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1 novembre 2016 2 01 /11 /novembre /2016 22:53
(Foto Michele Amato - Sicilia Running)

(Foto Michele Amato - Sicilia Running)

Il 30 ottobre 2016 si è svolta, a Capo d'Orlando, la 6 ore Città Capo d'Orlando (alla sua 2^ edizione). La gara che si è disputata su di un circuito di 2000 metri ricavato sul Lungomare Ligabue della cittadina del Messinese, è stata valevole come Campionato Italiano IUTA di specialità 6 ore su strada e ha segnato un capitolo importante nella crescita del movimento delle ultramaratone in Sicilia.
90 sono stati i partecipanti, di cui 14 le donne (vedi le classifiche ufficiali).
Il livornese Marco Lombardi si è aggiudicato il posto più alto del podio con 80,708 km percorsi, seguito da Massimiliano Buccafusca (ASD Club Atletica Partinico) con 77,551 km e da Benedetto Patti (ASD Dilettantistica Club Atletica Mazzara) con l'importo chilometrico finale di 71,687.
La gara al femminile ha visto il predominio di Silvana Modica (ASD Palermo Running) con 62,937 km (14^ assoluta), seguita da presso da Gabriela Chebac (ASD Atletica Sicilia) con 61,629 km (20^ assoluta) e dalla palermitana Lara La Pera, esordiente nella specialità di ultracorsa su strada, che ha chiuso la sua fatica, mettendo nel suo fagotto 61,161 km. (21^ assoluta). Da notare che le prime tre donne sono accomunate dall'appartenere alla categoria F40.
La competizione di ultramaratona è stata vivacizzata da una staffetta 2X3 ore che ha visto schierate sulla linea dello start 7 squadre di due atleti ciascuna.
Infine, a creare ulteriore movimentazione subito dopo la conclusione della 6 ore, sempre sullo stesso circuito di gara ha avuto luogo una competizione di 10 km, valevole come Campionato regionale ACSI Corsa su strada 10 km che ha avuto 63 partecipanti.
La gara clou è stata in ogni caso la 6 ore che ha confermato le ottime premesse della prima edizione sia sotto il profilo tecnico sia sotto quello roganizzativo e che ha posto le basi per una crescita ulteriore e per un eventuale rilancio verso mete più ambiziose.
Di seguito, riportiamo le impressioni di Lara La Pera che, come si è detto, è stata la terza assoluta nella gara femminile.

 

6 ore Città Capo d'Orlando 2016 - foto Sicilia Running(Lara La Pera) Per me la sei ore di Capo d'Orlando non è stata una gara, ma una vera e propria festa tra amici. Ho avuto questa sensazione da prima della partenza che è poi rimasta e si è rafforzata durante le sei lunghe ore di fatica.
A questa meravigliosa festa non avrei mai partecipato se non fosse stata una carissima amica ad organizzarla, Cinzia Sonsogno. È grazie a lei, ai suoi collaboratori, alla bellezza e ospitalità di Capo d'Orlando che questa giornata per me resterà indimenticabile.
Ho deciso di fare questa esperienza solo una settimana prima. A spaventarmi non erano le ore di fatica - mi è capitato di partecipare a trail di oltre 120 km - bensì il dover correre avanti e indietro in un circuito di soli due km.
Questo mi metteva una certa ansia, poiché non ho mai affrontato niente di simile e su asfalto non ho mai superato i 50 km [L'esordio di Lara La Pera su questa distanza è stato con la "classica" 50 km di Romagna - ndr]
Diciamo che non mi sentivo mentalmente e fisicamente pronta ad affrontare una sei ore su strada. Ma le mie ansie andavano dileguandosi minuto dopo minuto, passo dopo passo.
Ho affrontato le prime ore di gara con un amico fraterno, Carmelo Santoro... Sapevo che da sola le prime ore sarebbero risultate eterne... ma non è stato così.
Tutt'altro..
Si rideva, si scherzava, il ritmo della corsa era lento, dolce, adatto a ridere e scherzare e a non sentire il peso della fatica che, giro dopo giro, si sarebbe fatto sentire nei nostri muscoli. 
Anche restare in quei due km è stato piacevole. Il panorama era incantevole, le isole Eolie ci guardavano da lontano e il cielo ora dopo ora andava mutando di colore fino a regalarci a fine gara un tramonto mozzafiato.
La fatica, l'emozione di circa cento atleti era concentrato in quel piccolo angolo di mondo che per sei ore ci ha uniti.
Sorrisi, battute di incoraggiamento, volti stanchi e sorridenti in quel continuo vai e vieni.
L 'alterata percezione del tempo: dopo quattro ore pensi 'Dai che sta finendo... solo due ore ancora....
Poi, gli ultimi quaranta minuti che sembrano infiniti.
E poi lo sparo finale che ti libera dalla fatica, che libera il tuo corpo dal movimento della corsa che da sei ore stai ripetendo senza sosta.
Fermare il mio corpo è stato difficile... perché da sei ore facevo solo quello: correre.
Non ho mai camminato, ho bevuto correndo, ho mangiato correndo.
indipendentemente dai chilometri che speravo di percorrere, il mio obiettivo era non cedere alla camminata. E ci sono riuscita. L'ho già fatto di persona, per telefono... ma non riesco a non ringraziare la mia grande amica Cinzia per avermi regalato questa esperienza.
Come mi ha detto proprio lei durante la quinta ora eterna... "...dopo che superi questa prova sono poche le cose che non puoi fare".

Questo video clip proviene dalla pagina Facebook, intestata alla ASD Podistica Capo d'Orlando....

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Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (Redazione e Lara La Pera) - in Ultramaratone italiane 2016 Podismo siciliano su strada Podismo su altre distanze - Cross - Atletica
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26 ottobre 2016 3 26 /10 /ottobre /2016 10:25
(Foto di Maurizio Crispi. Start dell'edizione 2015)

(Foto di Maurizio Crispi. Start dell'edizione 2015)

