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8 ottobre 2015 4 08 /10 /ottobre /2015 02:20
Camminare. Continua l'avventura di Salvatore Sulsenti
Camminare. Continua l'avventura di Salvatore Sulsenti
Camminare. Continua l'avventura di Salvatore Sulsenti

Continua l'avventura di Salvatore Sulsenti, nel suo lungo e lento percorso di avvicinamento alla 100 km del Passatore che egli è sempre più intenzionato a sperimentare alla luce delle sue nuove - entusiasmanti - esperienze ed anche del fatto che egli , man mano, vada acquistando fiducia nelle proprie possibilità. Ma nello stesso tempo, Salvatore si rende conto che deve lottare contro i principali nemici della determinazione e della "vision" diun simile progetto che sono la mancanza di volontà e la perdita di entusiasmo.
Ma anche il confronto con questi "diavoletti" interiori diventa bagaglio indispensabile dell'esperienza formativa per una camminata/corsa sulle lunghissime distanze, tenendo conto che, in un percorso parallelo, occorre forgiare verso una maggiore "resilienza", non solo il corpo, ma soprattutto la mente.
Vediamo di seguito i suoi progressi, così come le sue battute d'arresto o la sensazione di avere girato a vuoto, attraverso la lettura del suo pensoso diario giornaliero.
E siamo già entrati nel mese di ottobre: Salvatore Sulsenti si accorge, facendo un po' di conti che, dal 25 luglio 2014 (quando ha iniziato a camminare, ma ancora senza aver concepito il progetto del Passatore), ha già percorso quasi 4000 km. E non guasta, di tanto in tanto, fare un po' di bilanci e di conti, tanto per quantificare la grandiosità della propria impresa.
Un passo dopo l'altro si arriva veramente molto lontano, facendo nel frattempo tante piccole scoperte, alcune dele quali assolutamente imprevedibili. Casi di serendipity quotidiane, ma anche di un acuirsi del mondo dei sensi e delle percezioni di pari passo con il processo di adattamento corpo e mente ad una quotidiana fatica: "...ho camminato, ascoltando un mondo muoversi attorno a me".

Camminare. Continua l'avventura di Salvatore Sulsenti

28 settembre, lunedì, è corretto dire, in italiano, che il tempo è messo male ad indicare le avverse condizioni metereologiche? Dilemmi d’inizio settimana e di una giornata di riposo figlia della scarsa volontà personale. Ricevo la telefonata dell’officina ortopedica, le mie scarpe nuove sono arrivate e finalmente si camminerà sul serio. Con la telefonata il mio umore migliora nettamente e mi sento come quel bambino che riceve la bici nuova, solo che io di quel bambino potrei essere il nonno.

29 settembre martedì. Controllo il meteo per tutta la settimana, esito non incoraggiante. Pioggia in arrivo. Anche se mi sono convinto che camminare con condizioni avverse aiuti a migliorarmi sia fisicamente che interiormente [Esatto! Bisogna sperimentarsi nelle condizioni più avverse - NdR]. Mi decido e vado, sono le 16:30 ed inizio a muovermi con 31°, temperatura affatto spiacevole. Mi fermo alle 18,00 e mi spoglio delle vesti da lupo solitario per rimettere il “costume” da camminatore sociale fino alle 20:15.
Camminare in gruppo è come leggere uno spartito. Lo spartito è lo stesso ma la musica è diversa, ma sempre musica è.
Mi diverte assistere a questo concerto e partecipo anche ad un allungo con 4 compagni di merende, trascurando - ahimè - il resto del gruppo. Due “disertori”, Michele e Graziella (marito e moglie), hanno improvvisato un cake party (dolcetti al cocco e ciambelline fritte) ed acqua fresca (ma non era meglio un Passito di Pantelleria?).
Alla fine della camminata ho molto apprezzato la gentilezza dei miei due amici che hanno coccolato tutti. Camminare con l’ASD Siemu a Peri di Marina di Ragusa è anche questo.

30 settembre mercoledì mi lascio vincere dalle nefaste previsioni metereologiche e dalla mia scarsa volontà e riposo. Mi convinco che per migliorare i risultati delle mie “passeggiate” anche l’alimentazione debba fare la sua parte. In realtà, mi scopro quasi vegetariano e nella mia dispensa non mancano cereali integrali, legumi, semi di sesamo (per il Calcio), di lino (per l’Omega3), e, di rado, semi di zucca e girasole. Aggiungo, ma solo di tanto in tanto per via dell’elevato costo, le mandorle (ma anche noci, anacardi, arachidi).
Non manca sulla mia tavola frutta (soprattutto banane, ricche di potassio), yogurt (ai quali aggiungo crusca d’avena o di grano), minestroni, verdure fresche. Mi concedo due uova la settimana e formaggio quando ne ho voglia.
Quando ho un attacco di fame nervosa mi do alla soia (fagioli di soia gialla lasciata in ammollo per una notte, sbollentata per pochi minuti, lasciata a freddare in pentola, poi salata con sale allo iodio). La carne rossa e quella di maiale non la mangio da 8 o 9 mesi (fatte rarissime eccezioni). Solo di tanto in tanto carne di tacchino o pollo.
Cerco di prendermi cura del corpo e quando posso dell’anima. Oggi ho fatto un bilancio. Dal 25 luglio 2014 ad oggi, ho camminato per 310 giorni, per 663,55 ore, percorrendo 3983,5 km, perdendo più di 25 kg.
Ho camminato a ferragosto per 4 ore, ho camminato con 42° ed anche con 10°, ho camminato sotto la pioggia leggera e sotto un temporale, ho camminato con la grandine, che ti bagna meno della pioggia ma ti colpisce come con piccoli schiaffi.
Ho camminato ascoltando la mia musica e soprattutto ho camminato ascoltando un mondo muoversi intorno a me.

Ottobre 2015.

1° ottobre giovedì. Tempo incerto, piogge sparse sul territorio, camminata di stamani svanita. Secondo tentativo di uscita intorno alle 17 svanito. Terzo tentativo alle 20, niente da fare. Desisto nervosamente.

2 ottobre venerdì. Ricevo l’invito della signora Inge per una camminata di 10 ore per lunedì. Avrei voluto accettare subito ma rientro il lunedì sera da un viaggio e camminare per tutta la notte non è possibile. Martedì è la controproposta della signora Inge che devo rimandare a mercoledì. Aspetto una risposta e stiamo a vedere. Io camminare 10 ore insieme a chi ha corso in 4 edizioni del Passatore? Un onore ed un tributo di stima personale. La camminata si fa lunedì, anzi no. Rimando ulteriore a venerdì 9 c.m. e per me va bene.

