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23 aprile 2017 7 23 /04 /aprile /2017 23:54
Tuscany Crossing - 100 km in Val d'Orcia 2017. Lara La Pera e Cinzia Sonsogno tengono alto l'orgoglio siciliano in un sogno lungo 103 km

S' è svolta tra il 22 e il 23 aprile 2017 la 5^ edizione del Tuscany Crossing - 100 km in Val d'Orcia, con diverse distanze competitive in programma. Alla gara sulla distanza maggiore (103 km e 3000 metri di dislivello positivo, con 24 ore di tempo massimo per compiere l'impresa) hanno partecipato anche cinque siciliani, di cui due le donne: Lara La Pera (ASD Marathon Misilmeri) e Cinzia Sonsogno /ASD Podistica Capo d'Orlando), che su un totale di 38 donne finisher si sono classificate rispettivamente 3^ con il crono di 12 h30'19" (distacco di 1h40'53" dalla prima classificata e 22^ nella classifica generale) e 5^ con il crono di 13h31'38, a 2h42'12 dalla prima e 49^ nella classifica generale).
Per la cronaca la vittoria al femminile è andata a Simona Morbelli (Salomon Team), 6^ assoluta con il crono di 10h49'26, mentre la gara maschile è stata vinta da Carlo Salvetti (Bergamo Stars Atletica) in 9h09'44.
Degli altri Siciliani presenti, Francesco Cesare (ASD Marathon Misilmeri), si è classificato 16° assoluto, con il crono di 11h44'56 e Pippo Ruggeri (ASD Polisportiva Forte Gonzaga), 44° assoluto, ha staccato il tempo di 13h18'19, mentre Roberto Magnisi si è fermato al 75° km.
Di seguito le impressioni di Lara La Pera.


 

Il podio femminile della gara lunga del Tuscany Crossing

Il podio femminile della gara lunga del Tuscany Crossing

(Lara La Pera) La sera prima della gara qualcuno mi disse "E' un sogno lungo 103 km..."
E aveva pienamente ragione!
Colline verdi attraversate da lunghi sentieri che, con un incessante saliscendi collegano tutti i borghi medievali della Val d'Orcia dove sonoerano state allestite le basi vita: Bagno Vignoni, Pienza, San Quirico, Montalcino, Vivo d' Orcia.
Si arriva fino a 1100 metri di quota, scalando il Monte Amiata attraverso un bosco incantato e lungo il caratteristico sentiero dell'acqua.
Al 90° km, dopo quasi 20 km ininterrotti di salita, inizia la discesa liberatoria, per attraversare Campiglia d'Orcia verso Rocca d'Orcia dove é situato l'arrivo...
Ma la fatica pura non è finita, perché al km 101 ci attende l'ultima salita di due km per conquistare la Rocca e tagliare così il traguardo.
La gara tecnicamente può essere divisa in due parti, i primi 50 km da Castiglione a Montalcino abbastanza scorrevoli con solo 1000 metri di dislivello e i restanti 53 km più impegnativi muscolarmente con 2000 metri di dislivello e con tratti un po' più tecnici attraverso i boschi.
Alla partenza alle 5.15 del mattino c'erano due gradi ma l'entusiasmo dei quasi 300 atleti al via, rendeva il freddo pungente più sopportabile.
Per riscaldarsi, c'è voluta più di un' ora tra salite e discese attraversando prati bianchi per il gelo.
Alle prime luci dell'alba, in un'atmosfera ovattata quasi surreale, abbiamo attraversato la piazza d'acqua a Bagno Vignoni, completamente avvolta dal vapore.
La giornata era limpida e per fortuna il sole ha iniziato a riscaldarci e a illuminare una natura veramente incantevole. Ho fatto tanti ultratrail in Italia e qualcuno anche in Francia, posso dire che il Tuscany Crossing è unico nel suo genere e affascinante al pari di gare molto più blasonate poiché ti fa attraversate un angolo di Italia unico per bellezze naturali e artistiche, portandoti ad alternare una natura brillante e rigogliosa a questi piccoli borghi medievali, a percorrere i corsi e le piazze, a scoprire chiese che hanno quasi mille anni di storia e poi a immergerti di nuovo nella natura silenziosa.
È stata un'esperienza unica.
Questi piccoli borghi si trovano tutti arroccati su delle colline... e per raggiungere le basi vita bisognava affrontare salite spesso abbastanza ripide... ma ne valeva la pena perché ai ristori, oltre a esserci tutto quello che un podista stanco può desiderare, c'era anche una calorosa accoglienza da parte dei volontari.
E poi dopo una lunga salita, c'è sempre una discesa.
A gli amici, amanti del trail, non posso che consigliare questa gara...
E' davvero un peccato non vivere questo sogno lungo 103 km.

Lara La Pera

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13 settembre 2016 2 13 /09 /settembre /2016 09:14

L'arrivo di Salvatore Sulsenti con Cinzia Scivoletto alla 50 km dell'Etna (11 settembre 2016, Bronte)

Salvatore Sulsenti, che da camminatore, quest'estate, ha realizzato in una solitaria di tre giorni, con zaino in spalla, il "Giro a piedi della Provincia di Ragusa", in un suo personale percorso di avvicinamento all'impresa della 100 chilometri realizzata da camminatore, ha partecipato alla 50 km dell'Etna che si è svolta l'11 settembre 2015 nel contesto della manifestazione "Etna Extreme 2016" che ha visto in contemporanea con partenza allo scoccare della mezzanotte la celebrazione della 1^ edizione della 100 km del Vulcano.
Salvatore Sulsenti ci ha provato e ha tagliato il traguardo nella piazza di Bronte, assieme all'amica Cinzia Scivoletto, sua compagna in questo viaggio sportivo, ampiamente dentro il tempo massimo concesso dal regolamento.
Questa è stata la sua seconda partecipazione ad una competitiva sulla lunga distanza: il suo esordio ufficiale è stato con la Maratona di Ragusa 2016, lo scorso gennaio.
Di seguito il suo racconto.

Etna Extreme 2016 - 50 km delll'Etna (1^ ed.). Salvatore Sulsenti camminatore finisher: Esiste un piacere differito ed è il piacere che ti conquisti con il sacrificio
Etna Extreme 2016 - 50 km delll'Etna (1^ ed.). Salvatore Sulsenti camminatore finisher: Esiste un piacere differito ed è il piacere che ti conquisti con il sacrificio
Etna Extreme 2016 - 50 km delll'Etna (1^ ed.). Salvatore Sulsenti camminatore finisher: Esiste un piacere differito ed è il piacere che ti conquisti con il sacrificio
Etna Extreme 2016 - 50 km delll'Etna (1^ ed.). Salvatore Sulsenti camminatore finisher: Esiste un piacere differito ed è il piacere che ti conquisti con il sacrificio
Etna Extreme 2016 - 50 km delll'Etna (1^ ed.). Salvatore Sulsenti camminatore finisher: Esiste un piacere differito ed è il piacere che ti conquisti con il sacrificio

(Salvatore Sulsenti) Ho la caviglia sinistra gonfia, il ginocchio destro dolente e tutti i miei muscoli hanno qualcosa da ridire, ma mai come in questa occasione mi sono divertito.
Mi aspetta una camminata di diversi chilometri, dormirò per terra su un mio vecchio sacco a pelo, mi ritaglierò uno spazio per passare quello che resta della note all'interno di un cinema-teatro di Bronte, cominciando così a vivere una parte della magia di questa prima edizione dell'Etna Extreme.
Incontro uomini e donne che non conosco, mi rallegro nel rivedere gli amici, mi diverte la gaia leggerezza di chi non sa cosa andrà a fare, ma sa solo che lo farà.
Arrivo a Bronte in un piccola piazza animata dove tutti sembrano essere felici, parte di un sogno. Ritiro il mio pettorale, numero 447, solo adesso comincio a vedere quello che mi aspetta.
Mi commuove, alle 24:00, assistere alla partenza della 100 km del Vulcano.
Passo una notte insonne, mi aspettano 50,920 km da Milo a Bronte.
Alle 7.00 ci muoviamo con una navetta, in un clima da gita scolastica, verso Milo, dove è ubicata la partenza della 50 km.
Subito veloce il ritmo che mi porta a Zafferana, il primo Comune che incontrerò lungo il percorso a tendermi la mano.
Dopodiché, mi aspettano quasi 19 chilometri di salita fino al Rifugio Sapienza, dove ad accogliermi trovo una band che, all'esterno di un bar, esegue cover dei Queen, e che fa da cornice sonora ad un piazzale che mi ricorda un girone dantesco.
Pochi secondi di sosta al punto di ristoro e via.
300 metri e la pioggia mi rallegra con la sua viva compagnia proprio in mezzo alla strada. Sto bene, non sono stanco, mi sento a mio agio, sta accadendo ciò per cui mi sono allenato, vado avanti facendo attenzione alle puntuali indicazioni.
Tutto mi sembra già scritto, ho la sensazione di aver già visto questa domenica.
La strada si snoda in discesa, immersa in un paesaggio lunare, a tratti mi sento intimorito dalla lava e dal suo intenso grigiore, tendente al nero.
Ho preparato tutto con molta attenzione, per questa mia prima ultra maratona. Le mie gambe si muovono insieme alla mia testa.
A questo punto, a poco meno di 30 km dall'arrivo, il percorso cambia anima e diventa un fuori strada. Attraversando un frutteto, raccolgo una mela e, mordicchiandola, ne godo come un bambino in un giorno di festa.
Piove a dirotto. Il percorso è vivace, mi piace.
Le telefonate degli organizzatori mi rincuorano, non sono lontano dall’arrivo.
Uscendo dal bosco mi muovo su un basolato di pietra lavica durissimo che ha messo a dura prova le mie articolazioni.
Comincia l’asfalto, segno inequivocabile che ci siamo e ricevo l’ultima telefonata da parte dell’organizzazione. Vengo aggiornato: Salvatore mancano 3 chilometri. Mi viene incontro un’amica, un regalo inaspettato.

