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23 maggio 2015 6 23 /05 /maggio /2015 05:36
Moonlight Half Marathon 2015 (5^ ed.). Ruggero Pertile correrà "al chiaro di luna"

Il campione azzurro Ruggero Pertile, portacolori di Assindustria Padova Sport, nella sera di sabato 23 maggio 2015 sarà tra i favoriti della Moonlight Half Marathon di Jesolo (con partenza da cavallino-Treporti).

Ruggero Pertile corre al chiaro di luna. Letteralmente, visto che la manifestazione è la Moonlight Half Marathon, corsa su strada internazionale sui 21,097 chilometri con partenza da Cavallino Treporti e arrivo a Jesolo.

“Rero” si presenterà al via dopo l’affermazione alla “Chia Laguna Half Marathon” dello scorso 3 maggio, in Sardegna.

Già vincitore nella prima edizione del 2011, il maratoneta azzurro è affezionato alla manifestazione veneziana e ci torna per il terzo anno consecutivo, in una gara rinnovata: la mezza maratona partirà sabato sera alle ore 19.30 dalla suggestiva diga d iPunta Sabbioni anziché dal Lungomare San Felice e sarà affiancata da una gara sui 10 chilometri.

 

 

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21 maggio 2015 4 21 /05 /maggio /2015 20:30
A lutto il mondo dell'Atletica e dello Sport per la morte di Annarita SidotiA lutto il mondo dell'Atletica e dello Sport per la morte di Annarita Sidoti
A lutto il mondo dell'Atletica e dello Sport per la morte di Annarita Sidoti
A lutto il mondo dell'Atletica e dello Sport per la morte di Annarita SidotiA lutto il mondo dell'Atletica e dello Sport per la morte di Annarita Sidoti

Il mondo dell'Atletica e dello sport italiano è a lutto. Ci ha lasciato il 21 maggio 2015, a soli 45 anni, Annarita Sidoti, una delle più grandi atlete azzurre del recente passato, specialista nella Marcia (un titolo mondiale e 3 europei), che con le sue vittorie ha inorgoglito l’atletica azzurra.

Tre figli e tanto coraggio, non ce l’ha fatta a vincere un male incurabile contro cui stava combattendo da anni.

A lutto il mondo dell'Atletica e dello Sport per la morte di Annarita SidotiA lutto il mondo dell'Atletica e dello Sport per la morte di Annarita Sidoti
A lutto il mondo dell'Atletica e dello Sport per la morte di Annarita Sidoti

Ho saputo di avere il cancro nel 2009, quando ero al settimo mese di gravidanza di Alberto. Mi sentivo gonfia sotto le ascelle, erano già metastasi. Mi hanno subito operata, pochi giorni dopo il parto mi sono fatta operare anche al seno, da dove è partito tutto.
E’ nel mio destino che non mi possa mai rilassare. Mio marito Pietro dice che la mia lotta è ormai diventata un lavoro. Fra esami, controlli e cure e con tre figli da seguire tutto va programmato bene. Sì, rilassarmi…
Nel 2011 sono stata operata per una recidiva ancora sotto l’ascella e nel settembre 2012 al cervelletto.
Ora il fegato….
Ma so che non sono guarita, è rispuntato qualcosa al cervelletto ed ho rifiutato la radioterapia.
La forza me la dà la mia famiglia, mio marito Pietro che è medico ed è più preoccupato di me, i miei figli. Sono piccoli, devono crescere, hanno bisogno della mamma”.
Sì, questo me lo ha proprio insegnato lo sport. A non mollare mai, a credere che la sconfitta non è definitiva sino a quando tu non ti arrendi. Ho scoperto lotte più grandi di quando ero atleta, ora ho davanti un avversario che non molla mai, che può ucciderti prima l’anima del corpo.
Ma questa battaglia non la vincerà”

Anna Rita Sidoti

Biografia. Nata a Gioiosa Marea in provincia di Messina, era alta 1,50 m. ha fatto parte della nazionale italiana di atletica leggera per 47 volte. Il suo allenatore fu sempre Salvatorino Coletta.

Vinse la medaglia d'oro ai Mondiali di Atene 1997 nella 10 km di marcia.

La Sidoti girò un film (Le complici) con la regista Emanuela Piovano, interpretando il ruolo di una ragazza da marciapiede.

È morta il 21 maggio 2015, all'età di 45 anni, dopo aver combattuto per oltre cinque anni contro le metastasi di un tumore della mammella che, in fase terminale, ha interessato anche l'encefalo. Lascia il marito Pietro e i tre figli Federico, Edoardo e Alberto.

