Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
12 maggio 2017 5 12 /05 /maggio /2017 08:34

Salvatore Sulsenti allenamento del 6 maggio 2017Prosegue il cammino di Salvatore Sulsenti verso la 100 km del Passatore(la 45^ edizione che si svolgerà da Firenze a Faenza tra il 27 e il 28 maggio 2017).
Il 6 maggio 2017, a distanza di meno di un mese dal fatidico appuntamento, il Nostro ha sostenuto un allenamento cospicuo di 50 km in 8 ore e 38 minuti (comprese tutte le soste) a una media di 5,8km/h.
Afferma Sulsenti, con quell’ironia di cui possiede un’abbondante scorta: “Questi 50 km sono stati a mio avviso la sintesi del perfetto allenamento per arrivare ultimo al Passatore.  5 litri ingurgitati fra acqua e succo di frutta e appena sufficienti ad affrontare ore caldissime. Sudore e lacrime si sono mescolate ma, alla fine, ce l'ho fatta. Sono stanco ma le mie gambe ci sono, anche se sul finire è stata solo la testa a reggermi in piedi e spingermi in avanti”.

Così commenta Elena Cifali, ultrarunner:

Ci chiamano pazzi, ci chiamano folli, alcuni sostengono anche che siamo estremisti, che non siamo atleti.
Io li lascio parlare, sorrido e nel frattempo continuo ad allenarmi.
Da mesi la mia amicizia con Salvatore Sulsenti Salvatore si è fatta fitta di 'chiacchiere da Passatore', fitta di chilometri e confidenze, di suggerimenti e pronostici. E più la data si avvicina più le chiacchiere diventano dense.
Su quanto possa essere sacrificante la preparazione fisica e mentale non ci sono dubbi, servono le 3 cifre per giustificare una sofferenza alla quale ci si sottopone chissà poi perché!
Ma, tra​ tutti quelli che conosco, Turi ha una marcia diversa, lui la sfida l'affronterà camminando senza vantarsi d'essere un runner, con la consapevolezza, la convinzione e l'umiltà di sapere che le sue gambe non si solleveranno mai contemporaneamente dal suolo, ma con l'immensa forza di volontà e con la caparbietà che lo distinguono sono certa di vederlo passare sotto il gonfiabile dell'arrivo.
Turi, Faenza ci aspetta e noi non possiamo deluderla!

Elena Cifali

(Salvatore Sulsenti si ristora, durante il recente allenamento)

(Salvatore Sulsenti si ristora, durante il recente allenamento)

Giorgio Calcatore, vincitore della 100 km del Passatore 2016

(comunicato stampa del 5 maggio 2017
45^ 100 Km DEL PASSATORE - Le vie del Sangiovese
Firenze-Faenza record, circa 2600 iscritti a meno di un mese dalla partenza 328 i concorrenti in lizza per la classifica finale del Trittico di Romagna

Continuano incessanti i lavori per la preparazione della 45^ Firenze-Faenza, reduce da un'annata record e pronta a fornire nuovi colpi di scena a partire dal numero degli iscritti che, a meno di un mese dalla partenza della storica ultramaratona, si attesta intorno 2600 unità. 
Il mese di maggio si profila inoltre ricco di eventi per gli appassionati, ad iniziare dalla mostra allestita in occasione dei 45 anni del 'Passatore' intitolata "Immagini che corrono". Si tratta di una rassegna di materiale video e fotografico che ripercorre l'incredibile storia dell'ultramaratona definita la "più bella del mondo" e che sarà inaugurata venerdì 19 maggio alle ore 18:30, presso la Galleria Comunale d’Arte – Voltone della Molinella.
L'esposizione si compone di due nuclei: il primo, composto da una trentina di pannelli fotografici, rappresenta le emozioni dei partecipanti, la bellezza del percorso e la partecipazione del volontariato, mentre il secondo nucleo consta di una stazione video contenente filmati in bianco e nero degli anni ’70 e ’80, oltre alle riprese a colori delle edizioni più recenti e alle foto del ricchissimo archivio della 100 Km del Passatore. Venerdì 19 maggio, in seguito all'apertura della mostra, si terrà la conferenza stampa di presentazione del 45° 'Passatore' (ore 18:30), seguita un'ora dopo dalla premiazione delle scuole e dei vincitori del concorso della medaglia celebrativa (Liceo Artistico Ballardini) e del manifesto edizione 2018 (Corso grafico pubblicitario dell’Ips Persolino-Strocchi).  
In concomitanza con l'apertura della mostra "Immagini che corrono: i 45 anni del Passatore" sono programmati incontri ed eventi, ad iniziare da sabato 20 maggio alle ore 20:30 con la nuova guida "Da Firenze a Faenza e Ravenna sul treno di Dante", presentata da Tommaso Triberti (Sindaco di Marradi e Assessore della Giunta dell'Unione Montana dei Comuni del Mugello) e proseguendo lunedì 22 maggio con la conferenza "Aspetti della medicina sportiva", condotta da Roberto Citarella, Coordinatore Area medica IUTA, Associazione italiana ultramaratona e trail, oltre che Direttore Sanitario del Ctr di Reggio Emilia. 
Si proseguirà poi martedì 23 maggio con l'incontro in compagnia di Orlando Pizzolato, ex atleta specializzato nella maratona e testimonial del 'Passatore' dal 2002 al 2012, concludendo con l'appuntamento di giovedì 25 maggio incentrato sulla presentazione del libro “Il sentiero del Passatore da Firenze a Faenza”, presentato dall'autore Paolo Cervigni con proiezione di immagini.
Anche quest'anno Consorzio Vini di Romagna (sponsor tecnico della 100 Km del Passatore) ha voluto abbinare lo slogan “le vie del Sangiovese” alla manifestazione, in omaggio alle strade battute dai partecipanti durante il percorso che lega la Toscana alla Romagna, terre dove viene coltivato il vitigno "Sangiovese" e dal quale vengono ricavati vini d'alta qualità come il Chianti (in Toscana) e il Sangiovese (in Romagna). Non guasta ricordare che, secondo la maggior parte degli studiosi, la nascita del Sangiovese è attribuita all'Appennino Tosco-Romagnolo, avendo come culla la parte alta delle valli del Lamone, del Senio e del Santerno. Non a caso, le prime citazioni del nome Sangiovese le troviamo proprio nell'area faentina-imolese. In seguito ad alcuni secoli di adattamento e miglioramento nell’alto Appennino, il vitigno "Sangiovese" è poi sceso in Toscana ed in Romagna, assumendo nomi e caratteri diversi, stante la sua sensibilità al terroir. 
Forse non tutti sanno che, il recente ritrovamento di un atto notarile del 1672, nel quale sono chiari i riferimenti della presenza del Sangiovese in un podere di Casola Valsenio, consentono di rivendicare per primi il nome sul versante Romagnolo. Il suddetto documento storico, di inestimabile valore, ha fatto inoltre scaturire l'opera scritta a quattro mani dal giornalista Beppe Sangiorgi e dall’appena riconfermato presidente del Consorzio Vini di Romagna, nonché presidente della 100 Km del Passatore Giordano Zinzani, dal titolo "Sangiovese, vino di Romagna. Storia e tipicità di un famoso vitigno e di un grande vino".  
Infine, una curiosità legata alla pronuncia del Sangiovese: mentre in Romagna, terra nella quale esso ha un una forte identità storica, si è sempre chiamato "Sanzvës" in dialetto e Sangiovese in lingua italiana, nel versante Toscano, fino alla seconda metà dell’Ottocento, si è chiamato "Sangiogheto", "Sangioeto", "Sanzoveto" e "Sangioveto".  
L'ultramaratona più bella del mondo è organizzata e promossa dall'Associazione faentina 100 Km del Passatore insieme all'omonima Società del Passatore, Uoei, Admo e Cai, al già citato Consorzio Vini di Romagna, ai Comuni di Faenza, Firenze, Fiesole, Borgo San Lorenzo, Marradi e Brisighella, e alle Province di Ravenna e Firenze: La manifestazione vede quest'anno la collaborazione dei nuovi partner Bcc Ravennate e Imolese e Bcc Banco Fiorentino, oltreché degli ‘storici’ Coop. Alleanza 3.0, Natura Nuova, Decathlon, Moreno Motor Company, Friliver e dell'immancabile sponsor tecnico Saucony.
Tornando all'aspetto prettamente agonistico della gara, tra i favoriti attualmente iscritti al 'Passatore' 2017 troviamo, in campo maschile, gli italiani Giorgio Calcaterra (recordman e simbolo della Firenze-Faenza, anche grazie al successo nelle ultime undici edizioni), Mirco Gurioli (6° assoluto alla Firenze-Faenza 2017), Nicola Zuccarello (1° alla 100 km del Tricolore 2014), Andrea Zambelli (4° assoluto alla Firenze-Faenza 2015), Matteo Lucchese (vice campione italiano master e vincitore della Pistoia-Abetone 2015) e Marco Lombardi (9° assoluto al 'Passatore' 2015). Per quanto concerne il campo femminile si segnalano Nikolina Sustic (vincitrice lo scorso anno in campo femminile e 3^ assoluta, stabilendo così un nuovo record), Veronika Jurisic (2^ tra le donne alla 100 Km del Passatore 2016), Fabiola Desiderio (vincitrice della Coast to Coast 2015 di Sorrento) e Natalina Masiero (senatrice della Firenze-Faenza con 34 partecipazioni). 
Come anticipato nel precedente comunicato stampa, il 3 maggio 2017, presso la sede sociale di via Cavour si è riunita l'assemblea ordinaria dei Soci della 100 Km del Passatore si è riunita presso la sede in via Cavour 7, per la convocazione di un'assemblea straordinaria, la quale ha approvato il bilancio sociale 2016 e le modifiche allo statuto dell'associazione secondo le nuove normative della FIDAL.
Per finire, non possiamo non citare la 50 Km di Romagna 2017, gara internazionale di corsa su strada valevole come campionato italiano Fidal Assoluti Master, oltre che come prova per il Gran Prix Iuta 2017 e 15° challenge di Romagna. La competizione è andata in archivio martedì 25 aprile salutando i successi di Tariq Bamaarouf e Laura Gotti, autrice quest'ultima del primato assoluto in campo femminile con il tempo di 3h24'10'', crono che, di fatto, ha spazzato via il primato della formidabile Monica Carlin che resisteva dal 2011. 
Com'è noto agli appassionati del podismo, il "Trittico di Romagna" comprende anche la suddetta gara come tappa "intermedia" (in ordine cronologico) e, stando allo stato attuale delle cose, sono 328 i concorrenti in lizza per la classifica finale della nona edizione della suddetta manifestazione, dei quali, 227 (191 uomini e 36 donne), risultano iscritti alla 45^ edizione della 100 Km del Passatore.
In campo maschile, tra i favoriti troviamo il biellese Stefano Velatta (campioneitaliano alla 100 km di Seregno 2017), il faentino Mirco Gurioli (2° al "Trittico di Romagna 2016") e il brisighellese Marco Serasini (3° assoluto nel 2013 al 'Passatore' e romagnolo più veloce di sempre alla Firenze-Faenza); in campo femminile la favorita assoluta è la bresciana Laura Gotti (detentrice anche del secondo miglior crono degli ultimi 14 anni in maratona, con il tempo di 2h49'40"), oltre alla riminese Federica Moroni (vincitrice della maratona di Crevalcore 2017) e la longianese Samantha Graffiedi.

Repost 0
Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (Salvatore Sulsenti, Elena Cifali e comunicato stampa) - in Ultramaratone italiane. 100 km del Passatore Atleti Camminare
scrivi un commento
6 ottobre 2016 4 06 /10 /ottobre /2016 09:44
Giro della provincia di Ragusa a piedi. Il grazie di Salvatore Sulsenti ad Amiciper e a Fabiola Caporalini. Fabiola mi disse: Vai!

Come è noto, Salvatore Sulsenti, nel corso del mese di luglio 2016 (per l'esattezza dal 6 al 9 del mese in questione) ha compiuto il Giro della Provincia di Ragusa a piedi, una quattro giorni di camminata con zaino in spalla. Questo Giro è stato un ripiego rispetto al più ambizioso progetto del Giro di Sicilia a Piedi che egli aveva in animo di compiere, la cui attuazione è stata rimandata per motivi organizzativi, ma anche in assenza di sponsor che gli consentissero di compiere l'impresa in economia.
Ma, sin dall'inizio, Salvatore ha avuto un grande supporter che è stata l'amica Fabiola Caporalini che ha avuto fiducia in lui e sin dall'iniziaìo lo ha ha supportato perchè egli in contraccammbio portasse avanti la causa della Onlus AMICIPER di cui Fabiola Caporalini si occupa con passione e dedizione..
A lei si deve l'input finale che ha convinto Salvatore Sulsenti a non lasciar perdere tutto, in preda alla sfiducia, e a lanciarsi nel Giro della Provincia di Ragusa a Piedi.
Fabiola Caporalini scrive poesie e ha la passione per i libri che si concretizza nell'avere una libreria a Tolentino in provincia di Macerata (Libreria Nautilus) che promuove anche laboratori di scrittura e tutto ciò che serve a coltivare la passione per la carta stampata.
Qui di seguito il tributo di Salvatore Sulsenti all'amica Fabiola e alla Onlus Amiciper.
E ancora di seguito una sua testimonianza sulle origini di questa amicizia.