Mi sono sentito parte di qualcosa di così grande che ho rinunciato a comprendere.

Mi lascio rapire dalle mie emozioni e dal ricordo del susseguirsi dei miei passi decisi ormai stanchi e lenti, dal latrare di cani lontani, dal sorriso elargito a piene mani ai punti di ristoro, dalle carezze delle nuvole, dalla pioggia inevitabile, dai tuoni e dai fulmini che mi ricordano, con prepotenza, che su questa strada e su questa natura a comandare è il Vulcano, è l’Etna, è 'a Muntagna.

Per completezza questa la classifica finale dei partecipanti alla 50 km dell'Etna (9 partenti su 11 iscritti, dei quali quattro le donne)

 

  1. 403 COZZO GIUSEPPE MM35 1 ASD MARATONINA UDINESE ITA 04:02:43
  2. 453 FAILONI GIUSEPPE MM60 1 ASD ATLETICA SICILIA ITA 04:54:05
  3. 452 D'AQUINO GIOVANNI MM45 1 ASD ATLETICA SICILIA ITA 06:29:50
  4. 451 CIFALI ELENA MF40 1 ASD ATLETICA SICILIA ITA 06:54:29
  5. 454 SUIZZO ELEONORA MF40 2 ASD ATLETICA SICILIA ITA 06:54:30
  6. 449 BOBINA GABRIELA MF50 1 ASD ATLETICA SICILIA ITA 07:22:50
  7. 401 GUGLIANDOLO GIANFRANCO MM45 2 AD POL.ODYSSEUS MESSINA ITA 07:23:04
  8. 448 SCIVOLETTO CINZIA MF40 3 ACSI ITA 10:19:43
  9. 447 SULSENTI SALVATORE MM50 1 ASD SIEMU A PERI ITA 10:19:44
     
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14 giugno 2016 2 14 /06 /giugno /2016 18:17
(foto di Vincenzo Cassaniti)

(foto di Vincenzo Cassaniti)

Angelo Musso, fresco finisher della Supermaratona dell'Etna 0-3000 la cui 9^ edizione si è celebrata lo scorso 11 giungo 2016, ha voluto consensare le sue impressioni/sensazioni in un breve scritto creativo, una vera e propria ode alla gara appena portata a termine.
Lo pubblichiamo per intero, ritenendo che valga la pena fissare questo piccolo - involontario - poema in queste pagine per farlo andare oltre la transitoria visibilità diacronica su Facebook, su cui inizialmente è stato lanciato.
Lacorsa è fatta di queste cose: non è mai soltanto mera fatica, sangue e sudore, ma anche empito lirico che mostra come la mente e il cuore di chi compie queste imprese possa volare alto.

La fatica è momentanea,
la gloria dura per sempre,
L'amore per la 0-3000,
per lei "a muntagna"
cresce alimentato da ogni singola goccia di sudore,
di energia spesa nei 43 km
La 0-3000 è come un parto, in cui dopo una gestazione di 43 km,
la nascita/rinascita è quel gonfiabile a 2850 metri di altitudine.
La 0-3000 è la vita in 43 km
ti fa ridere
ti fa piangere
ti fa cantare
ti fa imprecare
ti fa innamorare
ti insegna che tutto si ottiene con passione, dedizione e fatica
ti insegna la pazienza
ti insegna che se ami la natura, Lei ti ripaga
è un viaggio nel quale incontrerai tanta gente
con alcuni condividerai 43 km
altri ti regaleranno solo un sorriso
o una parola dolce e di conforto o una incitazione
altri ti faranno compagnia per pochi chilometri soltanto,
ma ti regaleranno il loro silenzio
Sarà un viaggio che ti regalerà compagnia,
ma anche la santa solitudine e la riflessione...
La 0-3000 è vita in 43 km...

Angelo Musso

Supermaratona dell'Etna 0-3000 2016 (9^ ed.). Una piccola, grande, ode di Angelo Musso per raccontare sensazioni e impressioni
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13 giugno 2016 1 13 /06 /giugno /2016 10:01
(Vito Massimo Catania al traguardo)

(Vito Massimo Catania al traguardo)

Lara La Pera,al traguardo dell'edizione 2015Si è svolta l'11 giugno 2016 la 10^ edizione della Supermaratona dell'Etna da 0 a 3000. Record di partecipanti con oltre 300 atleti iscritti alla gara individuale (sulla distanza di 43 km) e circa un centinaio i componenti delle super-staffette.
La vittoria è andata - per la prima volta - al forte atleta regalbutese Vito Massimo Catania (secondo lo scorso anno) e all'atleta palermitana Lara La Pera che conquista così un tris di vittorie (2012, 2015, 2016) in questa difficile ed impegnativa gara, unica nel suo genere.
La gara relay èstata vinta invece dai padroni di casa cioè dal tema dell'Etnatrail ASD.

Di seguito il racconto di Marinella Barbagallo, anche quest'anno finisher della gara individuale, e ancora oltre un breve resoconto dei risultati finali.

(Marinella Barbagallo al transito da Piano Provenzana)

(Marinella Barbagallo al transito da Piano Provenzana)

(Marinella Barbagallo) Alle 7 dell'11 giugno 2016 ci si ritrova a Marina di Cottone.
Si vedono le solite scene: gente che si cambia in macchina, amici che si abbracciano, altri che scattano foto. E si respira tangibilmente quella gioia di essere lì, mista a paura di non farcela, perché questa è una gara veramente dura, questa è la 0-3000!
Alle 8.00, puntualmente, viene dato il via e la nostra avventura ha inizio.
43 km di salita fin quasi alla cima al vulcano, solo a pensarci tremo, ma io dico che ce la farò, perché ci sono gare e gare, e questa per me è la sfida più grande!
Inizio a correre lentamente fra i richiami continui dei miei compagni di avventura che mi accusano di tirare il gruppo.

Marinella Barbagallo finisher della Supermaratona dell'Etna 0-3000 2016 (10^ edizione)Siamo in sette convinti di arrivare in cima tutti insieme. Attraversiamo Piedimonte Etneo,
Sergio un burlone anima il gruppo senza tregua. Ridiamo e scherziamo, ancora il fiato ci aiuta e le gambe vanno avanti leggere.
Raggiungiamo Linguaglossa. La gente ci incita e ci saluta e quanto è importante questo per noi runner! Mi sento chiamare e salutare da tanti amici lungo il percorso e gioisco di questo. Lasciamo Linguaglossa e la salita inizia a diventare dura. Il gruppo si sfalda. Benny va avanti, altri restano indietro. Io e Angelo abbiamo lo stesso passo è per un bel po restiamo insieme. Non parliamo, ma ci diamo forza a vicenda anche solo stando vicini.
Ascolto il cinguettio degli uccelli: mi rilassa e mi fa dimenticare la fatica! Vado avanti guardando in alto ma mi accorgo di aver perso Angelo: adesso sono sola col mio cuore che batte forte e la mia testa che spinge avanti le gambe.
Lungo il percorso c'è Salvo che assiste un ragazzo allenato da lui, ma ad ogni passaggio ha una parola di incoraggiamento per me.
Io salgo senza fermarmi. Sto bene. Al 30° km inizio ad avere freddo, tanto freddo, incontro Salvo e gli dio il mio malessere. Lui mi dice di andare avanti e io continuo a correre.
Più su Enza la ragazza che era con lui scende dall'auto e mi corre incontro e li in mezzo alla strada si toglie la sua maglia con un Brontolo disegnato sopra e me la da, restando nuda in mezzo alla strada, non la conosco, non l'ho mai vista prima di allora. Questo gesto mi commuove, indosso la maglia calda e confortevole e continuo a correre.
Piano Provenzana: mi cambio e inizia il peggio. Adesso il terreno è sabbioso e si scivola, non si può correre. Le salite sono troppo ripide. Sono stanca e ho un mal di schiena insopportabile. Cammino sempre più lenta: quasi mi piego in due dal dolore, ma guardo a terra e vedo che il suolo è ricoperto di coccinelle: si sa che le coccinelle portano fortuna e, quindi, io arriverò in cima.
Vedo il cartello che indica il 42° km: ci sono! Manca solo 1 km! Guardo l'orologio e mi accorgo di essere ancora in tempo per raggiungere il mio obiettivo che era quello di arrivare entro le sei ore. E così mi faccio forza, ignorando il dolore, e ricomincio a correre. Vedo il traguardo colorato sullo sfondo nero e le lacrime rigano il mio volto. Ce l'ho fatta !
Anche stavolta la mia determinazione ha vinto.
Al mio arrivo sulla mia spalla c'era lei: una coccinella!