Palmarés 

Anno Manifestazione Sede Evento Risultato Prestazione Note
1988 Mondiali juniores Canada Sudbury Marcia 5 000 m 22'36"47  
1990 Europei indoor Regno Unito Glasgow Marcia 3 000 m Bronzo Bronzo 12'27"94  
Europei Jugoslavia Spalato Marcia 10 km Oro Oro 44'00"  
1991 Mondiali indoor Spagna Siviglia Marcia 3 000 m Finale sq  
Universiadi Stati Uniti Buffalo Marcia 10 km Bronzo Bronzo 45'10"  
Mondiali Giappone Tokyo Marcia 10 km 44'18"  
1992 Europei indoor Italia Genova Marcia 3 000 m 12'04"51  
Giochi olimpici Spagna Barcellona Marcia 10 km 45'23"  
1993 Mondiali indoor Canada Toronto Marcia 3 000 m 12'04"16  
Mondiali Germania Stoccarda Marcia 10 km 44'13"  
1994 Europei indoor Francia Parigi Marcia 3 000 m Oro Oro 11'54"32 Record personale
Europei Finlandia Helsinki Marcia 10 km Argento Argento 42'43"  
1995 Universiadi Giappone Fukuoka Marcia 10 km Oro Oro 43'22"  
Mondiali Svezia Göteborg Marcia 10 km 13ª 44'06"  
1996 Giochi olimpici Stati Uniti Atlanta Marcia 10 km 11ª 43'57"  
1997 Giochi del
Mediterraneo
Italia Bari Marcia 10 km Argento Argento 45'35"  
Mondiali Grecia Atene Marcia 10 000 m Oro Oro 42'55"49 Record mondiale stagionale
Universiadi Italia Sicilia Marcia 10 km Bronzo Bronzo 44'38"  
1998 Europei Ungheria Budapest Marcia 10 km Oro Oro 42'49"  
1999 Mondiali Spagna Siviglia Marcia 20 km nf  
2000 Giochi olimpici Australia Sydney Marcia 20 km nf  
2001 Mondiali Canada Edmonton Marcia 20 km 1h31'40" Record personale stagionale
2002 Europei Germania Monaco Marcia 20 km 1h31'19"  

Campionati nazionali

  • 1 volta campionessa nazionale assoluta di marcia 5 km (1995)
  • 1 volta campionessa nazionale assoluta di marcia 10 km (1991)
  • 4 volte campionessa nazionale assoluta di marcia 20 km (1992, 1995, 2000, 2002)
  • 4 volte campionessa nazionale assoluta indoor di marcia 3 000 metri (1991, 1994, 2001, 2002)

Questo è il momento forse culminante dell’intera vita sportiva di Annarita Sidoti: il titolo mondiale sui 10 km in pista ai Campionati Mondiali di Atletica di Atene del 1997. Qui sotto il video della sua esaltante prestazione, lei piccolo “scricciolo” di 1,50 davanti a campionesse blasonate e il cui solo nome metteva paura. Il commento è di Franco Bragagna.

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13 maggio 2015 3 13 /05 /maggio /2015 06:38
Maratona di Sicilia 2015 (1^ ed.). Alberico Di Cecco sarà allo start

Alberico di Cecco ha confermato la propria partecipazione alla prima edizione della Maratona di Sicilia, in programma per il prossimo 2 giugno 2015, a Palermo.

Alberico Di Cecco, atleta di origine abruzzese, nato nel 1974, tra l’altro ha partecipato ai Campionati del Mondo di Atletica nel 2001 e nel 2003 e alle Olimpiadi di Atene del 2004.

Si è specializzato nelle lunghe distanze e ha vinto la Maratona di Roma nel 2005 stabilendo il suo record personale di 2h08'02".

Nel 2011, ha debuttato nelle gare di ultramaratona, correndo in occasione della quarantesima edizione della 100 km del Passatore e giungendo secondo, dopo Giorgio Calcaterra. Nel 2012, ha partecipato a Seregno al Campionato del mondo della 100 km, aggiudicandosi la medaglia di bronzo.

Nel 2014, sempre a Seregno, è diventato campione italiano sulla distanza della 100 km.

Personal best outdoor di Alberico Di Cecco

Performance

Wind

Place

Date

10,000 Metres                28:48.51

 

 

01 JAN 2000

Half Marathon                  1:01:55

 

Prato

01 APR 2002

Marathon                          2:08:02

 

Roma

13 MAR 2005

100 Kilometres                 6:28:48

 

Faenza

28 MAY 2011

 

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13 maggio 2015 3 13 /05 /maggio /2015 05:53

Carmela Motta e Salvatore Marotta, amici di corsa di Elena Cifali, si sono ritrovati a partecipare alla gara a staffetta, abbinata alla prima edizione della 6 ore di San Gregorio (che ha avuto luogo il 9 maggio 2015).
Ma hanno partecipato in squadre avverse: ed è stato così che per un'ora sono stati "nemici", ma anche questa per loro é stata un'esperienza condivisa che Elena Cifali ci ha voluto raccontare.

Carmela Motta e Salvatore Marotta

Carmela Motta e Salvatore Marotta

(Elena Cifali) Per le persone come me le gare non finiscono con l’ultimo passo sotto il gonfiabile.

Per le persone come me le gare continuano nei giorni successivi, nutrendosi dei commenti, dei racconti e dei sentimenti dei partecipanti.

Ho riposato due giorni dopo la fatica di sabato. Oggi il primo allenamento in pista, per sciogliere le gambe. Ad aspettarmi ho trovato Angela, Mela e Salvatore.

Mela e Salvo, marito e moglie innamorati della loro vita sono l’immagine dell’unione e della complicità coniugale. Li ho ad esempio e li osservo spesso per trarre da loro nuovi spunti, punti di partenza per una esistenza sempre migliore.

Anche loro, cogliendo il mio invito, hanno partecipato alla 6 ore di San Gregorio. Si sono ritrovati ad essere rivali per un’ora, correndo per squadre diverse.

Loro due, uniti in tutto e per tutto dalle passioni al lavoro, divisi da una staffetta.

Ho trovato la circostanza curiosa e divertente.

Bene, dicevo: stamattina in pista si parlava, si discuteva di quanto fosse stato bello quel giorno di festa, di corsa, in quell'anello di poche centinaia di metri.

Ho dato il cinque a tutti i bambini che erano schierati alla partenza” - mi dice Salvo con l’entusiasmo che lo contraddistingue e che ormai ho imparato a conoscere.