3/4 ottobre. Tra sabato e domenica è tempo per un week-end in trasferta per una visita ai miei nipoti. Mi ripromettevo di camminare (il mio zainetto non mi abbandona mai) ma nulla da fare. Rientro a casa, doccia e qui faccio una scoperta tardiva. Il mio tappetino lo utilizzo al contrario (ormai da diversi mesi), cioè con le ventose rivolte verso l’alto. Sfrego i miei piedi su queste ventose. Un’azione che in realtà si rivela essere un prodigioso massaggio plantare. Mi prendo la briga di contare le ventose (durante la doccia, il ché non depone a mio favore) e sono ben 120 piccole dita che mi “solleticano energicamente” . Da consigliare.

 

 

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Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (Salvatore Sulsenti) - in Camminare Racconti di gara e tributi personali
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7 ottobre 2015 3 07 /10 /ottobre /2015 05:58
"È trascorso un anno da allora. Quella gara non la dimenticherò mai, così come non dimenticherò i sentimenti che provai di gioia e soddisfazione..."

"È trascorso un anno da allora. Quella gara non la dimenticherò mai, così come non dimenticherò i sentimenti che provai di gioia e soddisfazione..."

Salgo.
Scendo.
Cado, dapprima sedendomi letteralmente, poi di fianco graffiando le mani.
Mi rialzo, corro, cammino, canto, rido ... sempre !
Il trail è così, è come stare sulle montagne russe, è come bere troppa birra e sentire girare la testa.
Il trail è quel fiume che scorre sotto di te, è il bosco con l'odore di funghi.
È attraversare il paese e sentire il profumo di cucina e dei panni stesi al sole.
Il trail è correre per chi ci riesce e camminare per chi come me la prende con calma.
Il trail è passare il traguardo e tuffarsi tra gli amici a scherzare dei propri dolori.
Chiacchiero tanto, lo so, ma alle chiacchiere aggiungo sempre i fatti, i miei !
La famiglia Etna Trail si è unita un'altra volta ieri, tutti belli, fieri, orgogliosi e forti.
Si vive di passioni, e quando le passioni sono così forti soddisfarle diventa magia ...

Elena Cifali

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Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (Elena Cifali) - in Racconti di gara e tributi personali Trail. Circuito Ecotrail Sicilia 2015
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1 ottobre 2015 4 01 /10 /ottobre /2015 17:42
Quella che segue è la storia di un libro trovato casualmente lungo un Cammino di Elena Cifali. E' proprio vero che i libri vengono a noi e che sono loro a cercarci e ad attirare la nostra attenzione. Mai che accada al contrario, anche quando siamo certi al cento per cento di avere pilotato le nostre scelte, ci sbagliamo profondamente. Nulla accade per caso.

Quella che segue è la storia di un libro trovato casualmente lungo un Cammino di Elena Cifali. E' proprio vero che i libri vengono a noi e che sono loro a cercarci e ad attirare la nostra attenzione. Mai che accada al contrario, anche quando siamo certi al cento per cento di avere pilotato le nostre scelte, ci sbagliamo profondamente. Nulla accade per caso.

(Elena Cifali) Quando caricai lo zaino per partire decisi che nessun libro vi avrebbe preso posto.

La decisione fu insolita per me che ovunque vado mi faccio far compagnia da una buona lettura.

Eppure, stavolta no, lo zaino era già di per se troppo pesante e piuttosto che riempirlo avrei voluto svuotarlo d’un fardello che porto addosso da troppo tempo oramai.

Deciso, parto leggera!

Il Cammino per le Vie Storiche di Sicilia sarebbe dovuto essere un libro non scritto fatto delle storie di tutti coloro che vi avrebbero preso parte. La storia dell’amico ingegnere, quella della guida, del vigile urgano, della psicologa, del disoccupato, dello studente universitario, insomma, la storia la stavamo scrivendo noi.

Ma… c’è quasi sempre un “ma”!

Il Cammino ti dà ciò di cui hai bisogno

Il sole troppo caldo, il sudore che scorre, gli occhi abbagliati dalla luce, le gambe stanche, i piedi doloranti, 50 e 50 e 50 chilometri ancora da percorrere … è tutto così emozionante, tutto così fortemente stancante. Attraversiamo chiacchierando una strada di campagna, poche case, nessuna anima ad accoglierci. La terra rossa, arida, chiede pietà e implora acqua.

Sul ciglio della strada, tra sterco di mucca e tracce di pneumatici passati e diretti chissà dove, li vedo abbandonati malamente, uno sopra l’altro, come amanti insaziabili: i libri!

Potrebbe essere un miraggio, cosa ci fanno due vecchi libri in mezzo alla campagna?

Non lo saprò mai, ma so che il Cammino mi dà sempre ciò di cui ho bisogno.

Gli altri sono avanti, accanto a me solo Nino, il suo passo mi accompagna e la sua allegria mi conquista.

Mi chino, li raccolgo, li tocco, li rimetto in ordine, li spolvero, poveri libri. Chi può averli messi sul mio Cammino e perché? Non trovo risposta, trovo solo la voglia e il coraggio di portarli sulle mie spalle, dentro il mio zaino.

E diventano miei. Ancora una volta, l’ennesima volta, dei libri si sono fatti trovare sulla mia strada.

Tornando a casa li ripulisco senza riuscire a levare completamente l’odore di campagna, di vissuto, di vita che portano d’appresso, di passato che mai conoscerò.

Li tocco disegnandone i contorni, ne scelgo uno e inizio a leggere ….

Lo Stoppino che fumiga” di Cesare Zavoli.

L’autore avverte: è una storia triste, e coloro che la leggeranno ne trarranno un senso di pena per le vicende narrate. Storie di ragazzi tormentati nell’infanzia e nell’adolescenza malata, la storia di una maestrina e di un dottore sul finire del secondo conflitto mondiale. Storie d’amore e di solitudine, di dolcezza e amarezza, di contrasti, di violenza e di atti generosi.

Io credo, che nella mente dell’autore Lo stoppino che fumiga altro non sia se non la considerazione delle condizioni umane e patologiche che affliggono alcuni essere umani. Credo che sia la capacità di considerare che, nel corpo misero, esista anche una sensibilità difficile e chiusa e soprattutto un’anima che aspetta quel tanto di illuminazione e di redenzione che può venire solo dall’amore.