(foto di Maurizio Crispi)

(foto di Maurizio Crispi)

(Fonte: ennapress.it) Per la prima volta Vito Massimo Catania ha scritto il suo nome nell’albo d’oro della Super Maratona dell’Etna, che l'11 giugno 2016 ha spento la sua decima candelina.
L’atleta dell’Amatori Regalbuto (che nella sua carriera, in Sicilia, ha vinto tutto o quasi tutto quello che c’era da vincere) si è aggiudicato la mitica 0-3000 che dalla spiaggia di Marina di Cottone ha portato gli atleti sull’Etna, fino a quota 2850 metri, presso l’osservatorio vulcanologico a Pizzi Deneri.
La Supermaratona dell'Etna è una gara dura (sopratutto negli ultimi 10 km) per chi sa alternare testa e gambe, cuore e polmoni. E così è stato per Catania, terzo lo scorso anno, e splendido vincitore di questa edizione 2016, con il tempo di 3h58’31. Alle sue spalle con un considerevole distacco il piemontese Manuel Bortolas (Applerun Team) in 4h10’25; terzo il lombardo Gianluigi Martinelli del Marathon Club Alta quota Livigno, in 4h12’17. Quarto Max Buccafusca vincitore lo scorso anno.

(Foto dall'archivio di Maurizio Crispi, relativa ad una precedente edizione)Bissa il successo della nona edizione invece la palermitana Lara La Pera, alla sua terza affermazione nella Super Maratona dell’Etna (2012, 2015 e 2016).
L’atleta tesserata per il Marathon Misilmeri, fresca vincitrice - domenica 5 giugno - dell’ Ecomaratona delle Madonie, ha chiuso la sua fatica in 5h06’22 precedendo di una manciata di minuti la lombarda Lucia Bongiovanni (Città di Opera) che ha fermato il crono a 5h11’26. Sul gradino più basso del podio un’altra palermitana Alessandra Corvaja (Fiamma Rossa Palermo) in 5h17’30.
La gara delle super-staffette è stata appannaggio dei “padroni di casa” e organizzatori dell’Etna Trail ASD, composta da Antonio Greco, Carmelo Guardalà e Salvatore Di Marco.
Un’edizione da record, la numero dieci, con oltre 300 atleti scritti alla gara individuale, 30 staffette (ognuna composta da tre frazionisti il che ha portato ad un totale di quasi 400 partecipanti), 3000 metri di dislivello, per una distanza percorsa di poco più di 43 km, 6 nazioni rappresentate oltre all’Italia e la sempre ottima organizzazione a firma Etna Trail ASD.

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1 aprile 2016 5 01 /04 /aprile /2016 19:13
(Foto di Maurizio Crispi, Walktrail di Monte Pellegrino, Palermo, 13 marzo 2016)

(Foto di Maurizio Crispi, Walktrail di Monte Pellegrino, Palermo, 13 marzo 2016)

Salvatore Sulsenti è a un punto di svolta del percorso che ha iniziato all'incirca due anni fa... Camminando e camminando, ha elaborato e costruito un suo progetto che è quello del "Giro di Sicilia a Piedi", un progetto che in questi giorni sta a poco a poco prendendo forma con il cruciale passaggio dall'esercizio di pensiero alla concreta passi.
Nel "Giro di Sicilia Piedi" che prende anche il nome in sigla WUM 1000KM (ovvero Walking Ultra Marathon 1000 km), Salvatore Susenti intende percorrere tutto il periplo della Sicilia in senso antiorario, con tappe giornaliere oscillanti tra 32 km e 43-45 km, nell'arco di tempo di un mese (salvo imprevisti).

Per "Giro di Sicilia" s’intende l’intero periplo della regione percorrendo 1000 km (stima della distanza approssimata) in 31 giorni.
Dal calcolo dei giorni sono, ovviamente, esclusi eventuali imprevisti (ritardi per interruzioni stradali, maltempo, indisposizioni personali). "WUM 1000KM" sta per "Walking Ultra Marathon" (nome che ho dato a questo mio giro di Sicilia perché alcune tappe supereranno il chilometraggio di una maratona), l’intera distanza da coprire verrà percorsa esclusivamente a piedi su manto stradale.

Giro di Sicilia a Piedi (Pagina facebook)

Salvatore Sulsenti è ora alla ricerca di sponsor che lo supportino per tutto ciò che gli sarà necessario: e per il compimento di questa sua impresa vanno bene anche micro-sponsorizzazioni, allo scopo di metterlo in condizione di acquisire tutta l'attrezzatura necessaria e di potere sostenere i costi (in economia) di vitto e pernottamenti.
Salvatore Sulsenti ha bisogno di supporter e di fiancheggiatori, di atleti e walker che in occasione dei suoi passaggi dalle diverse città e cittadine e municipalità toccate dalle sua lunga camminata solitaria con la sua attrezzatura sulla spalle lo affianchino, camminino con lui e lo incoraggino.

 

Tutti possono contribuire (aziende, pubblici esercizi, privati, associazioni di camminatori, enti...) alla realizzazione del periplo della Sicilia a piedi (che prevede una percorrenza di oltre 1000 km); si può essere compagni di questa entusiasmante avventura con donazioni dirette o con offerte in natura (previo accordo, onde evitare duplicati): anche micro-sponsorizzazioni e micro-donazioni, purché siano tante, potranno andare bene.

Salvatore Sulsenti (fonte "Giro di Sicilia a Piedi" - Pagina Facebook)

(Salvatore Sulsenti al termine della sua fatica - Foto di Maurizio Crispi, Walktrail di Monte Pellegrino, Palermo, 13 marzo 2015)

(Salvatore Sulsenti al termine della sua fatica - Foto di Maurizio Crispi, Walktrail di Monte Pellegrino, Palermo, 13 marzo 2015)

In funzione di questo delicato passaggio dalla fase di ideazione a quella concreta del fare, Salvatore Sulsenti ha creato una pagina facebook dedicata (Giro di Sicilia a Piedi) e si accinge anche a creare un blog omonimo che, poi, nella fase di avvicinamento all'impresa e in corso d'opera gli servirà per pubblicare giornalmente degli aggiornamenti sulla sua lunga marcia e l'anticipazione delle due o tre tappe successive in modo tale che chiunque voglia percorrere dei chilometri con lui possa aggregarsi al passaggio.

 

Ma vediamo cosa succedeva un anno fa nella vita del Nostro, quando ancora l'idea del Giro di Sicilia a Piedi non aveva iniziato la sua gestazione...
Ci sono certe idee che hanno bisogno di un tempo per generarsi (o essere generate) e il camminare favorisce il libero flusso del pensiero e nel Cammino nascono le idee e i progetti.

Salvatore Sulsenti18 marzo 2015, mercoledì. Con una temperatura che va fra i 16° ed i 20° comincio a camminare dopo due giorni di “riposo”. È ora di tornare per strada, sempre alla ricerca delle storie che avrà da raccontarmi questo mercoledì. Inizio alle 11:44, inserisco la sveglia alle 13:44 per camminare 2 ore come consueto. Già, come consueto. Non c’è nulla di consueto in un nuovo giorno. Un nuovo giorno ha sempre qualcosa da raccontare. Oggi ho camminato per ben 4 ore consecutive, senza sosta all'infuori di qualche secondo rubato per fare pipì dietro una siepe. 4 ore rappresentano un mio record personale, ma non un mio limite.
Ho in mente di andare oltre. Sono stanco ed un po’ di stretching mi mette al riparo da contrazioni muscolari. Camminando trovo la mia prima storia: un padre e la sua figliola sono seduti sulla spiaggia a giocare con la sabbia, riempendo un secchiello. La seconda storia parla di un signore francese che riporta a casa, in spalla, il suo vecchio cane, stanco della lunga passeggiata. La terza storia: un anziano inglese mi chiama Walker e mi chiede se cammino ogni giorno e quanti chilometri percorro. Rispolvero il mio inglese, rispondo, faccio un figurone da poliglotta, lui mi sorride e ci salutiamo. Colazione: un’arancia, caffè zuccherato. Spuntino 1: un caffè. Pranzo e Spuntino 1: un’arancia, una mela, una pera, un caffè. Cena: riso e pomodori crudi.

19 marzo 2015, giovedì. Ieri ho camminato per 4 ore consecutive, andatura sostenuta e credevo di aver conquistato il mondo. Poi, girovagando sul web, leggo di Rosario Catania, siciliano di Mascalucia (Catania), recordman mondiale di camminata nordica (con i bastoncini da Nordic Walking): 72 ore consecutive! Mi piacerebbe conoscerlo personalmente. Sono le 13.00 e finisco alle 15.00 volutamente cammino con un po’ più di calma. Voglio recuperare. Incontro degli amici che non vedevo da tempo. Colazione: una mela, un caffè. Spuntino 1: un caffè. Pranzo: pasta e lenticchie, ½ bicchiere di vino. Spuntino 2: una pera, formaggio. Cena: pasta e ricotta.

