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5 dicembre 2015 6 05 /12 /dicembre /2015 07:08
Boa Vista Ultratrail 2015 (15^ ed.). All'alba del 5 dicembre scatta la gara, con un record di partecipanti
Boa Vista Ultratrail 2015 (15^ ed.). All'alba del 5 dicembre scatta la gara, con un record di partecipanti
Boa Vista Ultratrail 2015 (15^ ed.). All'alba del 5 dicembre scatta la gara, con un record di partecipanti
Boa Vista Ultratrail 2015 (15^ ed.). All'alba del 5 dicembre scatta la gara, con un record di partecipanti

La 15^ edizione del Boa Vista Ultratrail è in programma per il 5 dicembre 2015 e ha visto un record di iscrizioni. Previsti nel palinsesto della manifestazione tre diverse gare rispettivamente sulla distanza di 42, 75 e 150 km con percorsi intersecantesi nel territorio dell'isola più selvaggia dell’arcipelago di Capo Verde.

Piena soddisfazione nel comitato organizzatore che, in questa 15esima edizione, vede battuto il record di iscrizioni, collezionando 72 partenti. I numerosi italiani oltre a lottare contro il plotone di corridori capoverdini dovranno sfidare anche partecipanti provenienti da ben cinque nazioni europee.
Il via all'alba di sabato 5 dicembre.

Sono atterrati ieri, mercoledì 2 dicembre, sull’isola di Boa Vista, i 72 trailrunner che vivranno l'avventura di attraversare i magnifici paesaggi di questa perla incastonata nell’oceano Atlantico al largo delle coste del Senegal. Qui i colori del cielo si uniscono a quelli della sabbia del deserto, qui il vento soffia forte, e qui l’avventura, grazie alla Boa Vista UltraTrail, è di casa.

Record di iscritti per questa quindicesima edizione, che non può che far sorridere gli organizzatori del Friesian Team che affiancano in loco il Boa Vista Marathon Club. Fra questi atleti dell’avventura, ci saranno ben trentasei concorrenti italiani, in rappresentanza di 16 province del Bel Paese.
A questo gruppo volato dall’Italia, si aggiungono i 35 concorrenti provenienti dal resto del mondo, il blocco principale è formato da venti atleti “di casa”, c on passaporto capoverdiano, ma si contano anche 15 partecipanti da cinque diverse nazioni europee, che andranno a comporre il plotone dei partenti alla Boa Vista Ultratrail.

Alla quindicesima edizione della Boa Vista Ultratrail sono in aumento i runner che scelgono la lunghissima distanza di 150 chilometri della UltraMarathon, il piatto forte del Ultratrail, che vedrà correre lungo il perimetro dell’isola ben 35 concorrenti. Resta stabile il numero di iscritti alla distanza intermedia di 75 chilometri rispetto alla scorsa edizione, saranno quindi ancora in 16 i contendenti al titolo della SaltMarathon. Sale a 20 invece il numero di coloro che si cimenteranno nella “breve” distanza di 42 km durante la EcoMarathon, creata appositamente per permettere anche ai meno allenati di godere di una corsa in un paesaggio da sogno come quella di Boa Vista.

La gara prenderà il via alle prime luci dell'alba di sabato 5 dicembre: i vincitori della distanza UltraMarathon sono attesi entro le 24 ore mentre per gli ultimi il tempo massimo per portare a termine la competizione è di 40 ore, con l’obbligo di passaggio entro le 20 ore al “cancello” posizionato all’83esimo chilometro. La corsa si svolgerà in autosufficienza, quindi tutti i partecipanti dovranno essere dotati di una riserva alimentare sufficiente per due giorni e un road-book fornito dall’organizzazione dove potranno trovare tutti i punti di controllo e qui fare il rifornimento d’acqua.

La Boa Vista UltraTrail è un’avventura che segna sempre profondamente tutti i partecipanti, impegnati a sfidare più la natura e i propri limiti personali che gli avversari.

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25 novembre 2015 3 25 /11 /novembre /2015 21:03
Tor des Geants® 2015. Progetto Tor Surrounding: un affascinante connubio tra sport, territorio e cultura
Tor des Geants® 2015. Progetto Tor Surrounding: un affascinante connubio tra sport, territorio e cultura
Tor des Geants® 2015. Progetto Tor Surrounding: un affascinante connubio tra sport, territorio e cultura

