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22 maggio 2017 1 22 /05 /maggio /2017 08:38

Tracce di Memoria logoNel periodo tra il 1° e il 19 agosto 2017 si svolgerà l'evento denominato "Lungo la strada del Ritorno", consistente in una staffetta commemorativa no-stop Russia-Italia, in occasione del 75° anniversario della “Ritirata di Russia”, per commemorare gli oltre 90.000 caduti e dispersi del Contigente italiano in Russia (poi divenuto Armata - ARMIR ovvero Armata Italiana In Russia) inviato in Russia tra il 1941 e il 1942, in condizioni di confronto quasi impossibili da sostenere e con attrezzature carenti per aggregarsi alla disgraziata "Operazione Barbarossa", avviata dalle truppe del Reich, per concludersi tragicamente nel 1943.

Il programma di tale evento, implicante uno sforzo logistico non indifferente la cui definizione è ormai quasi del tutto completata, è stato sviluppato dall'Associazione storico-culturale Tracce di Memoria" (che ha sede a Isola Vicentina), mentre per l'esecuzione della parte sportiva è stata delegata la compagine sportiva ASD "Atletico Bastia".
La corsa a staffetta prenderà le mosse da Rostoch (Oblast' di Voronež) per concludersi a Vicenza (Piazzale della Vittoria a Monte Berico). 
La prima fase del progetto sarà costituirà dal viaggio verso il punto di partenza, mentre la Staffetta di corsa si svolgerà nell'arco di 12 giorni  no stop, come si è detto - a coprire una distanza di 2700 km.

Più nel dettaglio, lunedì 7 agosto 2017 avrà inizio la staffetta commemorativa che, con una media stimata di 10 km orari, si svolgerà in 12 giorni tra i 2700 Km che separano Rossosch da Vicenza. I 12 atleti (e 2 riserve) dell’Atletico Bastia si alterneranno con l’obiettivo di percorrere quotidianamente circa 20 chilometri ciascuno.
In questo arco di tempo, durante l'esecuzione dell'impresa sportiva, la spedizione si appoggerà a 12 campi base dislocati a circa 240 km l'uno dall'altro, tra Russia, Ucraina, Polonia, Repubblica Ceca e Austria (un breve percorso di poche decine di km sarà anche in territorio tedesco).

La staffetta, dopo aver oltrepassato vari Paesi europei, giungerà, sabato 19 agosto alle ore 16.00, in Italia attraverso il passo del Brennero, per poi toccare le province di Bolzano, Trento, Verona e Vicenza.
L’itinerario terminerà a Vicenza nel “Piazzale della Vittoria” di Monte Berico.
Obiettivo della spedizione è anche quello di effettuare delle riprese video per la realizzazione di un documentario sui luoghi della Campagna italiana in Russia.


1-2-3 agosto. Trasferimento da Vicenza a Rossosch con tappe a Budapest e Kiev.
4-5-6-7-8-9 agosto. Riprese video lungo il fiume Don.
Dal 7 al 19 agosto. Staffetta commemorativa con arrivo a Vicenza, Monte Berico.

 

 

Il percorso del viaggio di andata, sino al punto di partenza della staffetta

Il percorso del viaggio di andata, sino al punto di partenza della staffetta

Le motivazioni dell'Associazione Tracce di Memoria, nell'avvio e nella definizione del progetto.
Il progetto “Lungo la strada del ritorno” nasce dalla convinzione che quella parte di storia italiana avvenuta in territorio russo durante la Seconda guerra mondiale, è stata una sciagura non solo per lo Stato Italiano e l’esercito, ma soprattutto per moltissime famiglie italiane. Ancora oggi, infatti, a distanza di quasi 75 anni dalla ritirata, non conoscono le circostanze che hanno portato alla morte dei propri cari o in quale luogo (campo di prigionia, fossa comune) siano stati sepolti.
Molte sono le testimonianze da parte dei reduci della “Campagna di Russia“ che riportano, anche a nome dei quasi 90.000 Caduti italiani, il loro desiderio di tornare “a baita”, come ricorda Mario Rigoni Stern. Il loro senso del dovere li ha tenuti incollati alla neve per tutto il gelido inverno del 1942-1943 e, solo dopo l’ordine di ripiegamento del 17 gennaio ’43, si è potuto procedere con il rimpatrio.
Proprio in questa fase, si ebbero le conseguenze peggiori, soprattutto per le divisioni alpine “Vicenza”, “Julia” e “Cuneense”, alle quali gli ordini non arrivarono in tempo e anche per questo vi fu un numero rilevante di vittime.
Nel 2010, è stata ritrovata nella steppa Russa la piastrina di riconoscimento di un nostro compaesano, Luigi Arnaldi, catturato durante la ritirata e deceduto poi in un campo di prigionia russo. Il ritorno di questa piastrina in patria è stato un avvenimento molto raro e che ha portato il nostro gruppo a riflettere sull’importanza di ricordare i combattenti.
Infatti, molti di questi Caduti non hanno potuto lasciare alcun ricordo alle loro famiglie, nemmeno qualche loro lettera o oggetto affettivo, e sono dunque stati dimenticati per sempre.
L’intento di questa iniziativa è di percorrere la strada del ritorno in patria, sogno di tanti soldati ma mai realizzato a causa della loro morte.
Grazie al prezioso sostegno di alcuni appassionati per l’aiuto logistico e organizzativo, il progetto è cresciuto sempre di più nel corso dell’ultimo anno, fino ad aprire questa iniziativa non più al solo livello locale ma allargandosi anche a livello regionale, nazionale e internazionale. Stiamo coinvolgendo enti pubblici esterni al nostro circondario. Il gruppo è fortemente motivato nella realizzazione di questo progetto che avrà compimento nel mese di agosto 2017.

Il percorso di ritorno, con le località dove avranno sede i 12 campi-base

Il percorso di ritorno, con le località dove avranno sede i 12 campi-base

La compagine della ASD "Atletico Bastia" che parteciperanno alla staffetta "Lungo la Via del Ritorno"L’Associazione podistica ASD “Atletico Bastia” è di Rovolon in provincia di Padova. Questo gruppo è impegnato da anni nella promozione e nella divulgazione del podismo e delle attività fisiche in generale, con fini educativi e formativi.
Il gruppo svolge attività podistica agonistica, corsa su strada con partecipazione a gare nazionali e internazionali. I suoi atleti si cimentano su tutte le distanze, dalle gare brevi e veloci (5 e 10 km) alle gare più impegnative come la 10 miglia (16 km) o la mezza maratona (21 km), per arrivare alla maratona (42 Km).
Alcuni suoi atleti partecipano anche alle ultramaratone (100 km).
Grazie all’organizzazione di piccoli eventi locali, rivolgono i loro sforzi ai giovani e giovanissimi, con l’intento di avvicinarli al podismo su strada e al trail.
Partecipano inoltre a numerosi trail nazionali mettendo in campo atleti che si distinguono per capacità atletiche ma soprattutto per i valori umani che riescono a trasmettere.
L’associazione “Atletico Bastia” è affiliata ad altre associazioni sportive nazionali: US ACLI, Federazione Italiana di Atletica Leggera e Federazione Italiana Amatori Sport per Tutti.

