Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
12 maggio 2017 5 12 /05 /maggio /2017 08:34

Salvatore Sulsenti allenamento del 6 maggio 2017Prosegue il cammino di Salvatore Sulsenti verso la 100 km del Passatore(la 45^ edizione che si svolgerà da Firenze a Faenza tra il 27 e il 28 maggio 2017).
Il 6 maggio 2017, a distanza di meno di un mese dal fatidico appuntamento, il Nostro ha sostenuto un allenamento cospicuo di 50 km in 8 ore e 38 minuti (comprese tutte le soste) a una media di 5,8km/h.
Afferma Sulsenti, con quell’ironia di cui possiede un’abbondante scorta: “Questi 50 km sono stati a mio avviso la sintesi del perfetto allenamento per arrivare ultimo al Passatore.  5 litri ingurgitati fra acqua e succo di frutta e appena sufficienti ad affrontare ore caldissime. Sudore e lacrime si sono mescolate ma, alla fine, ce l'ho fatta. Sono stanco ma le mie gambe ci sono, anche se sul finire è stata solo la testa a reggermi in piedi e spingermi in avanti”.

Così commenta Elena Cifali, ultrarunner:

Ci chiamano pazzi, ci chiamano folli, alcuni sostengono anche che siamo estremisti, che non siamo atleti.
Io li lascio parlare, sorrido e nel frattempo continuo ad allenarmi.
Da mesi la mia amicizia con Salvatore Sulsenti Salvatore si è fatta fitta di 'chiacchiere da Passatore', fitta di chilometri e confidenze, di suggerimenti e pronostici. E più la data si avvicina più le chiacchiere diventano dense.
Su quanto possa essere sacrificante la preparazione fisica e mentale non ci sono dubbi, servono le 3 cifre per giustificare una sofferenza alla quale ci si sottopone chissà poi perché!
Ma, tra​ tutti quelli che conosco, Turi ha una marcia diversa, lui la sfida l'affronterà camminando senza vantarsi d'essere un runner, con la consapevolezza, la convinzione e l'umiltà di sapere che le sue gambe non si solleveranno mai contemporaneamente dal suolo, ma con l'immensa forza di volontà e con la caparbietà che lo distinguono sono certa di vederlo passare sotto il gonfiabile dell'arrivo.
Turi, Faenza ci aspetta e noi non possiamo deluderla!

Elena Cifali

(Salvatore Sulsenti si ristora, durante il recente allenamento)

(Salvatore Sulsenti si ristora, durante il recente allenamento)

Giorgio Calcatore, vincitore della 100 km del Passatore 2016

(comunicato stampa del 5 maggio 2017
45^ 100 Km DEL PASSATORE - Le vie del Sangiovese
Firenze-Faenza record, circa 2600 iscritti a meno di un mese dalla partenza 328 i concorrenti in lizza per la classifica finale del Trittico di Romagna

