consolidata. Ma cominciare, all’alba, con pane e mortadella mi sembra quanto meno insolito. Quasi tutte le mattine incrocio due operai edili che, seduti a ridosso della spiaggia, fanno colazione con panini che irradiano odori degni di un ben fornito pizzicagnolo. Pane e mortadella l’uno e pane salame l’altro. Chissà cosa berranno. Trovo per terra un cappuccio bianco di lana con il logo di “Hello Kitty”. Dalle dimensioni doveva essere il copri capo di una bambina di 2 o 3 anni, copri capo che metto in bella mostra sulla pianta davanti un ristorante nella speranza che venga notato dai legittimi proprietari. Quest’alba si tinge d'un viola vivido, brillante che si espande velocemente. Mi peso e stavolta la mia bilancia sembra esitare ma si decide e mi da il responso: kg. 108,1.

Mercoledì, 19 novembre. ascolto Barry White mentre, in auto, da casa arrivo al porto. Ho un CD di Barry White che mi accompagna da tantissimi anni e soprattutto mi rammenta che questo cantante è venuto a mancare alla stessa età, 58 anni, di mia madre nello stesso mese ed hanno (mi pare di ricordare). Appena arrivo al piazzale dove sono solito lasciare l’auto trovo i Carabinieri ad aspettarmi, in realtà stavano solo controllando un vecchio camion rosso. Comincio a camminare alle 5:04 pensando alla partenza di venerdì 21. Ascolto Radio DJ con l’auricolare e mi diverto con le telefonate degli ascoltatori. Alcune di queste chiacchierate radiofoniche sono decisamente esilaranti e mi fanno compagnia mentre vado avanti, anzi mentre vado incontro ad una nuova alba. Appena iniziato a camminare mi sono subito chiesto cosa avrà da dirmi questa giornata. Quattro operai, abbigliamento sporco di cemento e calce, l’uno accanto all’altro, a fare cosa? A godersi il Sole che stava per dare vita a questo mercoledì. Due cani, uno nero ed uno marrone, giocano rincorrendosi sull’erba di un’aiuola del porto, come fossero dei bambini. Una compilation di Radio Kiss Kiss mi porta alle 7:04 con la confortante conferma di aver vissuto un’altra nuova storia. Comincio a pensare che camminare sia solo una scusa. Concludo le mie 2 ore camminando bene ed anche se le mie gambe sembrano aprirsi, sento più forte lo stimolo ad andare avanti, ad andare oltre. Raccolgo due barattoli di sabbia proprio davanti alla Casa del Commissario Montalbano come souvenir per Anna (a ricordo del suo primo viaggio in Sicilia) e di Domitilla a ricordo di V.
Arrivo a casa e mi peso senza patemi ed incertezze degli ultimissimi giorni:kg.108,1 ed anche oggi è fatta.

Giovedì, 20 novembre. Inizio alle 5:06 per concludere, dopo due ore, alle 7:06. Comincio a camminare e subito mi appare la Luna come se fosse una virgola luminescente su una tavolozza nera. Stamani, ho l’impressione che sia tutto più scuro ed il nero sembra particolarmente intenso. Fortunatamente dopo un’ora il nero si trasforma in blu, che degrada man mano, cammino verso Est. Un cucciolo di razza non ben definita appena mi vede, esita solo un attimo, attraversa la strada e mi si lancia addosso strappandomi l’auricolare. Lo accarezzo per un minuto ed il cucciolone gradisce tantissimo, ma la strada è impietosa ed esige il mio tributo, continuo a camminare. Dopo circa 10 minuti incontro una anziana coppia, mal messi in salute, che portano a spasso un pastore tedesco bellissimo. È la Giornata mondiale del camminatore generoso ed elargisco coccole e carezze ad un cane che, dolcissimo nello sguardo, vorrebbe certamente correre senza guinzaglio per tutta la spiaggia. Finisco di camminare ed incontro altri cani, ma stavolta niente carezze per nessuno ho la bilancia che attende. Appena in casa caffè con mio padre, anzi due caffè, doccia di rito dopo aver messo dei panni in ammollo. Mi peso e sono a kg.108,6 forse pagando il prezzo di un mega panino gustato davanti la TV ieri sera.