Grazie alla comune sensibilità di promuovere iniziative a sfondo educativo e sociale, è stata trovata l’occasione di unire le passioni dei due gruppi, “Tracce di Memoria” e “Atletico Bastia”. È cosi nata la volontà di partecipare a questo progetto che fa interagire storia e attività fisica, due passioni molto diverse ma che consentono, tramite questo progetto, di promuovere la conoscenza storica della ritirata di Russia.

Nell'allegato scaricabile è possibile leggere tutte le informazioni sulle diverse iniziative portate avanti dall'Associazione "Tracce della Memoria" e, nello specifico, sul programma dell'iniziativa "Lungo la Strada del Ritorno".

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15 aprile 2016 5 15 /04 /aprile /2016 13:32
(www.ilrestodelcarlino.it)
(www.ilrestodelcarlino.it)

(www.ilrestodelcarlino.it)

Il forlivese Andrea Paganelli (guarda le foto) il 13 aprile è arrivato a Roma a piedi, in Piazza San Pietro.
L'impiegato 49enne e ultramaratoneta per passione, Andrea Paganelli é partito nella mattina di domenica 10 aprile dalla chiesa di Carpena (Forlì) ed è arrivato di mercoledì in piazza San Pietro, nel cuore di Roma Capitale
«Quest’impresa non è stata concepita come un'ultrarmaratona in solitaria né come una sfida né come una gara contro il cronometro. Io l'ho concepita e la voglio interpretare come un pellegrinaggio vero e proprio, per trasmettere un messaggio di pace», aveva dichiarato alla vigilia.
E' stato un viaggio di circa 120 chilometri al giorno, per un totale di 340 km..
Paganelli in passato ha partecipato alla Spartathlon, l’intera distanza tra Atene e Sparta, che misura ‘solo’ 246 chilometri.
Il figlio Simone lo ha seguito in macchina, dandogli tutta la necessaria assistenza.
E, alla fine, davanti alla Basilica di San Pietro ha posato per alcune foto ricordo con uno striscione che vuole trasmettere n messaggio di pace.

Fonte: www.ilrestodelcarlino.it

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17 novembre 2015 2 17 /11 /novembre /2015 02:38

Africa Extreme 2015. Danilo Callegari, chiamato anche "the Wild Ironman, ha portato a termine la sua titanica - triplice - impresa, che è soltanto la terza tappa di un progetto più ampio chiamato "7 Summits Solo Project", conssitente nella realizzazione di una triplice impresa in "solitaria" in ciascuno dei continenti. Onore a lui e al suo team!
Sì, perché per realizzare una simile imprese occorre essere affiancati da un team di tutto rispetto ed essere in possesso di un'attrezzatura adeguata, epr quanto poi ogni singola parte dell'impresa sia stata compiuta da Danilo Callegari in solitaria.
Si può ammirare - indubbiamente - la grandezza dell'impresa, ma non si può non interrogarsi sull'"eticità" di questa maniera di fare sport che, come nel caso della "mania" per le vette sopra gli ottomila, può essere perseguita soltanto al prezzo al prezzo di un'enorme spreco di risorse, in luoghi dove le popolazioni residenti vivono con poche risorse e sempre al limite della sopravvivenza.
Questo tipo di pratica sportiva "estrema" in luoghi esotici rimane pur sempre - a mio avviso - una forma moderna di colonialismo sportivo: il tiro potrebbe essere corretto soltanto dando la possibilità a persone dei luoghi stessi di cimentarsi in simili avventure.
Ma leggiamo, di seguito, il racconto dell'impresa, attraverso i comunicati stampa che sono stati via via lanciati.

Africa Extreme 2015. Il wild Ironman Danilo Callegari ha portato a termine la sua missione africana, terza tappa del 7 Summits Solo Projects
Africa Extreme 2015. Il wild Ironman Danilo Callegari ha portato a termine la sua missione africana, terza tappa del 7 Summits Solo Projects
Africa Extreme 2015. Il wild Ironman Danilo Callegari ha portato a termine la sua missione africana, terza tappa del 7 Summits Solo Projects

Kilimanjaro Summit, Tanzania - 16 novembre. Si è conclusa con successo stanotte alle 2:30 circa (00:30 ora italiana) Africa Extreme 2015, l’ultima grande sfida di Danilo Callegari, conclusasi con la salita e discesa dell’immenso Kilimanjaro in 20h56m45s no stop, con un dislivello complessivo di 8.300 m (4.000D+/4.300D-).

Si chiude quindi la terza tappa del progetto 7 Summits Solo Project, l’ipotesi di 7 spedizioni in 7 continenti per toccare la cima delle sette vette più alte abbinando altre discipline outdoor estreme. Tutto è iniziato nel 2011 con il South America Extreme, dove Callegari ha percorso 4500 km in bicicletta, attraversato due deserti, percorso 300 km in kayak sul lago Titicaca, volato in parapendio sulla costa cilena, da Lima a Santiago del Cile in 4 mesi per scalare in solitaria e in stile alpino il Cerro Aconcagua (6.962 m) per la diretta dei Polacchi. Nel 2012 è stata la volta di EUROPE EXTREME con l’ascesa in solitaria e in stile alpino dell’Elbrus (5.642 m) e rientro a Pordenone, città in cui vive, in bicicletta, in inverno, per un totale di 4000 km.

Con Africa Extreme 2015, l’alpinista-esploratore friulano ha affrontato in condizioni estreme uno dei continenti più selvaggi dell’intero pianeta, passando dall’umido delle acque oceaniche ai caldi torridi delle distese centrali africane, fino ai ghiacci perenni del Kilimanjaro.

L’impresa è iniziata i primi di ottobre con 50 km di nuoto continuativo nell’Oceano Indiano, da Zanzibar fino a Bagamoyo, sulla costa della Tanzania, per proseguire di corsa con 27 maratone in 27 giorni per i 1.150 chilometri di savana, foreste e altipiani che lo separavano dall’approdo sulle spiagge della Tanzania fino alle falde del Kilimanjaro. Millecentocinquanta chilometri di caldo torrido, piogge torrenziali e fango, lungo il Manyara National Park e il Serengeti fino al tanto atteso Kilimanjaro National Park, base di partenza dell’ultimo step che ha visto Callegari salire e scendere il “Kibo” (5.895 m.s.l.m) in meno di 24 ore no stop senza campi intermedi.