L’ho letto in pochi giorni, tra le mille cose da fare al ritorno d’un viaggio che mi ha dato molto più di quanto potessi aspettarmi. L’ho letto con la consapevolezza che ciò che inizia molto spesso non finisce mai, con l’illusione di essermi portata dietro per sempre la gioia di quei gironi, la spensieratezza, il ricordo della fatica, la contaminazione dell’anima e del corpo.

A questo proposito mi tornano alla mente le parole del “mio ragazzo” Manfredi, un uomo che ho tanto amato e che continuo ad amare nel silenzio indolore e tombale che purtroppo lo avvolge:

“Nulla è per caso”. Già, caro Manfredi, nulla è per caso …

Cesare Zavoli. Lo stoppino che fumiga. Racconto di scuola triste, Marzagalli, 1962

Location: Scheveningen north-beach, early morning, 21 July 2011. Music: Vienna Blue, by Doc & Lena Selyanina.

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Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (dal Blog Liberalamente di Elena Cifali) - in Letture e film Racconti di gara e tributi personali Camminare
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29 settembre 2015 2 29 /09 /settembre /2015 10:01
Walking. Dal diario di Salvatore Sulsenti. Da cosa nasce cosa, sempre all'inseguimento del Sogno

Salvatore Sulsenti prosegue nella sua esperienza di preparazione alla 100 km del Passatore. I suoi resoconti si sono infittiti e adesso siamo di fronte ad un vero e proprio diario giornaliero al quale Salvatore consegna i suoi progressi, le sue speranze, i suoi sogni.

Il cambiamento di questa settimana è che da camminatore isolato è passato ad una forma di socializzazione e di condivisione, grazie al contatto con Inge Poidomani, appassionata ultramaratoneta siciliana.
Assieme ad Inge, Salvatore ha fatto delle uscite, aggregandosi inoltre ad un gruppo di camminatori.
Ancora nel 2014, Salvatore Sulsenti, non sapeva nemmeno cosa fosse la 100 km del Passatore, eppure proprio in quell'anno ha dato inizia ad un'era di rivolgimenti, affrontando da profano una camminata in natura di oltre 11 km.
Adesso, la 100 km del Passatore è diventata il suo sogno e non è un caso se la foto di copertina del suo profilo FB sia la misteriosa Uluru (in Inglese Ayers Rock) al centro dell'Australia e contornata dall'outback, uno dei deserti più aridi che si possano immaginare.

Ayers Rock potrebbe essere l'emblema dell'enigmatica (ed inafferrabile) meta dei nostri sogni.
Quelli che ci sono stati (con l'eccezione dei soliti turisti performativi che rovinano tutto con la pretesa che i luoghi siano delle cose da conquistare e da ricordare come un "trofeo" e basta) dicono che l'essere stati lì fisicamente non appaga, perché il luogo in sé è intriso di magia e di un potere cosmico che va al di là delle cose.
Un luogo di potere e di convergenza di linee di energia: che per questo motivo era - ed é - considerato sacro dagli aborigeni australiani.
E, quindi, quei viaggiatori che ci sono stati dicono che sono - trovandosi lì fisicamente - appena potuti entrare a contatto con i margini di un mistero, quel tanto che bastava tuttavia a proiettare le propria mente verso siderali distanze - a condizione, ovviamente, che i visitatori fossero permeabile alla meraviglia.
Si può immaginare che il "pellegrino" che decide di diventare ultramaratoneta sia uno che vuole arrivare a conoscere delle cose, saggiando i propri confini di resistenza, eppure ci sarà sempre qualcosa che rimarrà al di fuori della sua portata: ed è così che la corsa di lunga durata (o la camminata ultra-lunga, che è il suo equivalente) possono diventare quel volano energetico che consente di accedere ad un modo diverso di esperire se stessi e la realtà.

Ed ecco di seguito lo stralcio del diario di Salvatore, mentre insegue la sua meta.

Walking. Dal diario di Salvatore Sulsenti. Da cosa nasce cosa, sempre all'inseguimento del Sogno
Walking. Dal diario di Salvatore Sulsenti. Da cosa nasce cosa, sempre all'inseguimento del Sogno
Walking. Dal diario di Salvatore Sulsenti. Da cosa nasce cosa, sempre all'inseguimento del Sogno
Walking. Dal diario di Salvatore Sulsenti. Da cosa nasce cosa, sempre all'inseguimento del Sogno
Walking. Dal diario di Salvatore Sulsenti. Da cosa nasce cosa, sempre all'inseguimento del Sogno
Walking. Dal diario di Salvatore Sulsenti. Da cosa nasce cosa, sempre all'inseguimento del Sogno

Martedì 22 settembre.Dopo due giorni di meritato riposo dopo i 48 km di sabato e le naturali valutazioni, esco per strada con il gruppo si camminatori di cui ora faccio parte.
Circa 30 loschi figuri, con magliette rosso garibaldino, serpeggiano per vie e sterrati ognuno alla ricerca del proprio passo e di un compagno disposto ad ascoltarlo.
La temperatura è in ribasso, il pomeriggio leggermente ventilato e si cammina bene. Dalle 18,30 alle 20,30 ci si muove senza forzatura di ritmo (fatta eccezione per un isolato tentativo) percorrendo poco meno di 12 km. Torno a casa con la memoria dei miei percorsi e con la voglia di rimettermi ancora in discussione, passo dopo passo, attraverso qualche km da masticare ancora.

Mercoledì 23 settembre. Riposo causa visita odontotecnica in ospedale. Sorvolo sul servizio sanitario che fa appello, per la propria sopravvivenza, solo alla buona volontà di addetti spesso sottostimati. Un accento andrebbe posto sulla calca generata dai pazienti che a volte diventano impazienti e vivacizzano il loro dissenso nei corridoi dell’ospedale. Ma meglio astenersi da ulteriori note, non ne ho voglia.

Giovedì 24 settembre. Dalle 18,35 alle 20,15, km 11,00. Camminare in gruppo, al di là del passo di ognuno, comporta la volontà di uniformarsi mirando a tenere il gruppo serrato e a migliorare la performance media di tutti. Purtroppo non è facile come sembra. Poco male, cerco di dare il mio contributo e vado avanti. Camminare amichevolmente mi da il piacere di chiacchierare e di recuperare.