21/26 novembre. Partenza per Rovellasca (CO) e ritorno. Ritrovo degli amici Anna e Carlo che mi ospitano, i membri del CAI di Rovellasca e soprattutto rivedo Domitilla, dopo venti anni. Sono stati giorni di tranquillità, pieni di sorrisi circondato da persone affabili.

Salvatore Sulsenti

2015

16 novembre, lunedì. Oggi altra giornata di riposo meditativo e soprattutto cautelativo. Giro a zonzo per le vie del paese per ricordarmi il sapore della strada. Ho ancora un leggero indolenzimento alla gamba. Sempre la destra. Nel tardo pomeriggio faccio un ECG (un elettrocardiogramma) di controllo. Sul referto è stato scritto: bradicardia sinusale (56 BPM), ECG ai limiti della norma. Il cardiologo mi tranquillizza e mi dice che va tutto bene. Se lo dice lui…

17 novembre, martedì. Stilo un elenco preparatorio del materiale necessario per la mia prossima uscita. Per quanto sia possibile, non bisogna lasciare nulla al caso. Accompagno mio padre in ospedale per gli esami preparatori ad un intervento di cataratta. Passeggio per i corridoi dell’ospedale per alcuni chilometri, avanti ed indietro, assistendo ai micro-romanzi di vita che ignari pazienti, che incrocio per i reparti, mi raccontano non volendo. Mi soffermo davanti ostetricia e ginecologia. Circa venti persone in attesa di far visita ai loro cari. Resto a guardare divertito e lasciando andare la mia mente ad immaginarmi prossimo neo-papà in attesa di entrare. Ricevo la telefonata di Maurizio che ascolto sempre con piacere ed attenzione, avido come sono di buoni consigli. Rientro a casa, uscitone alle 7:30, alle 13:32.
Mi rilasso in serata guardando “La Gang del Bosco” divertente film d’animazione.

18 novembre, mercoledì. Ulteriore giorno di riposo, nulla da dichiarare.

19 novembre, giovedì. Faccio visita al mercato del paese. Acquisto semi di sesamo e di lino (mischiati e macinati vanno ad arricchire yogurt, minestre ed insalate). In serata ricevo la telefonata di Inge. Piacevole conversazione intrisa di consigli e dritte su come camminare, sulle dimensioni del mio zainetto, sulla mia gamba e soprattutto sui nostri progetti a breve e a lungo termine. Ho provato un integratore fatto in casa, niente male sia il sapore che il risultato. Ecco gli ingredienti: 3 cucchiaini da te colmi di miele biologico, 2 cucchiaini da caffè rasi di sale dell’Himalaya (regalo di Inge), 1 limone medio grande spremuto, mezzo litro d’acqua. Miscelare il tutto e bere quando serve. Il sapore è delicatamente sapido con dolci note di sottofondo.