Continuano incessanti i lavori per la preparazione della 45^ Firenze-Faenza, reduce da un'annata record e pronta a fornire nuovi colpi di scena a partire dal numero degli iscritti che, a meno di un mese dalla partenza della storica ultramaratona, si attesta intorno 2600 unità. 
Il mese di maggio si profila inoltre ricco di eventi per gli appassionati, ad iniziare dalla mostra allestita in occasione dei 45 anni del 'Passatore' intitolata "Immagini che corrono". Si tratta di una rassegna di materiale video e fotografico che ripercorre l'incredibile storia dell'ultramaratona definita la "più bella del mondo" e che sarà inaugurata venerdì 19 maggio alle ore 18:30, presso la Galleria Comunale d’Arte – Voltone della Molinella.
L'esposizione si compone di due nuclei: il primo, composto da una trentina di pannelli fotografici, rappresenta le emozioni dei partecipanti, la bellezza del percorso e la partecipazione del volontariato, mentre il secondo nucleo consta di una stazione video contenente filmati in bianco e nero degli anni ’70 e ’80, oltre alle riprese a colori delle edizioni più recenti e alle foto del ricchissimo archivio della 100 Km del Passatore. Venerdì 19 maggio, in seguito all'apertura della mostra, si terrà la conferenza stampa di presentazione del 45° 'Passatore' (ore 18:30), seguita un'ora dopo dalla premiazione delle scuole e dei vincitori del concorso della medaglia celebrativa (Liceo Artistico Ballardini) e del manifesto edizione 2018 (Corso grafico pubblicitario dell’Ips Persolino-Strocchi).  
In concomitanza con l'apertura della mostra "Immagini che corrono: i 45 anni del Passatore" sono programmati incontri ed eventi, ad iniziare da sabato 20 maggio alle ore 20:30 con la nuova guida "Da Firenze a Faenza e Ravenna sul treno di Dante", presentata da Tommaso Triberti (Sindaco di Marradi e Assessore della Giunta dell'Unione Montana dei Comuni del Mugello) e proseguendo lunedì 22 maggio con la conferenza "Aspetti della medicina sportiva", condotta da Roberto Citarella, Coordinatore Area medica IUTA, Associazione italiana ultramaratona e trail, oltre che Direttore Sanitario del Ctr di Reggio Emilia. 
Si proseguirà poi martedì 23 maggio con l'incontro in compagnia di Orlando Pizzolato, ex atleta specializzato nella maratona e testimonial del 'Passatore' dal 2002 al 2012, concludendo con l'appuntamento di giovedì 25 maggio incentrato sulla presentazione del libro “Il sentiero del Passatore da Firenze a Faenza”, presentato dall'autore Paolo Cervigni con proiezione di immagini.
Anche quest'anno Consorzio Vini di Romagna (sponsor tecnico della 100 Km del Passatore) ha voluto abbinare lo slogan “le vie del Sangiovese” alla manifestazione, in omaggio alle strade battute dai partecipanti durante il percorso che lega la Toscana alla Romagna, terre dove viene coltivato il vitigno "Sangiovese" e dal quale vengono ricavati vini d'alta qualità come il Chianti (in Toscana) e il Sangiovese (in Romagna). Non guasta ricordare che, secondo la maggior parte degli studiosi, la nascita del Sangiovese è attribuita all'Appennino Tosco-Romagnolo, avendo come culla la parte alta delle valli del Lamone, del Senio e del Santerno. Non a caso, le prime citazioni del nome Sangiovese le troviamo proprio nell'area faentina-imolese. In seguito ad alcuni secoli di adattamento e miglioramento nell’alto Appennino, il vitigno "Sangiovese" è poi sceso in Toscana ed in Romagna, assumendo nomi e caratteri diversi, stante la sua sensibilità al terroir. 
Forse non tutti sanno che, il recente ritrovamento di un atto notarile del 1672, nel quale sono chiari i riferimenti della presenza del Sangiovese in un podere di Casola Valsenio, consentono di rivendicare per primi il nome sul versante Romagnolo. Il suddetto documento storico, di inestimabile valore, ha fatto inoltre scaturire l'opera scritta a quattro mani dal giornalista Beppe Sangiorgi e dall’appena riconfermato presidente del Consorzio Vini di Romagna, nonché presidente della 100 Km del Passatore Giordano Zinzani, dal titolo "Sangiovese, vino di Romagna. Storia e tipicità di un famoso vitigno e di un grande vino".  
Infine, una curiosità legata alla pronuncia del Sangiovese: mentre in Romagna, terra nella quale esso ha un una forte identità storica, si è sempre chiamato "Sanzvës" in dialetto e Sangiovese in lingua italiana, nel versante Toscano, fino alla seconda metà dell’Ottocento, si è chiamato "Sangiogheto", "Sangioeto", "Sanzoveto" e "Sangioveto".  
L'ultramaratona più bella del mondo è organizzata e promossa dall'Associazione faentina 100 Km del Passatore insieme all'omonima Società del Passatore, Uoei, Admo e Cai, al già citato Consorzio Vini di Romagna, ai Comuni di Faenza, Firenze, Fiesole, Borgo San Lorenzo, Marradi e Brisighella, e alle Province di Ravenna e Firenze: La manifestazione vede quest'anno la collaborazione dei nuovi partner Bcc Ravennate e Imolese e Bcc Banco Fiorentino, oltreché degli ‘storici’ Coop. Alleanza 3.0, Natura Nuova, Decathlon, Moreno Motor Company, Friliver e dell'immancabile sponsor tecnico Saucony.
Tornando all'aspetto prettamente agonistico della gara, tra i favoriti attualmente iscritti al 'Passatore' 2017 troviamo, in campo maschile, gli italiani Giorgio Calcaterra (recordman e simbolo della Firenze-Faenza, anche grazie al successo nelle ultime undici edizioni), Mirco Gurioli (6° assoluto alla Firenze-Faenza 2017), Nicola Zuccarello (1° alla 100 km del Tricolore 2014), Andrea Zambelli (4° assoluto alla Firenze-Faenza 2015), Matteo Lucchese (vice campione italiano master e vincitore della Pistoia-Abetone 2015) e Marco Lombardi (9° assoluto al 'Passatore' 2015). Per quanto concerne il campo femminile si segnalano Nikolina Sustic (vincitrice lo scorso anno in campo femminile e 3^ assoluta, stabilendo così un nuovo record), Veronika Jurisic (2^ tra le donne alla 100 Km del Passatore 2016), Fabiola Desiderio (vincitrice della Coast to Coast 2015 di Sorrento) e Natalina Masiero (senatrice della Firenze-Faenza con 34 partecipazioni). 
Come anticipato nel precedente comunicato stampa, il 3 maggio 2017, presso la sede sociale di via Cavour si è riunita l'assemblea ordinaria dei Soci della 100 Km del Passatore si è riunita presso la sede in via Cavour 7, per la convocazione di un'assemblea straordinaria, la quale ha approvato il bilancio sociale 2016 e le modifiche allo statuto dell'associazione secondo le nuove normative della FIDAL.
Per finire, non possiamo non citare la 50 Km di Romagna 2017, gara internazionale di corsa su strada valevole come campionato italiano Fidal Assoluti Master, oltre che come prova per il Gran Prix Iuta 2017 e 15° challenge di Romagna. La competizione è andata in archivio martedì 25 aprile salutando i successi di Tariq Bamaarouf e Laura Gotti, autrice quest'ultima del primato assoluto in campo femminile con il tempo di 3h24'10'', crono che, di fatto, ha spazzato via il primato della formidabile Monica Carlin che resisteva dal 2011. 
Com'è noto agli appassionati del podismo, il "Trittico di Romagna" comprende anche la suddetta gara come tappa "intermedia" (in ordine cronologico) e, stando allo stato attuale delle cose, sono 328 i concorrenti in lizza per la classifica finale della nona edizione della suddetta manifestazione, dei quali, 227 (191 uomini e 36 donne), risultano iscritti alla 45^ edizione della 100 Km del Passatore.
In campo maschile, tra i favoriti troviamo il biellese Stefano Velatta (campioneitaliano alla 100 km di Seregno 2017), il faentino Mirco Gurioli (2° al "Trittico di Romagna 2016") e il brisighellese Marco Serasini (3° assoluto nel 2013 al 'Passatore' e romagnolo più veloce di sempre alla Firenze-Faenza); in campo femminile la favorita assoluta è la bresciana Laura Gotti (detentrice anche del secondo miglior crono degli ultimi 14 anni in maratona, con il tempo di 2h49'40"), oltre alla riminese Federica Moroni (vincitrice della maratona di Crevalcore 2017) e la longianese Samantha Graffiedi.

Repost 0
Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (Salvatore Sulsenti, Elena Cifali e comunicato stampa) - in Ultramaratone italiane. 100 km del Passatore Atleti Camminare
scrivi un commento
23 aprile 2017 7 23 /04 /aprile /2017 23:54
Tuscany Crossing - 100 km in Val d'Orcia 2017. Lara La Pera e Cinzia Sonsogno tengono alto l'orgoglio siciliano in un sogno lungo 103 km

S' è svolta tra il 22 e il 23 aprile 2017 la 5^ edizione del Tuscany Crossing - 100 km in Val d'Orcia, con diverse distanze competitive in programma. Alla gara sulla distanza maggiore (103 km e 3000 metri di dislivello positivo, con 24 ore di tempo massimo per compiere l'impresa) hanno partecipato anche cinque siciliani, di cui due le donne: Lara La Pera (ASD Marathon Misilmeri) e Cinzia Sonsogno /ASD Podistica Capo d'Orlando), che su un totale di 38 donne finisher si sono classificate rispettivamente 3^ con il crono di 12 h30'19" (distacco di 1h40'53" dalla prima classificata e 22^ nella classifica generale) e 5^ con il crono di 13h31'38, a 2h42'12 dalla prima e 49^ nella classifica generale).
Per la cronaca la vittoria al femminile è andata a Simona Morbelli (Salomon Team), 6^ assoluta con il crono di 10h49'26, mentre la gara maschile è stata vinta da Carlo Salvetti (Bergamo Stars Atletica) in 9h09'44.
Degli altri Siciliani presenti, Francesco Cesare (ASD Marathon Misilmeri), si è classificato 16° assoluto, con il crono di 11h44'56 e Pippo Ruggeri (ASD Polisportiva Forte Gonzaga), 44° assoluto, ha staccato il tempo di 13h18'19, mentre Roberto Magnisi si è fermato al 75° km.
Di seguito le impressioni di Lara La Pera.