20 marzo 2015, venerdì. Non comincio nemmeno a muovermi che già una piccola storia si affaccia. Mi fermo appena prima di alcune strisce pedonali per far attraversare due scolaretti in grembiule blu e fiocco bianco. Il terzo scolaro, una bambina dai tratti mediterranei ed i capelli arruffati, non si fida di me e decide di non passare. Io le faccio cenno, invitandola con la mano e sorridendole appena per rassicurarla, che può andare tranquilla. Lei attraversa e mi ripaga con un sorriso che non ha prezzo e mi riempie di felicità. E c’è gente che non cammina; a quanti sorrisi rinunceranno e quante storie non saranno mai raccontate? Sono le 13:12 ed inizio, finisco alle 15:12. 19° ed un vento sostenuto aprono la primavera astronomica. Cammino con relativa calma anche se a tratti avrei voglia di forzare l’andatura. Una Chihuahua gioca rincorrendo una pallina rossa calciata dal suo padrone, svogliato ed indaffarato con il suo telefonino. Mi godo, sopraggiungendo, lo spettacolo e, ad appena pochi centimetri dal colosso canino, la pallina sfugge al Chihuahua. Accelero il passo, blocco la pallina rossa e per un istante la cagnetta mi guarda perplessa, cercando di capire se per caso non volessi fuggire con il suo giocattolo. Restituisco la pallina e la cagnetta scappa via tenendo ben ferma, non si sa mai, la sua pallina stretta fra le sue feroci fauci. Meglio tornare a casa. Doccia e pesata di rito. Dopo una lotta fatta di tre risultati diversi, per onestà personale, mi annoto solo il peso maggiore fra i tre: kg.101,1. Colazione una mela, un caffè zuccherato. Spuntino 1: alcuni fagioli borlotti. Pranzo: insalata di riso con fagioli e peperone rosso, ½ bicchiere di vino rosso. Spuntino 2: un po’ di pane appena sfornato. Cena: 3 scatolette piccole di carne in scatola, una tazza di latte e biscotti.

21 marzo 2015, sabato. Vento forte, freddo (con 17°). Come dire: Benvenuta Primavera! Penso di iscrivermi all’Etna Trail, Walk Trail per km 16, che si terrà il 25 luglio. Già, sarà una coincidenza, ma è proprio in questa data che è cominciato. Non è la distanza a preoccuparmi ma i luoghi ed il fatto che sarebbe stata la mia prima volta. Ore 12:23/14:23 poche gocce di pioggia mi bagnano. Cammino, vado avanti e non mi fermo. Finisco ascoltando Barry White. Penso. Sono a casa. Secondo un rituale consolidato negli ultimi mesi compio gesti quotidiani al rientro delle mie camminate. Ho ingoiato della sabbia. Cosa farò quando sarò arrivato a quota kg.85? Mi peso sempre due volte. La prima, piede destro e poi il sinistro; la seconda, piede sinistro e poi il destro. Il risultato di oggi: kg.100,9. Colazione una pera, un caffè amaro. Spuntino 1: un caffè amaro. Pranzo: una banana, pasta (farfalle) con verdura e tonno. Spuntino 2: nulla. Cena: pasta e pomodoro crudo. Spuntino 3: latte e biscotti.

22 marzo 2015, domenica. Comincio a camminare con una temperatura di 20° che successivamente aumenterà fino a 21°: e ciò rende meno fastidioso il vento incessante. Appena giungo al mio punto di partenza un pensiero va alla mia ex ragazza E. Ho saputo che non sta affatto bene con se stessa: per il suo corpo (che a me piaceva tanto) e per ciò che la vita non ha saputo darle. Sono le 12:09 e si inizia. Sempre vento, procedo abbastanza bene. Poca gente fatta eccezione per un gruppo, 50 persone circa, di turisti. Incrocio una ragazza dai tratti fortemente marcati. Capelli lunghi e castani (scuri) con un’accentuata ricrescita portata con disinvoltura. Alla ricerca di qualche minuto d’isolamento, questa ragazza, si siede ed accende un piccolo sigaro: fantastica. Ho finito le mie due ore: sono le 14:09 e me ne torno a casa. Dopo la doccia innesco una lotta con la bilancia che oggi sembra essere alquanto indecisa sul responso: segno di un agognato pre-pensionamento? Alla fine l’ho vinta: kg.100,2. Colazione: una mela, un caffè. Spuntino 1: caffè. Pranzo: pasta con fagioli e ceci e cipolla, un’arancia. Spuntino 2: nulla. Cena: farfalle con verdura e melanzane, 3 biscotti.

23 marzo 2015, lunedì. 20°, sempre vento ma il sapore della bella stagione è dietro l’angolo. Inizio alle 13:00 terminando alle 15:06 con delle fitte diffuse all’addome. Ho dolore alla spalla. L’alluce sinistro è claudicante. Ho il cuore vuoto. Cado a pezzi. Vado avanti, vado a casa. Mi peso diverse volte. Kg. 100,0 ed una scommessa vinta. Cento chili, sempre tanti ma a quota 85 sarà diverso. Colazione: 2 pere (medio-piccole), un caffè amaro. Spuntino 1: pasta e fagioli rimasta in frigo, un caffè. Pranzo: pasta con pomodoro crudo (con tonno e capperi), due cucchiaiate dell’ultima pasta e fagioli. Spuntino 2: nulla. Cena: pasta con pomodoro crudo e tonno.

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27 marzo 2016 7 27 /03 /marzo /2016 18:55

Ed anche questa è fatta! La mia 100^ maratona portata a termine, questa volta nella forma di un'Ultra, anomala quanta a distanza (56km), piuttosto impegnativa ma cionondimeno affascinante: si è trattato della sudafricana "Two Oceans Marathon" con attraversamentodella terraferma tra i due oceani, l'Indiano e l'Atlantico! Tempo: 5h51' per 56 km molto difficili da gestire. Tutto sommato, sono soddisfatto date le mie condizioni non proprio ideali.
E adesso, quale sfida dobbiamo inventarci?...

Giorgio Cambiano

Two Oceans Marathon 2016 (46^ ed.). Anche il palermitano Giorgio Cambiano finisher ed è la sua 100^ gara lunga in carriera

L'italiano Giorgio Cambiano, da Palermo, ultramaratoneta ma anche country manager per il Parkrun in Italia, ha corso la 46^edizione della Two Oceans Marathon, (il cui appellativo esatto é Old Mutual Two Oceans Marathon) un'Ultra impegnativa sulla distanza insolita di 56 km che con un percorso in linea percorre il contorno della penisola che divide i due oceani Atlantico e Indiano.
La gara , molto popolare in Sudafrica e nel mondo anglofono, si è svolta il sabato alla vigilia di Pasqua (26 marzo 2016).
Nel contesto della manifestazione è prevista solitamente anche una Mezza competitiva, oltre a manifestazioni collaterali di promozione della corsa. Vengono cronometrati, ai fini statistici, anche i passaggi intermedi alla distanza della Maratona e della distanza di 50 km.
Giorgio Cambiano è stato di fatto uno dei pochi italiani sinora ad avervi partecipato.
Abbiamo notizia di una donna della compagine Sanremo Runners che vi ha preso parte diverse volte, rappresentando tuttavia un'eccezione poiché è di origini sudafricane. Si tratta di Juliette Salvini che in occasione della Two Oceans Marathon del 2011, oltre ad essere finisher,ha conquistato la MPI italiana sulla distanza dei 50 km.

Nella foto in alto la medaglia di finisher Two Oceans conquistata da Giorgio Cambiano.

Giorgio Cambiano all'Ultratrail du Mont Blanc 2015

Giorgio Cambiano all'Ultratrail du Mont Blanc 2015

The Old Mutual Two Oceans Marathon is considered the world's most beautiful marathon - 56 km Ultra Marathon around the Cape Peninsula, going on since 1970.

The 46th consecutive Old Mutual Two Oceans Marathon will remain on the traditional route via Chapman's Peak, Hout Bay and Constantia Nek (unless deemed unsafe by authorities in which case the Ou Kaapse Weg route (prior to 2004) will be used). The Old Mutual Two Oceans Marathon is run under the rules of IAAF, Athletics South Africa (ASA) and Western Province Athletics (WPA).