Venerdì 25 settembre.  Dalle 15,00 alle 18,00, 18 km senza sosta alcuna. Ho camminato con Inge Poidomani signora tedesca [ormai naturalizzata siciliana - ndr]con alcune edizioni del Passatore alle spalle, maratone, ultra maratone e da oggi ultra-camminate con me. E’ un piacere inaspettato muovermi con Inge, ascolto attentamente per tutto il tragitto i suoi racconti facendo tesoro di ogni suggerimento. Domenica 27. saremo ancora insieme.
La mia strada verso il Passatore non si avvicina ma si fa appena più chiara. Io al Passatore? Mi sembra strano anche pensarlo.

Sabato 26 settembre. Riposo, leggera indisposizione accompagnata da una fastidiosa cefalea. Domani mi rifaccio.

Domenica 27 settembre. Sono quasi le 5.00, un caffè ed una banana a colazione, fra meno di 2 ore verranno a prendermi per andare a Ragusa per la “Camminata della Cava Misericordia” organizzata da Vittorio Brullo, gruppo “Passo dopo Passo”. Iniziamo a muoverci puntualmente alle 7:31 e terminiamo alle 12:16.
Percorriamo 18,49 km (previsti 20/23km), partendo da Corso Italia, presso i Salesiani a Ragusa. Proseguiamo per Ragusa Ibla e poi per Cava Misericordia arrivando alla SS per Chiaramonte Gulfi al km.3 per fare ritorno a Ragusa.
Ci siamo mossi per sentieri, strade bianche ed asfalto e volutamente non accenno alla velocità media, assimilabile al ritmo di una allegra scampagnata.
Mi sono rilassato e divertito insieme ai miei compagni e compagne di cordata, ho allontanato le esigenze di performance per lasciarmi andare.
Ho compreso che ci si può allenare anche riposando o camminando piacevolmente con degli amici. Al termine della camminata sono rimasto sulle gambe, ed agevolmente, quasi 5 ore trascorse ad ascoltare la signora Inge elargirmi suggerimenti e consigli preziosissimi e soprattutto programmando altre uscite insieme. 
Il Passatore diventa un po’ più familiare ma sempre lontano. La mia consapevolezza come camminatore aumenta, so di poter fare e solo adesso sto cominciando a comprendere il “come fare”.
Mi da piacere sentire ogni muscolo delle mie gambe, come a volermi dire: “Salvatore, ci sei”.

Walking. Dal diario di Salvatore Sulsenti. Da cosa nasce cosa, sempre all'inseguimento del Sogno
Walking. Dal diario di Salvatore Sulsenti. Da cosa nasce cosa, sempre all'inseguimento del Sogno
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27 settembre 2015 7 27 /09 /settembre /2015 11:04
Giro podistico a tappe di Ustica. Già si lavora all'edizione 2016. La testimonianza di Lucrezia Borgia Olivieri

Isola di Ustica (PA). Sono ancora caldi i meravigliosi ricordi della quarta edizione del Giro Podistico a Tappe Isola di Ustica / Trofeo Area Marina Protetta Isola di Ustica ma lo Staff organizzatore stimolati dalla lettera ricevuta dalla lombarda Lucrezia Borgia tesserata per ASD Marciacaratesi ( classificatasi alla terza posizione categoria SF60 ) testimone diretta dell’edizione 2015 ha già messo in cantiere la quinta edizione in programma dal 10 al 17 luglio 2016.

Una edizione che sarà ancora più ricca di emozioni e novità, una settimana di vacanza nel cuore del mar Tirreno dove tutti i partecipanti insieme alle proprie famiglie saranno protagonisti , programmare fin da adesso le proprie vacanze scegliendo di partecipare al Giro Podistico a Tappe Isola di Ustica porterà a sostanziosi vantaggi economici , fisici e morali.

L’ASD Sport Nuovi Eventi Sicilia tra le associazioni più dinamiche nell’ organizzazione di grandi eventi sarà collaborata dal Comune di Ustica e dalla Ustica Tour che come da tradizione si occuperà dell’accoglienza sull’Isola e dell’organizzazione dei viaggi , nel corso del 2016 promuoverà l’iniziativa sia sul territorio nazionale sia in Europa per incentivare il turismo sportivo e portare benessere sul territorio.

La lettera di Lucrezia Borgia Olivieri è un sunto di emozioni, sorprese, sensazioni, nuove amicizie, fatiche agonistiche, bellezze naturali, gioie, panorami, fotografie, sapori, odori, passioni che coinvolgono il lettore in una crescente voglia di sapere cosa si nasconde nelle frase seguente e fa “scoprire” e conoscere l’Isola di Ustica in maniera diversa e divertente.

 

 

 

 

Giro podistico a tappe di Ustica. Già si lavora all'edizione 2016. La testimonianza di Lucrezia Borgia Olivieri
Giro podistico a tappe di Ustica. Già si lavora all'edizione 2016. La testimonianza di Lucrezia Borgia Olivieri
Giro podistico a tappe di Ustica. Già si lavora all'edizione 2016. La testimonianza di Lucrezia Borgia Olivieri
Giro podistico a tappe di Ustica. Già si lavora all'edizione 2016. La testimonianza di Lucrezia Borgia Olivieri
Giro podistico a tappe di Ustica. Già si lavora all'edizione 2016. La testimonianza di Lucrezia Borgia Olivieri