Salvatore Sulsenti alla vigilia della 50 km dell'Etna (11 settembre 2016)(Salvatore Sulsenti) I numeri sono comodi. Non si prestano ad interpretazioni. I numeri sanno mantenere un segreto ma i numeri hanno un’anima sterile e triste. I numeri non narrano della paura, della tristezza e della mia solitudine durante il Giro di Ragusa, e Provincia, a Piedi. 12 comuni, 4 giorni, quasi 200 km, decine di storie incontrate interpretate da uomini e donne che incontravo per la prima volta. Il mio non è stato un cammino ma un pellegrinaggio verso me stesso e verso una vita nuova. Sono stato ad un passo dal mollare tutto, molto vicino ad arrendermi e lasciare che la vita mi piovesse addosso, ormai stanco dal progettare un giro che non ha risorse se non la sola visione che andava fatto. Mi chiama Fabiola, mia immediata e pronta sostenitrice ed anima vivace dell’Onlus AMICIPER di Tolentino (Macerata).

Dopo pochi minuti Fabiola mi dice solo: "Fai il giro!".

Ed il giro di Ragusa ho fatto, tornando a sorridere. Un giro propedeutico al più ambizioso Giro di Sicilia, utile insomma a scaldare i motori in attesa che le risorse siano sufficienti.
Amiciper mi ha scelto subito come testimonial e compagno nella diffusione delle iniziative solidali che in Burkina Faso, insieme con il MAGIS (Movimento e Azione dei Gesuiti Italiani per lo Sviluppo), porta avanti.

Amiciper ha realizzato ben 9 pozzi e mira a costruire il decimo.

Da una nota di Amiciper: “Nell’Africa subsahariana la scarsità dell’acqua costringe donne e bambini, che si occupano dell’approvvigionamento idrico, a compiere moltissimi chilometri ogni giorno, per cercare pozze di acqua che si raccoglie durante la stagione delle piogge, o per raggiungere i pochissimi pozzi esistenti. Il lungo cammino di Salvatore simboleggerà anche questo faticoso percorso che gli africani affrontano ogni giorno alla ricerca di acqua”.

Ho camminato per alcune decine di chilometri in questo giro di Ragusa con una riserva idrica costituita da 3 bottigliette da mezzo litro, dimostratesi assolutamente insufficienti.

Ho sofferto la sete per diverse ore sotto un sole impietoso e senza un albero gentile che mi offrisse la sua chioma.
A Chiaramonte Gulfi sono entrato in un albergo, quasi una cattedrale nel deserto almeno per me, e mi sono diretto verso la sala da pranzo attratto dal vocio del personale di sala che si apprestava al pranzo prima del loro inizio turno. Ho chiesto dell’acqua e la possibilità di riposare su una sedia alcuni minuti.

Mi é stata data una fresca bottiglia d’acqua di 2 litri e mi è stata indicata una poltroncina in veranda. Ho bevuto subito metà del contenuto della bottiglia, riversando l’altra metà nelle borracce che ho con me.
La strada è ancora tanta e devo andare, mi rinfresco in toilette.

Sono pronto, la sete sembra essersi allontanata definitivamente. Chiedo di pagare la bottiglia d’acqua: “Non serve vada pure, gliela offriamo noi”.
Ringrazio commosso, ma non sorpreso della generosità, e parto. Un sole torrido mi riporta subito in terra e mi ricorda che ho davanti a me ben 14 km con 38 gradi. La mia scorta finisce prima del previsto e comincio a rallentare il passo. La strada sembra non finire ed i tornanti si succedono.
La sete prende il sopravvento ed una inusuale solitudine sembra affiancarmi. Non demordo e decido di ascoltare della musica per distrarmi, senza riuscire efficacemente nell'intento.
Arrivo a Monterosso Almo ed un bar all'ingresso del paese prima ed una fonte a 200 metri tornano a farmi sorridere.

Amiciper ha la sede in viale Brodolini al n° 70.

Il CAP è 62029 a Tolentino (MC) ed il Codice Fiscale è: 92019090437 e i recapiti telefonici sono 0733/18.32.738 – 340/25.02.102

Questo è solo un indirizzo che non potrà mai dirvi chi è Fabiola e chi sono gli uomini e le donne di AMICIPER.

Dentro un cassetto conservo gelosamente una raccolta di poesie regalatomi nel novembre del 1998 da Fabiola con la seguente dedica: “A Salvatore che possiede un dono speciale: quello di far sorridere gli altri”. Fabiola fa riferimento alla mia passione nello scrivere calembour e nonsense, che presentai alla redazione del Corriere di Macerata, occasione in cui la conobbi. A distanza di anni conservo, gelosamente, l’unica copia di “Rovesciata Clessidra Purpurea”, la prima pubblicazione di Fabiola Caporalini. Nel rileggere le poesie e la dedica torno io sempre a sorridere come se questa dedica fosse uno specchio. Nella realtà è Fabiola che ci fa sorridere e fa sorridere chi le sta intorno. Madre, moglie, poeta, imprenditrice ed anche anima gentile dell’Onlus Amiciper di Tolentino Fabiola è una donna di una profonda ed evidente sensibilità che elargisce senza mai risparmiarsi.
“Fabiola Caporalini è nata a Sarnano (MC) nel 1972. Quasi contemporaneamente è nato in lei i desiderio di poter scrivere, di volersi esprimere in una forma e in un linguaggio tutt’altro che semplici, quelli della poesia, dove la comunicazione di sé è più intensa, più ricca e profonda…” dalla quarta di copertina della raccolta di poesie di Fabiola (Rovesciata Clessidra Purpurea, edita da Blu di Prussia).
Sii “...pazzo delirio della mano che freme tra le parole” e come vento in tempesta corri per il Mondo e per le genti.
Ciao Fabiola.

Salvatore Sulsenti (Giro di Sicilia a piedi)

Chi siamo… (…) …un gruppo di amici di Tolentino e dintorni che vogliono iniziare un’ avventura entusiasmante nel mondo della solidarietà! Storia L’idea è partita da Massimiliano Cervigni, un cittadino di Tolentino noto per le sue performance ciclistiche, che per aver raccolto alcune bici usate da destinare agli abitanti dell’Africa, è stato invitato dal “Comitato bici d’Italia in Africa” in Burkina Faso e lì ha conosciuto Padre Umberto Libralato, un gesuita del gruppo missionario Magis (Movimento e Azione dei Gesuiti italiani per lo Sviluppo; www.magisitalia.org). Da quella esperienza è nata la volontà di creare un gruppo di solidarietà, chiamato “Amici per” che da aprile 2008 ha iniziato ad operare e da settembre è iscritta all’albo delle associazioni ONLUS della Regione Marche. Iniziative Come prima esperienza il gruppo si è lanciato nella campagna di raccolta di cellulari usati appoggiandosi al Magis. Si tratta di un gesto di solidarietà e responsabilità ambientale in quanto i materiali preziosi e riciclabili contenuti nei cellulari permettono di ricavare denaro da investire in Africa sotto forma di cucine solari, grazie alle quali si impedisce il taglio indiscriminato della foresta, e contribuiscono alla costruzione di un orfanotrofio per bambini malati di AIDS. La raccolta è iniziata ad aprile 2008 e continua tutt’ora.

Pozzi per l’acqua potabile. Il secondo progetto è stato la realizzazione di un pozzo per l’acqua potabile nella regione africana del Burkina Faso dove il Magis opera da molti anni. Il pozzo è stato terminato nell’estate del 2009 (costo 9000€). A partire dall’autunno 2009 avevamo in progetto la realizzazione di un secondo pozzo, i cui lavori sono partiti dal marzo 2010, a testimonianza dell’importanza fondamentale dell’acqua non solo per la vita, ma anche per lo sviluppo socioeconomico dei paesi in via di sviluppo. Tali lavori sono terminati alla fine di maggio 2010 (costo 10.000€). Alcuni di noi si sono recati sul posto per visitare il villaggio che si serve del pozzo nel mese di ottobre 2010. Nella primavera del 2011 è partito il progetto di realizzazione del terzo e quarto pozzo per l’acqua potabile per il quale l’associazione sta raccogliendo i fondi. Nel mese di aprile sono stati versati gli acconti del 50% per il terzo e quarto pozzo in via di ultimazione. Il costo complessivo per la realizzazione del terzo e quarto pozzo ammonta a 17334€. Nel mese di maggio è stato versato il secondo ed ultimo acconto per l’ultimazione dei due pozzi. Dopo la partita di beneficenza “90 minuti per un pozzo” (30 aprile 2011), sono subito partiti i lavori per il quinto pozzo che è stato terminato nel luglio 2011 per un costo complessivo di 9000€. Nel mese di gennaio 2012, l’associazione ha dato il via ai lavori per il 6° e 7° pozzo costriuti in Burkina Faso. Più in dettaglio, il 6° pozzo è stato iniziato tramite il MAGIS nella persona di Padre Umberto Libralato, grazie alla donazione in ricordo della Signora Mariangeli Maria, mentre per il 7° finanziato interamente da Amici per, l’’associazione ha già versato un acconto di € 8000,00 al MAGIS. 10 Maggio 2012: L’associazione Amici per è lieta di comunicare il termine dei lavori per il 6° e 7° pozzo (18.000€). In particolare, il sesto pozzo è stato realizzato grazie al contributo in memoria di Mariangeli Maria mentre il settimo è stato finanziato da fondi vari raccolti dall’associazione. A presto saranno visibili le immagini relative ai 2 nuovi pozzi. Dopo la cena di beneficienza “Sport e Solidarietà” del 24 novembre 2012, il saldo del conto corrente dell’associazione è di € 4850,00 e Padre Umberto Libralato, nel suo prossimo viaggio in Burkina Faso del 5 dicembre 2012, darà l’inizio all’8° pozzo dell’associazione. Nel mese di aprile 2013 sono partiti i lavori per lo scavo dell’ 8° pozzo che termineranno a giugno. Il sito è localizzato in Burkina Faso a 80 Km a nord di Kajà. I lavori sono terminati il 1° luglio 2013. Durante un viaggio fatto nell’ autunno 2013, alcuni volontari dell’associazione hanno visitato il pozzo. Allo scopo di raccogliere i fondi per la realizzazione del 9° pozzo, richiesto e promesso con la partecipazione al Tour du Faso, è stata organizzata una cena di beneficenza il 14 dicembre 2013. Dopo il viaggio in Africa, svoltosi nel febbraio 2010, l’associazione ha preso visione di alcune necessità ed ha quindi deciso di attivare una serie di raccolte di materiale usato:

  • per allestire un’officina meccanica : saldatrici, compressori, frullini, molette, trapani normali e a colonna, smerigliatrici piccole e grandi, troncatrici, morse, banconi da lavoro, mole da banco ecc.
  • per le famiglie: macchine da cucire a pedale e scampoli di stoffa
  • per gli ospedali : asciugamani, lenzuola, materiale sanitario disinfettante (garze, bende, guanti monouso ecc.)
  • per la costruzione di scuole ed edifici: materiale e edile e ponteggi

Obiettivi. Lo scopo dell’associazione “Amici per” è duplice: raccogliere fondi per realizzare progetti significativi per aiutare le persone più bisognose e sensibilizzare le persone di ogni età organizzando mostre e spettacoli di interesse sociale. In particolare, si lavora per migliorare il nostro habitat locale e si collabora anche con le scuole per gettare dei semi nelle future generazioni. Per questo le nostre iniziative sono progettate per intrattenere il pubblico, ma anche per lanciare messaggi importanti. Come da statuto, dal 2008 ci stiamo impegnando per l’Africa. L’associazione attualmente conta una decina di persone e vari simpatizzanti, ma naturalmente è aperta a tutti coloro che vorranno condividere con noi ideali e obiettivi. Le iscrizioni sono sempre aperte! Vi aspettiamo!