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19 marzo 2016 6 19 /03 /marzo /2016 20:09
(foto di Maurizio Crispi)
(foto di Maurizio Crispi)
(foto di Maurizio Crispi)
(foto di Maurizio Crispi)
(foto di Maurizio Crispi)

(foto di Maurizio Crispi)

Su e giù per Monte Pellegrino, la montagna che domina Palermo, si è svolta sotto una fitta pioggia, tra pietre bagnate e scivolose, acqua e fango, la nona edizione del Trail di Monte Pellegrino, valevole come terza prova del Circuito Ecotrail Sicilia.
La pioggia e il fango hanno condito questa nona edizione del Trail di Monte Pellegrino, un'edizione bagnata fangosa e scivolosa, con un gradiente di difficoltà ben più alto del solito.
E' stato impossibile non cadere: tutti hanno riportato cadute e scivoloni; alcuni si sono anche feriti, per fortuna in modo non grave. Il fango e l'acqua rendevano impossibile in alcuni tratti la corsa, e - a causa dell'accumulo di fango compresso sotto le suole, la corsa spesso si é tramutata in una sorta di pattinaggio e gioco di equilibrismo.
Antonio Sgammeglia (ASD Sportaction), in particolare, ha riportato una ferita lacero-contusa al cuio capelluto e ha dovuto essere soccorso per essere portato in nosocomio dove gli sono stati praticati dei punti di sutura.
Niente di grave per fortuna, forse per lui solo un po' di spavento.
A lui, in particolare, tutto il supporto e la solidarietà e gli auguri di una pronta guarigione.
Per gli altri soltanto feritine leggere, sbucciature e contusioni. E poi tanto fango addosso: per tutti alla fine bagno e doccia rigeneratori. E per tutti gli indumenti usati nella circostanza, scarpe e attrezzatura un lavaggio, sicuramente più approfondito del solito...
Tante le presenze, nonostante le avverse condizioni ottimali, per la nona edizione del Trail di Monte Pellegrino, terzo appuntamento stagionale del Circuito Ecotrail Sicilia 2016, disputatasi domenica con partenza ed arrivo a Case Natura, nel Parco della Favorita. Da quelle che furono le scuderie Reali dei Borbone, trail runner e walk runner sono partiti alla volta della montagna che domina Palermo, alla scoperta di sentieri sconosciuti ai più.
Particolarmente suggestivi i passaggi dei trail runner per la “Valle del Porco”, la più antica strada d’accesso alla montagna, o per il “Gorgo di Santa Rosalia”, o ancora per l’antico sentiero Medievale.

16 i chilometri della prova agonistica, valida come terza prova del Circuito, lungo un percorso a dir poco suggestivo che si è addentrato lungo sentieri della Riserva sconosciuti a molti, passando tra l’altro per la “Valle del Porco”, la più antica strada d’accesso alla montagna, percorsa dalla Santuzza al ritorno da Santo Stefano di Quisquina", o per il “Gorgo di Santa Rosalia”, o ancora lungo l’antico sentiero Medievale, fino a raggiungere i panorami mozzafiato di “Piano di Bernardo” e “Pizzo Volo d’Aquila”.
Per i meno allenati che preferiscono andare di passo, c'è stata la possibilità di scegliere tra due walktrail rispettivamente di 16 (con partenza anticipata) e di 11 chilometri. Era in programma anche anche una visita guidata accessibile a tutti che sarebbe dovuta partire alle 09.35, 5 minuti dopo il via della gara, con la guida di Mario Pintagro, giornalista esperto di cose siciliane, ma che è stata annullata per via della pioggia battente.
Col trail di Monte Pellegrino ritorna anche l’atteso appuntamento con il Vilardo Doggy Trail, che vedrà protagonisti gli amici a quattro zampe in un mini trail di 3 km. Spazio anche a piccoli aspiranti trail runner che si daranno amichevolmente battaglia nel Trail Junior.

A chiudere per primo i 16 chilometri della prova agonistica, resa ancora più dura dalla pioggia, col crono di 1.30.34, é stato Salvatore Pillitteri della Marathon Altofonte, che ha preceduto di due minuti Pietro Paladino della Polisportiva Marsala DOC e Antonino Camarda della ASD Panormus.
Tra le donne è stata prima la solita Susanne Olvback della ASD Work Out Studio, davanti a Daniela Pillitteri della Marathon Altofonte e a Maria Concetta Pontillo della ASD Panormus.
Ad organizzare l’evento l'ASD Sportaction, società organizzatrice del Circuito Ecotrail Sicilia, con il patrocinio del Comune di Palermo e dei Rangers, ente gestore della Riserva Naturale Orientata di Monte Pellegrino.
Prossimo appuntamento per gli amanti della disciplina, il prossimo 17 aprile nella splendida cornice della Valle dei Templi di Agrigento.

Per ulteriori informazioni www.ecotrailsicilia.it

Seguono le impressioni di Salvatore Sulsenti, alla sua prima partecipazione come walktrailer.
Ed è stato 
per lui un walktrail reso particolarmente impegnativo dalle condizioni meteo e del terreno su cui si snodava il circuito da percorrere.

Non importa cosa ho fatto oggi, non importa quante volte sono arrivato a cadere rovinosamente a terra, non importa se la strada sembra non finire ed io ho l’impressione di galleggiare sopra una distesa alternata di fango, rami e sassi.
Ciò che importa é che ho imparato una lezione.
Con Madre Natura non si fanno duetti, siamo tutti invitati ad assistere ad un assolo.
Ho commesso un peccato di presunzione ad affrontare il mio primo trail.
Le mie scarpe non sono calzature adatte a sentieri resi scivolosi dalla pioggia ed alla fine ho collezionato ben 6 cadute.
Tronfio del mio orgoglio e sicuro di me mi mescolo a decine di uomini e donne in attesa della partenza. Stanco e dolorante, sporco di fango, ma felice non trovo quasi nessuno all’arrivo se non il sorriso di chi pazientemente ha atteso che concludessi questa avventura.
Ho avuto la mia lezione.
Adesso so cosa sia un trail e so anche che gli uomini e le donne del Monte Pellegrino meritano il loro posto in prima fila davanti al concerto di Madre Natura.

Salvatore Sulsenti. Il duetto é con Madre Natura

Immagini dell'organizzazione, divulgate assieme al comunicato stampa
Immagini dell'organizzazione, divulgate assieme al comunicato stampa
Immagini dell'organizzazione, divulgate assieme al comunicato stampa
Immagini dell'organizzazione, divulgate assieme al comunicato stampa
Immagini dell'organizzazione, divulgate assieme al comunicato stampa
Immagini dell'organizzazione, divulgate assieme al comunicato stampa

Immagini dell'organizzazione, divulgate assieme al comunicato stampa

Di seguito le gallerie fotografiche con le foto realizzate da Maurizio Crispi, pubblicate sul magazine facebook "Ultramaratone, Maratone e Dintorni"

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5 marzo 2016 6 05 /03 /marzo /2016 11:04
Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti. Il randagio della strada al giro di boa dei suoi primi 50 anni, e si addensano eventi di buon auspicio
Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti. Il randagio della strada al giro di boa dei suoi primi 50 anni, e si addensano eventi di buon auspicio
Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti. Il randagio della strada al giro di boa dei suoi primi 50 anni, e si addensano eventi di buon auspicio
Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti. Il randagio della strada al giro di boa dei suoi primi 50 anni, e si addensano eventi di buon auspicio

Salvatore Sulsenti ha camminato sino alla soglia dei suoi primi 50 anni e l'ha superata, confortato dal fatto che attorno a questa sofglia si sono addensati eventi positivi che fanno ben sperare, assieme a progetti e a cambiamenti.
Quella che segue é la cronaca degli ultimi giorni.

Venerdì 19 febbraio 2016. Leggo un articolo di Maurizio Crispi. Parla di un cane che non dovrebbe urinare su una fioriera di un metro di altezza. Accadimento dubbio, ma evidentemente certo ed ineluttabile secondo il proprietario della fioriera. Alle 9.00 parto da Piazza Scalo Trapanese diretto a Punta Secca e sono con Margherita e Gabry. Arriviamo a destinazione, ed é immancabile una foto davanti la Casa del Commissario Montalbano. Buona parte del ritorno è una piacevole seduta di beach walking, seguita da una leggera brezza marina.
Tornati alla base, dopo 11,4 km e 2,10 ore, ci salutiamo con Margherita e la sua amica dandoci appuntamento per domani pomeriggio, per partecipare ad un walk trail di 13 km. Ho una cartina della Sicilia in scala 1:300000 su cui comprendere cosa mi aspetta se dovessi partire per un giro dell’isola. Mi chiama la mia amica Anna (che vive in provincia di Como) e dopo 5 minuti di piacevole chiacchierata ci salutiamo. Sono in pigiama e, a letto, guardo un film di Totò. Suonano alla porta, sono le 13,30 e penso al postino. Vado ad aprire. Resto per qualche interminabile secondo ammutolito, non è il postino né un agente delle tasse. Incredulo mi trovo davanti Anna ed il marito Carlo. Sono venuti a trovarmi per festeggiare i miei 50 anni, che sorpresa. Li faccio entrare in casa, ancora frastornato. Mi rivesto frettolosamente, Anna e Carlo non hanno pranzato e li accompagno a mangiare qualcosa. Programmiamo rapidamente ogni giorno fino al momento della loro ripartenza che sarà lunedì sera. Andiamo a Noto, scopriamo che la confusione per le vie è in occasione della Festa di San Corrado il Patrono della cittadina. Ci tuffiamo nell'atmosfera e godiamo di queste ore di festa mentre io mi soffermo a guardare Anna e Carlo non ancora convinto che siano accanto a me. Rientriamo e cena con pizza e birra.

