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19 luglio 2015 7 19 /07 /luglio /2015 05:36

Per il 150° anniversario della prima scalata del Cervino, Hervé Barmasse, ha deciso di mostrare la sua passione e il suo legame a questa vetta con un cortometraggio che vuole illustrare ciò che la rende unica.
Hervè è probabilmente uno degli alpinisti che conosce meglio questa montagna, dopo diverse prime salite e infinite ripetizioni. “Come in una favola, questa montagna mi apparteneva anche prima della mia nascita”.
Suo padre, Marco Barmasse, era in partenza per una prima salita invernale alla parete ovest del Cervino, quando sua madre stava per darlo alla luce.

(da Wikipedia) Hervé Barmasse, originario di Valtournenche e figlio d’arte – suo padre Marco Barmasse è uno degli alpinisti valdostani più in vista – Hervé rappresenta la quarta generazione di guide della sua famiglia. Maestro di sci dal 1996 e di snowboard dal 1997, guida alpina del Cervino dal 2000 e istruttore nazionale delle guide alpine dal 2007.
Inizia la sua carriera d’alpinista sulla montagna di casa, il Cervino, aprendo e ripetendo diverse vie prestigiose. È proprio sulla montagna che l’ha visto crescere che Hervé diventa protagonista di diverse solitarie estreme. Tra queste vanno ricordate la prima solitaria nel 2002 della via Casarotto Grassi (1300 m di sviluppo, ED), nel 2005 la prima solitaria della Via Deffeyes (1300 m di sviluppo, ED) realizzata in meno di quattro ore, nel 2007 la prima solitaria dello Spigolo dei fiori, Via Machetto, tutte vie che corrono sulla parete sud del Cervino. Oltre a queste è da ricordare la prima solitaria e prima ripetizione della Via Direttissima aperta nel 1983 dal padre Marco. Un’impresa storica quest’ultima che verrà premiata – il 7 marzo 2008 - con la Grolla d’oro, come maggiore realizzazione alpinistica internazionale di una guida alpina valdostana.
La ricerca e l’esplorazione di pareti inviolate lo portano oltre il confine delle Alpi e nel 2004 in Pakistan apre due nuove vie, una sullo Scudo del Chogolosia (5700 m) Luna Caprese e un’altra sullo Sheep Peak (6300 m).
L’esperienza del Pakistan continua nel 2005, e oltre alla salita in solitaria di una cima inviolata sulla Costiera del Fareol Peak, apre insieme ai compagni della spedizione Trip One Karakorum due nuove vie Up and Down (800 m di sviluppo, difficoltà 6c/7° e A1) e Fast and Fourius via di misto e ghiaccio, sempre su una cima inviolata. Riceverà per quest’esperienza extraeuropea, un importante riconoscimento dal Club Alpino Italiano, con l’assegnazione del Premio Accademico "Paolo Consiglio". Premio istituito nel 1997, che ogni anno viene assegnato a spedizioni extraeuropee, che abbiano svolto attività di rilievo a carattere esplorativo, in stile alpino e nel rispetto dell’ambiente.
Nella primavera del 2006 in Patagonia, alla sua prima esperienza Sud Americana, ottiene un altro risultato di prestigio aprendo una via nuova di ghiaccio e misto sul versante Nord del Cerro San Lorenzo, aprendo la via Caffè Cortado, 1200 m di sviluppo. Il 19 maggio 2007, riceverà per la seconda volta, l’ambito premio alpinistico nazionale Paolo Consiglio.
L´8 febbraio 2008, insieme a Cristian Brenna, compiendo quella che forse rimane la più grande sfida alpinistica dell’area, Hervé scioglie l’enigma della Nord Ovest del Cerro Piergiorgio (Patagonia), parete che per anni ha resistito ai diversi tentativi di forti alpinisti. “La Ruta de l’Hermano”, una via su roccia poco raccomandabile, corre proprio al centro del cuore di quest’immensa parete, ha uno sviluppo di 1150 Metri, 29 lunghezze e una difficoltà di 6b+ A3 ED+.
Nell’estate del 2008 Hervé sale in stile alpino, insieme al compagno di cordata Simone Moro, il Beka Brakai Chhok[1], una montagna del Karakorum (Pakistan) alta 6940 metri tentata più volte da diverse spedizioni. Il 25 maggio del 2009 riceverà per la terza volta il premio alpinistico Paolo Consiglio.
Nell’autunno del 2008, sale in stile alpino una cima inviolata del Muztag-hata di 6250 m (Cina).
All’inizio del 2009 Hervé, insieme a Giovanni Ongaro e Daniele Bernasconi ritorna in Patagonia per affrontare un nuovo itinerario di traversata del terzo ghiacciaio più esteso del mondo, lo Hielo Continental Sur, e scalare l'inviolata vetta sud e lo spigolo nord del Cerro Riso Patron, ma a causa dell’impressionante mutamento del ghiacciaio dovuto al surriscaldamento della terra, gli alpinisti non riescono ad arrivare al base della parete terminando il nuovo itinerario della traversata al fiordo Estero Falcon in Cile.
Nei primi mesi del 2010 ritorna in Pakistan insieme ad Eneko Pou, Kriss Ericson, Oscar Gogoza e il Dott. Marco Cavana, e dopo la salita di alcune cascate di ghiaccio organizza presso la Shimshal Climbing School (scuola nata attraverso la collaborazione di Qudrat, Simone Moro ed Hervé con il patrocinio di The North Face, Kong e CAMP) il primo corso per portatori d'alta quota aperto anche alle donne con obiettivo la formazione e l’insegnamento delle tecniche di sicurezza e progressione su roccia e ghiaccio. Inoltre, grazie alla collaborazione del Dott. Marco Cavana, medico intensivista dell’ospedale di Aosta, organizza un dispensario per affrontare i problemi legati agli aspetti medico-sanitari della zona.
Il 17 marzo 2010, apre insieme al padre Marco una via nuova sulla Parete sud del Cervino il Couloir Barmasse 1200 m - M..duro. ABO Nell’estate del 2010 sale in due giorni e in stile alpino insieme a Daniele Bernasconi e Mario Panzeri una cima inviolata di 6300 m Venere Peak difficoltà ED (Cina). Riceverà per la quarta volta l'ambito premio alpinistico Paolo Consiglio.
Al centro della foto, in ombra, la parete sud del Picco Muzio, su cui sale la nuova via aperta da Herve Barmasse nel 2011.
Il 2011 è l'anno del progetto "Exploring the Alps", una trilogia che aveva come obiettivo l’apertura di tre nuove vie sulle montagne più importanti della sua Valle, tra le più alte delle Alpi: Monte Bianco, Monte Rosa e Cervino.Tre nuove vie con cui Hervé vuole riscoprire l'alpinismo sulle Alpi dimostrando che esplorare questi luoghi è ancora possibile.
Il progetto inizia con l'apertura di una nuova via in solitaria sulla Parete Sud Est del Cervino, al Picco Muzio, conclusa nei primi giorni di aprile del 2011 dopo un tentativo fallito a marzo dello stesso anno. Un'impresa che ricorda quella del grandissimo alpinista Walter Bonatti del 1965, unico alpinista ad aver aperto una via in solitaria sul Cervino prima di Barmasse. Con quell'impresa Bonatti diede l'addio alla carriera di alpinista estremo. L'itinerario aperto da Barmasse, si sviluppa per 1200 metri di cui 500 in un couloir di ghiaccio e il restante sulla parete verticale e strapiombante del Picco Muzio.
La seconda fase del progetto prosegue sul Monte Bianco, sul versante del Brouillard. Qui Hervé, a fine luglio apre, insieme ai fratelli baschi Iker ed Eneko Pou, una via a cui viene dato nome La Classica Moderna. Un omaggio all'alpinismo classico di cui il Bianco è simbolo per eccellenza. Un'ascesa che, interpreta e prosegue in chiave moderna la filosofia e l'etica di chi nel lontano 1959 per primo ha posto le mani sui monoliti di questo versante del Monte Bianco, Walter Bonatti. Una salita di proporzioni Himalayane, lungo una via pulita, senza spit, salita per 11 lunghezze fino al 6c con solo friends e 4 chiodi, aperta e scalata sempre in libera e che, come una grande classica prosegue fino in vetta al Monte Bianco per la cresta di Brouillard, per un totale di 3300 m di dislivello.
Con la nuova via sul Monte Rosa, si conclude il progetto Exploring the Alps. Quest'ultima salita del progetto, dove ad accompagnare Hervé c'era suo padre Marco, voleva simboleggiare un passaggio di consegne dell'alpinismo classico, tra passato e futuro sempre vissuto sulle Alpi, dove l'alpinismo nacque. La via è stata chiamata "Viaggio nel tempo".
I due alpinisti hanno tracciato un itinerario sulla parete sud-est della Punta Gnifetti nella parte più alta della cosiddetta parete valsesiana del Monte Rosa; si tratta di un muro di roccia e ghiaccio trapezoidale di 800 metri d'altezza posto al di sopra del Pianoro Ellermann e inquadrato a est dalla Cresta Signal e a ovest dal Colle Sesia. La linea di salita si tiene a sinistra della Via "Africa Nostra" aperta nel 1987 da Silvio Mondinelli assieme ad altre guide di Alagna Valsesia ed esce in cresta a poca distanza dalla Capanna Regina Margherita. L'ascensione è stata compiuta tra il 29 e il 30 settembre e presenta passaggi di VI oltre i 4000 m. È valutata ED. Secondo Hervé Barmasse quest'ultima salita richiede "un alto grado di concentrazione e un impegno psicologico, sia perché la qualità della roccia non è delle migliori, sia per le protezioni lunghe e sia per il pericolo che grandi lastre possano rimanerti in mano". La base della parete è stata raggiunta in maniera piuttosto inusuale: normalmente infatti si parte da Alagna Valsesia e ci porta all'inizio della parete dalla capanna Resegotti. I Barmasse invece hanno raggiunto il Colle Sesia e da lì si sono calati raggiungendo così dall'alto la base del muro di roccia.
Nel 2012 Barnasse ha realizzato un film sul progetto Exploring the Alps, intitolato Non così lontano. Il film presentato in anteprima al Festival del cinema di Trento tra le proiezioni speciali[8], ha partecipato alle più importanti rassegne cinematografiche internazionali di montagna, vincendo importanti premi e riconoscimenti.
Il 13 marzo 2014 è ancora sul Cervino, dove realizza il primo concatenamento invernale delle sue quattro creste (per di più in solitaria), salendo prima per la Cresta di Furggen (realizzando così anche la prima solitaria invernale della Via degli Strapiombi) e scendendo per la Cresta Hornli, per poi risalire dalla Cresta di Zmutt e ridiscendere dalla Cresta del Leone, il tutto in 17 ore.