Contatti
Telefono associazione: 0733/18.32.738
cellulare: 340/25.02.102
Sede: Viale Brodolini n° 70
Codice Fiscale: 92019090437
Chiunque volesse effettuare offerte e/o sostentamenti, può farlo tramite Bonifico alla Banca Popolare di Spoleto Agenzia di Tolentino con le seguenti coordinate: Conto N° 2635 IBAN IT04L0570469200000000002635

Repost 0
Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (Redazione, Salvatore Sulsenti, fonti web) - in Camminare Giro della Sicilia a Piedi
scrivi un commento
16 settembre 2016 5 16 /09 /settembre /2016 10:02

Salvatore Sulsenti e il Giro della Provincia di Ragusa a piediTra il 6 e il 9 luglio 2016, Salvatore Sulsenti di Santa Croce di Camerina, del quale in queste pagine abbiamo pubblicato il suo Diario di Cammino, ha compiuto, zaino in spalla, il Giro a piedi della Provincia di Ragusa (12 comuni attraversati, 200 km percorsi e una media di 11 ore di cammino ogni giorno).
Questo Giro della Provincia di Ragusa, che ha avuto come punto di partenza e di arrivo Santa Croce di Camerina,è stato per Salvatore Sulsenti un ripiego rispetto al più ambizioso Giro di Sicilia a piedi che - suo sogno nel cassetto - avrebbe voluto compiere queste estate ma che ha dovuto dilazionare ad un tempo che verrà in attesa di reperire qualche sponsor generoso che voglia supportare materialmente la sua impresa.
La camminata in lungo e in largo, in su e in giù, nel cuore della Provincia di Ragusa è andata a buon fine. Oltre ai chilometri percorsi e alla soddisfazione di aver raggiunto il suo obiettivo, Salvatore Sulsenti può ben dire di aver messo nel proprio carniere tanta esperienza in più e, come valore aggiunto, di aver conosciuto strada facendo, tanti nuovi amici.

Giro a piedi della Provincia di Ragusa (6-9 luglio 2016). Salvatore Sulsenti e il suo giro a piedi della provincia di Ragusa
Giro a piedi della Provincia di Ragusa (6-9 luglio 2016). Salvatore Sulsenti e il suo giro a piedi della provincia di Ragusa
Giro a piedi della Provincia di Ragusa (6-9 luglio 2016). Salvatore Sulsenti e il suo giro a piedi della provincia di Ragusa
Giro a piedi della Provincia di Ragusa (6-9 luglio 2016). Salvatore Sulsenti e il suo giro a piedi della provincia di Ragusa
Giro a piedi della Provincia di Ragusa (6-9 luglio 2016). Salvatore Sulsenti e il suo giro a piedi della provincia di Ragusa

(Salvatore Sulsenti) Nato come costola minore e "sostenibile" del più ambizioso “Giro di Sicilia”, il “Giro di Ragusa” ha assunto un’anima propria e distaccata dal fratello maggiore. Ho camminato per 4 giorni e per 11 ore al giorno in media, toccando tutti i 12 comuni della provincia di Ragusa e percorrendo quasi 200 km, 71 dei quali in un’unica tappa, l’ultima.
Salvatore Sulsenti al termine del Walktrail di Monte Pellegrino (2016) - Foto di Maurizio CrispiLa prima tappa, il 6 luglio, da Santa Croce Camerina ad Acate, transitando da Comiso e Vittoria è stata una tappa relativamente scorrevole e veloce.
La seconda tappa, il 7 luglio, da Acate a Monterosso Almo è stata governata dalla sete e dai 35° percorsi senza ombra e su asfalto.
L’8 luglio, con la terza tappa, mi sono diretto a Modica, passando per Giarratana e Ragusa. Sempre la sete e l’asfalto i miei fedeli compagni di tappa.
Non mollo, non cedo a me stesso e vado avanti a dispetto di quello che sentono le mie gambe e la mia testa.
Il 9 luglio è arrivato l’ultimo tassello a questo progetto. Sono partito alle 5,30 puntando ad Ispica, Pozzallo e Scicli (la parte costiera) e Santa Croce Camerina. Ho camminato per quasi 19 ore con lo zaino in spalla e con un capiente marsupio. Sono arrivato davanti alla porta di casa alle 23,50 avendo fatto 105 minuti di soste totali.
E così il Giro della Provincia di Ragusa a piedi è finito.
E’ finito? Niente affatto.

Questo giro non finisce con i numeri, con il racconto della realtà ma comincia con gli sguardi di chi ho incontrato, di chi mi ha insultato, di chi mi ha salutato, di chi mi ha seguito e di chi mi ha voluto bene.

Un ringraziamento particolare va a Fabiola Caporalini, anima gentile dell’associazione AMICIPER Onlus di Tolentino, che mi ha saputo dire la cosa giusta.

Repost 0
Published by Ultramaratone, maratone e dintorni - in Camminare Salvatore Sulsenti Giro di Sicilia a piedi
scrivi un commento
13 settembre 2016 2 13 /09 /settembre /2016 09:14

L'arrivo di Salvatore Sulsenti con Cinzia Scivoletto alla 50 km dell'Etna (11 settembre 2016, Bronte)

Salvatore Sulsenti, che da camminatore, quest'estate, ha realizzato in una solitaria di tre giorni, con zaino in spalla, il "Giro a piedi della Provincia di Ragusa", in un suo personale percorso di avvicinamento all'impresa della 100 chilometri realizzata da camminatore, ha partecipato alla 50 km dell'Etna che si è svolta l'11 settembre 2015 nel contesto della manifestazione "Etna Extreme 2016" che ha visto in contemporanea con partenza allo scoccare della mezzanotte la celebrazione della 1^ edizione della 100 km del Vulcano.
Salvatore Sulsenti ci ha provato e ha tagliato il traguardo nella piazza di Bronte, assieme all'amica Cinzia Scivoletto, sua compagna in questo viaggio sportivo, ampiamente dentro il tempo massimo concesso dal regolamento.
Questa è stata la sua seconda partecipazione ad una competitiva sulla lunga distanza: il suo esordio ufficiale è stato con la Maratona di Ragusa 2016, lo scorso gennaio.
Di seguito il suo racconto.

Etna Extreme 2016 - 50 km delll'Etna (1^ ed.). Salvatore Sulsenti camminatore finisher: Esiste un piacere differito ed è il piacere che ti conquisti con il sacrificio
Etna Extreme 2016 - 50 km delll'Etna (1^ ed.). Salvatore Sulsenti camminatore finisher: Esiste un piacere differito ed è il piacere che ti conquisti con il sacrificio
Etna Extreme 2016 - 50 km delll'Etna (1^ ed.). Salvatore Sulsenti camminatore finisher: Esiste un piacere differito ed è il piacere che ti conquisti con il sacrificio
Etna Extreme 2016 - 50 km delll'Etna (1^ ed.). Salvatore Sulsenti camminatore finisher: Esiste un piacere differito ed è il piacere che ti conquisti con il sacrificio
Etna Extreme 2016 - 50 km delll'Etna (1^ ed.). Salvatore Sulsenti camminatore finisher: Esiste un piacere differito ed è il piacere che ti conquisti con il sacrificio

(Salvatore Sulsenti) Ho la caviglia sinistra gonfia, il ginocchio destro dolente e tutti i miei muscoli hanno qualcosa da ridire, ma mai come in questa occasione mi sono divertito.
Mi aspetta una camminata di diversi chilometri, dormirò per terra su un mio vecchio sacco a pelo, mi ritaglierò uno spazio per passare quello che resta della note all'interno di un cinema-teatro di Bronte, cominciando così a vivere una parte della magia di questa prima edizione dell'Etna Extreme.
Incontro uomini e donne che non conosco, mi rallegro nel rivedere gli amici, mi diverte la gaia leggerezza di chi non sa cosa andrà a fare, ma sa solo che lo farà.
Arrivo a Bronte in un piccola piazza animata dove tutti sembrano essere felici, parte di un sogno. Ritiro il mio pettorale, numero 447, solo adesso comincio a vedere quello che mi aspetta.
Mi commuove, alle 24:00, assistere alla partenza della 100 km del Vulcano.
Passo una notte insonne, mi aspettano 50,920 km da Milo a Bronte.
Alle 7.00 ci muoviamo con una navetta, in un clima da gita scolastica, verso Milo, dove è ubicata la partenza della 50 km.
Subito veloce il ritmo che mi porta a Zafferana, il primo Comune che incontrerò lungo il percorso a tendermi la mano.
Dopodiché, mi aspettano quasi 19 chilometri di salita fino al Rifugio Sapienza, dove ad accogliermi trovo una band che, all'esterno di un bar, esegue cover dei Queen, e che fa da cornice sonora ad un piazzale che mi ricorda un girone dantesco.
Pochi secondi di sosta al punto di ristoro e via.
300 metri e la pioggia mi rallegra con la sua viva compagnia proprio in mezzo alla strada. Sto bene, non sono stanco, mi sento a mio agio, sta accadendo ciò per cui mi sono allenato, vado avanti facendo attenzione alle puntuali indicazioni.
Tutto mi sembra già scritto, ho la sensazione di aver già visto questa domenica.
La strada si snoda in discesa, immersa in un paesaggio lunare, a tratti mi sento intimorito dalla lava e dal suo intenso grigiore, tendente al nero.
Ho preparato tutto con molta attenzione, per questa mia prima ultra maratona. Le mie gambe si muovono insieme alla mia testa.
A questo punto, a poco meno di 30 km dall'arrivo, il percorso cambia anima e diventa un fuori strada. Attraversando un frutteto, raccolgo una mela e, mordicchiandola, ne godo come un bambino in un giorno di festa.
Piove a dirotto. Il percorso è vivace, mi piace.
Le telefonate degli organizzatori mi rincuorano, non sono lontano dall’arrivo.
Uscendo dal bosco mi muovo su un basolato di pietra lavica durissimo che ha messo a dura prova le mie articolazioni.
Comincia l’asfalto, segno inequivocabile che ci siamo e ricevo l’ultima telefonata da parte dell’organizzazione. Vengo aggiornato: Salvatore mancano 3 chilometri. Mi viene incontro un’amica, un regalo inaspettato.

Mi sono sentito parte di qualcosa di così grande che ho rinunciato a comprendere.

Mi lascio rapire dalle mie emozioni e dal ricordo del susseguirsi dei miei passi decisi ormai stanchi e lenti, dal latrare di cani lontani, dal sorriso elargito a piene mani ai punti di ristoro, dalle carezze delle nuvole, dalla pioggia inevitabile, dai tuoni e dai fulmini che mi ricordano, con prepotenza, che su questa strada e su questa natura a comandare è il Vulcano, è l’Etna, è 'a Muntagna.

Per completezza questa la classifica finale dei partecipanti alla 50 km dell'Etna (9 partenti su 11 iscritti, dei quali quattro le donne)

 

  1. 403 COZZO GIUSEPPE MM35 1 ASD MARATONINA UDINESE ITA 04:02:43
  2. 453 FAILONI GIUSEPPE MM60 1 ASD ATLETICA SICILIA ITA 04:54:05
  3. 452 D'AQUINO GIOVANNI MM45 1 ASD ATLETICA SICILIA ITA 06:29:50
  4. 451 CIFALI ELENA MF40 1 ASD ATLETICA SICILIA ITA 06:54:29
  5. 454 SUIZZO ELEONORA MF40 2 ASD ATLETICA SICILIA ITA 06:54:30
  6. 449 BOBINA GABRIELA MF50 1 ASD ATLETICA SICILIA ITA 07:22:50
  7. 401 GUGLIANDOLO GIANFRANCO MM45 2 AD POL.ODYSSEUS MESSINA ITA 07:23:04
  8. 448 SCIVOLETTO CINZIA MF40 3 ACSI ITA 10:19:43
  9. 447 SULSENTI SALVATORE MM50 1 ASD SIEMU A PERI ITA 10:19:44
     
Repost 0
Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (Salvatore Sulsenti e redazione) - in Ultramaratone italiane 2016 Podismo siciliano su strada Camminare Racconti di gara e tributi personali
scrivi un commento
13 aprile 2016 3 13 /04 /aprile /2016 21:35
Viaggio a piedi in memoria di Marta. E' iniziata il 2 aprile la lunga marcia di Chris attraverso l'Italia, in compagnia dei suoi angeli. Una toccante storia d'amore e di dedizione

Ocorrono,  a volte, esperienze dolorose pr mttere in atto progetti "eroici" e di grande spessore. E' quello che è capitato a Christian, viaggiatore e blogger che ha deciso di compiere un lungo viaggio a piedi attraverso l'Italia che ha concepito il suo progetto come strumento per l'elaborazione del lutto, ma anche come modo di far vivere i suoi cari, portandoli con sé per tutta la durata del suo viaggio
Christian è partito a piedi da Bassano del Grappa il 2 aprile 2016, giorno in cui sarebbe dovuto nascere il piccolo Leonardo, morto a causa di una malattia rara (la Fibrosi Cistica), assieme alla mamma che lo aveva in grembo, intenzionato a compiere il Giro d'Italia a piedi, confidando nell'aiuto e nelle donazioni. che andranno all'associazione #marta4kids che è stata da lui stesso fondata per favorire le ricerche su questa patologia che colpisce un bambino su 2500-3000 nati.
Christian è adesso in cammino e sta portando con sé, virtualmente, il piccolo Leonardo e la moglie, i suoi due "angeli".