Sull’aliscafo che mi riporta a Palermo, chiudo gli occhi e ripenso all’Isola di Ustica, un paradiso perduto che so di ritrovare nel cuore.
Il colore che predomina è l’azzurro del cielo, che sovrasta il mare con tutte le sue sfumature: dal blu intenso, al turchese, al verde smeraldo.
L’isola di Ustica, di origine vulcanica, si mostra bella e selvaggia, lambita dalle acque cristalline del mare, che imprigionano raggi di luce.
Numerosi pesci vivono, in sicura libertà, nell’Area Marina Protetta (istituita nel 1986 e che interessa 16.000 ettari), suddivisa in tre zone A-B-C, rispettivamente Riserva Integrale-Generale-Parziale.
Paradiso dei subacquei, l’area marina ospita tartarughe, cernia bruna, tonni, occhiate, ricciole, dentici, murene, stelle marine, ricci, barracuda dalla livrea argentea, gamberi rossi, polpi, aragoste, madreperle.
Intere praterie di Posidonia, foreste di Gorgonia (falso corallo nero), spugne, gigli di mare ricoprono i fondali con colori inverosimili.
Ustica, piccola isola di circa 8,6 km quadrati di superficie, con un perimetro di 12 km e 1320 abitanti, possiede un tesoro marino e terrestre che salvaguarda con profondo impegno, nel rispetto assoluto dell’ambiente, passaporto per una vita sana e consona ai ritmi e ai cicli naturali.
Tutto sull’isola è in perfetto equilibrio, le sue strade, a misura di calesse, le case bianche che si affacciano su Cala Santa Maria, le passeggiate geologiche, gli itinerari all’interno del parco naturale, tra mare, pini e fichi d’India, oleandri, buganvillee, ibisco in fiore.
L’atmosfera che si respira è magica, un luogo del cuore dove il tempo si può fermare, alimentato da profumi, colori, luci e silenzi del passato.
A Ustica abbiamo vissuto un’esperienza di sport e vacanza, un binomio inscindibile, e provato emozioni uniche.
Dal 19 al 26 luglio, il 4° Giro podistico a Tappe di Ustica, organizzato nei minimi dettagli da ASD Sport Nuovi Eventi Sicilia-atletica UISP, ha animato l’intera isola, con l’entusiasmo di oltre centoventi runners.
La struttura Hotel Ustica Punta Spalmatore (90 camere, 110 bungalow), ha ospitato il gruppo podistico e i numerosi accompagnatori, in un’atmosfera amichevole e familiare, tra il verde profumato dei pini marittimi, agavi e cespugli fioriti.
Gigi Tranchina, ci ha accolto al porto e organizzato il trasporto al villaggio turistico.
Dopo il cocktail di benvenuto, ben pochi di noi hanno resistito a un bagno nella spettacolare piscina, con acqua di mare, presso l’hotel, o nell’acqua cristallina del mare, calda di sole, ormai al tramonto.
La sera si degustano piatti della ricca cucina mediterranea che lo chef del ristorante prepara con ingredienti locali (pesce, pinoli, uva passa, nero di seppia, lenticchie, finocchietto… zibibbo), in armonico equilibrio di sapori, con spezie e fantasia.
Dopo una notte di riposo, l’habitat intorno a noi assume colori più vibranti, si respira l’aria profumata dai pini e le cicale continuano indisturbate il loro concerto.
Lunedì inizia il giro podistico dell’isola.
Il professor Ino Gagliardi e il mago del computer Fabio Giordano, responsabile Speedpass, ci consegnano il ricco pacco gara (zainetto con maglia tecnica, cappellino, stuoia e telo mare, gadget vari) e il pettorale da utilizzare per le quattro tappe del giro.
Il pomeriggio è di fermento e preparativi per la prima tappa che ci vede tutti schierati in Piazza Umberto I, cuore di Ustica.
Dopo poche parole d’augurio del Sindaco Attilio Licciardi, che corre con noi, alle 18,00 c’è il via della corsa, tra l’entusiasmo di turisti e spettatori.
Il percorso cittadino scende per poi risalire, costeggiando il mare blu, verso Punta Omo Morto, dove è previsto il giro di boa e il ristoro.
Poi un’altra salita ci porta in direzione casa A. Gramsci e passaggio davanti al ristorante Da Umberto, in Piazza della Vittoria, dove è allestito il secondo ristoro.
L’itinerario di corsa, da ripetersi tre volte, anche se di breve distanza, impegna gambe e fiato.
L’arrivo è in Piazza Umberto I, di fianco al bar Centrale, ed è un trionfo per tutti, una sfida conclusa contro il caldo e le salite.
Il dopo-gara è denso di emozioni, commenti, saluti e classifica di tappa.
Rientriamo in hotel per una doccia rigenerante e un’ottima cena sulla terrazza panoramica, di fronte al sole che tramonta, colorando cielo e mare di luce dorata.
Dopo cena, per la rassegna Cinema sotto le stelle, assistiamo alla proiezione del film: La mafia uccide solo d’estate, in ricordo di Paolo Borsellino, ventitré anni dopo la sua tragica scomparsa.
Martedì è un giorno di relax al mare.
Nel pomeriggio, con Francesca e Francesco, amici di corsa, incontrati al giro podistico di Pantelleria, percorriamo il sentiero del Mezzogiorno, che dal faro si inoltra lungo la vecchia mulattiera, fino al Mulino a vento, e costeggia a strapiombo il mare per arrivare al paese di Ustica.
L’isola ti regala sempre profumi di mare, aromi e colori di macchia mediterranea.
In paese è d’obbligo gustare una dissetante granita con brioche, tipica golosità siciliana.
Nelle stradine, dove la gente si siede fuori dalla porta di casa, si possono acquistare prodotti locali (pomodori, uva, pesche, prugne…) in bella mostra su una sedia impagliata.
Quest’immagine mi riporta in Puglia, dove, ieri come oggi, si comprano frutta e verdura direttamente dal contadino, a chilometro zero.
La giornata si chiude con la premiazione di tappa nell’anfiteatro, sotto le stelle, e già si parla della seconda corsa.
Mercoledì la seconda tappa del giro parte dall’hotel Punta Spalmatore, dopo le foto di gruppo, alle 18,00 nella vivida luce solare.
Costeggiamo il mare davanti alla Caletta Santoro (con la sua Grotta Segreta, luogo di magico incanto), e Cala Sidoti (i due punti balneabili della zona A della Riserva Marina Protetta) per arrampicarci sul Passo della Madonna, là dove il respiro si libera dell’affanno e diventa leggero, come i passi in discesa, verso il paese.
Uno sguardo all’edificio del Comune di Ustica, con le sue bandiere issate e immobili, corriamo gli ultimi metri di fianco alla Chiesa San Ferdinando Re e scendiamo verso l’arrivo, in Piazza Umberto I, tra un pubblico festante e la voce dello speaker Mimmo Piombo, che annuncia entusiasta il nome di ogni podista, arrivato sotto l’arco della Diadora, sponsor dell’evento sportivo.
Ritorniamo al villaggio e, poco dopo, al momento della cena, un cielo monsonico si traduce in un temporale estivo, seguito dal trambusto dei camerieri, costretti a muovere i tavoli dalla terrazza e apparecchiare all’interno.
La premiazione di tappa avviene nella sala riunioni e tutti i podisti ricevono una confezione della famosa lenticchia di Ustica.
Giovedì è il giorno libero, ideale per godersi il mare con un giro in barca (grazie a Carmela e Giuseppe per aver prenotato), che ci permette di ammirare luoghi d’interesse, anfratti e grotte dell’isola.
Si parte dal porto di Cala Santa Maria, ai piedi del paese, che si offre allo sguardo come un pittoresco anfiteatro, protetto dalla Torre di Santa Maria, fatta costruire da Carlo III di Borbone, a difesa dagli assalti dei corsari.
Ci si dirige verso il Villaggio Dei Pescatori, quindi Capo Falconiera, punto panoramico a picco sul mare, e Punta Omo Morto.
Ammiriamo i Faraglioni e arriviamo a Cala Della Madonna, su cui si erge, bianca e isolata, la chiesetta del Passo della Madonna, raggiungibile dopo la lunga salita, circa due chilometri, inserita nella seconda tappa di corsa.
Costeggiamo la Riserva Marina Protetta, zona A, davanti al villaggio Punta Spalmatore, il faro, Punta Gavazzi, la Grotta Verde, la Grotta delle Barche e la Grotta Azzurra.
Qui ci fermiamo per esplorare gli anfratti della grotta, immergendoci in un’acqua limpida come uno specchio.
Intanto nel cielo il sole gioca a nascondino con nuvole bianche e innocue, disegnando spettacolari riflessi di luce.
Ritorniamo al porto, con i magici colori del mare nei nostri occhi.
Il venerdì pomeriggio, la terza tappa del giro prende il via dal centro paese, in Piazza Umberto I, dove è allestita una postazione di ripresa televisiva, per permettere di seguire la corsa su Streaming.
Anche oggi il caldo non accenna a diminuire, ma ormai ci siamo abituati.
Alle 18.00 il via della terza tappa è annunciato dal fischio del professor Gagliardi.
Il percorso cittadino, di tre giri, molto dinamico, ci vede impegnati in una breve discesa, un falsopiano in direzione Mezzaluna, poi ancora discesa verso il porto e risalita della piazza principale, passaggio sotto l’arco Diadora, ancora salita di fianco alla chiesa e su fin dopo il Municipio.
Al giro di boa scendiamo verso piazza Umberto I.
La corsa, con repentini cambi di dislivello e direzione, ci impegna intensamente, ma il calore del pubblico ci incita a mantenere un buon passo.
Questa tappa si è rivelata una delle più faticose, articolata su saliscendi e falsopiani.
Al termine ci sono foto e varie interviste a podisti e membri dell’organizzazione, in un’atmosfera da grandi eventi sportivi, che si evidenzia anche nella premiazione serale, sul palco dell’anfiteatro.
Sabato, sempre di pomeriggio, si disputa la quarta e ultima tappa del giro, la più lunga e faticosa, per il caldo che ci accompagna, con partenza e arrivo presso il villaggio Punta Spalmatore.
Il percorso, per i primi chilometri, si snoda nella parte interna dell’isola, verso Piano dei Cardoni, Ustica paese, Tramontana, salita al Passo della Madonna per poi riprendere fiato, in discesa, lungo il mare, con i suoi indimenticabili colori.
Gli ultimi tre chilometri sono molto impegnativi, verso la Torre dello Spalmatore, il faro e il giro interno, fino all’entrata principale del villaggio e lo sprint finale all’arrivo, dove caldo, fatica e sudore lasciano posto solo alla soddisfazione di esserci.
Tutti insieme abbiamo terminato il 4° giro podistico dell’isola di Ustica, condiviso fatiche, impressioni ed emozioni.
La premiazione, con l’assegnazione del Trofeo Area Marina Protetta, in una cornice da Oscar sotto le stelle, è seguita dal brindisi finale, gentilmente offerto dalla signora Anna Russolillo, che gestisce il villaggio, con una particolare attenzione a tutti gli ospiti della struttura.
Ustica si allontana sempre più alle mie spalle, mentre l’aliscafo si avvicina a Palermo.
Rivedo tanti visi arrossati, accaldati per la corsa, arrivati sull’isola da ogni parte d’Italia, tanti nomi e società sportive...
È stata una vacanza perfetta: sport, mare e relax con persone che considerano la corsa uno stile di vita, un pensiero positivo con le sue radici nell’animo, come un albero ancorato alla terra che lo nutre.