“Un emozione fortissima mi ha sorpreso alla vista del cartello di cima del Kilimanjaro” - racconta a caldo Danilo Callegari - “forse tra le più grandi che abbia mai provato. Ho pianto a dirotto di gioia e felicità, mentre ripercorrevo in modo incondizionato tutto quello che ho passato in questi quasi due anni di preparazione, di allenamento, di sacrifici e di complicazioni. Mi sono rivisto, in un flashback, la mia uscita dall’Oceano e tutte le mie 27 maratone”. Nel suo audio messaggio, strozzato ancora dall’emozione, prosegue: “Qualche acciacco fisico me lo sono portato dietro dalle maratone, un dolore all’anca e una tendinite al ginocchio, ma il fisico ha tenuto bene grazie anche alle iniziali condizioni metereologiche buone che mi hanno accompagnato fino a campo 4. Poi il tempo è girato a pioggia mista neve, impedendomi di godere il panorama dalla cima e accompagnandomi per tutta la lunga discesa, soprattutto verso la fine, nella giungla. Ce l’ho fatta e questo è il giusto coronamento di tutto quello che ho affrontato prima.”

I comunicati stampa precedenti

Africa Extreme 2015. Il wild Ironman Danilo Callegari ha portato a termine la sua missione africana, terza tappa del 7 Summits Solo Projects
Africa Extreme 2015. Il wild Ironman Danilo Callegari ha portato a termine la sua missione africana, terza tappa del 7 Summits Solo Projects
Africa Extreme 2015. Il wild Ironman Danilo Callegari ha portato a termine la sua missione africana, terza tappa del 7 Summits Solo Projects
Africa Extreme 2015. Il wild Ironman Danilo Callegari ha portato a termine la sua missione africana, terza tappa del 7 Summits Solo Projects

(Alle falde del Kilimanfiaro, Kilimanjaro National Park, Tanzania - 6 novembre. E adesso il Kilimanjaro. Quella che sembrava un’impresa impossibile, ovvero portare a termine 27 maratone in 27 giorni dopo aver nuotato 50 chilometri tra le onde infide dell’Oceano Indiano, si è trasformata invece in un nuovo, grande successo per Danilo Callegari, l’alpinista-esploratore friulano che ora si appresta all’ultima, decisiva frazione di ‘Africa Extreme 2015’, ovvero la scalata e discesa in 24 ore del Kilimanjaro senza ausilio di ossigeno e campi intermedi.

Sono state 27 maratone terribili quelle corse da Callegari, ricche di colpi di scena e difficoltà, che l’hanno portato a coprire nel tempo previsto i circa 1200 chilometri di savana, foreste e altipiani che lo separavano dall’approdo sulle spiagge della Tanzania fino alle falde del Kilimanjaro. Milleduecento chilometri di caldo torrido, piogge torrenziali e fango, affiancando il Manyara National Park e il Serengeti fino al tanto atteso Kilimanjaro National Park.

“A parte i problemi fisici che mi hanno accompagnato per gran parte della corsa, tutto il resto è stato solamente un cocktail di adrenalina, emozioni, felicità, incredulità, fascino e strizza” - racconta Callegari dal campo base. - “Ho avuto momenti difficili per l’accumulo di stanchezza che giorno dopo giorno mi ha indebolito le difese immunitarie, causandomi forti tendiniti che non mi facevano dormire di notte. Mi sono inginocchiato in più occasioni davanti al dolore, ma ho deciso di rialzarmi perché nessun dolore potrà mai superare la forza di volontà nel non voler mollaremai. La ricerca del limite estremo è spesso un gioco che si incastra tra la vita e la morte, ma che ti fa sentire maledettamente vivo.”

Ora Danilo dovrà affrontare i 5.895 metri della più alta vetta africana, una salita che Callegari inizierà tra pochi giorni, non appena avrà smaltito le tremende fatiche delle 27 maratone consecutive percorse nelle ultime settimane.

“I grandi successi sono sempre frutto di team composti da persone straordinarie” - confessa l’alpinista friulano. - “Adesso, terminate le maratone, mi separerò da Yusuph e Dickson, i miei driver, guide e cuoco sempre pronti e disponibili a soddisfare le mie esigenze con un sorriso sulle labbra. Un grazie particolare va a “Viaggia con Carlo” e “eTripAfrica”, partner in “Africa Extreme”, che mi hanno fornito un’organizzazione logistica veramente impeccabile in un luogo di incredibile bellezza, dove, tra piste sabbiose, vaste savane e villaggi sperduti, ho conosciuto un popolo straordinario che ad ogni saluto mi ha sempre regalato un ampio sorriso”.

 

Africa Extreme 2015. Il wild Ironman Danilo Callegari ha portato a termine la sua missione africana, terza tappa del 7 Summits Solo Projects
Africa Extreme 2015. Il wild Ironman Danilo Callegari ha portato a termine la sua missione africana, terza tappa del 7 Summits Solo Projects
Africa Extreme 2015. Il wild Ironman Danilo Callegari ha portato a termine la sua missione africana, terza tappa del 7 Summits Solo Projects
Africa Extreme 2015. Il wild Ironman Danilo Callegari ha portato a termine la sua missione africana, terza tappa del 7 Summits Solo Projects

(Tutto pronto per la grande impresa Afrika Extreme) Milano, 24 settembre 2015 – A una settimana dalla partenza per “Africa Extreme 2015”, prevista per il 2 ottobre, Danilo Callegari, l’alpinista esploratore friulano ha scelto Milano per incontrare la stampa e fare il punto sugli ultimi preparativi prima della grande avventura.

In una location particolare come quella di Natked, il nuovissimo spazio, nel cuore del business district, destinato al recupero dell’energia e dell’armonia del proprio corpo e dalla propria mente attraverso l’allenamento funzionale, Callegari ha presentato la sua prossima avventura in Africa raccontando le sensazioni e le emozioni che lo hanno accompagnato in più di un anno di preparazione.

Per affrontare questa sfida al limite dell’impossibile Callegari ha ovviamente seguito da mesi un’intensa e specifica preparazione, assistito da un’equipe speciale: dal dottor Giulio Roi, direttore del centro studi Isokinetic all’ex campione di nuoto Marco Bellino; dal nutrizionista Antonio Benetti al maestro di yoga indiano Raju Paithankache.

Dunque è tutto pronto per ‘Africa Extreme 2015’, terza tappa del “7 Summits Solo Project“, l’ambizioso progetto con cui Callegari si propone di raggiungere le sette vette più alte dei 7 Continenti unendo all’impresa alpinistica vera e propria altrettante sfide di outdoor estremo in solitaria.