E’ bastata questa frase a farmi tornare in mente l’episodio che avevo quasi completamente rimosso.

Sì, i bambini li ho visti anche io. Piccoli, belli, festosi. I bambini immagine di purezza e candore che dovrebbe essere - in un mondo giusto ed equo - destinata a durare in eterno!

Quel cinque è bastato a dare una forte carica a Salvo che ha scoperto, provandola su sè stesso, l’importanza emozionale e la carica motivazionale della corsa.
Le sue gambe prendono ad andare più veloci, sollevandosi l’una davanti all’altra con quel ritmo che gli permette di superare gli avversari.

Impegnata nella mia 6 ore podistica li ho osservati, contagiati da quella strana abitudine di correre.
Mela e Salvo, grazie al loro lavoro di fotografia e video sono abituati a guardare e cogliere anche le più piccole sfumature della vita, quegli attimi, ingredienti sostanziali che, agli occhi meno abituati, sfuggono.

Quei bimbi da me quasi del tutto dimenticati restano impressi nella loro mente come una fotografia a colori.
Mi piace pensare che la fotografia sia luce e poesia e per associazione di idee questa coppia così bene affiatata diventa incanto e dolcezza mentre corre, sfidando e sfidandosi, a colpi di chilometri e ripetute, per poi culminare in abbracci che vanno oltre l'amore che li lega da oltre 25 anni.

Ancora una volta, la corsa protagonista consapevole di una qualità di vita migliore che rende, senza ombra di dubbio, frizzante una unione coniugale, già di per se stessa indissolubile.

Auguri, ragazzi, che sia questa la prima di una lunga serie di staffette corse fianco a fianco dove non ci sono né vinti né vincitori, ma solo coraggiosi che tagliano il traguardo da vittoriosi.

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Published by Ultramaratone, maratone e dintorni (Elena Cifali) - in Ultramaratone italiane 2015 Racconti di gara e tributi personali Atleti Personaggi
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6 maggio 2015 3 06 /05 /maggio /2015 06:42
Marco Zanchi ultratrailer: la passione per la natura e la montagna, innanzitutto. Solo in seconda battuta l'eccellenza agonistica
Marco Zanchi ultratrailer: la passione per la natura e la montagna, innanzitutto. Solo in seconda battuta l'eccellenza agonistica

Ultramaratone Maratone Dintorni inizia con questa intervista a Marco Zanchi, ultratrailer e azzurro ultratrail, una collaborazione con Matteo Simone, piscologo dello Sport e runner e sportivo egli stesso.

Marco Zanchi inizia a correre per dimagrire, come fanno in tanti, ma in lui la passione e la voglia di correre aumentano sempre di più fino a farlo diventare un’amante delle lunghe distanze, ma l’importante - per lui - è che non si corra sull’asfalto.

Infatti, Marco considera la 100 km su strada una gara "estrema" che non farebbe mai. Quindi più che Ultramaratona Marco si definisce Ultratrailer.

Marco ci racconta come ha iniziato a correre: “Corro da ormai 15 anni, tutto cominciato per dimagrire, dopo pochi anni ho intrapreso la strada delle gare, un vizio che avevo fià quando correvo in moto di trasformare la passione in competizione. Ho cominciato a correre anche in montagna con le skyrace e le skymarathon, poi con il passare degli anni ho aumentato le distanze, quando - nel 2010 - ho affrontato la mia prima Ultratrail la Lavaredo sulla distanza di 90 km dove ho concluso al 2° posto: e da allora ho intrapreso questa strada delle ultradistanze che in italia non avevano ancora successo".

Marco ha la passione per la montagna e il visitare nuovi luoghi, si sente un po esploratore durante queste avventure. Per Marco come per altri ultramaratoneti e soprattutto per gli ultratrailer correre per lunghe distanze nella natura, per sentieri significa intraprendere dei viaggi "into the wild" e con solo le proprie energie a disposizione.

Infatti, se da una parte c’è la passione per la natura, per la bellezza dei paesaggi, dall’altra c’è una voglia di misurasi con se stessi, di fare da solo, di superare sfide che a volte sembrano impossibili ma come racconterà Marco - e come raccontano altri -  a volte sembra di essere arrivati al limite, allo stremo delle forze, ma se poi scatta la molla mentale escono fuori risorse e capacità insospettabili; ti fermi, credi che sia finito e dopo un po’ ti rialzi con nuovi stimoli, con più entusiasmo: questo significa essere resilienti, sapere che ce la puoi fare, che ad ogni crisi c’è almeno una soluzione, almeno una via d’uscita, basta trovare la porta giusta.
E superando queste crisi, con l’esperienza aumenta anche l’auto-efficacia personale, credi sempre più in te stesso e questa forza, questa caratteristica mentale si trasferisconoanche nella vita privata, perché sai che puoi gestire, affrontare qualsiasi disagio, difficoltà, si diventa più sicuri.

Hai mai pensato di smettere di essere ultramaratoneta?
“Per ora mai, ogni tanto torno anche alle gare su distanze brevi skyrace più per allenamento e per rivedere tanti amici”.

Nelle ultra distanze di corsa a piedi è importante fare attenzioni al proprio fisico, ai messaggi che manda, agli opportuni tempi di recupero e gli atleti di livello questo lo sanno bene. Hai mai rischiato per infortuni o altri problemi di smettere di essere ultramaratoneta?
Per ora mai, incrociando le dita, la cosa principale in questa disviplina è anche saper ascoltare il proprio corpo e darsi i giusti tempi di recupero”.