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18 giugno 2015 4 18 /06 /giugno /2015 06:18

In occasione del Trento Film Festival, ActionMagazine ha intervisto Reinhold Messner sui nuovi modi di parlare di montagna ai tempi di internet.

L'alpinismo ai tempi di internet, con le sue 'dirette' dalle pareti degli Ottomila di tutto il mondo, non spaventa il grandissimo Reinhold. Che oggi ai libri ha affiancato documentari, conferenze, e i suoi bellissimi Messner Mountain Museum. 
La figura di Reinhold Messner è sempre stata e resterà mitica. Non solo per quanto è riuscito a fare in termini di scalate e ascese. Ma anche per la sua attività divulgativa, iniziata scrivendo libri e continuata poi nei suoi musei e attraverso conferenze.

Ne abbiamo avuto dimostrazione anche durante il Trento Film Festival, dove per l'occasione Messner ha condotto con Hervè Barmasse un indimenticabile incontro dal titolo 150-100-50-0- Storie di alpinisti fra il Cervino e la Guerra. Per il pubblico è stata l'occasione di vivere una serata molto ricca di contenuti e spunti, grazie anche all'affiatamento tra i due “mostri sacri”, nato dal comune sentire nei confronti della montagna.

Poco prima che la serata prendesse il via e prendendo spunto da un aforisma di William Blake - “L'incontro tra uomo e montagna può generare grandi cose” - abbiamo avvicinato Messner, per parlare di come si stanno evolvendo i modi e le forme con cui vengono comunicate queste “grandi cose” che nascono dall'incontro fra uomo e montagna.

[Per leggere l'intervista, segui il link sotto]

 

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6 giugno 2015 6 06 /06 /giugno /2015 06:56
Non ti farò aspettare. La storia, narrata dalla stessa Nives Meroi, dei suoi tre tentativi di scalata del Kangchendzonga, assieme al marito Romano: prima dell'impresa sportiva, amore e dedizione