6 ore Città Capo d'Orlando 2016

Domenica 30 ottbre 2016, avrà luogo a Capo d'Oralndo (Messina) la 2^ edizione della 6 ore Città Capo d'Orlando, esordita nell'estate 2015, come 6 ore Capo d'Orlando by night. La prima edizione, che vide la partecipazione in qualità di testimonial del grande Giorgio Calcaterra, grazie allo spirito entusiastico e alle capacità organizzative della ASD Podistica Orlandina, animata da dalla runner ed ultramratoneta Cinzia Sonsogno ha avuto sin da subito un grande successo, malgrado l'elevata temperatura stagionale.
Ottima location in corrispondenza del Lungomare Ligabue, pianeggiante il circuito di circa 2000 metri da ripetere per tutta la durata delle sei ore di gara senza cambi di direzione, splendida organizzazione (anche se con qualche piccolo neo nella registrazione dei passaggi, inconveniente a cui si ovvio tempestivamente in corso di gara).
Quest'anno si replica alla grande con una manifestazione sicuramente in crescita che ha cambiato stagione ed anche orario (e assieme all'orario, denominazione): ma la chicca ce arrichisce la manifestazione di domenica 31 ottobre è il fatto che la 6 ore sarà valevole come Campionato italiano IUTA di specialità 6 ore su strada: c'è da augurarsi che molti specialisti di livello nazionale sia della 100 km sia della 24 ore vengano a onorare con la loro presenza questo campionato IUTA.
La gara prenderà il via alle ore 11.00, mentre alle 17.30 prenderà il via la gara di 10 km valevole come prova del BioRace 2016, ma anche come Campionato ACSI di corsa su strada.
Nel pomeriggio 
del 29 ottobre, invece, come arricchimento tematico dell'evento, avrà luogo - a partire dalle ore 14.00, un interessante convegno sull'endurance e sulle ultramaratone, dal titolo "L'endurance: aspetti metabolici e metodologici", con la possibilità per i partecipanti di ricevere dei crediti formativi.
A Capo d'Orlando in Via Fanciullo.

Saranno relatori Il Presidente Regionale Fidal Gaspare Polizzi (Allenatore Benemerito) e Marcello Giaccone (Allenatore 3° Livello).

Una sintesi di immagini dell'edizione 2015 (foto di Maurizio Crispi)
Una sintesi di immagini dell'edizione 2015 (foto di Maurizio Crispi)
Una sintesi di immagini dell'edizione 2015 (foto di Maurizio Crispi)
Una sintesi di immagini dell'edizione 2015 (foto di Maurizio Crispi)
Una sintesi di immagini dell'edizione 2015 (foto di Maurizio Crispi)
Una sintesi di immagini dell'edizione 2015 (foto di Maurizio Crispi)
Una sintesi di immagini dell'edizione 2015 (foto di Maurizio Crispi)
Una sintesi di immagini dell'edizione 2015 (foto di Maurizio Crispi)

Una sintesi di immagini dell'edizione 2015 (foto di Maurizio Crispi)

Domenica a Capo D’Orlando i Campionati Regionali ACSI di Corsa su Strada 10 km.

Medaglie per i finisher della 5 ore Città Capo d'Orlando e per la 10 km concomitanteCapo D’Orlando (ME). I migliori specialisti siciliani della Corsa Su strada targati ACSI (Associazione Centri Sportivi Italiani) si daranno appuntamento domenica prossima 30 ottobre 2016 a Capo D’Orlando (Me), in occasione della 6 Ore Città di Capo D'Orlando, per contendersi le ambite maglie di Campione Regionale ACSI di Categoria.
La gara sulla distanza di 10 km partirà alle ore 17,30 e si svilupperà su un circuito di due chilometri che sarà ripetuto cinque volte da tutte le categorie.
I tesserati regionali ACSI all’atto dell’iscrizione dovranno presentare regolare tessera associativa e riceveranno dal Comitato Organizzatore della ASD Podistica Capo D’Orlando un ricco pacco gara ed al termine della fase agonistica una splendida medaglia ricordo della manifestazione.

Alla gara oltre agli atleti ACSI potranno partecipare anche gli atleti tesserati per la Federazione e gli altri Enti di Promozione Sportiva che, però, non concorreranno all’ assegnazione dei titoli regionali.

10 km di Capo d'Orlando 2016 locandina

Info www.podisticapodorlando.it

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10 ottobre 2016 1 10 /10 /ottobre /2016 20:03
100 km delle Alpi 2016 (8^ ed.). La vittoria al biellese Stefano Velatta e qualche polemica sugli aspetti logistico-organizzativi

Il biellese Stefano Velatta ha trionfato alla 8^ edizione della 100 chilometri delle Alpi, corsa su strada partita la mattina dell'8 ottobre da Torino alle 10.00 e organizzata dalla ASD Giro d’Italia Run: sono stati circa 160 gli iscritti,  ma solo 130 i partenti che si sono avviati da Torino per arrivare al traguardo di Saint Vincent, in una 100 km che connette le Regioni Val d'Aosta e Piemonte.

Il portacolori del Gaglianico 74 ha tagliato il traguardo posto nel centro storico di Saint Vincent in Valle d’Aosta dopo 7 ore 50 minuti e 36 secondi, un tempo di tutto rispetto in senso assoluto.

Una gara tatticamente perfetta” - come l’ha lui stesso definita poco dopo l’arrivo, festeggiato da numerosi amici e compagni di squadra: Velatta, che già aveva partecipato a questa massacrante gara due anni fa chiudendo secondo, ha impostato una condotta di gara prudente, senza farsi prendere dall’euforia di strafare, ma tuttaviaconvinto delle proprie potenzialità.

Stefano Velatta, biellese, vincitore della 100 km delle Alpi 2016 (8 ottobre 2016)Nei primi chilometri ha lasciato andare via un paio di avversari che poi, pian piano, hanno perso terreno. Intorno al 40° chilometro il runner biellese era già al comando della corsa con un centinaio di metri sul più immediato inseguitore. Lo strappo è arrivato qualche chilometro prima di entrare in terra valdostana: a Carema Velatta aveva già accumulato venti minuti di vantaggio sul secondo, il ligure Denis Capillo da Arma di Taggia, arrivato al traguardo un’ora dopo in 8 ore e 47 minuti, mentre terzo assoluto si è piazzato il siciliano Santo Monaco. fresco vincitore della 1^ edizione della Etna Extreme - 100 km del Vulcano che si è disputata lo scorso 11 settembre, e chiuse allora con il crono di 10h22'54.

Intorno al 60° km, un inizio di crampi lo ha preoccupato, ma passata la lieve crisi Velatta ha ripreso a macinare chilometri a velocità sostenuta: all’85°km  il vantaggio era lievitato a oltre 30 minuti, un buonissimo bottino in vista dell’ultima temibile salita, il Mont Jovet.
Nell’ultima rampa il capolavoro finale sorretto dalle urla di incitamento dei suoi compagni di squadra del Gaglianico 74 (che si sono presentati con una maglietta dedicata all’evento) e dei suoi amici che hanno fatto la spola lungo il percorso per incitarlo e dargli il supporto morale necessario.

Al traguardo è arrivato a braccia alzate, scoppiando poi in un pianto liberatorio alla vista di tutte le persone che lo stavano attendendo per festeggiarlo: l’abbraccio più emozionante con la figlia Noemi che gli è stata vicino per tutto il percorso, accompagnata in auto dall’amico Antonello (anche lui ultramaratoneta) e dalla figlia Francesca che lo hanno seguito come un ombra per tutti e 100 i chilometri.