Quello che avviene intorno e insieme al Tor des Géants® in un affascinante connubio tra sport, territorio e cultura.
Il Tor des Géants® ha la fama di essere, oltre che uno degli endurance trail più ‘duri’ al mondo, una delle esperienze più emozionanti che un trailer possa provare.
Non è solo la lunghezza del percorso a caratterizzarla - 330 km di sentieri per 24.000 metri di dislivello positivo - ma sono soprattutto i territori attraversati, le persone incontrate e le avventure vissute lungo i sentieri che permettono una reale unione tra chi vive questa competizione, come runner o come spettatore, e l’unicità del territorio valdostano.
Il Progetto Tor Surrounding – sviluppato dal laboratorio creativo Pillow Lab per il Tor des Géants® – ha esplorato nuove vie narrative per raccontare un evento unico nell’intimo legame con la Valle d’Aosta che, con il suo territorio, i suoi abitanti e la sua cultura, caratterizza in modo univoco questa competizione.
Di seguito, il risultato di questo progetto prende vita, in quattro video, raccontando appunto il “Tor Sorrounding” cioè quello che avviene intorno e insieme al Tor des Géants® in un affascinante, esclusivo connubio tra sport, territorio e cultura. Tor des Géants® 2015 – Surrounding – Culture L’incontro tra il Tor des Géants® e la cultura valdostana, i suoi luoghi, le sue tradizioni e il lascito del passaggio di antichi popoli su queste terre di collegamento con l’Europa.

Tor des Géants® 2015 – Surrounding – Culture L’incontro tra il Tor des Géants® e la cultura valdostana, i suoi luoghi, le sue tradizioni e il lascito del passaggio di antichi popoli su queste terre di collegamento con l’Europa.

Tor Des Géants® 2015 – Surrounding – Taste Il Tor des Géants® attraversa i luoghi in cui hanno origine prodotti tipici della Valle d’Aosta. La fatica si mescola al gusto e al profumo dei cibi e dei vini davvero particolari di queste vallate.

Tor Des Géants® 2015 – Surrounding – Habitat L’incontro dei trailers con la natura incontaminata che è l’anima profonda del Tor des Géants® e che rende unica la Valle d’Aosta. Un habitat emozionante nonostante le difficili condizioni meteo di questa edizione.

Tor Des Géants® 2015 – Surrounding – Trails Una rete di sentieri lasciata in eredità da chi abitava queste valli in tempi remoti e che ora permettono il passaggio di runner e turisti. Le arterie in alta quota che fanno pulsare il grande cuore della Valle d’Aosta.

Champorcher- I primi passaggi degli atleti a Outre l'eve.

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1 novembre 2015 7 01 /11 /novembre /2015 06:35
Wolf Winter Week-end (WWW) 2015 (4^ ed.). Il Trail in due tappe dell'Alta Val di Nure si unisce alle iniziative di solidarietà per gli alluvionati

Anche il Wolf Winter Week-end (WWW) quest’anno si unisce alle iniziative sportive che mettono al centro lo sport e la solidarietà per le comunità valnuresi colpite dall’alluvione del Settembre 2015.

Che cosa è il Wolf Winter Week-end? Ormai giunto alla sua quarta edizione il WWW è un weekend in compagnia, per chi ama il trail ed il piacere di stare con persone che condividono la passione per questo sport.

Si fa base presso il Rifugio GAEP da cui si parte per il primo dei due trail in programma che sarà in notturna e sulla distanza di 12 km (partenza ora 17.00)

Al rientro docce calde presso il rifugio e cena accompagnata da birra, vino e allegria.

Il mattino, dopo una colazione abbondante, è prevista la partenza alle ore 09.00 per il 2° trail di 20 km che porta ad ammirare gli scorci più belli e suggestivi della Alta Val Nure.

Al rientro pranzo in compagnia.

Ci si muoverà su sentieri sempre sopra ai 1500 mt di altitudine, sfiorando quota 1800mt slm pertanto si raccomanda abbigliamento da trail invernale e lampada frontale.

I sentieri saranno tracciati e definiti in base alle condizioni climatiche e all'eventuale innevamento.

Come già ricordato, l’intero ricavato sarà devoluto ad una delle comunità colpite dall’alluvione, anche grazie all’Associazione GAEP che mette a disposizione gratuitamente il rifugio.

Il rifugio accoglie 40 posti letto (sacco a pelo o sacco letto sono da portare). Visto il numero limitato di posti letto si consiglia di prenotare per tempo. I posti sono limitati e pertanto occorre affrettarsi.

Tutti coloro che vorranno unirsi alla compagnia, anche per condividere un solo momento (il sabato o la domenica) saranno i benvenuti.

Gli organizzatori aspettano aderenti alla loro iniziativa, come sempre, numerosi tra il 5 e 6 dicembre!!.

Foto, aggiornamenti, novità sul WWW si trovano sulla pagina FB Alta Val Nure Trail.