Lucrezia Olivieri (ASD Marciacaratesi)

Questo è il link per visionare il primo video della 4° edizione del giro podistico a tappe di Ustica.

Sito WEB: www.biorace.it - www.siciliarunning.it - www.usticatour.com

Email: bioraceevent@libero iscrizioni@speedpass.it

Le foto delle tappe sono di www.usticasape.it

Le altre foto inserite sono state scattate da Lucrezia Olivieri A.S.D. Marciacaratesi

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22 settembre 2015 2 22 /09 /settembre /2015 09:13
Walking. Una camminata di 48 km. Colla di Casaglia sei già mia!
Walking. Una camminata di 48 km. Colla di Casaglia sei già mia!
Walking. Una camminata di 48 km. Colla di Casaglia sei già mia!
Walking. Una camminata di 48 km. Colla di Casaglia sei già mia!
Walking. Una camminata di 48 km. Colla di Casaglia sei già mia!
Walking. Una camminata di 48 km. Colla di Casaglia sei già mia!
Walking. Una camminata di 48 km. Colla di Casaglia sei già mia!
Walking. Una camminata di 48 km. Colla di Casaglia sei già mia!
Walking. Una camminata di 48 km. Colla di Casaglia sei già mia!
Walking. Una camminata di 48 km. Colla di Casaglia sei già mia!
Walking. Una camminata di 48 km. Colla di Casaglia sei già mia!
Walking. Una camminata di 48 km. Colla di Casaglia sei già mia!
Walking. Una camminata di 48 km. Colla di Casaglia sei già mia!
Walking. Una camminata di 48 km. Colla di Casaglia sei già mia!
Walking. Una camminata di 48 km. Colla di Casaglia sei già mia!
Walking. Una camminata di 48 km. Colla di Casaglia sei già mia!
Walking. Una camminata di 48 km. Colla di Casaglia sei già mia!

Un nuovo allenamento di Salvatore Sulsenti, deciso a camminare la 100 km del Passatore e tutto proteso in uno sforzo organizzato per raggiungere lo stato di forma di adatto, sperimentandosi strada facendo e acquisendo esperienza e conoscenza di sè, del proprio corpo e della sua reattività a carichi chilometrici maggiori.
Questa volta (sabato 19 settembre 2015) Salvatore Sulsenti ha "chiuso il cerchio" - per così dire, percorrendo la distanza da Santa Croce di camerina a Ragusa e ritorno, per un totale di 48 km.
La possibilità di portare a compimento una 100 km si fa più vicina, ma sicuramente adesso - avendo speirmentato i 50 km nelle gambe - Salvatore Sulsenti può celebrare il raggiungimento di una piccola meta intermedia: "Colla di Casaglia sei mia!"