 

Il podio femminile della gara lunga del Tuscany Crossing

Il podio femminile della gara lunga del Tuscany Crossing

(Lara La Pera) La sera prima della gara qualcuno mi disse "E' un sogno lungo 103 km..."
E aveva pienamente ragione!
Colline verdi attraversate da lunghi sentieri che, con un incessante saliscendi collegano tutti i borghi medievali della Val d'Orcia dove sonoerano state allestite le basi vita: Bagno Vignoni, Pienza, San Quirico, Montalcino, Vivo d' Orcia.
Si arriva fino a 1100 metri di quota, scalando il Monte Amiata attraverso un bosco incantato e lungo il caratteristico sentiero dell'acqua.
Al 90° km, dopo quasi 20 km ininterrotti di salita, inizia la discesa liberatoria, per attraversare Campiglia d'Orcia verso Rocca d'Orcia dove é situato l'arrivo...
Ma la fatica pura non è finita, perché al km 101 ci attende l'ultima salita di due km per conquistare la Rocca e tagliare così il traguardo.
La gara tecnicamente può essere divisa in due parti, i primi 50 km da Castiglione a Montalcino abbastanza scorrevoli con solo 1000 metri di dislivello e i restanti 53 km più impegnativi muscolarmente con 2000 metri di dislivello e con tratti un po' più tecnici attraverso i boschi.
Alla partenza alle 5.15 del mattino c'erano due gradi ma l'entusiasmo dei quasi 300 atleti al via, rendeva il freddo pungente più sopportabile.
Per riscaldarsi, c'è voluta più di un' ora tra salite e discese attraversando prati bianchi per il gelo.
Alle prime luci dell'alba, in un'atmosfera ovattata quasi surreale, abbiamo attraversato la piazza d'acqua a Bagno Vignoni, completamente avvolta dal vapore.
La giornata era limpida e per fortuna il sole ha iniziato a riscaldarci e a illuminare una natura veramente incantevole. Ho fatto tanti ultratrail in Italia e qualcuno anche in Francia, posso dire che il Tuscany Crossing è unico nel suo genere e affascinante al pari di gare molto più blasonate poiché ti fa attraversate un angolo di Italia unico per bellezze naturali e artistiche, portandoti ad alternare una natura brillante e rigogliosa a questi piccoli borghi medievali, a percorrere i corsi e le piazze, a scoprire chiese che hanno quasi mille anni di storia e poi a immergerti di nuovo nella natura silenziosa.
È stata un'esperienza unica.
Questi piccoli borghi si trovano tutti arroccati su delle colline... e per raggiungere le basi vita bisognava affrontare salite spesso abbastanza ripide... ma ne valeva la pena perché ai ristori, oltre a esserci tutto quello che un podista stanco può desiderare, c'era anche una calorosa accoglienza da parte dei volontari.
E poi dopo una lunga salita, c'è sempre una discesa.
A gli amici, amanti del trail, non posso che consigliare questa gara...
E' davvero un peccato non vivere questo sogno lungo 103 km.

Lara La Pera

Repost 0
Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (Contributo di Lara La Pera) - in Ultramaratone italiane 2017 Trail e Ultratrail 2017 Atleti Racconti di gara e tributi personali
scrivi un commento
24 gennaio 2017 2 24 /01 /gennaio /2017 21:11

Race - Il colore della vittoria. Locandina del film(Maurizio Crispi) In "Race - Il colore della vittoria"(il film del 2016 di Stephen Hopkins, USA) viene raccontata l’epica e straordinaria storia del pluricampione del mondo Jesse Owens che, nato povero ma con un dono atletico straordinario, alle Olimpiadi del 1936 (ai Giochi della XI Olimpiade) lasciò Berlino e i potenti del Terzo Reich senza parole vincendo 4 medaglie d’oro (nei 100 e nei 200 metri piani, nel Salto in lungo e nella staffetta 4X100) ed entrando di diritto nella leggenda.
La storia del film presenta, dietro le imprese sportive di Jesse Owens, l'intreccio tra la realtà innegabile del razzismo ancora imperante in alcuni degli States e le persecuzioni dei Nazisti nei confronti degli Ebrei, ma anche il loro atteggiamento di rifiuto nei confronti di tutti i non ariani, comunque considerati espressione di "razze" inferiori, se non addirittura non aventi diritti di cittadinanza di alcun genere nei consessi internazionali.
Il film racconta le trattative dietro le quinte che consentirono di sbloccare l'atteggiamento degli Stati Uniti pronti a disertare i Giochi olimpici se il terzo Reich non fosse venuto a più miti consigli nell'ostentare le politiche discriminatorie anti-ebraiche: Goebbels, che considerava questi Giochi del 1936 una propria "creatura" che avrebbe dovuto glorificare il Reich ed esserne l'apoteosi sportiva, accettò le richieste americane (ma fu soltanto un compromesso ipocrita, all'insegna della prassi di mettere per un po' lo sporco sotto il tappeto, lasciando immutata la sostanza delle cose).
Altra storia nella storia è la presenza della cineasta del Reich Leni Riefenstahl che, dopo aver celebrato le grandezze del Reich con il film documentario "Il Trionfo della Volontà", ricevette da Hitler e da Goebbels il compito di realizzare un grande film sui Giochi olimpici berlinesi (Olympia il suo titolo, considerato tuttora un documentario sportivo di eccelsa qualità, realizzato con delle tecniche di ripresa grandiose ed avveniristiche) e che, malgrado la volontà di Goebbels che avrebbe voluto imporre la censura sulle imprese di Owens, si troverà a documentare le imprese sportive e i successi di questi.
E, infine, c'è la storia sfortunata di Carl Ludwig "Luz" Long, il campione tedesco che avrebbe dovuto vincere le gare di cui Owens conquistò l'Oro, e che venne punito per la sua "debolezza" e ,soprattutto, per aver fraternizzato sportivamente con Owens senza cedere agli ordini di scuderia, con l'immediato arruolamento e l'invio al fronte (dove poi morì per le ferite riportate nei combattimenti che seguirono lo sbarco in Sicilia, a Caltagirone, durante l'operazione Husky gestita dalle forze alleate).
Jesse OwensLa parte propriamente sportiva, tecnica ed anche documentaristica su quei Giochi, in questo intreccio di storie si perde, ma ciò che conta è il filo rosso della parabola morale che percorre l'intero film.
Anche dal punto di vista scenografico appare ben poco di questi Giochi: abituati come siamo ai giochi olimpici contemporanei e alla loro imponenza sia per numero di nazioni rappresentate sia per varietà delle discipline sportive praticate, quei giochi ci sembrano estranei e lontani, soprattutto perché le nazioni presenti erano allora ben poche e gli stessi atleti non erano mai particolarmente numerosi.
Ma in questo caso il regista, presso dal suo intento storico non si preoccupa di dare uno scenario sportivo vero, autentico e palpitante: le uniche disfide che si vedono concretamentesono quelle in cui è impegnato Jesse Owens e il suo più diretto avversario:
sembra quasi che ci siano soltanto loro e che tutti gli altri atleti siano andati in dissolvenza...
In questo il film perde quella spettacolarità che avrebbe potuto avere. 
Da questo punto di vista, indubbiamente, "Momenti di Gloria" (1961, sette nomination oer l'Oscar e quattro premi Oscar attribuiti tra i quali quello al Miglior Film) è stato un film molto più riuscito e quasi sublime (con un'elegante trattazione perfino della discriminazione in Francia nei riguardi degli Ebrei).