Essere ultratrailer significa avere tanta passione per quello che si fa che ti permette di mobilitare tanta energia occorrente per percorrere lunghi tratti di sentieri per arrivare al tranguardo nonostante le avverse condizioni climatiche. Cosa ti spinge a continuare ad essere ultramaratoneta? 
Le emozioni che si provano in questi ‘viaggi’”.

In questo tipo di competizioni o avventure o lunghi viaggi si ha modo di sperimentare il limite per diversi motivi, ma l’importante è saper gestire, soprattutto con l’esperienza o con l’aiuto di amici più esperti. Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare? 
Sì più di una volta, sia per aver esagerato nelle mie capacità che per le condizioni climatiche che mi hanno colto di sorpresa”.

E’ importante considerare anche la forza mentale oltre che quella fisica, senza motivazione, senza passione non si va lontani, ci si ferma al minimo impedimento, disagio, difficoltà, non si è disposti a soffrire.Quali i meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme?
Passione per questo sport per la montagna, emozioni e ricordi che porti dentro ogni volta che giungi al traguardo".

La gara più estrema o più difficile per Marco è stata il Tor des Geants 2014. Per gli ultramaratoneti non esiste una gara da non poterci riuscire, arrivano alla consapevoleza che possono tutto se vogliono. Quale è una gara estrema che ritieni non poterci mai riuscire a portarla a termine?
Non l’ho ancora trovata, come faccio a dirlo?

Infatti, il loro motto è: mai dire mai. C’è una gara estremi che non faresti mai? 
"Io dico sempre ‘mai dire mai’, 10 anni fa quando ho saputo dell’esistenza dell'Ultra Trail du Mont Blanc dicevo che sarebbe stata impossibile, ma se ci penso bene mi dici di fare 100km su strada ti rispondo mai! Sono alla ricerca di avventure, dove potersi sperimentare, dove poter uscire dalla zona oridnaria di comfort e poter sperimentare nuove sensazioni ed emozioni".

Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?
"La ricerca di nuove emozioni e avventure, anche se credo che dopo il Tor de Geants non puoi andare oltre”.

Gli amici dopo averti considerato "pazzo" inizialmente, con il tempo si sono appassionati alle gesta dell’ultramaratoneta e sono loro a spingerti sempre più verso avventure più difficili ed impossibili, i famigliari anche se all’iniziano si preoccupano per le condizinoi estreme dei lunghi percorsi poi ti sostengono e piace ricevere trofei e leggere notizie sui giornali. Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme?
“Sono gli amici che spesso mi lanciano nuove sfide, mio padre è contento solo quando gli porto a casa i trofei!”

Partecipare ad una gara estrema significa “Una nuova sfida, nuova avventura, nuove emozioni.

Interessanti sono gli aneddoti raccontati dai diversi ultramaratoneti ed ecco, al riguardo, cosa ci racconta Marco: “UTMB 2011, mai fatto 170km tutto d’un fiato, al 90° km sono in crisi, ho i crampi e voglio ritirarmi in uno sconforto totale. Sono sdraiato all’interno della tenda del ristoro da un’ora e di colpo arriva la mia amica Cinzia anche lei in gara, che urlando mi dice ‘dai dai alza le chiappe smettila di lamentarti e andiamo!’. Non mi sono più fermato recuperando 80 posizioni e giungendo 29° e primo Italiano”.

Conclusione: se vuoi puoi, le energie ci sono, sono nascoste, baste saper aprire la porta giusta, avere gli stimoli giusti, toccare il tasto giusto e gli amici sanno come fare, se ti conoscono sanno come fare per farti rialzare, ti puoi piegare ma non ti spezzi, ti puoi rialzare e completare il tuo percorso per diventare campione nello sport e nella vita, sempre più ricco di esperienze e di insegnamenti.

Si scopre il proprio carattere, la propria persona, le proprie doti e capacità. Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta?
La capacità di affrontare i problemi e difficoltà in gara ti possono essere d’aiuto anche nella vita quotidiana!”

Cambia la visione esistenziale dell’ultramaratoneta sia famigliare che lavorativa. Cambiano le priorità, ghli obiettivi, le relazioni. Come è cambiata la tua vita famigliare, lavorativa?
Ho avuto molti cambiamenti familiari in contemporanea al mio arrivo nel mondo Ultratrail subito dopo la perdita di mia madre e mi son reso conto di aver cambiato molto carattere e visione di come affrontare la vita”.

Molti ultramaratoneti se tornassero indietro vorrebero scoprire prima questa disciplina liberatoria ed appassionante, quindi sarebbe importante parlarne soprattutto nelle scuole, fare avvicinare bambini e ragazzi allla scoperta dell’attività fisica outdoor e dei percorsi a contatto con la natura. Se potessi tornare indietro cosa faresti? O non faresti?
Rifarei tutto anzi comincerei prima a correre e andare in montagna

Molti ultramaratoneti seguono una dieta naturtale, molti diventano vegetariani o addirittura vegani. Usi farmaci, integratori? Per quale motivo?
Cerco di avere un’alimentazione completa e abbastanza naturale senza eccessi proprio per non dover ricorrere a integrazioni extra per poter supportare lo stress fisico imposto al mio corpo in queste gare. Naturalmente durante queste gare di durata sei costretto a ricorrere ad integratori energetici che ritengo più appropriati per il corpo del così detto pane e ssalame che a livello di nutrimento e protezione non è proprio salutare”.