(Salvatore Sulsenti) Ho deciso, Santa Croce Camerina-Ragusa- Santa Croce Camerina a piedi per un totale di 48 km. Detto fatto.
Comincio controllando il meteo, il tempo è messo al bello e si può stare tranquilli. Lavoro su me stesso e ripasso metro dopo metro tutto il percorso, immagino la mia uscita di diverse ore, sezionandola momento per momento.
Devo solo capire come fare bene e cosa esattamente mi aspetta. La temperatura è di 33° alla partenza di 34° all’arrivo, questo dato mi aiuta a capire quanta acqua portare con me, quale maglietta all’andata e quale al ritorno.

Ho preparato 4 bottigliette con limone (due medio piccoli), sale (due cucchiaini rasi da caffè), 4 succhi alla pera, una seconda torcia di scorta, bustine di zucchero per improvvisi cali di glicogeno.

Sveglia alle 3,30.

Faccio colazione davanti al PC (una banana, uno yogurt, due caffè). Esco di casa alle 4,15 e vi farò ritorno alle 13,04, dopo aver camminato 8 ore e 30 minuti più 19 minuti per pause tecniche (4 o 5 pipì stop, foto autocelebranti, colazione con cornetto alla marmellata e caffè).

Non mi concedo il privilegio di ripensarci, riparto convinto di farcela a tornare camminando.

E così è. Non mi sono chiesto assolutamente nulla, sapevo di poterlo fare, non esattamente come, ma sapevo ed oggi so che posso farcela.

Sto per finire l’acqua, mi fermo in un bar ad acquistarne una bottiglia. Lo stesso bar, quasi in mezzo al nulla, dove stamani alle 6 circa c’è una ragazza intenta a far pulizie che mi regala, sorridendo, un buona giornata che mi rimette a posto per tutto il giorno.

Ho bevuto un totale di 3,5 litri d’acqua, 3 dei 4 succhi e, al rientro a casa, altri 2 litri d’acqua. Negli ultimi 5 km ho cantato le mie canzoni, mi sono commosso, ho riso con me stesso.

Vedo casa mia. Una lacrima di gioia mi bagna il viso.

Colla di Casaglia è mia. Colla di Casaglia 913 mt. s.l.m. è al km 48 del Passatore, da oggi è possibile.

Nelson Mandela disse: Un sogno sembra impossibile, finché non viene realizzato.

Finisco di scrivere, ascoltando Ella fitzgerald.

 

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16 settembre 2015 3 16 /09 /settembre /2015 15:58

Salvatore Sulsenti prosegue il suo cammino verso la 100 km del passatore.

L'esperienza insegna e comincia a controllare meglio il ritmo della sua camminata, tanto da elaborare una possibile tabella di marcia da seguire nel suo tentativo alla 100 km del Passatore.

Quest'impresa è ancora un sogno, ma chi ben comincia é a metà dell'opera.

Di seguito il resoconto del suo allenamento di sabato 12 settembre e la tabella di marcia da lui stesso elaborata, alla luce di queste sue esperienze e che denota uno sforzo positivo di apprendere e migliorare.

Walking. Da Santa Croce Camerina a Ragusa, again (Salvatore Sulsenti)
Walking. Da Santa Croce Camerina a Ragusa, again (Salvatore Sulsenti)
Walking. Da Santa Croce Camerina a Ragusa, again (Salvatore Sulsenti)
Walking. Da Santa Croce Camerina a Ragusa, again (Salvatore Sulsenti)
Walking. Da Santa Croce Camerina a Ragusa, again (Salvatore Sulsenti)
Walking. Da Santa Croce Camerina a Ragusa, again (Salvatore Sulsenti)
Walking. Da Santa Croce Camerina a Ragusa, again (Salvatore Sulsenti)
Walking. Da Santa Croce Camerina a Ragusa, again (Salvatore Sulsenti)

(Salvatore Sulsenti) 12 settembre sabato km 25 da Santa Croce Camerina a Ragusa in 4 ore e 5 minuti.
Sveglia alle 3,30 per uscire di casa un’ora dopo alle 4,30, dopo 2 caffè ed uno yogurt. Ricontrollo lo zainetto. Allontanandomi dal centro abitato il buio comincia a farla da padrone.

Cammino per alcuni minuti quando, come spuntata dal nulla, una vacca è sdraiata sulla strada come se fosse su una spiaggia di Taormina.

Dirigo la lampada verso il bovino cornuto sortendo l’unico effetto di infastidirlo ma almeno si alza sulle zampe e libera una careggiata. Immobile e padrona della situazione la vacca mi guarda in cagnesco [o in mucchesco? - ndr], senza accennare un movimento.

Le zampe anteriori sono legate ed il campanaccio al collo fa eco insieme alle mie urla che fanno avanzare, senza alcun convincimento, la belva.

Abbozzo una corsetta, supero il mostro bovino e di buona lena continuo la mia camminata con la sola compagnia di una torcia made in China. Mi sbellicavo dal ridere da solo.

Continuo ad andare bene, cammino con decisione e costanza di passo. Albeggia. Stamani ho ai piedi una scarpa molto economica, la modesta qualità comincia a farsi sentire.

Le mie estremità sono appesantite ma me lo aspettavo. Voglio mettermi alla prova creando situazioni avverse ed imparando a superarle.

Bevo in totale 2 delle 4 bottigliette d’acqua ed entrambi i succhi che si sono rivelati utilissimi nel posticipare l’inevitabile calo glicemico. Arrivo a Ragusa al Centro Commerciale “Le Masserie” che è ancora chiuso. Chiedo ad un ragazzo di scattarmi delle foto, mi siedo, ricevo una telefonata.

Entro al bar e consumo un cornetto con marmellata, giù in un attimo. Sono alla fermata dell’autobus e penso e ripenso (camminando avanti ed indietro) che tutto sommato potrei provare ad affrontare la strada del ritorno a piedi.

Sto quasi per convincermi della bontà dell’idea quando arriva l’autobus. Salgo e rimando l’impresa. Torno a casa sonnecchiando un po’. Sto bene e non mi sento particolarmente stanco.

s.l.m.