E questo video fornisce un'interessante rettifica sul rifiuto di Hitler di stringere la mano di Jesse Owens, in quanto "negro". Le cose non andarono così. E viene sottolineato nello stesso video, così come viene precisato nei titoli di coda del film "Race" che il Presidente degli USA Roosevelt non ricevette mai Jesse Owens per congratularsi con lui.

Jesse Owens e la bufala della stretta di mano nagata da Hitler
L’atleta disse: Hitler non mi snobbò affatto fu piuttosto Roosevelt che evitò di incontrarmi

Com'è noto Jesse Owens fu il primo atleta nero a vincere le Olimpiadi, e precisamente lo fece nel 1936 a Berlino, nella Germania hitleriana.
Questo evento storico, a cui recentemente era stato dedicato anche uno spot di "Fatsweb", dal dopoguerra in poi è stato però sempre accompagnato dalla diffusione di una leggenda metropolitana, smentita dallo stesso atleta.
le Olimpiadi di Berlino, svoltesi nella prima metà di agosto del 1936, sono nell’immaginario collettivo quelle di Jesse Owens, l’atleta statunitense di colore a cui Hitler si rifiutò di stringere la mano. 
Negli Stati Uniti molti erano perplessi a causa dell’opportunità propagandistica che veniva offerta alla Germania e si sviluppò anche un movimento di boicottaggio ai Giochi olimpici. Lo stesso Presidente Roosevelt era favorevole a questo movimento e per meglio rendersi conto della situazione mandò a Berlino un suo inviato, il miliardario ultraconservatore Avery Brundage, che in futuro sarebbe diventato il presidente del CIO, il Comitato Internazionale Olimpico. Ma Brundage, con grande scorno di Roosevelt, tornò in patria entusiasta dell’operato dei tedeschi.
Hitler non badò a spese: fece costruire uno stadio della capienza di 100.000 spettatori vicino ad un campo di parata dove si potevano riunire addirittura mezzo milione di persone. La cerimonia di inaugurazione si tenne il 1° agosto, in un tripudio di svastiche, con 120.000 persone che gridavano freneticamente “Heil Hitler!”
Il solenne cerimoniale culminò con l’ingresso nello stadio del tedoforo che portava la fiaccola olimpica, l’ultimo dei 3.075 staffettisti che si erano dati il cambio ogni mille metri lungo i 3.075 chilometri fra Atene e Berlino. Da allora, quella procedura si sarebbe ripetuta ad ogni Olimpiade. Ma questo non fu l’unico “primato” organizzativo. Le undicesime Olimpiadi passarono anche alla storia perché furono le prime riprese dalla televisione e per il bollettino “Olympia Zeitung” stampato in 14 lingue con una tiratura quotidiana di 300.000 copie. Il numero dei partecipanti superò ogni precedente cifra: 4.066 di cui 328 donne in rappresentanza di 49 nazioni. Un altro fatto nuovo fu l’eccezionale flusso turistico alimentato dai Giochi: più di 2.000 treni speciali portarono a Berlino centinaia di migliaia di stranieri e dai locali pubblici sparirono i cartelli con la scritta “gli ebrei sono indesiderati”.
Particolare cura fu dedicata alla preparazione tecnica degli atleti tedeschi, che il regime voleva che prevalessero su tutte le altre nazioni, per completare anche dal punto di vista sportivo il trionfo delle Olimpiadi berlinesi. E così tutti gli atleti della rappresentativa tedesca andarono in ritiro per tre mesi nella Selva Nera, per prepararsi degnamente.
E i risultati furono aderenti alle aspettative del Terzo Reich: la Germania si classificò prima vincendo 88 medaglie, di cui 33 d’oro, 26 d’argento e 29 di bronzo. Gli USA si dovettero accontentare del secondo posto con un numero complessivo di 56 medaglie (24 d’oro, 20 d’argento e 12 di bronzo). Al terzo posto l’Italia con 22 medaglie, di cui 8 ori, 9 argenti e 5 bronzi, anche se il terzo posto, in base agli odierni criteri di classificazione, spetterebbe all’Ungheria che guadagnò un numero complessivamente minore di medaglie rispetto all’Italia (16) ma 11 di queste erano d’oro. Seguivano la Svezia con 20 medaglie, Finlandia e Francia con 19 ciascuna, Giappone con 18, Olanda con 17, Svizzera con 15, Gran Bretagna con 14, Austria con 13, fino a concludere con Filippine e Portogallo con una sola medaglia di bronzo a testa. Le potenze di quello che da lì a quattro anni sarebbe diventato l’Asse, dunque, si aggiudicarono oltre il 40% del medagliere complessivo.
Nella gara del salto in lungo però si classificò quarto con la misura di 7,73 e mancò il podio di un soffio fu l’italiano Arturo Maffei, un grande dell’atletica italiana, nato a Viareggio il 9 novembre 1909, che iniziò la sua brillante carriera sportiva nel 1926 nel calcio, come portiere di una squadra parrocchiale di Peretola. Maffei vinse otto titoli di campione d’Italia fra il 1930 e il 1940, vestì per 25 volte la maglia della nazionale e partecipò due volte ai campionati europei. 