E’ una gara che mi piace molto, per i paesaggi che attraversi e per la tipologia di percorso. Volevo stare sotto le otto ore - ha dichiarato Velatta - volevo vincerla e ce l’ho fatta: è una grandissima soddisfazione personale e per tutte le persone che mi vogliono bene e che mi sono vicine nelle cose che faccio. Un ringraziamento particolare alla mia allenatrice Clelia Zola e a tutti gli amici che mi hanno seguito voglio solo dire che sono stati fantastici". 
Luisa Betty, finisher della 100 km delle Alpi 2016Intervistato dalla Rai regionale valdostana Velatta ha confidato i suoi segreti: "La forza è la mia famiglia, poi non ho altro segreto se non tante e tante ore di allenamento duro che forzatamente devo conciliare anche con la mia attività lavorativa. Facendo i turni in fabbrica sono sicuramente agevolato rispetto a chi fa giornata, ma non mi pongo problemi se devo allenarmi al mattino presto o alla sera".

Ma si sa che la gara dei primi non collima mai nella percezione che si raccoglie di esse con le impressioni che, alla fine, raccolgono tutti coloro che seguono e che si collocano al traguardo tra i primissimi e lo scoccare del tempo massimo regolamentare.
Ed ecco che così vogliamo dare spazio al punto di vista di Luisa Betty con oltre 180 gare concluse tra maratone e ultra al suo attivo, non ultimissima classificata, che esprime una serie di critiche serrate all'organizzazione sia per quanto concerne l'assistenza in gara agli atleti, sia per quanto concerne la logistica dei serivizi resi nel dopo gara.
Seguendo il parere di Luisa Betty, alla 100 km delle Alpi dovrebbe essere attribuito un punteggio assai basso.
Ma vediamo le sue parole... che, naturalmente, vengono riportate, in attesa di eventuali smentite oppure di pareri discordanti che saremo lieti di pubblicare in questo magazine.
I punti dolenti segnalati da Luisa Betty - perlomeno quelli riscontrati in corso di gara - sono legati al fatto che in una 100 km in linea con relativamente pochi partecipanti  i posti di ristoro sono difficilmente gestibili stante la rarefazione dei passaggi degli atleti, una volta superato il 30° km. I problemi relativi alla sicurezza degli atleti (soprattutto per la massa dei partecipanti, esclusi i top runner) peraltro si pongono anche in altre più blasonate 100 km, solo che in queste - prenendo come parametro di riferimento la 100 km del Passatore (peraltro citata dalla Betty) vale l'effetto massa critica, stante il numero elevato dei partecipanti, anche se di quando in quando qualche incidente si verifica.
E, assumendo che le parole di Luisa Betty, puntino effettivamente il dito su qualche aspetto organizzativo ancora traballante ed incerto, c'è da sperare che sortiscano l'effetto di critica costruttiva che impegni gli organizzatori a cercare di far meglio ad una prossima edizione.

"E come l'Artista tenta di riprodurre sulle proprie tele un'immagine o una sensazione per come l'ha vista e vissuta...così l'Atleta, attraverso le gare che corre, esprime se stesso, finalizza i suoi sacrifici, si realizza sia come sportivo che come Uomo."
Ho scelto, non a caso, questa splendida e veritiera citazione per commentare la deludente "100 km delle Alpi" da Torino a S.Vincent (i quali in realtà si sono poi rivelati essere 102), la mia 188^ fra maratone ed ultra, che purtroppo sono costretta ad archiviare come la peggiore 100 km che abbia mai corso finora: sia per l'estremo squallore e pericolosità del percorso (in particolare i 35 km iniziali di noiosissimo "piattume", per non parlare dei vari tratti in notturna completamente al buio con le auto che ci sfrecciavano accanto alla massima velocità), ma soprattutto per la veramente PESSIMA organizzazione e la più totale mancanza di interesse e riguardo verso gli Atleti.
Qualche esempio di ciò: ristori completamente sfasati, segnalazione errata del percorso (riscontrata da tutti i partecipanti) superiore di 2 km, medaglia per soli 25 atleti su 126 iscritti (io stessa sono rimasta senza), pasta-party inesistente, palestra che in teoria avrebbe dovuto essere "riscaldata" e dove invece si battevano i denti dal freddo, con i poveri atleti costretti a coricarsi su misere brandine senza uno straccio di coperta, incredibile cafonaggine e maleducazione da parte di giudici e assistenti di gara, e potrei elencarne ancora tante altre di pecche e mancanze di rispetto nei confronti di chi correva. Insomma una delusione totale sotto quasi ogni punto di vista, ed e' un vero peccato poiché si tratta pur sempre della 100 km più antica d'Italia [non come numero di edizioni, ma per quanto concerne l'anno di inizio. Ndr] e non merita di andare a morire per colpa di gente inetta, cafona e incompetente che di sport non ne sa e non ne capisce un bel nulla. Purtroppo temo che questa sara' la sua inevitabile fine, dato che la gente non paga di certo per tornare dove sa di venir presa a pesci in faccia (giustamente). Organizzare una qualsiasi gara non e' di per se' facile, figuriamoci una 100 km: non e' un gioco ne' uno scherzo, specie quando viene messa a rischio l'incolumità dei partecipanti, e se non si e' sicuri di riuscire a garantire un'organizzazione quasi impeccabile...Be', allora é decisamente meglio STAR FERMI e dedicarsi ad altro, prima di combinare danni ben più gravi!
Questo é il mio modesto parere e chi mi conosce sa che scrivo ed espongo sempre ciò che penso senza peli sulla lingua (né sulla penna).
L'unica nota positiva e' stata il correrla a passo tranquillissimo assieme a due compagni di avventura straordinari come la "talebana" Sara Ultrarunner Paganucci e il "Forrest Gump" italiano Costanzo Michelangelo, che fra chiacchiere e risate sono riusciti a rendere piacevole persino una gara disastrosa come questa. Proprio vero che "l'Unione fa sempre la Forza", ed il mio ringraziamento più sincero oggi va solo ai miei due straordinari Amici, poiché senza di loro forse stavolta avrei gettato la spugna, troppo presa dalla rabbia e dallo sconforto.
Invece, grazie a loro sono FINISHER anche stavolta e sono pure stata premiata come prima assoluta di categoria, dopo aver corso 96 km appena due settimane fa, quindi cercherò di tenere solo i ricordi positivi come questo e di dimenticare tutto il resto...ma certo e' che alla Torino-S. Vincent la sottoscritta non ce la vedranno MAI piu'!
E la sconsiglio vivamente anche a tutti voi...
Meglio spendere soldi per le 100 km "serie" come Asolo e Passatore, dove perlomeno si è sicuri di trovare un'organizzazione all'altezza delle aspettative, datemi retta!
Perdonate lo "sfogo", ma mi pareva giusto e corretto denunciare tutto ciò e mettervene al corrente (anche e soprattutto per mettervi in guardia).
Alla prossima... sperando che sia migliore di questa!