Tutti i fondi che Chris riuscirà a raccogliere lungo il suo giro a piedi per l’Italia verranno interamente devoluti alla ricerca per la lotta alla Fibrosi Cistica. Si tratta di una malattia genetica ereditaria, grave, che in Italia colpisce 1 neonato su 2500/3000 e he, essendo categorizzata come malattia rara, riceve fondi per la ricerca del tutto non sono sufficienti.
La malattia esordisce durante la prima infanzia e attualmente ci sono migliaia di bambini che, assieme ai loro genitori, la combattono.
Per quanto riguarda il suo itinerario Chris ha abbozzato una mappa, seguendo l’intento di visitare tutti i centri italiani specializzati per la cura della Fibrosi Cistica, portando il suo sorriso ed aiuti ai bambini che lottano ogni giorno.
Quella di Chris, della lunga marcia che sta compiendo in compagnia dei suoi cari angeli è una storia toccante, che fa emozionare.
Spero che i lettori di questo magazine, leggendo questo post, raccolgano il messaggio e si mettano in condizione di aiutare e sotenere Chris nelorsoel suo lungo viaggio a piedi attraverso l'Italia


Chi è Christian (Chris)? Questo è il modo in cui si presenta lui stesso nel suo blog.

Viaggiatore indipendente, Chris ama esplorare i luoghi piu’ incontaminati, pescare, fare del sano trekking ed esplorare le citta’ a piedi per coglierne i suoi dettagli.
Ha girato in diverse parti del mondo a partire dalla nostra Italia, Spagna, Inghilterra, Olanda,Irlanda,Francia,Croazia ma anche in luoghi piu' lontani come Tailandia, Malesia, California, Florida, Australia,Hong Kong, Cook Island ma sono i paesaggi e la gente della Nuova Zelanda che gli sono rimasti nel cuore.

Chris

Devo ringraziare Emanuela Pagan di avermi segnalato questo storia e pubblico di seguito un suo contributo che descrive le emozioni da lei sperimentate quando del viaggio i Chris lei è venuta a conoscenza.

L'amore è la cosa più bella del mondo (Emanuela Pagan)

 

L'amore esiste.

È ossigeno per il cuore.

Ho letto la storia di Christian e Marta.

Nel dolore non c'è stata la sconfitta. La morte sembrava aver strappato tutto. Invece non è così.

L'amore esiste e vince sempre.

La vita di Christian non sarà più uguale senza la sua amata, ma non ha smesso di camminare. Nel nome di chi amava, di chi avrebbe amato.

Lo scopo del suo cammino non è uno sterile esibizionismo, non è solo un personale ricordo.

Cammina per fare del bene.

Ogni passo ha un valore, è denso di speranza per chi vive ancora, ma lotta per respirare.

Bisogna leggerla questa storia di una famiglia. Separata nel tempo, unita dal cielo lungo i chilometri.

Un amore grande non può morire mai.

Non si è mai soli sotto le stelle.

Grazie Christian per la tua forza.

Buon Cammino

Ed ecco il progetto nel dettaglio con le parole di Chris.
Ed eccomi qui a presentarvi il mio nuovo scopo di vita: donare e fare del bene, convertendo rabbia e dolore in amore, sorrisi e speranze.

#Marta4kids oltre ad essere il nome della nostra Onlus a lei dedicata, sarà l’# del mio viaggio.
Partirò da Bassano del Grappa il 2 Aprile 2016 data nella quale sarebbe dovuto nascere il mio piccolo Leonardo.

Ho deciso di girare l’Italia a piedi, da nord a sud, per far conoscere bellezze italiane spesso poco note così come malattie tanto rare quanto gravi per le quali neppure il governo riesce a finanziare abbastanza la ricerca per trovarne la cura.

Questa mia bella “camminatina” avrà una durata di circa un anno nel quale giornalmente posterò in questo blog: blogdiviaggi.com i diari di viaggio con consigli ed indicazioni sui luoghi che riterrò interessanti.

Con foto e racconti vorrei dare la possibilità a tutti, anche a coloro impossibilitati nel farlo di persona, di poter vedere attraverso i miei occhi e virtualmente anche con quelli di Marta e Leonardo, tutte le meraviglie che per strada incontrerò.

Sono sicuro che non camminerò mai da solo, oltre alla presenza “virtuale”, se così si può dire, di Marta e Leonardo, ci sarà sicuramente qualcuno che vorrà camminare con me, chi per pochi passi, chi per intere regioni. Per sapere dove mi trovo lungo il mio viaggio questo è il link che indica la mia posizione in tempo reale : dove sono.

Settimanalmente raggiungerò gli ammalati e gli ospedali che trattano questa grave malattia (che affligge un bambino su 2500), con il fine di sensibilizzare la donazione. Ho scelto questa patologia perché si manifesta già dai primi mesi di vita dell’ammalato e la sofferenza dei nostri piccoli angioletti deve per lo meno alleviarsi.

Seguitemi nel mio viaggio, fate conoscere questo progetto, aiutatemi. L’Italia è piena di cuori buoni e sono sicuro che potrò sempre contare su di voi.

Ho deciso di donare il ricavato di questo mio viaggio di beneficenza alla ricerca sulla Fibrosi Cistica e agli ammalati che ne avranno bisogno.

Per le donazioni:

Abbiamo fondato una ONLUS: MARTA4KIDS per l’appunto. Per chi volesse donare questo è l’Iban

Intestatario : MARTA4KIDS ONLUS

iban: IT48X0200860260000104117188

Per contattare l’associazione: info (at) marta4kids.com

Grazie a tutti, a chi mi sta vicino, a chi mi aiuta e a te Marta, che mi dai la forza di andare avanti, sempre più determinato, sempre più convinto che tu mi accompagnerai.

Repost 0
Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (fonti web, cn un cntributo originale di Emanula Pagan) - in Camminare Solidarietà-tutela ambiente Viaggio a piedi in memoria di Marta
scrivi un commento
6 aprile 2016 3 06 /04 /aprile /2016 00:01
Sei Vie per Santiago. Nel documentario di Lydia Smith, storie di vite e di persone che si intrecciano e si intersecano: è il Cammino stesso che si racconta e racconta

Sarà proiettato a Palermo, il 20 aprile 2016, nella sala cinematografica "Rouge et Noir", il film documentario "Sei Vie per Santiago" (titolo originale "Walking the Camino", prodotto dalla regista Lydia B. Smith, film multipremiato (013 Newport Beach Film Festival, American Documentary Film Festival, Rainier Indipendent Film Festival, Hollywood Film Festival, Port Lauderdale International Film Festival).
Si tratta di un'interessante iniziativa che consente la fruizione di una pellicola che ha avuto un passaggio forse troppo rapido dalle sale cinematografiche e che, di conseguenza non è stata debitamente attenzionata.
Il film documentario della Smithè in qualche modo simmetrico con "The Way" di Emilio Estevez (2010, titolo italiano "Il Cammino per Santiago") che lo ha preceduto di qualche anno e che, pur avendo un impianto di narrativa fiction non documentaristica propone una narrazione del Cammino di Santiago con una simile prospettiva (il Cammino fatto di intersezione di storie di persone che si incontano ognuno con motivazioni diverse.
In fondo, i due film presentano due modi diversi per raccontare la stessa cosa, con notevoli e importanti coincidenze: soprattutto per quanto concerne la rilevanza delle storie personale che si incrociano e si intrecciano, ma soprattutto per quanto riguarda l'intrinseco "potere" che ha il Cammino di entrare nell'animo delle persone che lo percorrono, modificandone la visione del mondo, anche laddove il Cammino venga intrapreso con motivazioni "laiche": a prescindere dalla valenza religiosa, si tratta di quella risonanza sviluppata e ben descritta dai cultori del cosiddetto "camminare profondo".


Lydia B. SmithIl film, autobiografico e itinerante, segue da vicino un gruppo di moderni pellegrini che affrontano il viaggio verso Santiago, ognuno con le proprie ragioni, motivazioni e aspettative.
Sei persone a confronto, con vite e storie diverse: come quella di Misa che è una giovane sportiva danese. Viaggia da sola per poter essere più in sintonia con se stessa, ma l'incontro con un ragazzo di dieci anni più giovane cambia radicalmente la sua prospettiva.
O come quella di Sam, brasiliana, che ha trent'anni, soffre di depressione ed è alla disperata ricerca di quella forza interiore necessaria a trasformare la sua vita.

La visione del film
avrà un costo € 5,00.
La proiezione del film, inoltre, prevedendo la possibilità (interessante) di un dibattito al termine della visione, sarà una buona occasione di approfondimento per tutti coloro che vogliano acquisire una conoscenza di cosa significhi oggi metterrsi in cammino verso Santiago de Compostela.

Chi è interessato è pregato di dare conferma della sua presenza presso la biglietteria del Cinema Rouge et Noir (091324651)

Per molti secoli, la gente ha viaggiato dalla Francia fino a Finisterre, la fine del mondo allora noto, lungo il Cammino di Santiago. Chi come pellegrino per fede, chi alla ricerca di una propria crescita spirituale ed interiore. Non è assolutamente un'impresa semplice, e nonostante questo solo nel 2010 più di 270.000 persone hanno tentato questo arduo ma meraviglioso camino di cinquecento miglia. Sei Vie per Santiago è un'esperienza di immersione totale che cattura e racconta le prove e le difficoltà che sei moderni pellegrini affrontano durante l'antico percorso, del Cammino di Santiago. I protagonisti del film sono persone di diversa età (dai sette ai settantrè anni), nazionalità, cultura e costumi. Per ognuno di loro il Cammino rappresenta qualcosa di diverso, ma per tutti è una sfida che affrontano per cambiare se stessi.

Quella che segue é la sintesi del film su www.mymovies.it (by Marianna Cappi) Wayne ha 65 anni, ha perso da poco la moglie. Cammina con Jack, 73 anni, il prete episcopale che ha celebrato il funerale. Misa è danese, sportiva, competitiva. Pensava che avrebbe voluto camminare da sola, ma poi ha incontrato il canadese William, che ha il suo stesso passo veloce, e non si sono più seprati. Annie viene da Los Angeles, il ginocchio le fa male, la fatica la fa piangere, ma smettere sarebbe ancora più doloroso. E poi ci sono Sam, dal Brasile, in piena crisi esistenziale, Tomas, che non sapeva se fare kite-surfing o intraprendere il cammino, Tatiana, di 26 anni, fervente religiosa, con il fratello ateo e il figlio Alexis, che di anni ne ha 3, ed è il più giovane della compagnia.

Il cammino di Santiago di Compostela è lungo quasi 800 chilometri e attraversa il Nord della Spagna per terminare nell'Oceano a Finisterre. Non è un'impresa semplice, eppure sono secoli che le genti di ogni dove lo percorrono. Molti partono con una domanda nel cuore, perché in quello spazio e in quel tempo, immersi nella natura e segnati dalla fatica ma anche dall'emozione,
il confronto con se stessi è inevitabile e spesso illuminante. La regista lo ha fatto nel 2008, dopodiché, al ritorno a casa, la stessa "chiamata" che l'aveva messa sulla strada spagnola la prima volta, l'ha indotta a tornare per documentare il pellegrinaggio di altre persone. Il suo approccio è profondamente umanistico: il paesaggio ha ovviamente il suo spazio, ma non è alla sua contemplazione che si dedica il documentario. Allo stesso modo, la geografia del percorso, la pittoresca burocrazia dei timbri, il cibo e le messe, finiscono inevitabilmente nelle riprese di Lydia B. Smith ma non viene concesso loro uno spazio autonomo. Al centro, dall'inizio alla fine, ci sono le persone (le sei che ha scelto al montaggio, dopo averne seguite più del doppio per un totale di 300 ore di girato).
Piove, fa freddo, oppure il sole brucia in testa e sulle spalle, le vesciche sono causa di dolori atroci, la febbre può allettare per un po', ma ogni giorno è diverso, ogni tratto è diverso, e questo cambiamento, di sfondo e di umore è in fondo una metafora della vita, e si va avanti nonostante tutto, sperimentando difficoltà e gioie a fasi alterne, in vista della ricompensa finale, in autostima e significato.
Dal film della Smith emerge bene un piccolo paradosso: quello che s'intraprende, anche se non sempre in solitaria, come un viaggio individuale, alla ricerca di sé, della risposta che probabilmente abbiamo già dentro ma dietro una nebbia troppo fitta per riconoscerla, si trasforma quasi sempre in un'esperienza di condivisione e di collettività. Il Cammino, sembra dire il film, in un modo o nell'altro, ti sorprende. Ed è in questo sovvertire le aspettative che il Cammino incontra la vita e anche il cinema.