Nives Meroi (Bonate Sotto, 17 settembre 1961) è un'alpinista italiana. Dal 1989 è sposata con Romano Benet, alpinista, suo compagno fisso di cordata e risiede a Tarvisio (UD). Ha scalato dodici delle quattordici vette sopra gli 8000 m s.l.m. (la scalata dello Shisha Pangma nel 1999 le è stata contestata e poi certificata nel 2007 da parte di Eberhard Jurgalski), tutte raggiunte senza l'uso di ossigeno supplementare e di portatori d'alta quota.
Di grande valore la conquista della cima del K2 del 2006 attraverso lo Sperone Abruzzi. La Meroi e Benet hanno raggiunto la cima da soli, senza l'ausilio dell'ossigeno e senza aiuti nel battere la traccia su tutto il percorso e sull'ultimo arduo tratto della montagna. Nel 2006 solo quattro alpinisti (i due italiani e due giapponesi con l'ossigeno) hanno raggiunto la vetta del K2.
Con la salita in vetta al Manaslu dell'ottobre 2008[3], Nives Meroi è una delle poche donne ad aver conquistato 11 ottomila.
Un numero maggiore di ottomila è stato conquistato solo dalla coreana Oh Eun-Sun, dalla spagnola Edurne Pasaban e dall'austriaca Gerlinde Kaltenbrunner che hanno conquistato tutte le 14 cime. La Pasaban ha utilizzato in due occasioni l'ossigeno, mentre la conquista di tutte le vette per la coreana è controversa.
«Tre alpiniste hanno già scalato undici di quelle immensità e si avvicinano al traguardo. La più forte di loro e di tutti i tempi si chiama Nives Meroi ed è italiana. [...] Perché Nives Meroi ha salito le sue cime asfissianti senza uso di bombole di ossigeno e senza impiego di portatori di alta quota, i climbing sherpa. [...] Le altre due alpiniste intendono diversamente l'impresa, una ha impiegato ossigeno, l'altra adopera portatori di alta quota che si sobbarcano di tutto il peso sulle spalle, scavano la piazzola, montano la tenda e fanno trovare il tè caldo già pronto» (Erri de Luca, in Corriere della Sera, L'intimità domestica sulle cime del mondo Ecco il segreto di Nives, 19 aprile 2009).
Nella stagione estiva 2009 Meroi ha abbandonato il tentativo di scalata dell'Annapurna per le condizioni proibitive della neve[7] e il tentativo di scalata del Kangchenjunga per prestare soccorso al marito, in difficoltà tra il campo 3 e il campo 4 della montagna Ad agosto 2009, in un'intervista all'ANSA e a ExplorersWeb, ha annunciato il proprio ritiro dalla competizione per la prima scalata femminile di tutti gli ottomila della terra.
«L'alpinismo di oggi perde proprio le caratteristiche del gioco come lo intendiamo noi, ovvero esplorazione di sé stessi in contesti diversi. Il fatto che l'alpinismo himalayano femminile sia diventato una corsa con come unico obiettivo il risultato mi ha fatto decidere di non giocare più» (Nives Meroi, in Ansa, Alpinismo: Nives Meroi, mi tiro fuori da corsa a 14 ottomila)
A seguito di una malattia occorsa al marito, in attesa del completamento delle cure, ha sospeso le spedizioni in Himalaya fino al 2011. Dopo un tentativo andato a vuoto sempre sul Kangchenjunga nel 2012 raggiunge la vetta con il marito Romano Benet il 17 maggio 2014.
Le mancano, per completare l'ascesa delle quattordici vette più alte della terra, il Makalu e l'Annapurna.

Nel volume che ha scritto recentemente e pubblicato da Rizzoli (2015), con il titolo "Non ti farò aspettare. Tre volte sul Kangchendzonga, la storia di noi due raccontata da me", Nives Meroi racconta la sua esperienza dei tre tentativi di scalata della vetta del Kangchendzonga e soprattutto dellastoria di una rinuncia per amore e per solidarietà.

Nives Meroi(Dal risguardo dicopertina) Questa storia comincia (male) e finisce (bene) sul Kangchendzonga, la terza vetta più alta della Terra, una delle più difficili da scalare. È una storia epica, non solo di alpinismo, ma soprattutto d'amore e di crescita interiore. Siamo nel 2009 e Nives Meroi è in corsa con altre due alpiniste per diventare la prima donna ad aver conquistato i quattordici ottomila del pianeta. Come ha sempre fatto, affronta il Kangch, la sua dodicesima cima, in cordata con il marito Romano, e senza "sconti": né portatori d'alta quota, né ossigeno. Allo stesso tempo, mentre i media spettacolarizzano l'impresa, Nives non è insensibile alla sirena della fama, che la sta trascinando in un gioco che non le appartiene... Ma, a poche centinaia di metri dalla vetta, Romano non si sente bene e si ferma. Che cosa sceglie di fare, allora, Nives? Proseguire da sola, conquistando un'altra cima utile per la vittoria, come molti le avrebbero suggerito? No, lei non esita: abbandona la gara perché non può lasciare Romano solo ad aspettare. Così si conclude il primo atto di questa vicenda. Ne seguono altri tre in cui entrano in scena la malattia, la complicità, la capacità di attendere, la voglia di reagire senza scoraggiarsi quando si prende una via sbagliata. Per giungere al lieto fine in cui il Kangch si lascia finalmente conquistare da Nives e Romano che, in un confronto leale e puro con la Natura, hanno compreso il senso profondo della vita.
 

Nota bio-bibliografica. Nives Meroi, nata a Bonate di Sotto (BG) nel 1961, è una delle più forti alpiniste donne del mondo. Nella sua carriera ha scalato dodici dei quattordici ottomila della Terra, sempre senza ossigeno né portatori d’alta quota. Suo compagno fisso di cordata è il marito Romano Benet. Per Fabbri nel 2013 ha pubblicato Sinai, scritto con Vito Mancuso. Erri De Luca le ha dedicato un libro: Sulla traccia di Nives (Mondadori 2006).

Non ti farò aspettare. La storia, narrata dalla stessa Nives Meroi, dei suoi tre tentativi di scalata del Kangchendzonga, assieme al marito Romano: prima dell'impresa sportiva, amore e dedizioneNon ti farò aspettare. La storia, narrata dalla stessa Nives Meroi, dei suoi tre tentativi di scalata del Kangchendzonga, assieme al marito Romano: prima dell'impresa sportiva, amore e dedizione

"Salgo senza portatori d’alta quota perché non mi va di mettere a repentaglio la vita di nessuno per una mia scelta. E senza ossigeno, in modo da salire nella maniera più leggera ed essenziale, perché il confronto con la montagna possa essere onesto: vado fin dove mi è possibile arrivare e se non riesco torno indietro, perché il fallimento in certi casi è la vittoria più importante. La scelta invece di vivere tutto ciò con Romano è fondamentale perché se solamente uno dei due vivesse esperienze così profonde, il rischio è che non si parli più la stessa lingua. Il fatto di viverle insieme, oltretutto ciascuno dalla sua prospettiva, dà poi la possibilità di integrarle e far sì che la condivisione diventi ancora più ampia e più ricca. Sono stati tutti quei passi fatti insieme, che ci hanno dato gli strumenti per affrontare quelle che sono, ahimè, le montagne vere della vita: nel nostro caso la malattia di Romano. Ci è venuto naturale affrontarla così come si affrontano tutte le montagne: un passo dopo l’altro, con pazienza e soprattutto senza mai scoraggiarsi. Se riguardo ora da questa posizione un po’ scostata alla scelta di non arrivare in vetta al Kangchenjunga (per un malessere anticipatore della leucemia del marito, rinunciando così alla corsa che la vedeva in lizza per essere la prima donna a conquistare tutti i 14 Ottomila della terra, ndr), mi rendo conto che con quel gesto ho dato il mio senso alle montagne che ho salito, così come a quelle che non ho scalato. - See more at: http://www.actionmagazine.it/rubrica/Personaggi/20150530104-nives-meroi/#sthash.fcU5eqDd.dpuf