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27 ottobre 2015 2 27 /10 /ottobre /2015 05:36
Magredi Mountain Trail 2015. Vincono l'impegnativa prova trail lo slovacco Frantisek Kana e la svizzera Barbara Goetz

L'edizione 2015 della Magredi Mountain Trail, andata in scena tra il 2 e il 3 ottobre scorsi sulla distanza di 100 miglia (161 km) e partenza/arrivo a Vivaro,ha visto allo start 105 partenti, dei quali soltanto 49 sono stati i finisher (e due le donne classificate). Gli altri 59 si sono ritirati in punti diversi del percorso. Beffa per Cristiana Follador che - per un problema formale - è stata esclusa dalla classifica, pur avendo tagliato il traguardo prima tra le donne. 
Il primo tra gli uomini a tagliare il traguardo è stato lo slovacco Frantisek Kana in 25h25'24, seguito da Denis Treu (25h21'59) e da Carlo Braghini (ADS Sport Club BS Liberavventura) che ha chiuso la distanza in 28h04'44.
Due soltanto le donne che hanno terminato la distanza: sono state la svizzera Barbara Goetz, prima in 29h38'48 (11^ assoluta) e l'Italiana Stella Fuccenecco (Runners Team Zané), seconda donna in 37h27'58 e 28^ in classifica assoluta.

 

Dalla classifica

1° in 25:05:24 KANA FRANTISEK MSK 1895 KEZMAROK
2° in 25:21:59 TREU DENIS
3° in 28:04:44 BRAGHINI DANILO ADS SPORT CLUB BS LIBERAVVENTURA
11^ in 29:38:48 GOETZ BARBARA VELOLADE-SCHNEIDER.CH F
28^ in 37:27:58 FUCCENECCO STELLA RUNNERS TEAM ZANÈ F

 

La svizzera Goetz regina della Magredi Trail

Beffata Cristiana Follador, esclusa per un errore formale. Nella gara maschile primo lo slovacco Kana

(Salima Barzanti) Cento miglia per gli eroi dell’ultratrail, tra le montagne, i boschi, i sentieri, nella pioggia e nella nebbia. La quinta Magredi Mountain Trail è stata davvero un’edizione eroica. Dei 105 iscritti al traguardo ne sono arrivati solo 46.

A vincere – dopo 160 chilometri – la gara, che è molto più di una gara (una sfida alla sopravvivenza), organizzata dalla Magredi Mountain Trail, è stato lo slovacco Frantisek Kana dopo 25h05’24’’. Dietro di lui l’udinese Denis Treu con il tempo di 25h21’’59’’. Spettacolare l’arrivo di un gruppetto composto da Danilo Righi, Fausto Dino Lenarduzzi e Tiziano Toppan, che hanno tagliato insieme il traguardo di piazza Umberto I a Vivaro, salendo così sul terzo gradino del podio. Per loro un ideale premio fair play: hanno gareggiato insieme, aspettandosi quando uno dei tre si è sentito male. Incitandosi e dandosi tanto sostegno sono arrivati insieme all’arrivo dopo 28h04’.

Al femminile, la vittoria è andata alla svizzera Barbara Goetz, tornata a Vivaro dopo 29h38’. La seconda e unica donna rimasta in gara, Stella Fuccenecco ha tagliato il traguardo dopo 37h27’. L’organizzazione ha però voluto premiare, per l’immensa prestazione agonistica, Cristiana Follador, esclusa dalla classifica, dopo essere arrivata per prima. Purtroppo, per una distrazione, l’atleta non è passata per un punto di controllo come previsto dal regolamento.

Una gara durissima, che ha visto appunto al traguardo un terzo dei partenti. Per gli atleti però la Magredi Mountain Trail rimarrà nel cuore, per le ascese fino al Piancavallo, al Monte Jouf e al Monte Raut, per lo spettacolo del paesaggio dei Magredi, reso ancora più affascinante seppur ostico, dalla pioggia. E per quei 200 volontari che lungo il percorso li hanno incitati e aiutati senza sosta, anche loro in un’impresa eroica.

Classifica maschile. 1. Frantisek Kana 25h05’24’’, 2. Denis Treu 25h21’59’’, 3. Danilo Righi, Fausto Dino Lenarduzzi e Tiziano Toppan 28h04’44’’, 6. Gabriele Farra 28h05’05’’, 7. Antonio Rosina 28h25’16’’, 8. Federico Crotti 28h50’20’’, 9. Renè Fahrengruber 28h50’29’’, 10. Daniele Settesoldi 29h15’39’’.

Classifica femminile. 1. Barbara Goetz 29h38’48’’, 2. Stella Fuccenecco 37h27’58’’.

 

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3 ottobre 2015 6 03 /10 /ottobre /2015 05:56
Magredi Mountain Trail 100 mile (MMT) 2015. E' partita il 2 ottobre la 100 miglia trail nel territorio dei Magredi

Il 2 ottobre alle 17.15, é stato dato lo start lo start della edzione 2015 della Magredi Mountain Trail 100 miglia, l'unica gara trail italiana allo stato sulla distanza esatta di 100 miglia, una distanza che invece i Britanninci e gli Statunitense amano molto e su cui si forgiano alcuni tra i maggiori runner trail del mondo.