Pochi fanno ulteriori accertamenti considerato lo sport più stressante per il fisico ma manca lo stress della competizione, dei tempi, per gli atleti della nazionale c’è più interesse ed attenzione rispetto la loro salute. Ai fini del certificato per attività agonistica, fai indagini più accurate? Quali?
Essendo anche atleta della Nazionale Italiana siamo sottoposti a controlli maggiori rispoetto alla classica visita medica agonistica, oltre a questo di mio principio mi tengo sotto controllo periodicamente

Molti medici sconsigliano di fare questo tipo di attività considerat estenuante ed al minimo problema fisico chiedono di stare a riposo per un numero elevato di giorni o di smettere di fare attività fisica, ma gli ultramaratoneti sanno che vita è quessto tipo di sciolina sportiva che ti da benessere psicofisico, emotivo e relazionale e lo fanno con attenzione cercando di preservarsi fino a 100 anno. E’ successo che ti abbiano consigliato di ridurre la tua attività sportiva?
Per ora mai, a volte se ascolti i medici dovresti stare sdraiato sul divano”.

Molti ultramaratoneti non voglikono svelare il loro sogno nel cassetto, ma in genere il sogno è partecipare a competizioni sempre più impossibili, indossare la maglia azzurra e partecipare a Mondiali e gare prestigiosi e durare il più possibile fino a 100 anni correndo ancora nel benessere. E tu, qual'è il tuo sogno nel cassetto?

“Ne ho più di uno, spero di realizzarli presto in ordiine?? Reunion e altri.

 

Marco Zanchi ultratrailer: la passione per la natura e la montagna, innanzitutto. Solo in seconda battuta l'eccellenza agonisticaMarco Zanchi ultratrailer: la passione per la natura e la montagna, innanzitutto. Solo in seconda battuta l'eccellenza agonistica

 

Matteo Simone è uno sportivo che pratica diversi sport, tra i quali il Podismo. Nella vita professionale è Psicologo (con molteplici titoli e specializzazioni tra le quali quella di Psicopterapeuta della Gestalt e di terapeuta EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing).
Ha scritto numerosi articoli scientifici e saggi su diversi temi della Psicologia dello Sport
.

 

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4 maggio 2015 1 04 /05 /maggio /2015 16:41
Chia Half Marathon 2015 (4^ ed.) Ruggero Pertile, campione di Assindustria, cala il tris

Nella 4^ edizione della Chia Half Marathon che si è disputata il 3 maggio 2015, il campione azzurro di Assindustria Sport Ruggero Pertile si è impostosu tutti gli avversari, tagliando il traguardo assieme alla figlia Alice

Ruggero Pertile ha concesso il tris. Dopo l’affermazione colta nel 2012, seguita nel 2013 dal primo posto nella prova da 10 chilometri, domenica si è ripetuto tagliando per primo il traguardo della quarta edizione della Chia Laguna Half Marathon, svoltasi sotto uno splendido sole e con temperature estive sulla costa sud occidentale della Sardegna.

Il campione azzurro di Assindustria Sport Padova ha chiuso la sua prova sui 21 chilometri in un’ora 11’18”, davanti a Francesco Puppi (un’ora 14’11”), dell’Atletica Valle Brembana, e Vincenzo Tanca (un’ora 17’50”), dell’Atletica San Teodoro. In campo femminile successo per la vicecampionessa iridata e d’Europa Valeria Straneo, che ha corso in un’ora 17’07”.

«Faceva molto caldo e si è fatto sentire, impendendomi di realizzare un tempo migliore, ma per me è stata una buona prova di efficienza» - ha commentato Pertile, che ha tagliato il traguardo assieme alla figlia Alice, regalando un bel quadretto familiare all’arrivo -  «Era con me ed è stato bello vincere assieme a lei».

Pertile non è il solo atleta di Assindustria Sport ad avere gareggiato nel week end. Da segnalare c’è anche il secondo posto colto nel salto in lungo da Carol Zangobbo al Meeting nazionale Città di Palmanova: in Friuli ha lasciato il proprio segno sulla sabbia dopo 5.75 metri finendo alle spalle dell’azzurra Tania Vicenzino. Per lei anche un quarto posto nei 100 in 12”17.

A Vicenza, nella prima fase regionale dei campionati di società allievi, si è invece messo ancora una volta in evidenza Samir Masato che, nel giavellotto, ha confermato i suoi recenti progressi arrivando a 60.85 metri, dopo il 62.22 realizzato il 25 aprile ai Ludi del Bo con l’attrezzo da 800 grammi.

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3 maggio 2015 7 03 /05 /maggio /2015 07:17
Chia Half Marathon 2015 (4^ ed.). Pertile ritorna sul luogo del delitto, alla ricerca del tris

Ruggero Pertile torna sul luogo del delitto, alla ricerca del suo tris.

Dove il “delitto” è la vittoria colta nel 2012, alla prima edizione della manifestazione, bissata nel 2013 col primo posto nella prova da 10 chilometri. Domenica 3 maggio 2015 il campione di Assindustria Sport sarà di nuovo alla partenza della Chia Laguna Half Marathon, gara che - alla sua 4^ edizione - accoglierà lungo le coste cagliaritane alcuni nomi di primo piano della maratona italiana.

Pertile, reduce dalla “10 km Challenge” della Maratona S. Antonio dello scorso 19 aprile, sarà al via della corsa su strada da 21,097 chilometri e proverà a migliorare il tempo di un’ora 8’40” registrato tre anni fa, anche se ogni possibile confronto deve tener conto del fatto che nel 2015 il percorso della gara sarda è stato modificato.