Nives Meroi (intervista rilasciata a Action Magazine

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13 gennaio 2015 2 13 /01 /gennaio /2015 19:20
Locandina del Campionato di Coppa del Mondo di Sci femminile 2015

A Cortina d'Ampezzo, dove nel 2015 sono ben tre gli impegni internazionali di sport invernali, dopo l'inizio con il Tour de Ski (alla sua 6^ edizione) tra il 7 e l'8 gennaio 2015, la più importante gara internazionale di sci nordico che ha visto i migliori fondisti internazionali scivolare sul tracciato dell'antica ferrovia delle Dolomiti, da Cortina a Dobbiaco. L’evento, alla sua sesta edizione, e una delle più appassionanti tappe della Coppa del Mondo di sci nordico (www.worldcup-dobbiaco.it), èla volta del Campionato del Mondo di Sci Femminile.

Il 17 e il 18 gennaio 2015 è il turno della Coppa del Mondo di sci alpino femminile: la spettacolare Pista Olimpia delle Tofane ospiterà la tappa ampezzana di una competizione che da 23 inverni consecutivi richiama atlete da tutto il mondo, per due giorni di grande agonismo e divertimento (www.cortinaclassic.com). 

Come sempre, tanti gli eventi collaterali, come il FIS World Snow Day del 18 gennaio:una giornata dedicata ai bambini, ai ragazzi e alle famiglie per approfondire il tema della sicurezza in montagna, da scoprire in modo nuovo e, soprattutto, divertente (www.world-snow-day.com).

Ora è ufficiale: sarà recuperata venerdì a Cortina d’Ampezzo, sull’Olympia delle Tofane, la discesa di Coppa del Mondo di sci che si sarebbe dovuta disputare sabato scorso sulle nevi austriache di Bad Kleinkirchheim, in Carinzia, e che è stata invece cancellata a causa delle pessime condizioni del tempo e soprattutto delle raffiche di vento, anche a 120 chilometri all’ora, che avevano travolto la pista dedicata a Franz Klammer.

La partenza della libera ampezzana è stata fissata alle 9.30 da Punta Anna, sopra il rifugio Pomedes, per esigenze televisive e per non sovrapporsi alla diretta della supercombinata maschile di Wengen, in Svizzera, che prenderà il via un’ora dopo, cioè alle 10.30 con la discesa e poi lo slalom delle 14. Lindsey Vonn avrà così in questo fine settimana a Cortina, che lei adora, ben tre possibilità per eguagliare e, perché no, anche per battere il record assoluto di vittorie in Coppa del Mondo che appartiene a Annemarie Moser Proell con 62 successi, dei quali 36 ottenuti in discesa, contro i 61 della bella americana a stelle e a strisce che ha già raggiunto ieri sera la conca ampezzana con la squadra e che giovedì, alle 10.30, parteciperà al primo e unico training cronometrato della discesa di Coppa del Mondo sulla pista olimpica delle Tofane.

Confermato invece il resto del programma, che prevede sabato la seconda discesa alle 10.30 e domenica il superG delle 11. Incrociando le dita e nevicate (annunciate) permettendo. Stamane Cortina si è svegliata con il sole e la temperatura di appena un paio di gradi sopra lo zero al traguardo di Rumerlo. La pista è un incanto, tirata a lucido e ghiacciata. Domani apre alle 10 la sala stampa, mentre la riunione dei capisquadra, sempre all’Alexander Girardi Hall, è stata fissata alle 18.

 

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11 aprile 2014 5 11 /04 /aprile /2014 23:11

a Skieda® 2014 (20^ ed.). Il Festival del Telemark a Livigno. Un successo memorabile

 

La 20^ edizione de La Skieda® è stata un evento memorabile! Una festa unica che ha riunito telemarker di tutto il mondo nel segno della Fratellanza 
 

Il Telemark Club Livigno, insieme ai quasi 1800 appassionati dello sci ‘a tallone libero’, ha vissuto la ventesima edizione de La Skieda, l’evento del Telemark per eccellenza nel segno della Fratellanza, in una edizione senza precedenti!

 

Livigno, 11 aprile 2014 – Sabato 5 aprile si è conclusa la 20^ edizione de La Skieda, l’International Telemark Festival di Livigno, che ha portato ben 1764 telemarker accreditati, provenienti da 33 Paesi… per un’edizione unica!
 
Non si erano mai visti a Livigno così tante presenze e partecipazione: 3936 il totale dei giorni Skipass venduti,alla Festa Trepallina, in località Vallaccia, 1.442 pasti serviti accompagnati da oltre 2.930 litri di birra, 525 persone alla Transumanza in Val Federia, 875 persone alle due cene in Plaza Placheda, 43 telemarker hanno sciato in costumi d’epoca durante l’Epoque Race, in 490 hanno partecipato alle escursioni con le Guide Alpine, in 68 hanno provato l’esperienza del soccorso alpino grazie ai volontari del Progetto Icaro e 94 bambini e ragazzi hanno preso parte ai corsi Telekids con i Maestri di Sci di Livigno. 
 
L'evento, promosso dal Telemark Club Livigno, con la preziosa collaborazione di APT e l’Associazione Skipass Livigno, ha coinvolto ben 111 persone nella sua organizzazione. Telemark Club Livigno ringrazia tutto lo staff che con il suo impegno ha creato un'atmosfera conviviale nel segno della Fratellanza, tema centrale di questa edizione, ha reso possibile raggiungere un alto livello di sicurezza durante tutta la settimana e ha garantito condizioni eccezionali delle piste della Ski area di Livigno: tanta neve illuminata da uno splendido sole!
 
Non solo. Il Telemark Club ringrazia anche Livigno e i suoi abitanti che sono parte attiva di questa manifestazione e che l’hanno aiutata a crescere in questi venti anni di vita. Un ringraziamento particolare va anche a tutti i ‘personaggi’ che hanno dato vita al programma culturale a sorpresa, con mini-eventi itineranti, e ai 23 brand sponsor che hanno aiutato la riuscita di questa edizione: da Bergans of Norway (main sponsor dell’evento) a Gore-Tex, da Gipron a K2 Skis, da Ski Trab a Oakley, da Scott a GoPro, da Nordica a Hestra, da North Face a Deuter e poi La Sportiva, Guasto, Level, Moonlight, Athena, G3, 22 Design, Mico Sport, Gloryfy, Timberland e OSM1816.
 