La manifestazione è organizzata dalla ASD Magredi Mountain Trail, con sede a Fontanafredda (Pordenone).

La MMT 100 mile è qualifying race per l'UTMB 2016.

MMT 100 MILE è una gara di ultra trail di 160,5 km e 7.200 mt di dislivello positivo che si snoda attraverso alcuni dei più spettacolari paesaggi del Friuli Venezia Giulia, con partenza e arrivo a Vivaro

La gara prende il nome da uno dei territori che attraversa, i Magredi.

Magredo” significa “terra magra”, cioè arida e povera d’acqua per la presenza dei sassi. In estate i prati aridi dei magredi appaiono brulli e bruciati dal Sole definendo un paesaggio simile ad alcune lande desolate del meridione o alle steppe continentali dell’Europa orientale.

Per seguire le progressioni degli atleti, per vedere le classifiche parziali e quelle finali, seguire il lik (WedoSport).

Stralcio dal programma di gara

CONSEGNA PACCHI GARA E PROCEDURA DI REGISTRAZIONE: presso l'Agriturismo "Da Gelindo" - Vivaro, a partire dalle ore 13.00 di Venerdì 2 ottobre 2015

BRIEFING E PUNZONATURA: direttamente sulla linea di partenza a partire dalle ore 17.15 di Venerdì 2 ottobre, raccomandiamo la massima puntualità e la partecipazione di tutti gli atleti.

RICONSEGNA SACCHE: presso l'Agriturismo "Da Gelindo" - Vivaro, a partire dalle ore 05.00 di Domenica 4 ottobre 2015

Video promozionale edizione 2014

Video promozionale edizione 2013

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20 settembre 2015 7 20 /09 /settembre /2015 02:03

I racconti “a caldo” forniscono quasi sempre dei quadri distorti o incompleti della realtà: nel senso che rischiano di finire con l'essere scontati o stereotipati, sopratutto quando si attivano critiche o risentimenti di vario genere.

A volte però é proprio questa distorsione a rendere la narrazione unica, altre a privarla del suo senso più profondo, offrendo un ritratto sfuocato dei fatti".
Ecco di seguito una citazione tratta dall'epicrisi scritta a caldo da Tommaso de Mottoni (titolare del blog "Sent1eroUno") e il link che porta al suo bell'articolo.

Non vi mancherà l’occasione di leggere centinaia di resoconti di martirio ed eroismo al Tor des Geants 2015. Neve, freddo, pioggia, nebbia fittissima e gelo. Condizioni dure. Spesso durissime. Ma non eccezionali: in montagna a metà settembre capita spesso di trovarle! Io ho passato la notte di martedì al calduccio, al bivacco Reboulaz a sentire snocciolare i numeri di pettorale degli abbandoni, quasi fossero delle litanie, nomi già reduci dall’ecatombe della notte di domenica, la radio da un lato, i racconti dei primi in classifica in arrivo in quei momenti dall’altro. Tanti ritiri. Forse troppi. Diciamo fin da subito che é vero, é stato un Tor duro e molto impegnativo, ma é altrettanto vero che queste condizioni in alta montagna a settembre sono comuni come angurie e vuccuprá sulle spiagge emiliane ad agosto. Quindi complimenti e pacche sulla spalla a chi ha affrontato tali avversità, ma non andiamo oltre.
Un po di contegno, e meno sensazionalismo. Non si esaltino troppo i finisher. Questa é la montagna, questo é quello per cui pagate.
Non intendo poi iniziare l’ennesima polemica sulla sicurezza, anche se di cose ne avrei da dire molte. Dico solo che io non avrei interrotto la gara, ma questo avrebbe voluto dire prestare il fianco ai soliti “finti garantisti della sicurezza”, ed evidentemente gli organizzatori hanno ritenuto più opportuno prendere una decisione che fosse popolare sul mercato, più che coerente con quello che è la montagna a settembre.
Il senso di questo pezzo é ben lontano dalle considerazioni tecniche sul TDG.
Voglio svelarvi un tesoro nascosto al Tor des Geants.
Voglio raccontarvi come un’esperienza, con il passare del tempo e il progredire degli eventi possa mutare di significato rivelando cose che rischiamo di non vedere. Il destino da senso e forma ad un mosaico che sovente ci troviamo davanti agli occhi ma che non vediamo.
Così, allo stesso modo, chi ha abbandonato quest’anno o è stato fermato non potendo finire, magari, ripensandoci e rileggendo l’esperienza può lasciarsi alle spalle la delusione e la tristezza facendo posto alla felicità per aver percorso un sentiero con dei tesori inaspettati.