Repost 0
Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (Maurizio Crispi) - in Letture e film Atleti
scrivi un commento
13 settembre 2016 2 13 /09 /settembre /2016 10:19
Aggiornata la classifica mondiale dei Supermaratoneti (Michele Rizzitelli)

E' stata aggiornata di recente la classifica mondiale dei supermaratoneti, cioè di quei runner che, spinti dal desiderio di totalizzare nel proprio personale palmarés quante più maratone sia possibile, ne hanno corso da 300 in su.
Tale classifiche stilata da un giapponese, appartenente al "100 Marathon Club Japan" e denominata "The World Megamarathon Ranking 300+, viene sottoposta ad un aggiornamento semestrale con dati che confluiscono da tutti i diversi club di super-maratoneti del mondo (club che in genere accolgono quei runner che abbiano nel proprio curriculum almeno 100 maratone).

A commento dell'aggiornamento del ranking mondiale dei supermaratoneti, l'estensore - con molto fair play - somministra una bacchettata al Club Supermarathon Italia che non si è adeguato nell'inviare dati aggiornati sui propri iscritti in tempo utile, prima dello scadere di ogni semestre.
Sall'esame della graduatoria si apprende con piacere che la pugliese Angela Gargano è la quinta donna nel ranking mondiale, con 722 maratone corse.
Conducono la graduatoria tra gli uomini il tedesco Christian Hottas, con 2446 maratone al suo attivo e la connazionale Sigrid Eichner, con 1991 maratone corse: entrambi, dunque, con numeri stratosferici...
Di seguito l'articolo di Michele Rizzitelli (entrambe le foto che corredano questo articolo sono state fornite da Michele Rizzitelli).

(Michele Rizzitelli) Come avviene puntualmente, il sito giapponese che si occupa di stilare la classifica annuale dei super-maratoneti ha pubblicato la “The World Megamarathon Ranking 300+”, la classifica mondiale che raccoglie gli atleti con più di 300 maratone/ultramaratone all’attivo.

Nel sito in questione l’aggiornamento di tale graduatoria viene fatto due volte all’anno, a fine giugno e fine dicembre.
Vito Piero AncoraL’estensore-statistico, Shinichi Nose, membro del 100 Marathon Club Japan, l’ha divulgata con un breve commento, nel quale non esprime un giudizio proprio lusinghiero sul Club Super Marathon Italia, cui è deputato l’invio dei dati dei supermaratoneti italiani, per la non puntuale collaborazione: consiglio somministrato, ovviamente, con garbo tutto orientale: “Unfortunately, the most of Italian and Polish data are old as they do not gather their data”.
Questa la graduatoria al 30/06/2016, tenendo presente che gli italiani risultano penalizzati dal non essere il numero delle loro gare aggiornato a tale data.
Fanno eccezione Vito Piero Ancora, Angela Gargano e Michele Rizzitelli, soci del 100 Marathon Club Deutschland. Per inciso, si fa notare che il club tedesco provvede ad aggiornare i dati dei suoi iscritti ogni tre mesi!
CLASSIFICA MASCHILE
1) CHRISTIAN HOTTAS (DEU) 2.446
2) KALEVI SAUKKONEN (FIN) 2.010
3) HORST PREISLER (DEU) 1.806
22) VITO PIERO ANCORA (ITA) 922
36) WILLIAM GOVI (ITA) 764
37 GIUSEPPE TOGNI (ITA) 761
49) MICHELE RIZZITELLI (ITA) 701
50) LORENZO GEMMA (ITA) 700
Per i più curiosi, scorrendo la graduatoria fino in fondo, all’ultimo posto si trova Fabio Marri. Con 300 maratone è 436°. E’ autorizzato ad aggiornarne il numero per scrollarsi di dosso una posizione che non gli compete.
CLASSIFICA FEMMINILE
1) SIGRID EICHNER (DEU) 1.994
2) TOSHIKO WATANABE (JAP) 1.611
3) NORIKO SAKOTA (JAP) 1.120
4) ROSEMARIE VON KOCEMBA (DEU) 853
5) ANGELA GARGANO (ITA) 722
16) MARINA MOCELLIN (ITA) 500
32) MARIA RITA ZANABONI (ITA) 400
66) GIOVANNA CARLA GAVAZZENI (ITA) 311
E’ auspicabile che il Club Super Marathon Italia, con un piccolo sforzo, si adegui agli standard internazionali di rilevamento delle classifiche, per non lasciare l’Italia fra le ultime della classe. Se non altro per motivo di orgoglio!
Una cosa è certa: Sergio Tampieri, fondatore del Club, non si sarebbe mai fatto rinfacciare un simile rimprovero.

Repost 0
Published by Ultramaratone, maratone e dintorni - in Società e vita societaria Atleti
scrivi un commento
7 settembre 2016 3 07 /09 /settembre /2016 09:31
Campionati regionali siciliani individuali master su pista 2016 (41^ ed.). Giuseppe Licitra per la compagine ASD No al Doping campione regionale nei 5000 metri nella categoria SM60

Giuseppe Licitra della Società ASD No Al Doping Ragusa Ibla si è laureato campione regionale di categoria SM60 sulla distanza 5000 mt su pista in occasione dei 41° Campionato Regionale Individuale Master su pista che si è svolto tra il 3 e il 4 settembre a Enna presso lo Stadio di Atletica "Tino Pregadio".

Giuseppe Licitra ASD No al Doping Ragusa IblaDomenica da incorniciare quella appena trascorsa per la Società ASD no al Doping di Ragusa Ibla per aver assistito alla vittoria di Giuseppe Licitra, laureatosi Campione Regionale di Categoria SM60, che accoglie gli atleti con età superiore a 60 anni, di corsa su pista sulla distanza dei 5000 metri a Enna, con uno strepitoso tempo di 20’24”60.