Non dimentichiamo, infine, la forza mediatica del 20° International Telemark Festival Livigno: sulla pagina Facebook de La Skieda sono fioccati ben 7413  ‘mi piace’ in quattro mesi e 136.500 visualizzazioni e sul sito skieda.com 3398 visite durante l'evento!
 
Una edizione che tutti gli organizzatori, i collaboratori e i telemarker terranno sempre nel cuore: WE ARE LA SKIEDA!

a Skieda® 2014 (20^ ed.). Il Festival del Telemark a Livigno. Un successo memorabileTelemark Club Livigno: chi siamo. “In un paese nel cuore delle montagne, durante le lunghe serate invernali, le nonne e mamme intonavano i loro racconti e noi, nipoti e figli incantati, ascoltavamo rapiti. Ecco da dove è nato il profondo piacere che proviamo nel realizzare le nostre storie per poi raccontarle come vere e proprie fiabe ed è forse per questo che si è formato un movimento dedicato alla ricerca e all’innovazione di un magico mondo: lo sci. Da quando esiste questo sport, Livigno ne ha interpretato l’aspetto innovativo. Ed è proprio da questa filosofia che nasce un nuovo gruppo di sciatori, liberi, appassionati, disincantati votati a una disciplina alternativa della sci: il Telemark”.
I nomi dei pionieri del Telemark a Livigno sono Luigi Martinelli, Damiano Bormolini, Rudy Mottini. Ma oggi accanto a loro si sono affiancati Fausto Bormolini, Michele Zanoli, Dario Bormolini, David Mottini, Pamela Viviani, Adriano Mottini, Matteo Gianola, Fabio Borga, e tutti i collaboratori de LA SKIEDA!
 
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31 gennaio 2014 5 31 /01 /gennaio /2014 08:02

Azzurri di sci in allenamento a Livigno, in vista dei prossimi appuntamenti mondiali

 

Il 30 e il 31 gennaio 2014, la Nazionale Italiana maschile di Slalom Gigante si sta allenando a Livigno in vista della gara di Coppa del Mondo di St. Moritz e delle Olimpiadi invernali di Sochi.
In pista Roberto Nani, Max Blardone, Davide Simoncelli, Manfred Moelgg, Matteo Marsaglia, Florian Eisath, Luca De Aliprandini.

E' iniziata il 3 gennaio 2014 la due giorni di allenamento della Squadra Italiana maschile di Slalom Gigante in vista della gara di domenica a St. Moritz (Ch), che segna l'ultimo appuntamento della Coppa del Mondo di Sci prima delle Olimpiadi Invernali di Sochi.

Sulla pista Costaccia, al Carosello 3000, oggi e domani sono in pista Roberto Nani, Massimiliano Blardone, Manfred Moelgg, Matteo Marsaglia, Davide Simoncelli, Florian Eisath, Luca De Aliprandini.

Gli allenamenti sulla neve si svolgono in mattinata mentre nel pomeriggio sono previste sessioni video e palestra.

 

La dichiarazione di Roberto Nani: "Qui a Livigno abbiamo trovato condizioni di neve molto dura e la pista preparata nei miglior modo possibile per i nostri allenamenti in vista della gara di domenica. Quest'anno ci sono le mie prime Olimpiadi, il sogno per ogni atleta, e cercherò di godermele fino in fondo, cercando qualcosa di concreto ovvero portare a casa una medaglia in gigante".

 

Azzurri di sci in allenamento a Livigno, in vista dei prossimi appuntamenti mondialiLa dichiarazione di Manfred Moelgg: "Gennaio è stato un mese abbastanza intenso e manca ancora il gigante di St. Moritz, che sarà una gara importante in cui trovare la forma giusta per l'evento più importante della stagione, ovvero le Olimpiadi. Oggi in allenamento hanno preparato una pista molto dura, che ci aiuta al meglio per gli ultimi giorni di test prima della gara".

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29 gennaio 2014 3 29 /01 /gennaio /2014 07:00

 La Skieda® 2014 (20^ ed.). Arriva a Livigno la 20^ edizione del popolare appuntamento che sarà un evento davvero magico

Dal 29 marzo al 5 aprile si rivivranno le fantastiche emozioni della storia di vent’anni de LA SKIEDA®, l’evento di "Sci a tallone libero" (Telemark), capace di radunare a Livigno nel segno della fratellanza i Telemarker di tutto il mondo.

 Il Telemark Club Livigno, insieme a tutti gli appassionati dello sci ‘a tallone libero’, festeggerà, dal 29 marzo al 5 aprile 2014, la ventesima edizione de LA SKIEDA, l’evento del Telemark per eccellenza, capace di radunare a Livigno oltre 1500 telemarker provenienti da ogni parte del mondo nel segno della fratellanza, tema centrale di questa edizione 2014.

 
Livigno è sempre stata all’avanguardia nel proporre nuove interpretazioni dello sci, dal freestyle, al monosci, allo snowboard, e con lo stesso entusiasmo, nella seconda metà degli anni ’80, ha accolto il Telemark, tecnica dello sci nata in Norvegia come forma di spostamento, e che era già stata praticata dai nostri nonni agli inizi del ‘900.
 
La Skieda® 2014 (20^ ed.). Arriva a Livigno la 20^ edizione del popolare appuntamento che sarà un evento davvero magicoTante le particolarità del Telemark. Elegante, fascinoso, performante, snob quel tanto che basta, il Telemark riunisce nella sua pratica tutte le caratteristiche di uno sciatore completo. Contrariamente al free-ride ed al freestyle ski, specialità difficili ed elitarie, il Telemark rappresenta una modalità accessibile e aperta a tutti: donne o uomini, vecchi o bambini, bravi o incapaci. Non solo. Il Telemark unisce passato e futuro: scarponi rigorosamente in pelle, sci antico, tecnologia moderna, gesto atletico praticamente dimenticato o sconosciuto... un mix ideale che lo rende ‘magico’ tanto da far raccontare ogni anno una nuova storia!
 
Fu proprio l’eleganza delle curve a tallone libero di Luigi, Damiano e Rudy ad incuriosire tanti livignaschi che si avvicinarono a questo diverso modo di sciare agli inizi degli anni novanta.
Nel 1993 viene fondato il Telemark Club Livigno, con lo slogan ‘Libera il tallone, libera la mente’; una trentina di amici che si ritrovavano ogni settimana per sciare tutti assieme come si faceva un tempo, da bambini. Questo sciare insieme, nel dialetto di Livigno, era chiamato Skieda, termine che diventerà il marchio e la storia della manifestazione.
Negli anni, La Skieda ha preso sempre più forma e consistenza diventando un appuntamento annuale e celebrativo, capace di raccogliere sciatori - liberi, appassionati disincantati e votati a questa disciplina alternativa, da tutte le parti del mondo.
 