Sulla sua strada Filippo Lo Piccolo e Tito Tiberti, mentre, tra le donne, al via nella mezza, spicca la presenza delle azzurre Valeria Straneo e Deborah Toniolo.

Da segnalare che nella prova da 10 chilometri sarà alla partenza anche Claudia Gelsomino, due settimane fa terza alla Maratona S.Antonio.

Nella foto Ruggero Pertile sul traguardo di Chia nel 2013

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3 maggio 2015 7 03 /05 /maggio /2015 06:05
Etna Up&Down. Salvatore Ragonese ce l'ha fatta: ha stabilito un nuovo record di ascesa e salita sull'Etna in un sol giorno
Etna Up&Down. Salvatore Ragonese ce l'ha fatta: ha stabilito un nuovo record di ascesa e salita sull'Etna in un sol giornoEtna Up&Down. Salvatore Ragonese ce l'ha fatta: ha stabilito un nuovo record di ascesa e salita sull'Etna in un sol giornoEtna Up&Down. Salvatore Ragonese ce l'ha fatta: ha stabilito un nuovo record di ascesa e salita sull'Etna in un sol giorno
Etna Up&Down. Salvatore Ragonese ce l'ha fatta: ha stabilito un nuovo record di ascesa e salita sull'Etna in un sol giornoEtna Up&Down. Salvatore Ragonese ce l'ha fatta: ha stabilito un nuovo record di ascesa e salita sull'Etna in un sol giorno

Salvatore Ragonese ce l'ha fatta!
Ha stabilito un nuovo record di ascesa e discesa dall'Etna, concludendo la sua impresa, iniziata nella mattina del 2 maggio 2015 alle ore 9.00, dopo 6h59'22
Ha concluso la sua impresa, iniziata questa mattina alle ore 9:00 e conclusa dopo 6:59:22.

41,700 i chilometri percorsi e 2800 metri il dislivello positivo superato.
Neve molle e forte vento hanno caratterizzato la giornata.
Condizioni meteorologiche non ottimali ma che non hanno frenato la capacità atletica di questo ragazzo e la determinazione di arrivare fino in fondo alla sfida.
Salvatore ha espresso il suo entusiasmo e la sua felicità, rendendo omaggio a tutti coloro che hanno creduto in lui sostenendolo in vario modo.
Il Comitato CEPES che ha promosso e divulgato l'iniziativa é fiero ed orgoglioso 
di aver partecipato alla sua felicità!

Sembrava impossibile ma, nonostante il forte vento contrario che soffiava a oltre 50 km/h e la neve molle, ce l'ho fatta.
Proprio così!
Oggi ho stabilito un nuovo record di ascesa e discesa di corsa sull'Etna!
6:59'22" per coprire i 42 km e 2800m di dislivello positivo.
Questa si che sarà per me una giornata da ricordare!
Grazie a tutti coloro che hanno preso parte a questo progetto e che mi hanno sostenuto fino alla fine.

Salvatore Ragonese

Vedi anche i due precedenti articoli su qesto magazine.

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24 aprile 2015 5 24 /04 /aprile /2015 21:28
(Nella foto: Eitan Hermon)

(Nella foto: Eitan Hermon)

Il quarantenne israeliano Eitan Hermon è un atleta disabile che parteciperà al Campionato del Mondo di Maratona per disabili che si svolgerà nel contesto della Virgin Money London Marathon, in programma domenica 26 aprile 2015.
Eitan Hermon correrà nella categoria T42 che accoglie gli atleti con una protesi ad un arto solo e parteciperà con l'idea di conquistare il record del mondo di maratona per la sua categoria di disabilità che è, allo stato, attestato sul crono di 2h57'06.
Nel 2006, mentre prestava servizio come soldato in Libano, venne ferito gravemente ad una gamba dall'esplosione di una bomba. I medici volevano fare di tutto per salvare l'arto danneggiato, ma ciò avrebbe comportato una permanente disabilità e l'impossibilità di correre.

Eitan Hermon insistette con i medici perché effettuassero l'amputazione in modo tale da consentirgli in seguito di potere utilizzare una speciale protesi che gli avrebbe consentito di tornare a correre.
E' stato riabilitato e preparato a correre la Maratona dall'Associazione TIKVOT che si pone ilcompito di riabilitare i feriti di guerra e le vittime delle azioni terroristiche attraverso lo sport.

The athlete who chose amputation to run the marathon (24/04/2015)

It’s a fair bet that few people who get injured in a bomb blast declare “One day I will run a marathon” while being rushed to hospital on a stretcher. But those were the words of Eitan Hermon, who will compete for Israel in the IPC Athletics Marathon World Championships at this weekend’s Virgin Money London Marathon.

Hermon is a T42 athlete, which means he competes with one prosthetic leg, and on Sunday he is not only running a marathon, but hoping to break the world record for his category of 2:57:06. He already holds an unofficial world record over 10km, and holds the second fastest single-amputee marathon time of 3:00:46.

Hermon grew up in a Kibbutz, a collective farming community, where he his love of running began.

“I used to run a lot when I was young and I liked it, I’d go for 5 km or 10 km - he says - After leaving school I went into the Israeli army. I served in the first Lebanon war but my leg was badly damaged during my compulsory yearly call-up during the second Lebanon war in 2006. There was an explosion, and I suddenly felt pain but then I didn’t feel anything at all,” he remembers. “I was more worried about internal injuries at first. Then we got to the hospital and I had an operation straight away. I told the doctors I needed to continue running and said they must do everything to save my leg. I was in the hospital for six weeks. After eight months I decided all the pain meant they should amputate my leg below the knee so I could run with a prosthetic leg. Running was something I had done my whole life and this was the way for me to get back to what I was”.