20 novembre, venerdì. A piedi mi dirigo in campagna. Raggiungo mio padre, indaffarato con le sue piantine. Mi dedico ad una seduta di barefooting per circa un’ora o poco più. Il terreno è arato da più di una settimana e nonostante le piogge è tuto asciutto. Cerco di scansare le ortiche. Cammino con attenzione. Comincio a muovermi su un cumulo di ghiaia, sento le mie estremità sollecitate da mille sassolini, continuo per alcuni minuti facendo avanti ed indietro. Cammino sulla nuda terra, il cui fondo é reso pesante dal Sole e dalla temperatura quasi primaverile del periodo. L’erba sotto i carrubi è fresca e ne approfitto per dare sollievo e pulire i miei piedi imbiancati dalla ghiaia. Mi riprometto di creare un percorso lungo il confine della proprietà di mio padre, poco più di 400 metri ma sufficienti per continuare l’esperienza del Barefooting. Mi rimetto le scarpe… che sollievo. Lacero la pelle di vecchie vesciche, mi creo delle piccolissime lesioni ma sono soddisfatto. Da rifare, decisamente. Non potrò che giovarmene. Le mie calze ortopediche sono pronte, in due versioni (una pesante ed una più leggera). Gambaletto che arriva appena sotto il ginocchio. Decido di andare a Marina di Ragusa a camminare. Giornata leggermente ventilata, temperatura piacevolissima. Si respira un clima quasi estivo. Continuo a muovermi sul mio percorso ma dopo un’ora la mia gamba si fa risentire. Niente da fare, ancora riposo. Meglio non forzare ed ascoltare il mio corpo. Scendo in spiaggia per fare qualche metro sulla sabbia, per il fondo più morbido e perché mi va. Decido, faccio il bagno. Resto in mutande: oddio, che spettacolo la mia abbronzatura! Nuoto e mi rilasso. Sono soddisfatto. Il tratto dalla spiaggia all’auto, circa 600 metri di asfalto, lo percorro a piedi nudi (barefooting on the road). Mi sento bene. Quando mi lascio andare, mi sento bene. Alcuni compagni di camminate mi fanno visita al laboratorio e qui non si cammina.

21 novembre, sabato. Sveglio dalle 3:09 mi metto al PC dopo aver fatto il caffè. Scrivo, leggo e decido di uscire a camminare con il gruppo di “Siemu a Peri” con molta moderazione ed attenzione per la mia gamba.
Nulla da fare dopo 5 minuti sono costretto a fermarmi, la mia gamba urla. A casa.

Camminare. I diari paralleli di Salvatore Sulsenti. Andare avanti, andare oltre

E' successo tutto oggi. Camminata sulla ghiaia, sulla nuda terra, in acqua, ho fatto l'ultimo bagno della stagione e mi sono divertito un mondo.

Salvatore Sulsenti (20.11.2015)

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1 dicembre 2015 2 01 /12 /dicembre /2015 07:13
Cento km dei Due Mari 2015 (1^ ed.). Buona la prima per quanto appesantita dal maltempo e con qualche pecca organizzativa. Vincono Federico Borlenghi e Cinzia Sonsogno

Un totale di 70 atleti circa (di cui sette le donne) hanno partecipato alla 1^ edizione della 100 km dei due Mari, (organizzata dalla ASD AVIS Podistica Curinga) con partenza da Curinga (Catanzaro) alle 8.00 del mattino del 28 novembre 2015 e ritorno a Curinga dopo il giro di boa al 50° km a Squillace sul versante ionico della Calabria.

Tempo massimo regolamentare per completare la distanza complessiva è di 18 ore.

Una delegazione di atleti della Sicilia, tra i partecipanti, ha corso, dedicando la propria fatica a Giordana, la giovane donna di Nicolosi (CT) - ballerina e madre - recentissima vittima del femminicidio.

La vittoria della gara maschile è andata a Federico Borlenghi (Marathon Cremona) con il crono di 8h25'09, mentre tra le donne è stata la siciliana di Capo d'Orlando (Messina) Cinzia Sonsogno (ASD Podistica Capo d'Orlando) a tagliare per prima il traguardo in 11h45'47.

In totale sono stati 44 i finisher di questa prima edizione (di cui 6 le donne classificate dentro il tempo massimo). La selezione è stato forte, anche ca causa delle avverse condizioni meteo.
Molti atleti hanno riscontrato delle carenze nella logistica della gara, con posti di risotro (che avrebbero dovuto essere spaziati ogni 5 km) mal gestiti e scarsamente presidiati.