Luisa Betty

Altri mometi della performance di Stefano Velatta. E, in una foto di Maurizio Crispi, l'arrivo di Santo Monaco alla Etna Extreme 100 km del Vulcano.
Altri mometi della performance di Stefano Velatta. E, in una foto di Maurizio Crispi, l'arrivo di Santo Monaco alla Etna Extreme 100 km del Vulcano.
Altri mometi della performance di Stefano Velatta. E, in una foto di Maurizio Crispi, l'arrivo di Santo Monaco alla Etna Extreme 100 km del Vulcano.
Altri mometi della performance di Stefano Velatta. E, in una foto di Maurizio Crispi, l'arrivo di Santo Monaco alla Etna Extreme 100 km del Vulcano.

Altri mometi della performance di Stefano Velatta. E, in una foto di Maurizio Crispi, l'arrivo di Santo Monaco alla Etna Extreme 100 km del Vulcano.

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Published by Ultramaratone, maratone e dintorni - in Ultramaratone italiane 2016
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13 settembre 2016 2 13 /09 /settembre /2016 09:14

L'arrivo di Salvatore Sulsenti con Cinzia Scivoletto alla 50 km dell'Etna (11 settembre 2016, Bronte)

Salvatore Sulsenti, che da camminatore, quest'estate, ha realizzato in una solitaria di tre giorni, con zaino in spalla, il "Giro a piedi della Provincia di Ragusa", in un suo personale percorso di avvicinamento all'impresa della 100 chilometri realizzata da camminatore, ha partecipato alla 50 km dell'Etna che si è svolta l'11 settembre 2015 nel contesto della manifestazione "Etna Extreme 2016" che ha visto in contemporanea con partenza allo scoccare della mezzanotte la celebrazione della 1^ edizione della 100 km del Vulcano.
Salvatore Sulsenti ci ha provato e ha tagliato il traguardo nella piazza di Bronte, assieme all'amica Cinzia Scivoletto, sua compagna in questo viaggio sportivo, ampiamente dentro il tempo massimo concesso dal regolamento.
Questa è stata la sua seconda partecipazione ad una competitiva sulla lunga distanza: il suo esordio ufficiale è stato con la Maratona di Ragusa 2016, lo scorso gennaio.
Di seguito il suo racconto.

Etna Extreme 2016 - 50 km delll'Etna (1^ ed.). Salvatore Sulsenti camminatore finisher: Esiste un piacere differito ed è il piacere che ti conquisti con il sacrificio
Etna Extreme 2016 - 50 km delll'Etna (1^ ed.). Salvatore Sulsenti camminatore finisher: Esiste un piacere differito ed è il piacere che ti conquisti con il sacrificio
Etna Extreme 2016 - 50 km delll'Etna (1^ ed.). Salvatore Sulsenti camminatore finisher: Esiste un piacere differito ed è il piacere che ti conquisti con il sacrificio
Etna Extreme 2016 - 50 km delll'Etna (1^ ed.). Salvatore Sulsenti camminatore finisher: Esiste un piacere differito ed è il piacere che ti conquisti con il sacrificio
Etna Extreme 2016 - 50 km delll'Etna (1^ ed.). Salvatore Sulsenti camminatore finisher: Esiste un piacere differito ed è il piacere che ti conquisti con il sacrificio

(Salvatore Sulsenti) Ho la caviglia sinistra gonfia, il ginocchio destro dolente e tutti i miei muscoli hanno qualcosa da ridire, ma mai come in questa occasione mi sono divertito.
Mi aspetta una camminata di diversi chilometri, dormirò per terra su un mio vecchio sacco a pelo, mi ritaglierò uno spazio per passare quello che resta della note all'interno di un cinema-teatro di Bronte, cominciando così a vivere una parte della magia di questa prima edizione dell'Etna Extreme.
Incontro uomini e donne che non conosco, mi rallegro nel rivedere gli amici, mi diverte la gaia leggerezza di chi non sa cosa andrà a fare, ma sa solo che lo farà.
Arrivo a Bronte in un piccola piazza animata dove tutti sembrano essere felici, parte di un sogno. Ritiro il mio pettorale, numero 447, solo adesso comincio a vedere quello che mi aspetta.
Mi commuove, alle 24:00, assistere alla partenza della 100 km del Vulcano.
Passo una notte insonne, mi aspettano 50,920 km da Milo a Bronte.
Alle 7.00 ci muoviamo con una navetta, in un clima da gita scolastica, verso Milo, dove è ubicata la partenza della 50 km.
Subito veloce il ritmo che mi porta a Zafferana, il primo Comune che incontrerò lungo il percorso a tendermi la mano.
Dopodiché, mi aspettano quasi 19 chilometri di salita fino al Rifugio Sapienza, dove ad accogliermi trovo una band che, all'esterno di un bar, esegue cover dei Queen, e che fa da cornice sonora ad un piazzale che mi ricorda un girone dantesco.
Pochi secondi di sosta al punto di ristoro e via.
300 metri e la pioggia mi rallegra con la sua viva compagnia proprio in mezzo alla strada. Sto bene, non sono stanco, mi sento a mio agio, sta accadendo ciò per cui mi sono allenato, vado avanti facendo attenzione alle puntuali indicazioni.
Tutto mi sembra già scritto, ho la sensazione di aver già visto questa domenica.
La strada si snoda in discesa, immersa in un paesaggio lunare, a tratti mi sento intimorito dalla lava e dal suo intenso grigiore, tendente al nero.
Ho preparato tutto con molta attenzione, per questa mia prima ultra maratona. Le mie gambe si muovono insieme alla mia testa.
A questo punto, a poco meno di 30 km dall'arrivo, il percorso cambia anima e diventa un fuori strada. Attraversando un frutteto, raccolgo una mela e, mordicchiandola, ne godo come un bambino in un giorno di festa.
Piove a dirotto. Il percorso è vivace, mi piace.
Le telefonate degli organizzatori mi rincuorano, non sono lontano dall’arrivo.
Uscendo dal bosco mi muovo su un basolato di pietra lavica durissimo che ha messo a dura prova le mie articolazioni.
Comincia l’asfalto, segno inequivocabile che ci siamo e ricevo l’ultima telefonata da parte dell’organizzazione. Vengo aggiornato: Salvatore mancano 3 chilometri. Mi viene incontro un’amica, un regalo inaspettato.