Il forte atleta, proveniente da Vittoria, dopo un trascorso giovanile nella compagine “Rosario Cancellieri” verso gli anni ‘80, è rientrato in pista con i colori della della società ASD No al Doping e alla Droga di Ragusa Ibla.

Il suo  obiettivo a più breve scadenza è quello di vincere il titolo provinciale di corsa su strada FIDAL, nel quale campionato é già in testa, così da sentire il profumo della vittoria sempre più intenso.

Prossimo appuntamento per appassionati e addetti ai lavori sarà il Memorial Peppe Greco a Scicli il prossimo 24 settembre dove, oltre a vedere i campioni mondiali di specialità, da quest’anno si disputerà una prova del campionato provinciale di corsa.

Repost 0
Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (Comunicato ASD No al Doping) - in Società e vita societaria Atleti
scrivi un commento
23 maggio 2016 1 23 /05 /maggio /2016 23:30
Nove Colli Running 2016 (19^ ed.). E' la statunitense Brenda Guajardo la prima assoluta in 20h20'

La statunitense Brenda Guajardo ha trionfato alla Nove Colli Running 2016 sulla distanza di 202,400 km, considerata una delle più dure ultramaratona su strada al mondo (e che ha visto lo start sabato 21 maggio a Cesenatico), risultando non solo prima tra le donne, ma anche prima assoluta e stabilendo - tra l'altro -, con il crono di 20h20' il nuovo record femminile della corsa (e il suo personale, rispetto alla precedente partecipazione nel 2015).
Dopo aver tagliato il traguardo di Cesenatico Brenda si è concessa un pianto liberatore dalla tensione e di commozione.
Well done, Brenda!
L'anno scorso Brenda era "Brenda Guajardo Carawan" e, all'arrivo da vincitrice tra le donne, ha sventolato la bandiera statunitense. Quest'anno, invece, era iscritta in gara solo come "Brenda Guajardo" e, all'arrivo (prima assoluta), ha sventolato la bandiera italiana.
Forse, quest'anno Brenda si sente un po' più italiana di quanto non fosse nel 2015.
E di questo non possiamo che essere contenti.
Per la cronaca, sono stati 176 i partenti per la gara individuale e circa una ventina gli staffettisti.

Repost 0
Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (fonti web) - in Ultramaratone italiane 2016 Atleti
scrivi un commento
23 maggio 2016 1 23 /05 /maggio /2016 12:08
(foto di repertorio:partenza dell'edizione 2015)

(foto di repertorio:partenza dell'edizione 2015)

Enzo Tidona (foto d'archivio Sicilia Running)In 30 ore (con un discreto margine rispetto al tempo massimo concesso secondo regolamento) Enzo Tidona di Vittoria tesserato con la ASD No al Doping di Ragusa, ha tagliato il traguardo della Nove Colli Running (edizione 2016, andata in scena tra il 21 e il 22 maggio), l'ultramaratona più dura in Italia (e una delle più dure al mondo) sulla distanza di 202,400 km, con partenza da Cesenatico (Porto Canale) il sabato 21 maggio ed arrivo sempre sul lungomare di Cesenatico la domenica dopo appunto appena 30 ore dallo start.

Enzo Tidona con questa impresa "eroica" ha postomesso una pietra miliare nella disciplina dell'ultramaratona, UNICO atleta della provincia Iblea a aver mai tagliato un traguardo simile.

Enzo Tidona per prepararsi alla Nove Colli Running ha lavorato duramente, con sedute di allenamenti di 70 km, seguiti da defaticamento effettuato in bici per poi riprendere la corsa a piedi.
Dai diigenti della sua Società Enzo Tidona viene definito "...un vero capolavoro di atleta che, scrivendo nel suo personale palmarés questo risultato, ha reso orgogliosa tutta la compagine ASD No al Doping" e ponendoper i suoi comprimari di società una pietra miliare da emulare".

Adesso amici parenti e simpatizzanti lo attendono nella sua città con orgoglio e soddisfazione, per ingraziarlo di aver portato alto il valore dello sport e della volontà, e di aver dato lustro alla Città tutta che ha motivo di acclamarlo "eroe".
Per la cronaca, sono stati 176 i partenti della Nove Colli Running 2016, il 21 maggio mattina da Cesenatico e circa una ventina gli staffettisti.
Sempre per la cronaca, Enzo Tidona non è il primo siciliano a laurearsi finisher della Nove Colli Running: prima di lui - nel corso del 2014 - è stato finisher il messinese Alberto Bertuccio (ASD Filippide Messina), seguito nel 2015 dal marsalese Michele D'Errico, classificatosi 36° assoluto con il crono di 27h20'. Inoltre, a onor del vero, va anche detto che, accanto ad Enzo Tidona, ha tagliato il traguardo con lo stesso crono, il messinese Enzo Varriale (ASD FilippideMessina) che, tra l'altro, a sentire le testimonianze degli accompagnatori al seguito, ha avuto avuto per Tidona un'indubitabile funzione di supporto e di stimolo, all'insegnadella solidarietà.

Repost 0
Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (da comunicato stampa) - in Ultramaratone italiane 2016 Atleti Società e vita societaria
scrivi un commento
15 aprile 2016 5 15 /04 /aprile /2016 13:32
(www.ilrestodelcarlino.it)
(www.ilrestodelcarlino.it)

(www.ilrestodelcarlino.it)

Il forlivese Andrea Paganelli (guarda le foto) il 13 aprile è arrivato a Roma a piedi, in Piazza San Pietro.
L'impiegato 49enne e ultramaratoneta per passione, Andrea Paganelli é partito nella mattina di domenica 10 aprile dalla chiesa di Carpena (Forlì) ed è arrivato di mercoledì in piazza San Pietro, nel cuore di Roma Capitale
«Quest’impresa non è stata concepita come un'ultrarmaratona in solitaria né come una sfida né come una gara contro il cronometro. Io l'ho concepita e la voglio interpretare come un pellegrinaggio vero e proprio, per trasmettere un messaggio di pace», aveva dichiarato alla vigilia.
E' stato un viaggio di circa 120 chilometri al giorno, per un totale di 340 km..
Paganelli in passato ha partecipato alla Spartathlon, l’intera distanza tra Atene e Sparta, che misura ‘solo’ 246 chilometri.
Il figlio Simone lo ha seguito in macchina, dandogli tutta la necessaria assistenza.
E, alla fine, davanti alla Basilica di San Pietro ha posato per alcune foto ricordo con uno striscione che vuole trasmettere n messaggio di pace.