“Sono pronto a partire per questa mia nuova avventura. Non sono per nulla tranquillo, anzi, mi aspetto di trovare diverse difficoltà, in primis nell’Oceano, che mi metteranno a dura prova. Ma è proprio questo stato d’animo che mi stimola ad affrontare situazioni sempre più impegnative”, - dichiara Callegari - “più è alta l’incertezza della riuscita e più è forte la voglia di provarci … perché i limiti esistono soltanto nella nostra testa”.

Dopo South America Extreme (Cerro Aconcagua) nel 2011 ed Europa Extreme (Elbrus) nel 2012 è la volta di Africa Extreme 2015 e mai come in questo caso si può davvero parlare di sport estremo, reso ancora più duro dal contesto in cui Callegari si misurerà a partire dal 2 ottobre 2015: il continente africano.

Da Zanzibar nuoterà infatti nell’Oceano Indiano per 50 chilometri senza sosta (entro 24 ore) per raggiungere il continente a Bagamoyo. Da lì, attraverso la savana della Tanzania, percorrerà di corsa 1.200 chilometri in 27 giorni, in pratica una maratona al giorno. Raggiunte le pendici del Kilimanjaro (1.600 mt) salirà da un versante fino alla vetta (5.895 mt) senza l’ausilio di campi intermedi, senza ossigeno e portatori, per poi ridiscendere dall’altro versante, il tutto entro il tempo-limite delle 24 ore.

In questi ultimi mesi Callegari ha affrontato con successo tre test per valutare le sue condizioni fisiche: 20 km a nuoto (10,7 miglia) a Lignano Sabbiadoro, la salita e discesa in meno di 24 ore del Monte Rosa con un dislivello da + 3.400 mt a – 3.400 mt, e le 5 maratone in 5 giorni nella foresta slovena.

Una sfida ancora una volta ai limiti dell’impossibile, di fronte alla quale le vette più alte già conquistate delle Alpi, delle Ande, del Caucaso e dell’Himalaya, i 4 deserti attraversati sinora, il tentativo di passaggio in kayak dello Stretto di Magellano ed i 18.000 chilometri percorsi in solitaria nei luoghi più impervi ed inospitali del pianeta, appaiono davvero poca cosa.

Sarà possibile seguire Danilo Callegari durante la sua impresa sui suoi social, sul sito che a breve sarà completamente rinnovato e reso più interattivo.

Africa Extreme 2015. Il wild Ironman Danilo Callegari ha portato a termine la sua missione africana, terza tappa del 7 Summits Solo Projects

(Ultimo test prima della partenza) Postumia - Slovenia, 28 agosto 2015 – A poco più di un mese dalla partenza per l’incredibile avventura di “Africa Extreme 2015”, Danilo Callegari, l’alpinista esploratore friulano, partirà oggi per la Slovenia per l’ultimo test, quello della corsa, in preparazione alla grande impresa che lo porterà il 2 ottobre nella selvaggia Africa.

Dopo il successo dei primi due test, il primo sui 20 km a nuoto (10,7 miglia) a Lignano Sabbiadoro, il secondo con la salita e discesa in meno di 24 ore del Monte Rosa con un dislivello da + 3.400 mt a – 3.400 mt, è la volta delle maratone in serie.

Con partenza da Postumia, nella Slovenia sud occidentale, dal 29 agosto al 2 settembre Callegari percorrerà 5 maratone in 5 giorni attraversando la spettacolare foresta di Kocevje passando per Masun, Sneznik, Grcarice, Kozarisce.

Giusto un assaggio di quello che dovrà affrontare nella sua prossima avventura, dove di maratone ne dovrà percorrere 27 in 27 giorni nella savana incontaminata della Tanzania.

Non a caso il test della corsa è stato lasciato per ultimo: “è il momento di rimanere da solo, concentrato su me stesso e sulla mia resistenza in un luogo selvaggio che mi faccia trovare la concentrazione e che mi prepari a quello che dovrò affrontare in Africa tra un mese”, dichiara Danilo Callegari spiegando così il motivo della scelta di correre all’interno della magica foresta della Slovenia.

‘Africa Extreme’ vedrà il wild iron man nuotare per 50 km nell’oceano Indiano da Zanzibar fino alla costa, da lì – attraverso la savana – percorrere una maratona al giorno per 27 giorni per raggiungere le pendici del Kilimanjaro che poi scalerà senza l’ausilio di campi intermedi, ossigeno e portatori fino a raggiungere la vetta per poi ridiscendere l’altro versante.

Proprio per affrontare questa sfida al limite dell’impossibile Callegari ha iniziato da mesi un’intensa e specifica preparazione, assistito da un’equipe speciale - dal dottor Giulio Roi, direttore del centro studi Isokinetic all’ex campione di nuoto Marco Bellino; dal nutrizionista Antonio Benetti al maestro di yoga indiano Raju Paithankache - che l’ha portato al test in acqua di Lignano, prima vera prova per verificare l’efficacia del lavoro svolto in questi mesi.

Conclusi i test, prima di chiudersi in un “isolamento” propedeutico alla partenza, Danilo Callegari parlerà della sua prossima avventura a tutti gli amici durante "Africa Extreme Official Launch Event", l’evento nel contesto del Fuori tutti Summerside, che lo vedrà protagonista venerdì 4 settembre presso il ristorante “Al Baffo” di Roveredo in Piano – PN. Durante la serata Danilo, grazie al suo sponsor “Viaggia con Carlo”, regalerà un viaggio trekking in Nepal.

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4 novembre 2015 3 04 /11 /novembre /2015 06:12
Daniele Alimonti ha festeggiato il suo 50° compleanno, correndo una maratona al giorno per 50 giorni
Daniele Alimonti ha festeggiato il suo 50° compleanno, correndo una maratona al giorno per 50 giorni

il romano Daniele Alimonti che nella vita fa anche il runner appassionato ha deciso di festeggiare il suo 50° compleanno, correndo ogni giornouna maratona, occasionalmente affiancato da qualche volenteroso, disposto a condividere con lui una parte dei chilometri giornalieri.
Daniele Alimonti, pur essendo la sua impresa spontanea e non regolamentata, si affianca nel perseguimento di quest'idea all'impresa compiuta dall'ultramaratoneta statunitense Dean Karnazes (50 maratone, una al giorno in ciascuno degli stati USA), successivamente replicata da Enzo Caporaso, presdiente dell'ASD Il Giro d'Italia Run (51 maratone)
Il primo appuntamento ha avuto luogo, il 16 settembre 2015, a Roma alle ore 20.00, a ridosso del Parco Talenti, in Via Casal Boccone angolo Via V. U. Ojetti, su una pista ciclabile nuova di zecca lunga 2109,75 m, rigorosamente misurata da un ingegnere.
Qui, si è andati avanti e indietro per 10 volte, e alla fine i presenti, anche se hanno fatto solo una parte dei chilometri previsti per la canonica maratona, hanno ricevuto una medaglia e un diploma.