Sabato 20 febbraio 2016.  3,30 del mattino sveglio. Sarà effetto dei miei 50 anni? Apro il sacchetto di carta con il regalo di Margherita per me. Uno zaino tecnico, il primo. Ho appuntamento a colazione con Anna e Carlo. Arrivano alla spicciolata i miei compagni di camminata, presento i miei amici di Como. Carlo si ferma in piazza mentre Anna mi accompagna in questa passeggiata. C’è uno strano mormorio nel gruppo e credo di capire perché. L’arcano mi è definitivamente svelato al rientro dalla camminata. Arrivando a destinazione mi accolgono in tanti. Hanno organizzato una festa in spiaggia, con tanti dolcetti, cannoli e bignè. Spumante, bibite ed acqua (trascurata). Foto ed auguri con tutti. Sono contento visto le prospettive dei giorni scorsi per oggi. Il mio compleanno. Abbiamo percorso 14,3 km dalle 8,30 alle 11,05. Questo pomeriggio si replica con un walk trail di 13 km e stasera a cena fuori.

Domenica 21 febbraio 2016. La libertà a dispetto dell’opportunità. Con queste mie parole ho dato inizio al mio 50° anno. Facciamo, con Anna e Carlo, colazione diretti subito dopo a Siracusa. Pausa caffè in un autogrill, telefonata di Maurizio [Crispi] che mi invita ad iscrivermi al Parkrun, arrivo in città. Visita a chiese, musei, Ortigia. Pranzo arabo, caffè italiano, piazza Duomo ad Ortigia, gelato e rientro all’auto. Inauguriamo una seduta di urban walking per le vie di Siracusa dire. Mi chiama Gemma, mia ex ragazza del secolo scorso con cui sono in contatto, ci vediamo per pochissimi minuti. Presento i miei amici, poche parole e ci salutiamo. Siamo diretti alla spiaggia di Fontane Bianche, delusi dallo stato della spiaggia e dal fresco pungente rientriamo. Ci separiamo per rivederci dopo un paio di ore. Faccio la doccia, mi registro online per partecipare al Parkrun. Stasera ceniamo in pizzeria, ci raggiunge mio padre. Decidiamo cosa vedere domani a Catania, Anna e Carlo hanno un aereo in serata.

Lunedì 22 febbraio 2016. Sveglia spontanea alle 5.00 e caffè. Curioso su Google Maps con in testa sempre il mio giro di Sicilia. Cerco foto e dettagli su ogni singola tappa. Colazione con Anna e Carlo e si parte alla volta di Catania. Lasciamo l’auto in un parcheggio, visitiamo la città rigorosamente a piedi. Il Duomo di Sant’Agata, il vicino mercato del pesce, il mio liceo degli ultimi due anni delle scuole superiori non è lontano. Prenoto per il pranzo. C’è ancora del tempo e girovaghiamo fra via Etnea, fotografando chiese, scorci di città, la villa Bellini, i miei ricordi d’infanzia. Pranzo a base di pesce da Don Turiddu. Carlo è soddisfatto, Anna pure ed io anche. Ma Carlo di più. Camminiamo ancora diretti ad un chiosco dove prendiamo il caffè. Pian piano e stanchi torniamo all’auto. Arriviamo in aeroporto, consegniamo l’auto a noleggio, altro caffè. Qualche minuto di relax, ultime impressioni ed ci salutiamo sperando di non far passare un anno e mezzo prima di rivedersi. Gli occhi sono lucidi, Anna e Carlo si allontanano verso l’imbarco. Io ho già fatto il biglietto dell’autobus. Alle 20,30 sono a casa.

Martedì 23 febbraio 2016.  Mi sveglio credendo di aver sognato in questi ultimi giorni. Faccio le pulizie di primavera a febbraio. Dalle 18,30 alle 20,30 cammino con il mio gruppo per 2 ore. Gli ultimi 4 chilometri sotto la pioggia. Pressione ed umore giù.

Mercoledì 24 febbraio 2016. Mi dedico alle mille faccende lasciate in arretrato. Mi manca Anna e la chiamo. Stasera ho una riunione per ulteriori particolari sulla camminata del 10 aprile. Scrivo della mia WUM 1000KM, Enrico V. e l’azienda per cui lavora sono i miei primi sponsor.

Giovedì 25 febbraio 2016. 18,30/20,15 per 12 km. Giorno di mercato, compro alcune cose da spedire ai miei amici su al Nord.

Venerdì 26 febbraio 2016. Dalle 9.00 alle 11.00 sono con Margherita e la sua amica Gabry per un’altra puntata alla Casa del Commissario.

Sabato 27 febbraio 2016. Voglia di camminare al minimo storico. Diserto l’uscita con il gruppo, resto in casa e non so bene il perché. Stasera consegno i premi per i primi arrivati (uomo e donna) dell’Ecotrail della Val d’Ippari di domani. Non ho l’auto di proprietà, non ne ho la possibilità. Sono stanco di chiedere sempre un passaggio per spostarmi. Camminerò di più, dove vorrò e quando potrò. Incontro Aldo [Siragusa] e gli consegno i premi realizzati. Mi presenta agli intervenuti, parlo dei miei lavori. Saluto e ci rimandiamo a domani per presenziare alla premiazione.

Domenica 28 febbraio 2016. Arrivo alla Villa Comunale e capisco dove andare seguendo la scia delle voci che arrivano dal traguardo. Il forte vento fa cadere un albero su due auto danneggiandole. 
Mio padre mi accompagna incuriosito dal clima di festa che pervade uomini e donne abbigliati in Rainbow Style. Ho il mio primo smarthphone, regalo per i miei primi 50 anni (avrò il secondo telefono fra 50 anni?), scatto tantissime foto (circa 170) pervaso dal delirio del fotoreporter che, sopito, albergava in me. In realtà sono solo contento ed eccitato di questa giornata, come un bambino alle giostre.
Molti hanno delle escoriazioni, alcuni sembrano galleggiare distratti, alcuni sono spaventati tutti sono felici e soddisfatti. Già. Soddisfatti a dispetto del tempo impiegato, delle inevitabili delusioni e della prossima gara che si affaccia non lontana. Vengono onorati tutti i partecipanti, ma vengono premiati solo in pochi, così dev’essere. Ho realizzato due opere montate su tegole (ciaramini a Ragusa, canali a Catania, coppi a Firenze) che consegno personalmente ai due primi arrivati, uno per categoria, uomo e donna. Due ragazzi splendidi e semplici che mi ringraziano sorridendo con lo sguardo ormai rilassato. Lui è ha una barba lunga ed incolta, solo apparentemente, lei è una ragazza minuta ma solida come la roccia vulcanica. Io ringrazio loro. Anche Margherita viene premiata, la mia compagna di camminate da randagio dell’asfalto, con una bottiglia di birra artigianale da 1,5 litri. Credo di essermi pentito di non aver partecipato a questo Ecotrail della Val d’Ippari, non so il perché o forse lo so fin troppo bene. Cosa mi porto dentro alla fine di questa giornata? La mia commozione.

Lunedì 29 febbraio 2016. Testo il GPS della mia astronave (il mio smarthphone) e di Endomondo, desisto dopo alcuni km per le ripetute interruzioni. Procedo secondo esperienza. Dalle 8,45 alle 12,45, ho camminato senza alcuna interruzione fatta eccezione per una pausa, un pipì-stop, e due foto con un amico incontrato per strada che ha condiviso con me 2 ore di questa giornata. Il vento è sostenuto ed il mare risponde colpo su colpo alle sferzate di Eolo.
Ad oggi ho camminato per 5305,7 km in 884,57 ore e per 383 giorni. E domani?

Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti. Il randagio della strada al giro di boa dei suoi primi 50 anni, e si addensano eventi di buon auspicio
Camminare. I diari di Cammino di Salvatore Sulsenti. Il randagio della strada al giro di boa dei suoi primi 50 anni, e si addensano eventi di buon auspicio
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30 gennaio 2016 6 30 /01 /gennaio /2016 10:52
Messina Marathon 2016 (8^ ed.) - 7° Trofeo Unicredit. La cronaca di Michele Rizzitelli: un modo per coniugare assieme la pratica sportiva e la passione per i luoghi
Messina Marathon 2016 (8^ ed.) - 7° Trofeo Unicredit. La cronaca di Michele Rizzitelli: un modo per coniugare assieme la pratica sportiva e la passione per i luoghi

Abbiamo il piacere di pubblicare qui di seguito, la cronaca del pugliese Michele Rizzitelli sulla sua partecipazione alla 8^ edizione della Maratona di Messina - 7° Trofeo Unicredit, svoltasi a messina il 24 gennaio scorso (2016).
Come è nei sui scritti, la sua cronaca da partecipante è caratterizzata da una fitta ed evocativa commistione tra evento sportivo e attenzione alle caratteristiche del luogo.
In questo senso, Michele Rizzitelli non è soltanto uno sportivo che, assieme alla moglie Angela Gargano, ha messo nel proprio carniere centinaia e centinaia di maratone (e ultra) e che, in relazione a ciò occupa una posizione di spicco nella compagine trasversale "Club Super-Marathon Italia", ma è anche - con la moglie - un grande viaggiatore, sicché le maratone e le ultra cui la coppia partecipa sono sempre un nuovo, affascinante capitolo , di un lungo viaggio fatto di 
sport e di passione per la storia, la cultura, le bellezze artistiche e paesaggistiche, intrapreso anni addietro e ancora in corso (e, ovviamente, sempre di corsa, ma con le necessarie pause per guardarsi attorno e per poter apprezzare ciò che si vede)