Fonte: www.ilrestodelcarlino.it

Repost 0
Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (fonti web) - in Imprese e sport estremi "sostenibili" Atleti
scrivi un commento
5 aprile 2016 2 05 /04 /aprile /2016 19:19
Suissegas Milano Marathon 2016 (16^ ed.). Constantin Bostan finisher su una gamba sola
Suissegas Milano Marathon 2016 (16^ ed.). Constantin Bostan finisher su una gamba sola
Suissegas Milano Marathon 2016 (16^ ed.). Constantin Bostan finisher su una gamba sola
Suissegas Milano Marathon 2016 (16^ ed.). Constantin Bostan finisher su una gamba sola

Una sintesi di immagini su Constantin Bostan

il moldavo, da tempo residente in Italia (Rho, in provincia di Milano), Constantin Bostan, amputato di una gamba e procedendo sulle stampelle aveva partecipato nel 2015 alla Firenze Marathon aveva tagliato il traguardo per ultimo, realizzando una grande - anzi grandissima - vittoria morale.
Era un suo sogno nel cassetto partecipare ad un' altra maratona e così è stato. Di nuovo sulle stampelle si è presentato allo start della Milano Marathon che è andata in scena il 3 aprile 2016 e ha tagliato il traguardo, portando a termine la sua fatica, anche questa volta con grande giubilo e anche questa volta impartendo a tutti con il suo esempio una grande lezione di vita..

Constantin Bostan è volontario soccorritore della pubblica assistenza ANPAS Rho Soccorso.

Di seguito le sue impressioni scritte nel post-gara.

Ciao a tutti. Oggi é il secondo giorno dopo la Maratona di Milano.
Mi sono preso una piccola pausa per riflettere e per mettere giù qualche riga sulla mia e sulla nostra impresa.
Giorgio, prima della maratona non mi sentivo in grande forma, ma credo che tutti abbiano sperimentato queste sensazioni nel pre-gara.
La mattina, mentre andavo prendere il treno, sentivo una pesantezza enorme. Prima di arrivare a Porta Venezia ad un certo punto, ho sentito pronunciare il mio nome, ho girato la testa e all'improvviso ho visto il nostro mitico Antonio Andò Capasso e subito dopo abbiamo preso un caffè assieme
"La barista era Moldava, molto simpatica...".
Colgo l'occasione per ringraziare qui Antonio per le sue foto che, quando capita, me le scatta sempre. Arrivando a Porta Venezia e vedendo arrivare tutti i miei compagni di squadra ‪#‎Urbanrunners‬ piano piano mi sono ripreso.
Dopo le nostre foto in gruppo e non solo, mi sono avvicinato alla linea della partenza, dove sono stato riconosciuto da diverse persone che mi avevano già visto prima e che mi chiedevano se la distanza della Maratona l'avrei percorsa tutta.
La risposta la sapete già.
Ed é già ora di partire. Ecco lo sparo dello start.
Di nuovo applausi per tutti quanti.
Al 4° km, mi si affianca, come avevamo deciso in precedenza, il grande compagno Rudy Onnyrun Canevari che, con la sua bicicletta, mi stato vicino su tutto il percorso per darmi una mano in caso di necessità.
Al 7° km c'è l'incontro con la Kanako Nasu che mi aspettava con una bottiglia di acqua, per un abbraccio e un bacio.
E di nuovo partenza e via.
Andando avanti per chilometri incontravo tutti i miei compagni di squadra e non solo che mi sostenevano con le loro incitazioni: "VAI AVANTI!".
Ho raggiunto i 21 in 3.28.59: ormai tutti erano spariti.
C'era solo il mio compagno Rudy con la bici e dei poliziotti che ci scortavano verso il traguardo.
Ho pensato: ''Neanche un politico ha avuto mai una simile scorta".
Ormai sentivo la fatica e le forze cominciavano a lasciarmi.
Ed ero già con il pensiero al 28° km dove l'anno scorso mi ero fermato: e questi 6 km sono stati un vero inferno.
Vedevo e parlavo con un altro mondo, e solo la voce di Rudy mi riportava sulla terra.
Così, dopo aver superato l'incubo del 28° km, siamo ripartiti: io mi fermavo e mi bagnavo la testa di continuo lungo il percorso.
Più in là, ci sono venuti incontro con le bici i compagni di squadra che avevano già finito la loro gara e fui felice di vederli.
All'ultima salita prima del finale c'era tutta la squadra #Urbanrunners che mi aspettava e con loro ho proseguìto per percorrere le ultime centinaia di metri.
Io vedevo e non vedevo: ero tropo cotto.
E solo il coro di incoraggiamenti mi teneva sveglio.
Negli ultimi metri, da lontano, ho visto un nastro blu e mi sono chiesto cosa fosse.
Sentivo: "Constantin, Constantin, Constantin!"
Tutti quanti mi aspettavano, taglio il nastro...
Non sapevo cosa fare prima: godere per la gioia o piangere di gioia.
Mi sono inchinato a tutti quanti per avermi regalato questa giornata piena di amore, di amicizia, di felicità.
Grazie! Un abbraccio a tutti dal vostro Constantin.

Costantin Bostan

Il vincitore della suissegas Milano marathon 2016Ed ecco un resoconto tecnico dei risultati della Suissegas Milano Marathon, nell'articolo di Matteo Moscati su www.podistilive.it.
La Suissegas Milano Marathon parla keniano: vincono Ernest Kiprono Ngeno e Brigid Kosgei che stabilisce il suo personal best. Ma anche record di partecipanti.

Si è svolta il 3 aprile 2016 la 16^ edizione di SuisseGas Milano Marathon, un’edizione di successo, che ha fatto registrare la partecipazione di quasi 20.000 runner e performance di ottimo livello, confermando ancora una volta il percorso della maratona meneghina come uno dei più veloci sul territorio italiano.

Il vincitore Ernest Kiprono Ngeno, atleta keniota classe 1995, ha tagliato per primo il traguardo in 2 ore 08’ 15”. Dietro di lui il connazionale Ishhimael Chemtan, che con 2 ore 08’ 20” ha ottenuto il suo miglior tempo personale. Risultato da record anche per il veterano Kenneth Mburu Mungara (Kenya), vincitore dell’edizione 2015, che ha chiuso terzo a 2 ore 08’ 38”, infrangendo nuovamente il primato della categoria Master M40.