Mi sono sentito parte di qualcosa di così grande che ho rinunciato a comprendere.

Mi lascio rapire dalle mie emozioni e dal ricordo del susseguirsi dei miei passi decisi ormai stanchi e lenti, dal latrare di cani lontani, dal sorriso elargito a piene mani ai punti di ristoro, dalle carezze delle nuvole, dalla pioggia inevitabile, dai tuoni e dai fulmini che mi ricordano, con prepotenza, che su questa strada e su questa natura a comandare è il Vulcano, è l’Etna, è 'a Muntagna.

Per completezza questa la classifica finale dei partecipanti alla 50 km dell'Etna (9 partenti su 11 iscritti, dei quali quattro le donne)

 

  1. 403 COZZO GIUSEPPE MM35 1 ASD MARATONINA UDINESE ITA 04:02:43
  2. 453 FAILONI GIUSEPPE MM60 1 ASD ATLETICA SICILIA ITA 04:54:05
  3. 452 D'AQUINO GIOVANNI MM45 1 ASD ATLETICA SICILIA ITA 06:29:50
  4. 451 CIFALI ELENA MF40 1 ASD ATLETICA SICILIA ITA 06:54:29
  5. 454 SUIZZO ELEONORA MF40 2 ASD ATLETICA SICILIA ITA 06:54:30
  6. 449 BOBINA GABRIELA MF50 1 ASD ATLETICA SICILIA ITA 07:22:50
  7. 401 GUGLIANDOLO GIANFRANCO MM45 2 AD POL.ODYSSEUS MESSINA ITA 07:23:04
  8. 448 SCIVOLETTO CINZIA MF40 3 ACSI ITA 10:19:43
  9. 447 SULSENTI SALVATORE MM50 1 ASD SIEMU A PERI ITA 10:19:44
     
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Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (Salvatore Sulsenti e redazione) - in Ultramaratone italiane 2016 Podismo siciliano su strada Camminare Racconti di gara e tributi personali
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12 settembre 2016 1 12 /09 /settembre /2016 08:49
(foto di Maurizio Crispi. Poco prima dello start)

(foto di Maurizio Crispi. Poco prima dello start)

Il sogno di Aldo Siragusa e di Rosario Verona, l'11 settembre 2016, è diventato realtà. Con pochi mezzi, con spirito quasi pionieristico, ma tanta buona volontà e, nello stesso tempo, precisione tecnica (che solo chi corre e che ha fatto esperienza di corsa sulle lunghe distanze) può professare, è andata in scena la prima edizione della Etna Extreme 100 km del Vulcano, in cui i runner hanno compiuto in senso orario il periplo dell'Etna, il vulcano attivo più alto d'Europa, superando 2000 metri di dislivello positivo, quale risultante dei continui saliscendi e delle salitone che punteggiano il percorso.

La partenza della bella manifestazione è avvenuta da Bronte (Catania) sulle pendici occidentali dell'Etna, allo scoccare della mezzanotte, sicchè la gara di 100 km (che, secondo regolamento, concedeva agli atleti partecipanti 20 ore di tempo massimo) si è svolta interamente nella giornata dell'11 settembre.

Una ventina sono stati gli atleti allo start, cui si sono aggiunti una decina per la partenza della 50 km che ha avuto lo start a Milo, esattamente a metà percorso.

Santo Monaco, vincitore della Etna Extreme 100 km del Vulcano 2016.Le condizioni meteo sono state nel complesso buone, anche se non sono mancati momenti di fina pioggerellina, senza tuttavia significativi abbassamenti della temperatura.
Riscontri positivi sono venuti dai finisher. Tutti sono stati soddisfatti della bellezza del percorso, anche se non hanno mancato di rilevare la sua durezza (sia per le salite e il dislivello altimetrico complessivo, sia per la presenza di un tratto di sterrato di circa 7 km dopo il 70° km, sia infine per la presenza di numerosi tratti di basolato di pietra lavica soprattutto nella parte terminale del percorso.
Ma dai volti dei finisher ciò che traspariva erano soprattutto la contentezza e la gioia per aver portato a termina un'impresa podistica da pionieri (ed anche titanica, considerando il dislivello positivo complessivo da superare): e, in effetti, non solo i finisher ma anche tutti gli iscritti a questa prima edizione (compresi in non partiti e inclusi i partecipanti alla gara più breve) verranno premiati dagli organizzatori con il titolo informale di "senatori" della manifestazione e il bonus della gratuità per tutte le successive edizioni che verranno.
Coro unanime di consenso e apprezzamento, dunque, espresso da tutti i partecipanti. Bella la gara, bello (anche se duro il percorso), buona segnaletica, buona organizzazione, anche se - ovviamente - c'è qualcosa da migliorare. E, in questo senso, la conferma viene da Aldo Siragusa che, in premessa, in occasione della presentazione-briefing della manifestazione tenutasi nel tardo pomeriggio della vigilia, ha voluto precisare che si attendeva da parte di tutti critiche costruttive al fine di fare nella successiva edizione.
Il primo a tagliare il traguardo è stato il forte Santo Monaco di Palazzolo Acreide (ASD Polisportiva Placeolum) che da circa tre anni si è lanciato nel mondo delle ultramaratona e che ha concluso la sua lunga corsa solitaria nella piazza principale di Bronte in 10h22'54. Il suo desiderio sarebbe stato quello di concludere sotto le 10 ore e migliorare la sua la sua migliore prestazione, ma - ha precisato - si è dovuto piegare alla durezza del percorso.

Lo hanno seguito Flavio Sortino in 11h14'35) e Enzo Taranto (11h55'35), entrambi della ASD No al Doping e alla Droga di Ragusa.

Quarto, infine, il palermitano Giorgio Cambiano che ha chiuso la sua fatica in 12h35'05.