Sei Vie per Santiago. Nel documentario di Lydia Smith, storie di vite e di persone che si intrecciano e si intersecano: è il Cammino stesso che si racconta e racconta
Sei Vie per Santiago. Nel documentario di Lydia Smith, storie di vite e di persone che si intrecciano e si intersecano: è il Cammino stesso che si racconta e racconta
Repost 0
Published by Ultramaratone, maratone e dintorni - in Letture e film Camminare
scrivi un commento
1 aprile 2016 5 01 /04 /aprile /2016 19:13
(Foto di Maurizio Crispi, Walktrail di Monte Pellegrino, Palermo, 13 marzo 2016)

(Foto di Maurizio Crispi, Walktrail di Monte Pellegrino, Palermo, 13 marzo 2016)

Salvatore Sulsenti è a un punto di svolta del percorso che ha iniziato all'incirca due anni fa... Camminando e camminando, ha elaborato e costruito un suo progetto che è quello del "Giro di Sicilia a Piedi", un progetto che in questi giorni sta a poco a poco prendendo forma con il cruciale passaggio dall'esercizio di pensiero alla concreta passi.
Nel "Giro di Sicilia Piedi" che prende anche il nome in sigla WUM 1000KM (ovvero Walking Ultra Marathon 1000 km), Salvatore Susenti intende percorrere tutto il periplo della Sicilia in senso antiorario, con tappe giornaliere oscillanti tra 32 km e 43-45 km, nell'arco di tempo di un mese (salvo imprevisti).

Per "Giro di Sicilia" s’intende l’intero periplo della regione percorrendo 1000 km (stima della distanza approssimata) in 31 giorni.
Dal calcolo dei giorni sono, ovviamente, esclusi eventuali imprevisti (ritardi per interruzioni stradali, maltempo, indisposizioni personali). "WUM 1000KM" sta per "Walking Ultra Marathon" (nome che ho dato a questo mio giro di Sicilia perché alcune tappe supereranno il chilometraggio di una maratona), l’intera distanza da coprire verrà percorsa esclusivamente a piedi su manto stradale.

Giro di Sicilia a Piedi (Pagina facebook)

Salvatore Sulsenti è ora alla ricerca di sponsor che lo supportino per tutto ciò che gli sarà necessario: e per il compimento di questa sua impresa vanno bene anche micro-sponsorizzazioni, allo scopo di metterlo in condizione di acquisire tutta l'attrezzatura necessaria e di potere sostenere i costi (in economia) di vitto e pernottamenti.
Salvatore Sulsenti ha bisogno di supporter e di fiancheggiatori, di atleti e walker che in occasione dei suoi passaggi dalle diverse città e cittadine e municipalità toccate dalle sua lunga camminata solitaria con la sua attrezzatura sulla spalle lo affianchino, camminino con lui e lo incoraggino.

 

Tutti possono contribuire (aziende, pubblici esercizi, privati, associazioni di camminatori, enti...) alla realizzazione del periplo della Sicilia a piedi (che prevede una percorrenza di oltre 1000 km); si può essere compagni di questa entusiasmante avventura con donazioni dirette o con offerte in natura (previo accordo, onde evitare duplicati): anche micro-sponsorizzazioni e micro-donazioni, purché siano tante, potranno andare bene.

Salvatore Sulsenti (fonte "Giro di Sicilia a Piedi" - Pagina Facebook)

(Salvatore Sulsenti al termine della sua fatica - Foto di Maurizio Crispi, Walktrail di Monte Pellegrino, Palermo, 13 marzo 2015)

(Salvatore Sulsenti al termine della sua fatica - Foto di Maurizio Crispi, Walktrail di Monte Pellegrino, Palermo, 13 marzo 2015)

In funzione di questo delicato passaggio dalla fase di ideazione a quella concreta del fare, Salvatore Sulsenti ha creato una pagina facebook dedicata (Giro di Sicilia a Piedi) e si accinge anche a creare un blog omonimo che, poi, nella fase di avvicinamento all'impresa e in corso d'opera gli servirà per pubblicare giornalmente degli aggiornamenti sulla sua lunga marcia e l'anticipazione delle due o tre tappe successive in modo tale che chiunque voglia percorrere dei chilometri con lui possa aggregarsi al passaggio.

 

Ma vediamo cosa succedeva un anno fa nella vita del Nostro, quando ancora l'idea del Giro di Sicilia a Piedi non aveva iniziato la sua gestazione...
Ci sono certe idee che hanno bisogno di un tempo per generarsi (o essere generate) e il camminare favorisce il libero flusso del pensiero e nel Cammino nascono le idee e i progetti.

Salvatore Sulsenti18 marzo 2015, mercoledì. Con una temperatura che va fra i 16° ed i 20° comincio a camminare dopo due giorni di “riposo”. È ora di tornare per strada, sempre alla ricerca delle storie che avrà da raccontarmi questo mercoledì. Inizio alle 11:44, inserisco la sveglia alle 13:44 per camminare 2 ore come consueto. Già, come consueto. Non c’è nulla di consueto in un nuovo giorno. Un nuovo giorno ha sempre qualcosa da raccontare. Oggi ho camminato per ben 4 ore consecutive, senza sosta all'infuori di qualche secondo rubato per fare pipì dietro una siepe. 4 ore rappresentano un mio record personale, ma non un mio limite.
Ho in mente di andare oltre. Sono stanco ed un po’ di stretching mi mette al riparo da contrazioni muscolari. Camminando trovo la mia prima storia: un padre e la sua figliola sono seduti sulla spiaggia a giocare con la sabbia, riempendo un secchiello. La seconda storia parla di un signore francese che riporta a casa, in spalla, il suo vecchio cane, stanco della lunga passeggiata. La terza storia: un anziano inglese mi chiama Walker e mi chiede se cammino ogni giorno e quanti chilometri percorro. Rispolvero il mio inglese, rispondo, faccio un figurone da poliglotta, lui mi sorride e ci salutiamo. Colazione: un’arancia, caffè zuccherato. Spuntino 1: un caffè. Pranzo e Spuntino 1: un’arancia, una mela, una pera, un caffè. Cena: riso e pomodori crudi.

19 marzo 2015, giovedì. Ieri ho camminato per 4 ore consecutive, andatura sostenuta e credevo di aver conquistato il mondo. Poi, girovagando sul web, leggo di Rosario Catania, siciliano di Mascalucia (Catania), recordman mondiale di camminata nordica (con i bastoncini da Nordic Walking): 72 ore consecutive! Mi piacerebbe conoscerlo personalmente. Sono le 13.00 e finisco alle 15.00 volutamente cammino con un po’ più di calma. Voglio recuperare. Incontro degli amici che non vedevo da tempo. Colazione: una mela, un caffè. Spuntino 1: un caffè. Pranzo: pasta e lenticchie, ½ bicchiere di vino. Spuntino 2: una pera, formaggio. Cena: pasta e ricotta.

20 marzo 2015, venerdì. Non comincio nemmeno a muovermi che già una piccola storia si affaccia. Mi fermo appena prima di alcune strisce pedonali per far attraversare due scolaretti in grembiule blu e fiocco bianco. Il terzo scolaro, una bambina dai tratti mediterranei ed i capelli arruffati, non si fida di me e decide di non passare. Io le faccio cenno, invitandola con la mano e sorridendole appena per rassicurarla, che può andare tranquilla. Lei attraversa e mi ripaga con un sorriso che non ha prezzo e mi riempie di felicità. E c’è gente che non cammina; a quanti sorrisi rinunceranno e quante storie non saranno mai raccontate? Sono le 13:12 ed inizio, finisco alle 15:12. 19° ed un vento sostenuto aprono la primavera astronomica. Cammino con relativa calma anche se a tratti avrei voglia di forzare l’andatura. Una Chihuahua gioca rincorrendo una pallina rossa calciata dal suo padrone, svogliato ed indaffarato con il suo telefonino. Mi godo, sopraggiungendo, lo spettacolo e, ad appena pochi centimetri dal colosso canino, la pallina sfugge al Chihuahua. Accelero il passo, blocco la pallina rossa e per un istante la cagnetta mi guarda perplessa, cercando di capire se per caso non volessi fuggire con il suo giocattolo. Restituisco la pallina e la cagnetta scappa via tenendo ben ferma, non si sa mai, la sua pallina stretta fra le sue feroci fauci. Meglio tornare a casa. Doccia e pesata di rito. Dopo una lotta fatta di tre risultati diversi, per onestà personale, mi annoto solo il peso maggiore fra i tre: kg.101,1. Colazione una mela, un caffè zuccherato. Spuntino 1: alcuni fagioli borlotti. Pranzo: insalata di riso con fagioli e peperone rosso, ½ bicchiere di vino rosso. Spuntino 2: un po’ di pane appena sfornato. Cena: 3 scatolette piccole di carne in scatola, una tazza di latte e biscotti.

21 marzo 2015, sabato. Vento forte, freddo (con 17°). Come dire: Benvenuta Primavera! Penso di iscrivermi all’Etna Trail, Walk Trail per km 16, che si terrà il 25 luglio. Già, sarà una coincidenza, ma è proprio in questa data che è cominciato. Non è la distanza a preoccuparmi ma i luoghi ed il fatto che sarebbe stata la mia prima volta. Ore 12:23/14:23 poche gocce di pioggia mi bagnano. Cammino, vado avanti e non mi fermo. Finisco ascoltando Barry White. Penso. Sono a casa. Secondo un rituale consolidato negli ultimi mesi compio gesti quotidiani al rientro delle mie camminate. Ho ingoiato della sabbia. Cosa farò quando sarò arrivato a quota kg.85? Mi peso sempre due volte. La prima, piede destro e poi il sinistro; la seconda, piede sinistro e poi il destro. Il risultato di oggi: kg.100,9. Colazione una pera, un caffè amaro. Spuntino 1: un caffè amaro. Pranzo: una banana, pasta (farfalle) con verdura e tonno. Spuntino 2: nulla. Cena: pasta e pomodoro crudo. Spuntino 3: latte e biscotti.

22 marzo 2015, domenica. Comincio a camminare con una temperatura di 20° che successivamente aumenterà fino a 21°: e ciò rende meno fastidioso il vento incessante. Appena giungo al mio punto di partenza un pensiero va alla mia ex ragazza E. Ho saputo che non sta affatto bene con se stessa: per il suo corpo (che a me piaceva tanto) e per ciò che la vita non ha saputo darle. Sono le 12:09 e si inizia. Sempre vento, procedo abbastanza bene. Poca gente fatta eccezione per un gruppo, 50 persone circa, di turisti. Incrocio una ragazza dai tratti fortemente marcati. Capelli lunghi e castani (scuri) con un’accentuata ricrescita portata con disinvoltura. Alla ricerca di qualche minuto d’isolamento, questa ragazza, si siede ed accende un piccolo sigaro: fantastica. Ho finito le mie due ore: sono le 14:09 e me ne torno a casa. Dopo la doccia innesco una lotta con la bilancia che oggi sembra essere alquanto indecisa sul responso: segno di un agognato pre-pensionamento? Alla fine l’ho vinta: kg.100,2. Colazione: una mela, un caffè. Spuntino 1: caffè. Pranzo: pasta con fagioli e ceci e cipolla, un’arancia. Spuntino 2: nulla. Cena: farfalle con verdura e melanzane, 3 biscotti.

23 marzo 2015, lunedì. 20°, sempre vento ma il sapore della bella stagione è dietro l’angolo. Inizio alle 13:00 terminando alle 15:06 con delle fitte diffuse all’addome. Ho dolore alla spalla. L’alluce sinistro è claudicante. Ho il cuore vuoto. Cado a pezzi. Vado avanti, vado a casa. Mi peso diverse volte. Kg. 100,0 ed una scommessa vinta. Cento chili, sempre tanti ma a quota 85 sarà diverso. Colazione: 2 pere (medio-piccole), un caffè amaro. Spuntino 1: pasta e fagioli rimasta in frigo, un caffè. Pranzo: pasta con pomodoro crudo (con tonno e capperi), due cucchiaiate dell’ultima pasta e fagioli. Spuntino 2: nulla. Cena: pasta con pomodoro crudo e tonno.

Repost 0
Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (Maurizio Crispi / Salvatore Sulsenti) - in Racconti di gara e tributi personali Camminare
scrivi un commento
5 marzo 2016 6 05 /03 /marzo /2016 11:04
Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti. Il randagio della strada al giro di boa dei suoi primi 50 anni, e si addensano eventi di buon auspicio
Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti. Il randagio della strada al giro di boa dei suoi primi 50 anni, e si addensano eventi di buon auspicio
Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti. Il randagio della strada al giro di boa dei suoi primi 50 anni, e si addensano eventi di buon auspicio
Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti. Il randagio della strada al giro di boa dei suoi primi 50 anni, e si addensano eventi di buon auspicio

Salvatore Sulsenti ha camminato sino alla soglia dei suoi primi 50 anni e l'ha superata, confortato dal fatto che attorno a questa sofglia si sono addensati eventi positivi che fanno ben sperare, assieme a progetti e a cambiamenti.
Quella che segue é la cronaca degli ultimi giorni.