Tutti avrebbero potuto possono parteciparvi, anche i super-maratoneti italiani, anche se - ovviamente - essendo una manifestazione spontanea e non vidimata FIDAL - al termine non sarebbe stato l'agognato "punto maratona", del quale tutti gli aderenti al Club dei Super-maratoneti italiani cercano spasmodicamente, per accrescere il loro carnet di gare concluse.

La corsa, infatti, pur essendo più regolare di molte altre, per motivi economici, non è stata patrocinata dalla FIDAL e affini, né i tempi sono registrati da giudici istituzionali, essendo ogni partecipante arbitro di se stesso (così come è stato per i 49 "eventi" successivi).
Anche per quanto riguarda lo stato di salute, ognuno avrebbe dovuto provvedere da sé. Pur essendo basata sul principio del "fai-da-te" e della lealtà sportiva, nel corsa di questa prima maratona delle 50 previste, ognuno avrebbe dovuto indossare un regolare numero di gara (pettorale) che poteva essere scaricato dal sito, scegliendo il numero preferito. Nessuna quota d'iscrizione. la quota d’iscrizione.

Oggi 4 novembre 2015, Daniele Alimonti ha corso la sua ultima maratona (la 50^) ed - lo ricordiamo - esattamente il giorno del suo compleanno.
E, qindi, a Daneiel Alimonti i nostri più calorosi auguri sia per il suo 50° compleanno, sia per il compimento dell'impresa che, meritoriamente, è stata collegata ad un'iniziativa di solidarietà.

Nelle foto in alto: il gruppetto di atleti che ha partecipato alla prima delle 50 maratone, il 16 settembre 2015 e Daniele Alimonti al termine di una gara all'estero cui ha partecipato.

Daniele Alimonti ha festeggiato il suo 50° compleanno, correndo una maratona al giorno per 50 giorni
Daniele Alimonti ha festeggiato il suo 50° compleanno, correndo una maratona al giorno per 50 giorni
Daniele Alimonti ha festeggiato il suo 50° compleanno, correndo una maratona al giorno per 50 giorni
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29 ottobre 2015 4 29 /10 /ottobre /2015 06:22
The Walk. Robert Zemeckis racconta la vicenda straordinaria di Philippe Petit e della sua camminata in cielo tra le Torri Gemelle
The Walk. Robert Zemeckis racconta la vicenda straordinaria di Philippe Petit e della sua camminata in cielo tra le Torri Gemelle
The Walk. Robert Zemeckis racconta la vicenda straordinaria di Philippe Petit e della sua camminata in cielo tra le Torri Gemelle

Con il film di Robert Zemeckis "The Walk. A True Story" (2015) che racconta la storia del francese Philippe Petit, funambolo eccellente ed intrepido (ma anche - a suo modo - filosofo), e la sua camminata su di un cavo d'acciaio teso tra le due Torri gemelle di New York (ancora in via di costruzione) ritorna in auge l'interesse per questo singolare e temerario personaggio che, indubbiamente, ha molto da insegnare ... soprattutto per quanto concerne l'essere "visionari" e il perseguire con determinazione e tenacia i propri sogni...
Già nell'ormai lontano 2009 avevo scritto di lui, dopo aver letto alcuni dei suoi libri ispirati (post cui diedi il titolo: ("L'insegnamento di Philippe Petit, ultra-funambolo e pensatore spontaneamente mistico").
Si trattò di un'inpresa sportiva che fini anche con il diventare opera d'arte ineguagliabile e slancio mistico verso il Cielo (come hanno detto alcuni, anche "camminata tra la vita e la morte"), destinata a rimanere impresa unica ed irripetibile (perchè anche se qualcuno avesse voluto o volesse imitarlo, mancherebbero le Torri gemelle con la loro particolare conformazione che le rese idonee al compimento di una simile avventura funambolica).
In basso il link al mio post di allora...

The Walk. Robert Zemeckis racconta la vicenda straordinaria di Philippe Petit e della sua camminata in cielo tra le Torri Gemelle

(da Wikipedia) The Walk. A True Story è un film biografico del 2015 co-scritto e diretto da Robert Zemeckis, con protagonista Joseph Gordon-Levitt nei panni di Philippe Petit, noto funambolo francese, che il 7 agosto 1974 compie la sua più grande impresa: la traversata delle Torri Gemelle del World Trade Center su un cavo d'acciaio senza alcuna protezione[1].
La pellicola è l'adattamento cinematografico del libro Toccare le nuvole fra le Twin Towers. I miei ricordi di funambolo (To Reach the Clouds), scritto dallo stesso Petit nel 2002, ripubblicato in contemporanea con l'uscita italiana del film col titolo The Walk.
Si tratta della terza opera cinematografica basata sulla traversata di Philippe Petit, dopo il cortometraggio High Wire di Sandi Sissel del 1984 ed il documentario Man on Wire - Un uomo tra le Torri di James Marsh, che vinse il Premio Oscar per il Miglior documentario nel 2009.

Il trailer del film di Zemeckis

The Walk - Officially Extended Trailer

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12 settembre 2015 6 12 /09 /settembre /2015 05:49

Il trekker e nordic walker catanese Rosario Catania è protagonista tra l'11 e il 12 settembre 2015 di una nuova incredibile ascesa-discesa dell'Etna, dal livello del mare ai crateri sommitali e ritorno con immersione a - 30 metri: si tratta dell'impresa denominata Etna Vertical Experience (EVE).

“Proveremo a raccontare ancora una volta la storia di questa meravigliosa quanto martoriata terra etnea, lo faremo come meglio sappiamo fare, con lo sport. La Natura ci dirà se dobbiamo scendere o no a -30 sotto la superficie del mare dopo i 6000 metri di dislivello complessivo in altitudine. Noi siamo ‘in ascolto. Francis Bacon ha scritto: Alla natura si comanda solo ubbidendole”.
Con queste parole Rosario Catania – il trekker catanese detentore del Guinnes World Record nella camminata Nordic Walking con i bastoncini, già protagonista il 21 giugno scorso di Etna Endurance Unesco 2015 – ha presentato al Lido Esagono di Acicastello EVE (Etna Vertical Experience) la nuova sfida dell’11 e 12 settembre 2015, tentativo di record up & down (0 mslm, circa 3000 metri, -30 sotto il livello del mare) con immersione subacquea e ascesa sul vulcano.