Messina Marathon 2016 (8^ ed.) - 7° Trofeo Unicredit. La cronaca di Michele Rizzitelli: un modo per coniugare assieme la pratica sportiva e la passione per i luoghi
Messina Marathon 2016 (8^ ed.) - 7° Trofeo Unicredit. La cronaca di Michele Rizzitelli: un modo per coniugare assieme la pratica sportiva e la passione per i luoghi
Messina Marathon 2016 (8^ ed.) - 7° Trofeo Unicredit. La cronaca di Michele Rizzitelli: un modo per coniugare assieme la pratica sportiva e la passione per i luoghi

(Michele Rizzitelli) Un sole tutto siciliano ha brillato sull’ottava edizione della Maratona di Messina, lo scorso anno annullata per le proibitive condizioni atmosferiche. Ha reso più verde i monti Peloritani che la cingono, più azzurro il mare dello Stretto, più aurea la statua della Madonna della Lettera che accoglie benedicente chi giunge in città dal porto. Secondo alcune promesse, avrebbe dovuto brillare anche sul Ponte dello Stretto, gioiello del made in Italy; ma chi vuole arrivare nell’isola dovrà rivolgersi a “Caronte” chissà per quanti altri secoli.

Gran parte del percorso si svolge lungo una sola arteria, l’antica Consolare Pompea, aperta da Gneo Pompeo nel 72 a. C., bella, rettilinea, piatta e con vista sul mare che divide l’ultimo lembo della Penisola dalla Sicilia. L’unica difficoltà altimetrica è un cavalcaferrovia, che quelli della mezza maratona affrontano due volte e quelli della maratona quattro volte. Il tratto, poi, che si corre lungo i binari del tram non è per niente angusto ed insicuro, come potrebbe sembrare dalla lettura della descrizione ufficiale. Il vero problema è il tempo limite di cinque ore, che dovrebbe essere allungato per aspirare ad una partecipazione di massa.

Per ben distribuire le energie, i partecipanti alla Maratona di Messina non hanno a disposizione soltanto i riferimenti chilometrici. Due strutture architettoniche visibili da lontano sono poste ad un capo e all’altro del tracciato e corrispondono ai giri di boa del controllo chip: la statua della Madonna della Lettera e la chiesa di Santa Maria della Grotta.
Messina, una volta chiamata Zancle e poi Messana, è una città fortunata non solo per la fulgida posizione geografica, ma anche per essere stata benedetta dalla Madonna quand’era ancora in vita. All’estremità del suo porto falciforme, un’alta stele regge la statua della Madonna della Lettera e la scritta con la quale benediceva i Messinesi con una lettera inviata nel 42 d. C.: “Vos et ipsam civitatem benedicimus”.
Al polo opposto del percorso è situata la chiesa di Santa Maria della Grotta con la sua cupola “similmichelangiolesca”, la più sospirata dai maratoneti perché, quando vi si passa per la seconda volta, soltanto sei chilometri li dividono dalla conclusione della fatica, posta al davanti dello scenografico palazzo del Comune, luogo dell’arrivo.

Ovviamente, pur con l’occhio attento a questi due punti di riferimento, lo sguardo può rilassarsi e distendersi sul Santuario di Montalto e sul tempio votivo di Cristo Re posti sulle prime alture della città, commuoversi al cospetto della fontana del Nettuno e stupirsi per lo svettante Campanile del Duomo che racconta per quadranti dinamici i fatti salienti della storia cittadina. Ma è il mare a non abbandonare mai i maratoneti, la cui brezza deterge il loro sudore in una giornata in cui il sole splende come a primavera.

Due giri speculari devono ripetere quelli della 42 km, uno solo quelli della 21 km. Un percorso rettilineo nella maglia ordinata e regolare della città che si prolunga nel luminoso lungomare fino a Paradiso, Contemplazione e Pace, per diventare arcuato nella parte in cui segue la falce naturale del porto.

Crocifissione, di Antonello da MessinaE’ dedicata ad Antonello da Messina, e mai maratona ebbe nome più appropriato, essendo stato questo percorso disegnato per la prima volta dal grande pittore rinascimentale. La sua “Crocifissione di Sibiu” ha come sfondo proprio il tracciato che ho corso domenica 24 gennaio, in cui, grazie ai colori luminosi e purissimi, assume netto risalto la falce del porto e la ridente riviera.

Se a ristorare l’anima ha provveduto il paesaggio, ai bisogni corporali ci hanno pensato i ristori provvisti di acqua liscia, sali, arance, banane e biscotti; un po’ di acqua gassata, thè, coca cola e qualcos’altro avrebbe potuto soddisfare i podisti più esigenti. In compenso, il ristoro finale ha gratificato tutti.

Percorso ben segnalato e chiuso al traffico. Arco gonfiabile e tappeto chip rimossi dopo l’arrivo dell’ultimo concorrente (5:19), accompagnato al traguardo dal frastuono delle sirene spiegate di una decina di vigili centauri.

168 i classificati della maratona, di cui 14 donne.

1) Recupero Antonino 2:41:30, 2) Buccafusca Massimo 2:41:42, 3) Foti Sebastiano 2:45:25.

1) La Pera Lara 3:23:44, 2) Sonsogno Cinzia 3:24:10, 3) Pistone Maria 3:31:52.

371 i classificati della mezza maratona, di cui 64 donne.

1) Dooley Mark Brendan 1:10:54, 2) Lisitano Massimo 1:11:06, 3) Habchi Mustapha 1:13:10.

1) Bonanno Graziella 1:29:11, 2) Puglisi Rosaria 1:29:28, 3) Salemi Maria Virginia 1:32:45.

Hanno completato la giornata di sport la Shakespeare Run di 9,550 km e la Fitwalking di 9,550 km.

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23 gennaio 2016 6 23 /01 /gennaio /2016 08:21
Camminare. I diari di Salvatore Sulsenti proseguono nell'anno nuovo, con progetti e speranze

Siamo entrati nel 2016 e continuano con costanza i diari di cammino di Salvatore Sulsenti. Pure, con qualche discontinuità, prima dovuta ad un'interruzione nei collegamenti internet che ha patito il nostro Salvatore, poi a causa delle festività trascorse, e infine a causa della concentrarsi del Nostro nell'incipiente Hybla Barocco Marathon, a cui ha partecipato, indossando per la prima volta un pettorale e camminando (con partenza anticipata).
Le emozioni (grandi!) conseguenti alla partecipazione a questo evento sono state grandi e hanno meritato uno spazio a parte, con una pagina di diario scritta a parte e con un risalto particolare
.

Il 2016 porta a Salvatore Sulsenti, la conferma del suo progetto di prendere parte da camminatore alla 100 km del Passatore, ma anche un progetto speciale per il giorno del suo compleanno, il cinquantesimo, che cadrà il 20 febbraio.

Camminare. I diari di Salvatore Sulsenti proseguono nell'anno nuovo, con progetti e speranze

2016

12 gennaio, martedì. Mi collego al web dopo aver fatto colazione e dopo il rituale caffè mattutino con mio padre. Guardo con attenzione moltissime foto pubblicate da Maurizio. Rispondo ai commenti di chi lascia la sua firma ad un’immagine, ad una emozione, ad un colore. Che bello, che belle le foto. Il rosso mi dona. Mi commuovo, ripasso in un attimo tutti gli ultimi giorni e ne traggo nuova linfa e nuova consapevolezza. Mi sento bene nonostante tutto, nonostante certi diavoletti alcuni dei quali riesco a schiacciarli ed altri mi accompagnano giornalmente. Cammino su un marciapiede facendo riflessioni sul moto perpetuo. Chiamo l’officina ortopedica e li aggiorno sullo stato dei miei plantari dopo la maratona, ci rimandiamo ai primi giorni di febbraio per un controllo diretto. Penso. La mia strada. Gli errori. Le cose giuste. La strada. L’arrivo. La crescita. L’elogio. L’imperfezione. Le mie ferite. I miei sogni. I limiti. Le preghiere. L’accordo con Dio. Il fango. Il Sole. L’Aria. Cammino per 9,5 km, la Maratona è archiviata nel corpo. Vorrei fare un’altra esperienza simile ma in una città diversa, mettermi alla prova fuori casa.

13 gennaio, mercoledì. Questa giornata è dedicata al recupero semi-passivo, in poche parole oggi riposo. Alle 17,30 ho un colloquio di lavoro per collaborare con una ONLUS che si occupa del ricovero per cani abbandonati. Questa opportunità, segnalatami da Massimo, arriva al momento giusto. A 50 anni mi ritrovo a fare un colloquio quando qualcuno è già in pensione. Scambiamo alcuni messaggi con Inge pensando alla prossima uscita. Rimandiamo a domani sera, domani avrò una giornata di prova al lavoro.