Prima tra le donne la keniota Brigid Kosgei che ha corso in solitaria per tutta la gara e ha tagliato il traguardo con un tempo di 2 ore 27’ 45”, abbattendo il proprio personal best di ben 20 minuti e 14 secondi. Medaglia d’argento per la portoghese Vera Nunes (2 ore 37’ 11”), mentre terza classificata la cubana Dailin Belmonte (2 ore 42’ e 44”), qualificata alle Olimpiadi di Rio grazie al tempo ottenuto.

Repost 0
Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (fotnti web) - in Atleti Personaggi Maratone Italiane 2016
scrivi un commento
27 marzo 2016 7 27 /03 /marzo /2016 18:55

Ed anche questa è fatta! La mia 100^ maratona portata a termine, questa volta nella forma di un'Ultra, anomala quanta a distanza (56km), piuttosto impegnativa ma cionondimeno affascinante: si è trattato della sudafricana "Two Oceans Marathon" con attraversamentodella terraferma tra i due oceani, l'Indiano e l'Atlantico! Tempo: 5h51' per 56 km molto difficili da gestire. Tutto sommato, sono soddisfatto date le mie condizioni non proprio ideali.
E adesso, quale sfida dobbiamo inventarci?...

Giorgio Cambiano

Two Oceans Marathon 2016 (46^ ed.). Anche il palermitano Giorgio Cambiano finisher ed è la sua 100^ gara lunga in carriera

L'italiano Giorgio Cambiano, da Palermo, ultramaratoneta ma anche country manager per il Parkrun in Italia, ha corso la 46^edizione della Two Oceans Marathon, (il cui appellativo esatto é Old Mutual Two Oceans Marathon) un'Ultra impegnativa sulla distanza insolita di 56 km che con un percorso in linea percorre il contorno della penisola che divide i due oceani Atlantico e Indiano.
La gara , molto popolare in Sudafrica e nel mondo anglofono, si è svolta il sabato alla vigilia di Pasqua (26 marzo 2016).
Nel contesto della manifestazione è prevista solitamente anche una Mezza competitiva, oltre a manifestazioni collaterali di promozione della corsa. Vengono cronometrati, ai fini statistici, anche i passaggi intermedi alla distanza della Maratona e della distanza di 50 km.
Giorgio Cambiano è stato di fatto uno dei pochi italiani sinora ad avervi partecipato.
Abbiamo notizia di una donna della compagine Sanremo Runners che vi ha preso parte diverse volte, rappresentando tuttavia un'eccezione poiché è di origini sudafricane. Si tratta di Juliette Salvini che in occasione della Two Oceans Marathon del 2011, oltre ad essere finisher,ha conquistato la MPI italiana sulla distanza dei 50 km.

Nella foto in alto la medaglia di finisher Two Oceans conquistata da Giorgio Cambiano.

Giorgio Cambiano all'Ultratrail du Mont Blanc 2015

Giorgio Cambiano all'Ultratrail du Mont Blanc 2015

The Old Mutual Two Oceans Marathon is considered the world's most beautiful marathon - 56 km Ultra Marathon around the Cape Peninsula, going on since 1970.

The 46th consecutive Old Mutual Two Oceans Marathon will remain on the traditional route via Chapman's Peak, Hout Bay and Constantia Nek (unless deemed unsafe by authorities in which case the Ou Kaapse Weg route (prior to 2004) will be used). The Old Mutual Two Oceans Marathon is run under the rules of IAAF, Athletics South Africa (ASA) and Western Province Athletics (WPA).

Repost 0

Presentazione

  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
  • Contatti

About

  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


Ricerca

Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

banner tre rifugi Val Pellice 194x109

IAU logo 01
  NatureRace header
BannerRunnerMania.JPG
 banner-pubblicitario-djd.gif
VeniceUltramarathonFestival
supermaratonadelletna.jpg
LogoBlog 01
runlovers
atletica-notizie-01.jpg


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pagine

Gli articoli più letti negli ultimi 30 giorni

 

ultrasportheader950.gif

 

 

Gli articoli più visti dal 24/03/2014 al 24/04/2014

Mobile Virgin Money London Marathon 2014 (33^ ed.). L'evento è stato… 2 303
Articolo Virgin Money London Marathon 2014 (33^ ed.). L'evento è stato… 1 728
Home Ultramaratone, maratone e dintorni 579
Mobile Maratona del Lamone 2014. Podisti fanatici e ignoranti affermano: Ti… 247
Articolo Ciao, Carmelo! Il commiato di Elena Cifali - Ultramaratone, maratone… 241
Articolo Corsa, fatalità e senso di responsabilità - Ultramaratone, maratone e… 236
Mobile Ciao, Carmelo! Il commiato di Elena Cifali - Ultramaratone, maratone… 223
Mobile UltraMilano-Sanremo 2014 (1^ ed.). Il sapore della sfida, a pochi… 206
Articolo UltraMilano-Sanremo 2014 (1^ ed.). Il sapore della sfida, a pochi… 196
Mobile Virgin Money London Marathon 2014 (34^ ed.). L'evento è stato… 134
Articolo Maratona del Lamone 2014. Podisti fanatici e ignoranti affermano: Ti… 118
Mobile A 98 anni suonati Giuseppe Ottaviani fa incetta di Ori a Campionati… 104
Mobile Corsa, fatalità e senso di responsabilità - Ultramaratone, maratone e… 103
Articolo A 98 anni suonati Giuseppe Ottaviani fa incetta di Ori a Campionati… 102

 

Statistiche generali del magazine dalla sua creazione, aggiornate al 14.04.2014

Data di creazione 12/04/2011
Pagine viste : 607 982 (totale)
Visitatori unici 380 449
Giornata record 14/04/2014 (3 098 Pagine viste)
Mese record 09/2011 (32 745 Pagine viste)
Precedente giornata record 22/04/2012 con 2847 pagine viste
Record visitatori unici in un giorno 14/04/2014 (2695 vis. unici)
Iscritti alla Newsletter 148
Articoli pubblicati 4259


Categorie

I collaboratori

Lara arrivo pisa marathon 2012  arrivo attilio siracusa 2012
            Lara La Pera    Attilio Licciardi
 Elena Cifali all'arrivo della Maratona di Ragusa 2013  Eleonora Suizzo alla Supermaratona dell'Etna 2013 (Foto di Maurizio Crispi)
            Elena Cifali   Eleonora Suizzo
   
   
   
   
   
   

ShinyStat

Statistiche