In totale, Rosario Catania coprirà circa 81 chilometri, tra salita e discesa, con partenza e arrivo dal Lido Esagono, dove è in programma (tempo permettendo) sabato mattina l’immersione finale nello spazio di mare dove il 21 giugno 2013, per una singolare e straordinaria coincidenza con la data dell’iscrizione dell’Etna nella World Heritage List, furono rinvenuti reperti archeologici di grande interesse, inseriti nel progetto Teochles della Soprintendenza per il Mare.
EVE ha avuto inizio alle 17.00 di venerdì 11 con la partenza dal Lido Esagono in direzione Etna per l’itinerario: Aci Castello, San Giovanni La Punta, Pedara, Etna-Sud Rifugio Sapienza, ascesa dell’Etna fino a 2.920 metri s.l.m., Rifugio Sapienza e rientro al Lido Esagono alle 9 del matino di sabato 12.
Alle 10.00 la discesa in mare con raggiungimento di quota -30 metri. La gara si concluderà intorno alle 11 con la registrazione del tempo finale.

Alla presentazione, condotta dal giornalista del Parco dell’Etna (tra gli enti patrocinatori) Gaetano Perricone, che ha portato il saluto della presidente Marisa Mazzaglia, sono intervenuti i principali sostenitori di Rosario Catania nella sua nuova impresa: Gianfranco Strano, del Lido Esagono, che ospita l’evento con convinzione ed entusiasmo, valutandone il forte effetto di promozione del territorio; Salvo Caffo, vulcanologo del Parco dell’Etna, che ha evidenziato il grande interesse geologico della nuova sfida di Rosario tra mare e Vulcano; Giancarlo Tatoli, di ESA diving Brezza di Mare, che ha sottolineato la duttilità e l’impegno del trekker nel preparare l’immersione subacquea; Guido Capraro, delle FIPSAS, Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee, che ha ricordato il grande valore sportivo di Etna Vertical Experience.

Giovanni Vitale, team leader e rappresentante della ST Microelecronics, l’azienda per la quale lavora Rosario Catania, che ha posto l’accento sul ruolo fortemente positivo e trainante di testimonial dell’atleta per l’immagine aziendale. Alla ST e al suo management, che lo ha sempre seguito e sostenuto, Rosario Catania ha voluto dedicare l’auspicato record nella nuova sfida.0
Ha infine portato un saluto Antonio Mirulla, presidente dell’associazione Etna e Dintorni e del comitato regionale della Federazione Italiana Escursionismo, componente del CEPES (il Comitato Etneo Promozione Eventi Sportivi), in ogni evento vicinissimo a Rosario Catania.

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4 settembre 2015 5 04 /09 /settembre /2015 06:56

Il 30 agosto 2015 si è concluso il Cammino "Le Vie Storiche di Sicilia da Cefalù a Taormina", organizzato dall'associazione sportivo-culturale "LaLIneaRetta" (fondata dai due ultramaratoneti e walker Elena Cifali e Vincenzo Ferro).

I due eroi seguiti da un piccolo manipolo di amici e supporter sono partiti da Cefalù il 26 agosto e hanno percorso la distanza che li separava da Taormina in cinque tappe, passando attraverso paesaggi di grande bellezza, percorrendo le antiche "regie Trazzere" e facendo sosta Piano Battaglia, Sperlinga, Troina e Randazzo.
Duecentoquaranta chilometri in cinque giorni per le vie attraversate dalla storia della Sicilia.

In questo cammino altri maratoneti e appassionati camminatori hanno affiancato Elena e Vincenzo nel cuore della Sicilia, tra Regie Trazzere e centri storici, tra sport e cultura.
Quello che segue è il racconto di Elena Cifali, pubblicato nel magazine web Etnalife.

(Elena Cifali) Il “Cammino per le vie storiche di Sicilia” è stato affrontato da persone che hanno voluto mettersi in gioco lungo le 5 tappe che, da Cefalù, hanno raggiunto Taormina, passando da Piano Battaglia, Sperlinga, Troina e Randazzo. Il Cammino – durante il suo svolgersi – diventa pian piano l’unico scopo e l’unico compagno della propria vita. Diventa filosofia e metafora. Il rispetto per il proprio corpo, per le proprie poche cose, per la natura, assorbono il camminatore e lo trascinano in una dimensione unica e semplice.
Le nostre cinque tappe sono state lunghe e faticose ma sicuramente ricche di fascino ed entusiasmo. Abbiamo camminato in gruppo con un numero di partecipanti variabili da cinque a dodici. Non è stato semplice gestire l’intero itinerario, abbiamo cercato di pianificare tutto, prevedendo anche le variabili e le necessità che ogni camminatore avrebbe potuto avere. Ma, come in tutte le cose, gli imprevisti non sono mancati.

Durante il primo giorno, quando il sole calava, abbiamo avuto qualche difficoltà a trovare la traccia del sentiero dentro il bosco di Piano Battaglia. Abbiamo gestito l’imprevisto con grandissima capacità di orientamento, forte senso di responsabilità e unione tra noi e alla fine tutto si è risolto nel migliore dei modi.
Durante il secondo giorno l’imprevisto è stato causato da un’incomprensione con l’Amministrazione Comunale di Sperlinga che purtroppo si è fatta trovare impreparata nell’ospitarci. Anche in questo caso abbiamo saputo gestire l’emergenza e in breve tempo, soprattutto grazie alla grandissima ospitalità degli abitanti del luogo, siamo riusciti a soddisfare tutte le nostre esigenze. Esigenze che per un camminatore, al termine della giornata si traducono in una doccia calda, del buon cibo e un letto pulito.
Durante il terzo giorno, quando mancavano ancora parecchie ore alla fine del nostro viaggio a piedi siamo stati sorpresi dalla pioggia che, se per un verso ci ha rinfrescati oscurando il sole cocente di fine agosto, dall’altro ha messo alla prova la nostra capacità di tollerare un cammino bagnato.
Il quarto e il quinto giorno sono stati i più duri in assoluto perché la stanchezza si è fatta sentire (compagna infame!). Le alte temperature associate a un asfalto rovente hanno infuocato i nostri corpi, i nostri visi e soprattutto i nostri piedi. Vesciche, polpacci gonfi, gambe doloranti non sono stati sufficienti a fermarci.

Abbiamo percorso quasi 240 chilometri in cinque giorni: la stanchezza, la fatica, il sudore, le notti troppo brevi, le giornate che iniziavano molto prima dell’alba e finivano a notte inoltrata non ci hanno scoraggiati. Siamo fieri e orgogliosi di aver progettato un itinerario così bello tra le trazzere siciliane, d’aver saputo tenere fede ad un impegno preso con noi stessi prima e con chi ci ha supportati poi – a questo proposito voglio fare notare che ben oltre 100 persone si sono affiancate a noi a vario titolo durante questo Cammino –.
Io e Vincenzo, ideatori de Lalinearetta, vogliamo ringraziare tutti coloro che ci sono stati vicini, i nostri amici della IBISCUS e della ASLTI a cui il Cammino è stato dedicato; tutte le amministrazioni Comunali interessate, in particolare modo quella di Taormina, Cefalù, Sperlinga, Troina e Randazzo; gli amici del CAI; il Parco dell’Etna col suo Presidente Marisa Mazzaglia e l’addetto stampa Gaetano Perricone; i Professori Lisa Bachis e Filippo Grasso; il vulcanologo Salvo Caffo; la società sportiva ASD Tre GMS; l’amico Davide Sabatino che si ringrazia per la gentilezza, la cortesia e la premura avuta nei nostri confronti; l’amico Dario La Martina. Un grazie a parte, immenso e lungo come i chilometri che abbiamo percorso, va a tutti coloro che hanno condiviso con noi il Cammino: Gregorio Chiarenza, Dario D’amico, Antonino Pasqualino, Alisia Calderone, Roberta Cascino, Rosario Maccarrone, Daniela Palma, Rosalba Fazio, Antonio Aloi, Maria Grazia Sorrentino, Patrizia Giordano, Daniela Palma, Marco Ciolino, Mario Sarrica, Alessio D’Arrigo, Roberta Matrone.
Vi diamo appuntamento al prossimo anno certi e convinti che questo Cammino avrà una lunghissima storia!