Due le donne allo start di questa prima edizione della 100 km del Vulcano, la piacentina Maura Debé (F50, Italposte TecnoPower) e la siciliana-tedesca Inge Poidomani (F60, Modipa Athletic Club). La palma della vittoria è spettata a Maura Debè con il crono di 15h48'12 (13^ assoluta), mentre Inge Poidomani ha chiuso la sua fatica in 17h49'34 (17^ in graduatoria assoluta).
Nella parte terminale gli arrivi della 100 si sono succeduti intervallati da quelli degli atleti che hanno corso la 50 km dell'Etna, nove in tutto, partiti invece alle 7.00 del mattino. In questa gara, la vittoria è spettata a Giuseppe Cozzo  (M35) della ASD Maratonina Udinese con il crono di 4h02'43 e alla catanese Elena Cifali (f40, ASD Atletica Sicilia) che ha chiuso la distanza in 5h54'29.
Ma si può affermare, senza ombra di retorica che la vittoria sia stata di tutti i finisher giunti al traguardo.
Non si è registrato alcun ritiro in corso di gara: e questo dato è decisamente rimarchevole, anche se nella parte finale del tempo massimo a disposizione, coloro che sono arrivati con crono dalle 16 ore in su sono stati messi a dura prova da un repentino peggioramento delle condizioni meteo, da pioggia intensa e da un forte abbassamento della temperatura.
Grande ed encomiabile l'impegno dei pochi volontari che, con sovrumani sforzi, hanno adempito a tutte le necessità logistiche lungo il percorso e nel pre-gara.

(foto di Maurizio Crispi. Nelle immagini, gli arrivi di Flavio Sortino, Enzo Taranto e Giorgio Cambiano)
(foto di Maurizio Crispi. Nelle immagini, gli arrivi di Flavio Sortino, Enzo Taranto e Giorgio Cambiano)
(foto di Maurizio Crispi. Nelle immagini, gli arrivi di Flavio Sortino, Enzo Taranto e Giorgio Cambiano)

(foto di Maurizio Crispi. Nelle immagini, gli arrivi di Flavio Sortino, Enzo Taranto e Giorgio Cambiano)

Quella che segue è la classifica dei finisher di questa prima edizione della 100 km del Vulcano (19 i finisher e 22 gli iscritti. Allo start sono stati in venti, ma Salvatore Crudo, a causa di un infortunio, siè dovuto ritirare poco dopo)
 

  1. 371 MONACO SANTO MM45 1 ASD PLACEOLUM ITA 10:22:54
  2. 364 SORTINO FLAVIO MM50 1 ASD NO AL DOPING E ALLA DROGA ITA 11:14:35
  3. 369 TARANTO ENZO MM45 2 ASD NO AL DOPING E ALLA DROGA ITA 11:55:32
  4. 374 CAMBIANO GIORGIO MM50 2 ASD SPORTACTION ITA 12:35:05
  5. 365 GIACCONE SALVATORE MM50 3 ASD NO AL DOPING E ALLA DROGA ITA 13:30:24
  6. 370 TIDONA ENZO MM40 1 ASD NO AL DOPING E ALLA DROGA ITA 13:53:36
  7. 376 PANEBIANCO SALVATORE MM55 1 A.S.D. PODISTICA JONIA GIARRE ITA 13:53:37
  8. 379 FERRO VINCENZO MM50 4 ETNA TRAIL ASD ITA 14:16:58
  9. 366 CASSARINO ANGELO MM45 3 ASD NO AL DOPING E ALLA DROGA ITA 15:23:56
  10. 375 PECUNIA VINCENZO MM60 1 GS ATLETICA MAZARA ITA 15:30:36
  11. 360 CARRUBA LUCIANO MM45 4 ASD TRACK CLUB MASTER CL ITA 15:30:37
  12. 378 RANNO MICHELE MM45 5 ASD ATLETICA SICILIA ITA 15:44:30
  13. 361 DEBE' MAURA MF50 1 ITALPOSE TECNOPOWER ITA 15:48:12
  14. 373 SABATINO DAVIDE MM35 1 ASD NATURA E SPORT MADONIE ITA 16:23:31
  15. 367 OCCHIPINTI AMALCHIDE MM40 2 ASD NO AL DOPING E ALLA DROGA ITA 16:41:58
  16. 362 TRIGLIA LUIGI MM55 2 ASD PODISTICA MESSINA ITA 17:31:12
  17. 363 POIDOMANI INGE MF60 1 MODIPA ATHLETIC CLUB ITA 17:49:34
  18. 368 ALTAMURA VINCENZO MM45 6 ACSI ITA 17:53:54
  19. 372 CARPINTERI ROSARIO MM45 7 ASD ATLETICA PALAZZOLO ITA 18:16:06
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14 giugno 2016 2 14 /06 /giugno /2016 18:17
(foto di Vincenzo Cassaniti)

(foto di Vincenzo Cassaniti)

Angelo Musso, fresco finisher della Supermaratona dell'Etna 0-3000 la cui 9^ edizione si è celebrata lo scorso 11 giungo 2016, ha voluto consensare le sue impressioni/sensazioni in un breve scritto creativo, una vera e propria ode alla gara appena portata a termine.
Lo pubblichiamo per intero, ritenendo che valga la pena fissare questo piccolo - involontario - poema in queste pagine per farlo andare oltre la transitoria visibilità diacronica su Facebook, su cui inizialmente è stato lanciato.
Lacorsa è fatta di queste cose: non è mai soltanto mera fatica, sangue e sudore, ma anche empito lirico che mostra come la mente e il cuore di chi compie queste imprese possa volare alto.

La fatica è momentanea,
la gloria dura per sempre,
L'amore per la 0-3000,
per lei "a muntagna"
cresce alimentato da ogni singola goccia di sudore,
di energia spesa nei 43 km
La 0-3000 è come un parto, in cui dopo una gestazione di 43 km,
la nascita/rinascita è quel gonfiabile a 2850 metri di altitudine.
La 0-3000 è la vita in 43 km
ti fa ridere
ti fa piangere
ti fa cantare
ti fa imprecare
ti fa innamorare
ti insegna che tutto si ottiene con passione, dedizione e fatica
ti insegna la pazienza
ti insegna che se ami la natura, Lei ti ripaga
è un viaggio nel quale incontrerai tanta gente
con alcuni condividerai 43 km
altri ti regaleranno solo un sorriso
o una parola dolce e di conforto o una incitazione
altri ti faranno compagnia per pochi chilometri soltanto,
ma ti regaleranno il loro silenzio
Sarà un viaggio che ti regalerà compagnia,
ma anche la santa solitudine e la riflessione...
La 0-3000 è vita in 43 km...

Angelo Musso

Supermaratona dell'Etna 0-3000 2016 (9^ ed.). Una piccola, grande, ode di Angelo Musso per raccontare sensazioni e impressioni
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13 giugno 2016 1 13 /06 /giugno /2016 10:01
(Vito Massimo Catania al traguardo)

(Vito Massimo Catania al traguardo)

Lara La Pera,al traguardo dell'edizione 2015Si è svolta l'11 giugno 2016 la 10^ edizione della Supermaratona dell'Etna da 0 a 3000. Record di partecipanti con oltre 300 atleti iscritti alla gara individuale (sulla distanza di 43 km) e circa un centinaio i componenti delle super-staffette.
La vittoria è andata - per la prima volta - al forte atleta regalbutese Vito Massimo Catania (secondo lo scorso anno) e all'atleta palermitana Lara La Pera che conquista così un tris di vittorie (2012, 2015, 2016) in questa difficile ed impegnativa gara, unica nel suo genere.
La gara relay èstata vinta invece dai padroni di casa cioè dal tema dell'Etnatrail ASD.