Tommaso de Mottoni (Sent1ero Uno)

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19 settembre 2015 6 19 /09 /settembre /2015 01:48
Tor des Géants 2015 (6^ ed.). Viene fermato per maltempo all'alba del 5° giorno di gara. Solo 6 al traguardo

(La Stampa Aosta) Chiuso, in anticipo, per maltempo. La 6^ edizione del Tor des Géants è stata fermata all’alba del quinto giorno di gara con i primi sei della classifica generale al traguardo e tutti gli altri fermi nelle basi vita e nei punti di ristoro con il naso all’insù e l’orecchio teso alle radio di servizio che capire se la direzione gara avrebbe dato l’ok per la ripresa.

A causa delle avverse condizioni meteo il Tor des Géants - 330 km e 24.000 metri dislivello, considerata la gara di corsa in montagna più dura al mondo - è stato definitivamente sospeso.

Lo hanno deciso gli organizzatori soprattutto per la scarsa visibilità in quota che pregiudicava la sicurezza degli oltre 500 concorrenti ancora in gara. Tra le donne il successo va quindi alla svizzera Denise Zimmermann, seconda Lisa Borzani.
Al maschile la gara è stata vinta dal 51nne francese Patrick Bohard, seguito dall'imolese Gianluca Galeati e dal francese Christophe Le Saux.

«La priorità è sempre stata e rimane assolutamente quella di garantire la sicurezza a ogni concorrente - spiegano gli organizzatori -. La direzione di gara sta provvedendo a organizzare i trasporti per riportare tutti i runner a Courmayeur o a consentire loro di raggiungere i propri mezzi».

La decisione. «Non avevo scelta - ha spiegato Alessandra Nicoletti, a capo dell’organizzazione -. In quota c’era una nebbia fittissima che permetteva un metro di visibilità, non di più. Non potevamo permetterci di mandare a correre 500 persone in quelle condizioni. Questa mattina [il 18 settembre, mercoledì - ndr] ho tirato giù dal letto il meteorologo per capire con esattezza quale sarebbe stata l’evoluzione. In un attimo lui mi ha dato la previsione di netto peggioramento e ho preso la decisione. In serata è uscito il sole ma era tardi: avrei tenuto ferma la corsa per 18 ore perché era già stata sospesa alle 20 di mercoledì. Troppe. E dopo tre notti passate con il tempo avverso un’altra giornata di brutto tempo, per i trailer, non sarebbe stata sopportabile».

Per la prima volta in sei anni il Tor si é fermati poco dopo la metà delle 150 ore previste come tempo massimo per completare la gara.

E il percorso di riserva? Non sarebbe stato possibile far disputare il resto del Tor a quote più basse?

«Il tracciato era pronto ma sarebbe stato problematico arrivarci - ha spiegato la Nicoletti - proprio per la nebbia. Nella zona del Reboulaz era davvero fittissima». Il presidente della Regione Augusto Rollandin, in gara sino a Niel, aveva parlato nei giorni scorsi di «scelta delle settimana sbagliata per far disputare il Tor».

Ha dichiarato ancora la Nicoletti: «È capitata la settimana sbagliata, quella nella quale è piovuto tanto. La prossima, magari, avremo di nuovo il bel tempo. Il Tor è sempre stato disputato la seconda settimana di settembre e abbiamo sempre avuto tutto sommato condizioni buone. Non è stato il Tor più difficile da gestire, anzi: ho capito che è fondamentale poter contare su persone preparate come sono stati i controllori e professionisti con i fiocchi come le guide alpine che hanno presidiato i colli più alti. Ciò che è stato difficile da gestire sono state le polemiche».

(La cronaca di Lunedì 14 settembre nel comunicato stampa ufficiale) I primi concorrenti hanno già fatto il giro di boa e stanno ritornando, sempre a passo di corsa, verso Courmayeur transitando prima sotto gli occhi severi del Monte Rosa e del Cervino. Si contenderanno il traguardo mercoledì mattina. Intanto la “pancia” della gara sta scendendo verso Donnas, il punto più a est del lungo percorso, mentre la coda dei 750 partenti sta ancora affrontando i colli più alti, tra i quali Entrelor e Loson, che superano i 3mila metri e hanno la testa bianca di neve.

Sui colli alti la notte scorsa c’è stata una sospensione della corsa di tre ore, per permettere alle guide alpine di raggiungere un punto critico, ovvero un torrente ingrossatosi per le piogge della notte. Una volta in cima però l’acqua era rientrata nell’alveo e non c’è stato nessun intervento sostanziale da fare. Nel frattempo i concorrenti, tranne quelli di testa che erano già passati prima che il torrente decidesse di allargarsi, erano stati fermati nel punto ristoro di Eaux Rousses (e nelle basi vita precedenti), creando un inevitabile affollamento.

Così, un albergatore molto gentile ha aperto “al pubblico” la hall del suo hotel e anche alcune stanze per permettere ai concorrenti una sistemazione più comoda in attesa della ripartenza. Un intervento molto apprezzato da tutti i concorrenti e anche dagli organizzatori, e comunque segno della grande partecipazione delle genti delle valli valdostane.