Occore dire qui che si è trattato di una prima edizione e nei confronti degli organizzatori, prima di emettere pesanti e rancorosi giudizi, bisogna avere clemenza e comprensione 
Lo sforzo logistico nell'organizzare una 100 km in linea, come è stata questa, è notevolissimo. 
E una valida organizzazione della logistica di gara non si può realizzare efficacemente se non si ottiene un buon supporto da parte delle organizzazioni locali, come accade nella blasonata 100 km del Passatore, in cui vengono mobilitati oltre 500 volontari. Oppure, si può sopperire con posti di ristoro volanti, in mancanza di quelli fissi regolarmente situati ogni 5 km.
Una prima edizione serve sempre per calibrare le azioni da mettere a punto successivamente e per vagliare i punti di criticità: non c'è mai stata gara sulle ultradistanze che sia nata in modo perfetto e chi ne affronta una alla sua prima edizione deve essere ben consapevole del suo ruolo in qualche misura "pionieristico" (e di conseguenza dovrebbe arrivare a partecipare prudenzialmente attrezzato).
I pionieri hanno appunto questa funzione: e ciò che manca alla macchina organizzativa deve essere in qualche misura attenuato dall'entusiasmo, dalla passione e dalla consapevolezza di essere i primi a percorrere una nuova strada e ad aprire una tradizione.

Per completezza, si precisa che, il 7 novembre scorso, i Giudici misuratori della Fidal hanno misurato e omologato il percorso di gara.La 100 km dei due Mari, oltre ad essere stata valevole come prova del Grand Prix IUTA 2015, ha ottenuto il riconoscimento del Bronze IAU Label, con la conseguente validazione dei risultati ottenuti dagli atleti nelle statistiche internazionali.

Classifiche

Pos. Pett. Cognome Nome Societa' Naz. Cat. Tempo

1 5 BORLENGHI FEDERICO (MARATHON CREMONA) ITA SM35 08:25:09

2 31 IADEMARCO ANGELO PODISTICA AVIS CAMPOBASSO ITA SM 09:17:26

3 2 ACTINS JANIS LSC LTU SM40 09:22:10

4 19 DESTEFANI STEFANO HOBBY MARATHON CATANZARO ITA SM45 09:45:52

5 44 PARISE MARCO GRUPPO MARCIATORI GORIZIA ITA SM40 09:53:33

6 39 MONACO SANTO ASS. POL. DIL. PLACEOLUM ITA SM45 09:57:41

7 62 SIMONE ROCCO POD. S. GIOV. A PIRO G. POLICASTRO ITA SM45 10:44:58

8 4 BOIANO ROBERTO ASD RUNNING TELESE TERME ITA SM45 10:59:34

9 68 ZINGARO LORENZO AS AMATORI PUTIGNANO ITA SM40 11:15:34

10 49 PIETRARCA PASQUALINO ATLETICA MOLISE AMATORI ITA SM45 11:28:59

Donne

# 63 SONSOGNO CINZIA ASD PODISTICA CAPO D'ORLANDO ITA SF40 11:45:47

# 15 CIFALI ELENA ASD ATLETICA SICILIA ITA SF40 12:07:20

# 45 PARRILLA IOLE ASD RUNNERS BARBERINO ITA SF40 12:37:38

 

Le classifiche complete sono consultabili su Timing Data Service

Ed ecco, ancora a caldo, solo a distanza di poche ore dalla fine della sua corsa, le impressioni di Elena Cifali, sull'esperienza appena portata a termine.

Cento km dei Due Mari 2015 (1^ ed.). Buona la prima per quanto appesantita dal maltempo e con qualche pecca organizzativa. Vincono Federico Borlenghi e Cinzia Sonsogno
Cento km dei Due Mari 2015 (1^ ed.). Buona la prima per quanto appesantita dal maltempo e con qualche pecca organizzativa. Vincono Federico Borlenghi e Cinzia Sonsogno
Cento km dei Due Mari 2015 (1^ ed.). Buona la prima per quanto appesantita dal maltempo e con qualche pecca organizzativa. Vincono Federico Borlenghi e Cinzia Sonsogno
Cento km dei Due Mari 2015 (1^ ed.). Buona la prima per quanto appesantita dal maltempo e con qualche pecca organizzativa. Vincono Federico Borlenghi e Cinzia Sonsogno