Venerdì 19 febbraio 2016. Leggo un articolo di Maurizio Crispi. Parla di un cane che non dovrebbe urinare su una fioriera di un metro di altezza. Accadimento dubbio, ma evidentemente certo ed ineluttabile secondo il proprietario della fioriera. Alle 9.00 parto da Piazza Scalo Trapanese diretto a Punta Secca e sono con Margherita e Gabry. Arriviamo a destinazione, ed é immancabile una foto davanti la Casa del Commissario Montalbano. Buona parte del ritorno è una piacevole seduta di beach walking, seguita da una leggera brezza marina.
Tornati alla base, dopo 11,4 km e 2,10 ore, ci salutiamo con Margherita e la sua amica dandoci appuntamento per domani pomeriggio, per partecipare ad un walk trail di 13 km. Ho una cartina della Sicilia in scala 1:300000 su cui comprendere cosa mi aspetta se dovessi partire per un giro dell’isola. Mi chiama la mia amica Anna (che vive in provincia di Como) e dopo 5 minuti di piacevole chiacchierata ci salutiamo. Sono in pigiama e, a letto, guardo un film di Totò. Suonano alla porta, sono le 13,30 e penso al postino. Vado ad aprire. Resto per qualche interminabile secondo ammutolito, non è il postino né un agente delle tasse. Incredulo mi trovo davanti Anna ed il marito Carlo. Sono venuti a trovarmi per festeggiare i miei 50 anni, che sorpresa. Li faccio entrare in casa, ancora frastornato. Mi rivesto frettolosamente, Anna e Carlo non hanno pranzato e li accompagno a mangiare qualcosa. Programmiamo rapidamente ogni giorno fino al momento della loro ripartenza che sarà lunedì sera. Andiamo a Noto, scopriamo che la confusione per le vie è in occasione della Festa di San Corrado il Patrono della cittadina. Ci tuffiamo nell'atmosfera e godiamo di queste ore di festa mentre io mi soffermo a guardare Anna e Carlo non ancora convinto che siano accanto a me. Rientriamo e cena con pizza e birra.

Sabato 20 febbraio 2016.  3,30 del mattino sveglio. Sarà effetto dei miei 50 anni? Apro il sacchetto di carta con il regalo di Margherita per me. Uno zaino tecnico, il primo. Ho appuntamento a colazione con Anna e Carlo. Arrivano alla spicciolata i miei compagni di camminata, presento i miei amici di Como. Carlo si ferma in piazza mentre Anna mi accompagna in questa passeggiata. C’è uno strano mormorio nel gruppo e credo di capire perché. L’arcano mi è definitivamente svelato al rientro dalla camminata. Arrivando a destinazione mi accolgono in tanti. Hanno organizzato una festa in spiaggia, con tanti dolcetti, cannoli e bignè. Spumante, bibite ed acqua (trascurata). Foto ed auguri con tutti. Sono contento visto le prospettive dei giorni scorsi per oggi. Il mio compleanno. Abbiamo percorso 14,3 km dalle 8,30 alle 11,05. Questo pomeriggio si replica con un walk trail di 13 km e stasera a cena fuori.

Domenica 21 febbraio 2016. La libertà a dispetto dell’opportunità. Con queste mie parole ho dato inizio al mio 50° anno. Facciamo, con Anna e Carlo, colazione diretti subito dopo a Siracusa. Pausa caffè in un autogrill, telefonata di Maurizio [Crispi] che mi invita ad iscrivermi al Parkrun, arrivo in città. Visita a chiese, musei, Ortigia. Pranzo arabo, caffè italiano, piazza Duomo ad Ortigia, gelato e rientro all’auto. Inauguriamo una seduta di urban walking per le vie di Siracusa dire. Mi chiama Gemma, mia ex ragazza del secolo scorso con cui sono in contatto, ci vediamo per pochissimi minuti. Presento i miei amici, poche parole e ci salutiamo. Siamo diretti alla spiaggia di Fontane Bianche, delusi dallo stato della spiaggia e dal fresco pungente rientriamo. Ci separiamo per rivederci dopo un paio di ore. Faccio la doccia, mi registro online per partecipare al Parkrun. Stasera ceniamo in pizzeria, ci raggiunge mio padre. Decidiamo cosa vedere domani a Catania, Anna e Carlo hanno un aereo in serata.

Lunedì 22 febbraio 2016. Sveglia spontanea alle 5.00 e caffè. Curioso su Google Maps con in testa sempre il mio giro di Sicilia. Cerco foto e dettagli su ogni singola tappa. Colazione con Anna e Carlo e si parte alla volta di Catania. Lasciamo l’auto in un parcheggio, visitiamo la città rigorosamente a piedi. Il Duomo di Sant’Agata, il vicino mercato del pesce, il mio liceo degli ultimi due anni delle scuole superiori non è lontano. Prenoto per il pranzo. C’è ancora del tempo e girovaghiamo fra via Etnea, fotografando chiese, scorci di città, la villa Bellini, i miei ricordi d’infanzia. Pranzo a base di pesce da Don Turiddu. Carlo è soddisfatto, Anna pure ed io anche. Ma Carlo di più. Camminiamo ancora diretti ad un chiosco dove prendiamo il caffè. Pian piano e stanchi torniamo all’auto. Arriviamo in aeroporto, consegniamo l’auto a noleggio, altro caffè. Qualche minuto di relax, ultime impressioni ed ci salutiamo sperando di non far passare un anno e mezzo prima di rivedersi. Gli occhi sono lucidi, Anna e Carlo si allontanano verso l’imbarco. Io ho già fatto il biglietto dell’autobus. Alle 20,30 sono a casa.

Martedì 23 febbraio 2016.  Mi sveglio credendo di aver sognato in questi ultimi giorni. Faccio le pulizie di primavera a febbraio. Dalle 18,30 alle 20,30 cammino con il mio gruppo per 2 ore. Gli ultimi 4 chilometri sotto la pioggia. Pressione ed umore giù.

Mercoledì 24 febbraio 2016. Mi dedico alle mille faccende lasciate in arretrato. Mi manca Anna e la chiamo. Stasera ho una riunione per ulteriori particolari sulla camminata del 10 aprile. Scrivo della mia WUM 1000KM, Enrico V. e l’azienda per cui lavora sono i miei primi sponsor.

Giovedì 25 febbraio 2016. 18,30/20,15 per 12 km. Giorno di mercato, compro alcune cose da spedire ai miei amici su al Nord.

Venerdì 26 febbraio 2016. Dalle 9.00 alle 11.00 sono con Margherita e la sua amica Gabry per un’altra puntata alla Casa del Commissario.

Sabato 27 febbraio 2016. Voglia di camminare al minimo storico. Diserto l’uscita con il gruppo, resto in casa e non so bene il perché. Stasera consegno i premi per i primi arrivati (uomo e donna) dell’Ecotrail della Val d’Ippari di domani. Non ho l’auto di proprietà, non ne ho la possibilità. Sono stanco di chiedere sempre un passaggio per spostarmi. Camminerò di più, dove vorrò e quando potrò. Incontro Aldo [Siragusa] e gli consegno i premi realizzati. Mi presenta agli intervenuti, parlo dei miei lavori. Saluto e ci rimandiamo a domani per presenziare alla premiazione.

Domenica 28 febbraio 2016. Arrivo alla Villa Comunale e capisco dove andare seguendo la scia delle voci che arrivano dal traguardo. Il forte vento fa cadere un albero su due auto danneggiandole. 
Mio padre mi accompagna incuriosito dal clima di festa che pervade uomini e donne abbigliati in Rainbow Style. Ho il mio primo smarthphone, regalo per i miei primi 50 anni (avrò il secondo telefono fra 50 anni?), scatto tantissime foto (circa 170) pervaso dal delirio del fotoreporter che, sopito, albergava in me. In realtà sono solo contento ed eccitato di questa giornata, come un bambino alle giostre.
Molti hanno delle escoriazioni, alcuni sembrano galleggiare distratti, alcuni sono spaventati tutti sono felici e soddisfatti. Già. Soddisfatti a dispetto del tempo impiegato, delle inevitabili delusioni e della prossima gara che si affaccia non lontana. Vengono onorati tutti i partecipanti, ma vengono premiati solo in pochi, così dev’essere. Ho realizzato due opere montate su tegole (ciaramini a Ragusa, canali a Catania, coppi a Firenze) che consegno personalmente ai due primi arrivati, uno per categoria, uomo e donna. Due ragazzi splendidi e semplici che mi ringraziano sorridendo con lo sguardo ormai rilassato. Lui è ha una barba lunga ed incolta, solo apparentemente, lei è una ragazza minuta ma solida come la roccia vulcanica. Io ringrazio loro. Anche Margherita viene premiata, la mia compagna di camminate da randagio dell’asfalto, con una bottiglia di birra artigianale da 1,5 litri. Credo di essermi pentito di non aver partecipato a questo Ecotrail della Val d’Ippari, non so il perché o forse lo so fin troppo bene. Cosa mi porto dentro alla fine di questa giornata? La mia commozione.

Lunedì 29 febbraio 2016. Testo il GPS della mia astronave (il mio smarthphone) e di Endomondo, desisto dopo alcuni km per le ripetute interruzioni. Procedo secondo esperienza. Dalle 8,45 alle 12,45, ho camminato senza alcuna interruzione fatta eccezione per una pausa, un pipì-stop, e due foto con un amico incontrato per strada che ha condiviso con me 2 ore di questa giornata. Il vento è sostenuto ed il mare risponde colpo su colpo alle sferzate di Eolo.
Ad oggi ho camminato per 5305,7 km in 884,57 ore e per 383 giorni. E domani?

Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti. Il randagio della strada al giro di boa dei suoi primi 50 anni, e si addensano eventi di buon auspicio
Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti. Il randagio della strada al giro di boa dei suoi primi 50 anni, e si addensano eventi di buon auspicio
Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti. Il randagio della strada al giro di boa dei suoi primi 50 anni, e si addensano eventi di buon auspicio
Repost 0
Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (Salvatore Sulsenti) - in Camminare Racconti di gara e tributi personali Trail. Circuito Ecotrail Sicilia 2016
scrivi un commento
22 febbraio 2016 1 22 /02 /febbraio /2016 10:55
Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti: camminare genera idee e mantiene un equilibrio dinamico
Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti: camminare genera idee e mantiene un equilibrio dinamico
Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti: camminare genera idee e mantiene un equilibrio dinamico
Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti: camminare genera idee e mantiene un equilibrio dinamico
Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti: camminare genera idee e mantiene un equilibrio dinamico
Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti: camminare genera idee e mantiene un equilibrio dinamico

Salvatore Sulsenti è davvero un vulcano d'idee. Forse perché camminare - oltre a donare al camminatore indubbi vantaggi psichici - aiuta la meditazione e fa sorgere idee.
Perché ciò accade? E' la contemplazione di ciò che ci circonda che sfila sotto i nostri occhi ad una velocità sostenibile, è la ricchezza pacata degli stimoli che traiamo dalla continua osservazione della grana delle cose, è la disposizione di spirito che ci rende ricettivi a certi stimoli e non ad altri, è la capacità di mettersi in contatto con il mondo interno e creare delle sintesi originali con ciò che arriva dall'esterno, è il fatto di potersi soffermare sulle cose, di muoversi avvertendo nello stesso tempo la piena libertà di fermarsi: questi sono tutti fattori che contribuiscono a questa fertile avventura mentale e spirituale per il nostro Salvatore.
Tutti dovrebbero camminare, senza affrettarsi, oppure affrettandosi, perchè per quanto ci si affretti non si potrà andare veloci come quando si corre. Forse, anche perchè camminare è di per sé estasi, nel senso più letterale del termine: il modo per uscire da una forzata immobilità, forse più simile alla morte che molti nella propria vita sedentaria si impogono. Il camminare è dinamismo, soprattutto se protratto per diverse ore al giorno: ti porta a sperimentare la necessità di un riequilibrio psico-fisico costante, fatto di continui disequilibri. Ed è questa la grande forza intrinseca del Camminare nel riequilibrare lo psico-soma e nel trovare costantemente nuove frontiere da valicare (compresi quei limiti che di continuo si riprongono, diavoletti che spingerebbero a recedere o a rinunziare a favore di una più confortante inerzia).
Molti insegnamenti, forse, dovrebbero essere impartiti camminando: non a casa Socrate e i suoi allevi venivano definiti peripatetici, poichè il più delle volte camminavano mentre discettavano di filosofia.
Non dimentichiamo inoltre che, secondo gli aborigeni australiani il mondo era stato creato dai loro antenati (considerati equivalenti a delle entità divine) camminando e che era loro compito mantenere in vita il mondo, percorrendo (e cantando) incessantemente le "vie dei canti", ogni gruppo tribale lungo la via propria.
Per non parlare dei monaci itineranti o di quelli corridori che fanno del movimento continuo uno strumento di meditazione profonda.
L'anno nuovo sta portando Salvatore Sulsenti a maturare dei nuovi progetti (dei quali per il momento non diamo anticipazioni, in attesa che lui stesso sia pronto a comunicarli in una forma completa) e ad affacciarsi a nuove realtà:
Il 20 febbraio 2016 Salvatore Sulsenti ha compiuto 50 anni e, per lui, si è trattato sicuramente di un compleanno sotto buoni auspici e il suo cammino procede sicuramente sotto una buona stella

Our earthly condition is that of passers-by, of incompleteness moving towards fulfilment, and therefore of struggle

Fonte non conosciuta

Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti: camminare genera idee e mantiene un equilibrio dinamico

GENNAIO

29 gennaio 2016, venerdì sveglio alle 4.00 mi dedico a sistemare alcune schede del mio diario. Maurizio, ed è da ieri che voglio scriverlo, racconta la vita e la fotografa. Io prendo nota, mi fermo al fatto e sporadicamente vado oltre. Maurizio si muove a caccia di una foto che sia una storia. In realtà credo che lui le foto le abbia già in testa, fissate nella sua immaginazione e che la sua macchina fotografica sia solo uno “strumento” esecutivo, un pennello con cui dipingere la sua tela. Sono le 5,30. Alle 12,30 comincio a muovermi per le mie strade. Ci sono 19° gradi e sembra primavera inoltrata, al punto che un paio di matti decidono di fare il bagno. Una ragazza porta a spasso, senza guinzaglio, due cani neri che hanno ognuno un collare rosa ma l’uno diverso dall’altro, grande fatto che andava decisamente annotato. Faccio a gara per qualche metro con un bambino in bici, e, per chi se lo chiedesse, in questo confronto ho vinto io: evvai Salvatore! Una coppia di turisti nordici, credo Veneti, mi chiede le indicazioni per Pozzallo. Ricevo la telefonata di mio nipote. Alle 14,30 concludo la mia camminata con il saluto di un’avvenente signora francese.