The Israeli ran his best marathon time in Berlin in 2014 after overcoming some difficulties where his prosthetic leg was rubbing against his skin and causing pain.

The 40-year-old explained: “I came to Berlin on crutches with a sore leg and did an amazing time. But this is my first time at the London Marathon and I hope everything will be good, all the conditions will be right. On Sunday we will know. I need a good race here. I’m only interested in the race, all the rest happening around it doesn’t matter. I will focus on the race”.

Hermon has been able to reach his current level of performance after receiving help from Tikvot, an organisation that rehabilitate wounded soldiers and terror victims through sport.

Rocky Muravitz, chairman and co-founder of Tikvot, said: “Our organisation met Eitan when he was in hospital. We meet all the injured soldiers and terror victims there and encourage them to come and do sport with us. Eitan is a prime example. As he said, he wanted to get back to what he was, and he did it through sport. He’s very excited that the IPC have acknowledged him. Now he’s been accepted as he is, he really wants to put in a strong performance here and get more amputees competing in future. He’s prepared to run for another five years and he hopes a marathon race for his category will be included in the 2020 Paralympic Games in Tokyo.”

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23 aprile 2015 4 23 /04 /aprile /2015 21:38
Virgin Money London Marathon 2015 (35^ ed.). Un giro guidato della wheelchair di David Weir, sei volte vincitore della London Marathon

David Weir, disabile su wheelchair è il campione paralimpico britannico in wheelchair, con uno stupefacente palmares di titoli, ma anche il più osannato e popolare campione, sempre pronto a dare un messaggio positivo ai disabili come lui o portatori di altre disabilità e a promuovere delle cause caritatevoli per diffondere il verbo dello sport tra i disabili.
Ha raccolto numerosissimi e prestigiosi titoli mondiali nel corso della sua carriera (ben quattro ori conquistati ai Giochi Olimpici di Londra nel 2012), ma ha anche avuto la forza di essere per ben sei volte il disabile in wheelchair vincitore della Maratona di Londra (non consecutivamente) e il primo uomo in wheelchair a scendere sotto il crono di 1h30' nella distanza della maratona (2006, con 1h29'48).
Weir si appresta a disputare la 35^ edizione della Virgin Money London Marathon che si disputerà il prossimo 26 aprile 2015 e, naturalmente, ambisce a conquistare il titolo per la 7^ volta.
Di seguito, un'intervista al Campione e un "giro guidato" della sua supertecnologica carrozzina da competizione.

Six-time London Marathon champion David Weir took time out from training in Richmond Park recently to give us a guided tour of his race chair.

When Great Britain’s David Weir lines up for the start of the Virgin Money London Marathon on Sunday 26 April he’ll be looking to win a record-breaking seventh London Marathon title. Weir will return to the capital looking to better his 2014 runner-up spot but, with so many great athletes on the racing scene right now, he’s not taking anything for granted.

We caught up with the ‘Weirwolf’ in London’s Richmond Park to find out how his training’s going ahead of this year’s race. He also took time out to talk us through the ins and outs of his race chair.

How’s your training for London going? It’s going really well. I’m really looking forward to it. I’ve had a very strong winter this year. I know it’s been cold but it’s been very dry, so I’ve been able to get out most days. If you can get out and do the miles, that’s what you need to cover all the marathons and half-marathons I’m doing. London is important for me, I’ve come second last year and fifth the year before and I don’t like coming second so I’ve put that little bit more effort in this winter. I’ve also got the challenge of the Boston Marathon the week before.

What are your big targets for 2015? There are quite a lot, but Boston and London are the big challenges for me because I’ve never done that sort of mileage together at that time of year. I need those sorts of challenges to get me motivated and focused. Even after two marathons in a week it puts you in good stead for the track season and a few marathons later on in the season. I’ve got a busy year as I like to get all my Olympic qualifying standards in the year before the Games, which means that next year I can pick and choose what races I do.

It was a tight finish with Marcel Hug at last year’s London Marathon. Are you expecting another close finish this year? There are a lot of us racing now! Kota Hokinoue’s pushing really well – he won the Oz Day 10K in Australia earlier this year. He looks very strong and fast. But there could be at least six of us who can win on the day so it’s going to be an interesting battle. Last year I got beaten quite heavily by Kota in Lisbon, and I only had a month to catch up before London. I don’t want to do that this year; I want to be ready in every race.

Virgin Money London Marathon 2015 (35^ ed.). Un giro guidato della wheelchair di David Weir, sei volte vincitore della London MarathonVirgin Money London Marathon 2015 (35^ ed.). Un giro guidato della wheelchair di David Weir, sei volte vincitore della London Marathon

Un giro guidato della wheelchair di David Weir e dei suoi accessori.
Front Wheel. The front wheel measures 20 inches in diameter, and the half-carbon, half-spoke design is to make it more aerodynamic. If you had a full carbon wheel like the back wheels you get blown all over the place – and you don’t want that! 