(Elena Cifali) È stato un successo! Gara finita, conclusa, volata via in un lampo, anzi in 12 ore e 7 minuti.
100km sono tanti, sono un viaggio incredibile che porta ad esplorare ogni più piccola particella dell' essere, eppure se le gambe girano e la testa fa il suo dovere, volano via in un momento.
Un tempo inclemente ci ha accompagnati fin dai primi momenti: pioggia battente, freddo, vento contrario, tutto faceva presagire una gara difficile. 3000 mt di dislivello positivo, per non contare quello negativo che ci spaccava letteralmente le ginocchia. Sono arrivata al traguardo intermedio dei 50 km senza quasi rendermene conto, correndo ininterrottamente con passo allegro e spedito.
50 km in 5 ore esatte. Iniziano qui le soddisfazioni.
Poi il vento, forte, contrario che gelava e tagliava. La salita ripida, che non lasciava scampo.
Ho cercato di mettermi dietro l'amico Nino perché le raffiche mi sbilanciano facendomi perdere l'equilibrio, ma nulla, non si capiva da dove arriva, sembravamo dentro un vortice!
Al 60° km le emozioni prendono il sopravvento e piango! Il pianto arriva sempre nelle Ultra, mi ricorda quando poco vale l'essere umano al confronto con il mondo intero.
Accarezzo la spilletta con nome di Giordana mentre asciugo le lacrime.
Mi riprendo e continuo a correre dove posso e camminare dove non posso.
Sto ancora bene e cerco restare vigile nonostante la stanchezza. Il buio avanza, ci ingoia, non vedo nulla, non gli alberi, non la strada né le sue buche. La strada diviene una minaccia, riesco a correre solo tenendo la lampada in mano piuttosto che sulla fronte.
Vicino a me Adriano, un nuovo amico di Torino.
Ogni gara porta con sé un volto, questa gara ha il suo!
Gli ultimi 20 km sono un calvario: pochi ristori, poca luce, tante insidie, eppure io, Adriano e Nino avanziamo senza indugio.
Ho fame! Tanta fame, praticamente svaligio il ristoro dell'85 km: crostata, mandorle, parmigiano e un bicchiere di brodo caldo che mi rimette al mondo.
Tornano le forze e la voglia di finire! Si corre! Adesso è quasi fatta: 15 km di risate, silenzi, concentrazione. Nino ci precede di qualche secondo, io e Adriano restiamo l'uno di fianco all'altro. Gli prendo la mano e tagliamo il traguardo come vecchi amici, un abbraccio forte al di là del gonfiabile suggella il nostro tempo:12h7', quasi 2 ore meno che alla 100 km del Passatore di maggio scorso.
Sono felice, anzi, siamo felici!

Elena Cifali

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1 dicembre 2015 2 01 /12 /dicembre /2015 06:51
Firenze Marathon 2015 (32^ ed.). Marinella Barbagallo ha corso per inseguire i suoi sogni

Il 29 novembre 2015 si è svolta la 32^ edizione della Firenze Marathon, da sempre una delle più amate dagli Italiani, con oltre 10.000 alla partenza e con circa 8200 finisher di 60 nazionalità diverse (il contingente più numeroso - 1824 atleti - costituito com'è ovvio dalla gente di Toscana che sempre generosamente risponde all'appello).
Molti i Siciliani presenti e, tra questi, la ragusana Marinella Barbagallo che ha corso qui "per inseguire i suoi sogni".
Molti podisti scelgono un proprio motto personale che fanno imprimere su T-shirt e canotta. E quello di Marinella Barbagallo è appunto questo: "Io corro per inseguire i miei sogni".
E quando si seguono i sogni, anche se accidentalmente si cade, ci si rialza e si prosegue.