30 gennaio 2016, sabato sveglio prestissimo, mi fiondo sulla caffettiera. Mi collego ed aggiorno le mie pagine sui social, un solo social per il vero. Controllo la mia mail, curioso il sito della Tomtom e della Garmin. E’ ancora presto e decido di tagliarmi i capelli con la macchinetta, pochi minuti ed il gioco è fatto. Borotalco le mie zampette. 8,30 incontro il mio gruppo e parto loro. Ci accompagnano per tutto il tragitto Billo, la nostra mascotte, ed il suo amico Birillo. L’ultima ora cammino al fianco di una nuova amica non vedente, le faccio da guida. Mi piacerebbe portarla a camminare con me altre volte. Arriviamo alle 11,30 e, dopo alcuni minuti di piacevole e riposanti chiacchiere, saluto. Tutti. Mio padre in realtà aveva bisogno di sfogarsi perché ha ricevuto una telefonata poco piacevole da mia sorella. Oggi sono stato in pace con me stesso, quasi in uno stato di grazia. Abbiamo scattato delle foto con alcuni compagni sorridendo tantissimo di come, a 50 anni di media ognuno, ci si possa divertire con molto poco.

31 gennaio domenica 7,45/12,00 compresa la pausa tecnica ed un caffè. Ho camminato per 4 ore per un totale di 20 km. Incontro un’amica insieme ad altre due donzelle. Fatte le presentazioni decidiamo di camminare insieme. Mi offrono un passaggio verso casa ed io accetto di buon grado. Foto di gruppo al porto. Gli ultimi 300 metri sono camminati sulla spiaggia e qui conosciamo Bea una cagnetta di un paio di mesi o al massimo tre. Pranzo leggero con carote e cavolfiore lesso accompagnate da due uova, poco pane e del formaggio. Mi concedo un dolce: uno yogurt ananas con tre biscotti secchi. E domani? Sarà febbraio. Altro mese, altri chilometri, altre speranze, altre delusioni, altri sorrisi.

Febbraio

Lunedì 1° febbraio 2016, Cammino per circa 100 metri molto lentamente, al di sotto del mio standard. Mi chiedo cosa mi succeda, ma subito mi rassereno, nulla di cui preoccuparmi. Il mio riscaldamento è camminare per alcuni minuti prendendo confidenza con l’habitat. Mi viene incontro Billo, un meticcio, bianco e nero, muscoloso, di media taglia, a pelo raso e sempre in cerca di una carezza. La temperatura è piacevolissima, ma resto infastidito da una brezza che gela il sudore. Uso il cappuccio della mia felpa amaranto. Incrocio Olga in bici, quasi nascosta dentro la sua felpa bianca e al riparo dal sole con grandi occhiali scuri. È la prima volta che la vedo in bici, scambiamo due parole velocemente, senza fermarci come a non voler perdere tempo in futilità, la strada è lì per noi e non va fatta aspettare. Cammino per 12 km e buona parte di questi a ritmo sostenuto. Ricordo le indicazioni di Maurizio su come allenare la velocità che, ahimè, non è nel mio DNA (5 minuti ed 1 minuto veloce…). Il mio peso è aumentato durante le feste e, ad oggi, ho 5 chili da smaltire oltre i chili per arrivare al mio obbiettivo: kg 85. Totale 15 kg. Un grammo alla volta Salvatore, un grammo alla volta.

Martedì 2 febbraio 2016. Pranzo fruttariano: una pera, un’arancia, un finocchio, uno yogurt al cocco ed un caffè con miele. Lavoro ad una mia opera, una vecchia tegola con una croce latina di mio disegno. Scrivo ed ascolto della musica pensando al mio marciapiede, alla mia strada. Arrivo in anticipo in piazza portando con me la macchina fotografica. Quasi dal nulla vedo due mie compagne di camminata che guidano un quadriciclo ed io, come un falco, click ed ancora click per immortalare due gentili signore che si divertono come delle bambine. Va sottolineato che questo ameno mezzo di locomozione è un auto-regalo che si è concessa una delle due signore per il 50esimo compleanno appena passato. Che spasso, la serata comincia bene. Dopo la consueta foto di gruppo partiamo alle 18,30 in compagnia di Billo che fa disperare tutti perché attraversa strade e trazzere senza curarsi delle auto in arrivo. Si cammina in tranquillità, quando a poco più di 2km dall’arrivo in piazza ci ritroviamo io, Peppe e Lina impegnati in un allungo intenso, ritmo velocissimo, voglia di divertirsi andando forte. In piazza siamo i primi e dopo alcuni minuti arriva il resto del gruppo. Un po’ di stretching, un po’ di commenti e tutti a casa. Io mi sento soddisfatto per la camminata, decisamente meno per i miei diavoletti che tornano a farsi sentire.

Mercoledì 3 febbraio 2016. Sono le 5,15 del mattino. Rileggo le note del mio diario di ieri, rivedo delle foto e faccio pulizia dentro al PC. Conto sei giorni consecutivi di uscite e sono incerto se concedermi del riposo o camminare anche oggi. Deciderò nelle prossime ore. In realtà ho già deciso. Sono passate da poco le 11,30 e sono già per strada a smaltire un certo nervosismo che mi fa visita di tanto in tanto. Mi muovo subito veloce e riesco a mantenere lo stesso ritmo per tutto il tempo sia in andata sia al ritorno, sia in pianura sia in salita. Mi chiamano Anna e Carlo. Con loro ha avuto inizio la mia carriera di walker. Riunione di gruppo per rinnovo tesseramento, presentazione bilancio, varie ed eventuali… A letto alle 22,00 per dedicarmi alla rilettura di “Voglio Correre” di Enrico Arcelli. Ogni volta scopro qualcosa di nuovo e magari un giorno mi deciderò ad acquistarlo anziché prenderlo in prestito alla Biblioteca del mio paese.

Giovedì 4 febbraio 2016. Sveglio alle 3 ed alcuni minuti. Sono al PC fino alle 4.00 mettendo ordine. Mi soffermo sul diario di un pellegrino sulla via di Santiago de Compostela. Il diario è ricco di note e suggerimenti e foto e vicende. Scorro velocemente le foto dei paesaggi e delle chiese, mi soffermo con vivace interesse sui volti di altri pellegrini, sulle loro storie e sulle loro espressioni. Mi vedo fra di loro, anche io a raccontare la mia strada, la mia avventura, il mio pellegrinaggio. Sono le 4 e poco più. Oggi è giorno di mercato in paese. Domani sono fuori con Margherita e farò delle spese per una giornata fuori. Sono le 18,30 e fino alle 20,15 si cammina in gruppo anche se a regnare è la voglia di un assolo. L’idea dell’affitto del camminatore si sedimenta in me. Dal confronto con chi ho vicino colgo segnali incoraggianti. Manca il grafico per studiare un logo da registrare. Torno a casa, e questo per oggi mi basta.

Venerdì, 4 febbraio 2016. Esco con Margherita puntando a 10 ore di camminata che nella realtà saranno 7 ore e 45 minuti. la mia ernia si fa sentire e si fa sentire la stanchezza di 9 giorni consecutivi di camminate. Camminiamo l’equivalente di una maratona con vento sostenuto che gela il sudore. Margherita mi porta dei limoni dell’albero che ha davanti casa. Io consumo diversi limoni nei miei integratori ed ho gradito l’omaggio. Ricevo l’invito di Maurizio a Palermo, ho accettato. Stasera sono a cena a casa di amici per un ricotta-party. D’improvviso realizzo la presenza di chi non c’è.

Sabato 6 febbraio 2016. Stamani diserto la camminata con il mio gruppo e mi dedico a smaltire della corrispondenza in arretrato e soprattutto scrivo ad un’azienda per presentare la mia idea di organizzare il periplo della Sicilia. Mi risponde in serata Enrico, il loro referente commerciale per l’Italia, che si dimostra interessato e mi chiede ulteriori dettagli che prontamente invio. Adesso aspetto una risposta. Nel pomeriggio ci vediamo davanti al Decathlon di Ragusa per una camminata congiunta fra il mio gruppo ed i ragazzi di Amunì. 12 km in 1 ora e 45 minuti. Ho recuperato abbastanza bene i 42 km di ieri. La temperatura si abbassa ed il ritmo sostenuto aiuta a tenersi al caldo.

Domenica 7 febbraio 2016. Ho camminato per 10 giorni consecutivi senza alcuna pausa ed oggi riposo. Faccio il casalingo. Pulisco casa, faccio il bucato e cucino per il pranzo. Mi dedico al mio diario e faccio una bozza delle prime 4 tappe del mio giro di Sicilia.

Lunedì 8 febbraio 2016. Una leggera pioggia accompagna ed apre questo inizio settimana. Mi dedico alla demolizione di vecchio intonaco da una parete del mio laboratorio, evidenziando la pietra con cui fu costruito il muro. Invio delle mail a società che fabbricano scarpe, GPS da polso ed altro materiale per presentare la mia idea di un giro di Sicilia in solitaria. Ci sono 2 riscontri, spero non tardino gli incontri.

Martedì 9 febbraio 2016. Arrivo prima allo start point del mio gruppo. Incontro Lina e decidiamo - ma è lei a decidere in realtà - di concederci 10 minuti veloci. Molto veloci prima che si esca con gli altri compagni. Camminiamo in tanti, circa 30, dalle 18,30 alle 20,15 percorrendo le vie di Marina di Ragusa in un saliscendi stimolante. Il mio umore non è dei migliori e camminare mi aiuta a far tornare il sereno. Continuano i lavori edili, l’intonaco è stato asportato ed il muro di pietra torna alla luce, prendendo nuova vita.

Mercoledì 10 febbraio 2016. I miei lavori edili ormai volgono al termine. Lavoro alla stesura e a maggiori dettagli di un progetto da presentare ad eventuali sponsor del mio giro di Sicilia. Un giro che sembra stia diventando la metafora della mia vita. Oggi salto il pranzo, non ho nemmeno voglia di mettermi a cucinare.

Giovedì, 11 febbraio 2016. Una leggerissima pioggia mi accompagna per parte del tragitto. Percorro 12 km chiacchierando con alcuni compagni del gruppo. Parliamo delle nostre vicende quotidiane, ma non sempre sono disposto ad ascoltare. Credo che, nella maggior parte delle volte, il migliore compagno per una camminata siamo noi stessi. Assentarsi non è possibile se qualcuno ti parla della crisi sociale, dei problemi di lavoro, di fatti di cronaca nera e di ricette di cucina. A casa mi sono dedicato ad ultimare la demolizione dell’intonaco di parte del mio laboratorio. Preparo la base su cui montare la riproduzione di un logo che mi è stato richiesto. Arricchisco di particolari il programma per il mio giro di Sicilia.

Venerdì, 12 febbraio 2016. Polvere e calcinacci da togliere, e ora la pietra è a vista. Piove. Invio altre foto per i premi che ho realizzato per i primi arrivati all’Ecotrail della Val d’Ippari a Vittoria il prossimo 28 febbraio. San Valentino? Festività che mi lascia divertito nel vedere i ritardatari affannarsi nei negozi o dai fiorai per gli ultimi acquisti. Tutti i bar si tingono di rosso e di cuori, anche di peluche.