Di seguito il racconto di Marinella Barbagallo, anche quest'anno finisher della gara individuale, e ancora oltre un breve resoconto dei risultati finali.

(Marinella Barbagallo al transito da Piano Provenzana)

(Marinella Barbagallo al transito da Piano Provenzana)

(Marinella Barbagallo) Alle 7 dell'11 giugno 2016 ci si ritrova a Marina di Cottone.
Si vedono le solite scene: gente che si cambia in macchina, amici che si abbracciano, altri che scattano foto. E si respira tangibilmente quella gioia di essere lì, mista a paura di non farcela, perché questa è una gara veramente dura, questa è la 0-3000!
Alle 8.00, puntualmente, viene dato il via e la nostra avventura ha inizio.
43 km di salita fin quasi alla cima al vulcano, solo a pensarci tremo, ma io dico che ce la farò, perché ci sono gare e gare, e questa per me è la sfida più grande!
Inizio a correre lentamente fra i richiami continui dei miei compagni di avventura che mi accusano di tirare il gruppo.

Marinella Barbagallo finisher della Supermaratona dell'Etna 0-3000 2016 (10^ edizione)Siamo in sette convinti di arrivare in cima tutti insieme. Attraversiamo Piedimonte Etneo,
Sergio un burlone anima il gruppo senza tregua. Ridiamo e scherziamo, ancora il fiato ci aiuta e le gambe vanno avanti leggere.
Raggiungiamo Linguaglossa. La gente ci incita e ci saluta e quanto è importante questo per noi runner! Mi sento chiamare e salutare da tanti amici lungo il percorso e gioisco di questo. Lasciamo Linguaglossa e la salita inizia a diventare dura. Il gruppo si sfalda. Benny va avanti, altri restano indietro. Io e Angelo abbiamo lo stesso passo è per un bel po restiamo insieme. Non parliamo, ma ci diamo forza a vicenda anche solo stando vicini.
Ascolto il cinguettio degli uccelli: mi rilassa e mi fa dimenticare la fatica! Vado avanti guardando in alto ma mi accorgo di aver perso Angelo: adesso sono sola col mio cuore che batte forte e la mia testa che spinge avanti le gambe.
Lungo il percorso c'è Salvo che assiste un ragazzo allenato da lui, ma ad ogni passaggio ha una parola di incoraggiamento per me.
Io salgo senza fermarmi. Sto bene. Al 30° km inizio ad avere freddo, tanto freddo, incontro Salvo e gli dio il mio malessere. Lui mi dice di andare avanti e io continuo a correre.
Più su Enza la ragazza che era con lui scende dall'auto e mi corre incontro e li in mezzo alla strada si toglie la sua maglia con un Brontolo disegnato sopra e me la da, restando nuda in mezzo alla strada, non la conosco, non l'ho mai vista prima di allora. Questo gesto mi commuove, indosso la maglia calda e confortevole e continuo a correre.
Piano Provenzana: mi cambio e inizia il peggio. Adesso il terreno è sabbioso e si scivola, non si può correre. Le salite sono troppo ripide. Sono stanca e ho un mal di schiena insopportabile. Cammino sempre più lenta: quasi mi piego in due dal dolore, ma guardo a terra e vedo che il suolo è ricoperto di coccinelle: si sa che le coccinelle portano fortuna e, quindi, io arriverò in cima.
Vedo il cartello che indica il 42° km: ci sono! Manca solo 1 km! Guardo l'orologio e mi accorgo di essere ancora in tempo per raggiungere il mio obiettivo che era quello di arrivare entro le sei ore. E così mi faccio forza, ignorando il dolore, e ricomincio a correre. Vedo il traguardo colorato sullo sfondo nero e le lacrime rigano il mio volto. Ce l'ho fatta !
Anche stavolta la mia determinazione ha vinto.
Al mio arrivo sulla mia spalla c'era lei: una coccinella!

(foto di Maurizio Crispi)

(foto di Maurizio Crispi)

(Fonte: ennapress.it) Per la prima volta Vito Massimo Catania ha scritto il suo nome nell’albo d’oro della Super Maratona dell’Etna, che l'11 giugno 2016 ha spento la sua decima candelina.
L’atleta dell’Amatori Regalbuto (che nella sua carriera, in Sicilia, ha vinto tutto o quasi tutto quello che c’era da vincere) si è aggiudicato la mitica 0-3000 che dalla spiaggia di Marina di Cottone ha portato gli atleti sull’Etna, fino a quota 2850 metri, presso l’osservatorio vulcanologico a Pizzi Deneri.
La Supermaratona dell'Etna è una gara dura (sopratutto negli ultimi 10 km) per chi sa alternare testa e gambe, cuore e polmoni. E così è stato per Catania, terzo lo scorso anno, e splendido vincitore di questa edizione 2016, con il tempo di 3h58’31. Alle sue spalle con un considerevole distacco il piemontese Manuel Bortolas (Applerun Team) in 4h10’25; terzo il lombardo Gianluigi Martinelli del Marathon Club Alta quota Livigno, in 4h12’17. Quarto Max Buccafusca vincitore lo scorso anno.

(Foto dall'archivio di Maurizio Crispi, relativa ad una precedente edizione)Bissa il successo della nona edizione invece la palermitana Lara La Pera, alla sua terza affermazione nella Super Maratona dell’Etna (2012, 2015 e 2016).
L’atleta tesserata per il Marathon Misilmeri, fresca vincitrice - domenica 5 giugno - dell’ Ecomaratona delle Madonie, ha chiuso la sua fatica in 5h06’22 precedendo di una manciata di minuti la lombarda Lucia Bongiovanni (Città di Opera) che ha fermato il crono a 5h11’26. Sul gradino più basso del podio un’altra palermitana Alessandra Corvaja (Fiamma Rossa Palermo) in 5h17’30.
La gara delle super-staffette è stata appannaggio dei “padroni di casa” e organizzatori dell’Etna Trail ASD, composta da Antonio Greco, Carmelo Guardalà e Salvatore Di Marco.
Un’edizione da record, la numero dieci, con oltre 300 atleti scritti alla gara individuale, 30 staffette (ognuna composta da tre frazionisti il che ha portato ad un totale di quasi 400 partecipanti), 3000 metri di dislivello, per una distanza percorsa di poco più di 43 km, 6 nazioni rappresentate oltre all’Italia e la sempre ottima organizzazione a firma Etna Trail ASD.