Forks and Damper. The forks go onto the front wheel, with a little arm that comes joined to a damper bar. The damper bar is mostly used for the track, but it’s spring loaded, to turn, and it keeps the front wheel stiff and straight. On the road you don’t want it flapping about because you lose speed. The turning circle is not the greatest so you have to judge tight corners or mini roundabouts, and make sure you know how wide you can go when cornering. 
Compensator. The damper bar is connected to the compensator, which is mostly used for the track. It’s used for going round the bends, so you hit that on every straight and every bend. 
Handlebars. These are connected right through the tube of the frame and go down to the forks to steer the front wheel. They have a brake that doesn’t do much. It slows you down but it’s there because you have to have it there.
Speedo Device. This tells me how fast I’m going and my average speed. During a race I usually leave it on average speed, that’s how I work. I know how fast I’m going with average speed – if it’s high I know I’m pushing well, if it’s low I know I’m not.
Garmin Device. I mostly use this for my heart rate but it’s got everything on it – it records average speed, the gradient of the hills and stuff like that. My sports scientist and coach Jenny Archer use this info to discuss whether my heart rate is too high or low, or if I’m not doing enough. They can go through it because it saves the data so they can log on and check it for me. It’s a good tool I’ve been using for a number of years. 
Back Wheels. The back wheels are carbon fibre. They’re very light but very strong and roll very well. I use Continental rubber tyres on the roads because they’re good at resisting punctures. You want something that’s durable and rolls well so you can have a good balance. The wheels are fixed onto the back axel. 
Seat. The seat is also made of carbon fibre. My knee plate is aluminium although it’s combined with the frame of the chair. There’s no padding – no nothing – so it’s not very comfortable!
Back Strap. This keeps me down and holds my bum in really! I sit quite high for a racer but everyone has their own preference of sitting and pushing.
Helmet. This is a training helmet, a Kask – Team Sky uses them too. I’m getting a new racing helmet as I auctioned the last one for my charity, www.weir-archer-academy.com. So I’m going to get a new Kask time-trialling helmet. They’re pretty good – very light and comfortable.
Gloves. This is the most important bit of kit – mine are soft harness gloves, but everyone uses different types. The grip is not too bad but I have to use different material if it’s raining.

 

David Weir e la sua presenza, nel corso degli anni, alla Maratona di Londra. Weir finished fifth in the 2000 London marathon setting a time of 1:47:11.
In the 2001 London marathon, he finished third in a time of 1:50:05.
His breakthrough in the competition came in 2002 when, as the youngest competitor in his category, he won in a time of 1:39:44. Before the race Weir's personal best fell outside the top twelve competitors at that year's Marathon, and he was not considered a serious challenger. But at the age of 21, he beat his personal best by seven seconds to win the race. Weir's training partner Tushar Patel, both members of Kingsmeadow-based Velocity Wheelchair Racing Club, finished a minute and half behind in second place.

After the race, Weir said: "It was a childhood dream to win the London Marathon and I'm extremely happy with how the race went. I was sure people were going to catch up with me when I made a break away but they didn't. It was brilliant to cross the line first and with a personal best time".
Weir was second in the 2003 and 2004 London marathons. His 2003 time of 1:34:48 was 5 minutes faster than his personal best.
In 2004, wet conditions and problems with spray from his wheels yielded a slower time of 1:42:50.
In 2005 Weir finished third, with a time of 1:36:03,[18] in a race that saw the first seven competitors cross the line separated by 13 seconds.
In 2006 Weir won his second London marathon, setting a course record in wet conditions with a time of 1:29:48.

With this time, Weir also became the first wheelchair racer to break the 1:30 mark.

Weir said after his win, "I wasn't even going to take part this morning. I've been suffering from a cold and it was 50/50 whether I would turn up or not".
In 2007 Weir won his third London marathon. He beat Australian Paralympic champion Kurt Fearnley by 1 second in a time of 1:30:49, the second fastest time seen on the London course. Fearnley, undefeated since October 2006 in eight marathons, paid tribute to his fellow competitor.
On 13 April 2008, Weir won his third London Marathon in a row, and his fourth in total. In a time of 1:33:56, he finished 4 seconds ahead of Australian Kurt Fearnley with a sprint finish on the Mall. Weir's fourth win gave him £7,600 in prize money.
In 2009 Weir finished in second place, in a time of 1:28:57, behind Kurt Fearnley. In another sprint finish on the Mall, Fearnley edged out Weir to set a new course record of 1:28:56.
Despite getting punctures to his front and left wheels Weir still managed to finish in third place in the 2010 London marathon in a time of 1:37:01. At one point, he led the race by 4 minutes.
In 2011 Weir won his fifth London marathon in a time of 1:30:05. This was the tenth year in a row that Weir had finished with a podium spot.
In the run-up to the 2012 London marathon, Weir revealed "What I’d say to the guys coming to London is that my training is going great and I don’t think I’ve ever felt in such good shape at this point in the year. I’m averaging about 80 miles a week in the chair." In 2012 Weir won his sixth London marathon in a time of 1:32:26. He remarked after the race "Grey-Thompson inspired me in this sport. I saw her compete in Sydney as a youngster and I went on to medal in 2008." Weir hinted that the 2012 London competition might be his last. With Weir's sixth win in the London Marathon he equaled the record of Baroness Tanni-Grey Thompson. He said afterwards: "This is my favourite win ever because the field was so strong. I was quite emotional when I crossed the line as it could be my last London Marathon for a while".
Weir competed in the 2013 London Marathon, finishing in 5th place in 1:31:31, 2 seconds behind race winner Kurt Fearnley. In the 2014 London marathon he came a close second
Weir hasn't always seen eye to eye with the organisers of the London marathon. In 2006, he criticised them for treating wheelchair athletes as second class citizens. He told the Sutton Guardian, "If I can help put disabled athletics on the map along the way, that is what I want to do".

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  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
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Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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