Questo fermo gara di tre ore ha naturalmente fatto slittare la chiusura di tutti i cancelli orari successivi di un tempo analogo. La ripartenza, avvenuta alle ore 7, ha permesso a tutti di affrontare la salita del Col Loson, 3299 metri di altezza, dove fin dall’inizio - e ci resteranno fino al termine della gara, ovvero sabato - stazionavano cinque esperti della sicurezza in montagna, tre Forestali e due Guide alpine, che hanno scalinato un buon tratto del sentiero in discesa verso il Rifugio Sella e battuto la pista dallo strato nevoso. Anche questo duro lavoro ha riscosso l’apprezzamento di molti concorrenti.

Qualche scivolone, dovuto alla fatica e alla mancanza di concentrazione, ma niente di più. Nella giornata solo un volo fuori programma (in elicottero) per un concorrente portoghese con sintomi di ipotermia avvisati su Col Entrelor. Al pronto soccorso è arrivato in codice bianco, quindi nulla di preoccupante, ma per precauzione è stato trattenuto in “osservazione”. Alla base vita di Cogne, quindi quella dopo la discesa dalla montagna che aveva destato maggiore apprensione, solo un gran lavoro per i massaggiatori, per rimettere in moto polpacci e quadricipiti provati dalla discesa.

Medici e infermieri sono rimasti per fortuna inoperosi. A Cogne si è dovuto registrare anche il ritiro di Sonia Locatelli, che aveva suscitato grande entusiasmo il pomeriggio precedente alla base vita di Valgrisenche, perché in testa, perché brava, perché valdostana. La giovane runner di Donnas ha avuto problemi di stomaco, forse per il freddo incamerato in quota, è ha dovuto rinunciare a proseguire il viaggio. Ha lasciato dunque la caccia al primo gradino del podio alla svizzera Zimmermann e alla veneta Borzani che procedono spedite a breve distanza l’una dall’altra.

Naturalmente la strada è ancora lunga e tutto può succedere. Infine i ritiri, oltre a quello della Locatelli. Una cinquantina, al momento, ma il dato non è incasellabile perché non tutti ripassano dalle basi vita a segnalare il cambio di rotta. C’è chi cerca un passaggio o si fa caricare in macchina dall’assistente e torna in albergo, comunicando poi il suo ritiro in un secondo tempo. A determinare i ritiri ufficiali soprattutto la stanchezza e il freddo delle creste più alte, ma sono componenti prevedibili di una difficile corsa in montagna. La corsa continua, con un occhio al cielo, per un meteo sempre ballerino.

Tor des Géants 2015 (6^ ed.). Viene fermato per maltempo all'alba del 5° giorno di gara. Solo 6 al traguardo
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18 settembre 2015 5 18 /09 /settembre /2015 06:42
Tor des Géants 2015 (6^ ed.). Alla Francia il primo e il terzo gradino del podio 2015 
Tor des Géants 2015 (6^ ed.). Alla Francia il primo e il terzo gradino del podio 2015 
Tor des Géants 2015 (6^ ed.). Alla Francia il primo e il terzo gradino del podio 2015 
Tor des Géants 2015 (6^ ed.). Alla Francia il primo e il terzo gradino del podio 2015 
Tor des Géants 2015 (6^ ed.). Alla Francia il primo e il terzo gradino del podio 2015 

Viene da Villers Le Lac, nel massiccio del Jura, che la Francia condivide con la Svizzera, Patrick Bohard, il cinquantunenne vincitore del Tor des Géants 2015 con il tempo di 80 ore e venti minuti. Quasi un record, considerando il clima avverso.

L’atleta transalpino era già stato protagonista al Tor del 2013, quando aveva chiuso la gara in quinta posizione, con il tempo di 78 ore e 47 minuti, dopo un inizio da lui stesso definito “catastrofico”.

Quest’anno è partito con una attenzione maggiore, in campo alimentare e nella strategia, prudente nella prima parte e pronto a dare tutto nella seconda, come in realtà ha fatto.

Anche se gli imprevisti, dovuti soprattutto a condizioni di tempo avverse, non sono certo mancati. Patrick era stato in Valle d’Aosta a luglio a provare il tratto da Courmayeur a Donnas e ad agosto per affrontare i sentieri da Donnas a Courmayeur sul lato opposto, lungo il versante nord. “Sono venuto soprattutto per abituarmi alle quote; nel Jura, dove vivo, l’altezza massima delle cime arriva a 1700 metri.

Il Tor des Géants è montagna pura, al cento per cento”. Nel massiccio di casa comunque Bohard si è allenato per quasi tutto l’anno, iniziando con una performance sugli sci da fondo, 272 chilometri in 22 ore.