14 gennaio, giovedì. Sveglio dalle 4,30 faccio un caffè. Mi collego e guardo quasi 800 foto scattate da Maurizio a Ragusa domenica 10. Inoltro alcune foto a degli amici, vorrei lasciare un commento per tutti quegli scatti che mi hanno colpito e forse lo farò. Alle 8.00 comincio a lavorare in un canile come factotum, struttura mediocre e decisamente sporca.
Alle 15,30 finisco la nobile professione di spalatore di merda canina. Alle 18,30 comincio a camminare con il mio gruppo e fino alle 20,20 non penso più a nulla. mi allontano per un po’. Percorro km 10,6 e mi concedo anche un allungo con Salvina C.

15 gennaio, venerdì. Sono le 3,15 e lavo dei calzini. Oggi è il secondo giorno di lavoro al canile dove sostengo una durissima prova di resilienza. Questa sera sono a cena fuori con “Siemu a peri”. Il 10 c.m. è stato il primo compleanno e stasera festeggiamo. Sono seduto fra due coppie, una appena nata ed in vena di coccole ed effusioni e l’altra coppia consolidata da 35 anni di matrimonio. Mi isolo mentalmente, sono aiutato dalla stanchezza, e penso a Dante Alighieri e al suo Paradiso quando, nel XVII canto

Tu proverai sì come sa di sale lo pane altrui, e come è duro calle lo scendere e 'l salir per l'altrui scale”.

Sento Inge e, fra una cosa e l’altra, mi dice che alcuni anni fa ha partecipato alla maratona più matta del mondo. Girare ad anello intorno ad un tavolo di ping pong fino a raggiungere, ed è ovvio, i canonici 42,195 km. Il 20 febbraio compio 50 anni e mi è venuta l’idea di organizzare un'uscita di 50 km insieme ad Inge e a chi vorrà condividere questa giornata.

16 gennaio, sabato. 10° e fa freddissimo. Torno al canile. La proprietaria si è rivelata essere molto meno nobile dell’ultimo dei suoi cani. Le condizioni strutturali ed igieniche accompagnate da un’offerta economica ridicola hanno dato il colpo di grazia e pertanto non continuo a lavorare ma vado via. Ciliegina sulla torta, si rifiuta di pagarmi le giornate già fatte.

17 gennaio, domenica. Controllo il meteo, mi copro bene e scendo per strada. Cammino dalle 9,15 alle 11,15. Incontro tanti compagni di camminata con i quali ci tratteniamo alcuni minuti. Prendo un caffè al bar. Mi piacerebbe riuscire a trasformare il piacere di camminare in un lavoro.

18 gennaio, lunedì. Temperatura ancora in ribasso. Sono in campagna con mio padre. Zappetto per creare un percorso lungo il perimetro del terreno, a mio uso personale. Sento Maurizio, sento Inge, sento Massimo, sento Aldo. Pranzo con 4 pomodori, due uova sode, un pezzetto di salame, un caffè al miele. Comincio l’attacco frontale ai chili presi durante le feste. Cammino dalle 14 alle 16 con un freddo pungente. Vado forte, sto bene.

Camminare. I diari di Salvatore Sulsenti proseguono nell'anno nuovo, con progetti e speranze
Camminare. I diari di Salvatore Sulsenti proseguono nell'anno nuovo, con progetti e speranze
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2015

12 gennaio, lunedì. Si apre una settimana impegnativa. Sono le 5:02 e parto. Alle 7:02, secondo più, secondo meno torno dalla mia passeggiata. Temperatura elevata, alba color pastello, mare piatto. Ho camminato al di sopra della mia media oraria. Torno a casa dove c’è una bilancia che mi reclama. Doccia ed eccomi alle verifica quotidiana. Nessuna sorpresa:kg.104,5. Lo stesso peso registrato ieri, bene così.

13 gennaio, martedì. Sono le 5:08 e comincio ad avviarmi pensando che entro le 9:00 dovrò fare dei prelievi del sangue ed esame urine. Controlli di routine ogni sei mesi circa. 7:08 finisco di camminare, mi sento stanco. Due figuri, uno vestito di bianco ed uno total black, cambiano improvvisamente direzione e puntano dritti su di me. Mi preoccupo un attimo e mi preparo al peggio, è tutto al buio e non c’è anima viva in giro. Ma quale peggio? Volevano solo salutarmi ed io a pensare chissà cosa. Rivedo la ragazza dal sorriso gratis che porta a spasso i suoi cani (almeno credo siano i suoi). Ci salutiamo da lontano ed ognuno di noi prosegue. Torno ad incrociare i ”figuri” e torniamo a salutarci.

14 gennaio, mercoledì. Decido di non uscire, ho un abbassamento di voce che insieme alla lieve tosse mi inducono a riposare. Faccio colazione con pane casareccio e latte e caffè. Decido di andare dal medico per gli esami di ieri. Tutto decisamente OK. Ho quasi azzerato il colesterolo. Sto bene. Mi sento un po’ giù lo stesso.

15 gennaio, giovedì. Riposo anche oggi. Ho la tosse, un leggero mal di testa e mi sento ancora stanco. Quindi oggi riposo e digiuno completo, solo acqua. Mio padre, tanto per rendermi il digiuno più facile, mi porta del pane di casa ed un dolce salato appena sfornato. Ammetto che per un attimo ho ceduto all’idea di addentare quel pane caldo ma ho resistito. Mi metto in pigiama alle 18:30 e mi occupo del bucato arretrato. Friggo due melanzane appena raccolte, salto in padella dei peperoni ed una zucchina e mi dedico anche ad un minestrone. Non mangio nulla, ma almeno cucino.

16 gennaio, venerdì. 1:55 del mattino, la tosse ed il raffreddore mi svegliano. Continuo a tossire e non trovo altro rimedio che una tazza di latte caldo con caffè, zucchero e pane. Non so se andrò a camminare e forse oggi è il terzo giorno consecutivo in cui resto “a piedi”. Nella mattinata decido cosa fare. Non vado a camminare, resto in zona. Esco per acquistare dei tasselli, con relativa punta a corredo, per permettere a Domitilla di fissare un quadro materico che ho realizzato per lei. A giorni spedirò il tutto a Milano. Torno a casa e, passando sotto un balcone ricco di vasi spelacchiati, mi becco una secchiata d’acqua. Un’anziana signora ammette candidamente, scusandosi, di non aver affatto guardato. Vado, un po’ divertito ed un po’ bagnato sperando che l’acqua fosse almeno pulita.

17 gennaio, sabato. Notte insonne per via di una persistente tosse che mi auguro non aumenti. Decido di uscire lo stesso e di andare a camminare dopo 3 giorni di “riposo”. Ho le lenti nuove agli occhiali, un regalo anticipato che mi sono fatto per il mio prossimo compleanno. Continuo a tossire in attesa che salga il caffè. 5 minuti ancora ed esco fuori casa. Sono pronto ad andare e spero di essere ancora in forma e che il lungo riposo non mi abbia rammollito. 5:06 parto, 7:06 finisco di camminare. Due cani di grossa taglia, già incontrati in altre occasioni, frugano fra i sacchi neri della spazzatura. Uno dei due, di taglia leggermente più piccola dell’altro, mi abbaia contro. Sono abbastanza lontano e cambio tragitto. Rivedo la ragazza sorridente con i due cani che quasi la trascinano via. Ci salutiamo da lontano ma è buio e non vedo se mi sorride. Mi piace pensare che sia così. Sono tornato, camminato bene e leggero come una farfalla. Pesandomi mi accorgo di aver pagato il mio riposo, ben kg.0,7 in più.

18 gennaio, domenica. 5.15 è tardi e vado subito. 7:17 ed ho appena finito. Vento per tutto il percorso, non riesco a capirne la direzione. Come se il vento si prendesse gioco di me e mi girasse intorno a piacimento. Appena iniziato a muovermi mi accolgono le voci del porto. Il vento fa vibrare le sagole (credo che si chiamino così) che legano gli alberi agli scafi di tutte le imbarcazioni ormeggiate, mentre il mare fa capire agli scogli chi comanda, elargendo sonore e fragorose sberle. Non mi lascio sedurre da Madre Natura e proseguo. Un SUV è parcheggiato in piena spiaggia fronte mare forse ad aspettare l’alba. Incuriosito, non me ne curo tanto e continuo a camminare. Non sono affatto stanco. Il Caffè delle Rose riapre il 22 febbraio, chiuso per ferie. Il 20 febbraio compio 49 anni. Buona musica alla radio. Alba grigia, minaccia pioggia. Alcune gocce d’acqua mi accompagnano alla fine delle mie 2 ore. Il SUV è ripartito, gira quasi in tondo sulla spiaggia. Lo perdo alle mie spalle. Finito di camminare, sono in auto: piove e scrivo. Scrivo e penso. Penso ed ascolto musica, torno a casa. Kg.105,7 in attesa di domani.

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  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
Pagine viste : 607 982 (totale)
Visitatori unici 380 449
Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
Record visitatori unici in un giorno 14/04/2014 (2695 vis. unici)
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