La Skieda® 2014 (20^ ed.). Arriva a Livigno la 20^ edizione del popolare appuntamento che sarà un evento davvero magicoAnche nel 2014, per sette giorni, a La Skieda risuoneranno le fantastiche emozioni della storia che gli appassionati di Telemark hanno vissuto in questi vent’anni: storie di vita che a Livigno hanno visto migliaia di persone sciare insieme, conoscersi, innamorarsi, piangere, divertirsi e ritrovarsi nella grande famiglia che è diventato il telemark.
Così questa grande famiglia che vive di lingue, tradizioni, passioni, emozioni diverse tra loro, vuole ritrovarsi insieme sotto le grandi ali della fratellanza e potersi abbracciare e salutare con un semplice, semplicissimo ma sincero We are La Skieda!'.
  
Quest’anno per agevolare l’iscrizione, lo staff LA SKIEDA mette a disposizione il servizio di booking online su www.skieda.com. Il pacchetto Skieda comprende Ski-Pass, T-Shirt, Gadget Skieda XX, eventi culturali, epoque, telemark festival, Corsi Yoga, Junior Classic, Welcome Party, Festa Trepallina, Transumanza, Festa del Fuoco, Cena Reclying, Side Events e tanto divertimento...
 
Il Telemark Club Livigno invita tutti i telemarker a rivivere una nuova avventura da scrivere sulla candida e fresca neve di Livigno, al ritmo di incantevoli genuflessioni sul grembo della Dama Bianca.
Arrivederci a tutti dal 29 marzo al 5 aprile 2014!

 

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3 gennaio 2014 5 03 /01 /gennaio /2014 09:59

WSF World Rookie Fest a Livigno. Un evento snowboard per la ricerca di nuovi talentiIl WSF World Rookie Tour fa tappa a Livigno, dove è atteso tra il 6 e il 12 gennaio 2014: "From Rookie To Pro System", è questo il concetto dell'evento dedicato allo snowboard under 18 che si tiene a Livigno dal 6 all'11 gennaio. Un vero e proprio talent scouting alla ricerca delle migliori giovani promesse provenienti da tutto il mondo. 

 

ll più grande appuntamento al mondo per i giovani talenti dello snowboard, il WSF World Rookie Fest fa tappa in tutti gli angoli del pianeta, dal Cile alla Bulgaria, dall'Australia al Giappone. 

A Livigno è atteso dal 6 all'11 gennaio, quando 140 rider si sfideranno nello strutture delMottolino Snowpark per contendersi la nona edizione del prestigioso contest.

Si tratta di un evento conosciuto tra gli addetti ai lavori per l'altissimo livello tecnico e atteso da tutti i rider per il contest Slopestyle 2Star TTR. La nona edizione avrà un giorno in più rispetto alle precedenti per consentire un miglior allenamento agli atleti che sono attesi a Livigno. 

La tappa valtellinese, inoltre, si differenzia dal resto del calendario internazionale perché mette a disposizione dei rider svariate attività lifestyle, che spaziano dal wellness day allo yoga session, dal welcome italian aperitivo al film première.  

Gli atleti in gara saranno divisi in due gruppi in base all'età: Rookie (nati tra il 1 gennaio 1996 e il 31 dicembre 1998) e Grom (nati dopo il 1 gennaio 1999) nelle categorie maschile e femminile. Ciascuno di loro proviene da pre-selezioni fatte nel proprio paese di origine con lo scopo di garantire l'alto livello tecnico internazionale, che in passato ha proposto tricks comedouble cork, double front clip e cab 1260.

 

E' possibile seguire il World Rookie Tour online su  

www.worldrookietour.comwww.worldsnowboardfederation.org 
www.facebook.com/worldrookietour  
www.vimeo.com/channels/worldrookietour

 

 

 

Il Calendario ufficiale 2014 World Rookie Fest

 

  • WSF World Rookie Fest Livigno (Italia) 6/11 gennaio 2* TTR Slopestyle
  • Transilvania Rookie Fest Arena Platos (Romania) 17/19 gennaio 2* TTR Slopestyle
  • French Fries Rookie Fest  Avoriaz (Francia) 01/03 febbraio  2* TTR Slopestyle e Halfpipe
  • Trentino Rookie Fest Monte Bondone (Italia) 19/23 febbraio 2014 2* TTR Slopestyle e Halfpipe
  • Indy Park Banzai Rookie Fest  Nokoma (Giappone) 22/23 febbraio 2014 2* TTR Slopestyle
  • East Rookie Fest Vitkovice (Repubblica Ceca) 07/08 marzo 2014  2* TTR Slopestyle
  • Bulgarian Rookie Fest  Pamporovo (Bulgaria) - 22/23 marzo 2014  3* TTR Slopestyle
  • Völkl World Rookie Finals Ischgl (Austria) 02/06 aprile 2014 3* TTR Slopestyle
  • Australian Rookie Fest Thredbo  (Australia) agosto 2014  2* TTR Slopestyle
  • South America Rookie Fest Valle Nevado (Cile) agosto 2014 2* TTR Slopestyle e Freeride





Ufficio Stampa APT Livigno

Sara Bovo

 

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1 gennaio 2014 3 01 /01 /gennaio /2014 06:26

In tema di protezione dai rischi di valanghe e da cadute. A Livigno in corso apprezzabili iniziativeIl caso tragico e fortemente attenzionato dai media di Michael Shumaker, al di là del dispiacere per l'incerta sorte del Campione automobilistico e dell'inquietudine ingenerata in tutti i suoi fan davanti ad una prognosi tanto incerta, ha creato un grande palcoscenco mediatico (negato agli anonimi sciatori che subiscono analoghi incidenti) che invita a riflettere sui rischi connessi alla pratica dello Sci, sia in pista sia fuori pista (e in tutte le diverse forme freeride). 
Anche perchè l'avanzamento della teconologia consente di realizzare velocità via via crescenti, che accrescono il rischio di poter subire gravi lesioni in caso di caduta.
Nello stesso tempo, con la crescente diffusione del gusto per l'estremo sono sempre di più quelli che praticano il fuori pista sia sugli sci sia sul monosci sia infine sulla ski board, con il conseguente incremento della possibilità di generare valanghe.
Ed ecco che da Livigno giunge una riflessione in tema di protezione dal rischio di valanghe e di cadute: proprio da Livigno che, in questa stagione si trasforma in autentica palestra a cielo a perto per tutte le attività sciistiche. 
L'informazione gioca un ruolo fondamentale nella prevenzione dei possibili rischi. Ma anche l'educazione dei praticanti e la crescita da parte loro di una consapevolezza del limite. 

 

Rischi e pericoli dello sci fuoripista, come evitarli? Livigno mette in campo il Progetto Freeride con un bollettino neve e valanghe aggiornato localmente ogni giorno e una serie di attività legate all'argomento. Conoscenza e informazione le basi per ridurre le vittime in incidenti da valanga. 