 

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12 luglio 2015 7 12 /07 /luglio /2015 06:46
Project Gump. Di corsa attraverso gli USA da costa a costa in 100 giorni
Project Gump. Di corsa attraverso gli USA da costa a costa in 100 giorni
Project Gump. Di corsa attraverso gli USA da costa a costa in 100 giorni
Project Gump. Di corsa attraverso gli USA da costa a costa in 100 giorni
Project Gump. Di corsa attraverso gli USA da costa a costa in 100 giorni
Project Gump. Di corsa attraverso gli USA da costa a costa in 100 giorni

Il 23enne studente Barclay Oudersluys, già veterano del Triathlon, ha deciso di attraversare di corsa gli Stati Uniti da costa a costa e da Ovest ad Est, mettendosi - in solitaria - sulle orme del mitico Forrest Gump e trasponendo nella realtà la finzione cinematografica messa in scena dal celebrato film di Zemeckis.
Ouder Barclays, inutile dirlo,èun ammiratore del personaggio di Forrest Gump e appassionato del film che ne racconta la storia.
E' partito dalla California il 9 maggio scorso ed è adesso a metà strada: deve percorrere in totale oltre 5200 km (3200 miglia) e, visto che si è posto l'obiettivo di completare la sua fatica in 100 giorni, deve procedere ad una velocità di crociera stabile, in modo tale da non accumulare ritardi che, per il rispetto della tabella di marcia, non sono ammessi in alcun modo.

La media oraria che ha sinoa mantenuto è di 53 km al giorno.

Dietro l'obiettivo "geografico" che si è posto di raggiungere (il Maine), Oudersluys ne ha un altro più impegnativo: utilizzare la sua corsa per raccogliere fondi per un progetto benefico.
Corsa e raccolta di fondi sono unite assieme dalla targa "Project Gump".

"Ho deciso che se Forrest Gump poteva correre in tutto il paese, avrei potuto farlo anch'io". E così Barclay Oudersluys, 23 anni e grande fan della pellicola resa celebre dal premio Oscar Tom Hanks, il 9 maggio ha dato inizio alla sua sfida: attraversare gli Stati Uniti correndo, in 100 giorni.
Dalla California al Maine, in tutto Barclay, veterano di triathlon, dovrà percorrere più di cinque mila chilometri.
Ora è a metà strada, con un'andatura di 53 chilometri al giorno. Ma per Barclay non si tratta solo di una sfida con se stesso, bensì di un progetto più ampio: raccogliere 10 mila dollari per la "Hall STEPS Foundation", organizzazione no-profit fondata nel 2009 dai fondisti Ryan e Sara Hall.

Sul profilo Twitter "Project Gump" Barclay raccoglie gli scatti della sua estenuante impresa

Project Gump. Di corsa attraverso gli USA da costa a costa in 100 giorni
Project Gump. Di corsa attraverso gli USA da costa a costa in 100 giorni
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12 giugno 2015 5 12 /06 /giugno /2015 10:27
Sicily Coast to Coast Ultratrekking 2015. Si svolgerà dal 22 al 25 giugno: protagonisti principali il palermitano Salvatore Maira, Giuseppe Di Adamo e Pippo Ruggeri

Salvatore Maira - assieme a Giuseppe Di Adamo e a Pippo Ruggeri -  darà vita dal 22 al 25 giugno 2015 ad un Ultratrekking dal Sud al Nord della Sicilia (Sicilia Coast2Coast "Walking&Trail Experience" Ultratrekking), sulle tracce della "mitica" Coast2Coast in mountain bike.
La presentazione dell'evento avrà luogo nel pomeriggio del 13 giugno 2015, a partire dalle ore 18.00, nei locali del negozio Per...Correre, in Via Croce Rossa (Palermo).

Sarà un'Impresa impegnativa sulle proprie gambe, in tre tappe giornaliere di circa 70 km con quasi 6000mt di dislivello

Ecco cosa dice Salvatore Maira per presentare la sua impresa e per percorrere succintamente le sue fonti di ispirazione.

Ho fatto la prima Coast2Coast nel 2007. E' nata dall'idea di un visionario di 54 anni che aveva l'hobby della mountain bike, allora diffusa come ora...
Questo visionario, che si è rotto qualche osso volando con il deltaplano, che fa immersioni subacquee, che scia, e che si fa qualche percorso di downhill ancora oggi, si chiama Franco Tedesco.
Grazie alla sua determinazione ha trasformato un sogno in realtà!
Ha percorso in MTB e in enduro tutti i sentieri possibili e immaginabili, fino a collegare San Leone con Mondello, da mare a mare, attraversando la Sicilia da Sud a Nord.
Da quel 2007, la C2C l'ho fatta cinque volte, ogni volta maledicendomi e chiedendomi il perché voler ripetere tanta sofferenza (si percorre ad agosto con temperature che, in alcuni punti, arrivano a superare i 38°, con punte di 44°; le percorrenze e i dislivelli con sadismo sono stati progressivamente aumentati da 220 km agli attuali 330 circa).
La spiegazione viene dal fatto che il raid ha un suo fascino particolare, con un vissuto di paesaggi, di esperienze ogni volta diverse, di compagni di viaggio che hanno alle spalle storie sportive diverse.
Le mie esperienze nel mondo del trail, avvenute grazie a Giuseppe Cuttaia, incontrato per caso una notte a Pizzo Manolfo, mi hanno fatto modificare la prospettiva del raid...perché non percorrere a piedi, in ultratrekking, ciò che ho già fatto in mountain bike?
Questa idea è stata un tarlo.
Ho pensato tanto e alla fine, come mi capita in tutte le cose che faccio, per vincolarmi ho fissato una data.
Detto fatto ho coinvolto il Patron della C2C Franco Tedesco per farmi aiutare e consigliare sui tracciati, le percorrenze e la logistica dei riposi...
Il resto è stato la gradita presenza degli amici che condivideranno questa bella avventura: Giuseppe Di Adamo e il grande Pippo Ruggeri!
Un grazie per i consigli e l'appoggio morale del Presidente della Panormus Giuseppe Cuttaia.