Al traguardo questo piccolo atleta francese di professione albergatore e runner appena dal 2008 (a indicazione che non si deve per forza essere giovanissimi per iniziare a fare grandi imprese) è arrivato decisamente stanco ma felice.

Di poche parole già nella quotidianità non è stato loquace nemmeno sulla linea del traguardo.

Forti però la commozione e sentito il ringraziamento a tutta la Valle d’Aosta che lo ha sostenuto con grande spirito sportivo lungo il tracciato.

Seconda posizione per Gianluca Galeati, classe 1983, runner di pianura, ovvero di San Pietro Terme (Bologna) e componente del Team Tecnica. Ha impiegato 80 ore e 44 minuti.

Galeati ha iniziato a correre 7 anni fa, passando in tempi brevi dalla strada al sentiero. Partners Nelle gare internazionali che contano, vedi l’Utmb del 2013, ha sempre primeggiato tra gli italiani. Al Tor aveva già occupato un settimo posto nella classifica generale, una posizione decisamente migliorata con questo suo secondo posto, a soli 24 minuti dal vincitore. Sembrano tanti ma in una gara di 330 chilometri sono davvero una inezia. Per professione Gianluca si occupa della “qualità” in una azienda bolognese. Qui la qualità eccelsa l’ha dimostrata in prima persona. Sul traguardo una dedica speciale: a sua figlia in arrivo. E un ringraziamento all’organizzazione e ai volontari per avergli permesso di coronare un sogno e una avventura in condizioni difficili. Ad accoglierlo, oltre alla sua giovane compagna, anche Franco Collé, in vincitore dello scorso anno, più emozionato del suo “collega” in gara.

Sul terzo posto del podio ancora un transalpino, Christophe Le Saux, accolto con grandi applausi, con un tempo complessivo di 81 ore e 19 minuti. Anche perché ormai il riccioluto runner francese è un quasi valdostano. Si allena su questi sentieri, partecipa a molte altre gare ai piedi del Monte Bianco e oltretutto è salito sul podio del Tor per ben quattro volte. I tee fuoriclasse vanno finalmente a riposare ma molti altri giganti hanno ancora molta strada da affrontare.

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14 settembre 2015 1 14 /09 /settembre /2015 21:41
Tor des Géants 2015. Sotto la morsa del maltempo, con pioggia, vento, neve...

Il Tor des Geants 2015 é sotto il maltempo, mai visto così nelle precedenti edizioni...
Il peggio sembra essere passato, ma il meteo avverso non abbandonerà il Tor des Géants. In particolare mercoledì, quando sono attesi a Courmayeur i primi concorrenti, dovrebbe tornare la neve intorno ai 2.700 metri e, a valle, la pioggia.
Problemi di intasamento nei punti-vita e nei "bivacchetti", intasati di trailer desiderosi di stare al riparo da condizioni meteo insostenibili soprattutto di notte...
Di seguito, nel link, la testimonianza di Davis Ottobon.

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9 settembre 2015 3 09 /09 /settembre /2015 12:24
Tor des Géants 2015 (6^ ed.). Coming soon! Va in scena dal 13 al 20 settembre

Conto alla rovescia per il Tor des Geants® edizione 2015 (6^), che partirà dal centro di Courmayeur domenica 13 settembre 2015 per “farvi ritorno” sabato 19 settembre, con l’arrivo degli ultimi concorrenti (i top runner saranno però al traguardo già mercoledì 16) che sfrutteranno così tutte le 150 ore messe a disposizione dal regolamento.
Già in questi giorni d i 330 chilometri che circumnavigano la Valle d’Aosta a quote spesso superiori ai 2000 metri e che costituiscono l’intero tracciato del Tor, letteralmente brulicano di atleti intenzionati a rifinire proprio sul terreno di gara la loro lunga e scrupolosa preparazione.
Come del resto è d’obbligo, per partecipare a quella che, senza possibilità di smentita, viene considerata la gara di corsa in montagna più dura del mondo e, con altrettanta certezza, la più affascinante. Perché consente confronti agonistici ma anche sfide con se stessi e l’immersione assoluta in una natura che suscita sempre forti emozioni.
Intanto, si stanno oliando gli ultimi ingranaggi della complessa macchina organizzativa, il cui maggiore impegno è riservato a garantire, come sempre, la massima sicurezza dei concorrenti. Sarà aumentata la task force delle guide alpine, dei Forestali e delle forze dell’ordine sui tracciati, sarà potenziato il servizio di assistenza alle basi-vita e degli ispettori addetti al controllo del materiale che ogni concorrente dovrà obbligatoriamente portare con se per affrontare i prevedibili cambiamenti climatici.
Comunicazione in tempo reale.Novità anche per far seguire al meglio la gara a chi rimane a casa, con servizi giornalistici da uno studio attrezzato sulla linea del traguardo, condotti in diretta dall’eclettico Silvano Gadin, con filmati ‘”di giornata” e un alternarsi continuo di ospiti.
Da non perdere il video con la raccolta dei momenti salienti della giornata che ogni giorno verrà pubblicato sul canale YouTube del Tor Des Geants (https://www.youtube.com/user/tordegeants).
Sulla pagina Facebook verranno costantemente prodotti contenuti foto e video che potranno essere seguiti tramite l’hashtag ufficiale della manifestazione: #Tor15.
Gli iscritti. Il Tor, quest’anno alla sua sesta edizione, richiede passione, impegno, sacrificio, consapevolezza, ai quali nessuno sembra sottrarsi, anzi. Oltre 2000 le iscrizioni pervenute alla VDA Trailers, la collaudata Società organizzatrice, ma solo 700 gli ammessi alla partenza, per sorteggio. Un numero necessariamente ridotto per garantire a tutti la migliore assistenza e sicurezza, garantita giorno e notte grazie al contributo determinante di oltre 2000 volontari, dei gestori dei rifugi, dei 34 Comuni attraversati e della Regione.
Al via ci saranno i rappresentanti di 54 Paesi. La formazione più folta è quella italiana, naturalmente, seguita da quella francese. Ma sorprendente è la partecipazione di molti concorrenti - una sessantina in tutto - provenienti dall’Oriente, ovvero da Cina, Hong Kong, Singapore, Malesia e Giappone. Quest’ultimo metterà in campo anche una nutrita troupe televisiva e giornalistica per realizzare un lungo film per conto della NHK, la televisione nazionale giapponese.