Dal 30 dicembre 2013 è attivo il servizio di Heliski sulle cime di Livigno e dell'Alta Valtellina.
 

Le abbondanti nevicate degli ultimi giorni, il manto nevoso vecchio che fa da base di scivolamento e il desiderio di fuoripista, hanno portato in primo piano il tema delle valanghe e della sicurezza in montagna.

L'informazione a riguardo gioca un ruolo fondamentale e Livigno ha inaugurato lo scorso 26 dicembre il servizio giornaliero del bollettino neve e valanghe locale, che ogni mattina a partire dalle ore 8.30 informa gli ospiti della località sulle condizioni del manto nevoso, segnalando il grado di pericolosità e la possibilità o meno di praticare il fuoripista.

Per vedere il bollettino seguire il link

 

Si tratta di un'iniziativa inserita nel Progetto Freeride, che rappresenta una delle più importanti novità per la stagione invernale di Livigno. Il bollettino locale, che va a integrare quello regionale emesso dal Centro Nivometeorologico Arpa di Bormio, permette di avere un quadro aggiornato e il più preciso possibile delle condizioni che si trovano sul territorio di Livigno e viene diramato attraverso il sito di APT Livigno (www.livigno.euattraverso un'informativa presente negli hotel e nelle stazioni degli impianti di risalita e attraverso la televisione locale. 

Il Progetto Freeride prevede anche l'individuazione e la messa in sicurezza di itinerari dedicati all'avvicinamento al freeride, dove poter approcciare il fuoripista nella maggior sicurezza possibile. 

Inoltre sono stati allestiti due nuovi percorsi per le ciaspole, in Pemont e nella zona dell'Alpe Vago, gestiti e individuabili da apposita segnaletica.

Novità anche per lo sci alpinismo, con due nuovi itinerari sempre segnalati e gestiti: uno che sale al Monte Crapene e l'altro verso Plascianet. 

Inoltre, ogni domenica si tiene un incontro pubblico e gratuito tra le Guide Alpine e chi vuole avvicinarsi al freeride, per conoscere l'attrezzatura di auto-soccorso: Artva, pala e sonda e le regole per praticare in sicurezza il fuoripista.

In tema di protezione dai rischi di valanghe e da cadute. A Livigno in corso apprezzabili iniziativeEcco la dichiarazione rilasciata da Fabiano Monti, Tecnico neve e valanghe - Progetto Freeride Livigno"L'unico modo per ridurre le vittime degli incidenti causati dalla valanghe è quello di aumentare la cultura della montagna e di fornire le informazioni più adeguate per la pratica in sicurezza dello sci fuoripista. 

Le persone dovrebbero sciare fuori dalle piste battute solo se consapevoli dei pericoli che stanno per affrontare e, a quel punto, prendersi le proprie responsabilità.

La consapevolezza avviene attraverso l'informazione e la conoscenza e chi non la possiede dovrebbe affidarsi a degli esperti, nella fattispecie alle Guide Alpine e ai Maestri di Sci esperti in fuoripista.

C'è troppa confusione tra le notizie che si reperiscono normalmente sui mezzi di comunicazione, a tal proposito è bene ricordare che la Scala Europea del Pericolo Valanghe (con livelli da 1 a 5) riguarda un'utenza eterogenea, che va dallo sciatore in fuoripista agli Organi della Protezione Civile per la gestione delle vie di comunicazione e della sicurezza dei centri abitati. 

Perciò capita spesso che i media facciano disinformazione cercando di attribuire gli incidenti al pericolo con grado 4 (forte) come se questo fosse l'unico modo per rimarcare la gravità degli errori o imprudenze commesse. In realtà già il 3 (marcato) prevede limitazioni e buone capacità di valutazione per uscire dalle piste battute; sta di fatto che la maggior parte degli incidenti mortali avvengono con grado 2 o 3. 

Non si può mai avere una sicurezza totale, neanche con grado 1 debole, per questo sono fondamentali una buona preparazione e conoscenza.

In Lombardia il Soccorso Alpino è gratuito ma questo non deve diventare un pretesto per comportarsi in modo irresponsabile nei confronti di se stessi e dei soccorritori. Inoltre, nel caso di incidenti da valanga, l'intervento del Soccorso organizzato non può essere abbastanza tempestivo e ragionevoli probabilità di sopravvivenza possono essere fornite dagli stessi partecipanti all'uscita in fuoripista che devono sempre avere con sè l'attrezzatura da autosoccorso, Lo sci fuoripista non è un'attività da bandire, può insegnare valori fondamentali come l'amore per la natura e il rispetto di se stessi e degli altri. Dobbiamo però riuscire a diffondere conoscenza e consapevolezza adeguate alla sua pratica in sicurezza".

 

E quella di Luca Moretti, Presidente Azienda di Promozione Turistica Livigno"Il Progetto Freeride che abbiamo messo in cantiere è un'iniziativa innovativa, unica nel panorama nelle località alpine europee e rappresenta un passo avanti per quello che la montagna può dare in inverno. Per Livigno è un ulteriore miglioramento di quello che è l'offerta turistica e una nuova opportunità per mettere a disposizione degli ospiti sempre maggiori servizi e informazioni, puntando anche sulla formazione e su una maggiore preparazione del fruitore del nostro territorio".

 

Da ieri a Livigno è attivo per tutto l'inverno anche il servizio di Heliski con le Guide Alpine, che permette di raggiungere i migliori pendii con neve ancora vergine, lontani dagli abituali percorsi di freeride nel territorio di Livigno e dell'Alta Valtellina. Il decollo avviene, su prenotazione, dalla piazzola in quota al Rifugio Carosello 3000 e al Rifugio M'eating Point al Mottolino e per ottimizzare i costi è consigliabile formare un gruppo di 4 persone. L'attrezzatura necessaria prevede sci, telemark o snowboard, skipass, zaino, Artva, pala e sonda (se necessario l'attrezzatura da auto-soccorso viene fornita dalle Guide Alpine).

La quota di partecipazione comprende l'accompagnamento della Guida Alpina, il volo in elicottero, l'utilizzo di Artva, pala, sonda ed è di 180 euro a persona in gruppi da 4, la discesa supplementare ha un costo di 310 euro da dividere tra i partecipanti. 

C'è poi la proposta di 2 giorni con due discese al giorno distribuite nell'arco della settimana, ogni giornata tre voli in elicottero per altrettante linee di discesa selezionate in funzione alle condizioni del momento che costa 470 euro a persona in gruppi da 4. 

e per chi non scia ci sono i voli panoramici ogni giorno da domenica a venerdì, il battesimo dell'aria con un breve volo panoramico sulle cime di Livigno e il servizio di helitaxi da e per Samedan, Zurigo, Innsbruck, Bolzano, Orio al Serio, Milano Linate e Milano Malpensa.