Salvatore Maira

Le tre tappe dell'Ultratrekking Sicily Coast2Coast 2015, con i relativi profili altimetrici
Le tre tappe dell'Ultratrekking Sicily Coast2Coast 2015, con i relativi profili altimetrici
Le tre tappe dell'Ultratrekking Sicily Coast2Coast 2015, con i relativi profili altimetrici

Le tre tappe dell'Ultratrekking Sicily Coast2Coast 2015, con i relativi profili altimetrici

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12 giugno 2015 5 12 /06 /giugno /2015 05:46
Cammino per le Vie storiche di Sicilia da Cefalù a Taormina. Una nuova impresa di Elena Cifali ed Enzo Ferro, nello spirito di "La LineaRetta"

Gli ideatori di Lalinearetta Vincenzo Ferro ed Elena Cifali si rimetteranno presto in cammino e lo faranno seriamente come sempre.

Dopo la loro impresa del luglio 2014, quando camminarono per quasi 90 chilometri da Capo D’Orlando a Randazzo seguendo un’immaginaria linea retta, il prossimo agosto sfideranno se stessi in una nuova avventura.

Infatti, da mesi i due amici e compagni di squadra hanno esplorato la possibilità di camminare in un itinerario di nuovo tutto  siciliano per riscoprire e valorizzare il territorio in cui vivono.

Sono occorse molte ore di lavoro per realizzare un “grande evento” firmato Lalinearetta:

Si tratterà del Cammino per “Le Vie Storiche di Sicilia da Cefalù a Taormina”.

Il loro viaggio, rigorosamente a piedi, attraverso secoli di storia tra le cosiddette “Regie Trazzere di Sicilia”, inizierà il prossimo 26 agosto da Cefalù e si concluderà il 30 agosto a Taormina, seguendo un itinerario da loro stessi studiato a tavolino.

Enzo e Elena si avvaloreranno della collaborazione organizzativa e logistica del Comune di Nicolosi e durante il loro viaggio faranno sosta per la notte nei Comuni di Polizzi Generosa, Nicosia, Bronte e Randazzo.

Tanti luoghi e paesi  saranno attraversati durante i cinque giorni di cammino.

Inoltre, i due saranno affiancati e godranno dell’esperienza di una importante Organizzazione di Volontariato che l'"Associazione Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia", con sede nel Comune di Messina, con cui Lalinearetta collaborerà per promuovere il dialogo e lo scambio di buone prassi al fine della valorizzazione del patrimonio artistico, culturale ed ambientale del territorio siciliano ed in particolare degli itinerari naturalistici.

Il loro impegno non sarà solamente sportivo ma sosterranno una raccolta fondi a favore della Lega Ibiscus ONLUS - Lega per la ricerca ed il trattamento dei tumori infantili, al fine di promuovere la cultura della solidarietà, per fare cerchio attorno a tutti quei bambini sfortunati affetti da forme diverse di tumori, contribuendo a dare sostegno alle loro famiglie, cosicchè nessuno si senta mai solo e abbandonato

Lo scopo di Enzo e Elena sarà quello di vivere la meravigliosa Isola che ha dato loro i natali, conoscerne la storia, la cultura e le tradizioni, e insieme ad altri attori importanti presenti nel territorio creare una rete per promuovere l’identità siciliana attraverso l’informazione e lo scambio culturale.

 

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  • : Ultramaratone, maratone e dintorni
  • Ultramaratone, maratone e dintorni
  • : Una pagina web per parlare di podismo agonistico - di lunga durata e non - ma anche di pratica dello sport sostenibile e non competitivo
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  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.
  • Mi chiamo Maurizio Crispi. Sono un runner con oltre 200 tra maratone e ultra: ancora praticante per leisure, non gareggio più. Da giornalista pubblicista, oltre ad alimentare questa pagina collaboro anche con altre testate non solo sportive.



Etnatrail 2013 - si svolgerà il 4 agosto 2013


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Il perchè di questo titolo

DSC04695.jpegPerchè ho dato alla mia pagina questo titolo?

Volevo mettere assieme deio temi diversi eppure affini: prioritariamente le ultramaratone (l'interesse per le quali porta con sè ad un interesse altrettanto grande per imprese di endurance di altro tipo, riguardanti per esempio il nuoto o le camminate prolungate), in secondo luogo le maratone.

Ma poi ho pensato che non si poteva prescindere dal dare altri riferimenti come il podismo su altre distanze, il trail e l'ultratrail, ma anche a tutto ciò che fa da "alone" allo sport agonistico e che lo sostanzia: cioè, ho sentito l'esigenza di dare spazio a tutto ciò che fa parte di un approccio soft alle pratiche sportive di lunga durata, facendoci rientrare anche il camminare lento e la pratica della bici sostenibile. Secondo me, non c'è possibilità di uno sport agonistico che esprima grandi campioni, se non c'è a fare da contorno una pratica delle sue diverse forme diffusa e sostenibile. 

Nei "dintorni" della mia testata c'è dunque un po' di tutto questo: insomma, tutto il resto.

Come nasce questa pagina?

DSC04709.jpeg_R.jpegL'idea motrice di questo nuovo web site è scaturita da una pagina Facebook che ho creato, con titolo simile ("Ultramaratone, maratone e dintorni"), avviata dall'ottobre 2010, con il proposito di dare spazio e visibilità  ad una serie di materiali sul podismo agonistico e non, ma anche su altri sport, che mi pervenivano dalle fonti più disparate e nello stesso tempo per avere un "contenitore" per i numerosi servizi fotografici che mi capitava di realizzare.

La pagina ha avuto un notevole successo, essendo di accesso libero per tutti: dalla data di creazione ad oggi, sono stati più di 64.000 i contatti e le visite.

L'unico limite di quella pagina era nel fatto che i suoi contenuti non vengono indicizzati su Google e in altri motori di ricerca e che, di conseguenza, non risultava agevole la ricerca degli articoli sinora pubblicati (circa 340 alla data - metà aprile 2011 circa - in cui ho dato vita a Ultrasport Maratone e dintorni).

Ho tuttavia lasciato attiva la pagina FB come contenitore dei link degli articoli pubblicati su questa pagina web e come luogo in cui continuerò ad aprire le gallerie fotografiche relative agli eventi sportivi - non solo podistici - che mi trovo a seguire.

L'idea, in ogni caso, è quella di dare massimo spazio e visibilità non solo ad eventi di sport agonistico ma anche a quelli di sport "sostenibile" e non competitivo...

Il mio curriculum: sport e non solo

 

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