Ci sono poi rappresentanze singole come quella, davvero particolare, dei Territori Palestinesi. Portacolori sarà Stephanie Case, runner d’origine canadese, professionalmente impegnata per le organizzazioni umanitarie e per questo residente nella Striscia di Gaza, e spesso sul podio di importanti gare internazionali.
Non è da escludere dunque un suo ruolo di protagonista anche lungo le vie del Tor.
A richiamare l’interesse è anche la qualità dei concorrenti al via. Infatti il carnet delle interviste richieste è già piuttosto fitto. Ben lo sa il giapponese Ono Masahiro, uno dei migliori atleti asiatici, quinto lo scorso anno, e anche Franco Colle, Oscar Perez, Christophe Le Saux e Pablo Criado Toca, spagnolo trentanovenne, vigile del fuoco, che, allenandosi in questo agosto per il Tor, non solo ha fatto di gran carriera l’intero percorso ma, dato che c’era, ha anche scalato i Giganti oltre i 4mila metri incontrati lungo la strada. Un quartetto d’eccezione, tutti già sul podio del Tor, alternatosi, nelle edizioni precedenti, sui tre gradini classici che portano all'assegnazione dei premi maggiori.
Piatto ricco (di bei nomi) mi ci ficco! Perciò piuttosto denso è anche il lotto delle papabili, se così si può dire, alla vittoria in campo femminile. Partendo dalla veneta Lisa Borzani e dalla svizzera Denise Zimmermann, rispettivamente seconda e terza nella passata edizione. La Borzani, oltretutto, quest’anno è forte anche di un bronzo a squadre ai recenti mondiali. Mondiali, già: e che dire di Cecilia Mora che ai campionati intercontinentali ha vinto un oro e un argento? Top runner che vanno, top runner che vengono, come è “normale” in una disciplina così impegnativa come l’endurance trail, in cui rimanere sempre al vertice è quasi impossibile. Torna così un’altra regina da podio di trascorse edizioni, Giuliana Arrigoni.

Ma di sicuro qualcosa, anzi, molto da dire, avranno anche la canadese-palestinese Stephanie Case, le due siciliane Marcella dell’Utri e Luisa Balsamo e la toscana Maria Chiara Parigi, campionessa italiana di Trail e anche lei selezionata per i mondiali. Insomma ce n’è più che in abbondanza, nel complesso forse più che nelle passate edizioni.
Abbiamo parlato di “gente da podio”, senza citare neanche tutti. Ci piacerebbe però parlare pure di “gente da Tor”, ovvero di tutti quei concorrenti, provenienti da 54 Paesi, che frequenteranno la Valle per conoscere posti nuovi e “raccontarli” poi a casa (ecco la funzione anche promozionale del Tor), e soprattutto per vivere il loro sogno. Perché come diceva Walter Bonatti, il vero traguardo è dentro di noi.


Contatti
Referente Ufficio Stampa Tor Des Geants Area Outdoor:
Sara Croce – Pillow Lab
sara.croce@pillowlab.it
+39 335 5882083

Tor des Géants 2015 (6^ ed.). Coming soon! Va in scena dal 13 al 20 settembre
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  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Data di creazione 12/04/2011
Pagine viste : 607 982 (totale)
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Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
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Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
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