Un excursus letterario che rivela come quello del camminare sia sempre stato un tema centrale nella poetica di scrittori e saggisti di grande calibro. Al semplice esercizio fisico si associano di continuo riflessioni intellettuali sulla condizione umana e sui suoi mutamenti nel corso del tempo. Il paesaggio offre spunti letterari e conduce il pensiero verso strade poco battute, la bellezza della natura (o il suo decadimento a opera dell'uomo) genera associazioni, influenze originali e profonde. A ogni passo si scoprono dettagli nuovi, si impara qualcosa sul mondo e su se stessi e ogni pellegrinaggio diventa fonte di ispirazione profonda per una nuova prosa e per una nuova etica. Leggendo queste pagine ritroviamo lo spirito dei camminatori di un tempo e le loro osservazioni sono un monito e una esortazione per noi, camminatori di oggi. Il CD allegato al volume contiene la registrazione in studio di uno spettacolo intitolato "L'alfabeto delle orme", prodotto con il contributo del Festival del Camminare di Bolzano, e andato in scena per la prima volta in quella città, il 24 maggio 2014. Lo spettacolo è un reading e propone nove estratti dai testi dell'antologia, declamati in italiano, con l'accompagnamento musicale dei Frida X.Sabato 13 febbraio 2016. Sono le 5,30. Questo sabato apre gli occhi su un week-end dedicato agli innamorati. Faccio un salto nel passato ricordando un pub di Aci Castello. Entro per una birra in tranquillità e, invece, mi vedo sommerso dal luccichio delle fiammelle di candele in attesa degli innamorati. La prima impressione fu quella di essere entrato in un cimitero con tutti i lumini in bella mostra. Fui invitato ad andare via, poiché era tutto prenotato. Ma io sono innamorato, dissi mentendo a me stesso ed al cameriere. Nulla da fare. Rinunciai alla mia birra un po’ amareggiato ed un po’ divertito. Cenare fuori il 14 febbraio vale solo se hai una compagna. Mah! Stamani indosso la mia armatura da walker ascoltando “Ciuri Ciuri” nella versione di Roy Paci, Maurizio mandandomi il video mi ha messo di buon umore. Oggi sabato di ritmo caldo, non mi importa se piove, io viaggio veloce e mi vesto danzando. 47 morto che parla, film di Totò del 1950, lo guardo a pranzo.

Domenica, 14 febbraio 2016. La pioggia mette il sigillo “NO” alla mia camminata. In realtà sono indeciso se uscire o meno ma alla fine la mia pigrizia ha il sopravvento. E poi veder tutti tenersi per mano, scambiarsi affettuosità, occhi languidi ovunque… non mi va. Oggi è la festa degli innamorati, peccato che qualcuno se ne ricordi solo oggi. Tutti gli stolti del cuore riabilitati da uno sguardo dolce che due nonni di 90 anni ancora si scambiano ad occhi lucidi. Passo la giornata con la musica nell’anima.

Lunedì 15 febbraio 2016. Lunedì di riposo da camminata, giornata che passa fra i ritocchi alla parete del mio laboratorio, fotocopie, preparazione di una nuova opera. Alle 6,30 finisco di leggere “La Via del Sentiero. Un’antologia per camminatori" (a cura di Wu Ming 2, Edizioni dei Cammini, 2015). Ho un lunedì pieno e mi dedico alla meditazione senza camminare. Lavoro ad una nuova opera. Il mio addome è dolorante, sono nervoso e ciò si riflette sul mio stato di salute.

 

Com'è picciotti? tutt'apposto?
Ciuri ciuri (ciuri di tuttu l'annu)
L'amuri ca (mi rasti ti lu tornu)
Ciuri ciuri (ciuri di primavera)
si tu nun m'ami (io moru di pena)
nun cantu nè p'amuri (nè p'amanti)
ca nun mi passa mancu (pi la menti)
jè pi la donna mia (ca nun mi voli)
jè pi la donna mia (ca nun mi senti)
u sicilianu sugnu e mi nni vantu
Picchì la terra mia jè china china d'incantu
Lu sole, le saline rici lu sbarcaturi
"Su tutti cosi ca mi fannu strinciri lu cori"
C'è lu giardinu in mezzu di lu mari
Tutto intessuto fitto di limiuni e ciuri
Tutti l'aciddi vannu liberi a cantari
Puri i sireni ca c fannu sempre amuri
St'amuri va tu na para di na pausa
mi pare giusto che nè sempre pi na causa
ma è tornare sempre frischi cchiù di prima
mi fai, mi fai ballari macari chiddi ca so lì ma
mi fai ballari cu chi granni picciriddi
ca s'ammuttano,
ca ja muzzicano,
ca si pigghiano pi capiddi,
ca si stricano,ca si sciusciuliano,
ca si pigghiano a chianchiate
Ma con la gioia della gente spensiarata
shake shake
e allora
Ciuri ciuri (ciuri di tuttu l'annu)
l'amuri ca (mi rasti ti lu tornu)
e allura
ciuri ciuri ciuri ciuri ciuri ciuri (ciuri di primavera)
si tu nun m'ami (io moru di pena)
nun cantu nè p'amuri (nè p'amanti)
ca nun i passa mancu (pi la menti)
jè pi la donna mia (ca nun mi voli)
jè pi la donna mia (ca nun mi senti)
ju sicilianu sugnu e mi nni vantu
picchì la terra mia jè china china d'incantu
fuego roy fuego.

Oggi, 20 febbraio 2016, Salvatore Sulsenti (appartenente all'Associazione di camminatori "Siemu a peri"), walking man e artista materico, ha compiuto 50 anni tondi tondi. A lui, amico e corrispondente, Ultramaratone Maratone Dintorni, rivolge i più calorosi auguri. Nell'occasione, al termine di una camminata societaria, il Nostro è stato festeggiato dai suoi compagni di camminate e di cammino. Si tratta per lui di un compleanno importante che arriva in un momento di effervescenza, di grandi cambiamenti e di progetti vitalizzanti. Auguri vivissimi, caro Salvatore!

Repost 0
Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (Salvatore Sulsenti) - in Camminare
scrivi un commento
13 febbraio 2016 6 13 /02 /febbraio /2016 17:09
Paolo Vittone
Paolo Vittone

Paolo Vittone

La Lumaca e il tamburo. Favola di un viaggio alla riconquista del Tempo di Paolo Vittone ed Elisa Lussig (Infinito Edizioni, Collana Orienti, 2010) non è certamente un libro novità.
È stato pubblicato postumo nel 2010, dopo la morte per cancro di Paolo Vittone, a 46 anni, solo pochi mesi prima.
Paolo Vittore era un giornalista di Radio Popolare, redazione esteri, inviato nella guerra dell’ex-Jugoslavia.
Paolo Vittore, sapendo di essere malato terminale, tra un ciclo di cure e l’altro, decise di mettersi in cammino.
Non per dimenticarsi della malattia, poiché il cammino non consente facili evasioni.
Ma piuttosto per qcquisire una diversa e più profonda consapevolezzas: e quindi anche una maggiore presenza a se stesso, tanto più oppurtuna quando il tempo si fa stretto e si ha davanti un termine sempre più incombente.
Vittore si mise in cammino, da Trieste, per recuperare il tempo, il tempo per lui così prezioso. Fu Paolo Rumiz (che scrive l’introduzione al libro) a suggerirgli un cammino, e anche se all'inizio il suggerimento sembrasse azzardato per un uomo in quelle condizioni di salute, Vittone - una volta in cammino -ebbe poi modo di scoprire quanta forza gli venisse dal cammino: ce la faceva, e stava meglio, tanto che la malattia - seppur provvisoriamente - recedeva.
Da Trieste, Vittone ha camminato fino in Bosnia - la sua amata Bosnia - (anche se con tratti in auto), passando per Slovenia e Croazia.
La sua scrittura, delicata e profonda, dipinge con pochi tratti i luoghi e le persone, con sguardo empaticamente distaccato, coinvolto ma non troppo, se preferite.
E vi si parla delle ferite della guerra civile, di una guerra ancora così vicina ma ormai dimenticata, che preferiamo dimenticare. Dei nazionalismi e degli integralismi.
Vittone dipinge la parte sociale del territorio perché questo faceva, da giornalista. Ma dal suo ruolo di giornalista vuole smarcarsi, vuole vedere con occhio diverso, e quindi smette di ascoltare i discorsi delle persone, per fare dentro di sé un vuoto quasi zen, e lasciarsi baciare dagli elementi della natura.
In questo modo, egli ha recuperato il tempo, e il senso/la bellezza della vita, mentre di ciò che vedono i suoi occhi rimangono ricordi intimi, come lo sguardo acquoso del matto del villaggio, i profumi del bosco, la pioggia battente, il canto degli uccelli, uomini e donne dolci e accoglienti.
I ricordi più preziosi sono quelli delle emozioni, e valgono molto di più della cronaca o delle riflessioni socio-politiche.
Ecco la grande scoperta di Vittone, che ci lascia in eredità questo piccolo scritto da leggere e da rileggere con cura.

Accompagnano il libro i disegni di Elisa Iussig, che ha seguito Vittone per la prima parte del viaggio in auto, giovane donna incinta: disegni in bianco e nero, che rendono il libro ancor più poetico.
(Dal risguardo di copertina) Trieste molo audace. Un incontro è l'inizio di un viaggio a piedi di una donna incinta e di un uomo malato, confini estremi della vita, fino in Bosnia, passando per Slovenia e Croazia, varcando confini ufficiali e non, attraversando terre cattoliche, ortodosse e "meticce", fino a quelle dell'islam europeo, laico e aperto quanto ignorato. Un ultimo viaggio carico di sentimento in luoghi rimasti incolumi e in altri disfatti dalle guerre jugoslave degli Anni '90; posti in parte ricostruiti, altri in bilico tra passato bellico e futuro forse di pace; terre etnicamente purificate e terre meticcie, lungo il crinale che separa la cultura del mare e quella della terra. Introduzione di Paolo Rumiz.

 

Giugno 2008, una sera di pioggia. Qualcuno mi suonò al campanello di casa, a Trieste, aprii il portone, e dopo un minuto nella cornice della porta apparve lui. Smagrito, febbricitante, coperto di piaghe, ustionato sul naso e sul collo, lacero e fradicio fino alle ossa, ma totalmente felice. Paolo sembrava uno di quei cani che scappano nella stagione degli amori, e tornano a casa dopo giorni, magri, affamati e contenti. Le rughe, perfino gli eczemi e la pelle rovinata dalle terapie sembravano disegnati apposta per dare ancora più luce a uno sguardo infuocato da capitano di ventura…

Paolo Rumiz (dall'introduzione al volume)

Il retro della copertina

Il retro della copertina

Repost 0
Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (fonti web) - in Letture e film Camminare Personaggi
scrivi un commento

Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
  • Contatti

About

  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


Ricerca

Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

banner tre rifugi Val Pellice 194x109

IAU logo 01
  NatureRace header
BannerRunnerMania.JPG
 banner-pubblicitario-djd.gif
VeniceUltramarathonFestival
supermaratonadelletna.jpg
LogoBlog 01
runlovers
atletica-notizie-01.jpg


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pagine

Gli articoli più letti negli ultimi 30 giorni

 

ultrasportheader950.gif

 

 

Gli articoli più visti dal 24/03/2014 al 24/04/2014

Mobile Virgin Money London Marathon 2014 (33^ ed.). L'evento è stato… 2 303
Articolo Virgin Money London Marathon 2014 (33^ ed.). L'evento è stato… 1 728
Home Ultramaratone, maratone e dintorni 579
Mobile Maratona del Lamone 2014. Podisti fanatici e ignoranti affermano: Ti… 247
Articolo Ciao, Carmelo! Il commiato di Elena Cifali - Ultramaratone, maratone… 241
Articolo Corsa, fatalità e senso di responsabilità - Ultramaratone, maratone e… 236
Mobile Ciao, Carmelo! Il commiato di Elena Cifali - Ultramaratone, maratone… 223
Mobile UltraMilano-Sanremo 2014 (1^ ed.). Il sapore della sfida, a pochi… 206
Articolo UltraMilano-Sanremo 2014 (1^ ed.). Il sapore della sfida, a pochi… 196
Mobile Virgin Money London Marathon 2014 (34^ ed.). L'evento è stato… 134
Articolo Maratona del Lamone 2014. Podisti fanatici e ignoranti affermano: Ti… 118
Mobile A 98 anni suonati Giuseppe Ottaviani fa incetta di Ori a Campionati… 104
Mobile Corsa, fatalità e senso di responsabilità - Ultramaratone, maratone e… 103
Articolo A 98 anni suonati Giuseppe Ottaviani fa incetta di Ori a Campionati… 102

 

Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
Pagine viste : 607 982 (totale)
Visitatori unici 380 449
Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
Record visitatori unici in un giorno 14/04/2014 (2695 vis. unici)
Iscritti alla Newsletter 148
Articoli pubblicati 4259


Categorie

I collaboratori

Lara arrivo pisa marathon 2012  arrivo attilio siracusa 2012
            Lara La Pera    Attilio Licciardi
 Elena Cifali all'arrivo della Maratona di Ragusa 2013  Eleonora Suizzo alla Supermaratona dell'Etna 2013 (Foto di Maurizio Crispi)
            Elena Cifali   Eleonora Suizzo
   
   
   
   
   
   

ShinyStat

Statistiche