Per info e prenotazioni: Agenzia Interalpen, via Ostaria 357 tel. 0342.996262, Guide Alpine Livigno tel. 328.7095950, info@guideaalpine.info http://guidealpine.info/attivita/heliski/

 

Clicca qui per il video del primo giorno di Heliski a Livigno (le immagini sono libere da diritti)

Clicca qui per la foto di Heliski

Clicca qui per la foto di Heliski

 

 

 

Ufficio Stampa APT Livigno
Sara Bovo
Mob. +39 334 3675788 - Mail. press@livigno.eu
www.livigno.eu
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18 gennaio 2013 5 18 /01 /gennaio /2013 10:35

courmayeur-freeride-snowboard.jpgGli appassionati di Freeride segneranno fin da ora quest’appuntamento in calendario: dal 22 al 24 aprile 2013 si svolgerà la terza edizione del SALEWA Climb to Ski Camp che soddisfa tutte le premesse per divenire un vero e proprio highlight della stagione invernale.
Questa volta si andrà a Chamonix, culla del Freeride, e ospite speciale sarà nientemeno che Glen Plake, vera leggenda della disciplina. Dodici giovani rider provenienti da Germania, Austria, Italia, Francia e Svizzera, che si possono candidare via Facebook, potranno vivere tre giorni indimenticabili sugli sci.
Insieme a Glen e ai suoi compagni Björn Heregger, Martin McFly Winkler ed Eva Walkner del team SALEWA AlpineXtrem e Luca Pandolfi, snowboarder professionista del Team internazionale Jones, si andrà alla scoperta dell’area attorno al Monte Bianco. 

Con l’arrivo della prima neve cresce la voglia di tracciare rapide curve in terreni non ancora battuti. Chi, il prossimo aprile, vorrà vivere con gli atleti Salewa Glen Plake, Björn Heregger, Martin McFly Winkler, Eva Walkner e Luca Pandolfi, snowboarder professionista del Team internazionale Jones, un fantastico divertimento attorno al Monte Bianco, dovrà fissare sin da ora le proprie tracce nella neve con filmati o immagini.
Per il SALEWA Climb to Ski Camp 2013, che si svolgerà dal 22 al 24 aprile a Chamonix, SALEWA cerca dei freerider giovani e motivati che, come primo passo, dovranno caricare i loro videoclip o le loro foto attraverso un’applicazione Facebook (climbtoski2013.salewa.it). Sarà possibile inviare la propria candidatura a partire da metà gennaio 2013 fino al 3 marzo. A seguire, si dovrà attivare la propria community per votare ed entrare così, con il maggior numero di “Like”, nella selezione finale per il Camp. Come ultimo step, saranno gli atleti stessi a decidere chi ha la stoffa per partecipare al Climb to Ski Camp 2013. Cosa c’è ad attendere i partecipanti? Glen Plake riassume tutto con queste parole: «Si tratta di fare del Freeride con me e con un paio di compagni del team di atleti SALEWA. Ci divertiremo salendo sulle montagne, per ripercorrerle poi in discese geniali. Non aspettate, candidatevi subito, perché chi non partecipa, non potrà esserci». 

Il Salewa Climb to Ski Camp 2013 è alla sua terza edizione. Negli ultimi due anni, i rider emergenti e gli atleti si sono dati appuntamento a St. Anton am Arlberg in Austria. Tutti i partecipanti concordano sul fatto che i giorni trascorsi insieme non hanno regalato solo il divertimento più puro e autentico sulla neve, ma anche fuori, creando nuove amicizie e offrendo preziose esperienze. Alex, 26 anni, è rimasto molto impressionato dallo spirito di squadra di questo gruppo internazionale: «Ci siamo divertiti tantissimo a salire insieme sulle montagne per trovare poi delle discese particolari. Non c’è stato un solo instante di cattivo umore o di rivalità. La sera mangiavamo insieme, tutti contenti, scambiandoci sulle esperienze che avevamo vissuto». Anche Arnaud Cottet, SALEWA People per la Svizzera, traccia un bilancio positivo: «Durante i tre giorni abbiamo avuto l’occasione di condividere la nostra passione per il Freeride con rider provenienti da diversi Paesi europei. Così, grazie al Camp, ciascuno di noi si è arricchito di nuove esperienze». 

freeride con snowboardIn merito alla location di quest’anno, Chamonix, ecco le parole Luca Pandolfi, un atleta che sarà protagonista di questa terza edizione: «Chamonix è un luogo dove tutto è permesso e tutti possono spingersi alla ricerca dei propri limiti». E' un posto dove Luca si sente completamente libero, libero di sognare, libero di realizzare grandi linee con il suo snowboard, libero di vivere il momento e condividerlo con gli amici. 

Anche in aprile si faranno esperienze indimenticabili, con gli sci o lo snowboard, quando si supereranno ripide salite o spettacolari discese del Monte Bianco insieme a Glen Plake, Björn Heregger, Martin McFly Winkler, Eva Walkner e Luca Pandolfi

Per ulteriori informazioni:  www.salewa.com 
 
Il SALEWA Climb to Ski Camp 2013 si avvale del sostegno dei seguenti partner...

PrimaLoft® – La tecnologia di isolamento PrimaLoft® fu sviluppata in origine per l‘US Army come alternativa impermeabile e sintetica alla piuma. Oggi, PrimaLoft® è diventata una delle aziende leader nella ricerca e lo sviluppo di materiali e filati di isolamento altamente di fornire un confort a 360°, dalla testa ai piedi. Segui il link per maggiori dettagli.
Black Crows – La marca di Freeski, autentica, indipendente, con sede a Chamonix, fu creata da Bruno Compagnet e Camille Jaccoux, un tempo rider professionisti, ed è sinonimo di tolleranza e massima prestazione.
Downdays – Il magazine del Freeski europeo.
 
Chi è Salewa? SALEWA è il marchio leader in Europa per l'attrezzatura e l'abbigliamento da montagna. Un vero "multispecialista" nell'outdoor: oltre settant'anni di tradizione ed esperienza sono fonte continua d'ispirazione e rappresentano la base per raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi. Il gruppo SALEWA, che conta 340 dipendenti, è gestito con elevata professionalità da una conduzione familiare. Nel 2010 SALEWA festeggia 75 anni: è infatti dal 1935 che gli alpinisti più esigenti e gli appassionati di montagna trovano nel marchio soluzioni e prodotti innovativi e affidabili, una tradizione, questa, che costituisce la base per i prossimi passi da intraprendere a livello imprenditoriale verso un promettente futuro in movimento. 
Per informazioni, materiale fotografico e prodotti da testare: 
LDL COMunicazione (ufficio stampa SALEWA Italia) 
via Quinto Alpini, 4 – 24124 Bergamo 
Tel. 035.4534134 - Fax 035.8593.1191 
info@ldlcom.it www.ldlcom.it 
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Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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