Firenze Marathon 2015 (32^ ed.). Marinella Barbagallo ha corso per inseguire i suoi sogni
Firenze Marathon 2015 (32^ ed.). Marinella Barbagallo ha corso per inseguire i suoi sogni
Firenze Marathon 2015 (32^ ed.). Marinella Barbagallo ha corso per inseguire i suoi sogni
Firenze Marathon 2015 (32^ ed.). Marinella Barbagallo ha corso per inseguire i suoi sogni

(Marinella Barbagallo) Corro per inseguire i miei sogni... E ieri, 29 novembre 2015, uno dei miei sogni l'ho raggiunto!
La mia preparazione in vista dell'impegno con la Maratona di Firenze è stata tormentata da una periostite che voleva impedirmi di partecipare, ma ho vinto io e alle 9.15 di domenica mattina ero allo start pronta a partire e a correre bene...
Lo sparo e si parte!
Sono nell'ultima griglia, ma so che nonostante il rallentamento iniziale raggiungerò' il mio obiettivo, perché lo voglio con tutta e stessa!
Ce la farò ne sono certa...
Supero centinaia di persone (siamo più di 10000) e raggiungo il primo ristoro, poi il secondo ed il terzo.
Senza nemmeno rendermene conto ho percorso 15 km.
Incontro Salvo [Piccione, da Marsala, ndr], e che ridere! Ci scattiamo un selfie, mentre corriamo: ma poi io vado avanti.
Mancano ancora tanti km all'arrivo perché 42 sono veramente tanti, ma la strada dietro di me si allunga e quella da affrontare è sempre meno.
Sto bene non sento fatica o stanchezza solo gioia e felicità per essere li.
La folla numerosa ai lati della strada mi incita dicendomi "Vai-Vai" e io vado come un treno.
Mi godo ogni attimo, ogni chilometro e tutto attorno a me è solo festa.
Arrivo in piazza della Signoria, siamo al 35° km: ormai è fatta il traguardo è vicino e io sto ancora bene, nessun muro dei 30 o dei 35 ha ostacolato la mia corsa.
Centinaia di persone mi invitano ad andare avanti ed io ringrazio, salutando e sorridendo a tutti; tutt'intorno regna un'atmosfera magica e surreale, ma inciampo e cado a terra.
Resto giù incredula e dolorante, ma la gente mi incita ad alzarmi e a continuare e così faccio!
Mi rimetto in piedi e riprendo a correre più forte di prima verso il traguardo.
Gli ultimi 100 metri sono duri, ma con le lacrime agli occhi taglio il traguardo.
Eccolo il mio sogno realizzato: la medaglia è mia!

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23 novembre 2015 1 23 /11 /novembre /2015 05:10

(Pasteo Runners - Alberto Bressan) Domenica 22 novembre 2015, ad Ormelle (TV) si é corso la marcia podistica "Madonna della Salute tra Piave e Lia", sulla distanza di 12 chilometri.
Le prime sensazioni hanno fatto presagire una organizzazione un po' grossolana. Già al momento delle iscrizioni molti non avevano nemmeno capito dove fosse il banco delle iscrizioni presso il bar della Pro Loco mentre la zona dello start sembrava essere uno dei segreti di Fatima.
A parte gli scherzi diciamo che il gruppo organizzatore avrà modo di migliorare di sicuro ed io, come credo tutti i podisti presenti oggi, glielo auguro di cuore.

Con Riccardo Uramonti anche in questa occasione per rincorrere ancora i famosi 4'/km sulla distanza di 12 km e dopo 15' di riscaldamento eccoci nella zona della partenza. Il via con i podisti più veloci che già nei primi 500 metri iniziavano a fare la differenza.

Io e Riccardo ci siamo subito stabilizzati sui 4'/km ma dopo il primo velleitario chilometro ci siamo accorti che non sarebbe stato facile tenere quel passo fino alla fine. Qualche tratto tra i campi ci ha fatto perdere il ritmo, ma é solo una scusa per non dire che l'andatura tendeva ad essere altalenante.
Uramonti invece sembrava stare meglio di me ma, nonostante ciò, non ha voluto avanzare, mentre ai ristori non si trovava un bicchiere pieno ma i volontari attendevano di persona in persona chiedendo anche :"Acqua o aranciata?".

 

Per leggere il post sino alla fine segui il link

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  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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