CITTÀ/TAPPA

KM

6 km/h

65

Firenze                                 

0

15:00

65

Piazza Edison

4

15:40

295

Fiesole

7,5

16:15

380

Saletta

12,3

17:03

518

Vetta le Croci

16,5

17:48

 

Polcanto

22,9

18:39

223

Faltona

26,7

19:27

195

Borgo S. Lorenzo

31,5

20:15

 

intermedio tempo totale ore 6,15

 

21:15

289

Panicaglia

35,3

20:53

364

Ronta

38,7

21:27

635

Razzuolo

43,7

22:17

913

Colla di Casaglia

48

23:00

 

intermedio tempo totale ore 4,05

 

01:20

754

Casaglia

52,5

23:45

535

Crespino

55,9

00:19

525

Stazione Fantino

60,5

01:05

328

Marradi

65

01:55

 

Intermedio tempo totale ore 3,10

 

04:30

240

Sant’Adriano

70,1

02:41

229

San Cassiano

76,1

03:41

220

Strada Casale

80,1

04:21

124

Fognano

84,8

05:08

115

Brisighella

88,5

05:46

62

Errano

94,5

06:46

35

Faenza                                                                                                             

100

07:41

 

 

 

11:00

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14 settembre 2015 1 14 /09 /settembre /2015 23:24

I due sarebbero Alberto "Pasteo" Bressan (titolare della pagina di corsa "Pasteo Runners") e l'amico di corsa Nicola Nardi.
Di seguito il resoconto di un allenamento di 30 km (svoltosi sabato 12 settembre 2015), nel percorso di avvicinamento alla Venice Marathon.

(Pasteo Runners - Alberto Bressan) Nuovo appartamento con le lunghe distanze con 30 km da correre lungo la valle del Piave.

Stavolta non in solitaria ma con Nicola Nardi con il quale non correvo dal Transcivetta dello scorso luglio.
Già nei primi chilometri si sono visti dei miglioramenti in confronto alla scorsa settimana con un'andatura più veloce ed una corsa più scorrevole.

Lungo i chilometri intanto si chiacchierava toccando argomenti dalle montagne, ai sentieri, alle vacanze passate e a molte altre cose dato che era da un po' che non ci si vedeva.

I chilometri si sono sommati così davvero in fretta, mentre a metà percorso abbiamo addirittura iniziato ad aumentare il ritmo.

Gli ultimi km leggermente più lenti ma proprio leggermente. Eccoci finalmente ad affrontare gli ultimi 1000 metri, per chiudere i 30 km in 2:18:44 con un passo medio di 4'37"/ km che vale davvero molto nel cammino che ci porterà alla Venice Marathon.

Allenamento decisamente buono, mentre adesso ci aspetta una settimana di scarico che - a dirla in tutta sincerità - era attesa per ricaricare le batterie e soprattutto la testa.

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14 settembre 2015 1 14 /09 /settembre /2015 20:37
Campionato del Mondo IAU 100 km 2015. Giorgio Calcaterra, Bronzo mondiale ed europeo, racconta la sua gara

Dalla pagina web di Giorgio Calcaterra, una diretta testimonianza del suo approccio al Campionato del Mondo IAU 100 km che si è disputato a Winschoten in Olanda, il 12 settembre 2015 e del suo splendido piazzamento finale, con la conquista del bronzo mondiale ed Europeo al termine di una gara difficile e irta di avversari agguerriti (molto veloce, tra l'altro, il circuito di 10 km da ripetere per dieci volte e ben 21 uomini finisher al di sotto delle 7 ore).

(Giorgio Calcaterra) Negli ultimi quattro giorni prima del mondiale ho cercato di essere più previdente possibile (lo so, avrei dovuto cominciare prima), ho mangiato e dormito bene cercando di non stancarmi troppo, e ci sono riuscito quasi totalmente. La mattina mi sono presentato alla gara abbastanza sereno. I primi chilometri li ho corsi in tranquillità con il gruppo di testa, poi li ho lasciati andare quando dai 3′ 48″ al km hanno aumentato, non perché non ce la facessi, ma per non esagerare nella prima parte.

Sono rimasto da solo e da solo ho praticamente chiuso tutto il resto della gara. Fino al 60° km ho tenuto più o meno i 3′ 50″ al km senza faticare più del dovuto, rimanendo concentrato e sereno, poi un leggero calo: ho cominciato a vedere qualche mille sopra i 4′ al km e ho deciso di non rischiare.

Pensando al podio di squadra, mi sono detto: "Se dovessi scoppiare perderei troppi minuti preziosi e potrei vanificare anche gli sforzi dei miei compagni".
Così, mi sono adagiato a correre a 4’12” / 4′ 15″ al km, tranne che negli ultimi km quando sono riuscito a ricorrere sotto i 3’55” al km.
Non è stata una gara delle più faticose, il ricordo delle mie ultime 100 km dove purtroppo ho avuto crisi importanti mi ha indotto alla prudenza, ma non ho rammarichi.

All’inizio ci ho provato, poi quando ho sentito sensazioni diverse ho cercato di ascoltarmi e di non rischiare.

La cosa bella è che ho ancora voglia di correre e che se potrò, farò altre 100 km: ciò, detto il giorno dopo di una 100 km importante, ha ancora più valore.

Certo vedere che ho corso la seconda parte più lentamente mi fa pensare di non essere stato bravo nella gestione dello sforzo, come anche vedere il mio tempo 14 minuti più alto del mio personale mi fa pensare al tempo che passa, ma sono comunque contento del mio risultato! Grazie a tutti quelli che mi hanno seguito e che hanno tifato per me.

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13 settembre 2015 7 13 /09 /settembre /2015 18:24
Una meditazione di Elena Cifali, di fronte alla maestà dell'Etna.
Una meditazione di Elena Cifali, di fronte alla maestà dell'Etna.

Una meditazione di Elena Cifali, di fronte alla maestà dell'Etna.

Esiste un silenzio mai ascoltato, un silenzio che sa di origini, di solitudine e tristezza.
Un silenzio che sposa il deserto nero, forte, pungente e che non dà tregua.
Quando sono qui, tutte le volte che sono qui, ho l'impressione che il cuore perda un colpo.
Quel colpo che rimane in questo luogo magico, un piccolissimo istante che non torna più a casa con me ma che va ad aggiungersi a tutti quegli istanti miracolosi che colorano la vita di chi vuol vivere libero, senza confini, senza troppi "ma e perché".
Ci vuole coraggio ad accettare che qualcosa di tuo, così intimo e privato come un battito di cuore, resti da qualche altra parte a vagare tra il cielo e la lava.
Ma ci vuole ancora più coraggio nel ritornare sempre per tentare di recuperarlo.
I battiti di cuore sono così, ribelli, screanzati, fuggono via e non vogliono più tornare!
È vero, ciò che entra e esce da noi si chiama vita.

Elena Cifali

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  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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