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23 maggio 2016 1 23 /05 /maggio /2016 23:30
Nove Colli Running 2016 (19^ ed.). E' la statunitense Brenda Guajardo la prima assoluta in 20h20'

La statunitense Brenda Guajardo ha trionfato alla Nove Colli Running 2016 sulla distanza di 202,400 km, considerata una delle più dure ultramaratona su strada al mondo (e che ha visto lo start sabato 21 maggio a Cesenatico), risultando non solo prima tra le donne, ma anche prima assoluta e stabilendo - tra l'altro -, con il crono di 20h20' il nuovo record femminile della corsa (e il suo personale, rispetto alla precedente partecipazione nel 2015).
Dopo aver tagliato il traguardo di Cesenatico Brenda si è concessa un pianto liberatore dalla tensione e di commozione.
Well done, Brenda!
L'anno scorso Brenda era "Brenda Guajardo Carawan" e, all'arrivo da vincitrice tra le donne, ha sventolato la bandiera statunitense. Quest'anno, invece, era iscritta in gara solo come "Brenda Guajardo" e, all'arrivo (prima assoluta), ha sventolato la bandiera italiana.
Forse, quest'anno Brenda si sente un po' più italiana di quanto non fosse nel 2015.
E di questo non possiamo che essere contenti.
Per la cronaca, sono stati 176 i partenti per la gara individuale e circa una ventina gli staffettisti.

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23 maggio 2016 1 23 /05 /maggio /2016 12:08
(foto di repertorio:partenza dell'edizione 2015)

(foto di repertorio:partenza dell'edizione 2015)

Enzo Tidona (foto d'archivio Sicilia Running)In 30 ore (con un discreto margine rispetto al tempo massimo concesso secondo regolamento) Enzo Tidona di Vittoria tesserato con la ASD No al Doping di Ragusa, ha tagliato il traguardo della Nove Colli Running (edizione 2016, andata in scena tra il 21 e il 22 maggio), l'ultramaratona più dura in Italia (e una delle più dure al mondo) sulla distanza di 202,400 km, con partenza da Cesenatico (Porto Canale) il sabato 21 maggio ed arrivo sempre sul lungomare di Cesenatico la domenica dopo appunto appena 30 ore dallo start.

Enzo Tidona con questa impresa "eroica" ha postomesso una pietra miliare nella disciplina dell'ultramaratona, UNICO atleta della provincia Iblea a aver mai tagliato un traguardo simile.

Enzo Tidona per prepararsi alla Nove Colli Running ha lavorato duramente, con sedute di allenamenti di 70 km, seguiti da defaticamento effettuato in bici per poi riprendere la corsa a piedi.
Dai diigenti della sua Società Enzo Tidona viene definito "...un vero capolavoro di atleta che, scrivendo nel suo personale palmarés questo risultato, ha reso orgogliosa tutta la compagine ASD No al Doping" e ponendoper i suoi comprimari di società una pietra miliare da emulare".

Adesso amici parenti e simpatizzanti lo attendono nella sua città con orgoglio e soddisfazione, per ingraziarlo di aver portato alto il valore dello sport e della volontà, e di aver dato lustro alla Città tutta che ha motivo di acclamarlo "eroe".
Per la cronaca, sono stati 176 i partenti della Nove Colli Running 2016, il 21 maggio mattina da Cesenatico e circa una ventina gli staffettisti.
Sempre per la cronaca, Enzo Tidona non è il primo siciliano a laurearsi finisher della Nove Colli Running: prima di lui - nel corso del 2014 - è stato finisher il messinese Alberto Bertuccio (ASD Filippide Messina), seguito nel 2015 dal marsalese Michele D'Errico, classificatosi 36° assoluto con il crono di 27h20'. Inoltre, a onor del vero, va anche detto che, accanto ad Enzo Tidona, ha tagliato il traguardo con lo stesso crono, il messinese Enzo Varriale (ASD FilippideMessina) che, tra l'altro, a sentire le testimonianze degli accompagnatori al seguito, ha avuto avuto per Tidona un'indubitabile funzione di supporto e di stimolo, all'insegnadella solidarietà.

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22 maggio 2016 7 22 /05 /maggio /2016 08:02
(Vedute di Castiglion Fiorentino)
(Vedute di Castiglion Fiorentino)
(Vedute di Castiglion Fiorentino)
(Vedute di Castiglion Fiorentino)

(Vedute di Castiglion Fiorentino)

Nel solco della “storica” 24 Ore Castiglionese, il prossimo 4 settembre 2016 torna a Castiglion Fiorentino (Arezzo) un evento sportivo dedicato agli ironman della corsa a piedi, maratoneti e ultramaratoneti.
Il rione Porta Romana è felice di annunciare per quella data l'esordio del Lupa Urban Trail – La 6 Ore di Castiglioni, corsa di resistenza in un circuito interamente disegnato all'interno delle mura di Castiglion Fiorentino con “quartier generale” (punto di raccolta e zona neutralizzazione) in Piazza del Collegio.
Pensata per omaggiare e valorizzare angoli colpevolmente poco conosciuti del territorio rionale, come la fiorita San Lazzo o il suggestivo vicolo dei Galli, Lupa Urban Trail si caratterizzerà per il percorso esigente, interamente disegnato all'interno delle mura castiglionesi, su fondo in gran parte lastricato e con passaggi altamente spettacolari su scalinate, vicoli, piazze e cortili: una prova per veri cuccioli di Lupa.
Lupa Urban Trail viene organizzata con la preziosa collaborazione dell'amministrazione comunale, di Trail Timing e di Renato Menci, uno dei “padri” della Ronda Ghibellina, fenomeno sportivo e sociale che richiama l'ultima domenica di gennaio centinaia di amanti del trail running a Castiglion Fiorentino.

Castiglion Fiorentino (Arezzo) - San LazzoNelle intenzioni con le quali è nata, anche Lupa Urban Trail auspica di configurarsi non solo come manifestazione prettamente agonistica, ma anche come occasione per trascorrere una bella giornata nella quale sia possibile combinare lo sport sano all'arte, la natura all'enogastronomia, il turismo alla cultura, la storia della città alle storie dei protagonisti della nobile arte della fatica.
Le iscrizioni alla gara sono già aperte (per tutte le info chiamare il 3319862390 o cliccare lupaurbantrail.blogspot.it) e il 31 maggio scade il primo scaglione a quota agevolata.
Previsti premi in natura (classifiche assolute e per categoria, maschili e femminili) e un finisher per tutti gli arrivati

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  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
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  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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